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07 marzo 2013

1)WWF: l’Italia ha bisogno di una roadmap per la decarbonizzazione 2)Aggiornamento Pm 2,5 e Pm 10 a Vado Ligure e Quiliano

Tratto da La Repubblica

WWF: l’Italia ha bisogno di una roadmap per la decarbonizzazione

Il WWF spera che i nuovi politici al governo realizzino quanto di "ambientale" hanno inserito nei rispettivi programmi elettorali

(Rinnovabili.it) – Energia, consumo di suolo e bonifiche dovranno essere le protagoniste dei nuovi programmi di governo per ottenere in Italia il miglioramento che serve alla rinascita. Queste le parole del WWF che punta ad inserire sempre più spesso la parola ambiente tra le nuove pagine della roadmap per la decarbonizzazione, della normativa contro il consumo di suolo e della legge sul Governo del territorio, che vorrebbe pronte a breve insieme a regole più rigide sulle bonifiche.  
“Tra le 8 priorità del Partito Democratico che si candida al Governo del Paese sono stati finalmente inseriti esplicitamente i temi dell’economia verde e dello sviluppo sostenibile (punto 6): un segnale che forse in Italia sta cominciando a cambiare qualcosa”, ha commentato il WWF, chiedendo a Pierluigi Bersani di essere più esplicito e coraggioso, ricordando la necessità di un Green Deal (‘cambiamento/svolta verde’).  
La richiesta di una roadmap nazionale di decarbonizzazione avanzata dal WWF, viene specificato nel comunicato stampa diffuso, servirà a migliorare le condizioni di salute del paese aiutando a raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabili entro il 2050 e a procedere all’abbandono delle fonti fossili per la produzione di energia e di conseguenze allo stop delle trivellazioni off shore. 
 ______________
 
Aggiornamento Pm 2,5 e Pm 10 a 
Vado Ligure e Quiliano  

Riportiamo alcuni valori delle polveri sottili Pm 2,5 e Pm 10 ,presenti su Ambiente in  Liguria ,per le Stazioni di Quiliano e Vado Ligure dei primi giorni di marzo.

A buon intenditor bastano pochi valori.............

Non saranno certo dovuti solo al traffico, in realtà molto limitato in questi giorni sul nostro territorio ...
 
Continuiamo ad essere in attesa di provvedimenti seri che tutelino la nostra salute anche perché è giunto il momento di di porre "come priorità atti concreti a tutela della salute dei cittadini".

Mercato Generale - Quiliano - Tipo zona: Suburbana - Tipo postazione: Industria
Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
01/03/2013 00:0002/03/2013 00:0024 Si No
03/03/2013 00:0004/03/2013 00:0046 Si No
04/03/2013 00:0005/03/2013 00:0047 Si No
05/03/2013 00:0006/03/2013 00:0050 Si No

Via Aurelia - Via Ferraris - Vado L. - Tipo zona: Urbana - Tipo postazione: Traffico
Pm10 - camp. continuo, raggi beta
01/03/2013 00:0002/03/2013 00:0032 Si No
02/03/2013 00:0003/03/2013 00:0051 Si No
03/03/2013 00:0004/03/2013 00:0064 Si No
04/03/2013 00:0005/03/2013 00:0060 Si No
05/03/2013 00:0006/03/2013 00:0081 Si No


Via Aurelia - Via Ferraris - Vado L. - Tipo zona: Urbana - Tipo postazione: Traffico
Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
02/03/2013 00:0003/03/2013 00:0043 Si No
03/03/2013 00:0004/03/2013 00:0052 Si No
04/03/2013 00:0005/03/2013 00:0049 Si No
05/03/2013 00:0006/03/2013 00:0065 Si No

19 marzo 2012

Assemblea Strasburgo, avanti tutta su road map verso 2050

Tratto da Ansa

Clima: eurodeputati, ora si' a taglio 40% CO2 entro il 2030

Assemblea Strasburgo, avanti tutta su road map verso 2050

Sì del Parlamento europeo a obiettivi chiari di taglio delle emissioni di Co2.  
Sì del Parlamento europeo a obiettivi chiari di taglio delle emissioni di Co2.
STRASBURGO - Avanti tutta degli eurodeputati sul fronte della lotta al cambiamento climatico: l'Assemblea di Strasburgo ha dato il suo via libera ad una risoluzione che appoggia la road map della Commissione Ue, che prevede per i 27 Stati membri una riduzione dell'80% delle emissioni di gas serra entro il 2050, con due tappe intermedie: la riduzione del 40% entro il 2030 e del 60% entro il 2040. La risoluzione ha ottenuto 398 voti a favore, 132 contrari e 104 astensioni. ''Piu' facciamo oggi - ha detto Chris Davies, relatore del documento - e piu' facile sara' in futuro''.
''O assumiamo la leadership nel promuovere un'economia a basso contenuto di carbonio - ha aggiunto il liberaldemocratico inglese - oppure rimaniamo indietro.
Questa e' un'opportunita' per promuovere investimenti e stimolare l'innovazione tecnologica''. 
Gli eurodeputati sostengono la contestata tassa sul carbonio del settore dell'aviazione e la riduzione del 60% della CO2 dei trasporti per il 2050. L'Assembela di Strasburgo appoggia la proposta di target vincolanti sulle energie rinnovabili entro il 2030 e chiede alla Commissione Ue di proporre misure specifiche per tagliare le emissioni del settore dell'agricoltura.
 .........
''Il futuro dell'Europa - ha aggiunto Leinen - dipende da un uso efficiente, sostenibile e competitivo dell'energia''.

Leggi su Uomini Liberi
DECARBONIZZARE!
Così raccomanda l'Unione Europea e stabilisce anche una data: entro il 2030! Peccato che certe multinazionali, come Sorgenia ( azionista di Tirrenopower) entro tale data vogliano aumentare il consumo di fossile, altro che  diminuirlo 
( Nota di UPLS Con  il consenso dei  MINISTERI CHE  HANNO FIRMATO PER UN  ULTERIORE POTENZIAMENTO  sempre  .....A CARBONE.)

Ma  Vado Ligure non è in   Europa, e' nel terzo mondo, o forse, in  Polonia!?!?!?

Sì del Parlamento europeo alla road map 2050 per una economia low carbon

15 dicembre 2011

1)Unione europea: un futuro di energia pulita senza costi aggiuntivi 2)L'EEA RIVELA COSTI PER L'EUROPA per l'inquinamento atmosferico industriale fino a 169 miliardi di euro..)


Tratto da Alterntiva sostenibile
Unione europea: un futuro di energia pulita senza costi aggiuntivi 

 Greenpeace commenta con soddisfazione la "tabella di marcia" resa pubblica questa mattina dalla Commissione Europea, che dimostra come un sistema basato largamente su fonti rinnovabili ed efficienza energetica costerebbe ai contribuenti non più di un sistema fondato sulla dipendenza dalle fonti fossili e dal nucleare.

La Commissione ha esplorato cinque possibili differenti scenari di sviluppo energetico per i prossimi quaranta anni: una fondata prevalentemente sull'efficienza, una su un mix di tecnologie, una sulle rinnovabili, una sul nucleare e una sull'uso di gas e carbone (integrato dalla tecnologia Carbon Capture and Storage, CCS). I costi complessivi di investimento per questi scenari (includendo il prezzo dell'elettricità, i costi dei carburanti, gli investimenti in efficienza energetica e altri costi strutturali), sono sostanzialmente equivalenti, anche nel caso dello scenario "business as usual".

La tabella di marcia della Commissione fissa la quota di energia da fonti rinnovabili tra il 55 e il 75 per cento al 2050 - fino al 97 per cento dei consumi di elettricità. Nello scenario in cui le rinnovabili conquistano una quota preminente della produzione, al nucleare viene assegnato un peso dell'1,5% sul totale dei consumi finali, mentre alle fonti fossili l'un per cento.
"La Roadmap dimostra che investire su rinnovabili ed efficienza non comporta costi aggiuntivi rispetto all'uso delle fonti più inquinanti. È la prova che un sistema energetico al passo con le esigenze di consumo e con la tutela del pianeta non può fare a meno di energia pulita e gestione intelligente delle risorse, mentre può facilmente lasciarsi alle spalle carbone e nucleare. I dati sono inequivocabili, per quanto mai potranno fare alcuni paesi - Polonia e Francia - per negarne evidenza e senso" commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

Greenpeace sostiene la richiesta della Commissione di prevedere obiettivi per le energie rinnovabili dopo il 2020. "Sta ora al Parlamento Europeo e ai governi dell'UE impegnarsi per obiettivi ambiziosi e vincolanti per lo sviluppo dell'energia da fonti rinnovabili da qui al 2030, così da mettere l'Europa sulla strada dello sviluppo economico e tecnologico, consolidando la leadership nella protezione del clima" conclude Boraschi.


 

 

Riceviamo e...Pubblichiamo

 

L'EEA RIVELA COSTI PER L'EUROPA  per l'inquinamento atmosferico industriale fino a 169 miliardi di euro

nel 2009.



Stimati in un rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) i costi dei danni alla salute e all'ambiente causati dall'inquinamento atmosferico derivante dai 10.000 più grandi impianti inquinanti in Europa. La metà del costo totale stimato dei danni (tra 51 e 85 miliardi di euro) è stato causato da solo 191 strutture. Il rapporto fornisce un elenco dei singoli impianti che contribuiscono maggiormente a produrre i costi dei danni alla salute e all'ambiente derivanti dall’inquinamento atmosferico di origine industriale. Gli impianti industriali oggetto dell'analisi sono grandi centrali elettriche, raffinerie, impianti di produzione industriali e alcune attività agricole. Le emissioni delle centrali elettriche hanno contribuito a determinare la quota maggiore dei costi dei danni.
Naturalmente è presente anche la centrale di Vado-Quiliano.

L' inquinamento dichiarato dalla centrale  di Vado Ligure

Co2  3670000

NOX      2550

SOX       4150

PM10       N.R

NMVOC   N.R

NH3          14,8

Total aggregato di costi per danni  ( in millioni di Euro)



Low 'VOLY' 169

High 'VSL'    248

Tratto da European Enviroment Agency

L'EEA RIVELA I COSTI PER L'EUROPA  per l'inquinamento atmosferico industriale fino a 169 miliardi di €nel 2009, 

L'inquinamento dell'aria  proveniente da 10.000  dei più grandi impianti inquinanti in Europa   ha provocato  per  i cittadini dei costi  tra i 102  e 169 miliardi di Euro  nel 2009. Questo è stato uno dei risultati di una nuova relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) che ha analizzato i costi dei danni alla salute e all'ambiente causati dall'inquinamento atmosferico. La metà del costo totale dei danni (tra 51 e 85 miliardi di € ) è stato causato da solo 191 strutture.

 Il rapporto, che rivela i costi dell'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali in Europa', fornisce un  elenco dei singoli impianti (list of the individual facilities)che contribuiscono maggiormente al danno. "La nostra analisi rivela gli elevati costi causati dall' inquinamento di centrali termiche ed altri impianti industriali di grandi dimensioni", ha detto la professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo del EEA.
"I costi stimati sono calcolati utilizzando  le emissioni indicate dagli stessi impianti. Utilizzando gli strumenti impiegati dai decisori politici per valutare danni alla salute e l'ambiente, ci ha rivelato alcuni dei costi nascosti di inquinamento. Non possiamo permetterci di ignorare questi problemi ", ha aggiunto la professoressa McGlade.
Gli impianti industriali oggetto dell'analisi sono grandi centrali elettriche, raffinerie, produzione di processi di combustione e industriali, rifiuti e alcune attività agricole.  Le Emissioni delle centrali elettriche hanno contribuito  con la quota maggiore dei costi dei danni (stimati in 66-112miliardi di € ). Altri contributi significativi ai costi dei danni complessivi provenienti da processi produttivi ( 23-28miliardi di €) e produzione di combustione ( 8-21miliardi di € ). Settori esclusi dall'analisi dell' EEA comprendono il trasporto, le famiglie e le attività dell' agicultura- se questi fossero  stati inclusi i costi di inquinamento sarebbero ancora più alti.

  • Calcolo dei costi economici da emissioni

    Il rapporto utilizza i dati pubblicamente disponibili presso il  registro europeo delle emissioni European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR). . L'analisi si basa su strumenti politici esistenti e  su dei metodi, come ad esempio i metodi sviluppati in Clean Air dell'UE per l'Europa . Sulla base delle diverse metodologie, si calcola una serie di costi stimati  di danni derivanti da emissioni di sostanze inquinanti dell'aria segnalata da quasi 10 000 singoli impianti per l'E-PRTR.
    Gli inquinanti presi in esame sono regionali inquinanti atmosferici (NH 3, NO x, PM 10, SO 2, composti organici volatili (COV)), i metalli pesanti (arsenico, cadmio, cromo, piombo, mercurio e nichel), microinquinanti organici (benzene, policiclici idrocarburi aromatici (IPA) e diossine e furani) e CO 2.


    Leggi l'articolo integrale con traduzione simultanea su

    European Enviroment Agency

     Industrial air pollution cost Europe up to €169 billion in 2009, EEA reveals
    Figure 2. Cumulative distribution of the 2 000 E-PRTR facilities with the highest damage costs
     Context/Note to editor
    It is important to note that the report does not assess whether the emissions from industrial facilities included in the E-PRTR are consistent with the legal permitting conditions for the operation of these plants.
    The EEA has recently released a number of other publications addressing various aspects of air pollution in Europe. These include: