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16 gennaio 2021

L’orribile futuro che ci aspetta se continuiamo a sottostimare le sfide ambientali

Tratto da Greenreport

«L'umanità sta attuando uno schema Ponzi ecologico in cui la società deruba la natura e le generazioni future per pagare oggi il miglioramento economico a breve termine»

L’orribile futuro che ci aspetta se continuiamo a sottostimare le sfide ambientali

17 scienziati: Le azioni individuali non bastano, necessari grandi cambiamenti sistemici e veloci

[15 Gennaio 2021]

Con lo studio/appello  “Underestimating the Challenges of Avoiding a Ghastly Future” pubblicato su Frontiers in Conservation Science, 17 eminenti scienziati Corey Bradshaw  e Frédérik Saltré (Flinders University), Paul Ehrlich, Joan Diamond, Rodolfo Dirzo  e Anne Ehrlich (Stanford University),Andrew Beattie, Graham Pyke e Christine Turnbull (Macquarie University), Gerardo Ceballos (Universidad Nacional Autónoma de México), Eileen Crist (Virginia Tech),  John Harte (University of California – Berkeley), Mary Ellen Harte (The Rocky Mountain Biological Laboratory), Peter Raven (Missouri Botanical Garden), William Ripple (Oregon State University), Mathis Wackernagel (Global Footprint Network) Daniel Blumstein (University of California- Los Angeles – UCLA) lanciano un drammatico allarme: nei prossimi decenni, «Senza un intervento immediato e drastico, gli esseri umani dovranno affrontare un orribile futuro», compresi salute in declino, devastazione climatica, decine di milioni di migranti ambientali e altre pandemie.


Gli scienziati citano più di 150 studi scientifici e sottolineano che «La portata delle minacce alla biosfera e a tutte le sue forme di vita – inclusa l’umanità – è infatti così grande che è difficile da afferrare anche per esperti ben informati». Poi concludono: «Che siamo già sulla strada di una sesta estinzione importante è ora scientificamente innegabile (…) Il mainstream sta avendo difficoltà a cogliere l’entità di questa perdita, nonostante la costante erosione del tessuto della civiltà umana (…) Il nostro non è un appello alla resa: puntiamo a dare ai leader una “doccia fredda” realistica dello stato del pianeta, essenziale per pianificare al fine di evitare un futuro orribile».

Uno dei firmatari,  Blumstein, professore di ecologia e biologia evolutiva e dell’Institute of the Environment and Sustainability dell’UCLA e autore del libro The Nature of Fear: Survival Lessons from the Wild, sottolinea: «Poiché troppe persone hanno sottovalutato la gravità della crisi e hanno ignorato gli avvertimenti degli esperti, gli scienziati devono continuare a parlare, ma devono anche evitare sia di addolcire le sfide schiaccianti o di indurre sentimenti di disperazione. Senza apprezzare e trasmettere appieno la portata dei problemi e l’enormità delle soluzioni richieste, la società non riuscirà a raggiungere anche modesti obiettivi di sostenibilità e sicuramente seguirà la catastrofe. Quello che stiamo dicendo è spaventoso, ma dobbiamo essere sinceri e schietti se l’umanità vuole comprendere......continua qui 

02 febbraio 2012

Il Wwf pungola il governo sulle sfide ambientali

Tratto da "La Stampa"

Il Wwf pungola il governo
sulle sfide ambientali 2012

Veronica Ulivieri
La  grande sfida per il 2012, quella che le contiene tutte, Gianfranco Bologna la sintetizza in uno slogan: «Dobbiamo imparare a vivere con un solo Pianeta».  Questo infatti sarà l’anno di Rio+20, la conferenza Onu sullo Sviluppo Sostenibile che si aprirà il 20 giugno in Brasile. ...
Il 2011 è stato un anno di poche luci e molte ombre: «Con i drastici tagli alla tutela dell’ambiente, eventi drammatici come Fukushima e le alluvioni, e una ormai cronica assenza di strategia italiana sul fronte della decarbonizzazione e del cambiamento climatico, il bilancio ambientale 2011 per il nostro Paese è tutt’altro che positivo. Ma quest’anno più di altri, l’ambiente ha avuto un grande alleato nella partecipazione delle persone, che nelle piazze, sul territorio e iniziando a ripensare i propri stili di vita, hanno reso possibili importanti vittorie, dimostrando di volere per l’Italia un futuro diverso e di essere pronti a fare la propria parte per costruirlo», dice Stefano Leoni, presidente di Wwf Italia.
Più in generale, «c’è bisogno di un ripristino del territorio italiano. Sarebbe un’opera pubblica straordinaria che consentirebbe anche di avere una nuova economia basata sull’investimento nel nostro asset naturale». In questi giorni l’associazione del panda ha presentato l’ultimo dossier sulle trivellazioni facili nel nostro Paese, che è oggetto di una «ricerca sovradimensionata di oro nero o di gas» per via dell’«amplissimo sistema di esenzioni, di aliquote sul prodotto e di canoni di concessione bassissimi ed una serie di agevolazioni e incentivi» per i petrolieri. «Serve – sottolinea Bologna – una grande riforma fiscale che sposti il carico dal reddito e dal lavoro all’uso delle risorse e all’emissione di inquinanti. I paesi industrializzati non possono non avere tasse che penalizzino l’uso dei combustibili fossili».........

Il Wwf ha fatto anche diverse richieste specifiche al governo Monti, perché l’Italia imbocchi la strada della green economy. In particolare, l’associazione  ha chiesto l’adozione di un Piano Energetico Nazionale che punti decisamente sulle rinnovabili, lo stop al consumo di suolo, un piano ragionato delle infrastrutture e fondi per l’applicazione del Protocollo di Kyoto. Il dialogo con il Ministero dell’Ambiente «è costante, il ministro Clini è un amico». Ma un appunto all’esecutivo, il direttore scientifico del Wwf lo vuole comunque fare: «Premettendo il rispetto enorme e la stima che nutro verso i componenti del governo, mi preoccupa il modo un po’ vecchio con cui si continuano ad affrontare le questioni. Vorremmo vedere scelte coraggiose per la difesa dell’ambiente e uno sviluppo più sostenibile». Perché - Bologna lo ripete come un mantra - «questa è una crisi inusuale, a cui dobbiamo trovare soluzioni nuove. Non possiamo pensare di uscirne senza valorizzare il capitale naturale. 

Bisogna passare a un nuovo modo di fare economia».Leggi tutto