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01 giugno 2011

L’inquinamento in Europa mostrato sulle mappe online dell’Agenzia dell’ambiente.(E L'INQUINAMENTO SULLE MAPPE ON LINE DELLA LIGURIA....)

Tratto da ECOO
L’inquinamento in Europa mostrato sulle mappe online dell’Agenzia dell’ambiente.(E.... L'INQUINAMENTO di SAVONA SULLE MAPPE ON LINE DELLA LIGURIA....)

L’inquinamento in Europa può essere visualizzato sulle mappe online dell’Agenzia dell’ambiente. In accordo con la Commissione Europea è stato stabilito di pubblicare 32 mappe su internet, per fare il punto della situazione sul problema dellinquinamento ambientale. In particolare sulle mappe è possibile verificare le zone nelle quali si rintracciano le più alte concentrazioni di inquinanti atmosferici. Un modo innovativo per rendere consapevoli i più e per portare avanti un’adeguata opera di sensibilizzazione ambientale, in modo da incentivare l’attuazione di strategie a favore dell’ambiente.
Il problema dell’inquinamento dell’aria non va affatto sottovalutato, anche perché si calcola che le emissioni nocive e il conseguente inquinamento cresceranno a partire dal 2012. Si spera che i cittadini, resi informati della questione, siano in grado di portare avanti comportamenti ecosostenibili, in modo da rendere meno complessa la situazione. Cambiare in nome della sostenibilità ambientale si può, basta soltanto volerlo.

Le emissioni vanno combattute anche a vantaggio della salute. E non si tratta soltanto di contrastare un fenomeno generale, ma si tratta di operare opportune distinzioni tra le più importanti fonti di inquinamento, separando l’inquinamento determinato dai trasporti da quello provocato dalle industrie, dall’agricoltura o dall’inquinamento domestico.

Sulle mappe in rete è possibile anche concentrarsi sulle varie sostanze inquinanti: ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, biossido di carbonio, ammoniaca e particolato. Di ognuno di questi elementi è possibile visualizzare la distribuzione. Anche se si ritiene che la crisi abbia contribuito ad abbassare le emissioni di gas serra, c’è ancora molto da fare.

Collegamento al sito
Europeo dell'Ambiente

Il Commissario all’ambiente Janez Potočnik ha dichiarato che: Le nostre azioni possono essere credibili soltanto se si basano su solide conoscenze. Anche i cittadini europei dispongono di tali conoscenze e da esse ricavano informazioni importanti. Le mappe dell’inquinamento atmosferico dimostrano il nostro effettivo impegno affinché ciascuno possa comprendere meglio l’origine dell’inquinamento.”

Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per l’ambiente ha aggiunto quanto segue: “L’inquinamento atmosferico è una seria minaccia per la salute e in particolare per i soggetti vulnerabili come i bambini e le persone che soffrono di malattie respiratorie. Informando i cittadini sull’inquinamento atmosferico determinato dai trasporti, dalle case e da altre fonti presenti nell’ambiente dove vivono queste mappe danno la possibilità ai cittadini di agire e sollecitare le autorità a migliorare la situazione.”

Il nuovo insieme di 32 mappe permette ai cittadini europei di vedere su scala di 5 km per 5 km dove si trovano le fonti di inquinamento. Esse riguardano in particolare gli ossidi di azoto (NOX), gli ossidi di zolfo (SOX), il monossido di carbonio (CO), l’ammoniaca (NH3) e il particolato (PM10).

Cosa mostrano le mappe?


I dati relativi alla qualità dell’aria sono messi a disposizione del pubblico dai fornitori di dati[1], ma non forniscono informazioni relative alle varie fonti di inquinamento. Le nuove mappe segnalano le emissioni locali di inquinanti atmosferici, e permettono ai cittadini di avere una visione dettagliata del loro quartiere. Inoltre, tali dati possono essere utilizzati dagli esperti in materia di qualità dell’aria per i loro lavori di modellizzazione, e ciò permette di valutare gli effetti sull’ambiente delle emissioni locali....

Le carte sono accessibili al seguente indirizzo:
http://prtr.ec.europa.eu/DiffuseSourcesAir.aspxen
.


Che cosa presentano le mappe?

Le mappe permettono ai cittadini di localizzare geograficamente le emissioni dei principali inquinanti nell'aria, con la possibilità di vedere quali fonti esistono nel loro quartiere. Le emissioni di ossidi di azoto (NOX), anidride solforosa (SO2), anidride carbonica (CO2), ammoniaca (NH3) e polveri sottili (PM10). Le mappe forniscono informazioni complementari ai dati esistenti sulle emissioni degli impianti industriali del Registro Europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti.

E PER SAVONA E DINTORNI.....

Vi consigliamo di connettervi e di impostare

sector: industrial releases

sul nostro territorio VADO,SAVONA,QUILIANO..........

VI SI APRIRANNO SCENARI NON PROPRIO PIACEVOLI.

CARTINE E CHE CONSIGLIAMO DI VALUTARE BENE AGLI AMMINISTRATORI AI SINDACATI E A CHI CONTINUA A PROMUOVERE IL POTENZIAMENTO A CARBONE......

Guardate per esempio cliccando su Pm 10 la cartina e i valori di riferimento e sempre cliccando sull' inquinante la cartina degli
NOx
(ossidi di azoto ) della CO2(anidride carbonica)dell' SO2(anidride solforosa)....ecc

Cambiare in nome della sostenibilità ambientale non solo si può, ma si deve per il futuro dei nostri figli e del nostro territorio.
Basta soltanto volerlo e non far finta di non sapere e NON..
CHIUDERE GLI OCCHI PER NON VOLER VEDERE .


07 aprile 2011

COMUNICATO DI UNITI PER LA SALUTE


Vogliamo parlare di lavoro, sviluppo e occupazione: proprio in questi giorni abbiamo appreso che in Spagna l’energia eolica è arrivata a costituire la principale fonte energetica, in Germania e in molti paesi avanzati si stanno facendo elevati investimenti nelle energie rinnovabili (con notevoli ricadute tecnologiche ed occupazionali)

E da noi che si fa?

Quali moderni e innovativi progetti vengono proposti? Carbone e ancora carbone, solo carbone.

Secondo alcuni questa superata e inquinante fonte energetica sarebbe l’unica salvifica via per risolvere tutti i problemi. Parrebbe che le capacità di innovazione, di modernizzazione, di avanzamento tecnologico di una rumorosa parte della imprenditoria locale si sia arrestata di fronte al “moloch” del carbone.

Ci domandiamo: perché?

Forse perché “la convenienza economica del carbone rispetto agli altri combustibili è in realtà un minor costo per l’azienda che ne usufruisce, ma comporta elevati costi sociali, economici e sanitari per la comunità” (Ordine del giorno Comune di Savona N.18/07)

Se non ci sorprende più di tanto la posizione di parte industriale, anzi siamo quasi rassegnati ad assistere a scelte che secondo noi non guardano alla modernizzazione tecnologica, ci meraviglia molto la posizione di alcuni sindacati: proprio per la loro natura solidale riteniamo dovrebbero mettere al primo posto quegli “elevati costi sociali, economici e sanitari per la comunità”.

Si dice occupazione: ma il turismo, l’agricoltura ? (vedasi dura posizione della Conf Italiana degli Agricoltori contro la “monocultura” del carbone)

L’ordine dei Medici ha più volte rimarcato la situazione sanitaria della nostra provincia ed ha anche proposto la metanizzazione della centrale (proposta sostenuta da altre importanti realtà come ARCI e ACLI) .

Si è sentito parlare di ricadute occupazionali su Ansaldo: ci risulta che Ansaldo sia leader nella costruzione di turbine a gas ! Se il vero obiettivo è il lavoro è l’occupazione e non si ha l’apertura per le rinnovabili, si segua almeno la strada della metanizzazione.

Altrimenti si potrebbe pensare che il vero, solo obiettivo sia quello di continuare a bruciare carbone con “minor costo per l’azienda che ne usufruisce” lasciando invece “elevati” quelli sociali, economici e sanitari per la comunità.

6 aprile 2011


TRATTO DA AGI NEWS ON
(AGI) - SCANNO (L'AQUILA), 7 APR. - VEICOLI, INDUSTRIE, CENTRALI ELETTRICHE, INCENERITORI E CEMENTIFICI LE PRINCIPALI SORGENTI PER L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO. E' QUANTO EMERGE DAL CONGRESSO DI SCANNO DOVE SONO RIUNITI PNEUMOLOGI ED ESPERTI DELLA TUTELA AMBIENTALE.
"NONOSTANTE SI FUMI DI MENO NON DIMINUISCONO LE PATOLOGIE POLMONARI COME LA BPCO(BRONCOPNEUMATIA CRONICA OSTRUTTIVA) E L' ASMA", LO SOSTIENE, MAURO MOCCI, DELL'ASSOCIAZIONE MEDICI DELL'AMBIENTE. "STUDI INTERNAZIONALI - RACCONTA L'ESPERTO - EVIDENZIANO CHE CON L'ALZARSI DEL LIVELLO DI INQUINAMENTO CRESCONO LE MALATTIE POLMONARI E NON (INFARTI, ICTUS).

SONO AUMENTATI I CASI DI TUMORI AL POLMONE CORRELATI ALL'ESPOSIZIONE CRONICA DI INQUINANTI ATMOSFERICI.
UNO STUDIO SVOLTO NELLE OTTO MAGGIORI CITTA' ITALIANE, HA EVIDENZIATO CHE L'INQUINAMENTO DELL'ARIA E' RESPONSABILE DI 30.000 ATTACCHI DI ASMA L'ANNO NEI RAGAZZI SOTTO I 15 ANNI.
ESISTE - SPECIFICA - ANCHE UNA CORRELAZIONE INQUINAMENTO/ POLMONITE: IL NUMERO DEI RICOVERI DI BAMBINI AFFETTI DA POLMONITE, NELL'AREA METROPOLITANA DI ROMA, AUMENTA IN RAPPORTO ALL'INNALZAMENTO DEI LIVELLI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO".
E DI INQUINAMENTO SI MUORE: MOCCI RICORDA, INFATTI, LO STUDIO MISA2(METANALISI ITALIANA DEGLI STUDI SUGLI EFFETTI A BREVE TERMINE DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO) DOVE SONO STATI ESAMINATI (DAL 1996 AL 2002) GLI EFFETTI A BREVE TERMINE DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO SU NOVE MILIONI DI ABITANTI: 900 DECESSI IN PIU' DA POLVERI, FUMO, MICROGOCCE DI SOSTANZE LIQUIDE IN SOSPENSIONE NELL'ATMOSFERA SOTTO FORMA DI PARTICELLE MICROSCOPICHE (PM10); 2000 DECESSI IN PIU' DA DIOSSIDO DI AZOTO (NO2) E 1900 DECESSI IN PIU' DA MONOSSIDO DI CARBONIO (CO).
"UN ALTRO STUDIO - SOTTOLINEA L'ESPERTO DELL'ASSOCIAZIONE MEDICI PER L'AMBIENTE - L' EPIAIR, (INQUINAMENTO ATMOSFERICO E SALUTE) DEL CENTRO NAZIONALE PER LA PREVENZIONE ED IL CONTROLLO DELLE MALATTIE, HA MESSO IN RISALTO CHE TRA GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE, CONCENTRAZIONI MEDIE DI PARTICELLE FINI (PM 10 E PM 2,5) SONO STATE ASSOCIATE AD AUMENTO DELLA MORTALITA' E DECLINO DELLA FUNZIONE POLMONARE".
"L'ARIA CHE RESPIRIAMO, I CIBI CHE MANGIAMO, L'ACQUA CHE BEVIAMO, POSSONO ESSERE CONTAMINATI DA SOSTANZE INQUINANTI PROVENIENTI DA VARIE FONTI",SOTTOLINEA MOCCI E AGGIUNGE: "A FRONTE DELLA DIMINUZIONE CHE SI E' REGISTRATA NEGLI ULTIMI DECENNI DELLE CONCENTRAZIONI DI ALCUNI INQUINANTI ANTROPICI COME IL MONOSSIDO DI CARBONIO, IL BIOSSIDO DI ZOLFO, IL BENZENE E IL PIOMBO,PERMANGONO INVECE ELEVATI I LIVELLI DI OSSIDO DI AZOTO, OZONO, DIOSSINE, I METALLI PESANTI, PRODOTTI CHIMICI PERSISTENTI E POLVERI FINI ED ULTRAFINI".

"NETTA RIDUZIONE DELL'UTILIZZO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI (PETROLIO, GAS, CARBONE) E DEI SUOI DERIVATI (INCENERIMENTO DI PLASTICHE),MAGGIORE SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI (FOTOVOLTAICO, EOLICO, TERMODINAMICO, IDRICO, IDROGENO...) AUMENTO DEI MEZZI DI TRASPORTO MENO INQUINANTI (METROPOLITANE, TRAM, AUTO E BUS ELETTRICI, TUTTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI), E' LA STRADA DA PERCORRERE", CONCLUDE MAURO MOCCI.


06 dicembre 2010

La Fiom Cgil sulla centrale a carbone a Saline Joniche. E a Savona?2)Colombia, il lato oscuro delle miniere svizzere di carbone.


RIPORTIAMO QUESTO ARTICOLO DELLA
FIOM CGIL DELLA CALABRIA
PER PORTARLO A CONOSCENZA DEL"SINDACALISTA ROSSELLO" CHE A SAVONA VUOLE PROGRAMMARE UNO SCIOPERO PER L'AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE ........CONTRO GLI AMBIENTALISTI E I CITTADINI .

VA GIA BENE CHE IN ITALIA NON TUTTI,ANCHE NEI SINDACATI, LA PENSANO ALLO STESSO MODO E C'E' QUALCUNO CHE SA USARE IL SEMPLICE BUON SENSO E FA FUNZIONARE LE CIRCONVOLUZIONI CELEBRALI CON MIGLIORI RISULTATI.

IN CALABRIA SICURAMENTE POSSONO PROMUOVERE come sul manifestino della Cgil riportato in alto a destra:
"L' ENERGIA RINNOVABILE ALLUNGA LA VITA "fa bene all'ambiente ,al lavoro all'economia..........
MA A SAVONA AL MOMENTO STANNO PROMUOVENDO "primariamente"
LA CENTRALE A CARBONE CHE rappresenta un modello di sviluppo che oggi ci ruba il futuro e per il domani ci impone scelte inaccettabili per il nostro ambiente,per la nostra salute e per il mondo intero".....

COERENZA VORREBBE......CHE ANCHE A SAVONA LA CGIL si dovrebbe confrontare con la società che chiede di rappresentare" e nel
DIFENDERE I LAVORATORI si DOVREBBE RICORDARE CHE SONO" PRIMA ANCORA DEI CITTADINI "DA TUTELARE ........"come, con più lungimiranza, in Calabria hanno capito.

TRATTO DA STRILLI.IT

La Fiom Cgil sulla centrale a carbone a Saline Joniche

Sento doveroso intervenire nella polemica in corso sulla questione della centrale a carbone a Saline Joniche,COME DIRIGENTE SINDACALE DELLA FIOM-CGIL,

ribadendo la posizione ufficiale della Camera del Lavoro di Reggio Calabria-Locri, contraria al progetto di costruzione della centrale elettrica a carbone nel sito dismesso della ex Liquichimica di Saline Joniche, posizione espressa interpretando oltre che il volere della stragrande maggioranza della popolazione locale e delle amministrazioni interessate, anche il semplice buon senso.
Mi trovo assolutamente contrario alle motivazioni dichiarate dalla FILTCEM-CGIL che esprimono una valutazione positiva sulla costruzione della centrale, considerando le nuove tecnologie sicure e, quindi, non inquinanti per l’ambiente circostante e giustificando la positività dell’operazione con la ricaduta occupazionale nel territorio.

Oggi è necessario chiedersi quale modello sia maggiormente opportuno per uno sviluppo sostenibile del territorio, o ancora meglio delle vocazioni naturali di un territorio, e sicuramente la centrale proposta non interpreta questa domanda, ma sicuramente interessi altri, molto distanti da quelli del luogo e che certo non possono avere il nostro sostegno.

La Calabria oggi produce già molta energia elettrica, più di quella necessaria ai suoi bisogni, e se mai fosse necessario, perché non pensare a sistemi rispettosi dell’ambiente, come il solare, e poi perché non pensare a quel sito come un luogo di bonifica ambientale vista la grande quantità di veleni già presenti sia sul terreno che nel suo mare, un grande laboratorio virtuoso che potrebbe innescare attività di recupero del territorio, bonifica dai veleni sversati e affondati, trattamento dei rifiuti in una logica di riciclo e riutilizzo, attenzione al dissesto idrogeologico, con interventi di manutenzione del territorio e di controllo delle acque per una loro gestione razionale e soprattutto pubblica.

Queste ed altre soluzioni concordate e suggerite dalla popolazione sicuramente darebbero molta più occupazione stabile e duratura, funzionale ai bisogni. Credo che oggi sia questo un futuro possibile per i nostri territori, e non queste opere “calate dall’alto” con interessi diversi da quelli del territorio come la storia ci insegna....

La CGIL non è un sindacato corporativo che interviene a tutela degli interessi di pochi ma si confronta con la società che chiede di rappresentare, si batte e organizza le lotte a tutela dei diritti di tutti, e non solo dei propri iscritti, non solo degli occupati ma di tutti compresi i migranti senza tutele, ed è per questo che
fa parte con pari dignità del variegato fronte del no alla centrale a carbone,allo stesso modo con cui difende i diritti dei lavoratori messi in discussione da questo modello di sviluppo lo stesso che oggi ci ruba il futuro e ci impone scelte inaccettabili.

Raffaele Signoriello Segreteria FIOM-CGIL RC-LOCRI

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Pubblichiamo inoltre sulle problematiche del carbone un'altro interessante articolo

TRATTO DA Swissinfo.ch

Colombia, il lato oscuro delle miniere svizzere di carbone

" L’impatto ambientale è enorme: i fiumi vengono contaminati e con essi anche la terra e il bestiame. Ciò significa che quei contadini che vivevano di agricoltura e pesca, ora non hanno più nulla da mangiare. "Alfredo Tovar, operaio alla miniera di La Jagua.
Di Stefania Summermatter, swissinfo.ch

In Colombia le attività minerarie hanno portato ricchezza, ma non per tutti. Se le multinazionali continuano a espandersi, il prezzo da pagare per le comunità locali è altissimo: villaggi evacuati, fiumi inquinati, sindacalisti messi a tacere. Violazioni che chiamano in causa pure un'impresa svizzera, che respinge però ogni accusa.


La Colombia è il quinto paese esportatore di carbone al mondo. Dalle miniere del nord, questa materia prima viene trasportata fino in Europa – soprattutto in Germania – e utilizzata per la produzione di energia elettrica. Le centrali a carbone tedesche riforniscono in parte anche le società svizzere, che negli ultimi anni hanno aumentato i loro investimenti nel carbone per coprire il fabbisogno di base.

In diversi paesi europei, l’utilizzo di questo combustibile fossile ha incontrato l’opposizione degli ecologisti per l’elevato tenore di emissioni di CO2 che diffonde nell’atmosfera. Le incognite legate al carbone non si limitano però alle sole centrali, ultimo anello di una catena produttiva, ma si spingono fino alle grandi miniere a cielo aperto che hanno ridisegnato il volto della cordigliera andina.

In paesi come la Colombia, l’estrazione del carbone è all’origine d’importanti violazioni dei diritti umani e del deterioramento dell’ecosistema. La denuncia non è nuova: da diversi anni infatti Amnesty International e il Gruppo di lavoro Svizzera Colombia si battono affinché le materie prime tornino a essere una risorsa per le comunità locali.

«La situazione nel nord della Colombia è particolarmente difficile. Per anni è stata teatro di scontri tra la guerriglia, le forze paramilitari e l'esercito statale», spiega Alfredo Tovar, sindacalista e operaio in una miniera del dipartimento del César. «E a farne le spese è soprattutto la popolazione locale: intere famiglie sono state allontanate o sono scomparse nel nulla. Lavoratori, rappresentanti comunali e dirigenti sindacali sono stati messi a tacere, o uccisi».


Alfredo Tovar è venuto fino in Svizzera per chiedere giustizia. Rivendica assicurazioni sociali per tutti gli operai, norme di sicurezza nelle miniere e un indennizzo alla popolazione per i danni subiti. «L’impatto ambientale dell’estrazione del carbone è enorme: i fiumi vengono contaminati e con essi anche la terra e il bestiame. Ciò significa che quei contadini che vivevano di agricoltura e pesca, ora non hanno più nulla da mangiare.Inoltre, dalle miniere si sprigiona una nube di polvere nera che è all’origine di gravi problemi respiratori».


Multinazionale svizzera nel mirino

......Nei dipartimenti del César e della Magdalena si concentra gran parte della ricchezza del paese, ma spesso i villaggi sono lasciati senza acqua potabile, elettricità e servizi sanitari. «La manodopera arriva soprattutto da altre regioni del paese e i profitti se ne vanno all’estero… mentre qui resta solo contaminazione e povertà. Come dipendente della Glencore chiedo un indennizzo alla regione per i danni causati e per il carbone che portano via, e chiedo il rispetto degli accordi sindacali che hanno firmato con noi lavoratori».....
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