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28 febbraio 2013

Cina: "I villaggi del cancro esistono".Ma sull'inquinamento è segreto di Stato

Tratto da La Repubblica

La Cina: "I villaggi del cancro esistono".Ma sull'inquinamento è segreto di Stato

Pechino rende pubblica una mappa dei luoghi dove l'inquinamento dovuto alla produzione industriale ha causato un'impennata delle vittime per tumore. Ma i dati sulla penetrazione di sostanze pericolose e metalli pesanti nel suolo sono coperti dai sigilli. Ogni anno a causa di neoplasie muoiono 2,7 milioni di cinesi 

UN'AMMISSIONE dolorosa. E un segreto almeno altrettanto pesante, come fosse per compensare. Per la prima volta il ministero
dell'ambiente cinese non solo ha ammesso l'esistenza dei cosiddetti "villaggi del cancro" ma ne ha anche diffuso la lista, i
ndividuando oltre 400 di questi luoghi, rispetto al centinaio finora localizzati dagli ambientalisti. Cosa sono i villaggi del cancro, di cui fino a oggi si ignorava (ufficialmente) l'esistenza? Sono località del paese dove il livello di inquinamento è tale che il numero delle persone colpite da tumore ha raggiunto livelli allarmanti. 

I "villaggi del cancro" vennero individuati la prima volta nel 2009 dal giornalista di inchiesta Deng Fei, della televisione di Hong Kong Phoenix Tv, che ne recensì un centinaio, cominciando così a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla correlazione tra inquinamento e malattie contratte dei residenti. Il ministero dell'ambiente ha ammesso che il problema è grave, sottolineando che "i prodotti chimici tossici sono all'origine di molte crisi ambientali, legate all'inquinamento dell'aria o dell'acqua". ... L'incidenza del cancro ha registrato un incremento dell'80% negli ultimi tre decenni, in coincidenza con la tumultuosa crescita economica del paese, tanto da diventare la principale causa di morte, stando a quanto dichiarato dal ministero della salute.  Oggi, sono 2,7 milioni i cinesi che muoiono ogni anno per tumore, stando a quanto riportato dallo stesso quotidiano il mese scorso, citando il rapporto annuale 2012 del cancer registry.

Inquinamento segreto.
Ma a questa ufficializzazione si aggiunge un segreto, anzi un segreto di Stato. Quello posto da Pechino  sui risultati dello studio concluso nel 2010 sull'inquinamento del suolo nel paese, ritenuto dagli scienziati più grave di quello di aria e acqua. A denunciarlo è un avvocato di pechino, Don Zhengwei, che ha chiesto di poter consultare i dati emersi dopo cinque anni di indagine, costata un miliardo di yuan (oltre 120 milioni di euro). Alla sua richiesta, il ministero dell'ambiente ha fatto sapere che ne saranno diffusi solo alcuni dettagli. Il resto è secretato. Ma secondo Zhengwei,  "La risposta del ministero è infondata, perché le norme sulla diffusione di informazioni governative consentono la pubblicazione dei cosiddetti segreti nazionali se questi sono di interesse pubblico.  

Il ministero dell'ambiente ha diffuso informazioni in tempo reale sull'inquinamento atmosferico anche se l'aria di Pechino non era così male il mese scorso. Al contrario, l'inquinamento del suolo è un segreto di stato. Questo vuol dire che la terra è molto più inquinata dell'aria?".  Stando ai dati ufficiali diffusi nel 2006 un decimo della terra coltivabile in Cina risultava inquinata. Stime indipendenti hanno però riferito di due quinti della terra avvelenati da arsenico e metalli pesanti.
(26 febbraio 2013)

24 febbraio 2013

1)“Bormida” La vera storia della lotta contro l’Acna 2)In Cina, il Governo ammette l'esistenza dei "villaggi del cancro"

Tratto da Savona News

“Bormida” La vera storia della lotta contro l’Acna





 C’era una volta l’acqua del fiume Bormida, nera, coperta di schiuma. C’era il popolo di una vallata da 117 anni in lotta per il diritto alla salute e ad un lavoro sostenibile. E poi c’è stato un piccolo grande quindicinale, Valle Bormida Pulita, diretto dall’ex giornalista dell’Unità Renzo Fontana e scritto da volontari, diventato il portavoce di un movimento.

Oggi che l’Acna è chiusa, la storia è ricostruita nel romanzo “Bormida” della scrittrice francese Patricia Dao...


Il libro ripercorre gli anni della battaglia ambientalista, e affronta con lucidità e forza la tragedia dell’inquinamento, il diritto alla salute e il diritto al lavoro che sono al centro di vive polemiche sia nel Mondo che in Italia (vedi la lotta dei savonesi contro la centrale a carbone), con da un lato le popolazioni vittime di gravi problemi di salute in un ambiente degradato che non lascia speranze a nessun altro tipo di sviluppo economico, e dall’altro lato le “lobbies” industriali, politiche e sindacali unite nella difesa di interessi spesso privati che utilizzano lo scudo della difesa dei posti di lavoro.


Il libro, pubblicato in italiano e in francese dalla casa editrice francese “Oxybia Editions”, è stato selezionato dal Comune di Parigi per il premio “Città di Parigi”.

Leggi l'articolo integrale su  Savona News

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Tratto da International business times

Cina, il Governo ammette l'esistenza dei "villaggi del cancro"

Di Giovanni Tortoriello | 23.02.2013 17:54
Dopo anni di censura, il governo cinese ha finalmente ammesso l'esistenza dei famigerati "villaggi del cancro". In un documento redatto dal ministro della Protezione Ambientale di Pechino e allegato al nuovo piano quinquennale di lotta all'inquinamento si legge: "Negli ultimi anni il rilascio di sostanze chimiche, tossiche e pericolose ha causato parecchi disastri ambientali e l'interruzione delle forniture di acqua potabile, potando a gravi danni alla salute e problemi sociali come i villaggi del cancro".

Secondo Wang Canfa, avvocato specializzato in tematiche ambientali che dirige a Pechino un centro per le vittime dell'inquinamento (Enviromental and Natural Resources Law Research Institute della China University of Political Science and Law), questa è la prima volta che in documento ufficiale viene utilizzato il termine "villaggi del cancro". 
L'espressione è nata in Cina a seguito dell'inchiesta del giornalista Deng Fei che nel 2009, utilizzando Google Maps, ha tracciato una prima mappa delle zone del paese con il maggior tasso di malattie tumorali.
Negli ultimi decenni l'industrializzazione ha causato in Cina un aumento vertiginoso dell'inquinamento di acqua, aria e suolo. Molte fabbriche sono state costruite nei pressi dei fiumi e, secondo il sito TheLeafNation, oltre metà delle falde acquifere è compromessa. Il Governo di Pechino, inoltre, è stato costretto ad ammettere che in Cina vengono utilizzate sostanze chimiche velenose vietate nei Paesi occidentali. Come ricorda la ricercatrice Shelley Yang, negli ultimi trent'anni la mortalità da cancro è cresciuta dell'80% e oggi è la prima causa di morte del Paese
Mentre l'attivista cinese Ma Jung ha parlato di uno "sviluppo positivo" perchè "il riconoscimento dell'esistenza dei problemi è il primo passo e il presupposto per iniziare davvero a risolverli", Wang Canfa ha ricordato come il principale problema da affrontare sia l'inadeguatezza delle misure legislative attualmente vigenti nel Paese.
"Per esempio- ha dichiarato Canfa- accade che le persone giudicate responsabili dell'inquinamento delle falde acquifere con rifiuti tossici ricevono solo una multa, ma non affrontano cause penali, in quanto non abbiamo le leggi in materia. 
 Quindi lo scarico illecito è più economico per le aziende, rispetto al costoso trattamento chimico dei rifiuti".
[Via: Agi]