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24 gennaio 2011

MODA SAVONA:RIBADIAMO DEPOTENZIAMENTO E COMPLETA METANIZZAZIONE 2)Torre Valdaliga, telecamere per monitorare i fumi.

Riceviamo dal MODA e pubblichiamo

PROVINCIA E REGIONE ALLEATE PER POTENZIARE A CARBONE

LA CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO.

RIBADIAMO DEPOTENZIAMENTO E COMPLETA METANIZZAZIONE 

Apprendiamo da la Stampa del 23/01/2011 che la Giunta della Provincia di Savona il 17 u.s. si è premurata ad approvare ancora una volta il potenziamento a carbone della centrale di Vado subito dopo che i comitati di cittadini annunciassero e poi depositassero un esposto in Procura a Savona contro T. Power per la sua pericolosa combustione del carbone .

Il fatto di per sé non è una novità se non che appare come una risposta totalmente inadeguata delle Istituzioni ai cittadini preoccupati per i danni alla salute di un impianto altamente inquinante come dimostrato da numerosi studi scientifici e come sostenuto autorevolmente anche dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona.

In maniera del tutto superficiale la Provincia liquida rapidamente il problema dell’impatto ambientale della centrale a carbone barattando l’ampliamento a carbone con una promessa di riduzione del 20-25% dell’attuale livello di inquinamento della centrale. Fatto ancora più grave è che anche la Regione che fino a ieri aveva sbandierato il "no al potenziamento" oggi dichiari di essere disponibile all’ampliamento a carbone su questi presupposti. La decisione definitiva dovrebbe spettare alla prossima Conferenza dei servizi da svolgersi entro Febbraio a Roma.

Sorgono allora spontanee alcune domande:

  1. Perché tutta questa fretta a decidere tutto in pochi giorni, con la promessa di generiche riduzioni di inquinamento, senza poter prima valutare l’aspetto tecnico del progetto, da sottoporre anche all’opinione pubblica, all’Ordine dei Medici ,ai Comitati ecc?


  2. Perché si procede con una Conferenza dei Servizi presso il Ministero delle Attività Produttive in sede deliberante senza attendere prima le risultanze delle decisioni della Commissione AIA del Ministero dell’Ambiente che sta ancora valutando se concedere o no l’autorizzazione a questo impianto obsoleto a carbone che secondo i limiti BREF della normativa italiana e Ue non potrebbe neppure funzionare?


  3. Perché si da’ per scontato che i vecchi gruppi a carbone degli anni ’60 possano essere ristrutturati secondo le migliori tecnologie disponibili (BAT) quando invece lo stesso Ministero dell’Ambiente,nella VIA (a pagina 2) riconosce che i vecchi gruppi 3 e 4 "non permettono ulteriori miglioramenti" con l’evidenza che un loro adeguamento alle BAT risulta IMPOSSIBILE E CHE QUINDI DIVENTA OBBLIGATORIA LA LORO CHIUSURA?(Depotenziamento con chiusura dei gruppi 3 e 4 a carbone)


  4. Perché a fronte di un massiccio investimento da parte di Tirreno Power di circa 1 miliardo di euro gli Enti Locali non insistono almeno per la METANIZZAZIONE COMPLETA DELLA CENTRALE RINUNCIANDO AL CARBONE come recentemente da più parti auspicato (Comune di Savona, Comune di Spotorno, Comune di Pietra Ligure, Ordine dei Medici, ACLI, ARCI, e vasta parte dell’opinione pubblica)?


Almeno la rinuncia totale al carbone e la completa metanizzazione degli impianti porterebbe subito a notevoli vantaggi per la comunità della Provincia di Savona:


  1. Miglioramento del rendimento del’impianto, drastico taglio delle emissioni nel rispetto delle normative IPPC della Unione Europea e recepite dalla normativa italiana sulle BAT (Dlgs 128/2010 Art. 29 bis) con tutela della salute pubblica e riduzione drastica dei costi esterni che oggi sono collegati prevalentemente ai gruppi a carbone (80% dell’inquinamento) e che sono valutabili in circa 140 milioni euro/anno.


  2. A parità di energia prodotta salvaguardia dei posti di lavoro e dell’indotto (le industrie locali Ansaldo, Demont ecc. sono capaci a fabbricare turbine a gas CCGT)


  3. Riduzione drastica della produzione di CO2 con miglioramenti del clima e minori costi per le quote da pagare per la CO2 in eccesso (vedi accordi internazionali IPPC).


  4. Impossibilità di bruciare il rifiuto CDR in centrale, possibile solo sui gruppi a carbone e non su quelli a gas, evitando così la produzione di quantità massicce di diossine e metalli pesanti con aggravio delle condizioni della salute della popolazione e che oggi purtroppo è prevista a pag.170 dal Piano Provinciale dei rifiuti approvato dalla Regione Liguria. 

IN CONCLUSIONE RITENIAMO GRAVE CHE GLI ENTI PUBBLICI INVECE DI VALUTARE RESPONSABILMENTE I DANNI PROVOCATI DALL’INDUSTRIA ENERGETICA ED IPOTESI ALTERNATIVE AL POTENZIAMENTO A CARBONE , IN MODO IRRAZIONALE DECIDANO DI ACCETTARE IL PROGETTO DI TIRRENO POWER SENZA ASPETTARE NEPPURE L’AUTORIZZAZIONE A.I.A. ED I RISULTATI DELLE INDAGINI CHE VERRANO AVVIATE DALLA MAGISTRATURA A SEGUITO DELL’ESPOSTO DEI CITTADINI CONTRO LA CENTRALE A CARBONE..

Dr. Virginio Fadda

Dott. Agostino Torcello

MODA Savona

Savona, 24 gennaio 2011

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SEMPRE PIU' NODI ARRIVANO AL PETTINE......

Tratto da Il FARO on line
Torre Valdaliga, telecamere per monitorare i fumi
L’ARPA LAZIO STA STUDIANDO IL MODO DI CONTROLLARE L’INQUINAMENTO DELL’AREA

- Non è rimasta inascoltata la richiesta di maggiori controlli pubblici sulle emissioni della centrale di Torre Valdaliga Nord contenuta in una lettera,inviata l'8 gennaio scorso all' Arpa Lazio, dal procuratore della repubblica di Civitavecchia Gianfranco Amendola.
“A quanto si è appreso, in tempi brevi, l'agenzia installerà alcune telecamere in grado di monitorare in tempo reale i fumi non solo alla Centrale Enel di Nord, ma anche a quella di Torre Valdaliga Sud (di proprietà di ‘Tirreno Power’ ) e al porto.
Per i rilievi a livello del suolo sarà invece necessario attendere la definizione della convenzione tra il Comune e la stessa Arpa, che subentrerà nella gestione delle tre centraline da riposizionare in base alle normative vigenti.

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