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01 settembre 2012

Sull'inquinamento ambientale di Taranto, documento di Confcommercio, Coldiretti e di Claai

Tratto da Manduria oggi

TARANTO - Sull'inquinamento ambientale, documento di Confcommercio, Coldiretti e di Claai


....Confcommercio, Coldiretti e C.l.a.a.i. esprimono la necessità che la politica e le forze sociali si facciano portatrici di una vision del territorio e dello sviluppo che traguardi mete che vadano oltre la ‘grande fabbrica’, e la monocultura industriale, e che superino la tendenza a circoscrivere all’immanente, all’equazione 
“ambientalizzazione fabbrica = lavoro”  
l’azione di pressing sul Governo.

L’intervento della Magistratura ha il grande merito di aver fatto quello che la politica ed i sindacati in decenni e decenni di industria non sono stati capaci -o non hanno voluto- fare: quel che è accaduto in queste settimane rappresenta una svolta copernicana nel rapporto tra la grande fabbrica ed il territorio, dalla quale non si può -e non si deve!!- tornare indietro.
 “Cambiare tutto, per non cambiare nulla”, la citazione meridionalista più ripescata in queste settimane, ma sarebbe la peggiore jattura per la comunità jonica, la sconfitta delle sconfitte: l’annientamento morale della comunità locale. ..
In questi giorni si sta parlando di: ambientalizzazione della fabbrica, di posti di lavoro, di ripresa della produzione dell’acciaio, di autorizzazione AIA, come se il problema fosse solo ed esclusivamente come fare per superare le prescrizioni, insomma tutto ruota attorno alla fabbrica
Ma oltre il dilemma ‘Ilva Si, Ilva No’, esiste un altro dramma di cui nessuno parla: il furto di futuro che i nostri giovani hanno subito e subiranno per chissà quanti decenni.

Le risorse per la bonifica destinate dallo Stato e dall’Ilva sono irrisorie e non rappresentano nulla rispetto ai guasti che questo territorio ha subito e continuerà a subire : le malattie, le produzioni mitilicole distrutte, i capi di bestiame abbattuti sono ciò che sappiamo e abbiamo visto, ma c’è dell’altro di cui non si parla ed è quello che accadrà dopo l’acciaio.
Confcommercio, Coldiretti e C.l.a.a.i. riservandosi di analizzare tali temi in modo dettagliato e di avanzare le proprie proposte in un documento pubblico, sollecitano:
1) un ruolo propositivo delle forze politiche in merito ai temi del recupero ambientale e dello sviluppo economico del territorio che vada al di là del tema ILVA;
2) un coinvolgimento di tutte le forze sociali ed economiche sui temi dell’ambiente e dello sviluppo (coinvolgimento che non può essere limitato ai sindacati e a Confindustria che in questi anni hanno guardato solo agli interessi di parte: grande industria, lavoratori occupati, imprese dell’appalto);
3) una pianificazione delle strategie di sviluppo economico che faccia riferimento alle altre risorse del territorio (il mare, l’agricoltura, il turismo, il commercio, l’artigianato ) unica vera ‘industria pulita’;
4) risorse adeguate al danno strutturale e d’immagine subito dal territorio in ambito nazionale ed internazionale;
5) rilancio della Pianificazione strategica di Area Vasta, inadeguatamente sostituita dalla Consulta per lo Sviluppo che ha invece proposto nuovi investimenti a forte impatto ambientale (Tempa Rossa, Cementir) su cui sarebbe opportuno avviare un ripensamento.

09 settembre 2010

1)Tanti saluti al quarto gruppo di Torrevaldaliga Sud 2)Ampliamento Tirreno Power: no da Udc /Boffa (Pd) ribadisce il suo no all’ampliamento..

Tratto da Noalcarbone

Tanti saluti al quarto gruppo di Torrevaldaliga Sud

"Niente autorizzazione Aia, il quarto gruppo di Tvs va smantellato "
Fonte: Centumcellae.it

"Il quarto gruppo di Torre Valdaliga Sud deve interrompere il suo esercizio ed essere smantellato. Questo il verdetto della Conferenza dei Servizi svoltasi questa mattina a Roma presso il Ministero dell’Ambiente per esprimersi sull’autorizzazione Aia di Tvs, su cui è giunto un severo diniego. Una vittoria, finalmente, per la città in termini ambientali dopo anni di scelte inquinanti imposte dall’alto senza alcuna possibilità contrattuale per il territorio e i cittadini.

Ma stavolta le cose sono andate diversamente, grazie anche ad un pronunciamento unanime del Consiglio comunale supportato con decisione dal Comune e ribadito oggi, per voce dell’Assessore all’Ambiente Leonardo Roscioni che, a supporto del dissenso già manifestato nei mesi scorsi dalla massima assise cittadina ha consegnato all’attenzione della Conferenza, così come richiesto per legge, anche una prescrizione specifica del Sindaco Moscherini.

Presenti a Roma anche i rappresentanti dei Ministeri di Sviluppo e Ambiente, della Regione, della Provincia di Roma, dei movimenti ambientalisti

ed ovviamente di Tirreno Power, i cui tentativi di convincere la conferenza circa il rispetto dei limiti inquinanti con l’esercizio del quarto gruppo sono fortunatamente andati a vuoto.
Grande la soddisfazione per questo risultato da parte dell’Assessore Roscioni: “Abbiamo ottenuto un grande successo – il suo commento a caldo – dimostrando la piena volontà del Comune di difendere la salute dei cittadini e tutelare un territorio vessato ormai da troppi anni dall’inquinamento elettrico. Consentire l’esercizio del quarto gruppo avrebbe determinato un ulteriore aggravarsi di una situazione ambientale già critica e la Conferenza dei Servizi ha recepito in pieno questo principio”.
Disponendo peraltro nei confronti di Tirreno Power l’obbligo di presentare entro sei mesi un piano di smantellamento del quarto gruppo il che significherebbe mettere in modo definitivo la parola fine ad una vicenda che si trascina ormai da 15 anni.

E viene naturale sottolineare come l’unità di intenti, oggi, ha consentito di portare a casa un risultato storico, come riconosce lo stesso Roscioni: “Stavolta c’è stato un gioco di squadra da parte di tutti i soggetti in campo e l’abbraccio finale al pronunciamento della Conferenza con i rappresentanti delle associazioni ambientaliste è stato senz’altro la dimostrazione che, mettendo da parte gli antagonismi politici, si possono davvero difendere gli interessi dei cittadini”

Leggi anche


Depositate le osservazioni No al carbone Alto Lazio / Forum Ambientalista su AIA Torrevaldaliga Sud

Per stamattina è prevista la terza riunione della Conferenza dei Servizi su Torrevaldaliga Sud, riportiamo le osservazioni che saranno depositate al Ministero:


Chiediamo all'Autorità Competente che nel procedimento in oggetto si tenga conto di quanto contenuto nelle presenti osservazioni e, in considerazione dell’urgenza delle problematiche evidenziate, auspichiamo che si proceda con una sollecita conclusione dello stesso.

Alla riunione sono stati invitati diversi Ministeri, come quello Economico e della Salute, il Comune di Civitavecchia, la Regione Lazio e la Provincia di Roma, oltre alla società Tirreno Power.


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Tratto da Albenga Corsara


di Roberto PizzornoSiamo fortemente contrari al progetto di ampliamento e potenziamento a carbone della Centrale termo elettrica Tirreno Power di Vado Ligure- Quiliano. Crediamo, che l’autorità pubblica competente per legge, debba garantire in modo formale che le attività di produzione dell’energia vengano svolte nel rispetto della legalità.

Siamo anche molto preoccupati dalle affermazioni date dal Comitato Scientifico dell’Ordine dei medici, e vogliamo segnalare solo alcune delle osservazioni prodotte dall’Istituto Tumori di Genova. “L’Ist afferma che nella relazione presentata dalla Tirreno Power, ci sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento: Errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie, la sottostima delle emissioni di gas serra , la sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori ed errori metodologici sull’impatto sanitario”. Riteniamo quindi che il potenziamento a carbone non sia una strada da percorrere, ma siano da percorrere strade alternative nel rispetto ambientale, utilizzando, eventualmente le nuove energie alternative già molto sviluppate all’estero. Siamo anche preoccupati per le dichiarazioni di Tirreno Power in merito alla produttività.
Il lavoro è sacro, è fondamentale, ma sulla salute non possiamo certamente scherzare.

Tratto da Albenga Corsara

Tirreno Power: Boffa (Pd) ribadisce il suo no all’ampliamento della centrale


Sulla questione dell’ampliamento della centrale Tirreno-Power, la posizione del Partito Democratico, sia a livello provinciale che a quello regionale, è quella espressa nei mesi scorsi. La Regione, inoltre, ha deliberato un parere negativo (Delibera di Giunta Regionale numero 658 del 19 luglio del 2007) in ordine alla compatibilità ambientale del progetto della nuova unità a carbone e nulla è cambiato da allora.

Tratto da Ivg

“Lavoro, ambiente e politiche sociali sono da sempre i centri del nostro agire politico, ma raramente ci siamo ‘scontrati’ con un progetto che è riuscito a fondere e a confondere questi tre elementi. È il caso dell’ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure e Quiliano”: esordisce così Marco Ravera, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, commentando l’ultimo “capitolo” relativo all’ampliamento della centrale che l’amministratore delegato Giovanni Gosio ha definito “necessario” per evitare una futura chiusura di questa realtà....

Ma il lavoro, a proposito di fusione e confusione, mi pare sia usato come specchietto per le allodole. Prima l’ampliamento avrebbe portato centinaia di occupati. Alle resistenze della comunità locali e dalle istituzioni, la Regione Liguria in primis, ora i vertici dell’azienda annunciano che senza ampliamento si rischia la chiusura perché così impone in mercato. Ricatto lavorativo”.

“Passiamo all’ambiente. Esiste il ‘carbone pulito’? A parte i fautori del progetto nessuno risponderebbe di sì. Perché allora continuare su questa strada? Semplice: è il combustibile meno costoso, proviene da un lontano passato, non necessita di studi e ricerche particolari. Purtroppo è quanto di meglio la nostra imprenditoria è capace di partorire. Trovo poi curiosa la risposta alle preoccupazioni dei cittadini che non credono al fatto che con più carbone si ridurranno le emissioni grazie ad una ristrutturazione dell’impianto. In pratica si ristruttura solo se si aggiunge altro carbone. Ricatto ambientale”.

Perché Tirreno Power non investe sulle fonti di energia rinnovabili? Sarebbe un rischio, ma avrebbe comunità locali e istituzioni dalla propria parte”


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22 giugno 2010

2010/06/22 "MAGARI USCISSERO FIORI DALLE CIMINIERE.../.Dal MODA:" CHIUDERE GLI OBSOLETI GRUPPI CARBONE PER OTTENERE L’AIA...


Magari ...........uscissero fiori dalle ciminiere !!!!

Fino ad ora a noi cittadini hanno profuso solo fumi con polveri inquinanti a volontà,certamente proporzionali alla quantità di carbone bruciato.

Continuano invece a fiorire ,a proposito dell'OPEN DAY a Tirreno Power e relativamente a talune dichiarazioni ..... , gli articoli contrari agli obsoleti gruppi a carbone....
Ve ne proponiamo alcuni
A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE.....


Il MODA AL DIRETTORE DI TIRRENO POWER
CHIUDERE GLI OBSOLETI GRUPPI CARBONE PER OTTENERE L’AUTORIZZAZIONE AIA
NO AL CDR IN CENTRALE

.........Ricordiamo al Direttore di T. Power di Vado e alla popolazione il livello tecnologico della centrale:

1) la centrale produce energia elettrica dagli ob

soleti gruppi a carbone 3 e 4 che risalgono agli anni ’60 e che hanno subito una ristrutturazione dopo il Decreto MICA del ’93 con desolforatori e denitrificatori In grado di abbattere solo parzialmente le emissioni di SO2 e NOx.

(VEDI) .

Anche considerando i dati di T.Power 2008 oggi i gruppi 3 e 4 per complessivi 660 MWe con un basso rendimento (36%) producono emissioni di SO2 con 5.123 tonnellate /anno e di NOX con 2.745 tonnellate/anno ed energia elettrica netta per 3.639 GWh/anno. .....

Sig. Direttore di T. Power, sig. Sindaci, Amministratori locali e Governo nazionale OGGI LA NORMATIVA ITALIANA ED EUROPEA IMPORREBBE DA PIU’ DI 10 ANNI SUGLI IMPIANTI INDUSTRIALI L’UTILIZZO DELLA MIGLIORE TECNOLOGIA DISPONIBILE . (IPPC 96_61, D.lgs. 4/08/99 e D.lgs. 59/05) PER RIDURRE L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO, OTTENERE L’OBBLIGATORIA AUTORIZZAZIONE A.I.A. (richiesta ma non ottenuta da T. Power) E RIDURRE ANCHE GLI ELEVATI COSTI ESTERNI DI QUESTA "CENTRALE IN CITTA’" stimati dalla Unione Europea in piu’ di 100 milioni di euro/anno per danni alla salute e all’ambiente (VEDI).

RICORDIAMO CHE PER LA CENTRALE T. POWER DI VADO I RICAVI TOTALI DALLA VENDITA DI ENERGIA SAREBBERO DI CIRCA 500 MILIONI DI EURO /ANNO ( anno 2005).

Come dichiarato anche dai Sindaci di Vado e Quiliano nel 2009 (VEDI) I GRUPPI 3 E 4 NON SONO RISTRUTTURABILI CON LE NUOVE TECNOLOGIE PER CUI PER RISPETTARE LE ATTUALI NORMATIVE SI IMPORREBBE DA SUBITO LA CHIUSURA DEI VECCHI GRUPPI A CARBONE ALTAMENTE INQUINANTI PER LASCIARE COSI’ I GRUPPI A TURBOGAS ESISTENTI CHE GIA’ DA SOLI CON 760 MW PRODUCONO 2.700 GWh/anno IN ECCEDENZA RISPETTO AI 1.450 GWh/anno CONSUMATI IN PROVINCIA DI SAVONA (dati TERNA nazionali).

2) IL DEPOTENZIAMENTO DELLA CENTRALE, ESCLUDENDO IL CARBONE, E LASCIANDO GLI ATTUALI GRUPPI A GAS METANO EVITEREBBE ANCHE LA POSSIBILITA’ INACCETTABILE DI BRUCIARE IL RIFIUTO CDR IN CENTRALE ( permessa a pag 170 del Piano Rifiuti approvato da Provincia e Regione) POSSIBILE TECNICAMENTE SOLO SUI GRUPPI A CARBONE CHE AGGIUNGEREBBE AI FUMI DELLA CENTRALE PERICOLOSE DIOSSINE E METALLI PESANTI .

E’ ora quindi che anche l’industria energetica che per anni ha inquinato il territorio savonese con la combustione massiccia del carbone faccia decisamente un passo in avanti adeguandosi alle normative italiane ed europee.

Savona, 22 Giugno 2010

Dr. Virginio Fadda e

Dr. Agostino Torcello

Leggi l'articolo integrale

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Tratto da Savona News

Stralciamo alcune parti dell'articolo del" Giornalista

Mario

Molinari "

La Visita (mozzafiato)

In fondo l'argomentazione è semplice: se hai un auto euro 3, vorrai mica buttarla via? Idem per i vecchi gruppi a carbone. 
Facile, no?


E' questa una delle argomentazioni dell’ingegnere uscito per l'occasione da Tirreno Power, con tanto di elmetto in testa, segnatevela.

"Scusi, chi controlla le polveri sottili?"


“Noi” , risponde serafico.

"Quante volte l'anno?"


“UNA” .........

Pare di averla già sentita sta frase… Spiace ricordarlo, ma nelle città inquinate con i mezzi vecchi ai cittadini viene imposto di non circolare, e le multe sono salatissime. E almeno le macchine vanno a benzina e non a carbone, da qualche decennio ormai.

Qui la potenza prodotta è quella equivalente a 500.000 automobili di media cilindrata. Ma a carbone…


......Rumore assordante. Calore. 
Ci avviciniamo ai dinosauri dipinti in bianco: i gruppi a carbone. L'addetto spiega il quadro strumenti nei pressi della turbina. Sembra modernariato anni 50, con i manometri stile Charlie Chaplin, tondi, neri, con la glicerina ormai ingiallita al loro interno.

Una ragazza fa notare garbatamente che ce n'è uno scassato. L'addetto tra i denti, conferma. Ma "tanto" i veri controlli sono nella sala controllo…

Si approfitta per una capatina sul retro del mastodontico gruppo 3 a carbone. 
Lo stile della grande targa in ghisa è quello del ventennio. L'epoca, gli anni '60: vintage. Il vessillo è un ingranaggio che incrocia l'orbita di due elettroni, la dicitura"ANSALDO MECCANICA NUCLEARE" (sic) Ma è talmente vecchia che il resto non si legge. Ci avviciniamo…


Dunque… "ANNO DI COSTRUZIONE:"… strizziamo gli occhi miopi…

NAAAAAAA… QUALCHE MANINA BELLA HA LIMATO L'ANNO DI COSTRUZIONE!


Forse un moto di pudore?

Avanti. 
Cartello "Sala controllo 2 : Carbone" (carbone è in Maiuscolo). La sala controllo è come te la immagini. Una stratificazione geologica di vecchie e nuove tecnologie. Strumenti d'ogni foggia e tipo, ovunque.
Al centro, un grande monitor, che attira la nostra attenzione. Una telecamera inquadra la sommità della ciminiera, hai visto mai che escano "pennacchi VISIBILI" e che la gente si allarmi… 
Accanto, delle cifre: sono le emissioni inquinanti...

In quel momento il SOLO gruppo 4 a carbone sta producendo 237 MegaWatt (sufficienti per illuminare 79.000 abitazioni), e sta emettendo - secondo il monitor di (auto) controllo concentrazioni di 170 mg al metro cubo di NOX (ossidi di Azoto) e 333 mg al metro cubo di SO2 Anidride Solforosa.

In un giorno festivo e a potenza ridotta, sembrerebbe sotto i limiti di legge che sono 200 per il NOX e 400 per SO2.
Solo che nella nostra somma ignoranza ci sorge, più spontanea che a Lubrano, una domanda: MA I GRUPPI A CARBONE NON SONO 2?
Si che sono due, ben indicati sul monitor. E doppie le emissioni. 
Ma se prendiamo le emissioni di SO2 (anidride solforosa) a 333 e la moltiplichiamo per DUE gruppi non fa 666 mg / m3? Ma il limite di legge non sarebbe a 400 mg / m3? Idem per il NOX.
No, ma figurati. 
Che ne sappiamo noi delle segrete cose dei display della Centrale ripulita
Perché, però, per i nuovi gruppi, i valori LIMITE sono circa di 4 volte inferiori?
Dunque quello che stiamo vedendo non sarebbe affatto IL MEGLIO della tecnologia, ma DUE CALDAIE/TURBINE di 40 ANNI FA con qualche filtro piazzato una quindicina di anni or sono (tutto ANSALDO ovviamente). O ci sbagliamo?
MA se la fatidica Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) - ancora in itinere e chissà per quanto - impone l'uso delle MIGLIORI TECNOLOGIE, di cosa stiamo parlando? Di una locomotiva venduta per pendolino?

L'uso delle migliori tecnologie non è una specie di vezzo. Ci ballano valori quadrupli di emissioni per ottenere la stessa energia. E soprattutto, visto che il metano inquina infinitamente meno - comunque - PERCHE' IL CARBONE VINTAGE? Ansaldo produce ottime turbine a metano, senza andar troppo lontano, e Sorgenia (l'energia sensibile) lo sa bene perché le usa in tante altre centrali

.....Sotto il gazebo, cibarie e gadgets a volontà. L'inizio e la fine di un "EVENTO" (Fattoide) sono fondamentali per lasciare un buon ricordo, anche nei più piccini. Il giornalistico “panino” funziona anche qui. 

Urta constatare quanto le persone siano considerate liberamente manipolabili in modo surrettizio. “Urta” è un eufemismo. 
Se i bambini, felici col palloncino Tirreno Power legato al polso, vogliono poi toccare con mano quanto siano meravigliosi calcare, ceneri, gesso e carbone possono farlo: quattro barattoli di vetro adeguatamente etichettati ne contengono mezzo chilo. 

"Tocca, tocca bambino… tocca com'è bello il carbone". 
Eh già. Messo in un BARATTOLO DI CARAMELLE DA PASTICCERIA quasi quasi vien da mangiarlo. Il commento è esattamente quello che state pensando.

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Intervista all’Ing. Maurizio Prelati, direttore di produzione della Tirreno Power

giugno 21st, 2010 at 12:06 pm
di VALERIA ROSSI – Nel corso della manifestazione di sabato 19 davanti alla Tirreno Power abbiamo avuto modo di intervistare l’Ing. Prelati, direttore di produzione,..
.
Ingegner Prelati, sappiamo benissimo che la Tirreno Power è in regola con leggi e norme vigenti: purtroppo sono queste a non essere adeguate alla realtà, ovvero agli studi scientifici più recenti, ma di questo non si possono dare colpe a voi. Però, immaginando che voi stessi siate a conoscenza della “realtà”, che è diversa da quella dipinta da leggi che non stanno al passo con i tempi, ci chiediamo: non potrebbe essere la stessa azienda la prima alleata dei cittadini? Non potrebbe, “spontaneamente” e non perché obbligata dalla legge, preoccuparsi di più per la salute dei cittadini e cominciare, per esempio, a monitorare anche le polveri più sottili, che la legge non considera ma che – studi alla mano – sono letali per chi le respira?
Sono perfettamente d’accordo sul fatto di pensare alla salute e sono al corrente del problema delle polveri sottili: ma mi sono informato e quello che sono riuscito a capire è che le polveri sottili in gran parte si formano come effetto secondario, cioè non escono direttamente dalla ciminiera ma si formano successivamente, come reazione, dopo l’uscita dal camino. ...

Scusi la malignità: sono riviste edite dalla Assocarboni? Perché a noi risulta esattamente il contrario. Pare che a Savona, per esempio, il 90% delle emissioni sia dovuto alla centrale Tirreno Power
Voi fornitemi pure i vostri dati, perché mi interessano. Io come lavoratore della TP e come cittadino mi faccio sicuramente carico della salute, però sono anche convinto che bisogna rispettare il mestiere di ciascuno.
E una volta che ci sono leggi che ci dicono che dobbiamo stare entro certi limiti, noi dobbiamo avere la presunzione che, rispettando questi limiti, non danneggiamo la salute dei cittadini.
Se la tutela della salute è demandata alla Provincia attraverso i suoi organi tecnici, è chiaro che le capannine e la tutela della salute sono di competenza prima degli organi legislativi e poi degli organi tecnici.....


Lei dice che dal camino non esce… che cosa? Le PM 10 o anche le PM 2,5 e inferiori?

Anche le PM 2,5… che però misuriamo periodicamente, non costantemente.

Ogni quanto?
Annualmente…

E quelle inferiori a 2,5? Perché lei sa che più sono piccole, più sono pericolose, perché riescono a superare le barriere difensive dell’organismo
Sinceramente non ricordo.

I famigerati gruppi 3 e 4, quelli obsoleti e non adeguati alle BAT, le risulta che siano adeguabili? Oppure vanno smontati e rifatti da zero?
Credo che siano adeguabili: però, per adeguarli, serve uno sforzo economico molto grosso, che per noi è sopportabile solo in vista di un ampliamento....

Però adesso quei gruppi non rispettano le normative europee: quindi c’è una sorta di stallo, e nel frattempo i cittadini respirano emissioni di gran lunga superiori a quelle ottenibili con le migliori tecnologie
E’ vero, ma questi gruppi “erano” adeguati alle BAT quando sono stati costruiti. Se lei ha un’auto Euro3, e poi esce quella Euro 4…cosa fa? Butta subito via quella che possiede, per adeguarsi?

No. Ma tanto per cominciare la mia auto non inquinerebbe decine di migliaia di persone… e poi a me nessuna legge ha imposto di cambiare la macchina. A voi sì! Non è un “suggerimento”, è un obbligo che andrebbe rispettato… anche se il governo purtroppo vi aiuta a non rispettarlo.
Ma passiamo a un altro argomento: è pensabile che l’ampliamento della centrale possa essere visto anche in funzione dell’incenerimento dei rifiuti, ovvero del CDR?

Questo non è nei nostri programmi.

Ma se qualcuno ve lo proponesse?
In tal caso valuteremmo la proposta: però mi prende in contropiede, su questo, perché non è nei nostri piani attuali.

Corrisponde al vero il fatto che sia la stessa Tirreno Power a misurare le emissioni della Tirreno Power? Ovvero, che il controllore sia anche il controllato?
Sì, ma non per nostra scelta. Fu la Provincia a chiedercelo, anni fa – non mi chieda l’anno preciso, perché io lavoro qui solo da poco tempo – e noi accettammo, anche se per noi è un lavoro aggiuntivo: se lo svolgesse qualcun altro, ne saremmo sicuramente felici.

Ci può dire quanto carbone consumate mensilmente?
Sono dati che si possono trovare anche sulla valutazione ambientale, che è pubblica: comunque, mediamente,
quando funzionano tutti gli impianti, consumiamo 5000 tonnellate di carbone al giorno.

L’ultima domanda, anche se non fosse stata tale per non abusare della disponibilità dell’Ingegnere, lo sarebbe diventata a causa diluvio, che dopo meno di un minuto ha causato un fuggi-fuggi generale. Per questo, purtroppo, non abbiamo potuto approfondire il discorso relativo al fatto che sia stata la Provincia di Savona a chiedere alla Tirreno Power di autocertificarsi, come se le emissioni di una centrale a carbone fossero una banale formuletta burocratica....

Però è davvero gravissimo

che qualcuno (e scopriremo chi) abbia chiesto all’oste di controllare se il proprio vino era buono, quando c’era in ballo LA SALUTE DEI CITTADINI.

E per quanto l’attuale Giunta Provinciale possa essere incolpevole, diventerà colpevolissima (o quanto meno complice) se non si muoverà immediatamente per modificare questo stato di cose.

Leggi l'interessante articolo integrale sul sito di SAVONAEPONENTE

Considerazioni di Uniti per la Salute

I tre articoli non hanno bisogno di ulteriori commenti ,e speriamo che siano seriamente valutati ed approfonditi da chi ha la responsabilità della tutela della salute dei cittadini.