COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta combustione del CDR. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta combustione del CDR. Mostra tutti i post

09 febbraio 2011

1)UN FUTURO DI CARBONE : Brindisi, Civitavecchia, Vado Ligure: inquinamento da polveri sottili e...... 2)L’eolico a un passo dal carbone




TRATTO DA UNONOTIZIE


UN FUTURO DI CARBONE. Ultime notizie Brindisi, Civitavecchia, Vado Ligure: inquinamento da polveri sottili e disastro ambientale sanitario -

Cosa accomuna città come Brindisi, Civitavecchia e Vado Ligure?

Inquinamento da polveri sottili, (e ....PROBABILMENTE )la conseguenza della combustione del CDR delle centrali a carbone.
Se qualcuno avesse qualche dubbio rispetto a quanto scritto riteniamo possa essere utile soffermarsi sulle foto che ritraggono "momenti di vita quotidiana" delle centrali di Brindisi, Civitavecchia e Vado Ligure.

E....... MOLTO UTILE GUARDARE IL SOTTOSTANTE VIDEO


___________________________________

Tratto da NOALCARBONE

Ticino, carbone a Lunen: il no incondizionato dei Verdi


Da RSI
"I Verdi, promotori dell'iniziativa "per un'AET senza carbone", hanno rigettato il controprogetto promosso dal PPD che prevede l'uscita dagli investimenti nella centrale di Lünen nel 2035 e investimenti compensativi nel settore delle energie rinnovabili.

Nell'incontro avuto oggi con una delegazione della speciale commissione energia del Gran Consiglio, gli ecologisti (il cui testo, che ha già raccolto circa 12'000 firme, si oppone alla partecipazione dell'Azienda elettrica ticinese nel progetto di impianto a carbone tedesco, dandole tempo fino al 2015 per cedere le sue quote) sono rimasti sulle proprie posizioni, giudicando che si è ormai fuori tempo massimo per eventuali compromessi.

Il Gran Consiglio discuterà nella sessione di febbraio se sottoporre entrambe le proposte al popolo."
------------------------------------------------

tratto NOALCARBONE

Romania, cinque minatori morti in miniera di carbone

Continua la scia di morte che collega le miniere di carbone di tutto il mondo. DaANSA:

(ANSA) - BUCAREST, 6 FEB - Cinque uomini sono morti ieri per un incidente avvenuto a 440 metri di profondita' in una miniera di carbone nella valle di Jiu, in Romania. Lo ha reso noto il portavoce della societa' pubblica che gestisce l'impianto. Le vittime sono quattro elettricisti e un ingegnere che erano impegnati in lavori di manutenzione programmati per il fine settimana quando le attivita' minerarie sono sospese. La natura dell'incidente non e' ancora stata chiarita.

________________________________

Tratto da La Repubblica

L’eolico a un passo dal carbone

Immagine 094Il crollo nel prezzo delle turbine eoliche sta spingendo il costo della produzione di energia eolica a livelli molto vicini a quelli del carbone. Ora, sostiene l’agenzia Bloomberg New Energy Finance, il rapporto nelle aeree particolarmente adatte allo sfruttamento dei venti è di 69 dollari scarsi per megawattora eolico contro i 67 dollari delle centrali che bruciano carbone e i 56 degli impianti a ciclo combinato a gas.

Per la prima volta dal 2005, ovvero per la prima volta da quando l’eolico ha abbandonato la dimensione di nicchia, il prezzo delle turbine è sceso infatti sotto il milione di euro a megawatt. Gli ultimi contratti stipulati nel secondo semestre del 2010 con consegna nel corso del 2011 parlano di investimenti pari a 980 mila euro a megawatt contro l’1,06 milioni necessari nel 2009 e l’1,21 del 2007 e 2008.

I motivi della riduzione dei costi sono in parte negativi e in parte positivi. Il lato negativo è rappresentato dalla contrazione nel flusso di finanziamenti verso l’eolico avvenuto nel 2010. Il rovescio della medaglia è l’eccesso di offerta in diversi mercati, in particolare quello spagnolo e quello Usa, che ha determinato l’abbassamento dei prezzi. La nuova situazione, riflette il curatore del rapporto della Bloomberg NEF Eduardo Tabbush, ha come conseguenza una riduzione dei margini di profitto per i costruttori, ma anche una maggiore competitività dell’energia eolica.

Inoltre, aggiunge il Ceo di Bloomberg NEF Michael Liebreich, “siamo reduci da una sequenza di anni in cui i costi delle turbine erano andati crescendo sulla scia dell’aumento della domanda e dei rincari nei prezzi dell’acciaio, ma dietro le quinte i produttori si sono dati da fare per ridurre i costi di produzione”.

Leggi l'articolo integrale

15 novembre 2010

Ordine dei medici di Savona osservazioni depositate in Regione sulla Tirreno Power.2)Consiglio regionale della Calabria mozione contro Centrali ..

Tratto da Savona e Ponente

Osservazioni dell'Ordine dei medici di Savona depositate in Regione relative alla Tirreno Power.


Pubblichiamo di seguito le osservazioni dell’Ordine dei Medici di Savona relative al progetto di ampliamento della Tirreno Power, firmate dal Presidente Dr. Ugo Trucco, dal referente scientifico Dr. Paolo Franceschi e dalla responsabile della Commissione Scientifica Ambiente e Salute, dottoressa Silvia Varnero:

Allegato a verbale della dichiarazione dell’ Ordine dei Medici alla riunione del 25 ottobre 2010 in Regione alla presenza dell’ Assessore Regionale all’ Ambiente Renata Briano.

Genova 25.10.2010.


I medici hanno l’ obbligo deontologico di occuparsi di ambiente e di informare i cittadini e gli amministratori sui problemi dell’ inquinamento, in quanto fattore determinante per la salute fisica e psichica dei cittadini.

Per questo motivo riteniamo opportuno che l’ Ordine dei Medici di Savona esprima il suo parere non solo in tema di monitoraggi ambientali e di studi epidemiologici, ma che debba anche entrare nel merito delle caratteristiche future previste per la centrale di Vado – Quilano, in quanto da esse e non dai monitoraggi e dagli studi epidemiologici dipenderanno le sorti della salute dei nostri concittadini.


Quella di Vado Quiliano è stata definita centrale in città perché sorge, letteralmente in mezzo alle case, in un’ area abitata da circa 75 mila persone, e da circa 40 anni brucia carbone,
combustibile che viene considerato il più inquinante e pericoloso in assoluto per la salute umana e per l’ ambiente.
Da anni l’ Ordine dei Medici di Savona mette in guardia sull’ impiego del carbone, e ha fornito dati che dimostrano come, proseguendo la strada del carbone, anche con una riduzione di emissioni usando le migliori tecnologie possibili (come dal resto è previsto dalle norme di legge), la situazione emissiva sarebbe sempre eccessiva per il nostro territorio.

Infatti:

- per quanto riguarda le polveri sottili si avrebbero ugualmente emissione paragonabili a quelle prodotte dal traffico veicolare di una città di circa 350 mila abitanti (es. Bologna, Firenze); questo dato risulta circa 5 volte superiore rispetto alle emissioni del traffico del comprensorio Savona-Vado- Quiliano;

- il consumo di carbone si manterrebbe intorno a valori superiori a 1 milione e mezzo di tonnellate all’anno con elevatissime emissioni di anidride carbonica, in netto contrato con gli impegni presi a livello comunitario di ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica entro il 2020;

- non cambierebbero sostanzialmente le emissioni di metalli pesanti, in particolare aumenterebbe probabilmente quella del mercurio a causa delle differenti modalità di funzionamento degli impianti.
Sappiamo che il mercurio è estremamente pericoloso per lo sviluppo del sistema nervoso centrale dei bambini, e agisce già prima della nascita, durante le prime fasi di sviluppo del cervello umano, con conseguenze sulle capacità di apprendimento, di linguaggio, sul carattere, sulla coordinazione motoria, fino ai disturbi più gravi quali l’ autismo.

- così pure continuerebbero le emissioni di isotopi radioattivi naturali presenti nel carbone, che si stanno stratificando già da 40 anni nel territorio, con il rischio di entrare nella catena alimentare e di andarsi a fissare nei tessuti umani.

Qualora si optasse per una nuova centrale a carbone questo significherebbe subire la presenza della stessa nel territorio savonese per almeno ancora 40–50 anni!

Risulta pertanto indispensabile che si opti per la completa metanizzazione della centrale , intervenendo però con decisione sui sistemi di denitrificazione del gruppo a turbogas, giudicati assai carenti rispetto alle migliori tecnologie disponibili.

In questo modo si potrebbe raggiungere un discreto equilibrio tra produzione di energia elettrica e inquinamento derivato, riducendo in maniera significativa ogni tipo di impatto sulla salute da parte degli inquinanti prodotti.

D’ altra parte la sola centrale a turbogas attualmente in funzione produce già il triplo dell’ energia elettrica consumata nella Provincia di Savona, il che significa che i 2/3 dell’ energia prodotta sono destinati all’ esportazione.
Una maggiore produzione di energia sarebbe del tutto ingiustificato anche in base agli impegni comunitari che prevedono entro il 2020 un risparmio energetico del 20% rispetto ai consumi del 1990.

Inoltre proseguire sulla strada del carbone anzichè investire in energie rinnovabili contravverrebbe anche al terzo impegno comunitario che è quello di portare entro il 2020 al 20% dell’ energia totale prodotta la quota delle energie rinnovabili.

Non condividiamo l’ opinione di coloro i quali obiettano contrastare l’ impiego del carbone significherebbe danneggiare le possibilità di sviluppo economico e dell’ occupazione della nostra regione, dal momento che tutte le nazioni più sviluppate d’ Europa e del mondo e che puntano a rimanenere tali anche in futuro pensano di farlo abbandonare in modo progressivo e totale le energie fossili, a partire in particolare dal carbone, senza ritenere che questo comporti un danno economico, ma, al contrario, attendendosi un notevole incremento degli investimenti e di occupazione.
Esemplare in tal senso è il piano energetico nazionale della Danimarca, pubblicato il 28 settembre di quest’ anno, secondo il quale il passaggio totale alle energie rinnovabili sarà molto meno costoso di quanto si possa immaginare, e fornirà opportunità di investimenti e di crescita economica maggiore rispetto ai combustibili fossili, con l’ enorme vantaggio della salvaguardia dell’ ambiente.


Un altro serio pericolo per la salute dei savonesi deriva da quanto ipotizzato dal piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti, che prevede di utilizzare la centrale a carbone come coinceneritore di combustibile da rifiuti (CDR), che porterebbe ad un ulteriore preoccupante aggravio dell’ impatto sanitario, principalmente attraverso una massiva emissione di diossina.

Non ultima la preoccupazione che in questo genere di progetti possano essere coinvolte società miste pubblico – privato oggetto di indagini a causa di traffici poco chiari di valuta nei paradisi fiscali.

Per quanto riguarda il tema dei monitoraggi ambientali, riteniamo che debbano essere effettuati applicando la legge, e ci preoccupa non poco che anche la credibilità dell’ Ente preposto a questi controlli ultimamente sia stata messa seriamente in dubbio da una serie di indagini della magistratura.

Dobbiamo in ogni caso ricordare che, in base all’ evidenza scientifica, i limiti previsti dall’ attuale normativa non sono affatto garanzia di una buona qualità dell’ aria.
Per quanto riguarda ad esempio le polveri sottili (PM 2,5), principali responsabili dei danni sanitari causati dalla centrale a carbone, i limiti previsti dal D. L. 155/2010 sono purtroppo fortemente superiori rispetto a quelli raccomandati nel 2006 dall’ OMS per la tutela della salute dei cittadini.
Eppure l’ applicazione dei limiti consigliati dall’ OMS eviterebbe in Europa ogni anno ben 350 mila morti premature.
Tanto per fare un esempio pratico, la mortalità per infarto o per ictus nella popolazione femminile non fumatrice in età postmenopausale si dimezzerebbe adottando i limiti previsti dall’ OMS piuttosto che i limiti Italiani.

Pertanto i medici non sono disponibili ad accettare che si possa utilizzare il monitoraggio ambientale come criterio per decidere se il carbone possa essere o meno un combustibile compatibile con la tutela della salute.
Già in occasione della presentazione dello Studio IST Arpal il 17 luglio 2008 abbiamo avuto modo di sottolineare come i dati di inquinamento presentati, pur essendo in alcuni casi rispettosi dei limiti di legge, erano però molto superiori rispetto ai limiti raccomandati dall’ OMS, talora anche superiori di dieci, venti volte per quanto riguarda i superi giornalieri.

Venendo infine agli studi epidemiologici, non possiamo dimenticare come già due volte le precedenti amministrazioni regionali che si sono succedute dal 2000 abbiano commissionato all’ IST di Genova studi epidemiologici con la precisa richiesta, riportata da tutta la stampa locale in molteplici occasioni, di verificare se esistessero problemi di salute nelle popolazioni inquinate della provincia di Savona, con particolare riferimento alla centrale a carbone.
Sempre in occasione della presentazione dello studio IST – ASPAL il 17 luglio 2008, fu dichiarato, e queste dichiarazioni furono riportate dai giornali e sul portale della giunta regionale, che lo studio non dimostrava rischi per la popolazione derivanti dall’ inquinamento, con particolare riferimento alla centrale a carbone di Vado Ligure.
Questo studio viene tutt’ ora spesso riportato da Tirreno Power per legittimare le loro rassicurazioni sull’ assoluta compatibilità della centrale a carbone con la salute dei cittadini.
Ma l’Ordine dei Medici di Savona denunciò subito e ripetutamente come tali studi presentassero un numero tale e così grave di distorsioni metodologiche da non poter affatto essere utilizzato per gli scopi propagandati dalla giunta regionale.

Finalmente, ma purtroppo solo un mese fa, la responsabile dell’ ultimo dei due studi dell’ IST in questione, la Dottoressa Vercelli, rilasciò ad un giornalista del TG3 regionale una dichiarazione che andò in onda al TG3 regionale – in cui affermava che gli studi in questione non potevano rispondere ai quesiti per i quali erano stati richiesti in quanto mescolavano i cittadini inquinati con altri non inquinati.
Tale affermazione fu poi ampiamente confermata sempre al TGR dal dottor Valerio Gennaro, anch’ egli epidemiologo dell’ IST.


Questi comportamenti opachi hanno profondamente minato la credibilità dell’ IST e delle istituzioni regionali nei confronti della opinione pubblica e degli stessi medici, tanto che in questo momento solo uno studio epidemiologico promosso dalla magistratura potrebbe fornire un riferimento credibile.

In ogni caso non riteniamo che allo stato delle attuali conoscenze scientifiche sia opportuno subordinare le decisioni da prendere sulla centrale a carbone di Vado – Quiliano ad uno studio epidemiologico.
Con specifico riferimento a questo tipo di obiettivo gli studi epidemiologici sono ampiamente sostituiti dalle stime di impatto, che consentono di prevedere i costi esterni di una centrale elettrica, in termini di costi sanitari e ambientali, prima che essa sia costruita, a partire dai dati disponibili sulle emissioni e sulla popolazione residente ed esposta.


Questo naturalmente allo scopo di evitare di accorgersi troppo tardi degli errori commessi andando poi a contare quanti morti, quanti malati, quanti aborti spontanei, quanti ricoveri ospedalieri e così via ha causato la centrale in questione.


_______________________________

Tratto da Ansa.it


Consiglio regionale della Calabria approva mozione contro centrali carbone

Voto unanime su documento che si oppone a costruzione impianti


(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 15 NOV - Il Consiglio regionale ha approvato stasera alla unanimita' una mozione contro la realizzazione di centrali a carbone sul territorio calabrese.

L'iniziativa ha fatto seguito alla discussione in atto in relazione alla realizzazione della centrale a carbone di Saline Ioniche, e alla riconversione dell'impianto termoelettrico di Rossano.
Il documento impegna il presidente Scopelliti e la Giunta ''affinche' si attivino presso il ministero dello Sviluppo economico per impedire la costruzione di impianti termoelettrici a carbone in tutta la Calabria''.
(ANSA).
________________________

Tratto da Blogosfere

Il Grande Spirito dice basta al carbone.

Nella cultura Navajo, scavare la terra per estrarne risorse è come tagliarle la pelle, ed è un tradimento verso il dovere umano di custodirla e curarla. Ciò non ha impedito ai Navajos, che sono appunto umani, di sfruttare per decenni le miniere di carboneche si trovano sui loro territori.

Le miniere e gli impianti a carbone provvedono a 1500 posti di lavoro e ben un terzo del "PIL" della nazione Navajo, negli Stati di Arizona, New Mexico e Utah, ma negli ultimi anni, a causa delle molte restrizioni ambientali imposte dal governo, tali guadagni si sono ridotti anche del 20%.

Ora si torna a valorizzare la madre Terra e a pensare a come risanarla.

Si comincia dalle grandi fattorie eoliche, la prima delle quali sarà inaugurata in Arizona e fornirà energia a 20 mila famiglie

. Così ha commentato preoccupata l'industria del carbone:

Le miniere di Black Mesa hanno generato 12 miliardi di dollari in benefits economici diretti ed indiretti negli ultimi 40 anni, creato migliaia di posti di lavoro, mandato migliaia di studenti all'Università e reso il territorio 20 volte più produttivo che lo stato naturale. Le rinnovabili non ci arriveranno neanche vicino, a raggiungere benefici di questa portata.

Il sospetto è che i Navajos lo sappiano già, e si siano anche rassegnati di buon grado ad un downsizing del loro stile di vita (peraltro non certo eccezionale). Pensano di poter riutilizzare le terre più rovinate per i pannelli solari, e per fornire energia alla vicina California.

"Una volta che il carbone è stato estratto, non torna più.

Il solare, invece, sarà a lungo termine.", affermano.

Loro hanno capito che i lussi sono stati belli ma sono finiti, e .......anche che in cambio avranno un ambiente un po' più sano.

Minoranze?


22 giugno 2010

2010/06/22 "MAGARI USCISSERO FIORI DALLE CIMINIERE.../.Dal MODA:" CHIUDERE GLI OBSOLETI GRUPPI CARBONE PER OTTENERE L’AIA...


Magari ...........uscissero fiori dalle ciminiere !!!!

Fino ad ora a noi cittadini hanno profuso solo fumi con polveri inquinanti a volontà,certamente proporzionali alla quantità di carbone bruciato.

Continuano invece a fiorire ,a proposito dell'OPEN DAY a Tirreno Power e relativamente a talune dichiarazioni ..... , gli articoli contrari agli obsoleti gruppi a carbone....
Ve ne proponiamo alcuni
A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE.....


Il MODA AL DIRETTORE DI TIRRENO POWER
CHIUDERE GLI OBSOLETI GRUPPI CARBONE PER OTTENERE L’AUTORIZZAZIONE AIA
NO AL CDR IN CENTRALE

.........Ricordiamo al Direttore di T. Power di Vado e alla popolazione il livello tecnologico della centrale:

1) la centrale produce energia elettrica dagli ob

soleti gruppi a carbone 3 e 4 che risalgono agli anni ’60 e che hanno subito una ristrutturazione dopo il Decreto MICA del ’93 con desolforatori e denitrificatori In grado di abbattere solo parzialmente le emissioni di SO2 e NOx.

(VEDI) .

Anche considerando i dati di T.Power 2008 oggi i gruppi 3 e 4 per complessivi 660 MWe con un basso rendimento (36%) producono emissioni di SO2 con 5.123 tonnellate /anno e di NOX con 2.745 tonnellate/anno ed energia elettrica netta per 3.639 GWh/anno. .....

Sig. Direttore di T. Power, sig. Sindaci, Amministratori locali e Governo nazionale OGGI LA NORMATIVA ITALIANA ED EUROPEA IMPORREBBE DA PIU’ DI 10 ANNI SUGLI IMPIANTI INDUSTRIALI L’UTILIZZO DELLA MIGLIORE TECNOLOGIA DISPONIBILE . (IPPC 96_61, D.lgs. 4/08/99 e D.lgs. 59/05) PER RIDURRE L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO, OTTENERE L’OBBLIGATORIA AUTORIZZAZIONE A.I.A. (richiesta ma non ottenuta da T. Power) E RIDURRE ANCHE GLI ELEVATI COSTI ESTERNI DI QUESTA "CENTRALE IN CITTA’" stimati dalla Unione Europea in piu’ di 100 milioni di euro/anno per danni alla salute e all’ambiente (VEDI).

RICORDIAMO CHE PER LA CENTRALE T. POWER DI VADO I RICAVI TOTALI DALLA VENDITA DI ENERGIA SAREBBERO DI CIRCA 500 MILIONI DI EURO /ANNO ( anno 2005).

Come dichiarato anche dai Sindaci di Vado e Quiliano nel 2009 (VEDI) I GRUPPI 3 E 4 NON SONO RISTRUTTURABILI CON LE NUOVE TECNOLOGIE PER CUI PER RISPETTARE LE ATTUALI NORMATIVE SI IMPORREBBE DA SUBITO LA CHIUSURA DEI VECCHI GRUPPI A CARBONE ALTAMENTE INQUINANTI PER LASCIARE COSI’ I GRUPPI A TURBOGAS ESISTENTI CHE GIA’ DA SOLI CON 760 MW PRODUCONO 2.700 GWh/anno IN ECCEDENZA RISPETTO AI 1.450 GWh/anno CONSUMATI IN PROVINCIA DI SAVONA (dati TERNA nazionali).

2) IL DEPOTENZIAMENTO DELLA CENTRALE, ESCLUDENDO IL CARBONE, E LASCIANDO GLI ATTUALI GRUPPI A GAS METANO EVITEREBBE ANCHE LA POSSIBILITA’ INACCETTABILE DI BRUCIARE IL RIFIUTO CDR IN CENTRALE ( permessa a pag 170 del Piano Rifiuti approvato da Provincia e Regione) POSSIBILE TECNICAMENTE SOLO SUI GRUPPI A CARBONE CHE AGGIUNGEREBBE AI FUMI DELLA CENTRALE PERICOLOSE DIOSSINE E METALLI PESANTI .

E’ ora quindi che anche l’industria energetica che per anni ha inquinato il territorio savonese con la combustione massiccia del carbone faccia decisamente un passo in avanti adeguandosi alle normative italiane ed europee.

Savona, 22 Giugno 2010

Dr. Virginio Fadda e

Dr. Agostino Torcello

Leggi l'articolo integrale

____________________________________________

Tratto da Savona News

Stralciamo alcune parti dell'articolo del" Giornalista

Mario

Molinari "

La Visita (mozzafiato)

In fondo l'argomentazione è semplice: se hai un auto euro 3, vorrai mica buttarla via? Idem per i vecchi gruppi a carbone. 
Facile, no?


E' questa una delle argomentazioni dell’ingegnere uscito per l'occasione da Tirreno Power, con tanto di elmetto in testa, segnatevela.

"Scusi, chi controlla le polveri sottili?"


“Noi” , risponde serafico.

"Quante volte l'anno?"


“UNA” .........

Pare di averla già sentita sta frase… Spiace ricordarlo, ma nelle città inquinate con i mezzi vecchi ai cittadini viene imposto di non circolare, e le multe sono salatissime. E almeno le macchine vanno a benzina e non a carbone, da qualche decennio ormai.

Qui la potenza prodotta è quella equivalente a 500.000 automobili di media cilindrata. Ma a carbone…


......Rumore assordante. Calore. 
Ci avviciniamo ai dinosauri dipinti in bianco: i gruppi a carbone. L'addetto spiega il quadro strumenti nei pressi della turbina. Sembra modernariato anni 50, con i manometri stile Charlie Chaplin, tondi, neri, con la glicerina ormai ingiallita al loro interno.

Una ragazza fa notare garbatamente che ce n'è uno scassato. L'addetto tra i denti, conferma. Ma "tanto" i veri controlli sono nella sala controllo…

Si approfitta per una capatina sul retro del mastodontico gruppo 3 a carbone. 
Lo stile della grande targa in ghisa è quello del ventennio. L'epoca, gli anni '60: vintage. Il vessillo è un ingranaggio che incrocia l'orbita di due elettroni, la dicitura"ANSALDO MECCANICA NUCLEARE" (sic) Ma è talmente vecchia che il resto non si legge. Ci avviciniamo…


Dunque… "ANNO DI COSTRUZIONE:"… strizziamo gli occhi miopi…

NAAAAAAA… QUALCHE MANINA BELLA HA LIMATO L'ANNO DI COSTRUZIONE!


Forse un moto di pudore?

Avanti. 
Cartello "Sala controllo 2 : Carbone" (carbone è in Maiuscolo). La sala controllo è come te la immagini. Una stratificazione geologica di vecchie e nuove tecnologie. Strumenti d'ogni foggia e tipo, ovunque.
Al centro, un grande monitor, che attira la nostra attenzione. Una telecamera inquadra la sommità della ciminiera, hai visto mai che escano "pennacchi VISIBILI" e che la gente si allarmi… 
Accanto, delle cifre: sono le emissioni inquinanti...

In quel momento il SOLO gruppo 4 a carbone sta producendo 237 MegaWatt (sufficienti per illuminare 79.000 abitazioni), e sta emettendo - secondo il monitor di (auto) controllo concentrazioni di 170 mg al metro cubo di NOX (ossidi di Azoto) e 333 mg al metro cubo di SO2 Anidride Solforosa.

In un giorno festivo e a potenza ridotta, sembrerebbe sotto i limiti di legge che sono 200 per il NOX e 400 per SO2.
Solo che nella nostra somma ignoranza ci sorge, più spontanea che a Lubrano, una domanda: MA I GRUPPI A CARBONE NON SONO 2?
Si che sono due, ben indicati sul monitor. E doppie le emissioni. 
Ma se prendiamo le emissioni di SO2 (anidride solforosa) a 333 e la moltiplichiamo per DUE gruppi non fa 666 mg / m3? Ma il limite di legge non sarebbe a 400 mg / m3? Idem per il NOX.
No, ma figurati. 
Che ne sappiamo noi delle segrete cose dei display della Centrale ripulita
Perché, però, per i nuovi gruppi, i valori LIMITE sono circa di 4 volte inferiori?
Dunque quello che stiamo vedendo non sarebbe affatto IL MEGLIO della tecnologia, ma DUE CALDAIE/TURBINE di 40 ANNI FA con qualche filtro piazzato una quindicina di anni or sono (tutto ANSALDO ovviamente). O ci sbagliamo?
MA se la fatidica Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) - ancora in itinere e chissà per quanto - impone l'uso delle MIGLIORI TECNOLOGIE, di cosa stiamo parlando? Di una locomotiva venduta per pendolino?

L'uso delle migliori tecnologie non è una specie di vezzo. Ci ballano valori quadrupli di emissioni per ottenere la stessa energia. E soprattutto, visto che il metano inquina infinitamente meno - comunque - PERCHE' IL CARBONE VINTAGE? Ansaldo produce ottime turbine a metano, senza andar troppo lontano, e Sorgenia (l'energia sensibile) lo sa bene perché le usa in tante altre centrali

.....Sotto il gazebo, cibarie e gadgets a volontà. L'inizio e la fine di un "EVENTO" (Fattoide) sono fondamentali per lasciare un buon ricordo, anche nei più piccini. Il giornalistico “panino” funziona anche qui. 

Urta constatare quanto le persone siano considerate liberamente manipolabili in modo surrettizio. “Urta” è un eufemismo. 
Se i bambini, felici col palloncino Tirreno Power legato al polso, vogliono poi toccare con mano quanto siano meravigliosi calcare, ceneri, gesso e carbone possono farlo: quattro barattoli di vetro adeguatamente etichettati ne contengono mezzo chilo. 

"Tocca, tocca bambino… tocca com'è bello il carbone". 
Eh già. Messo in un BARATTOLO DI CARAMELLE DA PASTICCERIA quasi quasi vien da mangiarlo. Il commento è esattamente quello che state pensando.

________________________________________________________


Intervista all’Ing. Maurizio Prelati, direttore di produzione della Tirreno Power

giugno 21st, 2010 at 12:06 pm
di VALERIA ROSSI – Nel corso della manifestazione di sabato 19 davanti alla Tirreno Power abbiamo avuto modo di intervistare l’Ing. Prelati, direttore di produzione,..
.
Ingegner Prelati, sappiamo benissimo che la Tirreno Power è in regola con leggi e norme vigenti: purtroppo sono queste a non essere adeguate alla realtà, ovvero agli studi scientifici più recenti, ma di questo non si possono dare colpe a voi. Però, immaginando che voi stessi siate a conoscenza della “realtà”, che è diversa da quella dipinta da leggi che non stanno al passo con i tempi, ci chiediamo: non potrebbe essere la stessa azienda la prima alleata dei cittadini? Non potrebbe, “spontaneamente” e non perché obbligata dalla legge, preoccuparsi di più per la salute dei cittadini e cominciare, per esempio, a monitorare anche le polveri più sottili, che la legge non considera ma che – studi alla mano – sono letali per chi le respira?
Sono perfettamente d’accordo sul fatto di pensare alla salute e sono al corrente del problema delle polveri sottili: ma mi sono informato e quello che sono riuscito a capire è che le polveri sottili in gran parte si formano come effetto secondario, cioè non escono direttamente dalla ciminiera ma si formano successivamente, come reazione, dopo l’uscita dal camino. ...

Scusi la malignità: sono riviste edite dalla Assocarboni? Perché a noi risulta esattamente il contrario. Pare che a Savona, per esempio, il 90% delle emissioni sia dovuto alla centrale Tirreno Power
Voi fornitemi pure i vostri dati, perché mi interessano. Io come lavoratore della TP e come cittadino mi faccio sicuramente carico della salute, però sono anche convinto che bisogna rispettare il mestiere di ciascuno.
E una volta che ci sono leggi che ci dicono che dobbiamo stare entro certi limiti, noi dobbiamo avere la presunzione che, rispettando questi limiti, non danneggiamo la salute dei cittadini.
Se la tutela della salute è demandata alla Provincia attraverso i suoi organi tecnici, è chiaro che le capannine e la tutela della salute sono di competenza prima degli organi legislativi e poi degli organi tecnici.....


Lei dice che dal camino non esce… che cosa? Le PM 10 o anche le PM 2,5 e inferiori?

Anche le PM 2,5… che però misuriamo periodicamente, non costantemente.

Ogni quanto?
Annualmente…

E quelle inferiori a 2,5? Perché lei sa che più sono piccole, più sono pericolose, perché riescono a superare le barriere difensive dell’organismo
Sinceramente non ricordo.

I famigerati gruppi 3 e 4, quelli obsoleti e non adeguati alle BAT, le risulta che siano adeguabili? Oppure vanno smontati e rifatti da zero?
Credo che siano adeguabili: però, per adeguarli, serve uno sforzo economico molto grosso, che per noi è sopportabile solo in vista di un ampliamento....

Però adesso quei gruppi non rispettano le normative europee: quindi c’è una sorta di stallo, e nel frattempo i cittadini respirano emissioni di gran lunga superiori a quelle ottenibili con le migliori tecnologie
E’ vero, ma questi gruppi “erano” adeguati alle BAT quando sono stati costruiti. Se lei ha un’auto Euro3, e poi esce quella Euro 4…cosa fa? Butta subito via quella che possiede, per adeguarsi?

No. Ma tanto per cominciare la mia auto non inquinerebbe decine di migliaia di persone… e poi a me nessuna legge ha imposto di cambiare la macchina. A voi sì! Non è un “suggerimento”, è un obbligo che andrebbe rispettato… anche se il governo purtroppo vi aiuta a non rispettarlo.
Ma passiamo a un altro argomento: è pensabile che l’ampliamento della centrale possa essere visto anche in funzione dell’incenerimento dei rifiuti, ovvero del CDR?

Questo non è nei nostri programmi.

Ma se qualcuno ve lo proponesse?
In tal caso valuteremmo la proposta: però mi prende in contropiede, su questo, perché non è nei nostri piani attuali.

Corrisponde al vero il fatto che sia la stessa Tirreno Power a misurare le emissioni della Tirreno Power? Ovvero, che il controllore sia anche il controllato?
Sì, ma non per nostra scelta. Fu la Provincia a chiedercelo, anni fa – non mi chieda l’anno preciso, perché io lavoro qui solo da poco tempo – e noi accettammo, anche se per noi è un lavoro aggiuntivo: se lo svolgesse qualcun altro, ne saremmo sicuramente felici.

Ci può dire quanto carbone consumate mensilmente?
Sono dati che si possono trovare anche sulla valutazione ambientale, che è pubblica: comunque, mediamente,
quando funzionano tutti gli impianti, consumiamo 5000 tonnellate di carbone al giorno.

L’ultima domanda, anche se non fosse stata tale per non abusare della disponibilità dell’Ingegnere, lo sarebbe diventata a causa diluvio, che dopo meno di un minuto ha causato un fuggi-fuggi generale. Per questo, purtroppo, non abbiamo potuto approfondire il discorso relativo al fatto che sia stata la Provincia di Savona a chiedere alla Tirreno Power di autocertificarsi, come se le emissioni di una centrale a carbone fossero una banale formuletta burocratica....

Però è davvero gravissimo

che qualcuno (e scopriremo chi) abbia chiesto all’oste di controllare se il proprio vino era buono, quando c’era in ballo LA SALUTE DEI CITTADINI.

E per quanto l’attuale Giunta Provinciale possa essere incolpevole, diventerà colpevolissima (o quanto meno complice) se non si muoverà immediatamente per modificare questo stato di cose.

Leggi l'interessante articolo integrale sul sito di SAVONAEPONENTE

Considerazioni di Uniti per la Salute

I tre articoli non hanno bisogno di ulteriori commenti ,e speriamo che siano seriamente valutati ed approfonditi da chi ha la responsabilità della tutela della salute dei cittadini.