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28 novembre 2014

CENTRALI A CARBONE, INQUINAMENTO E DATI EPIDEMIOLOGICI.


Tratto da 
Uomini Liberi
Scritto da Dr.. Virginio Fadda Dr. AgostinoTorcello   
CENTRALI A CARBONE, INQUINAMENTO 
E DATI EPIDEMIOLOGICI.
SITUAZIONE POCO TRANQUILLIZZANTE PER LA PROVINCIA DI SAVONA
L'Asl 2 del Savonese aveva commissionato al 
Servizio di Epidemiologia ambientale e biostatica applicata dell'Istituto per la ricerca sul cancro di
 Genova (IST) diversi studi epidemiologici per il savonese. Oggi dalla "maxiconsulenza" commissionata dalla Procura di Savona per... l’inchiesta per disastro ambientale 
della Centrale a carbone Tirreno Power di Vado 
emerge un danno alla salute molto grave 
per il numero di persone decedute o 
ricoverate per cause direttamente 
riconducibili alla centrale. (allegato RadioSavonaSoundNewsgiovedì 27 novembre 2014)
A nostro avviso tale conclusione della perizia 
della Procura di Savona non ci pare 
“nettamente in contrasto” con i dati riportati
 dagli studi IST di Genova come invece 
ipotizzato  dalla ASL savonese....
Leggi tutto...

13 novembre 2013

Inchiesta sulla centrale Tirreno Power : i dati delle consulenze della Procura saranno condivisi con le autorità amministrative

Tratto da La Stampa

La consulenza su Tirreno Power dalla Procura agli enti locali


La “discovery” dei dati era stata richiesta dall’Osservatorio regionale
La superperizia  commissionata dalla Procura di Savona sulla Tirreno Power, depositata quest’estate e che ha portato a una svolta nell’inchiesta sulla centrale, passata da «ignoti» a «noti» e all’individuazione del reato di «disastro ambientale», uscirà dalle stanze al sesto piano di Palazzo di Giustizia per entrare negli uffici ambiente di Regione, Provincia di Savona, Comuni, Ministero dell’Ambiente. Oltre naturalmente all’Osservatorio salute e ambiente istituito nell’ottobre 2012 dalla Regione proprio per monitorare la centrale e informare la popolazione. 

Insomma, le amministrazioni che, pur vincolate dal segreto d’ufficio, potrebbero avere interesse a conoscere quei dati. Lo ha comunicato ieri il procuratore Francantonio Granero senza precisare però «quando» materialmente la corposa consulenza sarà trasmessa agli enti amministrativi. Il documento, frutto di due anni di lavoro dei consulenti, ha una parte epidemiologica in cui si valutano le conseguenze per la salute dei cittadini nel territorio di influenza della centrale, e una parte ambientale che analizza i dati sulle emissioni in atmosfera, ma non soltanto, dei residui di lavorazione.  

«Era stata una richiesta dell’Osservatorio quella di disporre dei dati commissionati dall Procura - conferma l’asssessore all’ambiente di Vado, Simona
Simonetti - al tempo stesso credo che quei dati possano essere di estrema utilità per tutti, a cominciare dai sindaci che sono autorità sanitarie locali e hanno compiti e doveri ben precisi».(Leggi )

Leggiamo su IVG


Articolo n° 253106 del 13/11/2013 

Inchiesta sulla centrale di Vado: i dati delle consulenze della Procura saranno condivisi con le autorità amministrative

Vado L. I dati della cosulenza del pool di esperti della Procura saranno consegnati alle autorità amministrative. 
 E’ questo l’ultimo particolare che trapela sull’inchiesta dei magistrati savonesi sulla centrale termoelettrica di Vado Ligure. Nelle prossime settimane le conclusioni delle perizie, quella epidemiologica e quella ambientale, saranno quindi a disposizione anche di Ministero, Regione, Provincia, Asl 2 e Comuni interessati.
Attraverso questa condivisione gli enti avranno quindi la possibilità di analizzare ed utilizzare i dati delle consulenze, che resteranno comunque coperti dal segreto d’ufficio imposto dagli inquirenti. 
Un provvedimento che, di fatto, non consente ai contenuti delle perizie di diventare pubblici. Soltanto quando gli indagati avranno preso visione degli atti questi non saranno più secretati.
Sul fronte del filone d’inchiesta per disatro ambientale il riserbo resta sempre massimo. L’attività investigativa però prosegue a ritmo serrato e dovrebbe concretizzarsi, già a partire dai prossimi giorni, nei primi interrogatori.
Un passaggio dal quale potrebbero emergere i primi nomi delle persone iscritte sul registro degli indagati.

28 luglio 2013

Il Secolo XIX :Smog a San Genesio, i dati in Procura

Tratto da  Il Secolo XIX

Smog a San Genesio, i dati in Procura. 


Savona - I rilievi eseguiti dalla centralina mobile di Arpal posizionata in località San Genesio hanno certificato che nella zona è stato superato il limite annuale di biossido di azoto (No2) un inquinante derivante dalla combustione di gas fossili, quindi dal funzionamento di motori a scoppio, calderine per il riscaldamento, e centrali a carbone.
La relazione dell’agenzia dell’ambiente, che in questi giorni è stata trasmessa all’Osservatorio regionale sulla Tirreno Power e anche alla Procura della Repubblica di Savona, attesta un valore medio annuale di questo inquinante a 44 microgrammi per metro cubo d’aria, quando il limite di legge è di 40.
 Ma c’è di più: nel documento i tecnici di Arpal analizzano tutte le possibili concause di questo tasso di inquinamento e, in base ad un complesso sistema di incrocio e comparazione dei dati rilevati, non escludono che a provocare il superamento dei limiti abbia contribuito l’attività della centrale a carbone.
«Va detto che si tratta di risultati preliminari, e ancora non definitivi, visto che l’attività delle nostre rilevazioni continuerà almeno fino alla fine dell’anno - spiega Gino Vestri, direttore della sede savonese di Arpal - E occorre aggiungere che i nostri test si sono rivolti ad ampio raggio, su tutti i composti inquinanti (come le polveri sottili, o l’anidride solforosa, per fare qualche esempio, ndr) e l’unico supero, peraltro limitato, si è verificato con l’No2».
Ora la relazione è nella disponibilità dell’Osservatorio, un organismo di cui fanno parte rappresentanti degli enti locali interessati (i Comuni di Vado e Quiliano) della Regione e dell’Asl 2, i quali decideranno come procedere nei confronti di questo picco di inquinamento fuori legge. 

Ma il documento è anche nelle mani del Procuratore capo Francantonio Granero, che proprio sulla Tirreno Power sta svolgendo una delicata indagine per per verificare se esista un collegamento diretto fra le emissioni delle attività industriali della zona di Vado e l’elevato tasso di morbilità (ovvero la frequenza con cui una malattia si manifesta in una determinata cerchia di persone) e mortalità rilevato negli ultimi decenni nel Savonese.  

Su questo fronte la procura ha acquisito il mese scorso una consulenza elaborata da un pool di tecnici, tra cui Paolo Crosignani, primario dell’Istituto Tumori di Milano, e lo pneumologo Paolo Franceschi, responsabile ambiente dell’Ordine dei Medici di Savona.

Per tale inchiesta la fase delle indagini preliminari dovrebbe concludersi il prossimo settembre.