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07 agosto 2023

Deposito Gnl a Bergeggi, il ministero rilascia il nullaosta per la realizzazione dell’impianto

 


Bergeggi
. Il ministero ha concluso il procedimento istruttorio e ha rilasciato il nuovo nullaosta di fattibilità per la realizzazione del nuovo deposito costiero di Gnl a Bergeggi. Lo ha comunicato il sindaco di Bergeggi Nicoletta Rebagliati. Era stato richiesta di apportare una modifica al progetto che vede i serbatoi spostati di 50 metri rispetto all’ipotesi iniziale per favorire l’attracco delle navi. Ora il Comune ha 60 giorni per presentare le osservazioni.

Lo stabilimento avrà la funzione primaria di ricevere, principalmente tramite navi metaniere di medie dimensioni, gas naturale liquefatto e BioGnl. Il Gnl sarà distribuito via terra, attraverso cisterne criogeniche autotrasportate della capacità di circa 45 metri cubi e isocontainer e via mare, attraverso bettoline per il rifornimento di navi alimentate a GNL dalla capacità di circa 2.000 – 7.500 metri cubi. Invece, il gas naturale generato naturalmente nelle tubazioni e nei serbatoi di stoccaggio per effetto di scambi termici con l’ambiente (per cui senza apporto di energia) verrà inviato al cogeneratore posto all’interno del deposito e potrà essere messo a servizio di utenze interne all’area portuale, così come all’impianto stesso.


Tratto da Savona News

Il Ministero dell’Interno, direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Liguria, lo scorso 27 aprile ha comunicato la conclusione del procedimento istruttorio rilasciando il nulla osta di fattibilità per la realizzazione del nuovo deposito costiero “Small Scale” di GNL e BIOGNL nel porto di Vado Ligure nell'ambito territoriale del Comune di Bergeggi. 

Questa l'informazione al pubblico del sindaco Maria Nicoletta Rebagliati in merito al rapporto preliminare di sicurezza sulla tanto discussa e criticata futura realizzazione del nuovo deposito di gas naturale liquefatto all'interno dell'area portuale nella zona bergeggina. 

Lo scorso 3 dicembre del 2021 l'azienda Gnl Med Srl aveva trasmesso alla direzione regionale VVF Liguria il Rapporto Preliminare di sicurezza quindi finalizzato all’ottenimento del nulla osta di fattibilità, poi ottenuto, per la realizzazione del nuovo stabilimento che avrà la funzione di ricevere principalmente, tramite navi metaniere di medie dimensioni, Gas Naturale Liquefatto, e BioGNL.

Il Gas Naturale Liquefatto verrà distribuito o via terra, attraverso cisterne criogeniche autotrasportate della capacità di circa 45 metri cubi; o via mare, attraverso bettoline (bunker vessel) per il rifornimento di navi alimentate a GNL dalla capacità di circa 2.000 – 7.500 mc.

Mentre il Gas Naturale sarà generato naturalmente nelle tubazioni e nei serbatoi di stoccaggio per effetto di scambi termici con l’ambiente (per cui senza apporto di energia) denominato in seguito Boil-Off Gas (BOG), che verrà inviato al cogeneratore presente  all’interno del deposito e che potrà essere messo a servizio di utenze interne all’area portuale, così come all’impianto stesso. La capacità effettiva massima del deposito sarà pari a 19.440 mc di GNL, ovvero 9.136 t.

In merito si è espresso anche il Comitato Tecnico Regionale che ha terminato la fase di istruttoria tecnica nella riunione dello scorso 21 aprile. 

Al momento il comune di Bergeggi sta discutendo del tema.

"C'è un progetto europeo che è il Gnl Facile e riguarda la possibilità di fornire con punti di rifornimento mobile il gnl per i mezzi che transitano nel porto. Stiamo valutando a Vado la possibilità di un insediamento, nell'ambito dell'Autorità di Sistema stiamo istruendo questa possibilità, non è stata inserita nel programma tre anni fa perché abbiamo inserito per ora i depositi chimici - aveva dichiarato il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale Paolo Emilio Signorini lo scorso 15 gennaio a margine di un punto fatto a Genova sui cantieri avviati e sul proseguo delle opere contenute all’interno del Programma Straordinario degli Interventi portuali - Stiamo valutando come realizzarlo, dovremo essere in grado di concludere l'istanza demaniale che c'è stata fatta nel giro di due-tre mesi, poi ovviamente ci sarà il progetto e la realizzazione".

A questo punto pare che avverrà sul territorio di Bergeggi.

22 agosto 2021

Riesame dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata per l'esercizio della centrale termoelettrica della Tirreno Power di Civitavecchia

 Tratto da  Gazzetta Ufficiale

MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA


COMUNICATO 

Riesame dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata per l'esercizio della centrale termoelettrica della Tirreno Power S.p.a., in Civitavecchia. (21A05019) (GU Serie Generale n.199 del 20-08-2021)

Si rende noto che con decreto del Ministro della transizione ecologica n. DEC-MIN-0000329 del 6 agosto 2021, si e' provveduto all'aggiornamento dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata con provvedimento n. DVA-DEC-2011-140 del 5 aprile 2011, alla societa' Tirreno Power S.p.a., identificata dal codice fiscale 07242841000, con sede legale in via Barberini, 47 - 00187 Roma, per l'esercizio della centrale termoelettrica situata nel Comune di Civitavecchia (RM) - ID 91/10172, ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni ed integrazioni. Copia del provvedimento e' messa a disposizione del pubblico per la consultazione presso la Direzione generale per la crescita sostenibile e la qualita' dello sviluppo del Ministero della transizione ecologica, via C. Colombo 44, Roma, e attraverso il sito web del Ministero, agli indirizzi www.mite.gov.it e https://va.minambiente.it/it-IT

27 gennaio 2015

Centrale Tirreno Power,il Ministero smentisce Burlando.

Immagini e testo tratte da Il Secolo XIX oggi in edicola

CENTRALE ,IL MINISTERO SMENTISCE BURLANDO.

I VERTICI DELL' ISS ASCOLTATI DAL PROCURATORE ,MA NON C' E' TRACCIA DEL DOCUMENTO CHE NEGA L' INQUINAMENTO DELL'ARIA.
Sono stati gli stessi dirigenti dell' Istituto Superiore di Sanità a "smentire "il Governatore della Regione Liguria,Claudio Burlando  sull'esistenza di un documento secondo il quale l'aria attorno alla centrale  di Tirreno Power non sarebbe cosi' devastante come evidenziato al contrario della consulenza di parte . I responsabili  dell' Iss romano sono stati infatti ascoltati dal Procuratore Francantonio Granero e dal suo  sostituto Chiara Maria Paolucci in veste di persone informate sui fatti  proprio in relazione alle documentazioni redatte dallo stesso  ente e neppure in quella occasione  sarebbe saltato fuori il documento  ventilato dal presidente della Regione.
Qualcuno parla di una sorta  di "mistero metropolitano" in riferimento a quell'atto che non risulta acquisito da nessuna parte.

Al contrario ,invece,come sottolineano anche i responsabili della Rete Fermiamo il carbone l'unico documento dell' ISS  è ben pubblico e in possesso di tutte le parti in causa.
Dopo la posizione del Ministero dell' Ambiente  che lo stesso Burlando ha ammesso "di aver visto modificare sotto i miei occhi",sembrano crollare anche i pilastri  dell' Ist e  dell' Iss che la giunta regionale aveva preso ad esempio per giustificare le decisioni in merito alla concessione dell' Aia e le successive modifiche.

Insomma la difesa di Claudio Burlando sembra poggiarsi su una base d'argilla ,anche se il governatore avrà l'occasione  per spiegare la sua posizione  nel corso dell' interrogatorio  a cui verrà sottoposto nelle prossime settimane in procura.
Sono trasorsi dieci mesi dal sequestro dei due gruppi a carbone della centrale termoelettrica e nonostante le decine di audizioni effettuate a palazzo di giustizia  e in trasferta a Roma , la consulenza della procura  avrebbe retto all'urto delle critiche e delle polemiche.
Scontato  che se l'inchiesta  dovesse andare avanti,la difesa chiederà una consulenza di parte o l' incidente probatorio,ma resta il fatto che quello che sembrava un lavoro incompleto  sarebbe stato preso ad esempio da altre procure(Gorizia per Monfalcone e Brindisi).
IL POOL INQUIRENTE INTANTO E' GIA' PASSATO ALLA FASE FINALE DELL' INCHIESTA: LA REDAZIONE DEL CAPO D' IMPUTAZIONE DA CONTESTARE  AI 47 INDAGATI NELL' INCHIESTA PER  DISASTRO AMBIENTALE DOLOSO.
                                              
Riportiamo  anche  la seguente  immagine tratta da Il Secolo XIX di pochi giorni fa.... 
 LE ACCUSE.
L' ipotesi di reato:concorso in  disastro ambientale doloso

" Il gestore ha sempre fatto quello che gli tornava piu' vantaggioso,  il tutto nella neghittosità degli organi pubblici chiamati a svolgere attività di controllo,e che lungi dal sanzionare  le dette inottemperanze,hanno ritardato  in modo abnorme l' emissione dei dovuti provvedimenti  ed emesso alla fine 
un' Aia estremamente vantaggiosa e.......

14 gennaio 2015

1) Centrale ,la Procura indaga i funzionari del ministero. 2)Problematica Tirreno Power, l’inchiesta “accelera”: la Procura formalizza nuove accuse

Immagine tratta da La Stampa oggi in edicola


MA SI INDAGA ANCHE SUL "DOPO " CIOE' SULL' ITER CHE HA PORTATO AL RILASCIO DELLA NUOVA AIA. 
PERCHE' ANCHE L' AVER AGITO PER FARE RIAPRIRE LA CENTRALE A CONDIZIONI "POTENZIALMENTE PERICOLOSE" PER AMBIENTE E SALUTE PUO',SECONDO LA PROCURA,CONFIGURARE IPOTESI DI REATO.

_____________________
Tratto da  Ivg

Tirreno Power, l’inchiesta “accelera”: la Procura formalizza nuove accuse

 Secondo indiscrezioni, tra l’altro, le deposizioni delle persone con competenze in campo sanitario acquisite dagli inquirenti avrebbero fortemente rafforzato gli esiti della consulenza della Procura
Procura Savona
Savona. La scorsa settimana in Procura si era avvertita la sensazione che nell’inchiesta sulla centrale Tirreno Power qualche sviluppo fosse imminente. E anche se il riserbo degli inquirenti è massimo, questa mattina è trapelata qualche indiscrezione che sembra confermarlo. Nei giorni scorsi il procuratore Francantonio Granero, che coordina l’inchiesta insieme al sostituto Chiara Maria Paolucci, avrebbe infatti formalizzato nuove accuse e iscritto sul registro degli indagati nuovi nomi.
Dopo il direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria Gabriella Minervini anche altri funzionari amministrativi (del Ministero?) sarebbero quindi indagati nell’ambito dell’inchiesta Tirreno Power. 
Impossibile, almeno per ora, avere conferme ufficiali, ma la sensazione è che l’indagine abbia segnato una nuova svolta. Il fatto che i magistrati savonesi stessero indagando a 360° anche per valutare le condotte dei funzionari che hanno seguito le pratiche relative alla centrale non era un mistero e ora, anche sulla base del materiale raccolto durante le numerose audizioni delle scorse settimane, sembrano essere arrivati i primi risultati.
L’inchiesta insomma non sembra subire battute d’arresto e al contrario continua a ritmo serrato. Secondo indiscrezioni, tra l’altro, le deposizioni delle persone con competenze in campo sanitario acquisite dagli inquirenti avrebbero fortemente rafforzato gli esiti della consulenza della Procura.

28 novembre 2013

CENTRALE,BLIZ DELLA PROCURA A ROMA

Tratto da Il Secolo XIX oggi in edicola 

CENTRALE,BLIZ DELLA PROCURA A ROMA 
Viaggio del Procuratore Granero e del Pm  Paolucci per ascoltare i tecnici del Ministero



Super Lavoro.
Gli investigatori,stanno ascoltando da due giorni persone informate sui fatti
 Nel Mirino
Visita  all' ISPRA che si occupa ,tra l'altro, 
dell' accuratezza dei controlli sulle emissioni.

13 novembre 2013

Inchiesta sulla centrale Tirreno Power : i dati delle consulenze della Procura saranno condivisi con le autorità amministrative

Tratto da La Stampa

La consulenza su Tirreno Power dalla Procura agli enti locali


La “discovery” dei dati era stata richiesta dall’Osservatorio regionale
La superperizia  commissionata dalla Procura di Savona sulla Tirreno Power, depositata quest’estate e che ha portato a una svolta nell’inchiesta sulla centrale, passata da «ignoti» a «noti» e all’individuazione del reato di «disastro ambientale», uscirà dalle stanze al sesto piano di Palazzo di Giustizia per entrare negli uffici ambiente di Regione, Provincia di Savona, Comuni, Ministero dell’Ambiente. Oltre naturalmente all’Osservatorio salute e ambiente istituito nell’ottobre 2012 dalla Regione proprio per monitorare la centrale e informare la popolazione. 

Insomma, le amministrazioni che, pur vincolate dal segreto d’ufficio, potrebbero avere interesse a conoscere quei dati. Lo ha comunicato ieri il procuratore Francantonio Granero senza precisare però «quando» materialmente la corposa consulenza sarà trasmessa agli enti amministrativi. Il documento, frutto di due anni di lavoro dei consulenti, ha una parte epidemiologica in cui si valutano le conseguenze per la salute dei cittadini nel territorio di influenza della centrale, e una parte ambientale che analizza i dati sulle emissioni in atmosfera, ma non soltanto, dei residui di lavorazione.  

«Era stata una richiesta dell’Osservatorio quella di disporre dei dati commissionati dall Procura - conferma l’asssessore all’ambiente di Vado, Simona
Simonetti - al tempo stesso credo che quei dati possano essere di estrema utilità per tutti, a cominciare dai sindaci che sono autorità sanitarie locali e hanno compiti e doveri ben precisi».(Leggi )

Leggiamo su IVG


Articolo n° 253106 del 13/11/2013 

Inchiesta sulla centrale di Vado: i dati delle consulenze della Procura saranno condivisi con le autorità amministrative

Vado L. I dati della cosulenza del pool di esperti della Procura saranno consegnati alle autorità amministrative. 
 E’ questo l’ultimo particolare che trapela sull’inchiesta dei magistrati savonesi sulla centrale termoelettrica di Vado Ligure. Nelle prossime settimane le conclusioni delle perizie, quella epidemiologica e quella ambientale, saranno quindi a disposizione anche di Ministero, Regione, Provincia, Asl 2 e Comuni interessati.
Attraverso questa condivisione gli enti avranno quindi la possibilità di analizzare ed utilizzare i dati delle consulenze, che resteranno comunque coperti dal segreto d’ufficio imposto dagli inquirenti. 
Un provvedimento che, di fatto, non consente ai contenuti delle perizie di diventare pubblici. Soltanto quando gli indagati avranno preso visione degli atti questi non saranno più secretati.
Sul fronte del filone d’inchiesta per disatro ambientale il riserbo resta sempre massimo. L’attività investigativa però prosegue a ritmo serrato e dovrebbe concretizzarsi, già a partire dai prossimi giorni, nei primi interrogatori.
Un passaggio dal quale potrebbero emergere i primi nomi delle persone iscritte sul registro degli indagati.

25 ottobre 2013

Centrali a carbone - reati ambientali - sindaci - ministero.

Tratto da Spezia Polis

i sindaci,il Ministero......

Quello che non ti aspetti. E' talmente abnorme che uno quasi non ci pensa...
Nemmeno dopo aver constatato che nel 1970 un sindaco aveva fatto chiudere la centrale perchè l'Enel non aveva fornito prove sufficienti a dimostrare che la Centrale di Vallegrande  non arreca nocumento alla salute del vicinato per aver introdotto nuovi metodi e speciali cautele nei cicli di lavorazione”.
Nemmeno dopo aver visto, letto, capito - e per questo diffidato il sindaco - che non si può dare un parere sanitario qualsivoglia se non si hanno gli elementi necessari per fare una valutazione e - appunto - esprimere un parere.
Nemmeno dopo aver verificato che la centrale Enel della Spezia ha legittimamente operato per 5 anni fuori dalla normativa AIA, a causa e giustificata dalla lentezza della nostra burocrazia per cui siamo anche stati sanzionati dalla Corte di Giustizia.
Quello che proprio non ti aspetti  - nemmeno dopo aver letto il decreto di AIA, e preso nota del fatto che quell'AIA è stata rilasciata in quei termini perchè i sindaci di Arcola e della Spezia, che sono intervenuti nel procedimento “non hanno formulato per l’impianto specifiche prescrizioni ai sensi degli articoli 216 e 217 del Regio decreto 27 Luglio 1934, n. 1265...

     Li leggo per intero gli articoli di questo Regio decreto, anche se grosso modo so cosa dicono.

Art. 216
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi. La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato. Questo elenco, compilato dal consiglio superiore di sanità, è approvato dal Ministro della sanità, sentito il Ministro del lavoro e della previdenza sociale.......
Una industria o manifattura la quale sia inscritta nella prima classe, può essere permessa nell'abitato, quante volte l'industriale che l'esercita provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.

Allora: la centrale della Spezia, costruita nel 1962 e inserita nella classe 1, non sarebbe dovuta esistere in quel posto lì, considerato che il vicinato c'era già. E comunque,..... è onere di Enel provare di non determinare nocumento alla salute del vicinato (nel raggio almeno di una cinquantina di Km a quanto si sa). Ed è responsabilità del Ministero chiedere preventivamente a Enel l'onere della prova.  E invece noi ci arrabattiamo alla ricerca di soldi pubblici per pagare studi ambientali e indagini epidemiologiche che ci dicano per certo che ci sono morti correlabili all'attività della centrale. Perchè se no non vale, se non ci sono i morti lei continua a bruciare carbone come una vetusta (così definita dalla Agenzia delle Entrate della Spezia) caffettiera sbullonata (così chiamata dal Ministro Orlando).
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima darne avviso per iscritto al sindaco, il quale, quando lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può vietarne l'attivazione o subordinarla a determinate cautele.
Allora: il Sindaco, che avebbe dovuto ritenerlo necessario, avrebbe potuto - potrebbe - chiedere a Enel di dimostrare con indagini ambientali e sanitarie di non "recare nocumento alla salute del vicinato". Provarlo prima del rilascio dell'autorizzazione però, non dopo. .......
E questo era l'articolo 216, bellamente ignorato dal Sindaco, dal Ministero e dall'Ispra. 
Art. 217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il sindaco prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno e il pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza. Nel caso di inadempimento il sindaco può provvedere di ufficio nei modi e termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e provinciale.

Allora: come mai il sindaco non interviene mai quando Enel ha disperso polvere di carbone dal pontile e dal nastro, e cenere dai silos? Quando le colonne di fumo nero escono dalla ciminiera?  Quando l'acqua antistante gli scarichi in mare è ricoperta di una poltiglia marrone? Tutte le volte che i cittadini  - non gli enti preposti al controllo, i cittadini  - testimoniano di violazioni e di possibili emissioni che "possono riuscire di pericolo o danno per la salute pubblica?".

Va beh, uno dice, il Regio Decreto. Sì il Regio decreto, soprattutto se me lo piazzi in bella mostra a pagina 8 dell'AIA che condanna una comunità (piuttosto estesa) a respirare inquinamento senza se e senza ma (per non parlare dell'acqua e del suolo).  
E la Costituzione allora?
 
Articolo 41
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Allora: possiamo dire che anche l’art 32  e il 41 della costituzione sono stati violati? E anche il Principio di Precauzione?
Possiamo anche dire che nel 1934, ai tempi del regio decreto - quando il principio di precauzione non esisteva ancora, essendo stato introdotto con l’art.15 della Dichiarazione di RIO del giugno 1992 -  l’Italia era già oltre perché bisognava dimostrare la non nocività di una produzione industriale per poterla esercitare mentre il Principio di Precauzione dice “solo” che Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza”.

Tutte queste violazioni sono tanto più gravi se si considera che sono stati disposti accertamenti sulla situazione ambientale e sanitaria del territorio spezzino, da eseguirsi entro un anno dal rilascio dell’AIA, perché evidentemente sussistono dubbi circa la salvaguardia dell’incolumità del vicinato. ...... 
posto che nella relazione dell’ISS si legge che  "Tutto ciò ovviamente non significa che la CTE non abbia effetti sulla salute all’infuori dei confini comunali. Ossidi di azoto e di zolfo, anidride carbonica, e composti organici volatili  sono efficaci precursori di inquinanti secondari quali  particolato fine ed ozono  che agiscono nell’area vasta".....

22 settembre 2012

Ministro Clini, decide il ministero Annunciata class action

Tratto da Ansa 

Clini, decide il ministero Annunciata class action

Ministro all'ANSA: 'Entro il mese autorizzazione ambientale integrata'. La class action chiedera' risarcimenti

 ROMA -  "L'autorizzazione che consente all'Ilva l'esercizio degli impianti compete al ministero dell'Ambiente". Lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Ambiente Corrado Clini aggiungendo: "rilascerò entro fine mese l'Autorizzazione ambientale integrata e l'azienda sarà tenuta a rispettarla".
"Nel caso in cui si creasse un conflitto o una divergenza credo dovrà essere assolutamente risolto secondo quanto prescritto dalla legge", aggiunge il ministro: "Io - afferma - so qual è il mio compito e conosco quelli della magistratura".
Una decina di cittadini di Taranto avvierà una 'class action' contro l'Ilva chiedendo il risarcimento per "danni materiali, fisiologici, biologici ed esistenziali" e sollecitando il sequestro conservativo di beni immobili e immobili facenti capo ai legali rappresentanti dell'azienda. Lo ha annunciato ai giornalisti l'avv.Giuseppe Lecce a cui si sono rivolti cittadini che hanno contratto malattie e familiari di persone decedute per patologie legate all'inquinamento, ma anche diportisti e commercianti, come il titolare di un vivaio, che si trova nell'area di passaggio del nastro trasportatori dell'Ilva, che ritengono di aver subito danni materiali.

Il legale ha reso noto che gia' oggi inviera' tramite fax al Tribunale di Taranto l'esposto per l'azione collettiva, ''strumento - ha sottolineato - che consente pretese risarcitorie nei confronti di aziende e multinazionali, in questo caso l'Ilva spa, atteso che si tratta di illeciti plurioffensivi che sono stati compiuti nei confronti di piu' soggetti''. L'avv.Lecce fa riferimento innanzitutto all'inchiesta della Procura per disastro ambientale, sfociata nel sequestro degli impianti dell'area a caldo e osserva che ''l'incessante e prolungata emissione di sostanze tossiche e nocive da oltre un ventennio incide in maniera diretta sulla salute dei lavoratori e dell'intera collettivita', a tal punto da potersi ritenere quale causa primaria dell'elevato tasso di malattie e mortalità''.

Bonelli ''e' un interlocutore che voglio incontrare solo davanti ad un giudice perche' si sta assumendo la responsabilita' di una situazione pericolosa e lo sta facendo in maniera deliberata''. Cosi' il ministro dell'Ambiente Corrado Clini replica al leader dei Verdi, che ha presentato una serie di dati sulla mortalita' a Taranto......

''Per Clini sono un bersaglio da abbattere perche' difendo i diritti di chi si ammala e muore di inquinamento ed evidentemente sono un'ostacolo per chi vuole che a Taranto resti tutto cosi' com'e'''. Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli