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02 dicembre 2014

L’USO IMPROPRIO DEGLI STUDI IST 1988-1998 e 1999-2004 VIENE CONFUTATO DAI SUOI STESSI REALIZZATORI




L’USO IMPROPRIO DEGLI STUDI IST 1988-1998 e 1999-2004 VIENE CONFUTATO DAI SUOI STESSI REALIZZATORI

I due ‘padri’ dello studio, il referente ‘scientifico’ (la dott.ssa Vercelli che lo realizzò), e il referente ‘politico’ (l’ex Assessore regionale all’Ambiente Zunino nel periodo del secondo studio) CONFUTANO LE CONCLUSIONI E L’USO IMPROPRIO CHE NE VIENE FATTO.

Lo studio non è un’analisi epidemiologica atta a rilevare l’incidenza sulla popolazione di una fonte inquinante: NON CONFRONTA zone esposte con zone non esposte (tipico degli studi epidemiologici), e NON E’ CORRELATO ALL’INQUINAMENTO, in particolare agli effetti della centrale a carbone; inoltre tale studio è soprattutto datato nelle metodologie, che oggi sono molto più soffisticate e ‘circostanziate’;

Lo stesso Direttore dell’IST, secondo le cronache giornalistiche, ne ha recentemente sottostimato la validità epidemiologica in un incontro in Procura.

Impossibile quindi paragonarlo allo studio della Magistratura.
Grave che da più parti si provi a riutilizzarlo per permettere a Tirreno Power di riprendere a inquinare liberamente.

C’è solo quindi uno studio che analizza la gravissima situazione sanitaria: la Perizia della Magistratura, avallata dal Giudice per le Indagini Preliminari.

I SINDACI SONO IN POSSESSO DEI DOCUMENTI PER DECIDERE IN CONFERENZA DEI SERVIZI AI SENSI DI LEGGE,
richiedendo per i valori emissivi i livelli minimi delle MTD.





La stessa dott.ssa Vercelli ha confutato le conclusioni che vengono fatte del suo studio.

Il servizio del TG3 che ha intervistato la dott. MARINA VERCELLI “I fautori dell’ampliamento della centrale a carbone, per rassicurare la popolazione, citano spesso uno studio dell’IST di Genova del 2008 sulla mortalità nel savonese, in realtà la dott.ssa Vercelli che lo realizzò dice che l’analisi NON era incentrata su Vado, faceva la media tra le zone inquinate e non della Provincia (in altre parole, quindi non confrontava separatamente zone esposte da zone non esposte), insomma servirebbe ben altro per fugare i dubbi…”

Secondo FRANCO ZUNINO, ex Assessore regionale all'Ambiente, paragonare lo studio IST “al più approfondito e specifico studio commissionato dalla Procura, mirato alle specifiche correlazioni tra le emissioni della centrale di Vado e lo stato di salute dei cittadini coinvolti dalle emissioni stesse appare fuorviante…” Lo studio IST serviva a “creare il substrato scientifico su cui poter successivamente innestare eventuali studi mirati volti cioè ad identificare i fattori di rischio ambientali...”.

L’epidemiologo dell’IST dott. VALERIO GENNARO: “Bisogna identificare bene la zona inquinata, identificare quindi le persone ‘inquinate’, raffrontare la loro esperienza di mortalità di incidenza delle varie patologie anche non neoplastichecon una analoga popolazione che non sia esposta, quindi questo tipo di studio organizzato in questi termini scientifici ed epidemiologici non mi risulta assolutamente”

“Le tre grandi tipologie di studi effettuati dalle parti in causa, dalla Procura e da alcuni enti pubblici non sono per nulla confrontabili, per diversi motivi: metodo, disegno e obiettivi dello studio; popolazione studiata; tipologia delle malattie studiate; periodi temporali studiati; risultati ottenuti; ecc.
Al netto dei naturali ed inevitabili limiti intrinseci di ogni studio scientifico, ad oggi la ricerca più adatta a comprendere meglio il nesso causale tra inquinamento ambientale derivante dalla centrale termoelettrica di Vado-Quiliano e salute della popolazione nel distretto savonese sia proprio quella effettuata dalla Procura”.

Lo stesso Dirigente dell’IST di Genova FRANCO MERLO, secondo le cronache giornalistiche, ne ha recentemente sottostimato la validità epidemiologica in un incontro in Procura.



I due Sindaci, la Regione hanno riferito in questi giorni che ci sono due studi epidemiologi attendibili e contrastanti (lo studio 1988-2004 ‘tranquillizzante’ e la perizia della magistratura ‘allarmante’), e quindi non sono nelle condizioni per decidere di dare prescrizioni e livelli emissivi rigorosi in conferenza dei servizi.

Questo non corrisponde a verità: lo studio 1988-2004 non è attendibile per valutare gli effetti inquinanti sulla popolazione e non è quindi confrontabile con quello della Procura, in quanto:

1)         non è un vero studio epidemiologico: NON CONFRONTA zone esposte con zone non esposte (tipico degli studi epidemiologici), e NON E’ CORRELATO ALL’INQUINAMENTO, in particolare agli effetti della centrale a carbone;

2)         tale studio è datato nel tempo: risale a dati dall’88 al 2004;

3)         tale studio è soprattutto datato nelle metodologie, che oggi sono molto più soffisticate e ‘circostanziate’; metodologie che invece risulterebbero utilizzate nella perizia della Procura;

4)         rispetto a tale studio (che non ha avuto un riscontro in sede  giudiziaria), la perizia della magistratura è convalidata e avallata da un giudice terzo (il GIP del Tribunale di Savona), oltre che dal collegio giudicante per l’inchiesta sulla centrale di Porto Tolle, che ha recentemente ritenuto pienamente fondata in sede giudicante la metodologia usata anche per Savona, peraltro con gli stessi periti (dott. Paolo Crosignani, dott. Stefano Scarselli). Dopo la Procura di Savona e di Rovigo, è notizia di questi giorni che la metodologia usata dai magistrati verrà utilizzata anche dalle Procure di Brindisi e Gorizia per le locali centrali a carbone. Per gli amministratori non fa fede una metodologia utilizzata da quattro Procure e convalidata da due giudici?


Per questi motivi si deve ritenere di esserci UN SOLO STUDIO VALIDANTE in fase di Conferenza dei servizi a cui i sindaci devono attenersi ai sensi di legge, richiedendo per i valori emissivi i livelli minimi delle MTD.


RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE



ACLI, ARCI, Comitato Acqua Bene Comune, Comitato Ambiente Spotorno-Noli, Comitato Albamare, Gassa Gruppo Acquisto Solidale, Legambiente, Libreria Ubik, Movimento Consumatori, NuovoFilmstudio, Uniti per la Salute ONLUS, API Alleanza per l’Italia, MoVimento 5 Stelle, Noi per Savona, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi.  Con il sostegno di Medicina Democratica e dell’associazione “SI alle rinnovabili, NO al nucleare”

La Rete ha il sostegno delle associazioni nazionali:
Greenpeace, WWF, Legambiente, ARCI nazionali








29 novembre 2014

Tirreno Power la Procura smonta la relazione dell’Ist

Tratto da Il Secolo XIX 

Tirreno Power la Procura smonta la relazione dell’Ist: dati approssimativi.

Vado - Nei mesi scorsi avevano inviato una serie di pareri sulle considerazioni della procura a riguardo delle presunte irregolarità di Tirreno Power in un paio di protocolli che non portavano in calce neppure la firma del responsabile. Ieri mattina il dirigente dell’istituto superiore tumori di Genova, Franco Merlo è stato chiamato a renderne conto in un’audizione davanti al procuratore Francantonio Granero, al sostituto Chiara Maria Paolucci e ai consulenti della procura che hanno redatto la consulenza alla base dell’inchiesta per disastro ambientale doloso che vede indagati cinque dirigenti di Tirreno Power.
E a guardare i volti sorridenti dell’accusa al termine della riunione videoregistrata è parsa evidente la soddisfazione per i risultati ottenuti.
Nonostante la fitta cortina di riserbo che ha coperto il contenuto del faccia faccia tra l’accusa e il dirigente dell’Ist (ente al quale si è rivolto nelle scorse settimane anche il comune di Vado per saperne di più sulla vicenda della centrale vadese) infatti la validità della consulenza del pool di esperti della procura sarebbe uscita consolidata a fronte di un continuo vociare di approssimazione e inconsistenza.
Dubbi e perplessità che avrebbe sollevato anche l’Ist genovese nelle considerazioni presentate al procuratore Granero e che ieri invece sarebbero stati cancellati da ammissioni di superficialità e margini di errore pronunciati da Franco Merlo nella relazione fatta dall’Ist e sulla quale si basano molti dei dubbi sulla disparità di risultati tra la perizia della procura savonese e i dati in possesso della Regione Liguria e degli enti sanitari locali e che consentivano alle varie componenti in gioco di poter dare il benestare all’attività della centrale senza pericoli per la comunità.
Il no comment del diretto interessato all’uscita dall’ufficio al sesto piano di palazzo di giustizia e quello più sorridente dei pubblici ministeri ha fatto segnare un momento storico nella delicatissima inchiesta sui presunti danni provocati alla salute pubblica da parte delle emissioni dei due gruppi a carbone (VL3 e VL4) sequestrati dal giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi nel marzo scorso.
Se da una parte la consulenza della procura ne sarebbe uscita consolidata dal confronto di uno dei maggiori esperti regionali, dall’altra gli atti in mano alla Regione si sarebbero rivelati inconsistenti.
La mossa a sorpresa della procura savonese di inviare a comuni, Regione provincia a Asl 2 l’intero pacchetto delle consulenze di parte ad inizio di novembre ha rappresentato una nuova era sulla vicenda Tirreno Power. Una volta ritrovatisi con i dati ufficiali tra le mani, i responsabili degli enti locali hanno dovuto rivedere le rispettive posizioni.
Una svolta che ha avuto l’effetto più clamoroso nella retromarcia del Ministero e della Asl 2 al momento di fornire il parere per la concessione della nuova Aia quando di fronte ai dati forniti dall’accusa hanno chiesto di poter prendere tempo per una decisione definitiva.
E se il filone principale sul presunto disastro ambientale sembra ormai consolidato e vicino alla conclusione, non si può dire la stessa cosa per quello che concerne l’individuazione di eventuali responsabilità dei pubblici amministratori nelle concessioni delle varie autorizzazioni e quello economico finanziario. E già, perché nonostante le grandissime capacità manageriali del nuovo direttore generale di Tp, Massimiliano Salvi, la procura savonese ha puntato l’attenzione anche su alcuni filoni della vita economico-finanziaria dell’azienda.

28 novembre 2014

CENTRALI A CARBONE, INQUINAMENTO E DATI EPIDEMIOLOGICI.


Tratto da 
Uomini Liberi
Scritto da Dr.. Virginio Fadda Dr. AgostinoTorcello   
CENTRALI A CARBONE, INQUINAMENTO 
E DATI EPIDEMIOLOGICI.
SITUAZIONE POCO TRANQUILLIZZANTE PER LA PROVINCIA DI SAVONA
L'Asl 2 del Savonese aveva commissionato al 
Servizio di Epidemiologia ambientale e biostatica applicata dell'Istituto per la ricerca sul cancro di
 Genova (IST) diversi studi epidemiologici per il savonese. Oggi dalla "maxiconsulenza" commissionata dalla Procura di Savona per... l’inchiesta per disastro ambientale 
della Centrale a carbone Tirreno Power di Vado 
emerge un danno alla salute molto grave 
per il numero di persone decedute o 
ricoverate per cause direttamente 
riconducibili alla centrale. (allegato RadioSavonaSoundNewsgiovedì 27 novembre 2014)
A nostro avviso tale conclusione della perizia 
della Procura di Savona non ci pare 
“nettamente in contrasto” con i dati riportati
 dagli studi IST di Genova come invece 
ipotizzato  dalla ASL savonese....
Leggi tutto...

Ninin -Tirreno Power: la guerra delle perizie

Tratto da Ninin

Tirreno Power: la guerra delle perizie

Cerchiamo evidenze che dissipino la cortina fumogena che qualcuno -  sta cercando di sollevare ad hoc, tentando di diluire la gravità di quanto riscontrato. Un po' come si fa per i fumi e i malati


Il servizio che segue, realizzato a suo tempo dal TG3 di Rai Regione, testata giornalistica soggetta alle norme deontologiche professionali e di un servizio pubblico, spiega. Preghiamo ascoltare. Non certo noialtri, ma coloro che qualcosina di più ne sanno.
E questo è quel che ha fatto la Procura.

08 giugno 2013

Ora basta: i cittadini devono sapere.

COMUNICATO INTEGRALE
Ora basta: i cittadini devono sapere.
Abbiamo letto le affermazioni
 del presidente della centrale
 di Vado Ligure.
Le sue parole ci appaiono quelle di un 
dipendente dell’azienda che dichiara 
apertamente di voler rifiutare il confronto “ Non c’è possibilità di confronto perché partono da partito preso. “   
Ci pare doveroso evidenziare che le nostre affermazioni e posizioni sono sempre sostenute da documentazione ufficiale eterza (è forse per questo che l’azienda teme il confronto?)  

1)un breve cenno sull’occupazione: leggiamo la sintesi nel box “adesso dobbiamo diminuire il personale, con l’ampliamento riassumeremo”se non abbiamo inteso male l’azienda aveva posto come vantaggio per l’ampliamento un incremento di occupazione,ora si 
parla addirittura di riduzione e questo dovrebbe far seriamente meditare coloro che in nome di un 
presunto aumento di occupazione erano disposti
 ad accettare tutto
2) Si parla sempre di percentuali
di riduzione delle emissioni: intanto sarebbe bene che si precisasse di che inquinanti si parla,e poi se esistono le 
documentazioni tecniche inoppugnabili  che le mostrino finalmente : noi finora non ne abbiamo viste. E si continua a giraci intorno, ma  perché non vengono mostrate pubblicamente? Da non 
dimenticare che le emissioni sono monitorate dalla stessa azienda e non ci risulta verifica di ente pubblico

3) sulle affermazioni del sindaco di Savona: non 

crediamo che un sindaco di una città così importante faccia affermazioni a cuor leggero senza motivazione ed attenta ponderazione.
 Del resto il parere contrario al potenziamento è stato deliberato formalmente da ben 18 comuni :
 Savona, Vado Ligure, Quiliano, Bergeggi, Spotorno,Noli, Finale Ligure, Pietra Ligure, Balestrino, Vezzi Portio, Albissola Marina, Celle Ligure, Altare, Carcare, Cairo Montenotte, Calice, Rialto, Orco Feglino.

4)i sindaci di Vado e Quiliano in un recente documento hanno citato lo studio dell’ l’Agenzia Europea per l’ambiente (EEA) sugli impatti sanitari ed economici dell’inquinamento atmosferico dei principali impianti industriali europei. 
In detto Studio vengono considerati i costi “sociali” dell’inquinamento atmosferico dei più importanti insediamenti industriali europei. Il 75% dei danni ambientali è determinato da 622 impianti industriali e l’impianto della centrale Tirreno Power di Vado Ligure si colloca
 al 118° posto,settimo in Italia.

I sindaci dopo aver citato anche la relazione dell’dell’ Ordine dei Medici di Savona,il documento ARPAL relativo al  monitoraggio dell’ambiente marino e
 il documento Tirreno Power 
sul biomonitoraggio nel territorio circostante la centrale termoelettrica di Vado Ligure, scrivono di “serie preoccupazioni dal punto di vista sanitario per la popolazione che vive, lavora o soggiorna nel comprensorio savonese.”.
Quindi addirittura per chi soggiorna!

 5) A proposito dell’applicazione delle migliori tecnologie: la risposta dell’azienda si commenta da sola! Leggiamo questo passo come una  evidente e palese ammissione che di fatto le  migliori tecnologie non risultano applicate.  
Noi sappiamo che le norme prescrivono che le migliori tecnologie debbono essere applicate da subito  senza 
se e senza ma: in realtà per l' SO2 è indicato un limite 
per cui avremmo  una concentrazione di 
oltre 17 volte rispetto al limite minimo MTD
 e oltre 1,7 volte rispetto al limite massimo MTD .
Per il CO (monossido di carbonio)  si avrebbe una concentrazione di oltre 8 volte rispetto al limite minimo MTD  e di 5 volte rispetto al limite massimo MTD e addirittura i futuri gruppi cosiddetti nuovi entrerebbero 
in esercizio con un valore di CO  di 4 volte rispetto al
 limite  minimo MTD e oltre il doppio rispetto
 al limite massimo.(Leggi qui)

I cittadini della provincia di Savona devono sapere questi valori di emissioni  senza  giri di parole.  
Qui si parla di una situazione concreta che va a 
gravare su un intero territorio con quei gruppi a 
carbone destinati a funzionare ancora  per anni e anni.

6) Sempre a proposito di quei gruppi a carbone 3 e 4 l’ordine dei medici (non ci risulta finora mai smentito da alcuno)  parla  di  “minaccia reale e 
consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”. 
Qui é necessario scandire bene le parole: i medici parlano di minaccia REALE e CONSISTENTE non 
solo per la salute ma  per LA VITA dei cittadini.
Sui temi della nostra salute noi riteniamo credibili
 le affermazioni (documentate)  dei medici rispetto 
a quelle di un dipendente della centrale a carbone  che per giunta dichiara di rifiutare il confronto con le associazioni 
e i cittadini.
7)Sulle emissioni  i cittadini devono sapere che è la  Regione Liguria ad affermare ,a pag 167 del "Piano di Risanamento", “la combustione nell’industria dell’energia e quindi essenzialmente la centrale termoelettrica, è la prioritaria responsabile delle emissioni diOssidi di azoto (68,3%); PM10 (34,9%), 
SOx (89,7%) e di COV (37,9%).”


 8)Ci pare paradossale l’affermazione sulle polveri ultrafini : "non essendo misurabili non sappiamo quanto possono essere…." 
 C’è una enorme letteratura 
scientifica internazionale sui danni delle polveri 
sottili ed affermare che esse non siano misurabili dà
 la dimensione delle risposte.


Gosio cita la competenza dell’ IST “c’è qualcuno
 più competente?” : ebbene gli ricordiamo che  in un documento relativo al progetto di potenziamento
 ,l’IST Istituto Tumori di Genova scrive  tra l’altro ”
Nella relazione presentata da Tirreno Power vi 
sono gravi lacune metodologiche che mettono
 in discussione le tranquillizzanti conclusioni 
del documento. In sintesi: errori ed omissioni
 nelle stime delle emissioni di polveri fini 
primarie e secondarie; sottostima delle emissioni 
digas serra; sottovalutazione dei dati derivanti da
 studisu bioindicatori; errori metodologici 
sull’impatto sanitario.” (Leggi qui)







 E ancora “ Un vasto repertorio scientifico ha da 
tempo evidenziato i rischi sanitari connessi con 
l’esposizione a polveri fini e ultrafini…” 
Tale particolato è caratterizzato da …elevata penetrazione nel sistema respiratorio e, nel caso 
delle particelle più fini, passaggio nel flusso
 sanguigno e direttamente nel cervello…induzione 
di fenomeni infiammatori e di diverse patologie 
acute e croniche a seguito di inalazione… una 
prevalente origine da processi termici ad alta temperatura… “.

Con queste dichiarazioni come posso essere tranquilli i cittadini? Consigliamo a 
tutti (Gosio in primis) un’attenta lettura di questo 
documento


9) biomonitoraggio lichenico:
 Il presidente afferma “I valori del monitoraggio non presentano alcun eccesso …”  ebbene riportiamo ancora dal citato  documento IST (istituto molto considerato da Gosio) 
“ tutti i tre studi individuano
 zone di grave sofferenza nelle popolazioni di 
licheni che vivono nella zona di Vado e nell’
entroterra savonese…..questi risultati confermati 
dalla prima campagna effettuata nel 2006 dalla T.P…. 
Un forte bio accumulo di metalli pesanti e una bassa densità lichenica viene ritrovata in un’area di vaste dimensioni… 
Stupisce che l’estensore del documento non abbia notato che i modelli diffusionali prevedono che 
proprio queste zione siano quelle di maggior 
impatto  delle emissioni della centrale di Vado.. 
i licheni che vivono in queste zone denunciano una
 grave sofferenza legata a fonti antropiche associate ad 
emissioni di cadmio, mercurio, nichel, piombo e zinco … 
 Forse occorre anche tener conto della possibilità che 
questi metalli si accumulino progressivamente nelle
 zone di ricaduta  e si possano concentrare lungo la 
catena  alimentare fino a diventare tossici….”
Ci pare doveroso evidenziare che le 
nostre affermazioni e posizioni sono 
sempre sostenute da documentazione 
ufficiali e inconfutabili.
E’ forse per questo che l’azienda teme 
il confronto?
Ora basta, i cittadini 
devono sapere.




21 gennaio 2012

Il nostro ambiente ci fa ammalare di tumore? Cosa dicono gli oncologi?Crolla la speranza di vita sana

Il nostro ambiente ci fa ammalare di tumore? Cosa dicono gli oncologi?

Tratto da Beppe Grillo.it

Presentazione del libro
'Ambiente e tumori'

 
(Il libro è scaricabile liberamente dal sito dell' Associazione Italiana di Oncologia Medica: Libro 'Ambiente e tumori' )

Due anni di lavoro, decine di oncologi coinvolti e finalmente un libro fortemente voluto dall'AIOM, l'Associazione Italiana Oncologia Medica, ci spiega cosa succede alla nostra salute quando aria, acqua, suolo e alimenti sono inquinati.
Scopriremo che pesticidi, diossine e altri agenti inquinanti oggi provocano un aumento dei tumori anche tra gli adolescenti e che i bambini italiani si ammalano di tumore più dei bambini degli altri paesi europei. Sapevamo già perchè stare lontani da aspartame e altri additivi alimentari ci fa sare lontani dai tumori?
Tra i grandi inquinanti trattati dal volume ovviamente non mancano amianto, inceneritori e traffico veicolare: gli studi scientifici continuano a mostrarci i dati sulla loro responsabilità nella formazione dei tumori eppure li respiriamo tutti i giorni nelle nostre città (gli oncologi non smettono di ricordarci che è l'esposizione continua a quantità minime di sostanze cancerogene che ci rende vulnerabili ai tumori!).


Tenere alta l'attenzione dei cittadini su cosa ci uccide e cosa possiamo fare per evitarlo è l'obiettivo che anche noi del M5S cerchiamo di raggiungere: abbiamo organizzato e continueremo a organizzare incontri pubblici proprio sugli inceneritori, sul traffico veicolare e sull'amianto, lasciando che sia il mondo scientifico a parlare e a dirci, dati alla mano, che di ambiente malato si muore.


Il volume sarà presentato il prossimo 26 gennaio alle 17 presso il Salone Comunale di Forlì, interverranno:
il Sindaco di Forlì, Prof. Roberto Balzani,

il Presidente dell'Ordine dei Medici di Forlì Cesena, Dott. Giancarlo Aulizio

il Segretario Nazionale AIOM Dott. Carmine Pinto.

il Presidente Nazionale AIOM, Prof. Francesco Boccardo Oncologo dell'Istituto Tumori di Genova

e come coautori del Progetto

il Dott Ruggero Ridolfi, la Dott.ssa Patrizia Gentilini, Presidente ISDE Forlì Cesena e il Dott. Paolo Crosignani, Direttore dell'Unità di Epidemiologia dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
.

Comunicato Stampa
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.........Gli oncologi non smettono di ricordarci che è l'esposizione continua a quantità minime di sostanze cancerogene che ci rende vulnerabili ai tumori!

E cosa fanno alcune ...... Istituzioni per salvaguardare la nostra salute ?


Ben conoscendo le problematiche degli inquinanti connessi con la combustione del carbone......deliberano un ulteriore potenziamento a carbone in mezzo alle  nostre case? 

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Crolla la speranza di vita sana

I dati di Eurostat (Istituto Statistico Europeo) ci dicono che viviamo più a lungo, e in Italia siamo all’avanguardia......  Ma i media tacciono su altri dati pubblicati da Eurostat che sono molto meno incoraggianti, anzi decisamente preoccupanti: la SPERANZA DI VITA SANA, senza malattie gravi che compromettono lo svolgimento delle normali attività, sta diminuendo progressivamente

Il dott. VALERIO GENNARO, medico oncologo, specialista in epidemiologia e prevenzione presso l’IST a Genova, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, ha illustrato giovedì 19 gennaio in un incontro alla libreria Ubik di Savona, questi concetti fondamentali ma poco considerati.Leggi tuttol'articolo
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Leggi su Noalcarbone Brindisi

Lettera aperta al sindaco di Taranto:

ma lei è davvero in buona fede?


Signor Sindaco ma lei è  davvero in buona fede?
Sono mesi che il “Comitato Donne per Taranto” le sta indirizzando lettere per avere risposte  riguardo all’ordinanza del Quartiere Tamburi e che stiamo affermando, con dati alla mano, che le sue dichiarazioni sono fuorvianti e dal nostro modesto punto di vista “pericolose” per la salute dei bambini; ma ciò che ci lascia allibite è la sua capacità di continuare su questa linea. E allora ci chiediamo se davvero lei sia in buona fede! 
Leggi la lettera integrale