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26 febbraio 2016

Maria Rita D'Orsogna - Francia, stop alla ricerca petrolifera e investimenti nelle rinnovabili

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Maria Rita D'Orsogna

Francia, stop alla ricerca petrolifera e investimenti nelle rinnovabili

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Il governo francese, su proposta del ministro dell’Ecologia e dell’Energia di Francia, Segolene Royalha deciso di vietare tutte le operazioni di ricerca petrolifera sul proprio territorio. Non cercheranno più petrolio da nessuna parte – una decisione monumentale. Visto che in Francia in questo momento ci sono 54 permessi esplorativi e 130 domande di ricerca di petrolio, più di 180 istanze assegnate o da assegnare finiranno nel dimenticatoio.
Segolene Royal ha ricordato che spera che il diniego di nuovi permessi esplorativi porterà nuovi investimenti nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica del paese. Dice anche che bloccare la ricerca di petrolio è una risposta naturale all’esigenza di diminuirne l’uso. La decisione verrà inglobata nell’Energy Transition Act, varato nel 2015 dalla Francia e che impone per il 2050 la riduzione dell’uso di energia del 50% rispetto ai livelli del 2012, e di un taglio del 30% dell’uso di fonti fossili entro il 2030.
Segolene Royal è stata da poco nominata presidente del Cop21, il ramo delle Nazioni Unite che si occupa di cambiamenti climatici. A gennaio era stata in visita in California, ad incontrare i leader dell’industria anche verde di questo stato, e poi all’Onu per discutere con il segretario generale Ban Ki Moon come fare per implementare al meglio le decisioni prese durante il summit del clima di Parigi. A New York disse: “Ogni nazione deve adesso trasformare gli impegni presi a Parigi in azioni concrete” e che l’Europa deve rimanere di esempio per altri paesi sulla transizione rapida verso l’energia pulita. Con questa decisione del no a tutti i nuovi permessi petroliferi, la Francia di Segolene Royal cerca di fare il suo primo passo.
La Francia diventa così la prima nazione d’Europa a vietare la ricerca petrolifera nei propri confini nazionali. Nel 2011 i cugini d’oltralpe avevano già vietato il fracking, prima di tutti gli altri, dando l’esempio a Bulgaria, Germania ed Olanda che hanno successivamente adottato provvedimenti simili o comunque molto restrittivi sull’estrazione di shale gas.  In Francia la persona che si occupa di ambiente e di energia è la stessa persona. In Francia negli scorsi anni hanno approvato leggi o preso decisioni per facilitare la creazione di giardini sui tetti o per incentivarne la solarizzazione, per pavimentare le strade con pannelli solari, per aumentare le tasse sulle emissioni di Co2, e pure per diminuire la propria dipendenza energetica dal nucleare.
E in Italia? Possiamo per una volta pure noi prendere decisioni grandi e lungimiranti e non solo sulla scia delle proteste popolari, quanto invece dall’alto, con intelligenza e programmazione e per il bene del paese?

22 marzo 2015

Ombrina mare, è bufera sulla Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale che ha approvato il progetto


Tratto da Cityrumors.it

Ombrina mare, è bufera sulla Commissione che ha approvato il progetto

Pescara. ‘Ombrina mare’ continua a far parlare di sé. Il progetto di estrazione di idrocarburi della Medoilgas Italia Spa, che interessa la Costa dei Trabocchi, dopo aver ottenuto lo scorso 6 marzo parere favorevole dalla Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale, è ora oggetto di una nota che sarà inviata alla Regione Abruzzo e agli enti locali da parte delle associazioni di tutela all’ambiente del territorio, affinché la politica locale intervenga presso i ministri Galletti (Ambiente) e Franceschini (Beni Culturali), e li esorti a non firmare il decreto di ‘V.I.A.’ del progetto.
Lo hanno annunciato le associazioni Forum dell’Acqua, Nuovo Senso Civico, Coordinamento No-Triv e Zona 22 durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la libreria ‘Primo Moroni’.
Il progetto ‘Ombrina mare’ prevede la realizzazione di 4-6 pozzi al largo della costa teatina con l’impianto di un serbatoio galleggiante per il trattamento del petrolio greggio e l’installazione di una piattaforma per la produzione di gas e olio. Tutto questo, lungo la Costa del Trabocchi.
Costa dei Trabocchi
Oltre alle motivazioni legate alla tutela del patrimonio paesaggistico dell’Abruzzo, c’è anche un dato di particolare rilievo emerso riguardo ad alcuni componenti della Commissione tecnica della Valutazione d’Impatto Ambientale, accusati di essere collusi con cosche mafiose e accusati di corruzione sui progetti collegati agli idrocarburi.
Secondo l’inchiesta pubblicato da un noto quotidiano nazionale si tratta in particolare di Vincenzo Ruggiero, commercialista ed ex assessore al Comune di Gioa Tauro, sospettato dalla procura di Reggio Calabria di essere asservito al clan Piromalli-Molè-Stillitano e di Antonio Castelgrande, ingegnere lucano, che risulta iscritto alla loggia P2, con tessera n. 956; l’ingegnere, in passato, è stato anche componente della Commissione per l’Inquadramento del personale, nella Regione Lazio e ha fatto parte della Commissione Edilizia urbanistica del Comune di Roma.
Per vederci chiaro e andare a fondo della vicenda, è stata presentata un’interrogazione parlamentare da Federica Daga, deputata M5S, e un’interrogazione europarlamentare, inoltrata al gruppo GUE-NGL della Sinistra Europea.
La questione non si limita ad ‘Ombrina mare’, ma chiamerebbe in causa tutti i progetti connessi ad infrastrutture, idrocarburi e impianti petrolchimici, se si considera che tali progetti, dal più grande al più piccolo, per essere realizzati, devono necessariamente passare sul tavolo tecnico della Commissione V.I.A. Compreso quello della Salerno-Reggio Calabria, tanto per citare una ‘celebrità’.
Risale a meno di un anno fa, nel 2014, l’arresto di due componenti della Commissione V.I.A.; uno di questi, Luigi Pelaggi, era a capo del Gabinetto dell’allora Ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo: un’ex Ministro all’Ambiente e alla Tutela del territorio che, insieme ai componenti della sua famiglia, detiene il controllo quasi totale (99% di quota) della Fincoe Srl, il gruppo che ingloba diverse società petrolchimiche, prevalentemente disseminate nel sud Italia.
Per le associazioni non sembra essere un caso, infatti, che le regioni del centro e del sud Italia siano sommerse di progetti d’impianti petrolchimici, tutti presentati con la bandiera del ‘progresso’ e dei ‘nuovi posti di lavoro’.
Esattamente la stessa bandiera con cui sarebbe stata presentata ‘Ombrina mare’ da Sergio Morandi, amministratore delegato della Medoilgas Italia Spa, in una lettera apparsa sul blog de ‘Ilfattoquotidiano’, indirizzata a Maria Rita D’Orsogna, docente universitaria in Fisica ed attivista ambientale.
La D’Orsogna, nella sua risposta a Morandi, fa notare come “lo sviluppo sostenibile, in Abruzzo, si chiama turismo, si chiama agricoltura, si chiama Parco della Costa teatina, si chiama vita sana. 
E, in caso non le fosse chiaro, non è la D’Orsogna a dirle di no, è un popolo intero, maturo, informato, cosciente, che democraticamente le sta dicendo che qui non vogliamo né ‘Ombrina’, né nessun altro impianto petrolchimico”.

07 settembre 2014

Prof Maria Rita D'Orsogna : torniamo agli anni '60 - pane e petrolio......


Alcune amare considerazioni tratte dal Blog della Prof Maria Rita D'Orsogna  .

Torniamo agli anni '60 - pane e petrolio......
.....Pollutri parla di "ultimatum circa il decidere che tipo di sviluppo avrà la nostra regione negli anni a venire".
Ma no, Angelo, non si scomponga e non arrivi a tanto: non si tratta di nessuno scontro, nessun ultimatum. Semmai sara' la prepotenza.

Come lei ben sa, il "no deciso da alcune componenti politiche, sindacali e sociali" e' un no diffuso, voluto da tutti i partiti, persone, amanti del mare e del commercio, e pure dentro Confindustria. Se lei va a ben vedere infatti ci sono industriali anche di Confindustria che si oppongono al petrolio - sono gli industriali del 2014 e non del 1964 che hanno puntato su sostenibilita' e rinnovabili e sviluppo vero e non sui buchi e monnezza.

E quindi il no alle trivelle e' un consenso, 

caro Pollutri. Solo i relitti del passato vogliono le trivelle, perche' hanno da guadagnarci sopra, e perche' non hanno ne idee, ne interesse, ne intelligenza, a guardare al mondo di oggi 


E invece no, per competere nel mondo di oggi ci vuole l'intelligenza e il coraggio e il reinventarsi e il sapere piantare per il domani.

Siete solo senza idee, e poveri intellettualmente. 
Se lei ......e tutti i vostri compari trivellatori trionferete, non e' perche', come vorrebbe fare credere lei ci sono "ragioni mediate e di prospettiva" .



No, a trionfare sara' una cosa sola: la stupidita' che porta a voler far cassa con il futuro di una nazione, la corsa disperata al vile denaro di una nazione che e' rimasta in ginocchio perche' non sapevate fare di meglio, la prepotenza di chi siede nei palazzi romani senza sapere, senza amare, senza pensare.

L'Italia ha avuto in dono qualcosa che nessun altro ha, un territorio splendido le cui ricchezze sarebbero sufficenti a campare tutti magnificamente se, come detto prima, ci fossero persone intelligenti ad argomentare, a pensare, a guardare avanti e non indietro......
 
Si, e' avvilente l'Italia. Governata da gente cosi poco intelligente, piccola, conservatrice, senza visione, senza idea di futuro. 
Sa tutto di stantio. Ogni volta che leggo queste cose sono ben felice di non esserci piu'.
La cosa piu' brutta e' che sono proprio i meno preparati - culturalmente, eticamente - a guidarla.....
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domenica, SEPTEMBER 7, 2014


Renzi e petrolio: la norma la faccio io, anzi l'ho gia' fatta.


 Il futuro del nostro paese è lontano dai combustibili fossili: 
il futuro del nostro paese è l'efficienza energetica, 
l'innovazione e l'uso delle rinnovabili.

21 Novembre 2012, Le Scienze


“Quando io penso che siamo in una crisi energetica che voi tutti conoscete, e abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata o in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno, io dico eh bè, vorrà dire che perderò qualche voto ma la norma per sbloccare e per tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo paese di vincere la sfida energetica, io la norma la faccio, anzi l’ho già fatta. Vada come deve andare”.
6 Settembre 2014, Rubinetterie Bresciane, Gussago (Brescia)



Evviva la coerenza!

Perche' Matteo Renzi non va a dire queste cose, per dirne una, a Gela, dove l'industria petrolifera ha portato
tumori, malattie e malformazioni a residenti e lavoratori, inclusi i bambini, fuori da ogni limite di tolleranza e di decenza? Basta solo fare google "Gela ENI petrolchimico" e viene fuori ogni sorta di schifo. 
Invito veramente tutti quelli che pensano che il petrolio sia la panacea ai nostri mali ad andarci a Gela e a vedere li quanto lavoro e quanto progresso abbia portato loro......


09 maggio 2013

Mora County ,New Mexico : divieto integrale alle trivelle

Tratto  dal Blog di  Maria Rita Dorsogna

Tuesday, May 7, 2013

Mora County: divieto integrale alle trivelle

Mora County, New Mexico. 
 La prima a imporre un divieto integrale alle trivelle da gas, da petrolio, da fracking 



Mora County si trova nel nord del New Mexico, e' una contea piccola, con cinque mila anime scarse. In un angolo remoto della contea, il gigante petrolifero Shell che possiede varie concessioni estrattive per un totale di 400 chilometri quadrati.

Sembra uno scenario classico per i petrolieri: una contea scarsamente abitata, persa in una zona rurale, dove la disoccupazione arriva anche al 20% e dove e' facile vendere il miraggio di soldi-lavoro-gioia per tutti.

E invece, la scorsa settimana Mora County ha fatto qualcosa di strabiliante: ha reso illegale la presenza di compagnie petrolifere sul suo suolo.

Una apposita commissione ha infatti redatto il "Mora County Community Water Rights and Local Self-Government Ordinance”  sul diritto all'acqua e all'autodeterminazione delle comunita' locali.

In questo testo, la contea ricorda di avere radici indigene e che proprio per questo sentono come primo obbligo quello morale di proteggere la terra, l'acqua e l'aria come fonte di vita per tutti.

Dicono che rifiutano di sacrificare "il presente ed il futuro" per i profitti e per le speculazioni legate all'estrazione del petrolio e del gas. E lo dicono facile facile:

It shall be unlawful for any corporation to engage in the extraction of oil, natural gas, or other hydrocarbons within Mora County.”

Amen. E' la prima volta che succede negli USA.


Non usano mezze parole in questo testo. Dicono che non vogliono che la natura sia nelle mani di "pochi speculatori" e che le azioni dei petrolieri non sono altro che "abuso e usurpazione".

Aggiungono che poiche' l'acqua scarseggia gia' di per conto suo, occorre dare priorita'  all'agricoltura di sussidenza tradizionale, al pascolo, e non ad altri tipi di uso piu' "moderni" che magari promettono piu' soldi ma per cui il prezzo da pagare e' troppo alto.

Dicono anche che i diritti collettivi della contea sono piu' importanti di quelli di quelli di qualsiasi corporazione e che le concessioni gia' date dallo stato del New Messico o a livello federale sono tutte revocate.

La storia inizia con una prima moratoria nel 2011 per dare un fermo temporaneo alle operazioni di esplorazione di gas e di petrolio nella contea mentre si cercava di capire le conseguenze di fracking e trivelle.

Dopo quasi due anni ecco la conclusione: un divieto integrale, in cui si afferma esplicitamente che i diritti locali sono al di sopra delle decisioni statali e federali. La commissione ha anche ricordato che vogliono essere preventivi e che vogliono fermarli prima e non dopo.

Intanto, si inizia a prendere esempio: la contea di San Miguel a sud di Mora County ha appena approvato anche lei la sua moratoria di un anno contro le trivellazioni. La citta' piu' grande di San Miguel e' Las Vegas che aveva gia' vietato il fracking nei suoi confini.

John Olivas, uno degli autori del divieto alle trivelle sa che la Shell dara' filo da torcere a Mora County e sa che ci saranno critiche sopratutto da parte dei repubblicani a cui piace sempre l'idea di trivellare. Ma lui ha detto che preferisce lottare contro i petrolieri e contro la Shell in tribunale adesso, piuttosto che dover poi ripulire il disastro che lasceranno dietro dopo.

Ci sono certe cose che il denaro non puo' comprare.




23 aprile 2013

Il ministro Clini e i ringraziamenti dei petrolieri:I mari italiani, da Venezia ad Agrigento, meritano di meglio.

Tratto da Dorsogna.blogspot.it

Il ministro Clini e i ringraziamenti dei petrolieri


I danni elevatissimi […] che la nostra azienda è destinata a subire, sono stati già esposti e quantificati agli uffici del Suo Ministero in occasione di precedenti incontri.
Desideriamo esprimere un doveroso apprezzamento per il prezioso contributo apportato da lei e dai suoi collaboratori per l’individuazione della soluzione poi adottata dal Governo al fine di porre riparo ad una situazione insostenibile oltre che ingiusta per gli operatori del settore e auspichiamo un positivo completamento dell’iter di presentazione alle Camere per una sua definitiva e rapida approvazione”.
Dalla lettera inviata al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini da Sergio Morandi, amministratore delegato della Medoilgas Italia spa (Roma, 27 Giugno 2012)

Un ministro dell’ambiente che riceve i ringraziamenti dei petrolieri. 
Questa e’ l’Italia, un paese dove è sempre più difficile avere fiducia nelle istituzioni perché non è mai ben chiaro quali trame si snodino alle spalle dei cittadini.
A inviare la lettera è la Medoilgas Italia, ramo italiano della inglese Mediterranean Oil & Gas plc. I ringraziamenti si riferiscono all’articolo 35 del decreto sviluppo che consente la trivellazione dei mari d’Italia senza fascia di rispetto alcuna.
Prima di questo decreto il progetto Ombrina Mare della Medoilgas era praticamente “morto”, dopo il decreto è magicamente tornato in vita.

E così un governo tecnico che era stato eletto per guidare il paese attraverso l’emergenza si prende cura dei problemi di piccole società petrolifere. Si vede che avevano già risolto tutti i problemi di noi cittadini.

La storia di Ombrina Mare è molto semplice. Prima del 2010 in Italia si poteva trivellare il mare senza particolari restrizioni. Una specie di far west dove le piattaforme petrolifere si potevano mettere anche a poche centinaia di metri dalla spiaggia. E così nell’estate del 2008 comparvero le trivelle esplorative Ombrina Mare della Medoilgas di Sergio Morandi a 5 chilometri dalla riva ad Ortona, e le trivelle Elsa della Petroceltic a 2 chilometri dalla riserva naturale di Punta Aderci a Vasto.
Si, a due chilometri da una riserva naturale.

Complice lo scoppio del golfo del Messico, pressioni di vario genere sull’allora ministro Prestigiacomo, e proteste dei cittadini coordinate anche dalla sottoscritta, finalmente nel 2010 si varò il decreto Prestigiacomo (d.Lgs 128/2010) che imponeva per la prima volta in Italia una fascia di rispetto di 5 miglia – 9 chilometri – lungo tutta la penisola italiana. Il limite passava a 12 miglia – 20 chilometri – in caso di riserve e zone protette.
Fu una botta durissima per i petrolieri che improvvisamente videro stampata la parola “no” su vari progetti, incluse Ombrina Mare ed Elsa. Da allora petrolieri di ogni genere hanno cercato di fare tutto quello che potevano per revocare il decreto Prestigiacomo.
C’è voluto un po’ di tempo, ma nell’estate del 2012 ci sono riusciti. Il governo Monti ha approvato il decreto Sviluppo di Corrado Passera che include l’articolo 35, secondo il quale la fascia di rispetto passa a 12 miglia per tutta l’Italia ma SOLO per concessioni nuove e future. Per tutte quelle in itinere – incluse Ombrina Mare ed Elsa – si torna al far west dei limiti zero dalla costa.
E’ questa la “soluzione” che Morandi applaude.

Nella sua letterina, Morandi parla di “drastiche restrizioni” all’attività di esplorazione e coltivazione nei mari italiani imposte dal decreto Prestigiacomo.
Eppure una fascia di rispetto di 9 o di 20 chilometri non mi pare una “drastica restrizione”, piuttosto del semplice buonsenso per un paese che vuole vivere di turismo. In California ad esempio, la fascia di rispetto da più di 30 anni è di 160 chilometri, in Florida 200 chilometri.
E noi cittadini signor ministro? Dov’è il suo “prezioso contributo” per salvare i nostri mari, quel mare che è anche suo?
 O per evitare la “situazione insostenibile e ingiusta” per chi andrà al mare e a pesca all’ombra delle trivelle?
  
Nel caso in cui se lo fosse dimenticato, un ministro fa gli interessi dell’Italia mentre la lettera suggerisce una attenzione ai problemi della Medoilgas di Londra del tutto fuori luogo per un ministro dell’Ambiente della Repubblica Italiana.



Questa lettera sarebbe rimasta ben nascosta nei cassetti del Ministero se non fosse stato per il neo-eletto senatore del Movimento 5 Stelle d’Abruzzo, Gianluca Vacca che l’ha scovata e resa pubblica.
Leggo dichiarazioni di Clini che dice di non averla mai letta. Ha qualche rilevanza se l’abbia letta o no? L’opinione di Morandi è abbastanza chiara:il prezioso contributo apportato da lei e dai suoi collaboratori per l’individuazione della soluzione poi adottata dal Governo”.
I mari italiani, da Venezia ad Agrigento, meritano di meglio.

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Trivelle d’Italia: Colpo di coda e di mano del Governo Monti che vara il decreto sulla SEN

 In questo incredibile paese quando ci sono in ballo interessi di pochi, non si guarda in faccia a niente ed a nessuno, dal momento che ieri, in un Governo che dovrebbe gestire solo l’ordinario, i Ministri dello Sviluppo Economico Corrado Passera e dell’Ambiente Corrado Clini, hanno firmato il decreto interministeriale che chiude la procedura sulla Strategia Energetica Nazionale, che definisce lo sviluppo energetico dell’Italia sino al 2020.

....associazioni come Greenpeace, Legambiente e Wwf, si erano allertate in funzione del ”colpo di mano” di un governo dimissionario, filo-fossile, ed in un frangente in cui viene da dire: “alla faccia degli affari correnti e della ordinaria amministrazione!