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06 febbraio 2014

TG RAI 3 LIGURIA : DATI ALLARMANTI PER LA SALUTE PUBBLICA ED E' INDAGATO L' EX DIRETTORE GENERALE DI TIRRENO POWER .

 SU   TG3 DELLE  19.30 di oggi
 Dati allarmanti per la Salute Pubblica  dalla Tirreno Power di Vado Ligure secondo la perizia (di parte....) della Procura di Savona.
Da Vado Ligure Tarcisio Mazzeo.

 E' il  secondo servizio del TG3  delle ore 19,30.
  Guardatevi  il video del servizio  del TG3  che inizia dal minuto 2.28



Su TG3  regionale delle ore 14 di oggi

INDAGATO l' ex direttore generale di Tirreno Power  mentre dalle perizie della Procura emergono dati paurosi su decessi e   malati.
 E' il primo servizio del TG3 
 

13 gennaio 2011

1)Diossina, nuove analisi a Taranto su alimenti di largo consumo....2)Blog di Beppe Grillo: Gli inceneritori uccidono!

Tratto da Peacelink

Diossina, nuove analisi a Taranto su alimenti di largo consumo

La diossina nel piatto ci arriva solo dalla Germania? A Taranto il 13 gennaio vengono presentati dati inediti di superamento della Dose Tollerabile Giornaliera (TDI) in alimenti di largo consumo. Alle 14.20 del 12 gennaio il TG3 nazionale annuncia la conferenza stampa di presentazione delle nuove analisi. Clicca qui per saperne di più.

Diossina, nuove analisi a Taranto su alimenti di largo consumo

Giovedì 13 gennaio 2011, alle ore 11.45, il Fondo Antidiossina Taranto Onlus e l'Associazione PeaceLink presenteranno i primi dati
12 gennaio 2011

Conferenza Stampa


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Tratto da Virgilio

Una molecola di diossinaDiossina, il veleno più insidioso della civiltà delle macchine

Interferisce con le attività delle cellule e ha effetti letali. Non è eliminabile, si accumula e provoca danni incurabili. Molti procedimenti industriali producono diossine, il controllo è costoso e spesso viene bypassato


Qui in Italia, in chi ha una certa età, il termine"diossina" evoca il triste ricordo di Seveso, il paese in provincia di Monza dove nel 1976 una nube tossica sprigionatasi da un impianto industriale in seguito alla rottura di una valvola di sicurezza contaminò il terreno. Sui giornali si moltiplicarono le immagini di bambini afflitti da forme di acne incurabili, e notizie di nascite deformi, tumori, anomalie nella crescita e patologie varie, tutte terribili. Uno spettro che continua ad agitarsi perché, sciaguratamente, il rischio diossina è connesso alla stessa civiltà industriale.

Chimicamente, le diossine sono sostanze la cui molecola è formata da un anello di atomi di ossigeno, idrogeno e carbonio alle cui valenze libere si agganciano atomi di altri elementi, dando luogo a una vasta classe di composti, alcune centinaia. Gran parte di questi composti presentano altissimi effetti di tossicità per l'uomo, gli animali e i vegetali, tanto che le diossine sono considerate fra le sostanze più pericolose tra quelle prodotte dal genere umano (ma non bisogna dimenticare che si producono anche in natura). La loro pericolosità deriva dal fatto che interferiscono con le attività delle cellule, provocando effetti letali sulla vitalità delle cellule stesse. Questo effetto può tradursi in malattie organiche degenerative gravissime e di difficilissima terapia, e può dar luogo all'insorgere di una vasta serie di tumori. Sul grado di cancerogenità delle diossine gli studi non sono tutti d'accordo, ma è ormai accettato che possano dar luogo a varie forme neoplasia.

L'insidiosità delle diossine (bisogna usare il plurale perché non è un solo composto, ma una vasta serie di composti) è accresciuta dal fatto che non sono metabolizzabili. Si depositano cioè nell'organismo e con molta difficoltà le loro molecole possono essere scisse e neutralizzate. Sono sostanze poco volatili, quindi si depositano nel terreno e lo contaminano permanentemente. La pioggia non le lava, perché in acqua non sono solubili; sono però in certa misura solubili nei grassi, e tendono quindi ad accumularsi nei tessuti viventi. Poiché non sono biodegradabili, se entrano nella catena alimentare vi permangono: gli erbivori che mangiano erba contaminata accumulano quantità sempre maggiori di diossine nel corpo, e chi mangia gli erbivori riceve le molecole tossiche che questi avevano assunto.

Da quando, negli anni Settanta, la pericolosità delle diossine divenne di dominio pubblico, l'industria ha aumentato i controlli e le istituzioni hanno emanato regole severe per limitare per quanto possibile il rischio. Il problema è che arrivare a zero tossicità è impossibile se non rinunciando alla civiltà delle macchine. Le diossine sono sottoprodotti della combustione, e si generano ogni volta che si brucia qualcosa o si fanno lavorazioni a caldo. Le industrie si sono dotate di strumenti per tenere sotto controllo la contaminazione, intrappolando le diossine prima che si disperdano con i fumi delle combustioni e distruggendo quelle prodotte (un procedimento complesso e costoso). Ma un sempre maggiore numero di procedimenti industriali, inevitabilmente, produce diossine. Lo fanno anche gliinceneritori di rifiuti, che così, se non sono gestiti con normative severe, invece di risolvere un problema di inquinamento ambientale, ne producono uno ancora più grave.

A questi fattori di rischio bisogna aggiungerne un altro, forse il più pericoloso: l'avidità umana. Tutti i procedimenti noti per il controllo e il trattamento delle diossine sono costosi, e fanno lievitare in alto i costi di produzione. Forte è la tentazione di chiudere un occhio, specie dove corruzione e criminalità fanno allentare i controlli. Il caso della diossina ritrovata in uova e carni suine provenienti dalla Germania non è il primo del genere. Non si hanno ancora notizie relative alle indagini che dovranno accertare la provenienza degli agenti tossici negli animali, ma in casi analoghi si è scoperto che all'origine vi erano mangimi provenienti da paesi (in genere dell'est europeo) prodotti con vegetali contaminati perché cresciuti in zone prossime a fabbriche senza controlli. In altri casi, è emerso che per la lavorazione dei prodotti alimentari venivano usate, per risparmiare, sostanze (olii, soprattutto) non di origine naturale, ma derivanti da scarti di lavorazioni industriali contaminati. (Apcom)
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Tratto dal Blog di Beppe Grillo

Gli inceneritori uccidono!

Gli inceneritori uccidono!
(9:49)
inceneritori_e_diossine.jpg

Gli inceneritori uccidono, il MoVimento 5 Stelle uccide gli inceneritori.
Dal MoVimento 5 Stelle :


"Vittoria del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna, dei comitati cittadini, delle persone che tengono alla propria salute.. Dopo un'interrogazione alla Giunta Regionale la centrale a biomasse a Toano non si farà... disponibilità della Regione a reindirizzare i 3,3 milioni destinati verso nuove tecnologie... continua"
"Sul progetto dell'inceneritore di Parma arriva il colpo da ko del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna. Una risoluzione depositata dal consigliere Favia studiata con tecnici di valore internazionale nel campo della gestione rifiuti. La risoluzione mette in campo le alternative citando le normative nazionali ed europee.. Vedremo si i partiti, da Idv a SEL-Verdi, al Pdl che a parole iniziano a contestare l'impianto saranno coerenti e voteranno questa risoluzione... continua".
"Grazie al duro lavoro del Comitato No Inceneritori, sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati contro la costruzione dell'inceneritore di Albano Laziale... continua"


Leggi inoltre

Dai rifiuti la diossina nel latte materno
direttamente su Ottopagine

08 dicembre 2010

1)Report punta la telecamera sull'economia perversa 2)Cina, scoppio in miniera: 26 morti


Tratto da Peacelink

Report punta la telecamera sull'economia perversa


Milena Gabanelli e Michele Buono concludono il ciclo del 2010 con questa ultima inchiesta "bollente" che potremo vedere domenica 12 dicembre alle 21.30 su

Raitre :Report punta la telecamera sull'economia perversa

La puntata farà sicuramente discutere. I veleni di Taranto ci costringeranno a guardare verso un altro modello di futuro "sostenibile" che tuteli le persone, i loro diritti e la loro dignità.
8 dicembre 2010 - Alessandro Marescotti (Presidente di PeaceLink)
Formaggio alla diossina, fumi al benzo(a)pirene, terra e acqua contaminate dai veleni industriali.

Domenica prossima la telecamera di Report - nota trasmissione televisiva di Raitre - metterà a fuoco le distorsioni dell'economia, concludendo l'inchiesta su Taranto, città scelta - non a caso - come simbolo di uno sviluppo perverso.

Milena Gabanelli e Michele Buono concludono il ciclo del 2010 con questa ultima inchiesta "bollente" che potremo vedere domenica 12 dicembre alle 21.30 su Raitre.

Si parlerà del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore paradossale, che cresce - anziché diminuire - quando ad esempio la gente si ammala di cancro e muore di inquinamento.

Report ha scelto di parlare di Taranto perché in questa città gli individui sono stati immolati sull'altare di un'economia perversa.

PeaceLink - assieme al Fondo Antidiossina Taranto - ha collaborato a questa puntata mostrando il tristemente famoso "formaggio alla diossina", simbolo di una città industriale che ha convissuto per decenni con un terribile cancerogeno senza mai esserne stata informata. E tutto ciò perché? Per non disturbare l'economia e i profitti.

La puntata farà sicuramente discutere. I veleni di Taranto ci costringeranno a guardare verso un altro modello di futuro "sostenibile" che tuteli le persone, i loro diritti e la loro dignità.

La recente classifica del Sole 24 ore (dedicata alla qualità della vita nelle province italiane) ha riservato a Taranto il centesimo posto, in coda alla graduatoria (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2010/home.shtml). E' quindi lo stesso giornale di Confindustria che decreta il fallimento del "modello Taranto", basato su un'industria inquinante che - unico caso in Italia - è responsabile per il 93% delle emissioni di polveri nocive locali. Che senso ha proseguire verso un tipo di sviluppo fallimentare che ci fa scendere sempre più in basso?

E' la conferma dell'ipotesi di Report: questo sviluppo ha fatto crescere il PIL e precipitare la qualità della vita. Sapremo prendere coscienza di un'industrializzazione selvaggia che ha massimizzato i profitti scaricando sull'intera società i suoi costi sanitari, ambientali e umani? Sapremo invertire la rotta e andare verso una nuova economia sostenibile?

E' quello che auspichiamo e che la politica deve cominciare a discutere.

Leggi anche:

Report diventa un libro: "Il mondo alla rovescia"
Domenica prossima PeaceLink in TV

Report diventa un libro: "Il mondo alla rovescia"

L'incapacità di pensare uno sviluppo sostenibile è la fonte di nuovi conflitti e nuove guerre. Occorre progettare tecnologie e stili di consumo che consentano di risparmiare, condividere, riutilizzare, redistribuire e non inquinare.
6 dicembre 2010 - Alessandro Marescotti
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Tratto da TGCOM MONDO

Cina, scoppio in miniera: 26 morti

Venti operai miracolosamente in salvo

Almeno ventisei persone sono morte nell'esplosione avvenuta in una miniera di carbone nella provinciadell'Henan, nella Cina centrale. Lo riferisce l'Agenzia Nuova Cina. L'incidente è avvenuto in una miniera nellacontea di Mianchi, a circa 300 chilometri dalla capitale della provincia, Zhengzhou. Secondo l'Agenzia Nuova Cina, al momento dell'incidente nella miniera stavano lavorando 46 operai. Venti sono riusciti a mettersi in salvo
.Conosciuta in passato con il nome di ''Suzhuang'', la miniera era passata di recente sotto la proprietà del gruppo statale Yi Ma ed era in fase di ristrutturazione. La miniera, che produce 150.000 tonnellate all'anno di carbone, sembra non fosse stata autorizzata a operare durante questo periodo di ristrutturazione.

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Tratto da Ansa.it Mondo

Cina, condanna a morte manager miniera


Nel 2009 esplosione provoco' 76 morti, ignorate norme sicurezza


SHANGHAI, 2 DIC - Un tribunale cinese ha confermato in appello la condanna a morte con due anni di sospensione per due alti responsabili di una miniera nella quale, l'anno scorso, uno scoppio provoco' la morte di 76 minatori.La corte provinciale dell'Henan ha rigettato l'appelllo dell'ex responsabile della miniera di carbone n. 4 di Pingdingshan,nel distretto di Xinhua.La corte ha confermato la pena capitale anche al suo vice.Rigettato l'appello di altri tre manager, condannati a 13, 15 anni e all'ergastolo.
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Tratto da Brundisium
Brindisi, 07/12/2010

No al Carbone su consiglio monotematico e CDR

Da pochi giorni sul sito internet del comune di Brindisi è presente nella sezione “avvisi pubblici” il documento di proposta del piano d’ambito per la gestione dei rifiuti urbani.
In tale piano è chiaramente indicata come soluzione per la chiusura del ciclo dei rifiuti la possibilità di bruciare i rifiuti, nella forma di CDR, all’interno della centrale Enel di Cerano.
Tale soluzione è inoltre rafforzata da quanto scritto a pagina 172 del documento ove si dice che vi è un interesse da parte di Enel alla co-combustione di CDR nell’impianto di Cerano, cosa sancita da accordi preliminari in corso.

Vogliamo ricordare a tutti che l’incenerimento dei rifiuti è una pratica altamente inquinante che comporta l’emissione nell’ambiente di diossine, furani, metalli pesanti, polveri ultrasottili e nano particelle, tutte sostanze altamente cancerogene e dannose per la salute.
Anziché ridurre l’impatto sull’ambiente e la salute dovuto alla presenza della centrale di Cerano si riuscirebbe addirittura a peggiorare la situazione.


Sono queste dunque le proposte poste sul tavolo delle convenzioni da parte delle istituzioni? Si discuterà anche di questo al prossimo consiglio comunale monotematico sulle convenzioni con l’Enel del 9 dicembre?

Evidentemente per il sindaco Mennitti e la sua giunta la presenza a Brindisi di due centrali a carbone ed una a gas, un impianto petrolchimico tra i più grandi d’Europa, l’imminente avvio di una centrale a biomasse connessa allo zuccherificio SFIR, la richiesta di autorizzazione per un’altra centrale a biomasse da parte dell’azienda Brundisium, non sono motivi sufficienti per invertire la rotta, ma anzi si può ancora aggiungere qualcosa bruciando i rifiuti nella centrale di Cerano.

In altre zone di Italia le cose vanno diversamente e l’assessore all’ambiente Alessio Ciacci del comune di Capannori, un comune della provincia di Lucca di quasi 50.000 abitanti, ci dimostra invece che la raccolta differenziata spinta all'80% e oltre, assieme a una serie di politiche per la riduzione dei rifiuti possa concretizzare realisticamente un percorso Verso Rifiuti Zero, con vantaggi economici, sociali, ambientali ed occupazionali enormi e eliminando il bisogno di discariche e inceneritori.

Ma noi siamo a Brindisi, dove tutto è permesso, e non a Capannori .

Invitiamo tutti i Brindisini a presenziare al prossimo consiglio comunale monotematico sulle convenzioni del 9 dicembre alle 16,00. Occorre vigilare affinchè non vengano compiute scelte scellerate sulla pelle dei cittadini di Brindisi.

C.S. NO AL CARBONE

07 marzo 2010

2010/03/07Presa Diretta su RaiTre dimostra che l'energia dalle rinnovabili conviene. Ma non in Italia

Tratto da Ecoblog

Presa Diretta su RaiTre dimostra che l'energia dalle rinnovabili conviene. Ma non in Italia


Presa Diretta su RaiTre di Riccardo iacona

L’ultima puntata di Presa Diretta è andata in onda ieri sera su RaiTre con l’emblematico titolo Sole Vento Alberi (la puntata la potete rivedere qui) . Riccardo Iacona ha indagato sulle energie rinnovabili andando in Germania, Austria e Italia per provare a capire come stanno le cose, in loco. Le cose stanno in maniera molto semplice: in Germania e Austria, ad esempio, con l’approvazione di una semplice legge si è deciso di sovvenzionare, sì proprio sovvenzionare, e sostenere economicamente con i soldi dei cittadini le energie rinnovabili, quali eolico, fotovoltaico e biomasse.

E Iacona mostra l’esemplare caso della città di Marburg.

In Italia, altrettanto semplicemente si è deciso di sovvenzionare attraverso i CIP6, le energie assimilate, ossia i termovalorizzatori o di sostenere l’industria del petrolio e ora quella del nucleare. Per quanto riguarda, poi le centrali, Iacona ne parla con Giovanna Botteri inviata della Rai a New York a propositi dell’annuncio del Presidente Obama di riprenderne la costruzione dopo 30 anni. La Botteri sottolinea che si tratta di centrali nucleari di IV generazione la cui sicurezza sembra nettamente superiore a quelle di III generazione che saranno costruite in Italia.

Il dato più interessante dell’inchiesta di Iacona, che dovrebbe far riflettere i detrattori delle rinnovabili, è che in totale si sono creati 750mila nuovi posti di lavoro, il settore è l’unico a non essere toccato dalla crisi, i bilanci continuano a crescere e il nucleare non fa queste promesse. Con le rinnovabili in Germania producono il 16% del fabbisogno energetico nazionale. Con le tre centrali nucleari di prossima costruzione in Italia si produrrà il 20% del fabbisogno energetico nazionale dopo 10 anni dall’inizio della loro installazione. Un impianto eolico o un parco fotovoltaico possono essere costruiti in pochi anni, un paio e producono immediatamente energia.

In Italia le cose vanno in maniera opposta, a noi pare che le rinnovabili non piacciano, le Linee Guida a corredo della legge che le approva non sono mai state promulgate; le regioni fanno quello che vogliono o che possono; i pannelli solari non sono amati, così come le pale eoliche su cui la mafia ci avrebbe messo le mani nel trapanese.