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15 marzo 2018

TORINO:La Procura indaga per l’inquinamento.Nel mirino le misure di Comuni e Regione

Tratto da Cronaca qui
Consegnata la consulenza sugli effetti per la salute

La Procura indaga per l’inquinamento: 297 giorni di smog

Relazione del Noe sugli sforamenti dal 2015: nel mirino le misure di Comuni e Regione
L'area  della Città Metropolitana di Torino come la Terra dei Fuochi del Casertano. Con la differenza che qui ad appestare l’aria non sono i veleni sotterrati dalle mafie, ma i gas di scarico delle auto e le emissioni delle ciminiere. Una vera e propria bomba ecologica che è già esplosa e adesso diventa oggetto di un’inchiesta penale sul Pm10 e i suoi effetti che fa tremare la politica.
Il fascicolo è stato aperto dopo la presentazione dell’esposto di un cittadino preoccupato per il futuro dei propri figli e l’ipotesi di reato, al momento, è quella di “inquinamento ambientale” prevista dalla legge 68 del 2015.
Per ora, i sostituti procuratori Cristina Bianconi e Gianfranco Colace, coordinati dagli aggiunti Vincenzo Pacileo e Enrica Gabetta, non hanno iscritto alcun nome sul registro degli indagati. Ma la strada che punta a quegli amministratori con competenze specifiche in materia sembra tracciata, e presto potrebbero partire i primi avvisi di garanzia....

19 gennaio 2012

Neve chimica a Torino. Colpa dell'inquinamento atmosferico

Tratto da Greenme



 



neve_chimica_torino
Neve chimica a TorinoA quanto pare l'inquinamento atmosferico può anche far nevicare con il cielo sereno, completamente privo di nuvole. E' accaduto a Torino, ieri e l'altro ieri, complice il gran freddo. Nella notte, infatti, le temperature sono scese fino a meno otto, meno nove gradi centigradi.
Eppure c'era qualcosa di strano...........

Ebbene non di brina, o galaverna, o meglio, non soltanto di essa si trattava, bensì di uno strato di neve particolare, "neve chimica" , provocata dall'inquinamento delle industrie torinesi.
La notizia è stata diffusa dal quotidiano torinese on line "Però Torino" .. Tuttavia, sempre stando a quanto riportato dal giornale torinese, il CNR di Torino ha confermato la veridicità della notizia, ripresa più tardi anche dal Corriere della Sera che ha riportato le dichiarazioni di Vincenzo Levizzani dell Isaac, l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera che ha spiegato come il fenomeno sia già noto agli studiosi..
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"Il fenomeno è abbastanza raro" - ha detto Levizzani -"Ma,  come si vede, possibile: a  provocarlo sono delle sostanze prodotte dall'inquinamento industriale : il solfuro di rame, l'ossido di rame, gli ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e i silicati le cui particelle hanno una struttura  simile a quella dei cristalli di ghiaccio esagonali e, quindi, funzionano bene da inneschi dei fiocchi di neve". Il freddo, dunque, ha reso visibile l'inquinamento invisibile, ma presente,  dell'aria. E le  particelle nocive hanno fatto da vettori.

"Bassa temperatura e abbondante umidità sono i requisiti di base perché ciò accada - ha spiegato ancora il tecnico del CNR, che ha proseguito: "Tutto inizia ad un'altezza di circa un chilometro dove la temperatura è intorno ai 15 gradi sotto zero. Essendo poi bassa anche al suolo, i cristalli si mantengono integri. Se invece fosse sopra lo zero si scioglierebbero.  Già, a Torino, quindi, una città in cui la qualità dell'aria è una delle più basse d'Italia, e dove  può fare molto freddo, l'inquinamento è diventato visibile,  ma non è detto che le stesse sostanze non siano presenti in altre città in cui il fenomeno della "neve chimica"non si è manifestato solo perché le temperature sono più alte.