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13 giugno 2016

Polveri di carbone dalla centrale Enel di Brindisi : il pm chiede 13 condanne

Tratto da Quotidianodipuglia.it

Polveri di carbone dalla centrale Enel: il pm chiede 13 condanne

La polvere di carbone sulle mani di un agricoltore
BRINDISI - Il pm della procura di Brindisi, Giuseppe De Nozza, ha chiesto al termine della propria requisitoria la condanna a 3 anni di reclusione per 13 dei 15 imputati nel processo per la diffusione di polvere di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della centrale Enel Federico II di Cerano (Brindisi).

Solo per Sandro Valery e Luciano Mirko Pistillo, due dei 13 manager Enel a processo insieme a due imprenditori locali, la pubblica accusa ha invocato la pronuncia di non doversi procedere per estinzione dei reati per prescrizione. Il processo è iniziato nel dicembre del 2012. Le persone coinvolte rispondono di danneggiamento e di getto pericoloso di cose. Il pm, a conclusione del dibattimento, ha ritenuto che non vi siano ragioni per riconoscere agli imputati le attenuanti generiche. Le indagini sono state condotte dalla Digos di Brindisi che ha acquisito le denunce di alcuni agricoltori che posseggono dei terreni a Cerano, non lontano dalla centrale e dal percorso del nastro trasportatore, lungo 13 chilometri. Secondo l’accusa vi sarebbe stato l’imbrattamento e l’insudiciamento dei campi e delle colture provocato dalla fuoriuscita di polveri di carbone. I capi di imputazione che riguardavano fatti relativi al 2009 e al 2010, è stato esteso nel corso del dibattimento fino al novembre 2013. Parti civili nel processo il Comune e la Provincia di Brindisi e le associazioni Greenpeace, Salute pubblica, Legambiente, Medicina democratica, No al Carbone, oltre ai numerosi proprietari dei terreni vicini alla centrale. Responsabili civili sono Enel Produzione e le ditte Cannone e Nubile di Brindisi....
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06 settembre 2012

1) L’inquinante più pericoloso da TVN 2)APERTURA INCHIESTA SU PRESUNTE CRITICITÀ NELLA CENTRALE ENEL

Tratto da  L'Extra info

 COMPENSAZIONI........:UN POSTO 

IN PRIMA FILA

L’inquinante più pericoloso da TVN

di Marco Vallesi
La corsa alle figure di fango (mi si perdoni l’eufemismo) non è ancora finita e Tidei – che dopo il clamore provocato con il suo annuncio di chiudere TVN “entro agosto” aveva già conquistato la prima posizione con il traguardo volante del primo settembre a centrale ancora aperta, accesa, sbuffante vapori e cenere – vede insidiato il temporaneo primato dal suo vicino e commilitone del PD, Mauro Mazzola.
La gara si dipana sul percorso ad ostacoli che il sindaco di Civitavecchia sta predisponendo per Enel al fine indurre l’ente elettrico a ritornare ad un tavolo dove poter ridiscutere di “convenzioni”, cioè di accordi, di “misure compensative”; cioè di soldi, ma tutto questo, sia chiaro, in nome della “salute”. Almeno così dicono, pur contrapposti, i due sindaci....

Una  volta annusato l’odore di ulteriori “compensazioni ambientali” (contributi, soldi, moneta… n.d.r.) il sindaco di Tarquinia si è buttato a capofitto nella bagarre, soprattutto nei confronti del suo omologo civitavecchiese, con un comunicato dai toni durissimi: “Tvn, gesto tirannico di Tidei“; “antidemocratico”; e così via.

Senza preoccuparsi minimamente dei suoi ambigui e contestati trascorsi da double-face dell’ambientalismo interessato, delle querele – sue e di altri suoi sodali – andate a segno con le condanne in primo grado dei cittadini che prima aveva illuso schierandosi al loro fianco, per poi abbandonarli alla prima occasione;  delle sue dichiarazioni tranquillizzanti – in perfetto stile Enel – sull’eventuale inquinamento da centrale a carbone e di tutto quanto gli era stato imputato in precedenza sulla controversa questione ambientale, con Enel da una parte e le proteste contro la riconversione di TVN a carbone dall’altra, Mazzola, con la forza dell’impudenza – che gli si deve riconoscere come propria e incontrastata – riesuma se stesso dal silenzio tombale su TVN in cui si era volontariamente racchiuso e si lancia in spropositate e mirabolanti alzate di scudo in difesa dell’ambiente e della salute.
Superando il mutismo e l’ostracismo che lo hanno contraddistinto nel precedente mandato sui temi della salute, relativamente agli appelli ed alle petizioni sottoscritte da centinaia di cittadini realmente preoccupati dalla carenza d’informazioni sui dati delle emissioni da TVN, Mazzola, con le sue tardive, opportunistiche e teatrali sortite, riuscirebbe a sbalordire anche il più consumato “guitto” della Commedia dell’arte.
Mazzola ricorda a Tidei che la ricaduta degli inquinanti non attiene la sola Civitavecchia ma tutti i paesi e cittadine del comprensorio, indipendentemente dagli “invisibili confini geopolitici” (qui).
Ma ormai solo gli sprovveduti non hanno ancora capito qual è l’inquinante più nocivo che proviene da quella centrale; nanopolveri, ossidi vari, radionuclidi, ozono, Co2, nichel, mercurio, arsenico, piombo, cadmio e via elencando, non sono altro che belletti per il trucco nel teatrino della politica; il vero, maligno protagonista, il cancro delle coscienze, è sempre lui: il denaro.
E il redivivo Mazzola, svuotate le casse comunali dalla parte più corposa dei “contributi” che Enel gli ha erogato in tre anni (circa 14 milioni di euro n.d.r), senza alcun pudore, reclama un posto in prima fila.
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Tratto da Civita news

TARQUINIA – FARE VERDE PLAUDE AD APERTURA INCHIESTA SU PRESUNTE CRITICITÀ NELLA CENTRALE ENEL DENUNCIATE DA SINDACO DI CIVITAVECCHIA

La Procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta sulla centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord.
Il procuratore capo Gianfranco Amendola ha deciso di intervenire dopo le dichiarazioni pubbliche del sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei sul presunto mancato rispetto delle prescrizioni. Le perplessità del primo cittadino sono state riassunte in 37 criticità presentate lunedì scorso all’azienda elettrica.
Ieri mattina, su disposizione del procuratore capo, i carabinieri e la polizia giudiziaria della procura si sono recati negli uffici comunali per acquisire documenti. Secondo gli organi d’informazione locali della città portuale, tra le inadempienze ci sarebbero l’emissione superiore al limite del monossido di carbonio, il maggiore quantitativo di carbone utilizzato, il monte ore di produzione superato e una maggiore presenza del livello di zolfo nel carbone
La notizia dell’apertura di un’inchiesta giudiziaria riscuote il plauso dell’associazione ambientalista Fare Verde
“Era ora – dicono gli ambientalisti – speriamo che i magistrati accertino presto come stanno realmente le cose, nell’interesse del territorio e degli abitanti duramente colpiti dalle emissioni della centrale elettrica di Civitavecchia e dell’impianto di Montalto di Castro.
L’apertura dell’inchiesta – conclude Fare Verde – mette per il momento un freno alla bramosia di certi amministratori pubblici, che attendono solo il momento propizio per barattare nuovamente la salute dei cittadini in cambio di ulteriori compensazioni economiche da spendere in progetti faraonici e spesso inutili.”
Associazione ambientalista Fare Verde – Tarquinia

31 gennaio 2012

1) Responsabilità ambientale: UE preoccupata per l'Italia 2)Edf: centrale di Havre evacuata in seguito ad un incendio

Tratto da Zeroemission
Responsabilità ambientale: UE preoccupata per l'Italia
30-01-2012
La Commissione è preoccupata che l'Italia non abbia attuato correttamente la normativa UE in materia di responsabilità ambientale, per cui i cittadini italiani non godrebbero di una tutela sufficiente. Su raccomandazione del commissario per l'Ambiente Janez Potočnik, la Commissione sta per inviare un parere motivato complementare per chiedere all'Italia di adeguare in tal senso la propria legislazione.



La direttiva sulla responsabilità ambientale stabilisce un quadro giuridico per questa materia in base al principio "chi inquina paga", con l'obiettivo di prevenire e di riparare i danni ambientali. Le persone fisiche e giuridiche che esercitano le attività elencate nella direttiva, o effettuano i controlli, sono oggettivamente responsabili dei danni che causano all'ambiente con la loro attività. Tali danni comprendono i danni ai corpi idrici, alle specie e agli habitat naturali protetti, e al terreno.

Sebbene molte disposizioni della direttiva siano state correttamente recepite, la Commissione ha particolari inquietudini in merito alla mancanza di responsabilità oggettiva e alla possibilità lasciata agli operatori di utilizzare la compensazione finanziaria, anziché riparare il danno. Ad esempio, nella normativa italiana mancano disposizioni che obblighino gli operatori a riparare un danno ambientale che hanno causato pur essendo esenti da colpa. La Commissione ha evidenziato tali carenze in una lettera di costituzione in mora inviata alle autorità italiane nel febbraio 2008, seguita da un parere motivato il 23 novembre 2009. Successivamente l'Italia ha notificato alcune modifiche apportate alla propria legislazione, che tuttavia, secondo la Commissione, non pongono rimedio alle gravi violazioni della direttiva. Sta quindi per essere inviato un parere motivato complementare. Se l'Italia non risponderà entro due mesi, la Commissione potrebbe ricorrere alla Corte di giustizia europea. (h.b.)
 
Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito http://ec.europa.eu/environment/legal/liability/index.htm

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Tratto da Il Corriere della sera

Edf: centrale di Havre evacuata in seguito ad un incendio

Milano, 30 gen - La centrale a carbone di Havre del gruppo Edf e' stata evacuata stamane in seguito ad un incendio che si e' sviluppato dalla sala macchine di una sezione dell'impianto. Secondo quanto reso noto dalla direzione della centrale, l'incendio - che non ha provocato vittime - si e' verificato alle 8,20 del mattino nel secondo settore dell'impianto che ha una potenza di 600 megawatt. Un gruppo nutrito di vigili del fuoco e' stato mobilitato per fermare le fiamme, alimentate dalla presenza di di sostanze oleose la cui combustione, secondo quanto affermato dalla direzione, non risulta tossica per le popolazioni che abitano nei pressi della centrale