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28 dicembre 2020

Recommon : Covid 19 e la lobby dell’industria fossile

 Covid 19 e la lobby dell’industria fossile

Una crisi sanitaria globale, l’attenzione planetaria si è concentrata sulla pandemia: i tempi dilatati del lockdown, i lutti che hanno colpito le famiglie, le comunità, i decreti per cercare di risollevare l’economia in crisi, gli stanziamenti europei. Il difficile equilibrismo, che lascia fuori gli emarginati, ha dei risvolti che hanno, a volte, dell’incredibile.

L’industria dei combustibili fossili sta sfruttando la pandemia di COVID-19 per consolidare il proprio potere, accaparrarsi il denaro pubblico destinato alla ripresa e promuovere false soluzioni alla crisi climatica, che non fanno altro che aggravarla.

Questo è il tema della quinta puntata di #Omissis, il podcast prodotto da Re:Common, con la sapiente regia di Angelo Miotto.

Ascoltala ora:


20 febbraio 2016

“Troppi tumori nei bambini”...Benzene e ossidi di azoto. Ma anche Pm2,5 e ozono. Sono killer invisibili, con licenza di uccidere.

“Troppi tumori nei bambini”


Benzene e ossidi di azoto. Ma anche polveri sottilissime (Pm2,5) e ozono. Sono killer invisibili, con licenza di uccidere.

Smascherati da anni: non c’è istituto di ricerca che non abbia stilato un elenco di questi cancerogeni responsabili di leucemie, linfomi, tumori al polmone, alla cute e alla mammella.
Cliccate qui per vedere gli studi dell’istituto Ramazzini sul legame fra benzene e tumori, alcuni lavori risalgono agli anni ’80 (!).
Dallo Iarc all’Oms all’Iss, tutti descrivono i rischi dell’inquinamento, nessuno fa niente.

“In Italia, rispetto al resto d’Europa, l’incidenza dei tumori infantili è più alta, sia nella fascia di età 0-14 che in quella 0-19 (fonte: ACCIS, Automated Childhood Cancer Information System – Iarc) – denuncia Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa – L’ultimo rapporto Airtum conferma che l’incidenza dei tumori nell’età 0-14 è la più alta fra i Paesi occidentali, nonostante la crescita si sia stabilizzata rispetto ai dati precedenti”.

Sono un centinaio i medici e i ricercatori che, assieme a Patrizia Gentilini, hanno sottoscritto nei giorni scorsi un accorato appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cliccate qui. Si parla di inquinamento e delle ricadute sulla salute (tema del discorso di fine anno del presidente).
A proposito degli allarmanti livelli di smog, Gentilini scrive: “Ci sembra paradossale che non si possa fare altro che sperare nella pioggia (…) e sembra che non ci resti altro che confidare nella benignità di quella Natura che costantemente violiamo”.
Ancora: “Non vediamo futuro per i nostri giovani ma ancora più ci angoscia la consapevolezza che stiamo compromettendo un bene assai più prezioso: la loro salute.Siamo il Paese in cui la speranza di vita in salute alla nascita dal 2004 al 2013 è diminuita di 7 anni nei maschi e di oltre 10 nelle femmine”.
Un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla Terra dei fuochi rivela dati agghiaccianti: “Si sono rilevati eccessi nel numero dei bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori, eccessi di tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni.
 Nella sola provincia di Taranto il tasso di incidenza dei tumori in età pediatrica supera del 54%  la media regionale”.
Quante Terre dei fuochi ci sono nel nostro Paese? Si chiedono i medici. Quanto veleno è presente nel cibo, nell’acqua, nella terra e nell’aria?
Fra i vari argomenti toccati dalla lettera, la schizofrenia nello smaltimento rifiuti. Da un lato si impongono ai cittadini comportamenti virtuosi (raccolta differenziata) dall’altro si promuovono sempre più inceneritori (con incentivi e decreti).
L’appello si conclude con una richiesta di incontro.
Ps. A riprova del legame fra inquinamento e cancro, vi riporto le ultime notizie dalla Cina dove il tasso di incidenza dei tumori è in impennata: 7.500 morti al giorno secondo il report del National Center di Pechino che ha analizzato i dati di 72 registri pari al 6,5% della popolazione (2009-2011). Il più diffuso e letale è il tumore al polmone. Seguono quelli a bronchi, stomaco, fegato, esofago.                               

01 marzo 2014

TARANTO: Il nuovo governo, cambiano i Ministri e le città inquinate attendono giustizia

Tratto da Peacelink

Ministero dell'Ambiente, cercasi Ministro con esperienza

Il nuovo governo, cambiano i Ministri e le città inquinate attendono giustizia.
28 febbraio 2014 - Antonia Battaglia


A Taranto i mesi, gli anni, i governi, sembrano non cambiare mai. Si vive in un clima di attesa di qualcosa che non arriva mai e che quando cambia, in realtà gattopardescamente non cambia mai, conserva e protegge uno status quo bipartisan, l’oggi che era ieri e che sarà domani e che sempre garantirà che chi controlla ed impera possa continuare a farlo.
Taranto é la città dell’ILVA, di quella città del Sud del nostro Paese la cui peculiarità sta nell’esser stata tradita da tutti i governi che si sono succeduti dal dopoguerra in poi, in una sfilata di decreti, leggi, disposizioni ad hoc, emendamenti, che hanno portato Taranto ad essere cio’ che é oggi: una città malata sul cui futuro pesa la deresponsabilizzazione totale della politica che considera la regione Puglia quasi una terra destinata a sopportare i fumi dell’ilva, la centrale a carbone, la diossina, le malattie, le morti. Tutto
Purché il fastidio non arrivi a Roma e non turbi i palazzi baresi.
I video e le fotografie di fumi potenzialmente pericolosi e di episodi di slopping filmati in questi ultimi giorni a Taranto dalla gente, dalle strade, dalle auto, dalle case, non vanno di pari passo con la presupposta ventata di novità che Matteo Renzi ed il suo governo ci hanno promesso.
Il neo-nominato ministro dell’Ambiente é Gianluca Galletti, Udc, deputato fino alla scorsa legislatura e non rieletto nel 2013. Sottosegretario all’istruzione nel governo Letta, é il commercialista di Casini, messo li' ad occupare una posizione per la quale non ha alcuna esperienza. Perché?

Il Ministero dell’Ambiente é uno dei ministeri chiave nella visione del nuovo corso che la politica europea dovrebbe proporsi di realizzare nella nuova incombente legislatura: in Italia il Ministero dell’Ambiente é un parcheggio all’ultimo piano, quello piccolo e stretto nell’angolino in cui non entra neanche una Smart.

Quello che resta oscuro é tuttavia il perché di una persona come Galletti che, per quanto possa essere una persona corretta e dedita alla politica, non ha tuttavia alcuna esperienza in materie delicate come l’Ilva, la gestione dei rifiuti, i condoni edilizi, l’urbanistica, la riduzione di CO2 e gli obiettivi europei. 
Quale « green new deal » può realizzarsi attraverso il Ministro Galletti?
Allora la domanda che da Taranto voglio porre a Renzi ed al suo vecchio-nuovo PD, a Bondi, a Ronchi, all’area PD-ILVA-Governo perché il Commissariamento dell’Ilva é pur sempre una struttura di governo, é quale sia adesso il prossimo step previsto per Taranto?
Dopo la legge del 6 Febbraio, dopo la nomina di un Ministro totalmente estraneo ai temi importanti come le eco-mafie, dopo l’annullamento della conferenza su ILVA prevista per il 24 febbraio sui « primi nove mesi della nuova ILVA", quali sono le proposte concrete per risolvere il problema sanitario, ambientale ed occupazionale di Taranto? 
 Quali sono le prospettive di rilancio in Puglia?
IL Ministro dovrebbe venire immediatamente a Taranto, a Brindisi, passarci magari anche due-tre giorni ma non limitandosi a parlare con la Chiesa. 
I dati sui morti ed i malati parlano chiaro.  
Non abbiamo bisogno di altri apprezzamenti, la storia é andata avanti senza i governi: allora potrebbe arrivare presto il momento in cui i cittadini decidano di lasciarsi alle spalle la malapolitica e di voltare la pagina scegliendo una classe che li rappresenti e che sia nuova, diversa, pulita, giovane e che negli ultimi anni non abbia accettato compromessi e lasciato il proprio territorio in mano alla devastazione protrattasi per decenni in mano del potere politico e delle sue molteplici ramificazioni .

Qui l'articolo integrale di Antonia Battaglia

21 maggio 2012

Rinnovabili,probabilmente il decreto del V conto energia slitta :parte la corsa agli impianti.

Tratto da La Repubblica

Rinnovabili, il conto slitta parte la corsa agli impianti

LA QUINTA TARIFFAZIONE DEGLI INCENTIVI DOVREBBE SCATTARE A PARTIRE DA OTTOBRE.

Milano Per il futuro del fotovoltaico, tutto ruota intorno al raggiungimento del tetto di spesa di 6 miliardi di euro. Secondo la bozza attuale del quinto conto energia, il nuovo regime incentivante infatti entrerebbe in vigore un mese dopo il superamento di quella soglia. Il problema è ora sapere quando quel limite verrà raggiunto. Per il momento, nessuno lo sa. Nemmeno il Gse, il gestore dei servizi elettrici, che gioca un ruolo centrale nell’incentivazione delle fonti rinnovabili in Italia. ....... 
Qualche piccola novità è emersa sul V conto energia. La prima è relativa all’ingresso del decreto: con tutta probabilità, non partirà più il 1° luglio, come aveva lasciato intuire il governo. Ma tre mesi dopo, il 1° ottobre 2012. .........
Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha cercato di rassicurare gli operatori delle rinnovabili: «La tenuta del settore industriale è una delle preoccupazioni più importanti dello schema di incentivi che abbiamo messo a punto. La preoccupazione principale che abbiamo è quella di sostenere, attraverso gli incentivi e le fonti rinnovabili, una filiera produttiva che nel nostro Paese è molto importante. Voglio ricordare a chi ha tentato di bloccare i meccanismi incentivanti che l’occupazione che si è creata in questo settore è più importante di quella in settori industriali tradizionali, che sono anche quelli che hanno rappresentato, in parte, un ostacolo allo sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese». ........
 Il mondo delle rinnovabili intanto non risparmia critiche per il metodo usato fino ad oggi nel preparare le misure. «Aspettiamo di vedere il decreto prima di dare un giudizio nel merito — osserva Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future — Ma il metodo è evidentemente sbagliato: si tratta di un decreto fatto “in solitaria” senza mai condividere il testo con le associazioni delle rinnovabili». Gli operatori protestano: senza l’inserimento nel testo di un premio Made in Europe l’industria nazionale ed europea ha il destino segnato (21 maggio 2012)
Leggi l'articolo integrale 
 

  Leggi anche su QualEnergia

Appello a Regioni: modificare decreti rinnovabili o bloccarli

Un appello alle Regioni per far modificare i decreti su rinnovabili e quinto conto energia FV e non affossare un settore che ha prodotto ricchezza e occupazione. 
Altrimenti meglio non dare il parere, bloccandoli. Un comunicato congiunto di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente, Symbola e WWF.Leggi