COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta energia eolica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta energia eolica. Mostra tutti i post

10 settembre 2019

Paolo Ermani:Il carbone uccide, l’energia solare ed eolica no.

Tratto da Il Cambiamento
Il carbone uccide, l’energia solare ed eolica no.
L'immagine può contenere: cielo e testo
In un paese come l’Italia, dove gli interessi economici vengono sempre molto prima della salute delle persone, ci sono ancora centrali a carbone, cioè la preistoria dell’energia. L’ultimo scandalo riguarda la centrale Tirreno Power di Vado Ligure alimentata a carbone fino al 2014 e che ha determinato un aumento della mortalità del 49% nella popolazione intorno alla centrale, come verificato dalla ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) relativa agli anni dal 2001 al 2013 e pubblicata sulla rivista Science of the Total Environment.
Che il carbone sia un combustibile fossile climalterante e fra i più inquinanti, non impedisce di avere centrali in funzione in Italia e che sono di proprietà di gruppi energetici che fanno spot scintillanti in cui cercano di convincerci che loro sono bravi, belli, buoni ma soprattutto amici dell’ambiente. Il colmo è che queste centrali sono posizionate non solo nel Paese del sole e quindi già di per sé un assurdo, ma in zone come anche la Liguria, la Puglia, il Lazio, regioni queste che fra sole e vento potrebbero alimentare mezza Italia.
Si dice che l’Italia uscirà dal carbone nel 2025 e nel frattempo la scia di morti e inquinamento continuerà. Ma i danni e il non senso energetico del carbone erano già chiari molti anni fa quando lo si diceva invano a tecnici e sedicenti esperti che dall’alto dei loro titoli e lauti stipendi trattavano con sufficienza chi ragionava in maniera razionale e sensata. Del resto non ci vogliono dei geni per capire quali sono le potenzialità geoclimatiche dell’Italia e basta guardare i dati di ventosità e insolazione media annua per avere tutte le risposte.
Il problema non è certo essere esperti di cosa ma da chi si è pagati e quali interessi ci sono in gioco e mentre il carbone uccideva e uccide la gente, solare ed eolico restavano e restano al palo. Fossimo partiti per tempo con una politica di utilizzo serio delle energie rinnovabili e di risparmio energetico a tappeto, quanti morti e soldi avremmo risparmiato, quanto ambiente non avremmo inquinato e quanti milioni di occupati in più avremmo?
E non dimentichiamoci un dato fondamentale che mai viene citato da chi ha interessi in gioco: il rendimento medio delle centrali a carbone italiane è del 40%, giusto per ribadire a che periodo della preistoria è rimasta non solo la tecnologia di queste centrali ma anche la testa dei tecnici, degli esperti che in passato ne tessevano le lodi e che magari oggi  passeranno dalla parte delle energie rinnovabili, chissà? Azioni del genere si chiamano sciacallaggio sulla pelle della gente che speriamo sappia distinguere tra gli sciacalli che hanno lucrato in passato e che ci vogliono lucrare pure ora, da chi ha sempre ribadito, contro tutto e tutti ma soprattutto senza essere prezzolato da nessuno, posizioni a favore di ambiente e vita delle persone.

18 luglio 2018

Le energie rinnovabili mettono il turbo: c'è il sorpasso: costano meno del carbone.

Tratto da SKYTG24

Energie rinnovabili, c'è il sorpasso: costano meno del carbone

Un impianto fotovoltaico in Cina (Getty Images)
Le fonti alternative per produrre energia sono più economiche di quelle classiche. Aumentano gli investimenti: Cina leader, Italia bene nell'eolico, meno nel solare. Entro il 2050 la rivoluzione potrebbe essere completata
Le energie rinnovabili mettono il turbo. Il sorpasso storico si è realizzato negli scorsi mesi: le centrali eoliche e solari costano meno del carbone. Un cambiamento di grande portata con un trend che sembra destinato a caratterizzare il futuro della produzione di energia globale.

Il crollo dei costi

Il sorpasso è avvenuto per la prima volta negli ultimi mesi del 2017 in alcuni paesi come la Germania in Europa e Messico, Cile e Brasile tra Centro e Sudamerica. I dati sono fotografati dall'ultimo report di Irena, l'Agenzia internazionale delle energie rinnovabilinata nel 2010 in collaborazione con l'Onu. Secondo lo studio che comprende i dati del 2017, i costi dell'energia eolica sono scesi di un quarto nel giro di sette anni, tra il 2010 e il 2017. Nello stesso periodo di osservazione, il prezzo del fotovoltaico ha conosciuto quello che si potrebbe persino definire un crollo, essendo sceso del 73 per cento.

Il trend di crescita

Il costante calo dei prezzi è ovviamente accompagnato da una crescita degli investimenti. Il solare fotovoltaico è cresciuto del 32 per cento nel 2017, mentre nello stesso anno l’energia eolica è salita del 10 per cento. La crescita generale delle rinnovabili è trainata soprattutto dalla Cina........

La situazione in Italia

Stando ai dati, l'Italia non sta sfruttando a pieno la situazione favorevole per le fonti di energia rinnovabile. Se da un lato nello scorso anno si è registrato - sempre secondo il rapporto Irena - un +1,5 per cento di nuove installazioni di energia rinnovabile, dall'altro è altrettanto vero che il settore idroelettrico continua a far segnare un andamento altalentante. Secondo il report di Terna sul 2017, la produzione di elettricità generata dalle fonti rinnovabili lo scorso anno è leggermente diminuita rispetto al 2016. Il saldo resta in positivo grazie alle ottime performance dell'eolico, ma siamo ancora indietro per quanto riguarda l'elettrificazione dei trasporti. Si potrebbe fare meglio, ma la situazione resta positiva, soprattutto considerando che dal 2015 l'Italia ha raggiunto e superato il target sul consumo di energie alternative fissato dall'Ue per il 2020, con oltre il 17 per cento di consumi finali di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Le prospettive

Nel frattempo le energie rinnovabili continuano a segnare nuovi record di produzione. Per esempio, il 4 gennaio 2018 l'eolico europeo ha prodotto oltre 2128 Gwh (gigawattora), una quantità in grado di coprire i fabbisogni di 160 milioni di famiglie e il 61 per cento della domanda industriale elettrica. Il ruolo delle energie rinnovabili sullo scacchiere produttivo ed economico internazionale sta diventando sempre più centrale. Secondo Bloomberg, entro il 2050 le fonti alternative, e pulite, domineranno la produzione di energia. Una partita sulla quale si giocherà anche parte del futuro degli equilibri globali. Tornando all'Italia, secondo uno studio del 2016 di quattro scienziati del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), il nostro Paese potrebbe raggiungere il 100 per cento di energia rinnovabile entro la metà del secolo. Una sfida difficile, ma possibile.

18 maggio 2015

Nuovo studio del Governo Francese :"Un mix 100% rinnovabili è possibile ed economico"

  • Tratto da Rinnovabili.it                                                                   Lo studio dell’agenzia per l’ambiente e l’energia francese                                                       Un mix 100% rinnovabili è possibile ed economico                Lo scenario 100% rinnovabili è realistico, in Francia come nel resto del mondo. E il costo della transizione è pari a quello che stiamo sostenendo                                 

  • (Rinnovabili.it) – Un mix energetico 100% rinnovabili costa uguale a quello che abbiamo oggi, dove le energie pulite occupano più o meno il 40% del totale. Lo sostiene un nuovo studio del governo francese, che è destinato a dare un ulteriore colpo d’ala al dibattito energetico in Europa e Nord America. Se fino a poco tempo fa, infatti, parlare di mix energetici composti per il 100% dalle rinnovabili sembrava un vezzo da ambientalisti e radical chic, con il passare degli anni sempre più gruppi di esperti portano evidenze a sostegno di questa tesi.                                                                   Prove schiaccianti a favore delle rinnovabili                                                                           In California, il regolatore dell’energia nazionale ha recentemente dichiarato che la rete elettrica del Paese è perfettamente in grado di gestire una generazione interamente green. Lo Stato del Costa Rica nei primi 3 mesi dell’anno ha prodotto elettricità utilizzando unicamente energia rinnovabile, e ha fissato al 2020 l’abbandono definitivo delle fossili. La città di Vancouver è ha da poco reso pubblico l’impegno ad utilizzare solo energie pulite per elettricità, riscaldamento e trasporto da qui a 20 anni. Nuovi studi sostengono che gli Stati Uniti potrebbero raggiungere il target del 100% rinnovabili entro il 2050 con un costo marginale aggiuntivo altamente sopportabile.                                                                                                                  Lo studio francese punta sull’accumulo a metano                                                       “Vers un mix électrique 100% renouvable en 2050” è il titolo del nuovo rapporto dell’ADEME, Agenzia governativa dell’ambiente e della gestione energetica. Sono 120 pagine, esclusi gli allegati, ricche di spunti interessanti. Prima di tutto, lo studio dimostra che un sistema di energia rinnovabile al 100% in Francia è possibile ed economicamente interessante, anche nello scenario peggiore di condizioni meteorologiche estreme, norme più severe contro l’eolico, il solare e le reti ad alta tensione, così come un rallentamento dello sviluppo tecnologico.                                                                                                                               L’onere per il consumatore è più o meno uguale a quello attuale, che vede un 40% circa di rinnovabili nel mix energetico. La ragione è semplice: il costo dell’energia eolica e solare scende di continuo, mentre quello del gas naturale aumenterà costantemente. Anche il nucleare sta diventando sempre più costoso, soprattutto a causa delle nuove norme di sicurezza.... Continua  a leggere qui


Piccola grande lezione di Terza Rivoluzione Industriale alla Camera da parte del nostro prof. Jeremy Rifkin lunedì scorso in occasione della seduta solenne di apertura della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell’Unione Europea.

29 marzo 2015

E' il trionfo delle rinnovabili: Se anche in Texas il 100% dell'elettricita' da rinnovabili.

Tratto dal blog  di Maria Rita Dorsogna 

 dorsogna.it 

Se anche in Texas il 100% dell'elettricita' da rinnovabili.



E' il trionfo delle rinnovabili. 


Qualche giorno fa il Costarica ha annunciato che per oltre 75 giorni l'intera nazione e' andata avanti a fonti rinnovabili. La Francia ha annunuciato che presto gli edifici commerciali nuovi dovranno essere coperti o da tetti verdi, o da pannelli solari.

E poi c'e' Georgetown, Texas - citta' di 54,000 persone a nord di Austin, nel cuore del Texas.
Nel nostro immaginario la terra delle trivelle, del petrolio, di JR e dei petrodollari. 

E poi c'e' Dale Ross, il sindaco di Georgetown.

La sua e' una citta' tranquilla, di epoca vittoriana, con una universita' piccola e dove non succede quasi mai niente.  Senonche' il sindaco ha appena annunciato, di punto in bianco, che entro il 2017 il 100% dell'elettricita' del paese sara' da energia rinnovabile.

In Texas, dove sulle targhe ci mettono le trivelle e dove i pozzi appaiono come funghi. 


Perche' lo fanno? Per amore dell'ambiente? Per una presa di posizione contro i cambiamenti climatici? No, sole e vento sono una decisione meramente economica: costeranno di meno che quanto si paga con le fonti fossili e daranno maggiore stabilita' energetica alla citta' almeno fino al 2041....

E infatti, fra una trivella e l'altra il Texas e' diventato uno dei principali stati in cui si genera energia eolica. Dapprima era tutto concentrato attorno al West Texas, ma la costruzione di linee di trasmissione hanno potuto far si che l'energia dal vento giungesse anche alle grandi citta' di Austin, Houston, Dallas, San Antonio. Nel frattempo i prezzi dell'energia dal solare sono calati notevolmente. E cosi, le forniture di vento e di sole inizieranno ad alimentare Georgetown fra qualche mese e quando sara' tutto finito nel 2017 si arrivera' al 100%.

Georgetown e' una delle citta' a maggior tasso di crescita in tutti gli Stati Uniti, ed il sindaco ha deciso di voler aumentare i quantitativi energetici in vista di nuova crescita negli anni a venire. Invece di rinnovare i contratti esistenti con ditte che vanno a fonti fossili hanno deciso di spostarsi sulle rinnovabili.  Alla sera, il vento prendera' il posto del sole. 

Dovranno spegnere le luci se qualcosa va storto? Resteranno senza energia? Secondo le stime e gli studi assolutamente no. Anzi, secondo le previsioni i contratti firmati dalla citta' le garantiranno probabilmente piu energia di quanto necessario, con la possibilita' di rivendere gli eccessi. 

Il sindaco ricorda un altro ottimo motivo per finalmente dire addio alle fonti fossili: acqua e siccita'.
Il Texas soffre di enormi problemi di aridita' e tutti gli impianti collegati alle fonti fossili ne usano enromi quantitativi. 

Il sindaco conclude dicendo che questa mossa e' quella giusta per l'intera economia di Georgetown:le nuove ditte che si sono qui insediate sono per la maggior parte nell'high tech e chiedono fonti di energia verde per le loro attivita' come una sorta di biglietto da visita per il loro business. Se la citta' riesce a provvedere energia verde, questo potrebbe attirare altri investimenti e a fare la differenza. 

Ecco, anche nella capitale del West Texas Intermediate, uno dei tipi di greggio quotati sul mercato internazionale, siamo arrivati alle rinnovabili.  Veramente non abbiamo piu' scuse.

Qualcuno dovrebbe dire tutte queste cose a Matteo Renzi e a tutti i miopi politici che hanno votato lo Sblocca Italia.

Qui la Francia e la nuova legge sui tetti verdi o fotovoltaici. 

14 ottobre 2014

Valori:La fonte di energia più economica? È il vento

Tratto da valori.it

La fonte di energia più economica? È il vento


Qual è la fonte energetica più economica in assoluto? La risposta può stupire: se si prendono in considerazione anche le esternalità, vale a dire l'impatto sulla qualità dell'aria, sulla salute umana e sul cambiamento climatico, la più conveniente è l’eolico sulla terraferma...

È questa la tesi di un report scritto dal centro di ricerca e consulenza specializzato Ecofys per conto della Commissione europea. Dallo studio emerge che produrre1 MWh con le pale eoliche sulla terraferma costa circa 105 euro, mentre i costi per gas naturale e carbone salgono rispettivamente a 164 e 233 euro. L’eolico offshore invece si colloca circa sui 125 euro per MWh, alla pari di solare e nucleare. 
Ad oggi, fa notare il quotidiano Guardian, la Commissione ha preferito pubblicare solo alcuni estratti del rapporto, senza includere le parti relative ai costi sanitari e ambientali. 
Questi dati «evidenziano il vero costo della dipendenza dell’Europa dalle fonti fossili – ha affermato il vice-amministratore delegato dell’Associazione europea dell’energia eolica Justin Wilkes
 –. 
Si punta costantemente il dito sulle rinnovabili, accusandole di essere troppo costose e un salasso per i contribuenti. Questo report non solo rivela l’allarmante costo del carbone, ma presenta anche l’eolico onshore come una soluzione più conveniente a livello economico e ambientale». ...
14 Ottobre 2014
Valentina Neri 

14 maggio 2014

Germania: 11 maggio 2014 la domenica delle rinnovabili.



Tratto da Ecoblog

Germania: la domenica      delle rinnovabili

Scritto da:  - 
Alle ore 12 di domenica 11 maggio eolico
 e fotovoltaico hanno garantito i due terzi della produzione tedesca e il prezzo dell'energia elettrica è diventato negativo...

Lo scorsa domenica 11 è stata posta un'altra pietra miliare per le rinnovabili:  in Germania a mezzogiorno il 67% della produzione elettrica è stato garantito da eolico e fotovoltaico, che hanno comunque coperto oltre il 45% del fabbisogno nell'arco delle ore diurne.


E' un dato estremamente significativo, almeno per tre ragioni:
(1) Non si è ancora raggiunto il periodo annuo di massima insolazione;
(2) Il prezzo di picco dell'energia elettrica è diventato addirittura negativo;
(3) La rete non ha avuto problemi a gestire questa massiccia immissione di energia da fonti intermittenti:
«Ancora una volta è stato dimostrato che un sistema elettrico moderno quale è quello tedesco può accettare una significativa penetrazione delle fonti energetiche rinnovabili, che sono variabili, ma predicibili», commenta Bernard Chabot, uno degli analisti di Renewables International. «In effetti non ci sono ostacoli tecnici o economici per coprire inizialmente il 20% della domanda con le rinnovabili e successivamente il 50% e oltre combinandole con misure di efficienza energetica e sistemi di accumulo».
Questo avviene in Germania, dove l'irraggiamento solare varia tra 900 e 1300 kWh/m² anno, mentre in Italia dove è tra 1100 e 1800 potremmo fare molto di più. Chist'è 'o paese d' 'o sole, ma evidentemente non lo abbiamo ancora capito abbastanza.........






08 ottobre 2013

1) Qualenergia:Domanda elettrica, rinnovabili al 35,1%. Termoelettrico -15% 2)Tirreno Power in perdita, Torre Sud a rischio

A PROPOSITO DI ENERGIA........

Tratto da Qualenergia

Domanda elettrica, rinnovabili al 35,1%. Termoelettrico -15%

Con una domanda elettrica in calo del 3,7%, a fine settembre le rinnovabili rappresentano in Italia il 39,8% della produzione di elettricità e coprono il 35,1% del fabisogno elettrico. Insieme, eolico e fotovoltaico, hanno generato 30,2 TWh, pari al 12,6% della domanda. Il termoelettrico crolla del 15% rispetto allo stesso periodo 2012. 
A fine settembre le fonti rinnovabili hanno rappresentato in Italia il 39,8% della produzione netta di elettricità (biomasse elettriche incluse). Sempre in riferimento ai primi nove mesi dell’anno la quota di rinnovabili sulla domanda diventa del 35,1%. Si stabilizza verso l’alto dunque un dato che certifica, sulla base del rapporto mensile di Terna (pdf), l’importante contributo delle energie rinnovabili elettriche, da una parte, e il calo costante della domanda elettrica del paese, che dal 1° gennaio al 30 settembre 2013 è di -3,7% rispetto al 2012, percentuale che in termini decalendarizzati diventa -3,4% (il valore cumulato della produzione netta, pari a 210,7 TWh, è in calo del 4,3%).
Per l’intero periodo 2013 si può notare come la quota del termoelettrico sia diminuita del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. La notevole idraulicità ha permesso una produzione da idroelettrico finora di 40,7 TWh, con un +29% rispetto al 2012. Oltre il 20 per cento la crescita di eolico (23,9%) e di fotovoltaico (20,1%) sul 2012. Insieme eolico e FV hanno generato 30,2 TWh, che sulla domanda rappresentano il 12,6%. Il fotovoltaico ha prodotto a fine settembre quanto ha fatto per tutto il 2012 (18,7 TWh a fine settembre 2013 contro 18,6 TWh per tutto il 2012).
Da solo il fotovoltaico ha coperto finora il 7,8% della domanda elettrica italiana (nel mese di settembre è l'8,5%).....
Nella tabella i dati su produzione e domanda di elettricità in Italia nel 2013 e nel 2012 
Resta il fatto che anche per il mese di settembre la domanda di elettricità è in decisa diminuzione: la flessione è del -2,6% rispetto a settembre 2012 ..... Su settembre 2012, notevole è l’incremento della produzione da fotovoltaico: +27,2% (2,2 contro 1,7 TWh, come ). Tra le diverse fonti in calo solo il termoelettrico (-6,2%).
Tornando sui dati cumulativi al 30 settembre evidenziamo una tabella di Terna sulla domanda di energia elettrica suddivisa per aree territoriali. Come si può notare il segno negativo è pressoché uniforme, con l’unica eccezione della Lombardia. Un segnale, insieme ad altri, di una profonda fase recessiva che affligge il paese, più che l’efficacia delle politiche, ancora farraginose, per il risparmio e l’efficienza energetica.
Su  Qualenergia l'articolo integrale
________________________

Tratto da  Big Notizie.it

Tirreno Power in perdita, Torre Sud  a rischio

Questo è quanto emerso dall'incontro di questo pomeriggio tra la delegazione del Pincio ed i vertici dell'azienda. Scongiurati i 70 esuberi di cui avevano parlato i sindacati, ma il sindaco Tidei avverte: "Se la produzione non cresce, si profila la cassa integrazione con la centrale in conservazione"

CIVITAVECCHIA - "Il rischio che Tirreno Power metta in conservazione la centrale di Torre Sud ed in cassa integrazione i lavoratori di Torre Sud è concreto". Lo ha detto il sindaco Pietro Tidei dopo l'incontro di questo pomeriggio con l'amministratore delegato dell'azienda elettrica, l'ingegner Giovanni Gosio. All'incontro hanno partecipato anche l'assessore al lavoro Sergio Serpente ed il presidente del Consiglio Comunale Marco Piendibene.
"Non riescono ad esser competitivi, il gas ha costi superiori agli altri combustibili – ha aggiunto il primo cittadino – e se la perdita non si arresterà e non arriveranno segnali di ripresa, saranno costretti a fermare la produzione". Una ipotesi che non sembra poter avere però ripercussioni sull'immediato, come invece la questione dei 70 esuberi di cui hanno parlato i sindacati nei giorni scorsi. "Abbiamo avuto rassicurazioni – conclude Tidei – che quei lavoratori non perderanno il posto, ma verranno ricollocati in un'altra unità, o meglio in un'altra divisione di Tirreno Power. Ci hanno dato garanzie in tal senso, ma sia chiaro: il rischio non è la vendita, ma la chiusura".

14 giugno 2013

15 Giugno "Giornata mondiale del vento" : basta finanziare petrolio, gas e carbone!

Tratto da Ecoblog

Giornata mondiale del vento: basta finanziare petrolio, gas e carbone!

 

Le fonti fossili inquinanti e climalteranti ricevono a livello globale sei volte i sussidi statali delle fonti rinnovabili. Di fatto stiamo finanziando il cambiamento climatico! E' ora di invertire la rotta.

 Domani 15 giugno è il Global Wind Day, la Giornata Mondiale del Vento, giunta alla settima edizione. A livello mondiale l’energia eolica ha raggiunto nel 2012 una produzione di 520 TWh (di cui 200 europei) e sta crescendo in modo perfettamente esponenziale con un tempo di raddoppio di meno di 3 anni.  E’ energia pulita, senza inquinamento ed emissione di CO2, con un EROEI compreso tra 10 e 30 per la maggior parte delle turbine.

Eppure non è ancora abbastanza sostenuta a livello mondiale.  Secondo il Global Wind Energy Council, per ogni euro di finanziamento governativo alle energie rinnovabili le energie fossili ricevono ben 6 euro!

Le energie fossili, inquinanti e climalteranti, hanno ricevuto dai governi del pianeta finanziamenti per 400 miliardi di $ nel 2010, 523 nel 2011 e 630 nel 2012. Mentre i governi affermano di volere combattere il cambiamento climatico, di fatto lo stanno finanziando!

Il GWEC ha lanciato un appello al G8 che si terrà la prossima settimana a Belfast nell’Irlanda del Nord, per ridurre progressivamente il sostegno pubblico a petrolio, gas e carbone e perché si sostengano definitivamente le rinnovabili.
Tenuto conto dell’enorme potere delle multinazionali fossili, a qualcuno può forse sembrare la battaglia di Davide contro Golia;

d’altra parte sappiamo come è finita per Golia…
Leggi l'articolo integrale su Ecoblog
_____________________

Tratto da  Il Messaggero.it

Elettricità, sorpasso storico delle rinnovabili acqua e vento battono gas e carbone

A maggio prezzi in caduta del 21% rispetto ad un anno fa ma le bollette ne beneficiano solo in parte.

ROMA - Acqua e vento battono gas e carbone. A maggio si è avuto un vero boom dell’energia rinnovabile e prezzi in discesa del 21,5% in un anno. Non solo, ma proprio le rinnovabili per la prima volta nella storia degli anni recenti hanno raggiunto il 51,9% del totale venduto superando il termoelettrico che è invece precipitato al 26% delle vendite (contro quasi il 40% un anno fa). L’Italia, insomma, è sempre più verde.
Acqua e vento. Il sorpasso dell’energia verde capita, non a caso, nel mese di maggio che quest’anno è stato molto piovoso. E infatti l’energia idroelettrica venduta è aumentata del 46,5%. Ma l’eolico è raddoppiato con un aumento del 107% e l’insieme delle rinnovabili ha fatto registrare il massimo storico di quasi 14 milioni di kilowattora (media oraria).

Leggi l'articolo integrale

26 maggio 2013

Energy transition:I COSTI SANITARI DEL CARBONE

 Tratto da Energy transition

I COSTI SANITARI DEL CARBONE

05 Apr 2013   by Craig Morris  
Coloro che si oppongono alle  turbine eoliche affermano  che uccidono decine di migliaia di uccelli ogni anno. Quanti uccelli sono morti per le emissioni delle centrali a carbone? La domanda viene posta di rado, ma Craig Morris ha seguito il problema per più di un decennio e trova che  il numero di vittime umane provocate  dalle  centrali a carbone è molto più grande del numero di uccelli uccisi dalle turbine eoliche.

sheep under photovoltaic panels


Anche se mi sono fermato sotto centinaia di turbine eoliche dalla California a Rügen, non ho mai visto un uccello morto sotto una di esse, ma si  stima  che ogni turbina uccida una coppia di uccelli ogni anno.
Quasi dieci anni fa un giorno, mi sono chiesto perché contiamo gli uccelli uccisi dalle turbine eoliche, e non quelli  a causa di altre forme di energia.C'erano pochissime statistiche sui decessi di uccelli provenienti da emissioni delle centrali a carbone in quel  momento, e abbiamo ben poco  anche oggi.

Noi abbiamo parecchie stime di esseri umani che muoiono a causa dell' inquinamento del carbone. Per esempio, proprio questo mese,  un rapporto dell' India ha stimato  che più di 100.000 persone sono morte in India a causa  delle  emissioni di centrali a carbone ogni anno. Questo è  l'impatto sulla salute, non il costo  dell'inquinamento che provoca  anche un considerevole   riscaldamento globale (e non si vuole sapere quanto  il riscaldamento globale ci costerà).

In Alberta, Canada, abbiamo anche una  recente stima di "100" morti premature ogni anno in provincia a causa  delle  centrali a carbone.Leggi(
Use of coal power costs $300-million a year in health expenses: report)
 
Nel 2011, gli esperti della Harvard University hanno prodotto uno studio per gli Stati Uniti, e anche se non ha fornito una stima del numero di decessi annui, ma ha messo un cartellino del prezzo sul costo sanitario  di carbone: 345 miliardi di dollari ogni anno. In termini di ogni kilowattora prodotto, ulteriori 18 centesimi dovrebbero essere aggiunti per coprire questi costi esterni, rendendo  le centrali a carbone più costoso di quasi tutto il resto - compreso il fotovoltaico.

External Costs of Electricity
L'anno scorso, Breen Budge ha  stimato per la  Germania  (PDF) il
costo delle centrali a carbone compresi i costi  esterni e trovato che
ulteriori 0,12 € dovrebbero essere aggiunti al prezzo,pari a circa
 0,15 centesimi - non lontano da stima della Harvard University 
dal 2011.

Non nascondo che - ogni tecnologia ha un impatto sull'ambiente. 

 Le turbine eoliche sono visibili e occupano spazio -  
approssimativamente circa 30 metri quadrati alla base. Questa è la
 cosa peggiore che si può dire su di loro. I terreni agricoli e le foreste
  continuano indisturbati tra le turbine , e quando non abbiamo 
bisogno di più di loro, possiamo smantellarle , riciclare la maggior
 parte del materiale, e   la natura  riconquistare rapidamente il 
piccolo appezzamento di terreno lasciato libero  dalle turbine.