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27 gennaio 2019

INIZIATIVA CONGIUNTA DEI MINISTRI DELL'AMBIENTE S. Costa E DELLA SALUTE G.Grillo

Tratto da Crema News
Iniziativa congiunta dei ministri dell' Ambiente  Sergio Costa e della Salute  Giulia Grillo



Regione, 26 gennaio 2019
"Giulia Grillo e Sergio Costa convocheranno nelle prossime settimane i presidenti delle Regioni per discutere di qualità dell'aria. I dati recentemente diffusi dall'Agenzia Europea dell’Ambiente attestano che il 95% dei cittadini europei a rischio di malattie per polveri ultrasottili pm 2.5, biossido d’azoto e ozono vivono nel nord del Paese. Che si siano mossi in sinergia i Ministeri di Ambiente e Salute è particolarmente significativo e attesta che finalmente a Roma sta cambiando qualcosa nell'interesse dei cittadini.L'inquinamento atmosferico si vince con politiche ambientali e di tutela della salute pubblica sinergiche...
 Dalla pagina Facebook di Giulia Grillo:
"Pianura padana: basta ammalarsi e morire di mal d’aria. È ora di agire tutti insieme! Per questo di concerto con il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, abbiamo deciso di convocare il tavolo per la qualità dell’aria, invitando nelle prossime settimane i governatori di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e con loro i sindaci dei grandi centri urbani di queste regioni, per trovare un nuovo accordo che preveda misure e azioni sempre più efficaci a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. I dati recentemente diffusi dall'Agenzia Europea dell’Ambiente attestano che il 95% dei cittadini europei a rischio di malattie per polveri ultrasottili pm 2.5, biossido d’azoto e ozono vivono nel nord del Paese. In Italia, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Istituto Superiore della Sanità, ogni anno si registrano tra le 85mila e le 90mila morti premature causate dall'inquinamento, la maggior parte nelle regioni della pianura padana, una delle zone più inquinate d’Europa e del mondo. Anche per questo l’Italia è sotto infrazione europea per la qualità dell’aria. Il Ministero dell’Ambiente sta firmando protocolli con le regioni maggiormente coinvolte per azioni strutturali mirate a migliorare la qualità dell’aria. Ma è giusto agire insieme perché quello dello smog è un problema di ambiente e di salute. Secondo il rapporto Legambiente Onlus Mal’Aria, nel 2018 sono stati superati i limiti di legge in ben 55 capoluoghi di provincia in Italia e Brescia risulta la città più inquinata della Penisola. È tempo di agire tutti per intraprendere senza esitazione i cambiamenti necessari. L’aria e la salute sono un bene comune! La lotta all'inquinamento e ai cambiamenti climatici non deve vederci divisi ma uniti. Per noi, per i nostri figli, per il nostro futuro. Tutti insieme per la salute e l’ambiente dei nostri cittadini. Basta #MALaria".Fonte tabella: http://maps.who.int/airpollution/

24 giugno 2018

ISDE : Possibili conseguenze dell’applicazione del Decreto Martina – la comunicazione di ISDE Italia ai Ministri dell’Ambiente, della Salute ....


Tratto da ISDE 

Possibili conseguenze dell’applicazione del Decreto Martina – la comunicazione di ISDE Italia ai Ministri dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche Agricole


Il “Decreto Martina” impone l’utilizzo di pesticidi di riconosciuta dannosità in assenza di certezze sulla reale efficacia di queste sostanze tossiche nel controllo della diffusione della xylella fastidiosa. Per tali motivi ISDE Italia ha scritto ai Ministri dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche Agricole chiedendo di valutare l’abrogazione del Decreto e, nel medio-lungo termine, una revisione della normativa vigente sull’uso dei pesticidi e misure finalizzate a garantire un’agricoltura che sia strumento di progresso economico, di tutela dell’ambiente, della salubrità degli alimenti e della biodiversità e non veicolo per la sottrazione di diritti e per l’incremento del rischio sanitario.

11 luglio 2014

Peacelink :Quando i bambini morti non fanno notizia

Tratto da Peacelink

Quando i bambini morti non fanno notizia


A morire di inquinamento e di rifiuti tossici sono soprattutto i piccoli, ma pochi media italiani lo rivelano. Meno male che c'è France24.
10 luglio 2014 - Patrick Boylan

L'emittente d'oltralpe "France24" ha mandato in onda il 3-7-2014 una esemplare denuncia, nello stile dReport, del disastro ambientale nella Terra dei Fuochi. Il Reportage francese (visibile qui) ha elogiato il governo italiano per aver voluto diagnosticare le ricadute dell'inquinamento sulla salute dei campani – prima azione concreta in decenni in quella zona –

“Il Ministro della Salute – conclude Mendoza –sembra non voler ammettere il legame tra inquinamento e cancro...in particolare nei bambini, come quelli di cui abbiamo visto le immagini sui cartelli esibiti dai genitori in lutto."
Per combinazione, lo stesso giorno, l'Istituto superiore di sanità (ISS) ha fatto conoscere alla stampa un suo studio epidemiologico, lungamente ostacolato 

(Salute, bambini a rischio tra discariche e veleni: c’è uno studio, nessuno lo finanzia) dal governo e di cui PeaceLink ha fornito, in passato, anticipazioni (Sentieri, ecco i dati che il ministro della Salute non rende noti) spiegazioni.(La città ritrovata)


Ora è ufficiale: per via dell'inquinamento ambientale, c'è stato, rispetto alle medie regionali, un aumento della mortalità infantile del 13% nella Terra dei Fuochi e di ben il 21% a Taranto! I manifestanti tarantini raffigurati nelle foto qui sopra avevano dunque ragione.
 A morire dell'inquinamento dell'Ilva sono soprattutto i loro piccoli...........

.....Troviamo  l'ennesima conferma che la lotta per la pace e la lotta per un ambiente sostenibile sono la stessa lotta, perché combattano lo stesso avversario: l'oligarchia economico-finanziaria che vuole estendere il suo potere:
  • verticalmente nel paese, calpestando le tutele sindacali e ambientali per meglio sfruttare i lavoratori e il territorio, e
  • orizzontalmente nel mondo, calpestando, anche militarmente, il diritto internazionale e la sovranità dei paesi, per meglio sfruttare la loro manodopera e le loro materie prime......
Leggi su  Peacelink l'articolo integrale

02 luglio 2013

Ministro Lorenzin ci parli dello stile di vita di Francesco di Marcenise: 8 anni ed è morto di cancro



Tratto da  Orticalab

Ministro Lorenzin ci parli dello stile di vita di Francesco: 8 anni ed è morto di cancro

La reazione dei campani alle valutazioni sull’incidenza del male


Ieri è morto anche Francesco a soli otto anni. Sarebbe interessante comprendere quale possa essere stato lo stile di vita che gli ha fatto venire il cancro. Francesco era di Marcianise, questo si sa e poco altro. Questo basta. Padre Maurizio Patriciello, quello della Terra dei Fuochi .....,chiede per Francesco i funerali di stato, perché la sua morte e quella di tanti altri bambini è una morte annunciata. 
Così come lo è quella di centinaia di migliaia di persone, uomini, donne, bambini, vittime di una sporca guerra per danaro che va a avanti da anni in Campania.
Per questo i campani si sono arrabbiati non poco ascoltando il ministro Lorenzin che ha dichiarato:«Ci sono altre questioni sanitarie in queste zone che dipendono anche dagli stili di vita» parlando della incidenza dei tumori.  
Difficile avere uno stile di vita sano quando i frutti della terra e del pascolo sono contaminati a monte, quando respiri aria inquinata da fumi e amianto. Difficile parlare di stile di vita, poi, se si hanno soli otto anni, o non si è ancora nati. 
I bambini nascono già malati, c’è una emergenza ed è un fatto, non bisognerebbe aspettare gli esiti delle indagini. «Davanti a rifiuti speciali che bruciano non c’è alcuna evidenza scientifica da ricercare e dimostrare, ma c’è solo l’esigenza di intervenire» lo scrive Angelo Ferrillo, il fondatore del sito La terra dei fuochi che anni denuncia l’emergenza tossica in Campania.

Insomma di quali stili di vita parliamo? Cara Lorenzin glielo chiedo anche io che ho avuto un linfoma: quale sarebbe il mio stile di vita errato che mi ha procurato il cancro?.......
 Perché se in una Regione, ed in particolare in alcune zone di quella regione c’è una incidenza maggiore di alcune patologie che hanno una stretta connessione con l’inquinamento ambientale,allora c’è poco da dire sullo stile di vita, c’è da agire senza aspettare risultati di fantomatiche indagini, e commissioni e senza formulare giudizi frutto del pregiudizio. Inoltre le indagini già ci sono e già provano questo dato.
Un ministro della salute non dovrebbe dire ai cittadini: vi ammalate perché vivete male, questa è una tautologia offensiva, allo stesso modo non dovrebbe permettersi di dire: vi ammalate per colpa vostra, perché il vostro stile di vita non è sano. E’ un discorso discriminatorio e razzista che nessuno merita. Non lo meritiamo perché non abbiamo nulla di diverso dagli abitanti di altre regioni , e perché si parla di gente che muore, di intere famiglie sterminate dal cancro perché vivono in prossimità di discariche. Si parla di bambini piccoli che muoiono per il cancro.
Padre Patriciello ha lanciato una mobilitazione pacifica online: «È possibile andare sulla bacheca del ministro della Salute e lasciarle un messaggio. Fatelo tutti. Fatele sapere che le sue parole per noi sono colpi di pistola. Più pericolosi di mille trappole messe insieme. Beatrice Lorenzin parla per sentito dire. Ma questo è un lusso che un ministro non si può permettere. Ascolti i diretti interessati. Venga sul posto a rendersi conto di persona. Sappia che a Marcianise (Caserta) questa mattina – domenica 30 giugno – si è spento Francesco, 8 anni. Di che malattia? La domanda per noi è inutile e retorica. 
Ha capito il Ministro? Francesco aveva solo 8 anni. Non fumava. Non beveva. Non era obeso. Bombardiamo il ministro di messaggi. In un Paese democratico, un ministro al malessere e alla paura dei cittadini, risponde. Staremo a vedere che succede con l’onorevole Lorenzin». Sì, staremo a vedere. Speriamo di non vedere solo altri morti.
Leggi l'articolo integrale su Orticalab
Tratto da  Marcianise .info

Bambino capodrisano di 8 anni muore di cancro. Padre Patriciello: ” Basta con lo scempio criminale delle nostre terre”

Di seguito la lettera a firma del parroco di Caivano Maurizio Patriciello pubblicata su facebook: “Si chiamava F.D.C.. Aveva solo 8 anni ed è già volato via. Nel suo paese, Capodrise, lunedì 1 luglio si terranno i funerali. Quanti piccoli stanno pagando con la vita la stoltezza dei grandi! Queste bare bianche gridano al mondo il dolore e lo sdegno dei campani. 
Nelle province di Napoli e Caserta è in atto una vera e propria “ strage degli innocenti”. Erode non è morto. Erode non muore mai. Rachele piange e non vuole essere consolata. Basta con lo scempio criminale delle nostre terre. Basta con le bugie di tanti – troppi – politici ignavi o corrotti che pensano solo a far carriera. Basta con la vecchia, insopportabile barzelletta che in questa fascia di territorio che siamo costretti ad abitare, si muore di più di tumore e leucemia perché “fumiamo, mangiamo male e non sappiamo curarci”
Chiediamo aiuto ai medici. Ai professori universitari delle facoltà di Medicina. Ai luminari della scienza di qualsiasi colore politico o fede religiosa. Ai campioni di umanità. Agli amanti del creato e della vita. Chiediamo loro di venirci incontro per smascherare con le armi della vera scienza, questa menzogna che ci condanna a morte. Chiediamo a tutti i campani di buona volontà, impauriti come noi, di farsi avanti e dare il proprio contributo. Non possiamo far finta di nulla. Se Francesco, Delia, Agostino, Riccardo, Mesia, Luca, Alessia, Tina, Francesca, Maurizio, Gioacchino, Sossio, Luigi, Luciano, Cinzia, Franco, Italo, Salvatore, Pasquale e tantissimi altri sono morti anche per lo scempio che si è fatto e ancora si fa delle nostre terre, lo Stato lo deve ammettere con chiarezza. Senza tentennamenti e senza ipocrisie. Senza reticenze e senza bugie. Chiediamo al Capo del Governo di rimediare alla gaffe del ministro della salute, Beatrice Lorenzin. 
 Gli chiediamo di chiedere scusa ai genitori di Francesco e a tutti noi che stiamo soffrendo per colpe mai commesse. 
 Ma gli chiediamo, soprattutto, di prendere finalmente in mano questa orribile, grottesca, dolorosissima situazione e iniziare seriamente a porvi adeguato rimedio”. 
Padre Maurizio Patriciello 
Leggi l'articolo integrale su  Marcianise .info

29 aprile 2013

L'economia che brucia ambiente e salute:ogni anno perdiamo cifre enormi

Ai nuovi  Ministro dell' Ambiente Andrea Orlando  e   Ministra della Salute  Beatrice  Lorenzin,nel secondo giorno dalla loro firma,dedichiamo questo nuovo importante  rapporto economico 
L' ECONOMIA CHE BRUCIA AMBIENTE E SALUTE
  Natural Capital at Risk - The Top 100 Externalities of Business : 
Nella combustione di carbone i costi sociali  ed i costi sanitari connessi all'inquinamento dell' aria superano il valore della produzione...
Immagine tratta da facebook del Dot.Ghirga  Medico Isde
 Tratto  da Greenreport
Nella combustione di carbone i costi sociali superano il valore della produzione

L'economia che brucia ambiente e salute: ogni anno perdiamo 4.700 miliardi di dollari

Le esternalità negative del "business as usual” sui servizi eco sistemici rendono sempre più urgente la transizione alla green economy

Il rapporto Natural Capital at Risk - The Top 100 Externalities of Business, presentato.... a New Delhi, analizza le 100 principali esternalità ambientali negative globali, sintetizzando un risultato impressionante. La stima è che tali esternalità «Stanno costando all'economia mondiale circa 4.700 miliardi
dollari all'anno in termini di costi economici che vanno delle emissioni di gas serra, alla perdita di risorse naturali, alla perdita di servizi basati sulla natura come lo stoccaggio del carbonio da parte delle foreste, i cambiamenti climatici e dei costi sanitari connessi all'inquinamento dell'aria».

Diversi limiti planetari sono ormai molto vicini al punto di non ritorno, tanto che  alcuni sostengono che abbiamo già superato i confini della sostenibilità per quanto riguarda la biodiversità globale, il ciclo dell'azoto ed il  clima.
 La vera causa di tutto questo è l'attuale modello economico globale e il relativo uso delle risorse.
Le imprese oggi rappresentano i due terzi della nostra economia e dell'uso delle risorse e sono responsabili della maggior parte dei fattori di stress globali dei limiti planetari: un utilizzo scriteriato
delle risorse che si trasforma in esternalità negative del "business as usual". Esternalità che sono diventate troppo grandi per poterle ignorare, visto che Principles for Responsible Investment del 2010 parla di 2.100 miliardi dollari per le 3.000 società quotate più grandi del mondo.
Pavan Sukhdev, presidente del Board di Teeb for Business Coalition afferma: «Abbiamo bisogno senza dubbio di cambiare il modo di fare
business, ma non si può gestire ciò che non misuriamo, e al momento solo una manciata di aziende misura le esternalità. La risoluzione di questo nodo è il cuore della green economy e della stessa sostenibilità».............

Lo studio classifica i principali 100 impatti in ogni settore, suddivisi per regione, per fornire una piattaforma per le aziende e gli investitori per valutare l'esposizione del capitale naturale privo di prezzo, sia direttamente che tramite le catene di approvvigionamento che delle holding.
I risultati che emergono sono:
..La maggior parte dei costi delle esternalità ambientali provengono dalle emissioni di gas serra (38%), seguite dall'utilizzo dell'acqua (25%), dall'utilizzo del territorio (24%), dall'inquinamento dell'aria (7%), dall'inquinamento di suolo ed acque (5%) e dai rifiuti (1%).


I settori di maggiore impatto per regione includono globalmente: la combustione del carbone in Asia orientale e in Nord America, rispettivamente al primo e terzo posto, stimate in 453 miliardi di dollari all'anno nell'Asia Orientale e 317 miliardi di dollari in Nord America.
 Gli impatti consistono nelle emissioni di gas serra, nonché nei costi sanitari e altri danni dovuti all'inquinamento atmosferico. In entrambi i casi, questi costi sociali superato il valore della produzione del settore......

Per Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma per l'ambiente dell'Onu (Unep), «Le aziende lungimiranti stanno già riconoscendo che la chiave per la competitività in un mondo con risorse sempre più limitate dipenderà in gran parte dall'aumento dell'efficienza delle risorse naturali e nel ridurre l'impronta inquinante. 
 I numeri in questo rapporto sottolineano l'urgenza, ma anche le opportunità per tutte le economie di una transizione ad una green economy nel contesto dello sviluppo sostenibile e dell'eliminazione della povertà».

Leggi l'articolo integrale 
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Leggi su QualEnergia 

Idee e ricette sull'energia per il Governo Letta

La tematica energetica è una delle più delicate che il nuovo Governo dovrà affrontare. L'azione dovrà essere orientata a un vero rilancio dell’occupazione, dare respiro alle imprese, ridurre le bollette dei cittadini, limitare l’import: ristrutturazione del sistema elettrico in overcapacity, regole per fotovoltaico e rinnovabili elettriche, sviluppo delle termiche e dell'efficienza energetica, soprattutto in edilizia.  QUI L'editoriale di Gianni Silvestrini.

22 novembre 2010

1)ISDE Italia news:RADIO VATICANA E LE ONDE ELETTROMAGNETICHE che UCCIDONO 2) Ma la prevenzione primaria chi la fa?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

Numero 416 (17 Novembre 2010)

SEGNALAZIONI DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE E DEI LETTORI

RADIO VATICANA E LE ONDE ELETTROMAGNETICHE che UCCIDONO
(Ultime notizie)
Fonte: Coordinamento dei Comitati di Roma Nord.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, a seguito delle conclusioni della perizia epidemiologica condotta dal proprio consulente tecnico d’ufficio dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha dichiarato concluso l’incidente probatorio che era stato richiesto nel 2006 dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito del procedimento penale indiziario in corso nei confronti dei responsabili della Radio Vaticana ed ha rimesso gli atti al sostituto Procuratore della Repubblica che istituirà il processo penale formale. Dopo 10 anni dall’inizio della vicenda penale, i risultati sconvolgenti della perizia epidemiologica (Studio Marconi), durata oltre 4 anni, dimostrano “un’associazione coerente, importante e significativa” di rischio di morte per leucemia o di rischio di ammalarsi di leucemia, linfoma e mieloma per lunga esposizione residenziale alla Radio Vaticana fino a 12 km di distanza da questa.

Il perito del Tribunale ha affermato: “l’eccesso di rischio è clamorosamente alto… L’effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso… I risultati ottenuti sono assolutamente impressionanti… Non siamo stati in grado di trovare un fattore di causa diverso dalla Radio Vaticana… Non si può non pensare che lì sia successo qualcosa di importante per la vita di quelle persone, che non è spiegabile con altra causa che non siano le emissioni della Radio Vaticana… I risultati hanno a che fare con la dislocazione in cui queste persone hanno abitato nella loro vita e questi bambini hanno abitato nel loro periodo di vita… Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, soltanto negli studi epidemiologici relativi alle zone che hanno subito gli effetti dell’esplosione di una bomba atomica.”


Lo studio di mortalità ha analizzato i decessi per tutte le età avvenuti negli anni dal 1997 al 2003 per quelle patologie ed ha esaminato i 20 anni di storia abitativa antecedenti la data della morte, determinando, fino a 12 km dalla Radio Vaticana, un fattore di rischio di morte per leucemia 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza ed un fattore di rischio pari a 1,7volte se si considerano tutte le patologie tumorali del sistema emolinfopoietico (leucemie, linfomi, mielomi).
Tale rischio sale rispettivamente a 6,6 volte e a 2,2 volte fra 6 e 12 km.
Questo si traduce in circa 3 casi stimati di morte per esposizione residenziale alla Radio Vaticana per ciascuno dei 7 anni di studio.

Lo studio di incidenza ha analizzato i casi di leucemie, linfomi e mielomi nei bambini da 0 a 14 anni avvenuti negli anni dal 1989 al 2005 ed ha esaminato l’intera storia abitativa individuale antecedente la data in cui si è manifestata la patologia, determinando, fino a 12 km dalla Radio Vaticana, un fattore di rischio di ammalarsi di quelle patologie da 4,1 a 4,7 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza. Il rischio sale fino a 6,9 volte se si considerano solo i bambini di età maggiore di un anno. Questo si traduce in circa 1 caso stimato di leucemia o linfoma per esposizione residenziale a Radio Vaticana per ciascuno dei 17 anni di studio.

Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord chiede alle autorità nazionali e locali:

1) - l’immediata sospensione delle trasmissioni della Radio Vaticana e la sua delocalizzazione in un luogo in cui non possa accrescere il rischio di morte e di malattie per gli esseri umani, oppure l’abbandono totale di questa obsoleta tecnologia in favore della diffusione satellitare dei propri programmi radiofonici;

2) - l’immediato blocco del rilascio di concessioni edilizie nel territorio oggetto di indagine;

3) - l’istituzione nello stesso territorio di un controllo sanitario pubblico specifico di diagnosi delle patologie in esame, attraverso cui indirizzare urgentemente gli ammalati nei centri clinici specializzati per la cura;

4) - l’istituzione di un registro dei tumori nel territorio oggetto dell’indagine epidemiologica.

Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord rileva la situazione paradossale in cui si è venuto a trovare in questa triste vicenda il Prof. Umberto Veronesi che, da una parte è tenace fautore della prevenzione delle malattie oncologiche (“occorre mangiare meno carne”), dall’altra è pass,ato da Ministro della Salute, durante il cui mandato istituì il Gruppo di Studio Ministeriale che, con il Rapporto ISTISAN 25/2001 dell’Istituto Superiore di Sanità, contrastò duramente i risultati dei primi due studi epidemiologici condotti nel territorio limitrofo agli impianti della Radio Vaticana dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio e dall’Università di Firenze, a consulente tecnico del collegio di difesa dei responsabili dell’emittente della Santa Sede.

Info: cittadiniattivi@libero.it

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Tratto da UNONOTIZIE

Presentazione a Viterbo del registro tumori. Ma la prevenzione primaria chi la fa?

Nulla si è detto sulla prevenzione primaria contro i tumori, su come evitare che ci possa ammalare, limitandosi a contare morti e malati, quando ormai sarà troppo tardi. Perché i sindaci non pretendono che vengano misurate continuamente le emissioni al camino di tutte le fonti più inquinanti per poterle mettere in relazione con le analisi sui tessuti tumorali dei nostri malati?


Il Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia e il Movimento no coke Alto Lazio erano presenti alla conferenza stampa di presentazione del Registro Tumori provinciale presso la sede ASL di Viterbo.
La loro presenza è stata subito sgarbatamente contestata dal Sindaco di Tarquinia, che ha dimostrato un certo timore e che (in un comprensorio avvelenato da 7000 MW di corrente elettrica prodotta anche bruciando il peggior carbone, il peggio olio combustibile e un po di gas), ha cercato di spostare l 'attenzione sottolineando, nel suo intervento, che bisogna mettere bene a fuoco le responsabilità degli agricoltori, lasciando intendere che il registro avrà questo tra i suoi obiettivi principali.

La cosa che non ha detto però, (e i responsabili del Comitato l hanno prontamente comunicata in particolare all Assessore della Provincia di Viterbo presente), è che il Sindaco di Tarquinia, insieme ai sindaci dei Comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Allumiere e Tolfa, stanno ricevendo tanti soldi dall 'ENEL e i soldi dell inquinatore non dovrebbero finanziare il Registro dei Tumori, così come non possono finanziare il nuovo Osservatorio Ambientale, nato per iniziativa del Ministero dell Ambiente dopo le denunce dei cittadini.

Dopo aver attentamente ascoltato le parole del responsabile del futuro Registro dei Tumori, i rappresentanti del Comitato di Tarquinia hanno posto alcune domande stringenti.

Anzi le uniche domande, che la stampa presente non ha fatto, ai responsabili del progetto del Registro.

Dalle risposte ricevute è emerso che il registro comincerà a dare indicazioni sul tipo di patologie tra vari anni, durante i quali le centrali termoelettriche di Civitavecchia e Montalto di Castro potranno tranquillamente inquinare.

I rappresentanti del Comitato hanno evidenziato, in particolare, che nel comunicato stampa di invito alla conferenza si parla solo di diagnosi e terapie da mettere a punto in base alle risultanze del Registro,
nulla si dice e nulla è stato detto riguardo agli inquinatori, che oggi con metodiche scientifiche possono essere individuati.


Basterebbe volerlo e organizzare il Registro e le indagini epidemiologiche di conseguenza.


Nulla si è detto sulla prevenzione primaria, contro i tumori, su come evitare che ci possa ammalare, limitandosi a contarne i morti e malati, quando ormai sarà troppo tardi. Perché i sindaci non pretendono che vengano misurate continuamente le emissioni al camino di tutte le fonti più inquinanti per poterle mettere in relazione con le analisi sui tessuti tumorali dei nostri malati?
Chiediamoci tutti, perché il sindaco del comune di Tarquinia non protegge gli interessi e la salute dei suoi concittadini?

Questa storia noi cittadini dell 'Alto Lazio l' abbiamo già sentita, Brindisi docet,in una terra violentata dalla presenza della centrale a carbone, si è tentato di dare la colpa, dell inquinamento diffuso, agli agricoltori.
La teoria introdotta dal sindaco Mazzola, risulta alquanto azzardata, sulla ipotetica relazione, che vi sarebbe, come possibile causa dei tumori della nostra provincia, che possa provenire dall' agricoltura,
dimenticando quanta responsabilità in primis avrebbe la matrice ambientale e quella proveniente dalla qualità dell'aria di un dato territorio

Ricevere denaro per le compensazioni economiche non da diritto a nessuno, neanche ad un sindaco di calpestare le verità e gli studi provenienti e riconosciuti da tutto il mondo scientifico.

Gli agricoltori non pagano compensazioni, è più facile prendersela con loro?

Movimento no coke Alto Lazio
Comitato cittadini liberi