Iniziativa congiunta dei ministri dell' Ambiente Sergio Costa e della Salute Giulia Grillo

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combustione di carbone i costi sociali ed i costi sanitari connessi all'inquinamento dell' aria superano il valore della produzione...| Immagine tratta da facebook del Dot.Ghirga Medico Isde |
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A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente
Numero 416 (17 Novembre 2010)
SEGNALAZIONI DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE E DEI LETTORI
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, a seguito delle conclusioni della perizia epidemiologica condotta dal proprio consulente tecnico d’ufficio dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha dichiarato concluso l’incidente probatorio che era stato richiesto nel 2006 dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito del procedimento penale indiziario in corso nei confronti dei responsabili della Radio Vaticana ed ha rimesso gli atti al sostituto Procuratore della Repubblica che istituirà il processo penale formale. Dopo 10 anni dall’inizio della vicenda penale, i risultati sconvolgenti della perizia epidemiologica (Studio Marconi), durata oltre 4 anni, dimostrano “un’associazione coerente, importante e significativa” di rischio di morte per leucemia o di rischio di ammalarsi di leucemia, linfoma e mieloma per lunga esposizione residenziale alla Radio Vaticana fino a 12 km di distanza da questa.
Il perito del Tribunale ha affermato: “l’eccesso di rischio è clamorosamente alto… L’effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso… I risultati ottenuti sono assolutamente impressionanti… Non siamo stati in grado di trovare un fattore di causa diverso dalla Radio Vaticana… Non si può non pensare che lì sia successo qualcosa di importante per la vita di quelle persone, che non è spiegabile con altra causa che non siano le emissioni della Radio Vaticana… I risultati hanno a che fare con la dislocazione in cui queste persone hanno abitato nella loro vita e questi bambini hanno abitato nel loro periodo di vita… Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, soltanto negli studi epidemiologici relativi alle zone che hanno subito gli effetti dell’esplosione di una bomba atomica.”
Lo studio di incidenza ha analizzato i casi di leucemie, linfomi e mielomi nei bambini da 0 a 14 anni avvenuti negli anni dal 1989 al 2005 ed ha esaminato l’intera storia abitativa individuale antecedente la data in cui si è manifestata la patologia, determinando, fino a 12 km dalla Radio Vaticana, un fattore di rischio di ammalarsi di quelle patologie da 4,1 a 4,7 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza. Il rischio sale fino a 6,9 volte se si considerano solo i bambini di età maggiore di un anno. Questo si traduce in circa 1 caso stimato di leucemia o linfoma per esposizione residenziale a Radio Vaticana per ciascuno dei 17 anni di studio.
Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord chiede alle autorità nazionali e locali:
1) - l’immediata sospensione delle trasmissioni della Radio Vaticana e la sua delocalizzazione in un luogo in cui non possa accrescere il rischio di morte e di malattie per gli esseri umani, oppure l’abbandono totale di questa obsoleta tecnologia in favore della diffusione satellitare dei propri programmi radiofonici;
2) - l’immediato blocco del rilascio di concessioni edilizie nel territorio oggetto di indagine;
3) - l’istituzione nello stesso territorio di un controllo sanitario pubblico specifico di diagnosi delle patologie in esame, attraverso cui indirizzare urgentemente gli ammalati nei centri clinici specializzati per la cura;
4) - l’istituzione di un registro dei tumori nel territorio oggetto dell’indagine epidemiologica.
Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord rileva la situazione paradossale in cui si è venuto a trovare in questa triste vicenda il Prof. Umberto Veronesi che, da una parte è tenace fautore della prevenzione delle malattie oncologiche (“occorre mangiare meno carne”), dall’altra è pass,ato da Ministro della Salute, durante il cui mandato istituì il Gruppo di Studio Ministeriale che, con il Rapporto ISTISAN 25/2001 dell’Istituto Superiore di Sanità, contrastò duramente i risultati dei primi due studi epidemiologici condotti nel territorio limitrofo agli impianti della Radio Vaticana dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio e dall’Università di Firenze, a consulente tecnico del collegio di difesa dei responsabili dell’emittente della Santa Sede.
Info: cittadiniattivi@libero.it
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Tratto da UNONOTIZIE
nulla si dice e nulla è stato detto riguardo agli inquinatori, che oggi con metodiche scientifiche possono essere individuati.
Chiediamoci tutti, perché il sindaco del comune di Tarquinia non protegge gli interessi e la salute dei suoi concittadini?
dimenticando quanta responsabilità in primis avrebbe la matrice ambientale e quella proveniente dalla qualità dell'aria di un dato territorio