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12 novembre 2017

Danni ambientali che provocano tossicità, malattie e morte:‘Chi inquina paga’ diventera' davvero realtà ?


Tratto da quicosenza.it
Danni ambientali che provocano tossicità, malattie e morte: da oggi “chi inquina paga” diventa realtà
 26 ottobre 2017
BRUXELLES – Approvata con 502 voti a favore, 74 contrari e 35 astenuti, la relazione per implementare e rafforzare l’efficacia della direttiva europea sulla responsabilità ambientale a firma di Laura Ferrara, eurodeputata del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della commissione giuridica (JURI) del Parlamento Europeo, ha avuto, oggi, l’ok definito del Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo. Dopo aver incassato la maggioranza, tre settimane fa, nella commissione competente, con il voto di oggi il testo Ferrara sulla responsabilità ambientale basato sul concetto del ‘Chi inquina paga’ diventa definitivamente realtà. “Un ottimo risultato di cui beneficeranno tutti i cittadini europei – ha commentato a caldo Ferrara – perché ora si riuscirà ad agire per fare in modo che chi violenta l’ambiente, con le conseguenze tristemente note sulla salute umana, se ne assuma le responsabilità e ne risponda. La relazione nasce da un grande lavoro di studio e di ascolto di cittadini ed esperti  sull’attuazione della direttiva europea sulla responsabilità ambientale perché il mio e nostro scopo era quello di rendere più efficace la disciplina comune per la prevenzione e la riparazione del danno ambientale, così che abbia costi ragionevoli per la società e che si basi sul principio del ‘chi inquina paga’”.
Estensione della nozione di danno ambientale (ora circoscritto alle specie, agli habitat naturali protetti, alle acque e al terreno) anche all’inquinamento atmosferico; considerazione, all’interno del concetto di danno ambientale, dei nuovi e sempre maggiori fattori inquinanti causati da attività industriali e di come questi influiscono sull’organismo umano; obbligatorietà degli strumenti di garanzia finanziaria, come le assicurazioni a carico degli operatori; creazione di un Fondo europeo per la protezione dell’ambiente dai danni causati dall’attività industriale al fine di garantire la reale copertura dei costi di risanamento; istituzione di un registro per gli operatori che svolgono attività pericolose; sistema di monitoraggio finanziario per assicurare che gli operatori siano solvibili, così da evitare che, come spesso accade, gli inquinatori, una volta causato il disastro, dichiarino fallimento ed evitino di risarcire il danno causato. Questi i punti salienti del testo, ma non finisce qui. In base alla relazione approvata, infatti, la Commissione Europea è chiamata a incrementare e a migliorare il suo programma di formazione degli amministratori locali così da arrivare ad una omogeneità dell’applicazione delle regole comunitarie in tutta l’Unione, e vengono messi in cantiere sistemi di premialità come “sgravi fiscali o altre iniziative per le aziende che si impegnano con successo nella prevenzione dei danni ambientali. Così che tutti – ha concluso Ferrara – si sentano davvero responsabili dell’ambiente e coinvolti nella sua salvaguardia”.

16 marzo 2017

Responsabilità ambientale, cittadini stanchi di ‘sborsare’ dalle proprie tasche: chi inquina deve pagare.

Responsabilità ambientale, cittadini stanchi di ‘sborsare’ dalle proprie tasche: chi inquina paga.

E’ quanto dichiarato da Laura Ferrara in un workshop tenutosi in Parlamento sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale.


BRUXELLES – “I cittadini sono stanchi di dovere sempre pagare di tasca propria con le tasse o, peggio, rimettendoci la salute, per i danni all’ambiente causati dalle industrie inquinanti. Per questo ci stiamo impegnando per fare capire all’Europa che chi inquina deve pagare”, è quanto afferma l’eurodeputata M5S Laura Laura FerraraFerrara, al termine del workshop sull’implementazione della direttiva sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale che ha organizzato ieri al Parlamento europeo di Bruxelles. “Dopo un primo scambio di vedute con la Commissione europea e con i colleghi parlamentari, ho ritenuto utile e opportuno coinvolgere esperti del settore, di tutta Europa, per raccogliere i diversi punti di vista, le critiche, le proposte e le best practices – ha dichiarato Laura Ferrara, che è relatrice per la commissione giuridica del rapporto di implementazione della direttiva sul danno ambientale.- Abbiamo trattato diversi aspetti della direttiva e sono emerse le criticità ma anche diversi spunti per un intervento migliorativo della stessa.
In particolare è stata condivisa la necessità di non lasciare solo nelle mani della politica le questioni ambientali. Occorre infatti un più ampio coinvolgimento di esperti, giuristi, comunità scientifica e non ultimo, dei cittadini. Ho voluto anche portare all’attenzione del Parlamento europeo, la drammatica esperienza vissuta dai cittadini di territori deturpati dai disastri ambientali, come la Calabria......
Fra le proposte dei relatori, che proveremo ad inserire nel rapporto che presenterò al Parlamento europeo – ha dichiarato l’eurodeputata M5S -vi sono:
– la creazione di un Fondo per la tutela dell’ambiente dai danni causati dall’attività industriale;
– l’introduzione di un registro obbligatorio delle industrie potenzialmente pericolose per l’ambiente, ai sensi della direttiva;
– una banca dati aggiornata dei danni ambientali;
– la promozione della cultura della prevenzione del danno ambientale, attraverso una sistematica campagna di informazione;
– la previsione di sgravi fiscali o altre forme di premialità per le aziende che si impegnano con successo nella prevenzione dei danni ambientali;
– l’introduzione di un’autorità indipendente titolare dei poteri di gestione, controllo nonché dei poteri sanzionatori attribuiti dalla direttiva;
– la previsione di adeguate garanzie finanziarie (assicurazioni) per scongiurare il rischio che le aziende responsabili del danno finiscano per non pagare, vanificando il principio chi inquina paga.
“L’inquinamento della biosfera, come ci ha ricordato il Dott. Ernesto Burgio, presidente del comitato scientifico internazionale dell’ISDE (Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente), sta ormai modificando irrimediabilmente l’epigenoma, ovvero il software che governa il nostro DNA, con conseguenze drammatiche per l’intera popolazione umana, ma soprattutto per i bambini. Tutto questo  – ha concluso Laura Ferrara – ci impone di rafforzare più che mai il nostro impegno a tutela della salute e dell’ambiente per scongiurare che a pagare per i danni ambientali siano sempre direttamente o indirettamente i cittadini”.

24 giugno 2012

Comportamenti omissivi e ..........responsabilità ambientale

Tratto da Alternativa sostenibile

Comportamenti omissivi e responsabilità ambientale
 
La tutela dell'ambiente deve molto all'attività dei giudici che individuano e realizzano gli strumenti idonei a sanzionare comportamenti lesivi dell'integrità ambientale. In altre parole, acque, terra e biosistema richiedono a gran voce pronunce capaci di contemplare esigenze di tutela puntuale e concreta.
L'attuale sviluppo delle attività umane genera la necessità di comprendere il soggetto che deve essere considerato responsabile di un evento lesivo dell'ambiente.
Per questo motivo, la giurisprudenza insieme al Legislatore, ha individuato le modalità operative poter rilevare caso per caso i comportamenti che possono determinare responsabilità in ambito ambientale.
L'imputabilità dell'inquinamento può avvenire per condotte attive, ma anche per condotte omissive e la prova può essere data in via diretta od indiretta, ossia, in quest'ultimo caso, l'Amministrazione pubblica preposta alla tutela ambientale si può avvalere di presunzioni semplici di cui all'art. 2727 Cod. civ., prendendo in considerazione elementi di fatto dai quali possano trarsi indizi gravi e precisi e concordanti che inducano a ritenere verosimile, secondo l'id quod plerumque accidit, che sia verificato un inquinamento e che questo sia attribuibile a determinati autori (Cons. Stato, Sez. V, 16 giungo 2009, n. 3885).
L'obiettivo di tale posizione della giurisprudenza è costituito dalla necessità di individuare la responsabilità ambientale, per le esigenze di effettività della protezione dell'ambiente, ferma la doverosità degli accertamenti indirizzati a individuare con specifici elementi i responsabili dei fatti di contaminazione.