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25 dicembre 2015

Qualenergia Energia rinnovabile vs fossile: i conti inquinati senza le esternalità negative

Tratto da Qualenergia 

Energia rinnovabile vs fossile: i conti inquinati senza le esternalità negative

Il costo dell’energia rinnovabile è già oggi più basso di quello dell’energia prodotta con combustibili fossili se venissero considerate anche le esternalità negative, come la CO2 e le polveri sottili che sono causa ogni anno di decina di migliaia di morti premature. Quali benefici netti per le rinnovabili in Italia? Uno studio di Althesys.
Il costo dell’energia rinnovabile è già oggi più basso di quello dell’energia prodotta con combustibili fossili se, come correttamente si dovrebbe, si considerassero anche le esternalità negative, come le emissioni di anidride carbonica, principale fattore del cambiamento climatico, e le polveri sottili, responsabili di un elevato numero di morti premature ogni anno. Questo afferma in sintesi lo studio Althesys curato dal professor Alessandro Marangoni, dal titolo Il Global Cost dell'energia e gli effetti dello sviluppo delle rinnovabili”.
Secondo questo  studio, nello scenario di sviluppo moderato “Bau- Business as usual”, i benefici netti (benefici - costi, attualizzati al 2015) ammontano a oltre 29 miliardi di euro. Si fa anche l’ipotesi che l’Italia investa di più nelle fonti rinnovabili (scenario di sviluppo accelerato Adp- Accelerated deployment policy), una scelta che sarebbe peraltro coerente con gli obiettivi fissati dalla Cop 21 e che farebbe crescere i benefici netti a oltre 104 miliardi.
In Italia oggi l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili si avvicina ormai al 40% del totale (QualEnergia.it), ma il nostro paese ha il primato in Europa per morti premature dovute alle emissioni di polveri sottili. Come riportato in questi giorni dall’Agenzia europea dell’ambiente, i morti sono oltre 84.000 all’anno, un numero di ben 25 volte superiore alle vittime per incidenti stradali (3.380 nel 2014, fonte Istat).
“Se i costi delle esternalità delle fonti fossili (cambiamenti climatici, costi sanitari e ambientali) fossero correttamente calcolati nei costi di generazione - dichiara Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili - le fonti di energia rinnovabile sarebbero già le più convenienti, oltre ad essere ambientalmente sostenibili e in grado di garantire una maggiore indipendenza energetica”.
Nello studio Althesys non sono contemplati altri benefici sociali e occupazionali legati ad uno spostamento massiccio di investimenti nelle fonti energetiche pulite e nella generazione distribuita. Un aspetto che darebbe ulteriore valore aggiunto ad un sistema energetico sempre più green.      

26 marzo 2015

QUALENERGIA:Ripensare il mercato elettrico

Tratto da qualenergia

Le fonti rinnovabili protagoniste in un mercato elettrico da ripensare

Il mercato elettrico va cambiato per adeguarlo alla trasformazione degli ultimi anni: calo della domanda, overcapacity, crescita della generazione distribuita e delle nuove rinnovabili. Ma la riforma deve essere organica e valorizzare il nuovo ruolo da protagoniste delle fonti pulite. Se ne è parlato ad un convegno organizzato da Assorinnovabili.
Fornendo servizi alla rete, le rinnovabili possono fare molto per il sistema elettrico. Ma questa possibilità non può fare molto per le rinnovabili, almeno non con le regole attuali. In generale, il mercato elettrico va cambiato, per adeguarlo alla trasformazione vissuta dal sistema negli ultimi anni, fatta di calo della domanda, overcapacity, crescita della generazione distribuita e delle nuove rinnovabili. La riforma deve essere organica e non può prescindere dal nuovo ruolo da protagoniste delle fonti pulite. Sono queste alcune delle conclusioni emerse dallo studio “Il settore elettrico italiani, quale market design?”, commissionato da Assorinnovabili ad Althesys e presentato oggi a Roma alconvegno Ripensare il mercato elettrico, organizzato dall'associazione delle rinnovabili.
Nel presentare lo studio, l'a.d. di Althesys, Alessandro Marangoni, ha iniziato dai noti cambiamenti avvenuti in questi anni nel sistema elettrico italiano, parlando di “effetto valanga” rappresentato dal calo della domanda e dalla crescita delle rinnovabili. Tra i 'travolti', come sappiamo, c'è una parte del termoelettrico (nel grafico sotto, dalla presentazione di Marangoni, la crisi dei cicli combinati a gas). La situazione di overcapacity, ha previsto Marangoni, “dovrebbe portare a dismissioni per circa 20 GW nei prossimi 2-3 anni”.
Nel corso del convegno, Carlo Tamburani, country manager di Enel, ha confermato l'intenzione del gruppo di chiudere definitivamente 23 centrali “per 11,5-12 GWdi potenza, in parte già ferme”. “Nel giro di 3 settimane - ha annunciato - Enel presenterà un piano per riconvertirle”: le sedi degli impianti pensionati, a seconda dei casi, “potrebbero diventare musei, data center o altro.”
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18 giugno 2013

Domenica 16 giugno, rinnovabili al 100% e il prezzo dell'elettricità va a zero tra le ore 14 e le 15

  Tratto da Qualenergia
Tra le 14 e le 15, per la prima volta nella storia, il prezzo d'acquisto dell’energia elettrica (PUN) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale. Ciò significa che in quelle due ore della giornata energia solare, eolico e idroelettrico hanno generato il 100% dell'elettricità italiana. 
Un evento atteso da tempo che è il sintomo di un cambiamento in atto.

Domenica 16 giugno 2013, tra le 14 e le 15, per la prima volta nella storia, il prezzo d'acquisto dell’energia elettrica (PUN) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale (vedi sintesi GME). 
 Ciò significa che in quelle due ore energia solare, eolico e idroelettrico hanno prodotto il 100% dell'elettricità italiana (vedi grafico sopra). Se l’evento, in una giornata completamente soleggiata e sufficientemente ventosa, poteva essere probabile nelle regioni meridionali, un po’ sorprende che sia accaduto anche per le aree del centro nord, dove comunque un ruolo determinante lo potrebbero aver giocato anche le buone riserve nei bacini idrici accumulatesi negli scorsi mesi..... 
Un fenomeno, quello del prezzo dell'elettricità all'ingrosso a zero, che finora si era verificato solo per alcuni prezzi zonali, ma mai per tutte le zone del paese, portando quindi il Prezzo Unico Nazionale, cioè il PUN, a zero.......
Un recente studio di Althesys dimostrava come il solo fotovoltaico già nel 2012 aveva spostato i valori delle medie orarie dei prezzi, tanto che oggi il picco di prezzo non coincide più con la massima domanda di elettricità.
Un’ulteriore prova di come il crescente contributo delle rinnovabili stia tenendo bassi i prezzi dell'elettricità.
“La capacità di offerta delle rinnovabili in Italia sembra garantire ormai in termini di domanda istantanea una copertura del 100% di rinnovabili in quei momenti in cui il fabbisogno è basso come nelle domeniche primaverili ed estive”, commenta a QualEnergia.it Alessandro Marangoni di Althesys.
Per Gianni Silvestrini, direttore scientifico di QualEnergia, “quanto accaduto domenica 16 giugno è un’ulteriore dimostrazione degli effetti della rapida penetrazione delle rinnovabile in Italia, che a maggio hanno addirittura coperto più del 50% della produzione di energia elettrica”. “Oltre a incidere sul risparmio netto in termini di prezzo dell’elettricità e alla riduzione delle emissioni – ha detto Silvestrini - la diffusione delle fonti rinnovabili comporta anche una diminuzione delle importazioni di combustibili fossili, riducendo l’elevato saldo negativo del bilancio energetico nazionale”......

 Domenica, in quelle due ore che resteranno nella Storia del sistema energetico italiano, sul mercato c'erano solo loro: le energie pulite, ed ecco perchè il PUN è caduto a zero.