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25 maggio 2014

Tratto da Libera tv.ch

“La centrale a carbone di Lünen deve chiudere, troppi i danni per l’ambiente”

Gli ambientalisti del BUND si scagliano contro l’impianto in cui ha investito anche l’AET, chiedendo che venga revocata la concessione per l’esercizio: “La situazione non è più tollerabile, nemmeno in virtù di un interesse pubblico superiore"
LÜNEN – Gli ecologisti si scagliano contro la centrale a carbone di Lünen, impianto in cui ha investito anche l’Azienda elettrica ticinese (AET).
Come riporta la RSI infatti, l’associazione Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland (BUND) nelle 450 pagine di motivazioni relative ai ricorsi di fine dicembre 2013 contro l’impianto ha sottolineato che “la concessione alla centrale a carbone di Lünen va tolta”.
La sollecitazione a ritirare la concessione per l’esercizio è stata inoltrata oggi al Distretto governativo di Arnsberg. Nella lettera gli ambientalisti evidenziano che le misure intraprese per migliorare l’impatto  della centrale non sono sufficienti e l’autorizzazione è ancora contraria al diritto.
Ancora troppe, secondo il BUND, le ricadute sull’ambiente, in particolare per ciò che riguarda le immissioni nelle acque. Anche l’habitat di flora e fauna sarebbe intaccato. Inoltre, le tonnellate di anidride carbonica emesse dall’impianto durante l’attività, minerebbero il raggiungimento degli obbiettivi climatici fissati dal Governo tedesco.
Una situazione che per il BUND non è tollerabile, nemmeno in virtù di un “interesse pubblico superiore”, come hanno sottolineato i ricorrenti invocando la cessazione dell’attività della centrale.

05 maggio 2012

"BürgerEnergie Berlin":Berlino, i cittadini vogliono acquistare la più grande rete elettrica della Germania


Tratto da" Il Fatto Quotidiano"

Berlino, i cittadini vogliono acquistare la più grande rete elettrica della Germania

E' la visione alla base della cooperativa "BürgerEnergie Berlin" (BEB):  tutti i cittadini potranno acquistare una quota e sperare così di contribuire a suo modo alla Energiewende, la "svolta energetica" dal basso

berlino rete elettricaP
Riportare la rete elettrica nelle mani dei cittadini, sottraendola al controllo di un big dell’energia. E’ la visione alla base di “BürgerEnergie Berlin” (BEB), una cooperativa che intende comprare la più grande rete elettrica della Germania, quella di Berlino, 40mila chilometri di cavi gestiti oggi dalla svedese Vattenfall. E vuole farlo con l’aiuto dei cittadini: ognuno può infatti acquistare una quota e sperare così di contribuire a suo modo alla Energiewende, la “svolta energetica” che porterà nel giro dei prossimi dieci anni la Repubblica federale a spegnere tutte le sue centrali nucleari e a sviluppare ancora più massicciamente le rinnovabili. L’idea, insomma, è quello di una Energiewende dal basso. Un’idea tutt’altro che impopolare a Berlino: da alcune settimane un’iniziativa civica chiamata “Berliner Energietisch” sta raccogliendo firme per indire un referendum finalizzato proprio a rimunicipalizzare la rete elettrica della capitale tedesca. L’obiettivo è doppiare il successo del referendum sull’acqua pubblica tenutosi l’anno scorso, che puntava a svelare i contratti di privatizzazione parziale della società dei servizi idrici.
“Ora o mai più”, spiegano gli iniziatori di BürgerEnergie Berlin, che si sono assicurati l’appoggio, tra gli altri, dell’organizzazione ambientalista BUND e di Naturstrom e Greenpeace Energy, due operatori alternativi specializzati nella fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili. ......... In una settimana dalla diffusione del primo comunicato stampa la società ha raccolto una cinquantina di nuovi soci.
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07 febbraio 2012

Il ritorno dei carbonari.“AIL e SES giù le mani dal carbone”

Tratto da Ticino Libero

Mettere le mani in avanti. È quanto fatto oggi dal Partito socialista, che in un lungo comunicato chiede alle Aziende industriali di Lugano (AIL) e alla Società Elettrica Sopracenerina (SES) di astenersi dall’aiutare la Repower, la “sorella grigionese di AET” ad investire nel carbone in Germania e in Italia.
Lo scorso anno è stato il popolo ticinese a pronunciarsi sul carbone, grazie ad un’iniziativa popolare con la quale si chiedeva che l’AET uscisse dal progetto di Lünen, in Germania. Un progetto tra l’altro attualmente bloccato a seguito di una decisione del tribunale amministrativo superiore della Renania Settentrionale-Vestfalia, che ha annullato l’autorizzazione di gestione dell’impianto, dando seguito al ricorso del BUND (Associazione tedesca per l’ambiente e la protezione della natura).

Analogamente ad AET, anche l’azienda elettrica cantonale grigionese, Repower, sta tentando la via del carbone. Due i progetti che vedono Repower in prima linea, la centrale di Brunsbüttel in Germania e quella di Saline Joniche, in Calabria.

Ma anche per Repower la strada è tutta in salita.  
Mentre il progetto tedesco è ostacolato da un ricorso dell’associazione BUND, il progetto italiano ha ottenuto l’autorizzazione malgrado delle normative regionali lo impedissero, in contrasto con i piani di sviluppo turistico e gli interessi degli agricoli e dei pescatori. Si è parlato di “interessi mafiosi” in gioco, e sia in Calabria, sia nei Grigioni, gli oppositori si sono mobilitati contro il progetto. Lo scorso mese di ottobre a Coira è stata depositata l’iniziativa “Sì all’energia pulita, senza carbone”, che vuole impedire che aziende grigionesi (e il Canton Grigioni possiede il 46% di Repower) partecipino a centrali a carbone.

L’interesse di Repower per il carbone è legato anche alla necessità di disporre di energia notturna a basso costo per pompare l’acqua nel suo impianto idroelettrico di Lago Bianco. Un impianto che potrebbe rivelarsi invece molto utile per la gestione delle irregolarità della produzione di energia da fonti rinnovabili.

E qui entrano in gioco AIL e SES. Per liberare i capitali necessari agli investimenti nel carbone, la Repower ha creato una nuova società, la Repartner Produktions AG, di cui mantiene la maggioranza. Quest’ultima essa offre partecipazioni “innovative” ad altre aziende elettriche, garantendo investimenti in energie “pulite” . Tra le aziende interessate vengono citate anche AIL e SES.

Le centrali atomiche e a carbone sono esplicitamente escluse dai progetti di Repartner,ma è chiaro che centinaia di milioni saranno così liberati e messi a disposizione di Repower per i suoi progetti da 17 milioni di tonnellate annue di CO2″, accusa il PS.

“È questa la coerenza energetica delle due importanti aziende ticinesi?”, si chiedono i socialisti, che invitano AIL e SES “ad astenersi da doppi giochi, come già tentati con la centrale di Lünen!”.