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14 luglio 2015

La rete elettrica del futuro? Losanna, un progetto rivoluzionario ad energia solare

Tratto da L' Espresso
La rete elettrica del futuro? E' molto simile a internet. In Svizzera esiste ed è un’idea italiana.
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Il Politecnico di Losanna ha realizzato un progetto unico al mondo. Dopo aver coperto il campus di pannelli solari, da agosto immagazzinerà l’energia prodotta in una batteria grande come un container. Il sogno? Produrre energia elettrica al 100% rinnovabile ed essere autosufficienti grazie a una rete “smart”.

L' edificio simbolo è coperto da pannelli solari blu cobalto e al primo piano ha due sale piene di macchinari, cavi, computer, taniche di acqua purissima. Sulla facciata della palazzina una barra digitale pulsa di continuo con i suoi sei metri di led viola: calcola in tempo reale l’energia prodotta dagli edifici della zona. Svizzera, Canton de Vaud. Il campus dell’EPFL, la Scuola Politecnica Federale di Losanna, è il parco solare urbano più grande del Paese. Qui si sta studiando la rete elettrica del futuro. Un progetto ambizioso, visionario, di quelli che chiamano break-through, di rottura, perché puntano a sostituire la tecnologia esistente. E nel caso della rete elettrica sembra ancor di più un azzardo, perché il sistema esistente funziona e ogni giorno lo conferma: basta schiacciare l’interruttore e la luce si accende, sempre.

Losanna, un progetto rivoluzionario ad energia solare
Eppure un team dell’EPFL, eccellenza mondiale in ambito scientifico tecnologico, sta provando ad andare oltre. Il laboratorio DESL – Distribuited Electrical System Laboratory è nato nel 2011 per studiare le smart grids, le “reti elettriche intelligenti”. E’ composto da una ventina di giovani ricercatori di tutto il mondo, dall’Iran sino al Cile; la metà sono italiani. Alla guida c’è il professor Mario Paolone, 42 anni, ex ricercatore dell’Università di Bologna e professore associato al Politecnico di Losanna. «Il sistema di produzione elettrica attuale ha una struttura che è quasi immutata da decenni», spiega alla scrivania del suo studio nel palazzo blu cobalto. «Ogni paese ha un numero ristretto di luoghi di produzione - come le centrali nucleari, idroelettriche, a gas o carbone - connessi a una rete di migliaia di chilometri che porta l’elettricità ai destinatari».....
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Leggi anche su Qualenergia
“Solare, solare dappertutto”: lo scenario energetico al 2040 secondo BloombergLa società di consulenza prevede che il costo degli impianti fotovoltaici cali del 48% e quello dei parchi eolici del 32%. Al 2040 le fonti rinnovabili produrranno quasi la metà dell'elettricità mondiale. Il boom si avrà soprattutto per il FV su tetto, che coprirà il 22% dei consumi elettrici europei e il 13% di quelli mondiali.(leggi qui)

La cella fotovoltaica organica che accumula l'energia per settimane
Grazie a una struttura nanometrica innovativa per il FV organico si riescono a mantenere separate le cariche anche per settimane. La scoperta fatta all'UCLA potrebbe portare a celle fotovoltaiche low-cost, dalla produzione sostenibile e che risolverebbero il grande problema della intermittenza nella produzione di energia solare.(Leggi qui)

14 giugno 2015

Nei Grigioni il carbone è stato "bandito".


Tratto da Corriere del Ticino

I Grigioni escono dal carbone

Nettamente accolto (80,9% di sì) l'articolo costituzionale che impedisce al Cantone di acquistare nuove quote in centrali di questo tipo
COIRA - I Grigioni si sono probabilmente occupati per l'ultima volta dell'annoso tema delle centrali a carbone: i cittadini retici hanno infatti approvato oggi alle urne, con l'80,9% di sì (39'514 voti contro 9'335), un articolo costituzionale che sancisce la rinuncia definitiva ad acquisire nuove quote in società con partecipazioni in centrali di questo tipo. La partecipazione al voto è stata del 37,2%.
L'articolo è la concretizzazione dell'iniziativa cantonale "Sì all'energia pulita senza carbone" approvata alle urne dai grigionesi nel settembre 2013: poiché l'iniziativa era stata formulata come "proposta generica", governo e parlamento hanno dovuto elaborare entro un anno un nuovo articolo costituzionale in materia.
L'iniziativa, promossa dalla sinistra e da organizzazioni ecologiste, era rivolta principalmente contro il progetto del gruppo poschiavino Repower a Saline Joniche (Calabria). Già prima della sua attuazione, l'"iniziativa sul carbone" ha prodotto effetti concreti. Il Governo retico ne ha infatti tenuto conto nell'elaborazione della sua strategia per Repower, controllato a maggioranza dal Cantone (56%).
Le richieste al gruppo energetico di abbandonare in modo ordinato e vincolante il progetto di centrale a Saline Joniche e di non partecipare più a società con impianti a carbone sono infatti già state soddisfatte da Repower...Continua a leggere sul  Corriere del Ticino

Tratto da Rsi.ch
Grigionesi più "verdi"

Nei Grigioni il carbone è stato "bandito". 
La gran parte dei votanti, infatti, ha ribadito il concetto che il cantone non dovrà mai più sostenere, né direttamente né indirettamente, la realizzazione di centrali energetiche a carbone come è stato il caso a Saline Joniche tramite Repower. Con l'80,89% voti contrari, infatti, i grigionesi hanno approvato il nuovo articolo 83 a che recita: "Il Cantone non partecipa in società che effettuano investimenti in centrali a carbone. Nei limiti delle proprie possibilità giuridiche e politiche, il Cantone provvede affinché le società con partecipazione del Cantone rinuncino a investimenti in centrali a carbone".

11 maggio 2015

Mai più sostegno al carbone nei Grigioni con una modifica costituzionale

Tratto da RSI. CH.NEWS

Mai più sostegno al carbone

Nei Grigioni una modifica costituzionale per evitare altri progetti come quello di Saline Joniche


Il cantone dei Grigioni non dovrà mai più sostenere, né direttamente né indirettamente, la realizzazione di centrali energetiche a carbone come è stato il caso a Saline Joniche tramite Repower che nel frattempo ha deciso di uscire dal progetto in Calabria. Dopo che il 22 settembre 2013 il popolo ha accettato l'iniziativa popolare «Sì all'energia pulita senza carbone», il 14 giugno dovrà pronunciarsi sulla traduzione in pratica del principio tramite una modifica della costituzione cantonale.
La nuova disposizione è stata approvata dal Parlamento lo scorso febbraio con 93 sì, nessun no e 23 astensioni. Il nuovo articolo 83a recita: “Il Cantone non partecipa in società che effettuano investimenti in centrali a carbone. Nei limiti delle proprie possibilità giuridiche e politiche, il Cantone provvede affinché le società con partecipazione del Cantone rinuncino a investimenti in centrali a carbone”.

10 febbraio 2015

Svizzera parlamento approva :La rivendicazione principale - costringere Repower ad abbandonare completamente il carbone - è di fatto attuata.



I grigionesi saranno di nuovo chiamati ad esprimersi sugli investimenti nel carbone di imprese a partecipazione cantonale. Il Gran Consiglio ha oggi votato l'articolo costituzionale elaborato dal Governo in attuazione dell'iniziativa popolare "Sì all'energia pulita senza carbone", approvata dal popolo il 22 settembre 2013. La modifica della legge fondamentale sottostà infatti al referendum obbligatorio.
L'iniziativa, formulata come "proposta generica", esigeva l'inserimento nella Costituzione di una ferma dichiarazione contro le centrali a carbone e, per le società con partecipazione statale, la rinuncia a investimenti in tali centrali. Il Governo aveva trasmesso a fine settembre il relativo messaggio al parlamento, che ha ora approvato il nuovo articolo senza discussione e all'unanimità, ma con 23 astensioni (alcuni parlamentari del PBD e gran parte del gruppo liberale).
L'iniziativa popolare era stata promossa dalla sinistra e da organizzazioni ecologiste ed era rivolta principalmente contro il progetto del gruppo poschiavino Repower - di cui il Cantone è azionista maggioritario - a Saline Joniche (Reggio Calabria). Essa era stata preferita di stretta misura a un controprogetto, sostenuto dalla maggioranza del parlamento retico, che non avrebbe impedito l'investimento nell'impianto calabrese, già in fase avanzata di progettazione.
L'iniziativa impone inoltre al Cantone di non partecipare in futuro a imprese che investono nel carbone come fonte energetica. Secondo il Gran Consiglio, i suoi dettami sono integralmente attuati nel testo dell'articolo costituzionale sottoposto ai deputati.
La rivendicazione principale - costringere Repower ad abbandonare completamente il carbone - è di fatto attuata. La società aveva annunciato già alla fine del 2013 l'intenzione di uscire in modo "ordinato" entro la fine del 2015 dal progetto calabrese. Un altro progetto simile a Brunsbüttel, nel nord della Germania, era già stato accantonato ancora prima della votazione popolare.
sda-ats

29 maggio 2014

La Stampa:Truffe internazionali in Svizzera il tesoro dell’ex ministro Clini

Ecco chi ha contribuito ,per molti  anni,a  dare l' Okay ambientale per  tanti progetti sul nostro territorio italiano .
Ecco chi aveva il  titolo per tutelare il nostro ambiente  .......... e per direzionare molte scelte...ambientali ed economiche 

Come cittadini non abbiamo parole........
Attendiamo attoniti ,ma ormai desolatamente consapevoli  dei "Grandi Problemi dell'Italia" ........, gli  ulteriori accertamenti e gli eventuali doverosi  provvedimenti  .

Tratto da La Stampa 

Truffe internazionali in Svizzera il tesoro dell’ex ministro Clini

Da Roma nuove accuse: associazione per delinquere
ANSA
Corrado Clini indagato a Roma

ROMA
Altro che attenzione all’impatto ecologico e alla tutela ambientale in Italia e all’estero. Secondo due Procure e due Comandi della Guardia di Finanza, l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha pensato solo a riempire le proprie tasche e quelle dei suoi amici, fidanzata in testa.  

Da Ferrara a Roma, è il protagonista di un terremoto giudiziario. E se dall’ affare «New Eden» per l’Iraq, era riuscito a intascare la bellezza di 1 milione e 20 mila - depositato in Svizzera sul conto «Pesce», mentre 2 milioni e 30 mila erano finiti sul conto «Sole» dell’altro arrestato, l’ingegnere Augusto Pretner - per i progetti di riqualificazione in Cina e Montenegro Clini è sospettato di aver incassato tangenti milionarie. 
In quest’ultimo caso con la complicità di sei persone, tra cui la compagna Martina Hauser, assessore comunale a Cosenza dove già in molti chiedono a gran voce le sue dimissioni.
Il plenipotenziario dell’Ambiente - lavora al ministero da 30 anni e dal 1989 al 2011 ha ricoperto la carica di direttore generale - dall’altro ieri è agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato, avanzata dalla Procura di Ferrara.  

Ma ora la Procura di Roma gli contesta un reato ancora più grave: associazione a delinquere per corruzione aggravata dalla transnazionalità. Stessa ipotesi anche per la compagna Martina Hauser, triestina, 46 anni, ex moglie del ministro dell’Interno montenegrino Andrjia Jovivevic. A Cosenza la donna ha le deleghe per la Sostenibilità ambientale e le Energie rinnovabili, insieme alla Programmazione e l’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche. Ma la sua poltrona balla: da destra a sinistra chiedono tutti che faccia un passo indietro. 

L’inchiesta romana, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e il pm Alberto Galanti, si concentra su presunte super mazzette intascate per garantire appalti per la riqualificazione di aree. Cifre da capogiro, se si pensa che per la sola Cina sono stati elargiti circa 200 milioni. Le indagini puntano a chiarire se dietro queste commesse si nascondano bustarelle o giri sospetti di denaro. ..... I militari hanno infatti acquisito importanti documenti negli uffici e nell’abitazione dell’ex ministro.....  

Si indaga su un arco temporale ampio, salendo a ritroso nella gestione dei progetti anche di alcuni anni. Per quanto riguarda le operazioni per il Montenegro si ipotizzano almeno 14 milioni di euro di fondi stanziati in favore di imprenditori coinvolti per la ristrutturazione ambientale.  
 «Lo dimostreremo con i documenti che esporremo ai giudici». 
Intanto in Svizzera l’ex ministro se la dovrà vedere anche con l’accusa di riciclaggio. 
  Su  La Stampa l'articolo integrale

25 maggio 2014

Tratto da Libera tv.ch

“La centrale a carbone di Lünen deve chiudere, troppi i danni per l’ambiente”

Gli ambientalisti del BUND si scagliano contro l’impianto in cui ha investito anche l’AET, chiedendo che venga revocata la concessione per l’esercizio: “La situazione non è più tollerabile, nemmeno in virtù di un interesse pubblico superiore"
LÜNEN – Gli ecologisti si scagliano contro la centrale a carbone di Lünen, impianto in cui ha investito anche l’Azienda elettrica ticinese (AET).
Come riporta la RSI infatti, l’associazione Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland (BUND) nelle 450 pagine di motivazioni relative ai ricorsi di fine dicembre 2013 contro l’impianto ha sottolineato che “la concessione alla centrale a carbone di Lünen va tolta”.
La sollecitazione a ritirare la concessione per l’esercizio è stata inoltrata oggi al Distretto governativo di Arnsberg. Nella lettera gli ambientalisti evidenziano che le misure intraprese per migliorare l’impatto  della centrale non sono sufficienti e l’autorizzazione è ancora contraria al diritto.
Ancora troppe, secondo il BUND, le ricadute sull’ambiente, in particolare per ciò che riguarda le immissioni nelle acque. Anche l’habitat di flora e fauna sarebbe intaccato. Inoltre, le tonnellate di anidride carbonica emesse dall’impianto durante l’attività, minerebbero il raggiungimento degli obbiettivi climatici fissati dal Governo tedesco.
Una situazione che per il BUND non è tollerabile, nemmeno in virtù di un “interesse pubblico superiore”, come hanno sottolineato i ricorrenti invocando la cessazione dell’attività della centrale.

29 novembre 2013

SVIZZERA :Il Governo ha deciso la strategia di proprietario per Repower

Tratto da Gr.ch

SVIZZERA :Il Governo ha deciso la strategia di proprietario per Repower AG

28.11.2013

Con la strategia di proprietario per Repower AG dal punto di vista del Cantone dei Grigioni quale uno degli azionisti principali il Governo ha deciso obiettivi di proprietario individuali per gli anni 2014–2017. Il Governo vuole così creare presupposti ottimali affinché Repower AG possa avere successo anche in futuro sul mercato dell'elettricità cantonale, nazionale ed europeo quale impresa grigionese integrata verticalmente.
Quale impresa grigionese autonoma attiva nel settore energetico e con orientamento nazionale e internazione, Repower AG fornisce un contributo essenziale nell'interesse della politica energetica grigionese. In questa funzione ricopre un importante ruolo economico, politico-regionale e finanziario. Anche in futuro bisognerà garantire, per quanto possibile, questa situazione vantaggiosa per Cantone e comuni tenendo conto degli attuali sviluppi dell'impresa e del mercato.

A questo scopo il Governo ha deciso la sua strategia di proprietario per Repower AG per gli anni 2014–2017. In essa il Governo ha fissato obiettivi di proprietario individuali dal punto di vista del Cantone, che è uno degli azionisti principali. Adempie così nell'interesse del Cantone ai compiti e alla responsabilità nel quadro della sua competenza, nonché nel rispetto dei diritti e dei doveri secondo la vigente convenzione tra azionisti stipulata tra Cantone e Axpo Holding AG e nella tutela dei diritti degli altri azionisti e dei partecipanti.

In base ai punti chiave strategici e agli obiettivi prescritti, il Governo vuole offrire presupposti ottimali dal punto di vista del Cantone affinché Repower AG possa essere attiva anche in futuro con successo nell'economia energetica e possa creare valore aggiunto per i proprietari. La strategia di proprietario rafforza la particolare caratteristica di Repower AG quale cosiddetta impresa integrata verticalmente attiva nel settore energetico. Repower AG deve poter essere attiva anche in futuro in tutti i settori della catena di valore aggiunto dell'industria dell'energia elettrica, dalla produzione di elettricità al commercio e alla vendita, fino all'approvvigionamento elettrico.

Quale conseguenza della decisione popolare del 22 settembre 2013 relativa all'iniziativa sul carbone, il Governo si aspetta però da Repower AG che in futuro non partecipi più a società con centrali a carbone. Allo stesso modo l'impresa deve abbandonare in modo ordinato e vincolante il progetto concreto di centrale a carbone di Saline Joniche, in Calabria. Secondo il Governo gli sforzi in questo senso devono essere affrontati in modo rapido e serio, così da attuare la volontà popolare espressa. 
 
Persona di riferimento:
Consigliere di Stato Dr. Mario Cavigelli, direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste, tel. 081 257 36 01, e-mail: mario.cavigelli@bvfd.gr.ch 
 
Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni

23 settembre 2013

UN GRADITO RINGRAZIAMETO DALLA SVIZZERA ............ VERSO UN FUTURO SENZA CARBONE



Tratto da Reggio tv

Per Greenpeace, Legambiente e WWF 

Referendum del Canton dei Grigioni: “una vittoria contro il
carbone che spazza via la centrale di Saline Ioniche”



Reggio Calabria. Il risultato del referendum di domenica nel Canton dei Grigioni in Svizzera, che ha visto prevalere il “Sì all’energia pulita senza carbone”, indica una scelta chiara e inequivocabile in direzione di una definitiva rinuncia a investimenti sulla fonte fossile più inquinante. Per Legambiente, WWF e Greenpeace, essa deve tradursi come primo atto nell’immediato ritiro del progetto di costruzione di una nuova centrale a carbone a Saline Ioniche, rifiutato nettamente da istituzioni e cittadini calabresi e, contrariamente a quanto affermato dai suoi sostenitori, ben lontano dall’essere autorizzato.
In questo contesto è inaccettabile, infatti, che la società Repower - partecipata al 58% dal Canton dei Grigioni e capofila del progetto di Saline Ioniche - nel tentativo di assorbire la bruciante sconfitta referendaria da una parte affermi di “prendere atto dell’esito della votazione” e dall’altra di non avere intenzione di cambiare la propria “strategia energetica” alla luce del risultato.
“Non è più tempo d’ambiguità - dichiara Nuccio Barillà, membro della segreteria di Legambiente e protagonista della battaglia contro la centrale di Saline - Repower prenda atto della volontà popolare ritirando il progetto o riconvertendo l’investimento mediante il coinvolgendo degli altri partner e con il consenso indispensabile di istituzioni e popolazioni, puntando a Saline come in Svizzera sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica.
Sarebbe davvero irresponsabile - prosegue Barillà - insistere ulteriormente nel tentativo di forzare la mano, come è stato fatto finora, per la fase autorizzativa, attraverso numerose violazioni di leggi rilevate dalla stessa Corte dei Conti che saranno prossimamente valutate grazie anche a numerosi ricorsi al Tar del Lazio, tra cui quello della Regione Calabria e quello delle associazioni ambientaliste”.
A parere di Legambiente, WWF e Greenpeace, dal piccolo cantone svizzero insieme a una testimonianza di civiltà e a una benefica ventata di energia pulita è venuta una lezione anche al governo italiano per lasciarsi alle spalle il retaggio del carbone, vecchio e inquinante, e sostenere con convinzione la rivoluzione energetica delle rinnovabili e dell’efficienza
Su questo terreno l’impegno delle tre associazioni ambientaliste continuerà con determinazione, rafforzato da un successo popolare straordinario grazie al lavoro di tutti coloro che in Italia come in Svizzera l’hanno reso possibile.
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Pubblichiamo la  mail  di ringraziamento arrivataci  dalla Svizzera  per la lettera inviata da Uniti per la Salute  a sostegno dell'iniziativa referendaria .

Cari amici
Grazie   alla vostra lettera ,grazie al vostro impegno e alle vostre ore sacrificate ad un futuro senza carbone, l'indicatore della bilancia durante la votazione cantonale di ieri girava - dopo 2 lunghe ore di vibrazione - nella buona direzione...
 .......la nostra iniziativa "SI all'energia pulita senza carbone" ha sbaragliato il controprogetto del Governo e Gran Consiglio Grigionese che permetteva a Repower la costruzione di Saline Joniche.
 Quindi la nostra vittoria è altrettanto la vostra vittoria!
Abbiamo fatto molto bene. Insieme si uniscono le forze!

Markus Keller

Co-Presidente Zukunft statt Kohle -
"SI all'energia pulita senza carbone"
Ecco il Comunicato stampa 
divulgato in Svizzera 

 

Pubblichiamo inoltre  la  nostra lettera pubblicata su  "Il  Bernina "il giornale online della Val Poschiavo 

“Amici Svizzeri, il vostro voto può essere un esempio per tutti i Paesi, per un futuro senza combustione del carbone!”

La nostra associazione Uniti per la Salute Onlus è vicina agli amici di Saline Ioniche che sono davanti a un importante bivio per il proprio futuro, e spera che i cittadini svizzeri valutino responsabilmente quale grande decisione siano tenuti a prendere per gli abitanti del territorio calabrese, su cui Repower vorrebbe costruire una centrale a carbone.

Se può essere utile vorremmo ripercorrere brevemente la nostra storia. L’associazione Uniti per la Salute è formata da un gruppo di cittadini che dal 2007 lottano, sul nostro territorio, contro il potenziamento a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure. Abbiamo speso molto del nostro tempo e delle nostre energie negli ultimi 6 anni per studiare le problematiche connesse con la combustione del carbone per il nostro ambiente, per la nostra salute, per il futuro dei nostri figli e del nostro territorio.

Assieme ad altre associazioni e movimenti, abbiamo dato vita alla Rete Savonese Fermiamo il Carbone, con la quale abbiamo promosso convegni e incontri con importanti medici, esperti e scienziati di livello nazionale e internazionale che hanno ribadito e motivato le pesanti conseguenze della combustione del carbone, oltre alle problematiche relative all’effetto serra e all’inquinamento globale. 

 Abbiamo presentato ricorsi amministrativi ed esposti alla Procura della Repubblica e la nostra lotta ha trovato largo spazio nei principali media locali e nazionali.

Ci stiamo battendo per un futuro senza carbone, riteniamo che sia necessaria un nuova politica energetica, che i soldi e le risorse dei cittadini, sia Svizzeri sia Italiani, dovrebbero essere investiti nell’energia del futuro, ovvero nelle rinnovabili, scelta che porta a maggiore occupazione senza questi rischi per la salute e l’ambiente. 
Si dovrebbe investire nell’efficenza e promuovere il risparmio energetico.
 Il messaggio sta passando e moltissimi cittadini sono ormai dalla nostra parte, giustamente critici verso la combustione del carbone.

Proprio perchè siamo vicini agli amici di Saline Ioniche e perchè crediamo sia più importante prevenire che curare, chiediamo agli elettori Svizzeri, che hanno un’impegnativa decisione da prendere, di votare con coscienza e lungimiranza e di far sì che altri cittadini come loro non siano destinati a un futuro oscurato dalla pesante presenza della combustione del carbone. 

 Amici Svizzeri, confidiamo nella vostra scelta: il vostro voto può costituire un costruttivo esempio per tutti gli altri Paesi, ma soprattutto il primo importante passo verso un futuro senza carbone!                   Uniti Per la Salute Onlus

04 aprile 2013

RSI SVIZZERA : Centrale a carbone "fabbriche di morte" ......Lo sostiene uno studio universitario in Germania.

Tratto da RSI.ch

Centrale a carbone "fabbriche di morte"

Lo sostiene uno studio universitario in Germania

A causa delle emissioni di gas e polveri sottili, le centrali a carbone tedesche sono responsabili della morte prematura di oltre tremila persone ogni anno in Germania e nei paesi vicini.

E' quanto ha rivelato uno studio condotto dall'Università di Stoccarda e commissionato da Greenpeace.
Le emissioni delle 67 centrali tedesche, in particolare quelle dove viene bruciata lignite, sarebbero costate alla popolazione complessivamente 33'000 anni di vita

Le compagnie energetiche definiscono lo studio fuorviante e l’inquinamento generato "minimo se non inesistente".

Leggi su Ticinonline

Centrali a carbone, 3.100 morti premature ogni anno


BELLINZONA - "Le particelle fini emesse dalle centrali a carbone tedesche provocano ogni anno 3’100 decessi prematuri". E’ quanto rivela un nuovo rapporto dell’Università di Stoccarda, commissionato dall’organizzazione ambientalista Greenpeace.
"Le nuove centrali, tra cui quella di Lünen con la complicità dell’Azienda Elettrica Ticinese (AET) - si legge nel rapporto -, aggraveranno ulteriormente il bilancio di una produzione di energia estremamente dannosa per la salute e nociva per il clima".
"Stando allo studio, la centrale di Lünen in cui hanno investito l’AET e la Regio Energie solettese provocherà verosimilmente 72 decessi prematuri all’anno e manderà in fumo l’equivalente di 771 anni di vita e 16'332 giornate lavorative", dichiara Matteo Buzzi del gruppo regionale Greenpeace Ticino. 
"La centrale a carbone di Wilhelmshaven in cui ha investito l’azienda elettrica bernese BKW, dal canto suo, sarà all’origine di 23 morti premature e causerà la perdita di 251 anni di vita e 5'305 giornate lavorative".

Tali stime sono state elaborate da un istituto specializzato dell’Università di Stoccarda e si basano sulle emissioni misurate da un apposito registro europeo nel 2010 nonché su svariati studi epidemiologici riguardanti gli effetti nocivi sulla salute delle polveri fini.  
"Nel complesso le 67 centrali a carbone tedesco provocano annualmente la perdita di 33'000 anni di vita, il che equivale a 3'100 morti premature. 
 A ciò si aggiungono 700'000 giorni lavorativi che vanno in fumo a causa di malattie alle vie respiratorie, infarti, cancro ai polmoni e casi di asma: tutte patologie scaturite dalle particelle fini che dalle centrali a carbone sono finite nei polmoni o nei vasi sanguigni".
 
Lo studio mette inoltre in evidenza che le sostante nocive si diffondono sul continente europeo per migliaia di chilometri. 
 Per questo motivo Greenpeace esige la chiusura di tutte le centrali a carbone tedesche al più tardi entro il 2040. 
In questo senso è più che mai necessario bloccare la costruzione delle 17 nuove centrali a carbone in fase di costruzione o pianificazione.  
"Anche l’AET è chiamata in causa e deve finalmente puntare solo sulle energie rinnovabili come il solare fotovoltaico piuttosto che nel carbone tedesco", afferma Buzzi.
____________________ 

Leggi anche l'articolo del 3 dicembre 2012 
su Rovigo Oggi

CENTRALE ENEL PORTO TOLLE (ROVIGO) Riconversione, riaperta la Via al Ministero dell'ambiente. Greenpeace divulga i dati dell’Università di Stoccarda: il carbone provocherebbe 85 morti premature all’anno

  Leggi:Salute in pericolo attorno all'impianto, l'allarme arriva dalla Germania

Ossidi di zolfo e ossidi di azoto emessi nell’atmosfera dall’impianto di Porto Tolle convertito a carbone si potrebbero trasformare in polveri sottili Pm2,5 con gravi danni sanitari diretti ai cittadini in un raggio di qualche centinaio di chilometri al punto da causare la media di 85 morti premature all’anno (intese come anni di vita persi). 

E’ allarmante lo studio condotto dall’Università di Stoccarda e divulgato da Greenpeace Italia sugli effetti di una eventuale riconversione a carbone dell’impianto di Porto Tolle. 

01 febbraio 2013

CARBONE . E' la soluzione giusta... per i poveracci

Tratto  da Blogosfere.it

Carbone: è la soluzione giusta... per i poveracci

 di

...........Stavolta in uno dei luoghi preferiti, ovvero al Forum di Davos in Svizzera:il Presidente della Banca Mondiale- ha vaticinato che il carbone dovrà essere destinato ai Paesi poveri.

Noi dobbiamo fare tutto il possibile per diminuire l'uso di carbone. Ma non possiamo girare la schiena ai Paesi poveri che hanno bisogno di carbone. Il mio primo pensiero è che i Paesi abbiano l'energia di cui necessitano per sollevare il loro popolo dalla povertà.
Che parole sensibili, che preoccupazioni solidali.......
  Qualora vi sia sfuggita la traduzione, più o meno è questa: dato che di petrolio ce n'è poco e costoso, dato che il gas serve a noi, dato che non abbiamo intenzione di sovvenzionarvi le rinnovabili, accattatevi il carbone che non vuole nessuno così intanto lo piazziamo da qualche parte.
 Tanto siete già abbastanza inquinati...............
Leggi l'articolo integrale

 Considerazione di Uniti per la Salute

Anche per Noi Italiani i nostri governanti stanno puntando nel presente ed investendo  anche per il futuro...... in modo  ancor più massiccio sul carbone,     nonostante l'ostilità ( per gli ovvi motivi sanitari) delle popolazioni interessate....

Forse perchè anche qui ci considerano .......  arretrati e poveracci? 
 
Povera Italia :PAESE POVERO CHE HA BISOGNO DI  MOLTO CARBONE .......
e Poveri Italiani  :CHE AVREBBERO BISOGNO DI UNA CLASSE POLITICA PIU' LUNGIMIRANTE CHE NON VADA A BRACCETTO CON LE BANCHE MA CHE PENSI ALLA TUTELA DEI CITTADINI E DEI  LORO TERRITORI ..

22 gennaio 2013

1 )Le centrali a carbone tedesche sono fuori corso 2) Repower, centrale a carbone di Saline Joniche, bloccata.....

Tratto da  Italiaoggi.it

Le centrali a carbone tedesche sono fuori corso

Staudinger 6, Brunsbüttel, Ingelheimer Aue, Stade... Fino a poco tempo fa, erano i nomi dei progetti di nuove centrali a carbone in Germania. Oggi sono sulla lista delle infrastrutture che non vedranno mai la luce, a causa della svolta del governo tedesco in tema di politica energetica.
L'elenco, stilato da Greenpeace, si basa sui dati pubblicati dalle imprese.

Secondo la ong, sui 40 progetti di centrali a carbone che erano programmati nel 2006 ben 21 sono stati soppressi o congelati. E «altri potrebbero seguire», osserva Gerald Neubauer, esperto di questioni legate al carbone nell'ambito di Greenpeace.
Il carbone gode di cattiva fama presso l'opinione pubblica tedesca.
Come il nucleare, esso incarna un sistema di produzione dell'elettricità che si basa su grosse unità piuttosto che su una rete composta da numerose piccole installazioni. E soprattutto, tra i combustibili fossili, il carbone mostra il bilancio più pesante in termini di emissioni di gas a effetto serra.
Accanto alle conseguenze sul clima c'è però un altro aspetto che pesa ancor di più: quello economico.
Le centrali a carbone sono le più vecchie del parco energetico tedesco e sono spesso superate e poco flessibili, a differenza delle energie rinnovabili. Ma soprattutto non presentano alcun vantaggio competitivo. L'istituto di ricerche economiche Diw ha recentemente effettuato una proiezione per una centrale in funzione a partire dal 2015 e con una durata di vita stimata in quarant'anni. Secondo lo studio, la centrale accumulerebbe nel periodo 426 milioni di euro di perdite
Inoltre, se gli europei devono rafforzare i loro obiettivi climatici, la situazione diventa ancora più sfavorevole per le centrali a carbone: le quote di emissioni diventerebbero ancora più costose e con esse l'elettricità proveniente dalle centrali convenzionali.

  ____________________

Tratto da Ticinonline

Repower, centrale a carbone bloccata

Il progetto a Saline Joniche avrebbe incontrato problemi relativi alla compatibilità ambientale dell'impianto

LUGANO - 22/01/2013   La Corte dei conti ha bloccato la procedura di autorizzazione per il progetto di Repower di una centrale a carbone a Saline Joniche, in Calabria. 
 A comunicare lo stop è il WWF Grigioni. I giudici hanno deciso infatti di annullare la decisione del Consiglio dei ministri sulla compatibilità ambientale dell'impianto.
 
Solo pochi giorni fa Repower aveva annunciato di voler ridurre drasticamente la partecipazione al progetto calabrese con la vendita di due terzi del suo pacchetto azionario.....

07 febbraio 2012

Il ritorno dei carbonari.“AIL e SES giù le mani dal carbone”

Tratto da Ticino Libero

Mettere le mani in avanti. È quanto fatto oggi dal Partito socialista, che in un lungo comunicato chiede alle Aziende industriali di Lugano (AIL) e alla Società Elettrica Sopracenerina (SES) di astenersi dall’aiutare la Repower, la “sorella grigionese di AET” ad investire nel carbone in Germania e in Italia.
Lo scorso anno è stato il popolo ticinese a pronunciarsi sul carbone, grazie ad un’iniziativa popolare con la quale si chiedeva che l’AET uscisse dal progetto di Lünen, in Germania. Un progetto tra l’altro attualmente bloccato a seguito di una decisione del tribunale amministrativo superiore della Renania Settentrionale-Vestfalia, che ha annullato l’autorizzazione di gestione dell’impianto, dando seguito al ricorso del BUND (Associazione tedesca per l’ambiente e la protezione della natura).

Analogamente ad AET, anche l’azienda elettrica cantonale grigionese, Repower, sta tentando la via del carbone. Due i progetti che vedono Repower in prima linea, la centrale di Brunsbüttel in Germania e quella di Saline Joniche, in Calabria.

Ma anche per Repower la strada è tutta in salita.  
Mentre il progetto tedesco è ostacolato da un ricorso dell’associazione BUND, il progetto italiano ha ottenuto l’autorizzazione malgrado delle normative regionali lo impedissero, in contrasto con i piani di sviluppo turistico e gli interessi degli agricoli e dei pescatori. Si è parlato di “interessi mafiosi” in gioco, e sia in Calabria, sia nei Grigioni, gli oppositori si sono mobilitati contro il progetto. Lo scorso mese di ottobre a Coira è stata depositata l’iniziativa “Sì all’energia pulita, senza carbone”, che vuole impedire che aziende grigionesi (e il Canton Grigioni possiede il 46% di Repower) partecipino a centrali a carbone.

L’interesse di Repower per il carbone è legato anche alla necessità di disporre di energia notturna a basso costo per pompare l’acqua nel suo impianto idroelettrico di Lago Bianco. Un impianto che potrebbe rivelarsi invece molto utile per la gestione delle irregolarità della produzione di energia da fonti rinnovabili.

E qui entrano in gioco AIL e SES. Per liberare i capitali necessari agli investimenti nel carbone, la Repower ha creato una nuova società, la Repartner Produktions AG, di cui mantiene la maggioranza. Quest’ultima essa offre partecipazioni “innovative” ad altre aziende elettriche, garantendo investimenti in energie “pulite” . Tra le aziende interessate vengono citate anche AIL e SES.

Le centrali atomiche e a carbone sono esplicitamente escluse dai progetti di Repartner,ma è chiaro che centinaia di milioni saranno così liberati e messi a disposizione di Repower per i suoi progetti da 17 milioni di tonnellate annue di CO2″, accusa il PS.

“È questa la coerenza energetica delle due importanti aziende ticinesi?”, si chiedono i socialisti, che invitano AIL e SES “ad astenersi da doppi giochi, come già tentati con la centrale di Lünen!”.