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15 marzo 2019

Clima, dai medici Isde :"allarme rosso per Italia"per i cambiamenti climatici

Tratto da Adnkronos

Clima, dai medici Isde "allarme rosso per Italia"

"Il nostro Paese è fra quelli più a rischio", avverte il vice presidente dei camici bianchi per l'ambiente che lancia una proposta: "Unire i ministeri Salute e Ambiente"



Gli effetti dei cambiamenti climatici sull'Italia "devono far scattare un allarme rosso, perché il nostro Paese è uno di quelli più a rischio. Abbiamo già il record in Ue per la mortalità dovuta all'inquinamento atmosferico, 80-90 mila decessi l'anno, e la nostra posizione geografica agevola i processi di desertificazione e l'arrivo di patologie infettive tipiche delle regioni Sub Sahariane. Non c'è più tempo, occorre agire e farlo subito per fermare l'innalzamento delle temperature". A parlare all'AdnKronos Salute è Ferdinando Laghi, vice presidente dell'Isde Italia, Associazione medici per l'ambiente, e presidente eletto dell'Isde International. L'Isde ha aderito al 'Fridays for Future' e oggi è scesa in in piazza con gli studenti italiani.

A fine 2018 l'Isde ha pubblicato il position paper 'Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione'. Nel documento si evidenzia come, "in un contesto internazionale, l'Italia subisce le maggiori conseguenze in termini di mortalità giornaliera correlata a elevate temperature, seppure con ampia variabilità urbana, con effetti negativi più evidenti nelle grandi città (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli), al meridione e durante i mesi estivi".

"L'incremento in frequenza e intensità delle ondate di calore, associate al progressivo invecchiamento della popolazione, avranno in futuro un significativo impatto sanitario - ricorda il documento - Nell'estate del 2015 si è registrato un incremento del 13% dei decessi attribuibili alle elevate temperature nella popolazione italiana di età superiore ai 65 anni".

L'innalzamento delle temperature ha effetti enormi sulla salute, evidenziano i medici per l'ambiente. "Le patologie, principalmente cardiovascolari e respiratorie, ma anche del periodo perinatale, metaboliche e cronico-degenerative, sono correlate agli inquinanti atmosferici - evidenzia il position paper - le cui concentrazioni sono strettamente dipendenti dall'utilizzo di combustibili fossili usati per la climatizzazione degli edifici (per esempio ossidi di azoto e carbonio) e dalla formazione di inquinanti secondari (soprattutto particolato secondario e ozono) prodotti dal traffico motorizzato".

Poi ci sono effetti negativi sulla salubrità degli alimenti, come conseguenza dei cambiamenti climatici sull'agricoltura, sugli allevamenti, sulla distribuzione delle specie animali. "La contaminazione della catena alimentare con sostanze chimiche tossiche può derivare sia dall'utilizzo di pesticidi come tentativo di correggere la ridotta produttività agricola che dalla contaminazione del suolo in aree interne (in particolare da Pcb e diossine) in seguito a fenomeni alluvionali - avverte l'Isde - La contaminazione del suolo può derivare dalla mobilizzazione di sedimenti fluviali e di aree terrestri contaminate (ad esempio aree industriali, discariche) con successivo deposito di sostanze tossiche nelle aree alluvionate".

L'Isde vuole "sensibilizzare le coscienze sul futuro ambientale del nostro pianeta - ricorda Laghi - e smuovere i decisori politici nazionali e internazionali affinché prendano al più presto provvedimenti chiari e radicali. E' questo anche lo scopo di 'Fridays for Future', un movimento mondiale formato da giovani e studenti, nato dall'impegno della ragazza svedese Greta Thunberg. Dovremmo tutti iniziare a guardare la realtà attraverso gli occhiali dei cambiamenti climatici, ponendo questo tema in cima alla lista di priorità delle nostre agende, in qualunque settore operiamo, in primis la politica".

LA PROPOSTA: "UN SOLO MINISTERO SALUTE-AMBIENTE" - "Un unico ministero che unisca Ambiente e Salute", per affrontare al meglio le conseguenze dei cambiamenti climatici che vendono l'Italia in prima linea. Laghi lancia questa proposta perché "c'è una cosa che oggi come Isde vorremo sottolineare: è che una differenziazione tra i ministeri dell'Ambiente e della Salute non ha più senso: le due cose sono esattamente correlate e devono marciare insieme".

30 ottobre 2011

1)Il carbone, le malattie e la medicina spettacolo 2)Porto Tolle, 'diffida' per il Ministero dell'ambiente 3)"Grillo a Vado Ligure: Intervento di Vito Brunetti, ex CGIL

Immagine inviata dal Presidio di Vado Ligure
 Tratto da Noalcarbone  

Di Maurizio Portaluri.

..del CARBONE. Sono ormai chiarissime le evidenze che attribuiscono all'uso di questo combustibile un impatto negativo sulla salute delle popolazioni nei pressi degli impianti. Gli studi sono stati condotti in tutto il mondo e recentemente ha suscitato molto interesse quello di un gruppo di epidemiologi spagnoli. Il loro studio intorno a 57 centrali di quel paese ha rilevato eccessi di alcuni tumori soprattutto respiratori ma anche vescicali, tanto più altro quanto più ci si avvicina alle centrali.
Gli autori sottolineano che alcune delle sostanze emesse sono cancerogeni “certi” riconosciuti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), come l’arsenico, il cadmio, il cromo, le diossine e gli IPA, altre sono cancerogeni dichiarati “possibili” come il piombo, il nickel ed i furani.
Inoltre i ricercatori aggiungono che le emissioni provenienti dagli impianti a carbone contengono elementi radioattivi, principalmente l’uranio ed il torio, prodotti dalla disintegrazione di radium, radon, polonio, bismuto e piombo e che le popolazioni residenti nei pressi di questi impianti possono essere esposte, secondo un rapporto del National Council for Radiation Protection, un’agenzia governativa degli USA che si occupa della protezione della popolazione dalle radiazioni, a dosi equivalenti 100 a volte quelle misurabili nei pressi di una centrale nucleare, incidenti a parte, aggiungiamo noi.
Brindisi ha notoriamente un primato europeo circa la quantità di carbone bruciato. I politici si concentrano sulla CO2, ma il problema per chi abita a Brindisi non è questo bensì tutte le altre sostanze cancerogene che fuoriescono dai camini o restano nelle ceneri.
Cosa pensate che emergerebbe dalle indagini epidemiologiche che molti cittadini hanno iniziato a chiedere con insistenza nelle aree dove maggiori sono le ricadute delle emissioni? Né più né meno di quanto emerge negli studi che si eseguono in tutto il mondo e non solo nei cosiddetti paesi civili tra i quali amiamo annoverarci. Ma perchè qui le autorità negano i dati per far svolgere le analisi anche agli enti che le saprebbero svolgere? Perchè forse hanno paura di disturbare il manovratore.

E si può ancora sostenere che queste autorità rappresentino gli interessi dei cittadini? Il dubbio è legittimo.
È strano che il nuclearista Veronesi abbia taciuto sul carbone nel suo recente tour salentino. Quale migliore occasione per dire che il
nucleare fa meno male del carbone. Ma si è guardato bene dal dirlo in una terra dove il “partito del carbone” è ben radicato nei posti chiave. .....
Veronesi per fortuna ha anche detto che “ Viviamo più a lungo e l’esposizione ai tumori aumenta con l’età, perchè si accumulano i cancerogeni ambientali.” ....


Purtroppo la “medicina spettacolo” e gli “slogans” hanno l'effetto di lasciare le cose così come sono. Solo i numeri delle malattie dei cittadini e dei lavoratori tagliano la testa al toro. Ma quelli chi ce li ha non li tira fuori. Per il momento
Leggi l'articolo integrale su Noalcarbone



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Tratto da Toghe Verdi

Fermiamo il carbone a Porto Tolle

“Gli occhi di Matteo Ceruti sorridono sempre, anche quando si percepisce che è arrabbiato, ed è questo contrasto che mi colpisce. I modi pacati e le parole dirette come stilettate.
«Hanno cambiato la legge regionale del Parco del Delta del Po per poter avviare la trasformazione della centrale.
Prima del caparbio lavoro della giunta del Veneto addirittura il governo centrale, il ministro dello Sviluppo, aveva inserito nella manovra economica un emendamento che di fatto salvava la centrale. E non chieda ai giornali locali di parlarne, di prendere posizione, di spiegare le ragioni di chi si oppone alla trasformazione a carbone. Non lo faranno. Forse perché l’Enel è un ottimo inserzionista?»”


(dal capitolo “I fumi che accompagnano il Po a mare”, Toghe Verdi)


Centrale Enel Porto Tolle (Ansa) 

Tratto da "Il Resto del Carlino "

Porto Tolle, 'diffida' per il Ministero dell'ambiente 

Rovigo, 28 ottobre 2011 - Le associazioni ambientaliste diffidano il Ministero dell'ambiente, diretto dal ministro Stefania Prestigiacomo. "Nessuna scorciatoia per la Valutazione d’impatto ambientale (Via, ndr), che, per la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle, dev’essere rinnovata integralmente”.

Greenpeace, Italia nostra, Legambiente, Wwf e il Comitato dei liberi cittadini di Porto Tolle in una nota spiegano che “hanno diffidato il ministero dell’Ambiente affinche’ sulla conversione a carbone chiesta dall’Enel si muova nel pieno rispetto della procedura di Valutazione d’impatto ambientale come stabilito dalla normativa nazionale e comunitaria, e confermato da una sentenza del Consiglio di Stato”.
 

Si tratta di un impegno che le associazioni chiedono al Ministero di rispettare entro il prossimo 31 ottobre, ovvero prima della scadenza dei 90 giorni indicata dallo stesso Ministero in una lettera del 3 agosto scorso della direzione generale per le Valutazioni ambientali”. Le associazioni, si legge nel comunicato, “temono che il Ministero non voglia rinnovare la procedura di Via nella sua integrita’ e chiedono, inoltre, che per l’impianto siano valutate le alternative energetiche esistenti: il gas e le energie rinnovabili. E che siano garantite l’informazione e la partecipazione dei cittadini”.
 

Gli ambientalisti fanno riferimento anche alle “perizie tecniche compiute nell’ambito del processo penale in corso presso il tribunale di Rovigo per i danni alla salute provocati dall’impianto attuale. E alle ‘grandi lacune’ della Valutazione di incidenza, imposta dalla direttiva comunitaria ‘Habitat’ trattandosi di un’area che ospita siti e zone di protezione speciale e i parchi regionali del Delta del Po”..Leggi tutto
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29 ottobre No carbone day - breve rassegna stampa


Una breve rassegna stampa sulla mobilitazione dello scorso 29 ottobre
...E alcuni video:
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Tratto da Savona News

Stralcio da Savona News 
INTERVENTO DI VITO BRUNETTI EX CGIL

Ad aprire, dal palco improvvisato su un camioncino - ma con un ottimo audio per una volta - proprio Vito Brunetti, il sindacalista CGIL dimessosi un paio di settimane fa, in aperto contrasto con i suoi dirigenti proprio sul carbone, e con una lettera che avrebbe dovuto far riflettere molti. (QUI )

In controluce, implacabili, le ciminiere.........

L'intervento di Vito Brunetti, ex Cgil (QUI ) "Sono uscito dalla CGIL perchè sostiene il carbone. Sono un chimico, e so che cosa esce da quelle ciminiere: il carbone ammazza." 

10 luglio 2011

Tirreno Power:CONVOCATA LA CONFERENZA DEI SERVIZI per il 13 luglio.

Considerazioni di Uniti per la Salute.

Attendiamo con trepidazione l'esito della conferenza dei servizi ,a cui come cittadini vorremmo poter partecipare ,e ci attendiamo da tutti gli enti in indirizzo la massima ponderazione e attenzione alla problematica che è di fondamentale importanza per gli impatti presenti e futuri sul nostro territorio della combustione del carbone .

IN OGNI CASO E' UNA GRANDE RESPONSA
BILITA' QUELLA CHE GRAVA SU CHI DOVRA' DECIDERE IL DESTINO DEL NOSTRO TERRITORIO.
CONFIDIAMO CHE NE SIANO CONSAPEVOLI.


Tirreno Power:CONVOCATA LA CONFERENZA DEI SERVIZI per il 13 luglio.

Finalmente, dopo ben 15 giorni dalla data di compilazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (24 giugno 2011) e dopo ben 12 giorni dalla ricezione da parte del Ministero dell'Ambiente e a 4 soli giorni dalla conferenza,(13 luglio) hanno pubblicato sul sito del Ministero dell' Ambiente alla voce varie :
Ministero Sviluppo Economico:Convocazione della riunione conclusiva della Conferenza di Servizi per 13/07/2011 .

Consigliamo a tutti i cittadini un'attenta lettura ,in quanto personalmente coinvolti dalle scelte che saranno operate sul nostro territorio ...
Ne riportiamo, per brevità solo alcuni punti


1)Ambito progettuale:il progetto prevede la costruzione di una nuova sezione a carbone denominata VL6....

2)Tavolo Tecnico .
.La Regione Liguria esprimendo parere favorevole all'intervento ,con DGR 262 in data 14-3-2011 ,ha prescritto tra l'altro la demolizioni delle esistenti Sezioni 3 e 4

3)Prescrizioni in sospeso
"i lavori di realizzazione degli interventi oggetto del presente decreto potranno avere inizio a seguito della comunicazione da parte della Direzione generale per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare della positiva conclusione delle attività di ricognizione dello STATO DI ATTUAZIONE DELLE PRESCRIZIONI.....

4)Autorizzazione all'esercizio.
L'autorizzazione all' esecizio dell' impianto è competenza del ministero dell' Ambiente e.....

5)Tutela della Salute e dell'Ambiente
.In tema di tutela della salute si richiama l'attenzione sugli aspetti indicati nella seguente documentazione già precedentemente trasmessa a tutte le Amministrazioni invitate alla Conferenza dei servizi,AI FINI DI UN'ATTENTA VALUTAZIONE
  • 5.1 Relazione in data 3 dicembre 2010 dell'Ordine dei Medici e dei Chirirghi Odotoiatri della Provincia di Savona
  • 5.2 Programma di monitoraggio per il controllo dell'Ambiente Marino Costiero Ligure di Arpal gennaio 2010
  • 5.3 Osservazioni predisposte dallo Studio Terra srl per conto del comitato UNITI PER LA SALUTE ONLUS settembre 2010
  • 5.4 Comunicazione a firma congiunta prot 852 UA/NB del 25 gennaio 2011 dei Sindaci di Quiliano a Vado Ligure,unitamente alla nota dell' Associazione Uniti per la Salute del 27 gennaio 2011
Sono inoltre stati posti all'attenzione i seguenti aspetti
  • 5.5 Valutazione PREVENTIVA dello stato epidemiologico dell'area
  • 5.6 Valutazione di impatto sulla salute(VIS)
  • 5.7 Polveri sottili fini ed ultrafini
  • 5.8 Radioattività del carbone
Si richiamano in proposito le prescrizioni formulate dalla Commissione Tecnica di verifica dell' impatto ambientale contenute nel DSA-DEC 2009-0000941 del 27 luglio 2009 ed in particolare la prescrizione n A23,che così recita "prima dell' inizio dei lavori il proponente dovrà produrre uno studio epidemiologico dell'ambito territoriale ai fini di evidenziare la presenza o meno di patologie collegate agli inquinanti emessi dalla centrale"

Il Ministero della Salute è pertanto invitato ad assumere tutte le necessarie informazioni in proposito,anche tramite altri enti(Regione Liguria,AUSL,ARPAL etc)allo scopo di poter formulare IL PARERE CONCLUSIVO DI COMPETENZA,DEBITAMENTE PONDERATO IN TUTTI I VARI ASPETTI DELLA VICENDA,eventualmente anche non citati espressamente nella presente ma comunque ricorrenti per il caso in esame.

Leggi il documento originale cliccando
Ministero dell' Ambiente alla voce varie :Ministero Sviluppo Economico:. Convocazione della riunione conclusiva della Conferenza di Servizi per 13/07/2011
Leggi su Trucioli Savonesi di Antonia Briuglia

.......Anche a Vado i movimenti e i cittadini, passati da ricorsi, carte bollate, dichiarazioni, manifestazioni, sit-in, non intendono ancora rassegnarsi al loro destino, quello per loro segnato quarant’anni fa e che tanti danni e dolori ha prodotto, ma vogliono resistere e contrastare, con tutte i mezzi possibili, quello che ritengono un sopruso.

Anche la centrale a carbone di Vado è “un’opera insensata”, perché inutile e dannosa, ed è una follia dal punto di vista ambientale ed economico.

Proprio mentre, negli USA, la “guerra al carbone” è iniziata in Florida, quando si è rifiutato di concedere la licenza a una grande centrale elettrica a carbone da 1.960 megawatt, 5,7 miliardi di dollari di investimento - perché l'azienda interessata non è riuscita a dimostrare che costruire quell'impianto era più economico che investire in efficienza, conservazione dell'energia e in energie rinnovabili, qui in Italia s’impiegano ancora risorse per promuovere grandi inutili opere come un’enorme traforo o una mega centrale a carbone, solo esempi di una lunghissima tragica lista.

Questa sconfitta americana «dati economici alla mano», insieme alle manifestazioni pubbliche di protesta contro nuove centrali a carbone in Florida, hanno fatto sì che dopo la prima, altre quattro imprese ritirassero la propria richiesta di licenza.

Già, quei “dati economici alla mano” dimostrerebbero, anche a Vado, proprio i costi che la popolazione paga per l’ottusità di chi, queste opere, si ostina a volerle....

Il vento nuovo che, in Italia, sta nascendo si alimenta anche di questa forza dei movimenti, che nascono nei diversi territori a difesa della vivibilità, valore essenziale per la gente comune e contro chi vuole imporre le proprie decisioni con la prepotenza. Contrariamente a quanto pensano quelle forze politiche che vivono ancora nella convinzione di poter disporre della vita delle persone, sarà molto difficile criminalizzare o sminuire questo movimento che va oltre la Val di Susa e,qui, andrà oltre la Valle di Vado.
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Italiana Coke, centralino dei vigili del fuoco intasato: “Esalazioni anomale”

Cairo Montenotte.....La cokeria è al centro delle prescrizioni ambientali della Regione e delle recenti ordinanze siglate dal sindaco Briano, ma anche nel mirino della Procura della Repubblica (nei giorni scorsi è stata posta sotto sigilli una cisterna). Oggi sono state una cinquantina le chiamate ai vigili del fuoco per segnalare emissioni ed esalazioni inconsuete nel perimetro dello stabilimento.

“La garanzia principale dal punto di vista ambientale è il controllo continuo dei camini, che non è una procedura che adotta la Nasa, ma una misura comune alle moderne cokerie e raffinerie. Non siamo contro l’azienda e, anzi, comprendiamo le opportunità di lavoro, ma esigiamo il rispetto della salute dei valbormidesi” osserva Giuseppe Boveri, portavoce del Comitato Ambiente Salute Valbormida.Leggi tutto



26 giugno 2011

Il grido delle associazioni ambientaliste di La Spezia in un incontro: "Basta Enel e carbone"2)A quando una politica energetica responsabile?.

Tratto da Città di LaSpezia

Il grido delle associazioni ambientaliste in un incontro: "Basta Enel e carbone".

La Spezia. "Pur consapevoli che le richieste di integrazioni per l’Aia perseguono per loro natura obbiettivi inerenti la compatibilità ambientale delle emissioni prodotte e delle possibili mitigazioni di carattere impiantistico ad opera di Enel, non sviluppando alcuna valutazione circa la stima dei possibili danni sanitari per i nostri concittadini dovuti all’attività della centrale; preso atto che la politica degli enti territoriali presenti sia quella di ottenere un contenimento delle emissioni entro gli orientamenti ed i limiti di legge, non possiamo non sottolineare l’assoluta incongruità delle integrazioni prodotte da Enel e delle prescrizioni richieste laddove si vogliano rispettare gli impegni presi in passato da Enel e dal Comune nei confronti della città e laddove si pensi a tutelare la salute pubblica".
Così le
Associazione Comitati Spezzini, Associazione Medici per l’Ambiente – Isde La Spezia, Italia Nostra La Spezia, Lipu La Spezia, Legambiente La Spezia, Wwf La Spezia, a seguito dell’incontro informativo del comune con le associazioni ambientaliste circa l’Autorizzazione Integrata Ambientale richiesta da Enel al vaglio della Commissione ministeriale. "Ricordiamo infatti le garanzie che erano state date in campagna elettorale circa la dismissione della centrale, al massimo entro il 2015, da parte del sindaco Federici.
Niente di tutto questo nelle richieste dell’amministrazione in sede di commissione IPPC. Dimenticandosi forse che negli ultimi anni la nostra centrale risulta ancora essere tra le più inquinanti a livello nazionale, con un ulteriore incremento rispetto al passato dell’esercizio della sezione a carbone rispetto a quelle a turbogas, con regimi transitori che comportano un peggioramento ulteriore dei picchi di inquinanti emessi. Ancor peggio quando si consideri che la nostra città ha incidenze di diverse malattie legate all’inquinamento assai maggiori rispetto alle altre province liguri e alle medie nazionali.
Considerando che nella fase conclusiva dell’iter autorizzatorio il Sindaco, rivestendo il ruolo di massima autorità sanitaria del territorio, è tenuto ad emettere un parere sanitario e considerando che, al di là della concessione dell’AIA, il sindaco stesso può richiedere il riesame dell’autorizzazione stessa, le nostre associazioni concordano nel richiedere il mantenimento delle promesse fatte a suo tempo iniziando dall' abbandono dell’uso di carbone ed oli quali combustibili.
Sottolineiamo che in termini di esigenze produttive questa richiesta è oltremodo solvibile visto che la produzione di energia elettrica è assolutamente eccedente le richieste sia a livello regionale che nazionale e considerando che la nostra centrale ha funzione puramente strategica nelle situazioni “di punta”. Le nostre associazioni si impegnano quindi, in queste ultime battute dell’iter autorizzatorio, a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla chiara esigenza di dire
Basta Enel, basta carbone!"
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A questo proposito si terrà Martedì 28 Giugno alle 17 presso la Sala della Provincia, un incontro dal tema "Verso l' Autorizzazione Integrata Ambientale per la Centrale Enel della Spezia: ancora carbone per il nostro territorio?".
Interverranno
Massimo Scalia, docente di Fisica dell' Universita' di Roma,
Giovanni Ghirga, resp. U.O. Pediatrica di Civitavecchia, coord. naz. Medici per l’Ambiente,
Marco Grondacci,
esperto di diritto ambientale,
presente anche la delegazione di Uniti per la Salute – associazione Onlus di Savona.
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Tratto da Rovigo oggi

CENTRALE ENEL PORTO TOLLE (RO) La modifica dell'articolo 30 della legge regionale del Parco del Delta potrebbe non bastare.

A quando una politica energetica responsabile?


La “notizia bomba”, come direbbe Biscardi, si risolve nel fatto che Zaia ha semplicemente dato mandato ad un pool di tecnici di studiare la possibilità di modificare la legge istitutiva del Parco nel solo articolo 30; questo si evince dalla lettura dei quotidiani, e ne dà approvazione in giunta regionale oltre che chiederne la ratifica in consiglio.

Ovviamente serve a lui per prendere tempo con politici locali, imprese e lavoratori Enel che tanto lo stanno incalzando negli ultimi tempi.

Tralasciando le considerazioni che potrebbero essere tacciate di “ambientalismo estremo” sul fatto che nel 2010 al mondo le emissioni per le attività umane di Co2, gas serra responsabile del global warming e che provengono per un buon 60 % dalla produzione energetica, hanno segnato il record di 30,6 miliardi di tonnellate e altre 10, 5 milioni di tonnellate in capo alla centrale Enel di Polesine Camerini riconvertita a carbone non sarebbero certo le benvenute per l’ecosistema planetario ragioniamo su altro.

Come chiaramente afferma l’avvocato Matteo Ceruti, pur eliminando l'art. 30 della legge 36/97 veneta, istitutiva del Parco del Delta, rimane l'obbligo imposto dalle leggi europee e nazionali di operare in sede di Via la valutazione delle alternative al progetto sottoposto alla procedura.

Per cui permane per i presentatori il problema di dimostrare che quella del carbone è la migliore soluzione sotto il profilo ambientale tra le alternative ipotizzabili, compreso il gas.
In secondo luogo il Consiglio regionale veneto non può abrogare la normativa europea sulle migliori tecnologie disponibili, la cui violazione, come ricordato, è alla base della seconda censura accolta dal Consiglio di Stato.

Nella diatriba tra Terna (gestore nazionale delle infrastrutture elettriche), che vorrebbe creare in proprio impianti di pompaggio e sistemi di accumulo contro le attuali dispersioni di rete, ed Enel che vede minacciato, dalle intenzioni di Terna, il proprio mercato è di interessante lettura una dichiarazione dell’Ad di Enel Fulvio Conti che lo scorso 3 giugno 2011 dichiarava: “In Italia abbiamo fatto molti investimenti e c’è un eccesso di capacità disponibile per far fronte a ogni emergenza e c’è una forte crescita delle rinnovabili che con una migliore e più ampia tagliatura di rete si potrà portare a fruizione di tutti i consumatori. Quindi si facciano le reti quando sono necessarie perché c’è un’abbondanza di riserve e di capacità a disposizione su tutto il sistema”.

Enel sta facendo finanza più che investimenti in nuovi impianti e ha un debito di 45 miliardi di euro, il nucleare perduto la costringe anche ad una riparametrazione delle uscite di cassa.

E poi il mercato elettrico in flessione prolungata, complice la crisi economica, non sta affatto chiedendo nuovi investimenti, semmai impone un’oculata gestione dell’esistente pianificando risparmio ed efficienza.....


La domanda che ci poniamo è la seguente: può l’economia polesana aspettare ancora a lungo?

Non sarebbe opportuno, nell’interesse di quella stessa economia fermare le faziosità e ragionare su un piano a prescindere dal carbone che ci faccia uscire dalle secche degli anni recenti che rischiano di essere quelle degli anni futuri?

Questa sarebbe, per noi del Movimento 5 Stelle, una via saggia da percorrere in un territorio che ha tutto per non inseguire altre chimere e non diventare come la Fortezza Bastiani nel Deserto dei Tartari i cui abitanti attendono un evento che forse non verrà mai.
Vanni Destro
Movimento 5 stelle Rovigo
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Tratto da Ansa

Ilva Taranto, no a richiesta sequestro

Formulata dal Noe dopo controlli che hanno evidenziato anomalie


(ANSA) - TARANTO, 26 GIU - respinta dalla Procura la richiesta dei Carabinieri del Noe di Lecce di emettere un provvedimento di sequestro nei confronti di alcuni impianti dell'Ilva di Taranto.

Richiesta arrivata dopo che i controlli compiuti nell'arco di 120 giorni hanno evidenziato una serie di anomalie. Lo ha detto in una nota uno dei legali dell'Ilva, l'avvocato Francesco Perli. Il sequestro era stato chiesto nell'incidente probatorio in cui e' stato disposto l'affidamento della nuova perizia sull'inquinamento.

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Tratto da Savona news

Magie della Prestigiacomo e del c.d. Ministero dell'Ambiente....

Mirabile fanfara dell'ufficio stampa del Ministero dell "ambiente" che autocelebra le meraviglie del proprio operato........
Ovviamente del fatto al ministero che mezza commissione VIA sia indagata dalla Procura della Repubblica di Rovigo di Porto Tolle (P.M. Fasolato, che un altro ministero ha pure cercato di trasferire) nessun accenno...

Cogliamo l'occasione di tanta magniloquenza per ricordare che 12 tra dirigenti Enel e finzionari del Ministero dell'"ambiente" sono indagati dalla Procura della Repubblica di Rovigo. Le ipotesi di reato sono Falso e Abuso di ufficio a vario titolo. Il campo da gioco, la VIA ministeriale al carbone per la centrale di Porto Tolle, sul delta del Po (vedi notizie correlate o QUI)

Lèggere per credere:

"Prestigiacomo: grande prova di efficienza e professionalità"

Questa la nota stampa. Più che una nota, un'orchestra d'archi voltaici e fiati corti

Leggi l'articolo integrale e la nota stampa su Savona news