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03 aprile 2016

Tirreno Power offre il carbonile alla regione Liguria....

Su  Il SecoloXIX.it del 02 Aprile 2016


Leggi anche su RSVN

‘Impianti a carbone dismessi entro pochi anni’


Si riapre dibattito alla Tirreno Power di Vado
Vado Ligure. “Le ultime dieci centrali a carbone in Italia 
potrebbero essere dismesse entro qualche anno”. 
Questo il senso di un passaggio dell’intervista che il ministro 
dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha reso all’emittente 
Radio Capital in questi giorni......Leggi qui


20 settembre 2013

TIRRENO POWER , PERCHE' LA POLITICA NON HA CONTROLLATO?

in edicola oggi 



Tratto da Il Secolo XIX
19 settembre 2013 
 La centrale a carbone e le indagini
che la politica non ha voluto fare

Perché devono essere i consulenti di una procura della Repubblica a dirci se un impianto industriale è pericoloso?

Il caso della centrale a carbone di Vado Ligure assomiglia nel suo piccolo (sempre che mille morti presunti vi paiano pochi) a quello dell’Ilva di Taranto e a tanti altri in cui la magistratura svolge di fatto un ruolo di supplenza rispetto alla politica.
e Provincia di Savona hanno avuto più occasioni per fare l’interesse dei cittadini, che è quello di avere quantomeno le stesse probabilità di ammalarsi di tumore ai polmoni della media degli italiani. L’ultima solo due anni fa, quando Tirreno Power ottenne l’autorizzazione ad ampliare la centrale realizzando un nuovo gruppo elettrogeno - si suppone e si dichiara - di più moderna concezione e di assai minore impatto rispetto a quelli attualmente in funzione.
 Ma proprio i vecchi gruppi, che la stessa Tirreno Power dichiara più inquinanti di dieci volte (in fatto di polveri sottili) rispetto a quelli futuri, potranno continuare a funzionare ancora per otto anni.

Sembrerebbe sensato che i signori (personalizziamo responsabilità che ovviamente sono più estese) Prestigiacomo,  Burlando e Vaccarezza, di fronte a denunce di comitati, cittadini e ordini dei medici, avessero dato di loro impulso un incarico serio di verifica, anziché trovarsi oggi di fronte alle conclusioni di un pool di esperti nominato da un pubblico accusatore che di mestiere si occupa di accertare se un reato sia stato commesso.
In realtà i comuni di Vado e Quiliano, nella loro ristrettezza di risorse, un incarico lo avevano affidato, nel 2011, ma i dati sulla mortalità prodotti dal loro consulente si fermavano al 2004. 
I dati successivi chi li ha? E perché non sono pubblici?
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Tratto dal tg delle ore 14 del 19 settembre 
 Rai 3.
 In questi anni le istituzioni che avrebbero dovuto vigilare sulla salute  dei cittadini non lo hanno  fatto questo è evidente.
Non crediamo sia giusto che  si debba sempre aspettare il lavoro della Magistratura e delle Procure
La Regione, la Asl , l' Arpal ,le Istituzioni   i Sindaci avrebbero dovuto predisporre questi accertamenti sulla salute dei cittadini.

30 marzo 2013

Illustrato alla Ubik il ricorso al Tar del Lazio contro l'ampliamento della centrale :"Ecco come fermeremo il carbone"

Tratto da La Stampa
"Ecco come fermeremo il carbone"


Illustrato alla Ubik il ricorso al Tar del Lazio contro l'ampliamento della centrale Gli ambientalisti contestano 

  di Roberto Pavanello

Marco Stevanin e Matteo Ceruti. è in loro che ripone grandi speranze la Rete savonese fermiamo il carbone che combatte contro l'ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado. Stevanin è infatti l'uomo che, con il suo Studio Terra, ha realizzato la perizia tecnica che si contrappone all'Autorizzazione integrata ambientale, Ceruti è l'avvocato che ha redatto il ricorso al Tar del Lazio in 14 punti per bloccare il via libera ai lavori.

Ieri i due professionisti hanno illustrato alla Ubik,le motivazioni del ricorso, dichiarandosi ottimisti sul suo successo. A portare il loro sostegno (sempre in collegamento) anche Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf, e Alessandro Giannì, direttore campagne di Greenpeace Italia, in rappresentanza delle associazioni nazionali che hanno sottoscritto il ricorso. 
 In massima sintesi, gli ambientalisti contestano l'impatto sull'ambiente e sulla salute che ha la centrale così com'è e come sarà, anche dopo gli interventi giudicati migliorativi dalla Tirreno Power, ma non per i ricorrenti. 
 
«E' un provvedimento autorizzativo che viene meno alle sue funzioni», in questo modo l'avvocato ha definito l'Aia, indicando i punti sui cui si basa il ricorso (punti evidenziati anche da Stevanin): «In questa Autorizzazione ci sono errori procedurali e di sostanza. I primi non hanno consentito un' adeguata pubblicazione e conoscenza di tutti gli atti sia nella fase istruttoria dell'Aia che nella sua fase conclusiva. Per quanto riguarda la sostanza non vengono rispettati i criteri emissivi e ambientali indicati non solo alle normative italiane, ma anche alle migliori tecnologie disponibili a livello internazionale.
 Altra anomalia è l'utilizzo dell'olio combustibile, che non era nemmeno previsto», «e che - sottolinea Stevanin - passa da 16 mila litri ad un consumo di 1 milione e 200 mila tonnellate. 
 Su un territorio colpito come questo, un'Aia del genere non dovrebbe essere concessa».
 
La Tirreno Power resta ferma sulle sue posizione e ribadisce che «l'Aia ha imposto investimenti e migliorie ambientali di straordinaria rilevanza economica per gli interventi sulle unità esistenti che consentirebbero di trasformare la centrale di Vado Ligure quale la più avanzata in Europa per tecnologie adottate»  

Dato, però contestato dal ricorso: toccherà quindi al Tribunale stabilire quali delle due posizioni sia nel giusto.

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Guardatevi il video
e ascoltate bene ...... gli importanti aspetti e le argomentazioni trattati molto chiaramente dai Competenti Relatori .
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Pubblicato su Il Secolo XIX di oggi


25 marzo 2013

Comunicato Rete Savonese fermiamo il Carbone

 Comunicato
Abbiamo assistito all’incontro  di stamane 25 marzo 2013 nella Sala consigliare di Vado Ligure

Esprimiamo il più  completo  e profondo sconcerto per i seguenti motivi
 Non ci è stato permesso di parlare e quindi di contestare alcune delle affermazioni  effettuate;  ci pare che su problematiche di questa rilevanza  sentire i rappresentanti dei comitati  fosse indispensabile e ci permettiamo peraltro di ricordare che per quanto riguarda i temi ambientali la Commissione europea definisca “imperativo democratico”, la partecipazione del pubblico.

Siamo delusi perché non sono state citate  le affermazioni di un Ente super partes come l’Ordine dei Medici che a proposito dei gruppi  3 e 4 parla di   “minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

Qui é necessario scandire bene le parole: i medici parlano di minaccia REALE e CONSISTENTE non solo per la salute ma per LA VITA dei cittadini.
Non abbiamo sentito obiettare dagli amministratori che per molti anni quei gruppi 3 e 4 funzioneranno con limiti in concentrazione molto superiori rispetto ai limiti delle Migliori Tecniche Disponibili: infatti sull’AIA per SO2 è indicato un limite  di 350 mg/Nm3 mentre le prestazioni MTD vannno da min 20 a max 200. avremmo quindi  una concentrazione per SO2  oltre 17 volte rispetto al limite minimo MTD e oltre 1,7 volte rispetto al limite massimo MTD .

E non basta per i primi due anni 
il limite è addirittura indicato in 390
Per il CO è indicato un limite AIA di 250 mg/Nm3 una concentrazione di oltre 8 volte rispetto volte rispetto al limite minimo MTD  e di  5 volte rispetto al limite massimo MTD


Non abbiamo sentito una parola sul fatto che addirittura il nuovo “modernissimo” gruppo che dovrà partire avrà limiti di emissioni di CO (monossido di carbonio) molto, molto  superiori ai limiti delle migliori tecnologie.

In realtà i futuri gruppi cosiddetti nuovi entrerebbero in esercizio con un valore di CO  di 120 mg/Nm3 rispetto al limite 30-50 previsto dalle MTD

Quindi valori di 4 volte rispetto al limite minimo MTD e oltre il doppio rispetto al limite massimo.


Abbiamo sentito un sindaco chiedere conto dell’indagine epidemiologica presentata da TP  perché non ne avrebbe copia: ci pare molto molto strano  per non dire incredibile che le amministrazioni non abbiano copia di quel documento  che risale ad oltre un anno fa (inoltrato il 20.03.2012):  noi infatti ne abbiamo copia (regolarmente richiesta alla Regione) e sappiamo anche che la regione ha scritto (in data 21.05.2012) a proposito di quella indagine :

“il documento presentato contiene una elaborazione statistica della mortalità con riferimento al documento già elaborato da questa regione che non può essere considerato come studio epidemiologico in quanto non mette in relazione morbilità con gli inquinanti emessi dalla centrale termolelettrica in parola per tempi congrui durante i quali confrontare un gruppo rappresentativo della popolazione residente con un gruppo di persone residenti in un’area che non sono soggetti a tali inquinanti con tali concentrazioni”


A quanto abbiamo compreso non esistono certezze sulla non costruzione del terzo gruppo (ricordiamo che nel programma elettorale della amministrazione di Quiliano era scritto "il progetto per la realizzazione di un nuovo gruppo termoelettrico deve essere abbandonato...")


Questi solo alcuni dei motivi del nostro grande sconcerto: ci riserviamo a breve di formulare  un commento più esaustivo 

Sicuramente la salute dei cittadini non è stata messa in primo piano

 Rete savonese fermiamo il carbone

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Pubblichiamo ,per rinfrescare la memoria, alcune delle immagini proiettate nell'incontro pubblico del 2 novembre


Immagine 1


Pagina 181 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso. "Assetto impiantistico attuale" in cui si evidenziano le concentrazioni riferite al 2010 e le prestazioni secondo le MTD (migliori tecnologie disponibili)


Immagine2



 Pagina 187 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso dove si presenta "assetto di esercizio 1" (per il periodo transitorio) in cui si evidenziano (cerchiati in rosso) la conc. inquinanti alla capacità produttiva  e (cerchiati  in nero) i limiti AIA .Questi dati  si possono confrontare con le prestazioni secondo le MTD (migliori tecnologie disponibili) che sono cerchiati in blu. 
Per l'SO2 :si noti il valore 390  con nota 1 che recita "intesa come media mensile, per i primi 2 anni dal rilascio dell'AIA" 
Su questi confronti ognuno può fare le sue considerazioni

Immagine3




 Pagina 193 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso dove si presenta "assetto di esercizio 2" RIFERITO AL NUOVO GRUPPO PROGETTATO VL6 . Sono evidenziati e si possono confrontare cerchiati in rosso il valore dell'inquinante CO  secondo le MTD  (migliori tecnologie disponibili)  con range da 30 a 50 mg/Nm3 e il limite AIA di 120mg/Nm3 .
Si parla del gruppo nuovo, ancora da costruire con cui si partirebbe già con un dato assai superiore alle MTD!  
Quindi, non solo i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire con concentrazioni di CO superiori alle MTD.

Anche su questo ognuno può fare le sue considerazioni

Immagine4


Passo dell'Ordine dei Medici di Savona  sui vecchi gruppi a carbone 3 e 4 (che si vorrebbero fare funzionare ancora per molti anni)
Ripetiamo le considerazioni  "già note" della

  Rete Savonese 
Fermiamo il carbone
 ....

 Per quanto riguarda dell’ormai nota Aia (autorizzazione integrata ambientale), ferma restando la nostra assoluta contrarietà all’uso del carbone (per giunta in un centro abitato)per i motivi ben evidenziati nell’atto fondativo della Rete Savonese Fermiamo il carbone, si è rimarcato il grave problema dei limiti indicati nel PIC “parere istruttorio conclusivo” su cui la conferenza dei servizi ha espresso parere favorevole .

Sono valori a nostro parere clamorosi: ad esempio per il biossido di zolfo (SO2) nelle tabelle è indicato che nel 2010 si è avuta una concentrazione di 336 mg/Nm3 a fronte di un limite “prestazioni MTD" (migliori tecnologie disponibili) con un range che va da 20 a 200 come media giornaliera. 
I limiti dati per i futuri assetti 1 e 2 per i vecchi gruppi prevedono invece 350 mg/Nm3 come media mensile (addirittura superiore alla media annuale dichiarata per il 2010 oltre che naturalmente molto al di sopra delle prestazioni MTD di 20-200).

Noi riteniamo che poiché sono già ben 5 anni che questi gruppi non sono adeguati alla MTD l’adeguamento debba avvenire subito e non “entro la vigenza dell’ AIA" che, ricordiamo, ha durata di otto anni .
A noi sembra altrettanto clamoroso poi che nelle tabelle del PIC approvato in conferenza di servizi per i tanto decantati  gruppi nuovi, per l’inquinante CO a fronte di prestazioni previste dalle MTD (migliori tecnologie disponibili) che vanno da 30 a 50 mg/Nm3 sia stato indicato un limite AIA di 120. Ribadiamo che si parla dei gruppi nuovi, ancora da costruire con cui si partirebbe già con un dato assai superiore alle MTD!


Quindi, non solo i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire con concentrazioni di CO superiori alle MTD.




Noi chiediamo e chiederemo in tutte le sedi che sia rispettato scrupolosamente il Decreto Legislativo che regola la concessione dell’AIA " Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale: devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili."


 
Immagini tratte da facebook del dottor G. Ghirga Medico ISDE

09 settembre 2012

IL CITTADINO E' SEMPRE VIGILE E CONTROLLA....... ........

Riportiamo alcuni valori degli inquinanti tratti da Ambiente in Liguria relativi alla stazione di Quiliano.Quello che vorremmo far notare è che per il Pm 10 e per il Pm 2,5  le misurazioni si fermano al 6 settembre.Oggi ne abbiamo 9 Altro che valori in continuo....  Per l' OZONO invece le misurazioni arrivano al giorno 8 .Come si può vedere,dalla  tabella in fondo ,  i valori di tale giorno sono decisamente alti :181-182-169.....

Gli anziani e i bambini e tutti noi siamo stati adeguatamente informati delle problematiche connesse per la nostra salute con tali valori di ozono?                          I Isuperamenti del livello   di informazione : 2
Sul sito ambiente in Liguria nel 2011  leggevamo:(c) soglia di informazione sulla media oraria pari a 180 microgrammi per metro cubo (D.Lgs. n.155 13.08.2010 All. XII, punto 2). Da tempo la funzionalità che  permetteva  di consultare gli indicatori statistici giornalieri di qualità dell’aria  è diasabilitata Se si si clicca su accesso agli indicatori statistici giornalieri di qualità dell'aria esce: Nessun dato disponibile per il giorno indicato .
Ma .........ecco le tabelle.
Mercato Generale - Quiliano - Tipo zona: Suburbana - Tipo postazione: Industria
Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta


















































































05/09/2012 00:0006/09/2012 00:0036

06/09/2012 00:0007/09/2012 00:0045

Mercato Generale - Quiliano - Tipo zona: Suburbana - Tipo postazione: Industria
Pm10 - camp. continuo, raggi beta





05/09/2012 00:0006/09/2012 00:00       40

06/09/2012 00:0007/09/2012 00:00    55

  
Mercato Generale - Quiliano - Tipo zona: Suburbana - Tipo postazione: Industria
Ozono - continuo, fotometrico uv
08/09/2012 09:0008/09/2012 10:00106

08/09/2012 10:0008/09/2012 11:00125

08/09/2012 11:0008/09/2012 12:00134

08/09/2012 12:0008/09/2012 13:00148

08/09/2012 13:0008/09/2012 14:00161

08/09/2012 14:0008/09/2012 15:00169

08/09/2012 15:0008/09/2012 16:00181

08/09/2012 16:0008/09/2012 17:00182

08/09/2012 17:0008/09/2012 18:00169

08/09/2012 18:0008/09/2012 19:00130

  

23 aprile 2012

Don Gallo :"I nuovi partigiani combattono il carbone"




Tratto da Trucioli Savonesi 
La tesi di Davide Pesce presentata all'esame orale da giornalista professionista superato venerdì 16 marzo 2012




“Volete sapere chi sono i nuovi partigiani a Savona? Sono quelli che si battono contro la centrale a carbone di Vado Ligure!”
La frase senza ambiguità, pronunciata da don Andrea Gallo, proprio in una città medaglia d’oro per la Resistenza ha scatenato polemiche e reazioni a catena.
Dall’immigrati clandestini, alle prostitute, perché un “prete comunista” come si definisce lui stesso, adesso scende in campo in modo così polemicamente violento su un tema delicato e controverso che tiene banco nella vita dei savonesi da almeno 40 anni?


 In Italia sono attive 13 centrali a carbone sparse in 8 regioni e ben 3 di queste 13 sono in Liguria: una a La Spezia, una a Genova (che fra cinque anni verrà dismessa) ed una nel Savonese a Vado, più potente di quelle di Genova e La Spezia messe assieme ed in assoluto l’impianto più potente di tutto il Nord-Italia, unico nel suo genere, poiché è costruito in pieno centro abitato, una vera e propria centrale in città.
La proprietà della centrale è di Tirreno Power che oggi è uno dei principali produttori di energia elettrica del Paese ed è presente sul territorio nazionale con le centrali termoelettriche di Civitavecchia e di Napoli....

Le centrali di Napoli e Civitavecchia economicamente non sono in perdita, tutt’altro, ed il carbone è totalmente assente.
Semplicemente produrre energia col carbone anche se è molto più inquinante, costa di meno e quindi comporta maggiori profitti, di qui la predilezione dei produttori per il carbone.
Tirreno Power, addirittura, ha cercato anche altrove di costruire impianti a carbone, ma ha trovato sulla propria strada politici locali che hanno innalzato barricate, sostenuti da popolazione e ambientalisti.

A Vado Ligure, accanto ad un moderno impianto a metano da 800 megawatt, entrato in funzione nel 2007, sono attive due unità a carbone, ciascuna da 330 megawatt, per un totale di 660 megawatt, che sono un vero e proprio esempio di archeologia industriale: i due gruppi sono in servizio dal lontano 1971. Hanno cioè “festeggiato” i 40 anni ed hanno ancora pochi anni di vita davanti perchè stanno letteralmente cadendo a pezzi, inquinano moltissimo e da almeno cinque anni funzionano senza l’obbligatoria AIA (Autorizzazione Ambientale Integrata), la cui concessione è vincolata obbligatoriamente all’impiego delle BAT (migliori tecnologie disponibili), attuabili solo con il totale rifacimento dei gruppi esistenti.
Tirreno Power ha però collegato la ristrutturazione dei gruppi esistenti alla costruzione di un nuovo gruppo a carbone da 460 mw, che si andrebbe ad unire ai 660 mw esistenti, per un totale di 1.120 mw.
Unitiperlasalute un comitato di cittadini, coadiuvato da un team di avvocati e avvalendosi di perizie giurate e studi scientifici, ha presentato alla Procura della Repubblica di Savona un esposto...

Alcuni dati oggettivi che emergono sono davvero stupefacenti: la centrale produce ogni anno ben il quintuplo del fabbisogno energetico dell’intera provincia di Savona ed ogni giorno sono bruciate, secondo l’ingegner Prelati della Tirreno Power, ben 5.000 tonnellate di carbone, per un totale di 1.825.000 tonnellate di carbone all’anno.
Il processo combustivo del carbone riversa nell’ambiente, per un raggio di oltre 50 km, cospicue quantità di agenti inquinanti, che, favoriti dai venti, frequenti in Liguria, ricadono in acqua, nell’aria e nel suolo.
Una centrale a carbone emette sostanze ad attività cancerogena per l’uomo in quantità enorme: arsenico, cromo, mercurio, cobalto, radon (presente nelle ceneri del carbone e considerato la seconda causa di morte del cancro al polmone dopo il fumo), benzene, diossine, polveri sottili. Sostanze che sono le principali responsabili di neoplasie, infarti, ictus, emorragie cerebrali.
Ma non è tutto. Diciamo è solo una parte. Il problema sono le polveri sottili, le cosiddette pm 2,5 (quelle sotto i 2,5 micron); si tratta di polveri frutto della combustione del carbone che non riescono ad essere abbattute da nessun filtro, neppure da quelli di ultima generazione e che veleggiano nell’atmosfera a distanze anche superiori ai 50 km. Sono polveri più pericolose di quelle grossolane, poiché passano indisturbate la barriera emato-polmonare, col risultato così di provocare ancora maggiori casi di malattie trombotiche (infarti ed ictus), nonché tumorali.
Non sono quindi le macropolveri sollevate per il vento dai depositi di carbone (che non sono neppure oggi, dopo 40 anni di attività, coperti leggi qui) il maggior pericolo per la salute dei cittadini, semmai lo sono per i poggioli e i davanzali, con relativa biancheria stesa, come succedeva anni fa quando i filtri delle ciminiere liberavano il particolato più grossolano (PTS). Ora invece i filtri lasciano passare le polveri più sottili possibili, le quali, a differenza delle loro antenate, non vanno a cozzare contro le difese delle nostre vie respiratorie e i filtri degli alveoli polmonari, ma, penetrano in essi per andare a minare all’interno, “sottilmente”, subdolamente la salute dell’organismo.
Il progetto della comunità europea Externe ha dimostrato che il costo di produzione di elettricità dal carbone e dall’olio combustibile raddoppierebbe se fossero conteggiati i costi esterni, come i danni all’ambiente, la mortalità e soprattutto la morbilità (il rapporto tra il numero di giornate di assenza dal lavoro per malattia e il numero di giornate lavorative previste), corrispondenti a circa 140 milioni di euro ogni anno, gravanti quasi interamente sulla comunità del Savonese e della Val Bormida.
Il risparmio attuato rispetto alla produzione col metano risulta vanificato da questo studio; il problema è che i danni dell’inquinamento non ricadono su chi produce energia elettrica, ma sull’intera collettività.
A pagare sono sempre i cittadini: in Provincia di Savona, fra il 1988 ed il 2004, la mortalità dell’intera provincia è risultata significativamente più elevata rispetto alla media regionale in entrambi i sessi, con un eccesso di circa 3.000 decessi
 Non dobbiamo stupirci quindi se don Gallo, salesiano, prete degli ultimi, dei perdenti, quelli che convivono quotidianamente con la sofferenza, ispirato dalla predicazione di don Milani, a quasi 84 anni, dall’angiporto di Genova sia andato a Savona per tuonare contro chi avvelena per profitto la gente indifesa. Industriali e politici legati al carrozzone dell’occupazione a tutti i costi anche a dispetto della salute, non hanno gradito ed hanno replicato di sofismi. 
Don Gallo è andato avanti di randello, ma il carbone, scortato da politici zelanti, anche.


versione in pdf

Leggi anche

1) Don Gallo: è uno scontro tra economia e democrazia 

Tratto da" La Stampa di oggi"


"Caro Di Tullio è uno scontro tra economia e democrazia".

Caro di Tullio considero valida la risposta di Stefano Milano (leggi )della libreria Ubik. La ritengo esaustiva.

Tuttavia ,considero sempre valido il confronto,l'ascolto reciproco.Pertanto sarebbe importante un' assemblea aperta a te,al Pd e a chiunque voglia scegliere da che parte stare.

Il virus del fascismo è nuovamente in libera uscita.
Non escluderei i tecnici,gli esperti ,i medici e i 8 Comuni della provincia savonese.

LO SCONTRO E' TRA ECONOMIA E DEMOCRAZIA(RISPETTARE I DIRITTI ESSENZIALI DEI CITTADINI E LA SALUTE HA LA PRIORITA'.Art 3 Costituzione Repubblicana:E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli....).

Tanti saluti.

DON ANDREA GALLO

2)"LETTERA ai GIORNALI del Comitato Spotorno-Noli


   Ecco,sì, siamo partigiani, come ha detto don Gallo, partigiani di un'idea di sviluppo che considera le alternative reali, verso le quali si sta orientando il mondo col fine di rispettare veramente l'ambiente e la salute degli stessi lavoratori, con la previsione addirittura di un aumento dell'occupazione; siamo partigiani perché stiamo dalla parte della salute collettiva, perché ci opponiamo al degrado  di un territorio che non appartiene solo a noi, ma anche alle  future  generazioni.
  1° marzo 2012
                                                           
 Comitato "Ambiente e Salute" di Spotorno-Noli

 _______________

Leggi anche su QualEnergia

Uno stop del Consiglio di Stato alla centrale a carbone di Porto Tolle


Venerdì 20 aprile è stata emessa la sentenza dalla Sesta sezione del Consiglio di Stato, che respinge per inammissibilità il ricorso con cui la Regione Veneto ha chiesto di revocare la sentenza dello stesso Consiglio di Stato del 17 maggio 2011. 
  
Con quel pronunciamento fu dichiarato illegittimo il decreto del ministero dell'Ambiente che stabiliva la compatibilità ambientale del progetto Enel di conversione a carbone della centrale termoelettrica a olio combustibile di Porto Tolle, in provincia di Rovigo (Qualenergia.it, Il soccorso della manovra al carbone di Porto Tolle - Porto Tolle, priorità strategica, ma solo per Zaia ed Enel).