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07 maggio 2016

Centrale a carbone di Saline (RC), Consiglio di Stato accoglie ricorso della Sei.Ma...

Tratto da Il Dispaccio

Centrale a carbone di Saline (RC), Consiglio di Stato accoglie ricorso della Sei.




"Con sentenza pubblicata il 5 maggio 2016 il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale
(Sezione Sesta) si è pronunciato sugli appelli proposti dalla S.E.I. S.p.a., dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri interessati contro la sentenza del T.a.r. del Lazio che, accogliendo i ricorsi proposti dalla Regione Calabria, dal Coordinamento delle Associazioni dell' Area Grecanica No al Carbone e da alcune associazioni ambientaliste, aveva annullato il decreto del Ministero dell'Ambiente n. 115 del 5 aprile 2013 ed il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012, con i quali è stata decretata la compatibilità ambientale (V.I.A.) e l'autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) al successivo esercizio riguardo al progetto per la realizzazione della centrale termoelettrica alimentata a carbone, da localizzare nel Comune di Montebello Jonico, località Saline Joniche (Reggio Calabria)".

Così il Coordinamento Associazioni Area Grecanica che aggiunge "Sebbene con la sentenza di ieri sia stato ribaltato l'esito del giudizio, la lettura della motivazione dà conferma della correttezza delle ragioni e delle azioni di chi in questi anni si è battuto affinché la centrale non fosse costruita.

Il Consiglio di Stato ha infatti affermato che l'intesa 'forte' della Regione, indispensabile anche secondo la Corte Costituzionale, è richiesta nell'ambito del solo procedimento di autorizzazione unica – funzionale alla costruzione dell'infrastruttura, ma non anche nell'ambito della fase sub-procedimentale di v.i.a.-a.i.a., dove l'apporto della Regione risulta circoscritto alla sola fase istruttoria in sede di Conferenza di servizi. Per questo ha ritenuto che non fosse decisivo il dissenso chiaramente manifestato dalla Regione Calabria per il rilascio della V.I.A.-A.I.A. (al quale si era aggiunto anche il dissenso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, superato solo grazie all'intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri). 
Il giudice amministrativo di ultima istanza tuttavia ha evidenziato come sia a tutt'oggi non definita e pendente dinanzi al Ministero dello Sviluppo Economico la procedura di A.I.A. autorizzazione integrata ambientale. In sintesi – aggiungono dal coordinamento – non è affatto smentito il principio secondo cui la Regione Calabria dovrà esprimere l'intesa forte in sede di rilascio dell'autorizzazione definitiva all'esercizio della centrale a carbone e dell'elettrodotto. Pertanto, il ruolo che la Regione Calabria è chiamata a ricoprire, ora più che mai, nel caso in cui SEI S.p.A. intendesse portare avanti il progetto, è decisivo e assolutamente vincolante. La lotta, che ha visto protagonista il Coordinamento No Carbone, è stata determinante per tenere lontano lo spettro della centrale, ma oggi più che mai, chiediamo che l'amministrazione regionale segua con la massima attenzione gli sviluppi di questa assurda vicenda e che intervenga concretamente affermando definitivamente la sua contrarietà al progetto.

In un momento in cui lo stesso Governo Renzi punta sulla "decarbonizzazione" del Paese, in linea con gli accordi di Parigi e con le politiche green che in tutto il Mondo hanno portato alla chiusura di tante centrali a carbone, in cui a Saline Joniche, con il Patto della Città Metropolitana, sono appena stati destinati 1,3 milioni di euro per il completamento e la riqualificazione del waterfront, appare paradossale che questo incomprensibile capitolo della storia di un intero territorio non sia ancora definitivamente chiuso.

Oggi il progetto della SEI S.p.A. risulta ancor più fuori contesto e "fuori luogo". La Regione Calabria, le amministrazioni locali, e la politica tutta, sono chiamati a convertire le parole spese sulla riqualificazione dell'area dell'ex liquichimica in fatti, partendo dall'acquisizione dei terreni, dalla loro bonifica e dalla modifica della loro destinazione d'uso. Rinnoviamo la richiesta di incontro urgente al Presidente Oliverio – conclude il coordinamento Associazioni Area Grecanica – affinché si definisca con forza il percorso che la nostra Regione vuole tracciare, lontano da un modello di sviluppo anacronistico e discutibile, certi che l'attività portata avanti dal Coordinamento, con fatica, abbia conseguito un risultato importante: quello di bloccare la costruzione di un impianto che molti davano per certo. Nove lunghi anni sono passati ed ancora questa partita è tutta da giocare"
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19 gennaio 2015

COMUNE DI RIMINI :INTERESSANTE ORDINE DEL GIORNO A PROPOSITO DELLA CENTRALE A CARBONE DI SALINE IONICHE e di HERA

INTERESSANTE  ORDINE DEL GIORNO  sulla sostenibilità ambientale ed energetica 
del Comune di Rimini e  su HERA

Ma HERA non è  forse anche azionista di TP?
Si legge sull'ODG di Rimini  
delibera 136 del 20 /11 /2014
                         Premesso che
Il Comune di Rimini controlla il 100% di Rimini Holding S.p.a., la quale partecipa a sua volta per un 1,69% alla società Hera S.p.a.;
Considerato che
Il gruppo Hera partecipa con il 20% del capitale al consorzio SEI, costituito nel 2007 per il progetto di costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche (RC), di cui sono parte anche a Repower che vi partecipa con il 57,5%, Foster Wheeler Italiana S.r.l. che ne detiene il 15%, e Apri Sviluppo S.p.a. il 7,5%;


Preso atto che
Il carbone è il combustibile fossile a maggior produzione di CO2 e quello con maggiori emissioni di sostanze inquinanti in assoluto, la produzione di energia elettrica da carbone contribuisce in maniera determinante all’aumento dei cambiamenti climatici attestandosi come una delle minacce più forti alla lotta per la salvaguardia del clima stesso, oltre ai gravi impatti che lo stesso fa registrare sulla salute pubblica di tutte le aree interessate dalla presenza di una centrale di tal genere;


Visto che
il Comune di Rimini dichiara sempre massima attenzione verso la sostenibilità ambientale ed energetica,
attraverso la presentazione pubblica di strumenti come il PAES, piano di interventi a breve, medio e lungo termine per l’efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle strutture comunali, appare poco serio e rassicurante vederlo azionista di una società quale Hera che diffonde slogan sostenibili e poi partecipa a progetti di natura totalmente opposta, quale quello della centrale a carbone a Saline Joniche;


Impegna il Sindaco a:
- Prendere da subito una decisa posizione di contrarietà verso la partecipazione della stessa società ad un simile progetto, sia a livello mediatico che nelle sedi opportune.




05 maggio 2014

Centrale a carbone Saline Joniche: la Sei chiede 4 milioni per danni di immagine agli attivisti del movimento grecanico. Legambiente: “Reazione esagerata.....

Riceviamo e pubblichiamo 
Roma,5 maggio                                                               
Comunicato stampa.
Centrale a carbone Saline Joniche: la Sei chiede 4 milioni per danni di immagine agli attivisti del movimento grecanico

Legambiente: “Reazione esagerata forse causata da debolezza?”
Legambiente, citando Flaiano esprime solidarietà agli attivisti del Coordinamento delle associazioni Area Grecanica citati a comparire davanti al Tribunale Civile di Reggio Calabria perché ritenuti responsabili di attività lesive dell’immagine e della reputazione della società Sei.
“La situazione è grave ma non seria. Reagire con l’artiglieria pesante alle vignette satiriche degli attivisti ci pare quantomeno spropositato – hanno dichiarato Stefano Ciafani e Nuccio Barillà, rispettivamente vicepresidente e membro della segreteria nazionale di Legambiente -. La battaglia contro il carbone anima tutto il territorio e questa assurda vicenda non servirà ad altro che a sollecitare un maggior sostegno agli attivisti. Anzi, l’impressione è che la Sei l’abbia sparata grossa proprio perché ora si sente particolarmente debole, forse la società Sei dietro lo sfoggio dei muscoli tradisce l’incapacità di prendere atto che l’operazione centrale a carbone a Saline si sta dimostrando fallimentare. Meglio farebbe ad accettare la realtà e ritirare il piano a favore di un progetto alternativo ed ecosostenibile per il territorio”.
Legambiente appoggerà con i propri legali la difesa degli attivisti anche in sede giudiziaria.
                   L’ufficio stampa di Legambiente



La società SEI S.p.A., ......... ha citato a comparire davanti al Tribunale Civile di Reggio Calabria i Sigg. Giuseppe Toscano, Paolo Catanoso, Noemi Evoli del Coordinamento Associazioni Area Grecanica. L’atto di citazione, notificato nella giornata di venerdì 2 maggio, colpisce gli attivisti che, con determinazione e grande coraggio, da anni si battono a difesa di un’area già oggetto di interventi discutibili  e di un’idea di sviluppo che sia compatibile con le vocazioni del territorio.
Prendendo a pretesto alcuni comunicati stampa e delle vignette di chiaro contenuto satirico, i legali della SEI chiedono che il Tribunale di Reggio Calabria voglia giudicare i convenuti  “responsabili di attività lesive dell’onore, della reputazione, dell’immagine e dell’identità economica e professionale della Società SEI, dichiarando che i fatti per cui è causa assumono carattere diffamatorio, lesivo di ogni più ampio diritto di parte attrice”, “conseguentemente condannare gli stessi […] al risarcimento di tutti i danni […] nella misura di euro 4 MILIONI”, e “inibire ai convenuti l’ulteriore pubblicazione di dichiarazioni offensive e lesive dell’immagine della società SEI”.
 

Domenica 04 Maggio 2014 
Questo atto, sembra mirare a limitare la libertà d’espressione, colpisce non solo le persone sopracitate, ma i cittadini dei territori interessati e l’intero Coordinamento Associazioni Area Grecanica determinato, ora più che mai, a difendere non solo l’intera area, ma anche il diritto d’opinione e di critica.
Le buone ragioni e la liceità delle azioni fino ad ora compiute saranno difese nelle sedi opportune, nella consapevolezza che il giudizio porterà ad escludere ogni responsabilità dei convenuti.
La battaglia contro il carbone continua, perchè la forza delle idee non può essere arrestata, perché sia rispettato il volere della maggior parte dei cittadini e difeso lo scenario di sviluppo che si sta delineando basato sulle risorse naturali che questa terra continua a offrire.
Coordinamento Associazioni Area Grecanica

29 novembre 2013

SVIZZERA :Il Governo ha deciso la strategia di proprietario per Repower

Tratto da Gr.ch

SVIZZERA :Il Governo ha deciso la strategia di proprietario per Repower AG

28.11.2013

Con la strategia di proprietario per Repower AG dal punto di vista del Cantone dei Grigioni quale uno degli azionisti principali il Governo ha deciso obiettivi di proprietario individuali per gli anni 2014–2017. Il Governo vuole così creare presupposti ottimali affinché Repower AG possa avere successo anche in futuro sul mercato dell'elettricità cantonale, nazionale ed europeo quale impresa grigionese integrata verticalmente.
Quale impresa grigionese autonoma attiva nel settore energetico e con orientamento nazionale e internazione, Repower AG fornisce un contributo essenziale nell'interesse della politica energetica grigionese. In questa funzione ricopre un importante ruolo economico, politico-regionale e finanziario. Anche in futuro bisognerà garantire, per quanto possibile, questa situazione vantaggiosa per Cantone e comuni tenendo conto degli attuali sviluppi dell'impresa e del mercato.

A questo scopo il Governo ha deciso la sua strategia di proprietario per Repower AG per gli anni 2014–2017. In essa il Governo ha fissato obiettivi di proprietario individuali dal punto di vista del Cantone, che è uno degli azionisti principali. Adempie così nell'interesse del Cantone ai compiti e alla responsabilità nel quadro della sua competenza, nonché nel rispetto dei diritti e dei doveri secondo la vigente convenzione tra azionisti stipulata tra Cantone e Axpo Holding AG e nella tutela dei diritti degli altri azionisti e dei partecipanti.

In base ai punti chiave strategici e agli obiettivi prescritti, il Governo vuole offrire presupposti ottimali dal punto di vista del Cantone affinché Repower AG possa essere attiva anche in futuro con successo nell'economia energetica e possa creare valore aggiunto per i proprietari. La strategia di proprietario rafforza la particolare caratteristica di Repower AG quale cosiddetta impresa integrata verticalmente attiva nel settore energetico. Repower AG deve poter essere attiva anche in futuro in tutti i settori della catena di valore aggiunto dell'industria dell'energia elettrica, dalla produzione di elettricità al commercio e alla vendita, fino all'approvvigionamento elettrico.

Quale conseguenza della decisione popolare del 22 settembre 2013 relativa all'iniziativa sul carbone, il Governo si aspetta però da Repower AG che in futuro non partecipi più a società con centrali a carbone. Allo stesso modo l'impresa deve abbandonare in modo ordinato e vincolante il progetto concreto di centrale a carbone di Saline Joniche, in Calabria. Secondo il Governo gli sforzi in questo senso devono essere affrontati in modo rapido e serio, così da attuare la volontà popolare espressa. 
 
Persona di riferimento:
Consigliere di Stato Dr. Mario Cavigelli, direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste, tel. 081 257 36 01, e-mail: mario.cavigelli@bvfd.gr.ch 
 
Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni

01 settembre 2013

Il 22 settembre gli svizzeri votano un referendum sulla centrale a carbone di Saline Ioniche !

Tratto da La Stampa
Gli svizzeri votano un referendum
su una centrale a carbone italiana!



Nel secolo scorso, gli italiani poveri emigravano verso il Nord Europa anche per andare a lavorare nelle miniere di carbone, mettendo a rischio spesso la propria vita e quasi sempre la propria salute. 

Nel 2013 si cerca di esportare direttamente inquinamento e danni in Italia, pur di sfruttare tecnologie che ormai non hanno più mercato in Europa occidentale, coinvolgendo e colpendo così una popolazione molto più vasta.

E’ un investimento che sa di neocolonialismo, quello della società svizzera Repower che vuole costruire una centrale a carbone a Saline Joniche, Reggio Calabria. Il 22 settembre gli elettori dei Grigioni, un cantone dove si parla tedesco, italiano e romancio, decideranno se consentire alla società a partecipazione pubblica di fare all’estero (da noi) quello che non può fare in Svizzera (e in Germania, dove hanno detto no).
Per meglio dire, farlo in Calabria, una regione ad alto tasso di “cattedrali nel deserto”, investimenti spot fatti per avere facili guadagni dall’allora Cassa per il Mezzogiorno, con successive, rapide ritirate una volta che chi ci doveva guadagnare era soddisfatto
A Saline Joniche è già accaduto, proprio nella stessa area: negli anni ‘70 sorse la Liquichimica, arricchì i boss locali e chiuse i battenti dopo pochi giorni perché la produzione era pericolosa per la salute umana. 

La centrale di Saline Joniche nascerebbe già morta anche perché l’Italia di nuove centrali non ne ha alcun bisogno: come sta succedendo già in Germania (dove la RWE ha annunciato la chiusura di centrali per 3.1 GW mentre la E.ON ha dichiarato di aver già ritirato 6,5 GW di capacità e ha in programma di arrivare a 11 GW nel 2015 ), molte centrali già esistenti sono destinate a chiudere, sia per effetto delle rinnovabili che per l’eccesso di offerta.

In Italia, la potenza installata (potenza efficiente lorda) attuale è di 128 GW circa, più del doppio del massimo picco di domanda mai raggiunto (56,82 GW nel 2007). 
E la domanda è in diminuzione, sia per effetto della crisi che delle misure di efficienza energetica poste in essere dalle aziende e nelle abitazioni. 
Oggi i produttori di energia convenzionale chiedono addirittura sussidi dalla bolletta per garantire i loro investimenti, visto che le centrali lavorano troppo poco. Il WWF ritiene che invece occorra stilare un piano di progressiva chiusura delle centrali termoelettriche, a cominciare da quelle più inquinanti (a carbone e olio combustibile), sulla base di standard di emissione di CO2, come negli USA.

E i soldi dei consumatori vanno investiti nell’energia del futuro, nelle rinnovabili, perché è un investimento che paga: il rapporto IREX 2013 di Althesys ha- calcolato che dal 2008 al 2030 le rinnovabili faranno guadagnare all’Italia fino a 49 miliardi di euro, grazie alle ricadute sull’occupazione, al risparmio sull’import di combustibili fossili e all’effetto che hanno sul prezzo dell’elettricità: nel solo 2012, tagliando il prezzo nelle ore diurne, cioè quando entra in azione il fotovoltaico, hanno fatto risparmiare 1,4 miliardi di euro.  

Il carbone, oggi, è un investimento sbagliato: una fonte non certo ambientalista, Goldman Sachs, ha stilato in luglio un rapporto che si intitola testualmente “La finestra per gli investimenti nel carbone termico si sta chiudendo” . La centrale di Saline Joniche, dunque, sarebbe un investimento sbagliato per la Svizzera, ma anche un pesantissimo carico di inquinamento per la salute e il clima che metterebbe a rischio le attività economiche (vere) della zona, a partire dall’agricoltura. Non è certo questo il “modello svizzero” che vorremmo vedere esportare in Italia, visto che oltretutto si tratterebbe di usarci un po’ come pattumiera per una produzione energetica che non ha futuro. ......
Leggi l'articolo integrale
01/09/2013

Maria Grazia Midulla

 Responsabile Clima ed Energia WWF Italia  

13 maggio 2013

“Assurdo nel 2013 parlare ancora di centrali a carbone”....

Tratto da Stretto web

“Assurdo nel 2013 parlare ancora di centrali a carbone”

 “E’ assurdo che nel 2013 mentre in tutto il mondo si parla di eco sostenibilità e di tutela ambientale del territorio , in Calabria ci sia ancora chi sostiene che sia necessaria la costruzione di una centrale a carbone”. 
Cosi il Sen. Domenico Scilipoti del Pdl oggi durante il suo intervento al convegno incentrato sul tema della centrale a carbone di Saline Ioniche, in corso di svolgimento presso il Comune di Condofuri.
“La centrale a carbone – conclude il parlamentare - oltre ad avere un impatto ambientale troppo forte è pericolosa per la salute pubblica,  è pertanto necessario trovare una valida alternativa nel campo delle energie alternative derivanti da fonti rinnovabili, archiviando definitivamente l’idea del carbone”.

10 aprile 2013

Da REGGIO CALABRIA:il documentario “IGNORANT NO CARBONE”

 IGNORANT - NO CARBONE A SALINE-

 

Presentato a Reggio Calabria il documentario “Ignorant – No Carbone”. “Un contributo al dibattito e alla lotta contro il progetto Repower di costruzione di una centrale a carbone a Saline Ioniche”.  

Guardatevi il video su you tube

  "Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva. In poche parole bisogna coltivare sempre e con determinazione il coraggio di ribellarsi."

Riportiamo solo alcune immagini.