COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta carbonile scoperto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carbonile scoperto. Mostra tutti i post

13 agosto 2012

Brindisi e Taranto, molte affinità.

  Tratto da Noalcarbone

Brindisi e Taranto, molte affinità. (di M. Portaluri)

La vicenda civile ed industriale di Taranto dovrebbe insegnare che quando il profitto tira la corda a scapito della salute dei lavoratori e dei cittadini, a volte con la complicità della politica, le conseguenze per i più indifesi possono essere irreparabili. 
Si tratta di una lezione che non può non riguardare Brindisi dove le caratterizzazioni dell’area industriale hanno evidenziato elevatissimi livelli di inquinamento che attendono da oltre un decennio una non facile bonifica. Veleni dalla tossicità ben nota e grave alcuni dei quali continuano ad essere emessi nell’ambiente.

E’ tutto da verificare che questo inquinamento non costituisca un pericolo per la popolazione, soprattutto quella residente in maggior prossimità dell’area industriale. Al contrario almeno due studi, uno pubblicato nel 2004 ed uno nel 2011, hanno dimostrato che mortalità ed incidenza rispettivamente per alcuni tumori, aumentano avvicinandosi alla zona industriale. Si tratta di evidenze che avrebbero richiesto un approfondimento da parte delle autorità preposte che finora non c’è stato.

Di questi giorni è la notizia che dirigenti della Federico II saranno chiamati a rispondere di alcuni reati ambientali il prossimo dicembre. La polvere nelle case e sulle colture degli abitanti nei pressi della centrale proviene dal carbonile. Attendere che il carbonile sia coperto tra chissà quanti anni non è etico se si tiene davvero alla salute dell’uomo. La polvere di carbone, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, provoca malattie dell’apparato respiratorio come la pneumoconiosi (una fibrosi massiva e progressiva dei polmoni), alterazioni pleuriche, enfisema, bronchite cronica, rapida perdita della funzione polmonare, ma anche tumore al polmone e tumore allo stomaco.

Le malattie respiratorie si generano per esposizione cumulativa, cioè  è determinante la dose di polvere nel tempo: più tempo si aspetta e maggiore è il rischio a cui si espongono quei cittadini. Una misura di reale prevenzione per gli esposti può essere solo l’immediata cessazione della dispersione di polvere di carbone. Si tratta di una evidenza già nota che non richiede, per essere confermata, della conta di ulteriori morti e malati.
Il 24 luglio scorso è stata presentata una petizione di oltre 10mila cittadini che chiedono indagini epidemiologiche per appurare lo stato di salute della popolazione, soprattutto di quella più esposta ai veleni, dei bambini e dei nascituri.

Nel 2010 la Centrale Brindisi Sud e la Polimeri Europa hanno dichiarato emissioni di benzene, per citare un solo un agente chimico pericoloso emesso,  per 3 e ed 11 tonnellate rispettivamente. Il benzene è un cancerogeno certo per il midollo osseo in grado di provocare leucemie e linfomi.  
 
  • Si è fatto di tutto per abbaterlo? 
  • Perchè le centraline, soprattutto quella in zona industriale, per molti giorni non riportano il dato del benzene? 
  • E’ stato verificato se le diagnosi delle gravi  malattie provocate dal  benzene hanno una distribuzione geografica che possa ricondurle alle emissioni industriali?

Continuare a lasciare senza risposte questi interrogativi non può che costituire motivo di sfiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini. Se ancora una volta anche a Brindisi la Magistratura dovrà sostituirsi ai responsabili della salute pubblica, si tratterà di una sconfitta della politica e sarà stato comunque un intervento tardivo sul piano della vera prevenzione, perchè le malattie avranno avuto tutto il tempo di manifestarsi.

Maurizio Portaluri - Associazione Salute Pubblica

29 maggio 2011

Brindisi: Edipower,gravi accuse del Pm per il carbonile 2)le istituzioni hanno l’obbligo e il dovere di tutelare la Salute dei lavoratori

Tratto da Pugliatv
Brindisi: Edipower,gravi accuse del Pm agli imputati nel giudizio per il carbonile

28/05/2011
Gravi responsabilita' per danni ambientali sarebbero emerse a carico dei dirigenti dell'Edipower nel corso del giudizio penale che si sta tenendo presso il Tribunale di Brindisi a proposito del sequestro del carbonile che fu effetttuato dalla magistratura brindisina alla azienda in questione.
Nel corso dell'udienza di ieri
il magistrato inquirente ha allargato le imputazioni agli imputati attribuendo loro anche l'inquinamento della falda a causa della mancata costruzione di un manto di protezione per il carbonile che avrebbe, secondo l'assunto dell'accusa, causato nel corso degli anni di utilizzo un versamento di percolato frutto del contatto con il carbone dell'acqua che si e'versata sia per effetto delle precipitazioni atmosferiche sia per l'utilizzo di innaffiature per rendere piu' facile il trasferimento del combustile dal deposito fino ai gruppi della centrale .
Insomma se sara' provata una tale circostanza nel
corso della causa ,si dimostrera' che uno dei fattori che hanno causato problemi alla nostra falda e' anche quello, con la conseguenza che si potra' anche quantizzare il danno ambientale al nostro territorio. Ma cio' che appare strano che in questo processo non si siano costituiti contro Edipower gli enti locali e neppure le associazioni ambientaliste.
Non parliamo poi del Ministero dell'ambiente! Ma l'intera vicenda dell'Edipower appare al limite del surreale:... si tace sulla causa in corso allo stesso Tribunale contro Edipower, che potrebbe provare un danno ambientale costante e gravissimo, gia' avvenuto sul nostro territorio.Nessuno scandalo per quanto successo ,nessuno ricorso in quella
sede per ottenere risarcimento dei danni subito dalla nostra falda, nessuna reazione quando c'e' stata la conferenza dei servizi che ha sancito la prosecuzione dell'attivita' di quell'azienda senza alcun sistema di protezione per l'utilizzo del carbone ,malgrado si trovi a pochi metri dal centro della citta',nessuna reazione quando ottenuta la Via per il ciclo combinato quell'azienda pubblicamente disse che rinunciava a quel progetto.
Insomma ma che ci ha fatto questa Edipower che puo' fare tutto cio' che vuole, non rispettare una convenzione, tutt' ora vigente secondo il Consiglio di stato, ottenere il permesso per continuare ad esercire con il carbone ,chiedere di costruire il nuovo carbonile, ottenere il permeso Aia, senza che nessuna delle nostre istituzioni faccia un qualsiasi atto per contestare i tanti comportamenti inspiegabili di quell'azienda?
Si dira' c'e' di mezzo il lavoro, gia'....ma non e' altrettanto impor
tante la tutela della salute dei cittadini?
Ci chiediamo se dovesse essere provato in giudizio che vi sono state responsabilita' per l'inquinamento della falda,l'atteggiamento delle nostre istituzioni continuera' ad essere cosi' “disponibile e morbido”?
Chi paga per il danno ambientale ,ove dovesse essere provato cio' che il Pm ha ipotizzato in corso di causa?
Come mai nessuno ne parla?

Leggi l'articolo integrale

Leggi anche su Brindisi Report
Processo all’ex carbonile Edipower, il pm aggiunge nuove accuse

BRINDISI –.......Intanto, il Comune di Brindisi, per mezzo dell’avvocato Daniela Faggiano, ha chiesto e ottenuto la costituzione di parte civile, presentando il conto alle aziende coinvolte nel processo.
Una richiesta risarcitoria pari a cinque milioni di euro, parte dei quali sono già stati versati, ma dalla sola Enel. Il legale di parte civile ha ottenuto infatti il versamento da parte del colosso elettrico di un milione e quattrocentomila euro, per la realizzazione di un parco, un polmone verde, a ristoro parziale dei danni subiti a causa del carbonile scoperto.
____________________________

A PROPOSITO DEL CARBONILE DI BRINDISI E DI QUELLO DI VADO L- QUILIANO

Riportiamo le considerazioni fatte sul nostro blog Il 19 giugno 2010 nel post

"CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO-QUILIANO RISPOSTA DEL MODA AL PRESIDENTE REGIONALE BURLANDO"

RICORDAVAMO : IL CARBONILE ALL'APERTO di TIRRENO POWER E' DA ANNI A POCHE CENTINAIA DI METRI DALLE CASE DI VADO L. E DI VALLEGGIA

con tutte le conseguenze che ,in un territorio ventoso ,si possono facilmente prevedere per i cittadini che loro malgrado devono convivere con una tale situazione di grossa problematica ambientale.

MA
ALLA LUCE DI QUANTO EMERSO A BRINDISI ......E'ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE FAR CONOSCERE AI CITTADINI SE SONO STATI FATTI CONTROLLI E VERIFICHE SULLA IMPERMEABILIZZAZIONE DEL DEPOSITO CARBONILE DELLA CENTRALE DI VADO -QUILIANO E SULLE ACQUE DI FALDA SOTTOSTANTI.
TENUTO CONTO CHE SECONDO LA STESSA AZIENDA "IL CARBONE E' STOCCATO IN UN CARBONILE CON CAPACITA' DI MESSA A PARCO DI
CIRCA 300.000 METRI CUBI"

(PAGINA 18 della dichiarazione ambientale Tirreno Power del 2008")


SEMPRE DAL NOSTRO POST DEL 19 -6-2010
Guardate il video girato da un cittadino su un treno in transito lungo la linea GENOVA VENTIMIGLIA che a Valleggia per un tratto,prima di entrare in galleria, fiancheggia il carbonile scoperto..

Guardate inoltre

" Il Molto Interessante Video Relativo al Carbonile di Tarquinia "

Sicuramente vi sono parecchie problematiche in comune con il nostro territorio.....

PER CONCLUDERE .....AGGIUNGIAMO UNA CARTINA della Liguria che non ha bisogno di commenti.

La Cartina della Liguria è tratta dal Piano di risanamento della Qualità dell'aria della Regione Liguria del 2006 e mostra gli effetti dell'inquinamento atmosferico mediante mediante Licheni Epifiti.

GUARDATE ATTENTAMENTE la zona di SAVONA:
GLI AMMINISTRATORI, I PRESIDENTI DELLA REGIONE e DELLA PROVINCIA IN PRIMIS, DA QUESTA IMMAGINE (TRATTA DA DOCUMENTAZIONE UFFICIALE) ,DOVREBBERO
TRARRE LE OPPORTUNE RIFLESSIONI E NON........PRENDERE NEPPURE IN CONSIDERAZIONE IL POTENZIAMENTO MA ANZI CONSIDERARE ,CHE GIA' LA SITUAZIONE ATTUALE E' PER NOI CITTADINI GRAVIDA DI PROBLEMATICHE,CHE MERITANO A LIVELLO ISTITUZIONALE LA GIUSTA ATTENZIONE.

____________________

Tratto da Peacelink

Comunicato stampa

I lavoratori sono esposti a sostanze cancerogene e le istituzioni hanno l’obbligo e il dovere di tutelare la loro Salute

Il Comitato Donne per Taranto alzerà il tiro come promesso in Conferenza Stampa perché la Tutela della Salute sia anteposta ad ogni cosa
27 maggio 2011 - Comitato Donne per Taranto

E' di ieri la notizia che La Procura indaga i vertici Ilva ed ex Italsider per concorso nell'omicidio colposo di 15 dipendenti morti a causa delle emissioni cancerogene provenienti dagli impianti.

Sono 30 i presunti responsabili di una lunga serie di omissioni e violazioni che avrebbero determinato, favorito, prodotto malattie professionali e successivamente decessi.

Sorge spontaneo un dubbio: ma i lavoratori che attualmente continuano a lavorare nel ciclo produttivo dell'Ilva sono esenti dall'ammalarsi e dal morire a causa di sostanze altamente cancerogene che fuoriescono dagli impianti?

Oltre 10 giorni fa questo Comitato in una conferenza stampa poneva alle Istituzioni, tra le altre richieste, quella della tutela del lavoratore, in particolare di coloro che sono nel ciclo più pericoloso per la salute. Con forza noi ribadiamo la necessità che si faccia subito chiarezza sul reale stato di salubrità degli impianti, sulla reale possibilità che altri lavoratori possano continuare ad ammalarsi e a morire, e sull'obbligo di legge che prevede l'informazione al lavoratore esposto sui rischi alla salute.

Questo non è allarmismo come taluni in modo superficiale e arrogante osano dire, i dati lo dimostrano, le sentenze della procura lo attestano: nell' Ilva si muore e si muore maggiormente che in altre Industrie presenti sul territorio.

Sullo stimolo della notizia riportata ieri, ribadiamo la nostra richiesta che le istituzioni facciano luce su tutto ciò

Non è tempo di aspettare, non è più tempo di "annunci".

I lavoratori sono esposti a sostanze cancerogene e le istituzioni hanno l'obbligo e il dovere di tutelare la loro Salute.

Chiediamo con forza tutto ciò, perchè ancora una volta quei 15 operai morti non sono dei "numeri" ma persone che avrebbero potuto e voluto vivere e dietro di loro ci sono mogli, figli, madri che piangono ancora.

Informiamo che qualora, nell' arco di pochissimo tempo, le Istituzioni preposte alla tutela del lavoratore non verifichino tutto ciò, e non accertino la regolare compilazione del registro degli Esposti da parte del datore di Lavoro, in questo caso dell'Ilva, noi del Comitato Donne per Taranto ci rivolgeremo non solo alla Magistratura ma anche alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, per denunciare chi impunemente continua a uccidere e tutti coloro che non adempiono al loro dovere di tutela della Salute e della Vita.

Il Comitato Donne per Taranto alzerà il tiro come promesso in Conferenza Stampa, perchè la Tutela della Salute sia anteposta ad ogni cosa.

LEGGETE SU BRINDISI TV
LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE BRINDISINA
E ......I PROGRAMMI DI SVILUPPO
.........e ognuno tragga le conclusioni che ritiene più opportune
______________________

Leggi su Trucioli Savonesi

CARBONE E DINTORNI
di Federico Gozzi

Le centrali a carbone in Italia In Italia, ad oggi, esistono 13 centrali a carbone sparse in 8 regioni e ben 3 di queste 13 hanno sede nella nostra regione, la Liguria: una a La Spezia, una a Genova (che fra cinque anni verrà dismessa) ed una a Quiliano-Vado, in assoluto l'impianto più grande di tutto il nord-Italia e, purtroppo, quasi unico nel suo genere, costruito in pieno centro abitato: una vera e propria centrale in città.

Tirreno Power

Nasce a seguito della liberalizzazione del mercato italiano ed è oggi uno dei principali produttori di energia elettrica del paese, presente sul territorio nazionale con le centrali termoelettriche di Torrevaldaliga (Civitavecchia), Vado-Quiliano e Napoli.

....Le centrali di Napoli e Civitavecchia economicamente non sono in perdita, tutt'altro....... ed il carbone è totalmente assente!

Semplicemente produrre energia col carbone anche se inquina molto molto di più, costa di meno e quindi comporta maggiori profitti.

Continua a leggere sull'articolo integrale



15 gennaio 2011

1)Unione Cittadini e Comitati di Savona :esposto in Procura contro Tirreno Power 2)BRINDISI:Processo Coke: il pm chiama in causa i responsabili Enel

Tratto da Savona e ponente

Martedì i cittadini savonesi presenteranno l’esposto in Procura contro Tirreno Power

L’Unione Cittadini e Comitati di Savona denuncia Tirreno Power.

Quarant’anni di inquinamento ininterrotto, enormi ripercussioni sulla salute dei cittadini che si ammalano e muoiono in percentuale significativamente maggiore rispetto alla media regionale che – con la presenza di tre centrali a carbone – è già tra le più alte d’Italia.
Questo il dato di fatto che – al di là delle rassicurazioni politiche, basate su fonti e dati non sufficientemente attendibili – ha spinto un gruppo di cittadini a denunciare alla Procura di Savona la Tirreno Power – proprietaria della centrale di Vado Ligure e controllata da SORGENIA (Gruppo CIR/De Benedetti) – con l’ipotesi dei seguenti reati: GETTO PERICOLOSO DI COSE, LESIONI PERSONALI ed OMICIDIO e con richiesta di sequestro preventivo dei gruppi a carbone 3 e 4, ritenuti responsabili di buona parte dell’inquinamento che ricade in un raggio di 50 km ca. intorno alla centrale con un elevatissimo costo sociale in termini di danni, malattie e decessi che interessa l’intera provincia.
L’esposto, curato dall’avvocato Roberto Suffia, verrà depositato presso il Tribunale di Savona martedì 18 gennaio, alle ore 11,30.


Seguirà un incontro con i giornalisti.

_______________________


Tratto da Noalcarbone Brindisi

Processo Coke: il pm chiama in causa i responsabili Enel

(tratto dall'articolo di Sonia Gioia pubblicato sul Quotidiano di Brindisi sabato 15 Gennaio)
Decisione shock del pubblico ministero De Nozza. Si aggravano le accuse nei confronti dei tre imputati nel processo per danni provocati al suolo e al sottosuolo della città dal carbonile scoperto dell' Enel a partire dal 2005.Le ipotesi di reato suppletive, che si sommano a quelle di "getto pericoloso di cose" per aver versato "quantitativi imprecisati di polvere di carbone" non avendo adottato misure idonee a coprire il parco di raccolta del combustibile e i camion, sono frutto di un supplemento di indaginedisposto dal pubblico ministero. Nello specifico il capo d'imputazione di nuovo conio contesta:" la mancata adozione di misure idonee e adeguate, quali la impermeabilizzazione del piano di stoccaggio del carbone, atti a prevenire la contaminazione delle matrici ambientali di suolo e sottosuolo, e il deposito e/o abbandono incontrollato nelle stesse, di rifiuti liquidi come conseguenze dirette e immediate dello stoccaggio del parco carbone di grandi quantità di combustibile a cielo aperto".
Secondo il magistrato inquirente, i tre imputati concorrevano, "unitamente al gruppo Enel", a causare una contaminazione " del suolo e del sottosuolo dell'aria destinata allo stoccaggio del carbone, matrici ambientali nelle quali finivano per essere abbandonati e o depositati in modo incontrollato, rifiuti liquidi, nella specie percolato prodotto dal contatto fra il carbone e l'acqua derivante sia dalle precipitazioni meteoriche che dalla pratica di inumidire con getti d'acqua sui cumuli per provare a ridurre l'aerodistrazione".
Ipotesi di reato che c'entrano con la qualità del suolo e del sottosuolo, ma anche con la qualità della vita e della salute pubblica nella città di Brindisi. Ipotesi che appesantiscono enormemente il teorema accusatorio a carico dei tre imputati, ai quali il collegio presieduto dal giudice Gabriele Perna ha concesso due mesi di tempo per le controdeduzioni del caso. Il processo Coke, nato dall'inchiesta avviata nel 2005 dalla Procura di Brindisi partendo dall' esposto di due titolari di auto della zona industriale, contava inizialmente ben 55 indagati. Il 21 Novembre 2009, l'inchiesta si chiude per ben 52 degli imputati con una parola sola "prescrizione", manna salvifica per vecchi dirigenti delle società Enel ed Edipower e titolari di aziende di trasporto, i cosiddetti "padroncini", di Brindisi.
Il nuovo fronte di indagine scoperchia una verità difficile per la città prima ancora che per gli imputati, sempre che le ipotesi acquisiscano sostanza di prova nel corso del dibattimento. Per tanti questo è un fatto, lo scenario di danni ambientali e inquinamento provocato dal carbonile è segreto di Pulcinella.
Ma non fa ridere..........
___________________________
Tratto da Peacelink
Aggiornamento sul caso "Mitili alla Diossina a Taranto"
Taranto, una città avvolta da una ragnatela di inquinanti. Fra questi la terribile diossina. Che è arrivata in fondo al mare. I cittadini si sono tassati, hanno commissionato delle analisi ad un laboratorio specializzato ed ecco cosa hanno scoperto.
FRUTTI DI MARE. Nel campione di frutti di mare si va ben oltre raggiungendo addirittura 1314 picogrammi di diossine e PCB per 100 grammi. Mangiando 100 grammi di questi molluschi si supera di 9 volte la dose tollerabile giornaliera di diossine e PCB se consideriamo una persona del peso di 70 chili. Una donna di 50 chili invece supera di 13 volte la dose tollerabile giornaliera”.
I PERICOLI. Queste sostanze si bioaccumulano nell'organismo, costituendo un rischio non solo cancerogeno ma anche genotossico. Hanno cioè il potere di modificare il Dna che viene trasferito ai figli....
POSITIVITA' DELL'INIZIATIVA. I dati sono stati presentati non con lo scopo di creare allarme ma di fornire alle autorità competenti, in primo luogo Arpa e Asl, uno stimolo perché svolgano indagini ancora più approfondite.

NUOVO APPUNTAMENTO. Il Fondo Antidiossina Taranto ha annunciato che mercoledì prossimo convocherà una conferenza in cui interverrà il dottor Stefano Raccanelli, esperto di diossina e direttore del laboratorio INCA di Venezia. La conferenza potrà essere seguita da tutti in streaming tv e potrà essere seguita ovunque tramite Internet.

Fabio Matacchiera

Presidente Fondo Antidiossina Taranto

07 marzo 2010

2010/03/07"UNITI PER LA SALUTE "all' EXPO 2010 di SAVONA .

"CORRERE....... VERSO IL FUTURO
COL SOLE
COL VENTO
MA NON ........CON IL CARBONE
BISOGNA COSTRUIRE E COLTIVARE ENERGIA INNOVATIVA
PER UN DOMANI ECOSOSTENIBILE"


Siamo presenti ,nello Stand delle Associazioni Onlus ,all'
EXPO 2010 dal 6 al 15 marzo 2010 a SAVONA in Piazza del Popolo.
Questo è il pieghevole stampato per distribuire nella manifestazione .
Veniteci a trovare............sarà un' ottima occasione per un contatto o per una reciproca collaborazione e .......
"OCCHIO ALLA CARTINA DELLA LIGURIA ".

è tratta da "Piano di risanamento e tutela della qualità dell'aria 2006" della Regione Liguria.
Non abbiamo altri commenti da fare se non l'invito ad osservarla molto molto attentamente.
_________________________________________________
Stralcio da" Trucioli savonesi"


CENTRALE DI VADO: TRANQUILLI SOLO CARBONE!
di Antonia Briuglia Non è una novità per chi abita a Vado e dintorni ma la polvere nera, quella che tutti i cittadini anche quelli poco informati conoscono, è tornata in modo visibile sulle macchine, sui davanzali , sulla biancheria stesa di Vado, in particolare in quelle zone che, sotto la spinta del vento, sono maggiormente colpite dalla polvere di carbone dei carbonili della centrale.
Una disdetta per la Tirreno Power che durante lo scarico del carbone nell’area di stoccaggio soffiasse il vento che, in una Regione come la Liguria, forse non era previsto?Leggi l'articolo integrale di cui riportiamo solo il finale

A noi, intanto, semplici cittadini, non interessa se i progetti di copertura prevedano cupole geodetiche o getti d’acqua, non ci interessa se gli amministratori passati attendevano qualcosa di più efficiente che non è mai arrivato e si sono spesso distratti nei rapporti con Enel o chicchessia, ci interessa solo che oggi, dopo decenni sprecati in parole, si sia ancora qui a respirare ciò che esce dai gruppi esistenti, vecchi e obsoleti che stanno emettendo inoltre CO2 sopra il consentito, che si abbiano ancora i carbonili scoperti, che si abbiano ancora centraline di controllo delle emissioni insufficienti e inadeguate, che gli Enti pubblici di controllo , in primo luogo


ARPAL, non promuovano azioni conseguenti al problema.
.......A noi semplici cittadini interesserebbe che tutti facessero la loro parte perché sia rispettato un diritto sancito dalla Costituzione : il diritto alla salute e alla tutela del ambiente.
ANTONIA BRIUGLIA
__________________________________________________________________________________________________

Tratto da Noalcarbone 06 marzo 2010


Cinque milioni di danni all'Enel

Brindisi – La prescrizione ha azzerato il processo: per le quattro persone che restano imputate per reati ambientali, dirigenti dell’Enel che non avrebbero provveduto ad adottare misure idonee a coprire il carbonile, il dibattimento è ricominciato ieri mattina. Tutto da rifare. A iniziare dalle richieste di costituzione di parte civile e di risarcimento dei danni: gli unici ad essere ammessi sono stati il Comune di Brindisi e il ministero dell’Ambiente che hanno presentato il loro salatissimo conto per i danni procurati dalla dispersione delle polveri di carbone sul suolo e per le infiltrazioni nel sottosuolo. Il Comune, assistito dall’avvocato Daniela Faggiano, ha ribadito la propria richiesta: cinque milioni di euro di provvisionale come “base” per la sospensione condizionale della pena (in caso di condanna).Leggi l'articolo integrale