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17 maggio 2021

A Vado LIgure e a Civitavecchia i nuovi gruppi alimentati a gas non verrano costruiti . “Non sussistono le condizioni”


Tratto da Savona News

Vado, il nuovo gruppo alimentato a gas non verrà costruito. Tirreno Power: "Non sussistono le condizioni" 


La decisione è stata presa a seguito di un attento esame di tutti gli aspetti collegati con l’avanzamento delle autorizzazioni e con il contesto regolatorio

Il consiglio di Amministrazione di Tirreno Power ha valutato che non sussistono le condizioni per proseguire lo sviluppo dei progetti che prevedevano la costruzione di nuovi gruppi alimentati a gas a Vado Ligure e Civitavecchia. 

La decisione è stata presa a seguito di un attento esame di tutti gli aspetti collegati con l’avanzamento delle autorizzazioni e con il contesto regolatorio e, in particolare, in considerazione della perdurante indeterminatezza delle tempistiche per la conclusione degli iter autorizzativi, che non risulta compatibile con gli impegni che la Società dovrebbe assumere per la consegna dei nuovi impianti a ciclo combinato.


Tratto da IVG 

Tirreno Power: Cda dice “stop” al progetto della nuova centrale a turbogas 

Vado Ligure. Dopo mesi di querelle che avevano nuovamente riguardato la centrale di Vado Ligure, oggi l’annuncio ufficiale da parte di Tirreno Power: il Cda ha valutato che non sussistono le condizioni per proseguire lo sviluppo dei progetti che prevedevano la costruzione di nuovi gruppi alimentati a gas, sia nel territorio vadese quanto a Civitavecchia.

Si stoppa, quindi, il dibattito iniziato sul progetto del nuovo impianto, che aveva, appunto, scatenato reazioni contrastanti sul fronte politico e istituzionale, trovando nuove barricate da parte dei gruppi ambientalisti che negli anni si sono battuti con forza contro la centrale termoelettrica.

La decisione è stata presa a seguito di un attento esame di tutti gli aspetti collegati con l’avanzamento delle autorizzazioni e con le condizioni regolatorie e, in particolare, in considerazione della perdurante indeterminatezza delle tempistiche per la conclusione degli iter amministrativi previsti, che non risulta compatibile con gli impegni che la società dovrebbe assumere per la consegna dei nuovi impianti a ciclo combinato......

Per Tirreno Power la realizzazione di impianti a gas a ciclo combinato rimane un punto essenziale per la transizione energetica, ma il Cda ha scelto di non procedere ulteriormente con il nuovo progetto industriale, partito senz’altro in salita e che avrebbe dovuto affrontare procedure e iter lunghi e costosi.

Continua su IVG 

14 ottobre 2019

CIVITAVECCHIA: VIA LIBERA ALL’INQUINAMENTO DA CARBONE. I CITTADINI NON CI STANNO

Tratto da Ortica web

Il Ministero dell’Ambiente stronca le speranze dei cittadini col via libera all’ENEL. Torre Valdaliga Nord rimarrà attiva fino al 2025. 
Ebbene sì, ciò che in tanti ci auguravamo non accadesse mai, si sta palesando sotto i nostri occhi: la fine del carbone equivale alla costruzione di una nuova centrale a turbogas. Si prospetta per Civitavecchia e il suo comprensorio l’ennesima beffa targata Enel.
Di fronte alla sollevazione planetaria di una generazione che vede compromesso il proprio fragile futuro, a Civitavecchia siamo ancora alla prima rivoluzione industriale, alla strafottenza di un’azienda che non conosce vergogna neanche davanti alla sofferenza di un territorio piegato da tumori e disoccupazione.
Inizia così la denuncia del Comitato S.O.L.E (Salute. Opportunità. Lavoro. Ecologia) che spiega la situazione in cui versa Civitavecchia e le scelte degli amministratori, molto lontane dalle promesse fatte ai cittadini e alla tutela della salute. Continua l’appello:
Sono giorni ed ore decisive per il futuro del nostro territorio, ma le notizie continuano a non essere positive: il Ministero dell’Ambiente ha dato il via libera alla prosecuzione dell’esercizio per Torre Valdaliga Nord. Tradotto: carbone fino al 2025. In aggiunta a ciò, come detto, corre spedita la richiesta di Enel per i nuovi impianti a turbogas (senza valutazione d’impatto ambientale). Carbone e gas quindi, insieme.
Il “bosco delle ciminiere”, così lo ha definito il dott. Viti nell’ultimo indecoroso consiglio comunale aperto. Indecoroso perché l’attuale amministrazione continua a tergiversare, ad essere drammaticamente debole di fronte alla portata della sfida che sta attraversando la città: il sindaco di Civitavecchia, fino a qualche settimana fa categorico sulla fine delle fonti fossili, appare oggi ostaggio di una maggioranza, o parte di essa, che vorrebbe subito passare alla cassa, monetizzare la nuova servitù del gas a svantaggio, come al solito della riconversione ecologica e dello sviluppo alternativo.
Il problema non sono le beghe condominiali di questa amministrazione, ma l’incapacità di una visione unitaria. Il Sindaco non ha presentato prescrizioni formali in conferenza dei servizi per il rinnovo dell’AIA su Tvn, ha espresso altresì preoccupazione. A noi non servono amministratori preoccupati o solidali, a noi servono amministratori che mettano in campo azioni precise, nette......
Il Sindaco avrà l’appoggio dell’intera città di Civitavecchia, se vorrà farsi portavoce delle trasversali istanze di cambiamento del modello energetico in questo territorio. Altrimenti continuerà ad essere il vice sindaco della centrale a carbone.......
Chiediamo chiarezza, unità e determinazione. Siamo pronti alla battaglia con chiunque vorrà condividerla. Siamo pronti, già dalle prossime ore, ad esercitare la nostra legittima difesa contro l’ennesima violenza. 
Comitato S.O.L.E.
Salute. Opportunità. Lavoro. Ecologia

13 maggio 2016

Servizio Marconi SkyTg 24 scuole: UN VIAGGIO TRA INQUINAMENTO E SALUTE da Civitavecchia al MONDO.

Riceviamo il sottostante video  da Civitavecchia dal Medico Isde Giovanni Ghirga e lo pubblichiamo con il consiglio di guardarvi l' interessantissimo video ideato e creato dai Meravigliosi Ragazzi dell'IIS G. Marconi - Liceo Scientifico Opzione Scienze Applicate di Civitavecchia e di diffonderlo adeguatamente .


Inquinamento e stato di salute della popolazione: da Civitavecchia al mondo

18 gennaio 2015

Il mercurio rilasciato sul territorio associato anche a forme di autismo.

ARTICOLO IN ARRIVO DA  CIVITAVECCHIA  
Il mercurio rilasciato sul territorio  associato anche a forme di autismo.
di Maurizio Spreghini.
CIVITAVECCHIA – Credendo che l’informazione sia alla base di ogni civiltà e vada divulgata.... ecco  la parte dei rischi alla quale la popolazione è sottoposta stando a stretto contatto con fonti inquinanti.
____________________________
 ......domani in giornata sapremo, dopo le dichiarazioni di voto tra le mozioni presentate da Cinque Stelle,  PD e SEL, cosa i parlamentari avranno deciso in merito alla riapertura della concessione AIA 2013 per TorreValdaligaNord.
            ____________________________

Dopo aver appreso il 5 gennaio dal Dott. Ghirga in un’intervista esclusiva al nostro giornale, le problematiche che genera il contatto con le fonti inquinanti e le conseguenze  per il futuro delle nostre generazioni.... 
Inoltre, inquinanti quali metilmercurio, arsenico e piombo, anche in quantità ritenute non tossiche, sono invece responsabili di danni a livello del sistema nervoso in via di sviluppo quali la riduzione del quoziente intellettivo, dell’attenzione...
 Per questo ci siamo chiesti: il rilascio dei metalli pesanti nel territorio e il loro aumento nel tempo che influenza ha e quali studi sono stati condotti negli anni? 
“L’University of Texas Health Science Center ha studiato e messo in evidenza il triste legame che lega l’inquinamento all’aumento dell’autismo nei bambini che vivono in territori circostanti ad emissioni di mercurio.
La combustione del carbone è una delle cause più significative; il carbone può contenere anche 150 volte la quantità di mercurio presente nell’olio combustibile. 


Immagine tratta da Facebook del Medico Isde G. Ghirga
Vivere intorno ad una fonte di emissione di mercurio, quale una centrale aumenta il rischio nei bambini di ammalarsi di autismo. Anche nel delicato processo della vita qual’è la gestazione del feto. L’Inquinamento provocato dalle centrali incide negativamente e in maniera rilevante sulla formazione del feto stesso. 
Immagine tratta da Facebook del Medico Isde G. Ghirga

 Sul Blog di Stefano Montanari  abbiamo trovato un articolo che porta la firma del Dott  G.Ghirga datato oggi 18 gennaio 2015 
“Avere un figlio affetto da autismo richiede un enorme impegno da parte dei famigliari ed è causa di una grande, costante preoccupazione.
I risultati di questa ricerca coincidono con quelli di numerosi altri studi che confermano l’elevata quantità di mercurio presente nelle piante, negli animali e negli esseri umani che vivono vicino a una fonte di emissione di questo elemento.
Il prezzo che i bambini pagano è sicuramente il più alto. Infatti, l’esposizione anche a dosi estremamente basse di numerosi inquinanti quali il mercurio, quando avviene durante quel periodo critico di formazione e sviluppo del sistema nervoso, in soggetti geneticamente predisposti, può aumentare il rischio di gravi patologie quali l’autismo. La combustione del carbone è una delle cause più importanti di emissione nell’ambiente di mercurio; il carbone può contenere fino a 150 volte la quantità di mercurio presente nell’olio combustibile (Ambient Air Pollution by Mercury (HG). Position Paper. European Communities, 2001). Gli autori dello studio hanno esaminato i dati di emissione di 39 centrali a carbone e di altre 56 sorgenti industriali presenti in Texas e li hanno messi a confronto con l’incidenza dell’autismo nei bambini che frequentavano 1.040 distretti scolastici. 
I risultati sono molto chiari. Vivere intorno ad una fonte di emissione di mercurio quale una centrale a carbone o un inceneritore, aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di ammalarsi di autismo. Nello studio l’aumento d’incidenza mostra una riduzione dell’1-2 % per ogni 16 chilometri di distanza dalla fonte stessa. Parte del mercurio emesso nell’ambiente si deposita al suolo e, in seguito all’azione di alcuni batteri, viene trasformato in metilmercurio, una forma estremamente tossica. La contaminazione degli ecosistemi acquatici ne comporta il suo accumulo nel tessuto dei pesci e il suo ingresso nella catena alimentare......
Con la centrale a carbone ci sarà un aumento del 50 % delle emissioni di mercurio” (pag. 39, riga 26 – relazione istruttoria). L’aumento delle emissioni di mercurio contrasta con l’EU Legislation and Policy Relating to Mercury and its compounds, Working document, March 2004, 1.1. Regulatory area: Main rilevant Provision. In questo documento si afferma, infatti, la forte volontà della Commissione Europea di ridurre l’inquinamento da mercurio presente nell’aria, nell’acqua e nel terreno, al fine di ottenere un alto livello di protezione per la popolazione. Non è possibile valutare la quantità di mercurio che verrà emessa nell’aria in forma ossidata e in forma elementare. La prima porrà un rischio d’inquinamento da mercurio per le popolazioni che risiedono in un raggio di centinaia di km dalla centrale a carbone; le emissioni di mercurio in forma elementare causeranno invece un danno su scala mondiale (U.S. Department of Energy National Energy Technology Laboratory – Five Year Research Plan on Fine Particulate Matter in the Atmosphere. FY2001-FY2005.8, pag. 27).
 Immagine tratta da Facebook del Medico Isde G. Ghirga
Dr. Giovanni Ghirga portavoce per il Lazio delCoordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute “.

Dopo la disamina di quanto scritto in questo nuovo capitolo viene maggiormente da incitare i nostri parlamentari ad un buon voto per domani.... … Qui l'articolo integrale

Leggi 

Interrogazioni e altri documenti della seduta - Camera.it -


TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 365 di Lunedì 19 gennaio 2015


.
MOZIONI CONCERNENTI INIZIATIVE RELATIVE ALL'IMPATTO AMBIENTALE DELLA CENTRALE TERMOELETTRICA A CARBONE DI CIVITAVECCHIA

........impegna il Governo:
   a riaprire immediatamente la conferenza di servizi sull'autorizzazione integrata ambientale della centrale di Torrevaldaliga Nord al fine di un generale ridimensionamento delle condizioni di esercizio con una relativa diminuzione delle ore di lavorazione dell'impianto, delle quantità annue di carbone bruciabile e, in modo particolare, riguardo alla chiusura dell'impianto entro e non oltre il 2020 e, nel frattempo, a mettere in campo tutte le azioni necessarie a riconvertire le maestranze attualmente impiegate negli impianti termoelettrici...Leggi qui le mozioni

26 novembre 2013

Il Sindaco Tidei di Civitavecchia : "Rassegno le dimissioni"

Tratto da Facebook del Medico Isde G. Ghirga di Civitavecchia.

UN MONITO A TUTTI AI SINDACI DI QUELLE CITTA' DOVE LA SALUTE PUBBLICA E' MINACCIATA DALL'INQUINAMENTO INDUSTRIALE

L'aver accettato la ulteriore combustione di 900.000 tonnellate l'anno di carbone e l'ostinazione a non opporsi alla privatizzazione dell'acqua, costringono alle dimissioni il Sindaco di Civitavecchia (qualche attimo prima della molto probabile sfiducia da parte della maggior parte del Consiglio Comunale) 

Tratto da Civionline

Tidei: "Rassegno le dimissioni"

Di fronte ad almeno 14 o 15 consiglieri decisi a dimettersi il sindaco ha cercato di anticiparli ma sostanzialmente le sue dimissioni andranno presentate in consiglio. L'amministrazione decadrà quando saranno presentate le firme dei consiglieri


Un fulmine nella notte. A pochi minuti dalla mezzanotte l'ufficio stampa del comune di Civitavecchia ha diramato il seguente comunicato stampa: "Dimissioni del sindaco Tidei. Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da Sindaco........ 
Il comunicato del Sindaco è arrivato dopo le voci, circolate per tutta la giornata di domenica, riguardanti una possibile sfiducia. Con le dimissioni di 13 consiglieri comunali, l'amministrazione viene infatti sciolta automaticamente.
...........

Se le dimissioni verranno invece confermate nei prossimi 20 giorni, si procederà a nuove elezioni.
Su Civionline l'articolo integrale

14 gennaio 2013

Su Facebook nasce il Registro tumori di Civitavecchia.

Nasce (dalla gente) il Registro dei Tumori di Civitavecchia
Le istituzioni non si muovono, si attiva il popolo di Facebook

Il Faro on line - "L'iscrizione in questo gruppo non è certo il massimo per un frequentatore di facebook.
 La vita però, per molti, troppi poco fortunati, è fatta anche di questo e reagire come cittadini rimane a tutt'oggi, forse, l'arma più efficace".
 Lo ha postato così, con poche righe sul social network più frequentato in Italia. Lui si chiama Giovanni Ghirga, e ha deciso - come ormai molti cittadini hanno iniziato a fare - di non aspettare che lo Stato in una qualsiasi delle sue emanazioni decidesse di intervenire, ma si è rimboccato le maniche e ha tradotto in fatti un'idea
Che in questo caso è drammaticamente attuale: monitorare lo stato di salute della popolazione di Civitavecchia, soprattutto in riferimento all'incidenza che una centrale elettrica sul territorio può avere. 
Nasce così ,alle 15.16 di venerdì scorso, il gruppo REGISTRO DEI TUMORI DI CIVITAVECCHIA SU FACEBOOK. "Nessuno sarà iscritto involontariamente - posta Ghirga - Raccontate le vostre storie, raccontatele in terza persona, rispettate la privacy di tutti".

22 giugno 2011

Civitavecchia:Osservatorio ambientale



Tratto da Noalcarbone

Osservatorio ambientale: il controllato siede ancora al tavolo dei controllori

Ci incontriamo per discutere dell'evento del 30 Giugno, data in cui è stato indetto un incontro dell’osservatorio Ambientale istituito dalla Regione Lazio, cui presenzierà assieme ai rappresentanti delegati dai comuni, anche enel.
Il controllato vuole mantenere il controllo sui controllori,
così come accadeva per il consorzio illegittimo precedente.

Intanto in rete è pubblicato su ARPAT TOSCANA il Report dell'osservatorio ambientale

Centrale termoelettrica Enel di Civitavecchia: salute e inquinamento

Disponibile il primo rapporto dell’Osservatorio ambientale istituito nel 2010

E’ ora disponibile il primo report prodotto dall’Osesrvatorio.

Per scaricare il report: http://www.regione.lazio.it/binary/rl_ambiente/tbl_contenuti/OAC_Rapporto_2010.zip

Riportiamo solo brevemente un breve stralcio da pag 28

...Di seguito, limitatamente alla fase di esercizio dell’impianto a regime, tali impatti sono sommariamente descritti per componente ambientale,specificando gli effetti sulla salute umana e sulla vegetazione loro attribuibili.(NE PUBBLICHIAMO ALCUNI.......)

Atmosfera

Le emissioni della combustione di carbone in centrali elettriche rappresentano una importante fonte artificiale di anidride carbonica, un gas serra,che secondo la maggior parte degli studiosi del clima e causa primaria dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Oltre a questo, in condizioni di esercizio, nelle emissioni degli impianti sono presenti molti altri inquinanti con possibili effetti sanitari diretti.

Tali inquinanti sono prodotti dalla combustione in caldaia ed i fumi emessi dalla ciminiera possono contenere: biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), acido cloridrico (HCl) e polveri, che veicolano numerosi composti organici ed inorganici complessivamente classificabili come microinquinanti.

Di seguito vengono brevemente riassunti i possibili effetti sulla salute umana e sull'ambiente generalmente associati ai principali inquinanti:


1) BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2) - Gli ossidi di zolfo e i loro derivati provocano sull'uomo effetti che vanno da semplici irritazioni delle mucose (vie respiratorie e occhi), nel caso di brevi esposizione a concentrazioni elevate, sino a fenomeni di broncocostrizione per esposizioni prolungate a quantitativi anche non elevati. Le Linee Guidadella Qualita dell'Aria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno preso in rassegna in modo sistematico gli effetti sanitari di questo inquinante e hanno suggerito un aumento della mortalita e dei ricoveri ospedalieri per cause cardio-respiratorie per concentrazioni al di sopra dei valori di qualita suggeriti
Per quanto riguarda la vegetazione, sono i maggiori responsabili del fenomeno delle piogge acide

2) OSSIDI DI AZOTO (NOx) - L'ossido di azoto (NO) sitrasforma in modo rapido in biossido di azoto (NO2), un gas irritante per le mucose che può contribuire all'insorgenza di varie alterazioni della funzione polmonare con un aumento nella frequenza di infezioni respiratorie acute e nell'aggravamento delle forme polmonari croniche (bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare).
Prolungate esposizioni anche a basse concentrazioni di NO2 provocano una diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie.
Anche in questo caso le Linee Guida della Qualitadell'Aria dell'OMS (2005) forniscono informazioni dettagliate sugli effetti sanitari dell'NO2,specie nell'ambiente urbano.

3) MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) - A causa della sua elevata capacita di legarsi all'emoglobina il CO può provocare abbassamento delle funzioni vitali fino a determinare la morte nel caso di concentrazioni particolarmente elevate, caso che non si verifica in ambiente esterno.

4) ACIDO CLORIDRICO (HCl) - Inquinante acido corrosivo ed irritante per la pelle e per le vie respiratorie coinvolto nelle genesi di inquinanti secondari quali il materiale particolato (polveri).

5) PARTICOLATO (o POLVERI) - La pericolosita delle polveri aerodisperse e fortemente legata alla loro dimensione perche influisce sulla capacita di penetrazione nel sistema respiratorio umano e sulla possibilita di generare fenomeni infiammatori locali e sistemici.
Le polveri piu pericolose hanno dimensioni fino a 2,5 ƒÊm e possono raggiungere gli alveoli polmonari.
Gli elementi componenti del particolato (quali idrocarburi policiclici, metalli ecc.) possono avere effetti tossici specifici (cancerogenicita, potere infiammatorio).
Ancora molto discusso e poco studiato è il ruolo delle particelle ultrafini (diametro inferiore
ai 0.1 micron) per la loro difficile rilevazione sistematica.
Gli effetti delle polveri riguardano l'aggravarsi delle malattie respiratorie (asma bronchiale, bronco pneumopatia cronico ostruttiva,infezioni dell'apparato respiratorio, diminuzione della funzione polmonare) e cardiovascolari, soprattutto a carico di soggetti gia affetti da disturbi respiratori e cardiocircolatori, di anziani e di bambini. Numerosi studi hanno messo in evidenza gli effetti sulla mortalita e sulla morbosita e queste indagini sono state riassunte
dall'OMS nelle Linee Guida della Qualita dell'Aria(2005).

6) MICROINQUINANTI - Gli effetti ambientali del particolato sono direttamente connessi con la pericolosita intrinseca delle sostanze che lo formano o che sono assorbite su di esso. Rilevamenti alle emissioni di centrali alimentate a carbone operanti in Italia hanno evidenziato nel materiale la presenza di diossine (PCDD) e furani (PCDF), idrocarburipoliciclici aromatici (IPA), vanadio (V), nichel(Ni), rame (Cu), arsenico (As), cadmio (Cd),tallio (Tl), piombo (Pb) e mercurio (Hg). Le proprietachimico-fisiche - quali ad esempio persistenza ambientale e capacita di bioaccumulare- e quelle tossicologiche - quali cancerogenicita,mutagenicita, ecc. - conferiscono a questi inquinanti una notevole pericolosita intrinseca per la salute umana. Le loro concentrazioni alle emissioni,dell'ordine dei microgrammi e in alcuni casi dei nanogrammi per metro cubo, rendono molto improbabile l'insorgenza di effetti avversi sanitari a seguito di esposizioni inalatorie, ma non consentono di escludere esposizioni prolungate per via ingestiva conseguenti alla loro accumulazione nei suoli e al successivo passaggio negli alimentiivi prodotti.
Pur in assenza di valori limite per la protezione della salute umana formalmente identificati, un controllo della loro presenza nella matrice ambientale e fortemente raccomandato......

CONSIDERAZIONE DI UNITI PER LA SALUTE


A noi cittadini gravitanti sotto una centrale a carbone le succitate affermazioni non ci tranquillizzano proprio.

E con tali presupposti dovremmo anche accettare un ulteriore potenziamento a carbone !!!!!
Riteniamo già abbastanza impattante per la nostra salute l' esposizione attuale e continuativa ad OLTRE 40 ANNI di simili inquinanti .

15 giugno 2010

2010/06/15" Brindisi, Savona, Tarquinia ...SABATO 19 GIUGNO ACCOMUNATI NELLA LOTTA CONTRO IL CARBONE

"BRINDISI,SAVONA ,TARQUINIA TRE TERRITORI ACCOMUNATI SABATO 19 GIUGNO DA TRE APPUNTAMENTI IMPORTANTI " PER LA SALUTE.... CONTRO IL CARBONE."

TRE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA ,TRE OCCASIONI PER RICHIEDERE" CHE LA NOSTRA SALUTE SIA REALMENTE TUTELATA",

"che si facciano gli accertamenti necessari, che si utilizzino DAVVERO (e non soltanto come slogan) le migliori teconologie disponibili, che si apra la mente (e lo sviluppo economico) a tutte le possibilità che oggi vengono offerte dalle energie rinnovabili."

“NO al Carbone si all’Ambiente e alla Salute”.

Tratto da" Noalcarbone"

Giugno 2010... nasce il Magazine del gruppo No al Carbone distriubuito gratuitamente e scaricabile in PDF dal box (collegamento al sito noalcarbone)
Riportiamo un articolo tratto dal Primo numero perchè sicuramente molto rappresentativo delle "PROBLEMATICHE per la SALUTE connesse con le Centrali a Carbone" .

Necessaria una drastica riduzione (almeno 30%) del carbone bruciato nelle centrali elettriche
Convenzioni : si (s)vende il nostro futuro .Ed intanto il cielo è sempre (meno) blu
L’Ordine dei Medici: “le emissioni nocive hanno causato l’aumento di patologie tumorali con un forte impatto sulla salute dei bambini che risiedono nei pressi di centrali a carbone”

La storia degli ultimi 50 anni della città di Brindisi è stata pesantemente segnata dalla presenza di impianti industriali dal grande impatto sull’ambiente e la salute dei brindisini. La grande industria chimica, le centrali elettriche hanno nel corso di questi decenni cambiato profondamente il volto ed il destino del nostro territorio. Un territorio a vocazione agricola, dalle grandi bellezze paesaggistiche e con grandi potenzialità turistiche soffocato da un modello di sviluppo che ha bloccato una crescita economica compatibile con l’ambiente e la salute.
Brindisi ha oggi un triste primato: quello della maggior quantità di carbone bruciato in Italia con oltre 8 milioni di tonnellate di carbone all’anno che alimentano le centrali Enel di Cerano e Edipower situata a Costa Morena.
Bruciare carbone comporta l’emissione di notevoli quantità di metalli pesanti (quali Mercurio, Arsenico, Piombo, Cadmio, Nichel, Cromo), Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), diossine, altamente tossici e cancerogeni per l’uomo.
Inoltre la combustione del Carbone produce CO2 gas clima alterante e Anidride Solforosa responsabile delle piogge acide, polveri sottili, PM 10 e PM 2,5, per non parlare degli isotopi radioattivi presenti nel carbone.

Per qualsiasi territorio l’impatto sull’ambiente e la salute dei cittadini dovuto alle emissioni di queste sostanze rilasciate dalla combustione di 8 milioni di tonnellate all’anno di carbone è devastante, come dimostrato dall’inquinamento dei terreni agricoli di Cerano, interdetti alla coltivazione da un’ordinanza sindacale, e dall’incremento di patologie tumorali ed infiammatorie a carico del sistema cardio respiratorio e della tiroide riscontrato nel Salento. Particolarmente significativo a tal proposito è il seguente passaggio tratto da un documento dell’Ordine dei Medici di Brindisi: “Le indagini epidemiologiche disponibili da diversi anni segnalano nell’area ad alto rischio di crisi ambientale di Brindisi, e soprattutto nel capoluogo, un eccesso di mortalità generale e per alcuni tumori in particolare.
Esistono studi recenti sull’aumento di mortalità e di ricoveri per cause cardiovascolari e respiratorie nei giorni in cui si registra un innalzamento delle concentrazioni degli inquinanti nell’aria. La letteratura scientifica riporta patologie a carico dei nascituri e dei bambini che risiedono nei pressi di centrali energetiche che utilizzano carbone. Le emissioni nocive hanno un impatto anche sulla salute dei bambini e nascituri.
Si può ben comprendere come la richiesta di una forte e drastica riduzione dell’uso del carbone a Brindisi è di fondamentale importanza per la salvaguardia della salute pubblica e non quindi un capriccio di oltranzisti eco talebani come qualcuno interessato più agli affari ed ai profitti ci dipinge.
Da quasi un anno a Brindisi si è ricominciato a discutere di convenzioni con l’Enel nel tentativo di formulare un accordo per ridurre l’impatto ambientale della centrale Enel di Cerano. In realtà esisteva già dal 1996 una Convenzione tra istituzioni ed Enel che poneva come tetto massimo di carbone utilizzabile nelle centrali Enel ( allora anche la centrale di Costa Morena era dell’Enel ) 2,5 milioni di tonnellate. In più si prevedeva per la centrale Brindisi Nord, ora di Edipower, la conversione a gas e successivamente al 2004 la sua chiusura. Questa convenzione fu all’epoca un grosso risultato per la cittadinanza. Si poneva finalmente un limite allo strapotere delle aziende elettriche e di conseguenza un limite ai profitti che con tali centrali potevano essere realizzati. Successivamente l’Enel riuscì nel 2002 a ribaltare la situazione sottoscrivendo con le istituzioni locali una nuova convenzione, ricordiamo le indagini della magistratura sulle movimentazioni del carbone, con la quale in definitiva otteneva carta bianca sul consumo del carbone spostando il limite sulle emissioni piuttosto che sul carbone bruciato.
In tal modo il consumo del carbone a Brindisi passò da 2,5 a 8 milioni di tonnellate annue con una diminuzione del numero degli addetti alla centrale smentendo quindi la favoletta “più carbone più lavoro” con cui si è illusa o forse meglio ricattato una intera città, mentre di contro i numeri di decessi per neoplasie in Provincia di Brindisi son passati da 450 a circa 550 all’anno.
Arriviamo quindi al 26 ottobre del 2009 giorno in cui Vendola, Ferrarese e Mennitti incontrarono i vertici dell’Enel per discutere una bozza di convenzione.
Esaminando questa bozza si comprende come in realtà quel documento rappresentava una vera presa in giro per la città di Brindisi.
Infatti tutto ciò che alla nostra città era dovuto ovvero un carbonile coperto, le opere di ambientalizzazione (denitrificatori, desolforatori, filtri per il particolato ecc.. ) venivano scambiate con una riduzione del carbone pari a solo il 5% . Poche centinaia di migliaia di tonnellate in meno. Come se il passare da 8 a 7,5 milioni di tonnellate di carbone possa rappresentare un vantaggio per la salute pubblica.....
In più si prevedeva anche la possibilità di bruciare rifiuti ( CDR ) all’interno della centrale aprendoci alla possibilità di diventare la pattumiera d’Italia, sempre magari con la favoletta di creare qualche posto di lavoro" in cambio di qualche centinaio di morti in più all’anno."
Vogliamo sottolineare inoltre che per noi il carbonile coperto e le opere di ambientalizzazione sono qualcosa di dovuto, poiché se tali tecnologie esistono l’Enel ha il dovere di applicarle ed il Sindaco di Brindisi deve in qualità di prima autorità sanitaria a Brindisi pretenderle, arrivando anche a ordinare la chiusura della centrale se tale opere non si dovessero realizzare.
Non si comprende quindi che senso ha parlare di ciò in una convenzione a meno che non serva per spacciare il dovuto ( le opere ) in cambio del carbone.
Noi non ci stiamo e chiediamo che l’oggetto delle convenzioni torni ad essere il tetto al consumo del carbone, che sin da subito deve diminuire di almeno il 30% prevedendo anche un percorso che nell’arco di qualche anno ci porti a convertire a gas quelle centrali.
Vogliamo liberare Brindisi dal carbone, dal malaffare che ad esso spesso è connesso, basti pensare alle indagini sulle ceneri smaltite nelle cave calabresi in cui dirigenti dell’Enel sono coinvolti, vogliamo costruire una nuova Brindisi.
Per questo invitiamo tutti i cittadini a partecipare, indossando le magliette No al Carbone, alla grande manifestazione del 19 giugno per gridare tutti insieme “NO al Carbone si all’Ambiente e alla Salute”.
Riccardo Rossi






Sabato 19, manifestazione pacifica a Vado ligure per la salute e contro il carbone

Dall’ UNIONE DI ASSOCIAZIONI, COMITATI E CITTADINI per la tutela della salute e dell’ambiente in provincia di Savona

Sabato 19, dalle ore 9 alle ore 19,
tutti i cittadini che tengono alla propria salute e a quella dei bambini sono invitati a partecipare alla manifestazione che si svolgerà a VALLEGGIA, in via A. Diaz, in difesa dell’aria che respiriamo.

Sarà una
pacifica e civile dimostrazione della presa di posizione di tutti coloro che non vogliamo neppure definire “ambientalisti”, ma semplicementepersone che non intendono ammalarsi e morire precocemente per inquinamento“.

Sarà un NO al carbone, ma anche un SI a tutte le possibili migliorie della nostra aria, che – esattamente come l’acqua – è un bene che nessuno deve permettersi di ritenere “privato”, né tantomeno “corruttibile per scopi ed interessi privati”.

NOI NON VOGLIAMO COMBATTERE NESSUNO, ma chiedere CON FORZA che la nostra salute venga tutelata: che si facciano gli accertamenti necessari, che si utilizzino DAVVERO (e non soltanto come slogan) le migliori teconologie disponibili, che si apra la mente (e lo sviluppo economico) a tutte le possibilità che oggi vengono offerte dalle energie rinnovabili.

Non siamo fanatici, né allarmisti: siamo persone che si sono interessate al problema, che hanno capito che IN TUTTA LA PROVINCIA DI SAVONA c’è una grave emergenza ambientale e che vogliono fare tutto ciò che è in loro potere affinché questa emergenza venga risolta.

MA NON CON LE CHIACCHIERE.
Vogliamo i fatti, e vogliamo che siano fatti tesi al benessere di tutti e non solo all’ interesse privato di pochi.

VENITE ANCHE VOI.

La semplice presenza sarà già una dichiarazione di intenti, un grido di protesta e una richiesta di aiuto a tutti coloro che possono – ma finora non hanno saputo o voluto – darcelo.

Questa prima manifestazione darà il via ad una serie di altre iniziative informative, culturali, scientifiche, popolari che l’Unione dei Comitati intende presentare in tutta la Provincia affinché si diffonda una VERA comprensione dei problemi ambientali che ci stanno opprimendo (e che molti ancora ignorano) al fine di creare un’unione di intenti – anche con le forze politiche interessate

verso una soluzione che non danneggi nessuno, ma che aiuti la popolazione del savonese a vivere meglio, senza timori e soprattutto senza malattie da inquinamento.

SABATO 19 – dalle ore 9 alle ore 19 – VALLEGGIA, VIA A. DIAZ


Riceviamo inoltre dai "Nocoketarquinia"

Ringraziamo Marzia dei "Nocoketarquinia "per il molto gradito invito
.
"Vi invio un invito per un'importante appuntamento del 19 Giugno,dove presenteremo il l primo monitoraggio ambientale realizzato totalmente dai cittadini con i soldi dei cittadini.

Con orgoglio vi comunichiamo che, grazie all’impegno dei numerosissimi cittadini che hanno acquistato i biglietti della lotteria “Fai la tua parte diventa protagonista del tuo futuro” e al contributo motivato di aziende e cooperative del settore agricolo e turistico, è stato completato il primo “MONITORAGGIO AMBIENTALE AUTONOMO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA” nel nostro territorio.
Un progetto fortemente voluto da chi ama questa terra e non accetta di vederla aggredita, snaturata dalla sua vocazione culturale, agricola e turistica evuole restituirla integra ai propri figli, come hanno fatto, con semplicità e saggezza le generazioni che ci hanno preceduto.
La solidarietà tra i cittadini è stato il punto di forza di questo progetto e la solidarietà è un presidio di difesa della vita democratica della collettività
Per questo siete i invitati a partecipare all’ incontro pubblico dove gli esperti che hanno curato lo studio della qualità dell’aria che respiriamo presenteranno i risultati delle perizie giurate.

Vi aspettiamo.
Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia
Mondo Agricolo Unito

Riceviamo e pubblichiamo
Comunicato Stampa del Comitato Cittadini Liberi di Tarquinia
Il Monitoraggio Autonomo della Qualità dell'Aria

Sabato prossimo, con la presentazione del “Monitoraggio autonomo della qualità dell'aria” si concluderà la prima fase del percorso intrapreso per difendere questa terra dagli inquinatori e dal degrado morale indotto dalle compensazioni (soldi in cambio del silenzio, secondo il collaudato modello applicato da decenni a Civitavecchia). La realizzazione del monitoraggio autonomo aiuta a prevenire ulteriori danni alla nostra salute, nonchè alla nostra economia, agricola e turistica, perchè aumenta la nostra consapevolezza sui danni provocati da scelte industriali scellerate di cui siamo cavie.
Altrettanto importante è la possibilità di attribuire precise responsabilità per le illegalità che segnano la storia dei grandi impianti energetici costruiti nell'Alto Lazio. È per questo che mentre presentiamo il monitoraggio non smettiamo di denunciare la corruttela di chi ha scelto la complicità e il silenzio, nonostante i cittadini lo avessero delegato a prendersi cura di loro continuando a dire no.
.... L'inquinamento non è solo atmosferico; nell'aria s'avverte il tanfo di poteri occulti e mafie comunque declinate.
Con l'iniziativa di raccolta fondi e il monitoraggio dell'aria, ai silenzi e agli affari turpi abbiamo opposto la concretezza dell'azione e l'unità d'intenti di tantissimi Cittadini di Tarquinia, affiancati dalle Cooperative agricole, dal Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, da varie Aziende agricole e non agricole, da altre Comunità laziali e da un combattivo gruppo di Amici di Capalbio.
Complessivamente sono stati raccolti e utilizzati circa 80.000 euro per finanziare due campagne di monitoraggio svolte nel 2008 e nel 2009 ed è solo l'inizio. La parte più delicata da sviluppare riguarderà l'esame dei tessuti colpiti da malattie tumorali, che conservano spesso traccia delle sostanze scatenanti la patologia.
I tessuti in questione sono conservati nei centri che hanno effettuato l'esame istologico e la loro utilizzazione per fini di studio può essere autorizzata solo dai legittimi proprietari. Per questo abbiamo interpellato tutti I medici di Tarquinia, consapevoli che senza il loro aiuto di testimoni di sofferenze dovute in vario modo all'inquinamento non potremo continuare il percorso iniziato.
Sono oltre 100.000 le sostanze di origine industriale immesse nell'aria, nell'acqua e nel suolo dagli inquinatori e da queste parti ne stiamo facendo una collezione
ampia.

Comitato Cittadini Liberi
TARQUINIA (VT)
cittadiniliberi@yahoo.it