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10 settembre 2020

ISDE Italia per un governo sano dei territori

 Tratto da Isde 


ISDE Italia per un governo sano dei territori: documento in vista delle elezioni amministrative 2020


La recente, e per molti aspetti prevedibile, pandemia da Covid 19, ha evidenziato ancora una volta e in maniera tragica e dolorosa, l’importanza di salvaguardare l’ambiente per tutelare la salute umana e quella di tutte le specie che abitano la Terra.

La diffusione del virus Covid-19 può essere interpretata infatti anche come una sorta di reazione una -tra le altre- allo stato di stress causato al pianeta da sfruttamento e devastazioni ambientali e quindi per prevenire anche nuovi eventi simili dobbiamo di sicuro agire contrastando la perdita di biodiversità, l’alterazione degli habitat, il continuo attentato all’integrità dei territori e i cambiamenti climatici, favorendo processi produttivi industriali ed agricoli basati sull’economia circolare, sostenibili e con il ricorso a fonti energetiche veramente rinnovabili.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità-OMS informa che ogni anno sono circa 12,6 milioni le morti attribuibili all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, alle esposizioni chimiche, ai cambiamenti climatici e alle radiazioni ultraviolette; ; sempre dai report dell’Organizzazione mondiale della Sanità (http://who.int/phe/publications/air-pollution-global-assessment/en/) risulta che il 92% della popolazione mondiale respira aria inquinata e pericolosa per la salute.

In Italia circa 90mila persone muoiono ogni anno per gli effetti dell’inquinamento dell’aria e ogni giorno mille persone ricevono una diagnosi di cancro e 500 persone ogni giorno muoiono a causa di questa patologia.

E’ sempre più evidente e documentato il legame tra inquinamento ambientale e malattie cardiovascolari, oncologiche, respiratorie, neurodegenerative e dismetaboliche, come l’incremento delle malattie dello spettro autistico. Preservare quindi la salubrità dell’ambiente è condizione necessaria per preservare la salute delle persone e moltissimo si può fare con un governo sano dei territori.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità-OMS, insieme all’intera comunità scientifica raccomandano infatti, e ormai da decenni, di porre come prioritaria in ogni scelta economica, sociale e politica, la tutela della salute che passa ovviamente attraverso scelte che preservino e restituiscano salubrità all’aria, all’acqua, ai suoli e al cibo.

Si tratta quindi, anche in ossequio a molti articoli della nostra Costituzione e in particolare all’articolo 32, di porre in atto politiche e interventi di prevenzione e tutela dell’ambiente, delle modalità di lavoro, rivedendo l’intero assetto del sistema economico di produzione, anche energetico e dei trasporti, non solo su base nazionale e internazionale ma anche a cominciare dai territori e dalle città con appunto un governo sano dei territori.

E’ necessario che ogni scelta in tali ambiti sia preceduta sempre dalla più rigorosa ed obiettiva informazione scientifica così da permettere e promuovere una vera ed attiva partecipazione dei cittadini secondo quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus e dall’ordinamento democratico.

In considerazione di quanto sopra affermato, l’Associazione medici per l’ambiente – ISDE individua alcuni principi fondamentali e settori prioritari per una sana politica di salvaguardia dell’ambiente e di tutela della salute.

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 L’INTERO 



13 maggio 2016

Faremmo prima a cambiare città, ma noi vogliamo una città che cambi!


Tratto da Spezia Via dal Carbone


Faremmo prima a cambiare città, ma noi vogliamo 
una città che cambi!

Tratto da Cittadini per L'Aria


LA RIVOLUZIONE DELL'ARIA: CHIEDI ARIA PULITA AL TUO CANDIDATO SINDACO!



Questo decalogo di impegni (che puoi scaricare completo e dettagliato quiè stato elaborato per essere sostenuto dai cittadini italiani e fatto proprio come impegno vincolante dai candidati sindaci alle prossime elezioni amministrative di giugno 2016. Gli obiettivi che presentiamo sono indicativi, e dovranno essere adattati alle circostanze particolari di ciascuna città, ma danno un’idea della dimensione degli interventi richiesti. 
Azioni coraggiose e necessarie, che ci avvicinino alle altre città europee.
FIRMA ANCHE TU  QUI L'APPELLO E AIUTACI A DIFFONDERLO!






04 maggio 2012

"Comitato Spezia Via dal Carbone ":A tutti i candidati: alla carica di Sindaco e di Consigliere del Comune della Spezia


Riceviamo dal "Comitato Spezia Via dal Carbone "con cortese richiesta di divulgazione


A tutti i candidati: alla carica di Sindaco e di Consigliere del Comune della Spezia 
La Spezia, 2 Maggio 2012 

Quella raccontata nel 2010 in questo video è un pezzo della storia degli anni ’80 di Pitelli http://www.youtube.com/watch?v=KlO6-xt9Vhc&feature=related.
Sappiamo bene com’è finito il processo: nessun responsabile, inquinamento ambientale incalcolabile, malattie e morti. Anche Pitelli, come l’amianto, dice che spesso gli esiti della scarsa cura del bene comune si vedono dopo 30 o 40 anni.

"I poteri pubblici non hanno controllato, non hanno vigilato ed hanno fatto un uso sciagurato del territorio; e lo hanno fatto perché c’erano dei rapporti non trasparenti, non chiari e spesso anche in violazione della legge penale: tra gli imprenditori, le pubbliche amministrazioni e  i funzionari. Questo è il vero problema del nostro paese, non di Spezia, dell'Italia. (dichiarazione - nel video - dell'Avv. Roberto Lamma)

Siamo nel 2012, a pochi giorni dalle elezioni amministrative e a 50 anni dalla costruzione della centrale elettrica. La centrale, già chiusa una volta e riambientalizzata, continua a bruciare carbone con conseguenti emissioni in atmosfera. Il carbone è sbarcato nel vicino pontile e stoccato in carbonili aperti: tutto il processo di movimentazione del carbone risulta spesso poco efficiente oltre che carente di adeguata manutenzione e controllo.  Al proposito il Comitato SpeziaViaDalCarbone ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica della Spezia http://www.speziapolis.org/dp/esposto_comunicato.doc.
L'inquinamento prodotto dalla centrale Enel si somma all'inquinamento passato della discarica di Pitelli e a quello, anch'esso attuale, del porto mercantile e di tutte le attività che gravano sulla linea di costa ed entro l'arco collinare del Golfo della Spezia. Tuttavia, apparentemente, noi non possiamo sapere chi inquina, come e quanto. Incomprensibilmente, in passato e anche recentemente, le autorità locali hanno rinunciato ad effettuare indagini approfondite e continuative atte a verificare in modo esaustivo la situazione sanitaria e ambientale del territorio spezzino. L’Asl e i medici non si sono appassionati all’argomento. Dal Luglio u.s., il Comitato SpeziaViaDalCarbone ha chiesto pubblicamente e inutilmente all’amministrazione comunale di commissionare un'indagine epidemiologica.
L’IST di Genova (Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro) ha elevate esperienza e professionalità nell’ambito della ricerca epidemiologica e del  comportamento di sostanze cancerogene nell'ambiente, con identificazione delle principali fonti inquinanti. L'IST di Genova potrebbe realizzare un’indagine ambientale, al pari di altre già effettuate in Liguria. Affiancando epidemiologi e chimici ambientali si potrebbero quantificare con misure attendibili i livelli espositivi della popolazione in base alla loro residenza, oltre al ruolo  di ciascuna delle fonti prevalenti presenti sul territorio a queste esposizione. http://www.arsliguria.it/images/stories/docs/pdf/quaderno7_oncologia.pdf (pag. 30)

A parere del Comitato SpeziaViaDalCarbone, ogni candidato a diventare Sindaco o Consigliere che intenda lavorare per il bene dei cittadini dovrebbe prendere con i suoi elettori l'impegno a commissionare un'indagine ambientale ed epidemiologica, all'IST di Genova, entro 30 (trenta giorni) dal suo insediamento, per valutare i reali impatti ambientali e sanitari della centrale Enel sul territorio spezzino. Con una dichiarazione pubblica in questo senso, in chiusura della campagna elettorale, il candidato darebbe un chiaro segnale del suo impegno per una gestione trasparente e responsabile del territorio. Affinchè non si ripetano tragedie ambientali e sanitarie come quella di Pitelli.
  
 Un riscontro scritto a questa proposta, infine, sarebbe un segnale di attenzione per i quasi 3000 cittadini che hanno aderito al Comitato SpeziaViaDalCarbone e sono stati sin qui ignorati.

Comitato di Cittadini SpeziaViaDalCarbone - Daniela Patrucco - portavoce