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24 gennaio 2015
Tirreno Power ,il ciclone si abbatte sulla Regione Liguria........e non solo
04 maggio 2012
"Comitato Spezia Via dal Carbone ":A tutti i candidati: alla carica di Sindaco e di Consigliere del Comune della Spezia
Sappiamo bene com’è finito il processo: nessun responsabile, inquinamento ambientale incalcolabile, malattie e morti. Anche Pitelli, come l’amianto, dice che spesso gli esiti della scarsa cura del bene comune si vedono dopo 30 o 40 anni.
08 settembre 2011
DAL SECOLO XIX: Vado, medici “convocati”in Regione sulla centrale
Di seguito pubblichiamo l'articolo che parla della apprezzabile iniziativa del dott. Quaini...Da parte nostra siamo in linea con il pensiero del Presidente dell'Ordine Dott. Trucco quando dice «Bene che ci si ricordi del ruolo sociale del medico che è anche quello di informatore, contattare i medici
e analizzare i dati va bene, ma il tutto va inquadrato in un contesto epidemiologico».
Nell'articolo è inoltre scritto che "Anche nel piano approvato dalla conferenza dei servizi a luglio e che prevede il potenziamento della centrale termoelettrica si parla (al punto A23) della necessità di uno studio di questo tipo ma per il quale i tempi sono lunghi e i lavori per la demolizione dei vecchi gruppi a carbone e la costruzione dei nuovi, prima di poter partire potrebbero quindi arenarsi cosa che in Regione non vogliono."
Come noto il punto A 23 prescrive tassativamente "che prima dell’inizio dei lavori dovrà essere prodotto uno studio epidemiologico ai fini di evidenziare la presenza o meno di patologie collegate agli inquinanti
emessi dalla centrale"
Non ci possono essere dubbi sul fatto che l'indagine epidemiologica debba essere "prodotta" (e quindi conclusa) PRIMA dell'inizio dei lavori.
Non ci stancheremo di chiedere alla Regione di esprimersi
con chiarezza su questo punto fondamentale: la loro priorità è l'inizio del potenziamento o il rispetto di precise prescrizioni a tutela della salute dei cittadini? Si pronuncino una buona volta! Attendiamo risposta pubblica, chiara e inequivocabile ormai dal 16 luglio scorso alla nostra LETTERA APERTA DI UNITI PER LA SALUTE alla Briano,a Burlando e ai consiglieri provinciali PD (LEGGI QUI) e qui rinnoviamo con forza la richiesta credendo che sia dovere preciso degli amministratori dare pubbliche risposte ai cittadini.
Tratto da Il Secolo XIXVado, medici “convocati”in Regione sulla centrale
L’idea del presidente di commissione Quaini. Il presidente dell’ordine Ugo Trucco: «Buona idea, ruolo del medico è anche informare»
Savona - Medici di famiglia “convocati” contro il carbone. Da Quiliano e Vado, così come dalla Valbormida. Andranno a Genova, in Regione, a parlare di una situazione di cui hanno il “polso” più di altri esponenti della società civile perché direttamente a contatto con gli effetti dell’inquinamento sulla salute dei loro pazienti. Saranno ascoltati dai consiglieri regionali che hanno dato il loro ok all’ampiamento della centrale di Tirreno Power a Vado.
Ad avere l’idea è stato il presidente della commissione sanità in Regione Stefano Quaini, Idv, medico lui stesso, che intende così “sensibilizzare” i colleghi di commissione su temi come lo sviluppo dei progetti che riguardano il ciclo del carbone nel savonese e in Valbormida. «A mio avviso ,ma soprattutto per il ruolo istituzionale che ricopro quale presidente della commissione - dice Quaini nella nota inviata ai medici - è fondamentale che ogni passo e ogni nuova soluzione industriale prima di venire intrapresa debba essere supportata dalla sostenibilità dell’ecosistema ambientale ma principalmente dalla sostenibilità “storica” dello stato di salute dei cittadini».
Cosa significa? Che secondo Quaini «non è differibile l’avvio di un rigoroso studio epidemiologico che valuti tale situazione , coinvolgendo tutti gli attori del sistema e quindi il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità ed ovviamente l’IST. L’impegno della Regione Liguria deve andare in tale direzione e sono certo che sia l’assessore regionale all’Ambiente Renata Briano che l’assessore alla sanità Montaldo dovranno tenere presente il contesto delicato della provincia di Savona. Pertanto sarà mio compito ed obiettivo creare anche in commissione sanità la massima chiarezza su questo fronte».
«Intendo al più presto convocare - prosegue Quaini - in terza commissione i medici di medicina generale sia del comprensorio circostante la centrale Tirreno Power , che i medici della Valbormida in modo da avere direttamente a disposizione dei commissari un ‘impressione su ciò che avvertono e vivono quotidianamente i colleghi».
Il presidente dell’ordine dei medici savonese Ugo Trucco
loda l’idea di Quaini ma avverte: «Bene che ci si ricordi del ruolo sociale del medico che è anche quello di informatore, contattare i medici e analizzare i dati va bene, ma il tutto va inquadrato in un contesto epidemiologico».
26 agosto 2011
Sporchi da morire - Filthy to the core
Sporchi da morireDIFFICILMENTE LE NUOVE GENERAZIONI CI PERDONERANNO QUESTO SUICIDIO AMBIENTALE
Il progetto

Primafilm, distretto creativo e tecnologico indipendente, presenta una nuova grande sfida:
un viaggio nel mondo delle polveri sottili, delle nano-particelle e delle possibili alternative.
Il film-documentario nasce da alcune domande.
È vero che gli inceneritori fanno male?
Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando?
Quali sono i rischi concreti per la salute?
Quali sono i danni provocati dalle micro- e nano-particelle?
Quali sono le possibili alternative?
Con queste domande in testa è iniziata la ricerca online di Carlo Martigli, un viaggio virtuale che diventa reale, video presenti in rete si alternano improvvisamente ad esclusivi reportage realizzati in varie parti del mondo.
Sporchi da morire è il film-documentario che ci farà riflettere su un problema non solo nostro ma soprattutto dei nostri figli legato alle invisibili nanoparticelle da molti indicate come il più pericoloso strumento d'inquinamento del presente e del prossimo futuro.
"Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell' Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione".
Vai al Sito Sporchi da Morire
Negli Stati Uniti d'America, invece, non si costruiscono più inceneritori dal 1996. Questo anche grazie alle battaglie di un grande nome della Scienza come Paul Connett, autorità mondiale nel campo della gestione dei rifiuti e teorico della strategia "Zero Rifiuti", che promuove l'attenzione per la gestione dei rifiuti, il riciclaggio e l'innesco di sistemi virtuosi dello smaltimento della spazzatura con delle precise strategie e dei tempi di risoluzione prefissati. A questa strategia stanno aderendo tante realtà nel mondo.Leggi anche su
Caffè news
Il progetto, di respiro internazionale, è stato realizzato da Marco Carlucci, filmmaker indipendente, già noto per “Il punto rosso”, e con la collaborazione di numerosi specialisti, tra cui il professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”; il dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Gatti, esperti e scopritori delle nano-particelle; la dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente; il biologo prof. Gianni Tamino; dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia; il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova; i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto, Barkeley; il sindaco di San Franciso Gavin Newson...
Questa è la grande legge che dovrebbe guidare qualsiasi processo di smaltimento dei rifiuti, ma in Italia l’incenerimento è una delle pietre miliari su cui si ergono i piani di gestione dell’immondizia. In Italia le aziende esercenti gli inceneritori rivendono a prezzo maggiorato l’energia elettrica prodotta, rivalendosi direttamente sui consumatori. Il Cip6 è il prezzo insulso di quest’affare, che assimila l’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti a quella derivata da fonti rinnovabili. Com’è la situazione lontano dal Belpaese?...
LEGGI TUTTO
Riportiamo a termine di questo post sugli "inceneritori" un nostro grido d'allarme del 5 novembre 2009 che riportiamo integralmente poichè la possibilità di bruciare CDR nelle centrali a carbone incombe sempre sulla nostra già martoriata ITALIA......e sui territori su cui insistono centrali a carbone.( BRINDISI , CENTRALE DI CERANO DOCET)
2009/11/05 "Centrali a Carbone e cdr "
E' giusto che i cittadini a Taranto ,come a Civitavecchia e a Savona e in tutti i siti dove sono locate" centrali a carbone "sappiano cosa ci potrebbe riservare il futuro e si organizzino per far comprendere alle istituzioni che il territorio non è d'accordo con simili forme di smaltimento di rifiuti,che non tengono assolutamente in considerazione la nostra salute ed il futuro dei nostri territori.Siamo noi che dobbiamo richiedere a chi di competenza un serio potenziamento della raccolta differenziata e del riciclo che sono sicuramente anche un volano per lo sviluppo, poichè creano occupazione, ma primariamente sono l'unico mezzo valido per tenere nella debita considerazione i futuri dei nostri territori.
2009/11/01 "Comunicato Stampa Dei "No Coke di Brindisi " sulle Convenzioni e sul Cdr
2009/11/04 Nocoke di Brindisi:Bozza di convenzione
Tratto da Nocoke Di Brindisi
Ma l’elemento più inquietante e che potenzialmente potrà aggravare la drammatica situazione ambientale e soprattutto sanitaria a danno di tutti è la possibilità di poter bruciare all’interno di Cerano 70.000 tonnellate di CDR, ovvero combustibile da rifiuti.
La combustione dei rifiuti produrrà DIOSSINE, FURANI ed IPA sostanze altamente tossiche e cancerogene per l’uomo.E gli effetti negativi non terminano qui.
Consentendo infatti ai territori della provincia che conferiscono i propri rifiuti alle Ato BR/1 e BR/2 di chiudere il ciclo degli stessi bruciandoli,si inibirà il potenziamento della raccolta differenziata e del riciclo che può essere un volano per lo sviluppo, creando occupazione.
La bozza del protocollo d'intesa da quì al 2019 tra la Regione Puglia, il Comune di Brindisi ed Enel prevede tra i vari punti LO SVILUPPO DI PROGRAMMI FINALIZZATI ALLA RIDUZIONE DEL RILASCIO DI CO2 IN ATMOSFERA ATTRAVERSO IMPIEGO SOSTITUTIVO DI FONTI RINNOVABILI, FORESTAZIONE, AGRITERMIA E
"COMBUSTIONE DI CDR IN CENTRALE".
CDR sta per COMBUSTIBILE DA RIFIUTI(Da Ricordare Bene)
La combustione combinata di carbone e CDR in grossi impianti tradizionali già esistenti è di particolare interesse, per la possibilità di utilizzare minori quantità di combustibile fossile.
Alcuni aspetti che richiedono particolari attenzioni:
1. la pezzatura del CDR influisce nella percentuale di incombusti nelle ceneri pesanti
2. la concentrazione di cloro e la presenza di composti metallici e alogenati nel CDR possono causare maggiori rischi di corrosione e sporcamento
3. per quanto concerne le emissioni in atmosfera, alcuni composti sono maggiori (ad esempio HCl e HF), altre diminuiscono (ad esempio SO2 e particolato solido)
E’ dimostrato da studi del Ministero dell’Ambiente che con il CDR in centrali a carbone (trattandosi di impianti “non dedicati” ai rifiuti) si producono più diossine, furani e metalli pesanti, come “nanopolveri” che sfuggono ai sistemi di filtraggio, di quelli che vengono emessi dai “famigerati” inceneritori.
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Sta a noi cittadini decidere se è giunto il momento , terminata la tattica dello struzzo, di aprire finalmente gli occhi ,e dare un segno tangibile che siamo cresciuti ed non siamo disposti a scendere a compromessi e che vogliamo che siano tenuti nella massima considerazione il futuro dei nostri territori e dei nostri figli .
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19 maggio 2011
Centrale a carbone di Vado Ligure -Quiliano:" super perizia della procura sulla mortalità"
Tratto da "La Repubblica"Centrale a carbone: super perizia della procura sulla mortalità
Marco PreveVADOLIGURE — Sarà un’indagine della procura di Savona affidata ad un
pool di super investigatori della salute, a tentare di capire se i tassi di mortalità e di malattia della popolazione residente in alcuni comuni sia influenzata, in qualche modo, dalle emissioni della centrale a carbone Tirreno Power, ex Enel. La settimana scorsa, il procuratore capo Francantonio Granero e il pm Danilo Ceccarelli hanno affidato a tre consulenti un perizia che avrà il compito di fare chiarezza su un tema che negli ultimi anni ha provocato durissime polemiche e discussioni. Gli investigatori della salute: Crosignani, Gennaro, Franceschi
I tre periti della procura sono Paolo Crosignani, primario dell’istituto Tumori di Milano dove è direttore del Registro Tumori e di Epidemiologia Ambientale, è stato perito di parte per la popolazione di Casale Monferrato nel processo per le morti d’amianto e perito dei lavoratori dell’Enichem di Porto Marghera; Valerio Gennaro, responsabile del dipartimento di Epidemiologia dell’Ist di Genova e membro dei Medici per l’Ambiente, è stato consulente della procura per l’Enichem di Porto Marghera e poi per il maxi processo contro l’Ilva di Genova; Paolo Franceschi, pneumologo di Vado Ligure, responsabile per l’ambiente dell’Ordine dei Medici di Savona, uno dei più accesi sostenitori della pericolosità della centrale Tirreno Power. L’incarico affidato formalmente ai tre medici sarà quello di analizzare i dati epidemiologici fino ad oggi prodotti (non molti per la verità) per capire se davvero i tassi di mortalità nelle zone soggette ad emissioni – i comuni di Vado, Quiliano, ma anche Spotorno e la stessa Savona – siano più alti della media come sostengono co
mitati (Beppe Grillo è tra i più duri oppositori delal centrale) e loro esperti, e verificare se le emissioni possano essere considerate la causa, o anche una concausa, del problema. Lo scontro ha sempre riguardato l’interpretazione di dati che, secondo le autorità sanitarie, comunali e regionali non mostravano livelli oltre la media.
Negli ultimi mesi, infine, il progetto di ampliamento presentato da Tirreno Power (l’azienda dice che l’ammodernamento ridurrebbe l’inquinamento, i comitati e le amministrazioni non si fidano e hanno chiesto un forte ridimensionamento del progetto) ha fatto registrare toni molto accesi nel corso della trattativa anche da parte del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando.(m.p.)
12 marzo 2011
Comunicato di Uniti per la salute:CHI CI GOVERNA SI PUO’ PERMETTERE DI IGNORARE LA SALUTE DEI CITTADINI?


Riportiamo la cartina dell'INQUINAMENTO ATMOSFERICO mediante LICHENI EPIFITI,tratta dal Piano di risanamento qualità dell'aria della Regione Liguria le zone rosse sono quelle con maggior inquinamento e guarda caso combaciano con le tre CENTRALI A CARBONE LIGURI.
A noi ,a Savona spetta comunque il primato..........Abbiamo l'area ROSSA MAGGIORE.
MA NON C'E' LIMITE AL PEGGIO: VEDIAMO SE PROMUOVENDO L'ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE RIUSCIRANNO A FAR CRESCERE SEMPRE PIU' LA MALEVOLA INFLUENZA DEL CARBONE SUL NOSTRO AMBIENTE E ANCORA PEGGIO SULLA NOSTRA SALUTE,GIA' MESSA A DURA PROVA da oltre QUARANT'ANNI DI COMBUSTIONE nella produzione di ENERGIA TERMOELETTRICA.
Attendiamo CON TREPIDAZIONE il passaggio in Giunta Regionale decisivo di domani 14 Marzo e ricordiamo alla politica la grande responsabilità che ricade su di loro e sulle loro decisioni .
RITENIAMO FONDAMENTALE CHE IL "NOSTRO FUTURO in termini di SALUTE E DI AMBIENTE "abbia UN PESO DETERMINANTE SULLE LORO SCELTE ed in ogni sede troveremo il modo di ricordargli le loro GRANDI RESPONSABILITA', connesse al ruolo, in tema di rispetto delle leggi e di difesa della salute pubblica.
DOMANI IN REGIONE SI PRENDERA' LA.... DECISIONE FONDAMENTALE PER IL TERRITORIO SAVONESE.....PUBBLICHIAMO IL MANIFESTO DEL PARTITO DEMOCRATICO CONTRO IL POTENZIAMENTO A CARBONE DI POCHI MESI FA.
PER RINFRESCARE LORO LE IDEE riportiamo alcuni fondamentali passaggi di questi giorni.
Riportiamo la cartina dell'INQUINAMENTO ATMOSFERICO mediante LICHENI EPIFITI,tratta dal Piano di risanamento qualità dell'aria della Regione Liguria le zone rosse sono quelle con maggior inquinamento e guarda caso combaciano con le tre CENTRALI A CARBONE LIGURI.
A noi ,a Savona spetta comunque il primato..........Abbiamo l'area ROSSA MAGGIORE.
Attendiamo CON TREPIDAZIONE il passaggio in Giunta Regionale decisivo di domani 14 Marzo e ricordiamo alla politica la grande responsabilità che ricade su di loro e sulle loro decisioni .
RITENIAMO FONDAMENTALE CHE IL "NOSTRO FUTURO in termini di SALUTE E DI AMBIENTE "abbia UN PESO DETERMINANTE SULLE LORO SCELTE ed in ogni sede troveremo il modo di ricordargli le loro GRANDI RESPONSABILITA', connesse al ruolo, in tema di rispetto delle leggi e di difesa della salute pubblica.


Tratto da Savona News
Uniti per la Salute: "partite le diffide alle istituzioni, ora ciascuno si prenda le proprie responsabilità"
....
Da parte nostra inoltre, nel merito della conferenza dei servizi prevista per il 15 marzo prossimo, abbiamo dato comunicazione che sono in corso di notifica alcune diffide: la prima per tutti i convocati alla conferenza, la seconda per il responsabile del procedimento e la terza per la Giunta Regionale nella persona del Presidente,riassumendo quegli elementi. che giuridicamente ci paiono contrari alla legge e all'interesse pubblico e che, a nostro parere, non tengono nel giusto conto la salute dei cittadini.
Con questi atti formali si è voluto richiamare ciascun destinatario alle proprie responsabilità, connesse al ruolo, in tema di rispetto delle leggi e di difesa della salute pubblica.
Uniti per la Salute Onlus diffida Burlando: "combattiamo per la salute dei cittadini e diciamo no al carbone"
Tratto da savona News
I sindaci di Vado e Quiliano contrari al nuovo gruppo a carbone
.... I sindaci di Vado Ligure Attilio Caviglia e di Quiliano Alberto Ferrando (PD) hanno dichiarato un convinto no al terzo gruppo a carbone senza una valutazione ambientale di riferimento.
I due primi cittadini hanno auspicato che prima di ogni decisione a riguardo ci sia una valutazione di impatto sanitario.
....“Torneremo a discuterne in consiglio comunale – specifica Ferrando al termine dell’incontro –Chiederemo all’organo comunale che rappresenta la cittadinanza di esprimersi nuovamente e chiederemo alla Regione che sia effettuata una valutazione sull’impatto sulla salute. Ampliare l’impianto e inquinare meno è una contraddizione in termini. E c’è una situazione attuale delle emissioni che va monitorata. Mancano i dati. E’ un ossimoro dire che si vuole ampliare per migliorare: è inaccettabile. ”.
Per Attilio Caviglia “un ente come quello regionale non può tradire il mandato del consiglio, infatti l’assessore Briano nel vertice a Roma dello scorso 16 dicembre ha confermato la linea della Regione. Non è in questione il piano di diminuzione delle emissioni che Tirreno Power presenterà martedì a Roma. In ballo c’è l’ottemperanza alla prescrizioni ambientali, già formulata per il gruppo a gas attivato nel 2007: questo è quello che vuole e ha chiesto la Regione Liguria. Su questo noi attendiamo risposte”.
"La volontà espressa dalla maggioranza in Regione di acconsentire all'ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure e Quiliano va a scontrarsi in modo netto con l'operato della precedente amministrazione regionale che proprio in materia energetica aveva intrapreso una strada volta alle energie rinnovabili, non certo alle fonti fossili ed in particolare al carbone.Così esprimono il loro disappunto Franco Zunino, già assessore regionale all'Ambiente e Marco Ravera, segretario provinciale Rifondazione Comunista.
Così esprimono il loro disappunto Franco Zunino, già assessore regionale all'Ambiente e Marco Ravera, segretario provinciale Rifondazione Comunista.
"Una scelta grave che rappresenterebbe uno schiaffo alle comunità locali, ai comuni interessati. Una scelta miope che legherebbe il territorio savonese ad altri 50 anni di carbone, un aspetto in netta e clamorosa controtendenza rispetto alle politiche energetiche attuate dalla stragrande maggioranza dei paesi europei e non solo. Una scelta dannosa perché continuerebbe ad incidere pesantemente in modo negativo sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini.
Per queste ragioni chiediamo che la Regione Liguria sia coerente con quanto espresso fino ad oggi e respinga con chiarezza ogni ipotesi di ampliamento, esigendo al contempo il completo rispetto delle normative europee e nazionali vigenti"
Tratto da Savona News
Carbone: il SEL di Quiliano tiepido, ma arriva la stroncatura dell'Assemblea Federale
Richiamiamo al senso del proprio ruolo i soggetti che hanno la responsabilità prioritaria di decidere e di incidere sulla situazione attuale e sulle prospettive delle prossime generazioni.L’Assemblea Federale Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Savona esprime in modo motivato e a seguito di una complessiva analisi della situazione, un giudizio negativo, in merito al progetto presentato da Tirreno Power di potenziamento a carbone della Centrale Termoelettrica.
Su queste basi esprimiamo un nostro giudizio negativo sul progetto presentato da Tirreno Power, a tal fine abbiamo avviato un attento lavoro di approfondimento all’interno nell’Assemblea Federale di SEL Savona
Quiliano: per il SEL il carbone deve restare?
"A Vado Ligure e Quiliano i dati satellitari evidenziano il superamento dei limiti di legge per le polveri sottili pm10. Territorio già compromesso....
Tratto da Savona News
Ampliamento di Tirreno Power, Caviglione (IdV) "Il metano è l'unica soluzione
..... Quindi la completa metanizzazione, con rigetto all'uso del carbone rappresenta la migliore, anzi, unica soluzione che possa assicurare salvaguardando da un lato dell'ambiente e della salute dei cittadini e dall'altra quella dei posti di lavoro in attesa di una auspicabile e graduale conversione alle energie rinnovabili, eolico in primis, abbandonando per sempre l'uso delle fonti fossili".
- come pure non può più tollerare il mantenimento dell'attuale livello delle emissioni della centrale , a causa dei pesanti impatti sull'ambiente e sulla salute dei cittadini,


