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24 gennaio 2015

Tirreno Power ,il ciclone si abbatte sulla Regione Liguria........e non solo

Tirreno Power, il ciclone si abbatte sulla Regione


 






Genova - Mezza giunta regionale, i sindaci di Vado e Quiliano delle ultime due legislature e i vertici dell’Ist di Genova sono indagati dalla procura di Savona per la vicenda Tirreno Power di Vado Ligure. Si tratta dei primi dieci nomi trapelati dalla lunghissima lista (47 in tutto) di persone iscritte nel registro degli indagati per concorso in disastro ambientale doloso e reati amministrativi. Dopo i nomi del presidente Claudio Burlando e dell’assessore Renzo Guccinelli, anticipati ieri da Il Secolo XIX, nella lista degli indagati risultano anche il vicepresidente ed assessore alla sanità Claudio Montaldo e l’ex assessore all’ambiente Renata Briano, oggi parlamentare europea del Pd. Nei guai sono finiti poi il sindaco di Quiliano, Alberto Ferrando (al suo secondo mandato), l’ex primo cittadino di Vado, Attilio Caviglia e l’attuale (eletta a maggio) Monica Giuliano. Gli ultimi nomi trapelati dalla fitta maglia di riserbo della procura sono infine Paolo Bruzzi, direttore del dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell’istituto per la ricerca sul cancro di Genova e Domenico Franco Merlo, oncologo e dirigente dell’Ist di Genova.
Questi ultimi due sarebbero gli autori della valutazione dei possibili effetti sanitari in relazione alla qualità dell’aria nella provincia di Savona ed i firmatari della missiva inviata a fine novembre all’assessore Montaldo con le contestazioni, punto per punto, tendente a smontare il castello accusatorio della consulenza della procura. Lettera firmata da Paolo Bruzzi e “smentita” dal collega Merlo all’audizione di alcuni mesi fa davanti al procuratore Francantonio Granero
È un autentico ciclone quello che si sta abbattendo sui vertici politici e dirigenziali delle amministrazioni locali che negli ultimi anni hanno partecipato attivamente alle decisioni sulle autorizzazioni per la produzione delle centrale termoelettrica di Vado.
Secondo il procuratore Granero e la sua sostituta Chiara Maria Paolucci ognuno di loro avrebbe contribuito a non impedire le conseguenze sulla salute pubblica provocate dall’inquinamento delle ciminiere dei due gruppi a carbone (VL3 e VL4) della centrale di Tirreno Power, concorrendo quindi alla commissione del reato insieme ai vertici dell’azienda e ai direttori dell’impianto vadese nell’ultimo decennio. 
Finora sono infatti quindici i nomi conosciuti degli indagati.Ai nove politici si aggiungono il dirigente regionale Gabriella Minervini, i quattro capi centrale che si sono succeduti dal 1999 al 2012 (Emilio Macci, Stefano La Malfa, Gianni Biavaschi e Pasquale D’Elia) e l’ex direttore generale di Tirreno Power Giovanni Gosio, che rappresentano i primi presunti responsabili del disastro ambientale doloso provocato dai fumi della centrale di Vado e Quiliano a rispondere.
Nella lunga lista delle persone che nelle prossime settimane dovranno essere sentite a palazzo di giustizia dal pool inquirente ci sono anche dirigenti e tecnici ministeriali oltre ai responsabili dei vari organismi che a titolo differente hanno firmato o votato delibere ritenute inidonee a tutelare la salute pubblica. O fornito anche pareri e studi. Secondo l’accusa tutti sapevano, ma in pochi sarebbero intervenuti per bloccare un sistema che avrebbe provocato 427 morti e oltre 2500 ricoveri, tra cui 586 bambini per problemi respiratori. 
Dopo quasi quattro anni di indagine la procura savonese sarebbe arrivata alla resa dei conti chiamando alle proprie responsabilità l’azienda, ma soprattutto coloro che avrebbero permesso il disastro
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Tratto da IVG 

Tirreno Power, interrogazione di Della Bianca in Regione: “Informi dei passaggi che hanno coinvolto l’Ente”


Vado Ligure. L’inchiesta sulla Tirreno Power, la centrale a carbone di Vado Ligure, si avvia alla stretta decisiva, e la consigliera regionale Raffaella Della Bianca punta il dito sull’iscrizione del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e degli assessori Guccinelli, Briano e Montaldo nel registro degli indagati dalla procura di Savona per concorso in disastro ambientale doloso, oltre, a quanto sembra, al coinvolgimento di società partecipate della Regione come l’Arpal.
“Chiedo attraverso un’interrogazione – conclude la Della Bianca – di avere un’informativa generale e necessaria sulla situazione e i vari passaggi che hanno coinvolto l’Ente regione, perché sulla Tirreno Power oltre al disastro ambientale è stata messa in serio repentaglio la salute delle persone”. Leggi tutto su IVG 

04 maggio 2012

"Comitato Spezia Via dal Carbone ":A tutti i candidati: alla carica di Sindaco e di Consigliere del Comune della Spezia


Riceviamo dal "Comitato Spezia Via dal Carbone "con cortese richiesta di divulgazione


A tutti i candidati: alla carica di Sindaco e di Consigliere del Comune della Spezia 
La Spezia, 2 Maggio 2012 

Quella raccontata nel 2010 in questo video è un pezzo della storia degli anni ’80 di Pitelli http://www.youtube.com/watch?v=KlO6-xt9Vhc&feature=related.
Sappiamo bene com’è finito il processo: nessun responsabile, inquinamento ambientale incalcolabile, malattie e morti. Anche Pitelli, come l’amianto, dice che spesso gli esiti della scarsa cura del bene comune si vedono dopo 30 o 40 anni.

"I poteri pubblici non hanno controllato, non hanno vigilato ed hanno fatto un uso sciagurato del territorio; e lo hanno fatto perché c’erano dei rapporti non trasparenti, non chiari e spesso anche in violazione della legge penale: tra gli imprenditori, le pubbliche amministrazioni e  i funzionari. Questo è il vero problema del nostro paese, non di Spezia, dell'Italia. (dichiarazione - nel video - dell'Avv. Roberto Lamma)

Siamo nel 2012, a pochi giorni dalle elezioni amministrative e a 50 anni dalla costruzione della centrale elettrica. La centrale, già chiusa una volta e riambientalizzata, continua a bruciare carbone con conseguenti emissioni in atmosfera. Il carbone è sbarcato nel vicino pontile e stoccato in carbonili aperti: tutto il processo di movimentazione del carbone risulta spesso poco efficiente oltre che carente di adeguata manutenzione e controllo.  Al proposito il Comitato SpeziaViaDalCarbone ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica della Spezia http://www.speziapolis.org/dp/esposto_comunicato.doc.
L'inquinamento prodotto dalla centrale Enel si somma all'inquinamento passato della discarica di Pitelli e a quello, anch'esso attuale, del porto mercantile e di tutte le attività che gravano sulla linea di costa ed entro l'arco collinare del Golfo della Spezia. Tuttavia, apparentemente, noi non possiamo sapere chi inquina, come e quanto. Incomprensibilmente, in passato e anche recentemente, le autorità locali hanno rinunciato ad effettuare indagini approfondite e continuative atte a verificare in modo esaustivo la situazione sanitaria e ambientale del territorio spezzino. L’Asl e i medici non si sono appassionati all’argomento. Dal Luglio u.s., il Comitato SpeziaViaDalCarbone ha chiesto pubblicamente e inutilmente all’amministrazione comunale di commissionare un'indagine epidemiologica.
L’IST di Genova (Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro) ha elevate esperienza e professionalità nell’ambito della ricerca epidemiologica e del  comportamento di sostanze cancerogene nell'ambiente, con identificazione delle principali fonti inquinanti. L'IST di Genova potrebbe realizzare un’indagine ambientale, al pari di altre già effettuate in Liguria. Affiancando epidemiologi e chimici ambientali si potrebbero quantificare con misure attendibili i livelli espositivi della popolazione in base alla loro residenza, oltre al ruolo  di ciascuna delle fonti prevalenti presenti sul territorio a queste esposizione. http://www.arsliguria.it/images/stories/docs/pdf/quaderno7_oncologia.pdf (pag. 30)

A parere del Comitato SpeziaViaDalCarbone, ogni candidato a diventare Sindaco o Consigliere che intenda lavorare per il bene dei cittadini dovrebbe prendere con i suoi elettori l'impegno a commissionare un'indagine ambientale ed epidemiologica, all'IST di Genova, entro 30 (trenta giorni) dal suo insediamento, per valutare i reali impatti ambientali e sanitari della centrale Enel sul territorio spezzino. Con una dichiarazione pubblica in questo senso, in chiusura della campagna elettorale, il candidato darebbe un chiaro segnale del suo impegno per una gestione trasparente e responsabile del territorio. Affinchè non si ripetano tragedie ambientali e sanitarie come quella di Pitelli.
  
 Un riscontro scritto a questa proposta, infine, sarebbe un segnale di attenzione per i quasi 3000 cittadini che hanno aderito al Comitato SpeziaViaDalCarbone e sono stati sin qui ignorati.

Comitato di Cittadini SpeziaViaDalCarbone - Daniela Patrucco - portavoce

08 settembre 2011

DAL SECOLO XIX: Vado, medici “convocati”in Regione sulla centrale

Di seguito pubblichiamo l'articolo che parla della apprezzabile iniziativa del dott. Quaini...

Da parte nostra siamo in linea con il pensiero del Presidente dell'Ordine Dott. Trucco quando dice «Bene che ci si ricordi del ruolo sociale del medico che è anche quello di informatore, contattare i medici e analizzare i dati va bene, ma il tutto va inquadrato in un contesto epidemiologico».


Nell'articolo è inoltre scritto che "Anche nel piano approvato dalla conferenza dei servizi a luglio e che prevede il potenziamento della centrale termoelettrica si parla (al punto A23) della necessità di uno studio di questo tipo ma per il quale i tempi sono lunghi e i lavori per la demolizione dei vecchi gruppi a carbone e la costruzione dei nuovi, prima di poter partire potrebbero quindi arenarsi cosa che in Regione non vogliono."

Come noto il punto A 23 prescrive tassativamente "che prima dell’inizio dei lavori dovrà essere prodotto uno studio epidemiologico ai fini di evidenziare la presenza o meno di patologie collegate agli inquinanti

emessi dalla centrale"


Non ci possono essere dubbi sul fatto che l'indagine epidemiologica debba essere "prodotta" (e quindi conclusa) PRIMA dell'inizio dei lavori.


Non ci stancheremo di chiedere alla Regione di esprimersi con chiarezza su questo punto fondamentale: la loro priorità è l'inizio del potenziamento o il rispetto di precise prescrizioni a tutela della salute dei cittadini? Si pronuncino una buona volta! Attendiamo risposta pubblica, chiara e inequivocabile ormai dal 16 luglio scorso alla nostra LETTERA APERTA DI UNITI PER LA SALUTE alla Briano,a Burlando e ai consiglieri provinciali PD (LEGGI QUI) e qui rinnoviamo con forza la richiesta credendo che sia dovere preciso degli amministratori dare pubbliche risposte ai cittadini.


Tratto da Il Secolo XIX

Vado, medici “convocati”in Regione sulla centrale

L’idea del presidente di commissione Quaini. Il presidente dell’ordine Ugo Trucco: «Buona idea, ruolo del medico è anche informare»

Savona - Medici di famiglia “convocati” contro il carbone. Da Quiliano e Vado, così come dalla Valbormida. Andranno a Genova, in Regione, a parlare di una situazione di cui hanno il “polso” più di altri esponenti della società civile perché direttamente a contatto con gli effetti dell’inquinamento sulla salute dei loro pazienti. Saranno ascoltati dai consiglieri regionali che hanno dato il loro ok all’ampiamento della centrale di Tirreno Power a Vado.

.

Ad avere l’idea è stato il presidente della commissione sanità in Regione Stefano Quaini, Idv, medico lui stesso, che intende così “sensibilizzare” i colleghi di commissione su temi come lo sviluppo dei progetti che riguardano il ciclo del carbone nel savonese e in Valbormida. «A mio avviso ,ma soprattutto per il ruolo istituzionale che ricopro quale presidente della commissione - dice Quaini nella nota inviata ai medici - è fondamentale che ogni passo e ogni nuova soluzione industriale prima di venire intrapresa debba essere supportata dalla sostenibilità dell’ecosistema ambientale ma principalmente dalla sostenibilità “storica” dello stato di salute dei cittadini».

Cosa significa? Che secondo Quaini «non è differibile l’avvio di un rigoroso studio epidemiologico che valuti tale situazione , coinvolgendo tutti gli attori del sistema e quindi il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità ed ovviamente l’IST. L’impegno della Regione Liguria deve andare in tale direzione e sono certo che sia l’assessore regionale all’Ambiente Renata Briano che l’assessore alla sanità Montaldo dovranno tenere presente il contesto delicato della provincia di Savona. Pertanto sarà mio compito ed obiettivo creare anche in commissione sanità la massima chiarezza su questo fronte».

Anche nel piano approvato dalla conferenza dei servizi a luglio e che prevede il potenziamento della centrale termoelettrica si parla (al punto A23) della necessità di uno studio di questo tipo ma per il quale i tempi sono lunghi e i lavori per la demolizione dei vecchi gruppi a carbone e la costruzione dei nuovi, prima di poter partire potrebbero quindi arenarsi cosa che in Regione non vogliono.

«Intendo al più presto convocare - prosegue Quaini - in terza commissione i medici di medicina generale sia del comprensorio circostante la centrale Tirreno Power , che i medici della Valbormida in modo da avere direttamente a disposizione dei commissari un ‘impressione su ciò che avvertono e vivono quotidianamente i colleghi».

Il presidente dell’ordine dei medici savonese Ugo Trucco loda l’idea di Quaini ma avverte: «Bene che ci si ricordi del ruolo sociale del medico che è anche quello di informatore, contattare i medici e analizzare i dati va bene, ma il tutto va inquadrato in un contesto epidemiologico».


26 agosto 2011

Sporchi da morire - Filthy to the core



Sporchi da morire

DIFFICILMENTE LE NUOVE GENERAZIONI CI PERDONERANNO QUESTO SUICIDIO AMBIENTALE


Il progetto

Primafilm, distretto creativo e tecnologico indipendente, presenta una nuova grande sfida:

un viaggio nel mondo delle polveri sottili, delle nano-particelle e delle possibili alternative.

Il film-documentario nasce da alcune domande.

È vero che gli inceneritori fanno male?

Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando?

Quali sono i rischi concreti per la salute?

Quali sono i danni provocati dalle micro- e nano-particelle?

Quali sono le possibili alternative?


Con queste domande in testa è iniziata la ricerca online di Carlo Martigli, un viaggio virtuale che diventa reale, video presenti in rete si alternano improvvisamente ad esclusivi reportage realizzati in varie parti del mondo.

Sporchi da morire è il film-documentario che ci farà riflettere su un problema non solo nostro ma soprattutto dei nostri figli legato alle invisibili nanoparticelle da molti indicate come il più pericoloso strumento d'inquinamento del presente e del prossimo futuro.


"Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell' Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione".

Vai al Sito Sporchi da Morire

Negli Stati Uniti d'America, invece, non si costruiscono più inceneritori dal 1996. Questo anche grazie alle battaglie di un grande nome della Scienza come Paul Connett, autorità mondiale nel campo della gestione dei rifiuti e teorico della strategia "Zero Rifiuti", che promuove l'attenzione per la gestione dei rifiuti, il riciclaggio e l'innesco di sistemi virtuosi dello smaltimento della spazzatura con delle precise strategie e dei tempi di risoluzione prefissati. A questa strategia stanno aderendo tante realtà nel mondo.


Leggi anche su Caffè news

È prevista per l’autunno di quest’anno l’uscita del docufilm “Sporchi da morire”(vedi anteprima) che denuncia i danni irreversibili dell’incenerimento dei rifiuti alla salute e all’ambiente. L’inchiesta nasce dall’urgenza di Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista, di capire gli effetti dell’incenerimento nel lungo periodo, andando oltre i confini dell’Italia.
Il progetto, di respiro internazionale, è stato realizzato da Marco Carlucci, filmmaker indipendente, già noto per “Il punto rosso”, e con la collaborazione di numerosi specialisti, tra cui
il professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”; il dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Gatti, esperti e scopritori delle nano-particelle; la dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente; il biologo prof. Gianni Tamino; dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia; il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova; i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto, Barkeley; il sindaco di San Franciso Gavin Newson...

- Tutto si crea e nulla si distrugge-
Questa è la grande legge che dovrebbe guidare qualsiasi processo di smaltimento dei rifiuti, ma in Italia l’incenerimento è una delle pietre miliari su cui si ergono i piani di gestione dell’immondizia. In Italia le aziende esercenti gli inceneritori rivendono a prezzo maggiorato l’energia elettrica prodotta, rivalendosi direttamente sui consumatori. Il Cip6 è il prezzo insulso di quest’affare, che assimila l’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti a quella derivata da fonti rinnovabili. Com’è la situazione lontano dal Belpaese?...
LEGGI TUTTO
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Riportiamo a termine di questo post sugli "inceneritori" un nostro grido d'allarme del 5 novembre 2009 che riportiamo integralmente poichè la possibilità di bruciare CDR nelle centrali a carbone incombe sempre sulla nostra già martoriata ITALIA......e sui territori su cui insistono centrali a carbone.( BRINDISI , CENTRALE DI CERANO DOCET)


2009/11/05 "Centrali a Carbone e cdr "



Vorremmo fare fare una piccola puntualizzazione su due articoli tratti da Nocoke di Brindisi,da noi appena pubblicati che secondo noi sono di basilare importanza ed avrebbero bisogno certamente di una lettura approffondita perchè sono un brutto presagio di quello che potrebbe stare dietro l'angolo delle centrali a carbone .
E' giusto che i cittadini a Taranto ,come a Civitavecchia e a Savona e in tutti i siti dove sono locate" centrali a carbone "sappiano cosa ci potrebbe riservare il futuro e si organizzino per far comprendere alle istituzioni che il territorio non è d'accordo con simili forme di smaltimento di rifiuti,che non tengono assolutamente in considerazione la nostra salute ed il futuro dei nostri territori.
Siamo noi che dobbiamo richiedere a chi di competenza un serio potenziamento della raccolta differenziata e del riciclo che sono sicuramente anche un volano per lo sviluppo, poichè creano occupazione, ma primariamente sono l'unico mezzo valido per tenere nella debita considerazione i futuri dei nostri territori.
2009/11/01 "Comunicato Stampa Dei "No Coke di Brindisi " sulle Convenzioni e sul Cdr
2009/11/04 Nocoke di Brindisi:Bozza di convenzione
Tratto da Nocoke Di Brindisi

Ma l’elemento più inquietante e che potenzialmente potrà aggravare la drammatica situazione ambientale e soprattutto sanitaria a danno di tutti è la possibilità di poter bruciare all’interno di Cerano 70.000 tonnellate di CDR, ovvero combustibile da rifiuti.
La combustione dei rifiuti produrrà DIOSSINE, FURANI ed IPA sostanze altamente tossiche e cancerogene per l’uomo.
E gli effetti negativi non terminano qui.

Consentendo infatti ai territori della provincia che conferiscono i propri rifiuti alle Ato BR/1 e BR/2 di chiudere il ciclo degli stessi bruciandoli,si inibirà il potenziamento della raccolta differenziata e del riciclo che può essere un volano per lo sviluppo, creando occupazione.

La bozza del protocollo d'intesa da quì al 2019 tra la Regione Puglia, il Comune di Brindisi ed Enel prevede tra i vari punti LO SVILUPPO DI PROGRAMMI FINALIZZATI ALLA RIDUZIONE DEL RILASCIO DI CO2 IN ATMOSFERA ATTRAVERSO IMPIEGO SOSTITUTIVO DI FONTI RINNOVABILI, FORESTAZIONE, AGRITERMIA E
"COMBUSTIONE DI CDR IN CENTRALE".
CDR sta per COMBUSTIBILE DA RIFIUTI(Da Ricordare Bene)

La combustione combinata di carbone e CDR in grossi impianti tradizionali già esistenti è di particolare interesse, per la possibilità di utilizzare minori quantità di combustibile fossile.

Alcuni aspetti che richiedono particolari attenzioni:

1. la pezzatura del CDR influisce nella percentuale di incombusti nelle ceneri pesanti
2. la concentrazione di cloro e la presenza di composti metallici e alogenati nel CDR possono causare maggiori rischi di corrosione e sporcamento
3. per quanto concerne le emissioni in atmosfera, alcuni composti sono maggiori (ad esempio HCl e HF), altre diminuiscono (ad esempio SO2 e particolato solido)

E’ dimostrato da studi del Ministero dell’Ambiente che con il CDR in centrali a carbone (trattandosi di impianti “non dedicati” ai rifiuti) si producono più diossine, furani e metalli pesanti, come “nanopolveri” che sfuggono ai sistemi di filtraggio, di quelli che vengono emessi dai “famigerati” inceneritori.

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Sta a noi cittadini decidere se è giunto il momento , terminata la tattica dello struzzo, di aprire finalmente gli occhi ,e dare un segno tangibile che siamo cresciuti ed non siamo disposti a scendere a compromessi e che vogliamo che siano tenuti nella massima considerazione il futuro dei nostri territori e dei nostri figli .
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19 maggio 2011

Centrale a carbone di Vado Ligure -Quiliano:" super perizia della procura sulla mortalità"

Tratto da "La Repubblica"

Centrale a carbone: super perizia della procura sulla mortalità

Marco Preve
VADOLIGURE Sarà un’indagine della procura di Savona affidata ad un pool di super investigatori della salute, a tentare di capire se i tassi di mortalità e di malattia della popolazione residente in alcuni comuni sia influenzata, in qualche modo, dalle emissioni della centrale a carbone Tirreno Power, ex Enel. La settimana scorsa, il procuratore capo Francantonio Granero e il pm Danilo Ceccarelli hanno affidato a tre consulenti un perizia che avrà il compito di fare chiarezza su un tema che negli ultimi anni ha provocato durissime polemiche e discussioni.


Gli investigatori della salute: Crosignani, Gennaro, Franceschi

I tre periti della procura sono Paolo Crosignani, primario dell’istituto Tumori di Milano dove è direttore del Registro Tumori e di Epidemiologia Ambientale, è stato perito di parte per la popolazione di Casale Monferrato nel processo per le morti d’amianto e perito dei lavoratori dell’Enichem di Porto Marghera; Valerio Gennaro, responsabile del dipartimento di Epidemiologia dell’Ist di Genova e membro dei Medici per l’Ambiente, è stato consulente della procura per l’Enichem di Porto Marghera e poi per il maxi processo contro l’Ilva di Genova; Paolo Franceschi, pneumologo di Vado Ligure, responsabile per l’ambiente dell’Ordine dei Medici di Savona, uno dei più accesi sostenitori della pericolosità della centrale Tirreno Power. L’incarico affidato formalmente ai tre medici sarà quello di analizzare i dati epidemiologici fino ad oggi prodotti (non molti per la verità) per capire se davvero i tassi di mortalità nelle zone soggette ad emissioni i comuni di Vado, Quiliano, ma anche Spotorno e la stessa Savona siano più alti della media come sostengono comitati (Beppe Grillo è tra i più duri oppositori delal centrale) e loro esperti, e verificare se le emissioni possano essere considerate la causa, o anche una concausa, del problema. Lo scontro ha sempre riguardato l’interpretazione di dati che, secondo le autorità sanitarie, comunali e regionali non mostravano livelli oltre la media.

Negli ultimi mesi, infine, il progetto di ampliamento presentato da Tirreno Power (l’azienda dice che l’ammodernamento ridurrebbe l’inquinamento, i comitati e le amministrazioni non si fidano e hanno chiesto un forte ridimensionamento del progetto) ha fatto registrare toni molto accesi nel corso della trattativa anche da parte del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando.(m.p.)

12 marzo 2011

Comunicato di Uniti per la salute:CHI CI GOVERNA SI PUO’ PERMETTERE DI IGNORARE LA SALUTE DEI CITTADINI?


COMUNICATO di UNITI PER LA SALUTE

CHI CI GOVERNA SI PUO’ PERMETTERE DI IGNORARE LA SALUTE DEI CITTADINI?

Lunedì 14 marzo la giunta Regionale deciderà la posizione della Regione Liguria per la Conferenza dei Servizi di Roma sul potenziamento a carbone della Centrale di Vado –Quiliano.
Invitiamo i cittadini e soprattutto chi ha la grande responsabilità di decidere per il futuro del territorio savonese a leggere o rileggere attentamente quanto segue e quindi a non sottovalutare o ignorare:

1) L’ordine dei Medici della provincia di Savona che in un documento del 3 dicembre 2010 dichiara “nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari”.

2)L’ IST che dichiara”Nella relazione presentata da Tireno Power vi sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento. In sintesi: -errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie - sottostima delle emissioni di gas serra-sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori- errori metodologici sull’impatto sanitario

3)Il Ministero della Salute - Istituto Superiore di Sanità che in sede della conferenza dei servizi rimarca come i decreti rilasciati “non abbiano sufficiente evidenza della problematica relativa ai c.d. microinquinanti classici derivanti dalla combustione del carbone, tra cui PCB, i metalli pesanti, l’arsenico, ecc. ecc.. , … e “l’importanza di considerare il deposito al suolo di tali sostanze “

4) I Sindaci di Vado e Quiliano, che con una forte posizione a difesa della salute, nel documento del 25.01.2011 dichiarano come “ il Decreto di compatibilità ambientale del progetto non abbia sufficientemente valutato le implicazioni sulla salute e sui dati ambientali sensibili… chiedono che le gravi lacune presenti nell’attuale procedura di valutazione siano sviluppate in quanto tali approfondimenti si ritengono indispensabili per una corretta e appropriata valutazione degli impatti ambientali”, dichiarando come “fondamentale, condizionante e non prorogabile” sia un piano di monitoraggio ante operam sia una Valutazione di Impatto Sanitario. Queste pressanti richieste non possono essere poste come prescrizioni ma “azioni indispensabili e urgenti prima di ogni ulteriore determinazione”, puntualizzano i Sindaci.

Cosa direbbero poi ai cittadini gli amministratori regionali qualora assumessero decisioni in contrasto con queste autorevolissime posizioni a tutela della salute?

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ED ORA UN BREVE PROMEMORIA DI UNITI PER LA SALUTE

Riportiamo la cartina dell'INQUINAMENTO ATMOSFERICO mediante LICHENI EPIFITI,tratta dal Piano di risanamento qualità dell'aria della Regione Liguria le zone rosse sono quelle con maggior inquinamento e guarda caso combaciano con le tre CENTRALI A CARBONE LIGURI.

A noi ,a Savona spetta comunque il primato..........Abbiamo l'area ROSSA MAGGIORE.

MA NON C'E' LIMITE AL PEGGIO: VEDIAMO SE PROMUOVENDO L'ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE RIUSCIRANNO A FAR CRESCERE SEMPRE PIU' LA MALEVOLA INFLUENZA DEL CARBONE SUL NOSTRO AMBIENTE E ANCORA PEGGIO SULLA NOSTRA SALUTE,GIA' MESSA A DURA PROVA da oltre QUARANT'ANNI DI COMBUSTIONE nella produzione di ENERGIA TERMOELETTRICA.

Attendiamo CON TREPIDAZIONE il passaggio in Giunta Regionale decisivo di domani 14 Marzo e ricordiamo alla politica la grande responsabilità che ricade su di loro e sulle loro decisioni .

RITENIAMO FONDAMENTALE CHE IL "NOSTRO FUTURO in termini di SALUTE E DI AMBIENTE "abbia UN PESO DETERMINANTE SULLE LORO SCELTE ed in ogni sede troveremo il modo di ricordargli le loro GRANDI RESPONSABILITA', connesse al ruolo, in tema di rispetto delle leggi e di difesa della salute pubblica.


DOMANI IN REGIONE
SI PRENDERA' LA.... DECISIONE FONDAMENTALE PER IL TERRITORIO SAVONESE.....
PUBBLICHIAMO IL MANIFESTO DEL PARTITO DEMOCRATICO CONTRO IL POTENZIAMENTO A CARBONE DI POCHI MESI FA.
CONFIDIAMO NELLA COERENZA DELLA LORO DECISIONE.



PER RINFRESCARE LORO LE IDEE riportiamo alcuni fondamentali passaggi di questi giorni.

Tratto da Savona News

Uniti per la Salute: "partite le diffide alle istituzioni, ora ciascuno si prenda le proprie responsabilità"

....

Da parte nostra inoltre, nel merito della conferenza dei servizi prevista per il 15 marzo prossimo, abbiamo dato comunicazione che sono in corso di notifica alcune diffide: la prima per tutti i convocati alla conferenza, la seconda per il responsabile del procedimento e la terza per la Giunta Regionale nella persona del Presidente,riassumendo quegli elementi. che giuridicamente ci paiono contrari alla legge e all'interesse pubblico e che, a nostro parere, non tengono nel giusto conto la salute dei cittadini.


Con questi atti formali si è voluto richiamare ciascun destinatario alle proprie responsabilità, connesse al ruolo, in tema di rispetto delle leggi e di difesa della salute pubblica.

Tratto da savona News

Uniti per la Salute Onlus diffida Burlando: "combattiamo per la salute dei cittadini e diciamo no al carbone"

....
Una diffida contenente gli elementi giuridicamente critici e in contrasto con la legge e l'interesse pubblico e che non tengono nel giusto conto l'esigenza di garantire la salute dei cittadini. E' l'iniziativa assunta dall'associazione Uniti per la Salute che ha già provveduto a inviarne tre copie rispettivamente al Governatore della Liguria Claudio Burlando, al responsabile dell'iter dell'ampliamento presso il ministero dello sviluppo economico e a tutti i partecipanti alla conferenza dei servizi per l'ampliamento della centrale Tirreno Power, convocata a Roma per martedì prossimo

.... I sindaci di Vado Ligure Attilio Caviglia e di Quiliano Alberto Ferrando (PD) hanno dichiarato un convinto no al terzo gruppo a carbone senza una valutazione ambientale di riferimento.

I due primi cittadini hanno auspicato che prima di ogni decisione a riguardo ci sia una valutazione di impatto sanitario.

Tratto da Ivg

....“Torneremo a discuterne in consiglio comunale – specifica Ferrando al termine dell’incontro –Chiederemo all’organo comunale che rappresenta la cittadinanza di esprimersi nuovamente e chiederemo alla Regione che sia effettuata una valutazione sull’impatto sulla salute. Ampliare l’impianto e inquinare meno è una contraddizione in termini. E c’è una situazione attuale delle emissioni che va monitorata. Mancano i dati. E’ un ossimoro dire che si vuole ampliare per migliorare: è inaccettabile. ”.

Per Attilio Caviglia “un ente come quello regionale non può tradire il mandato del consiglio, infatti l’assessore Briano nel vertice a Roma dello scorso 16 dicembre ha confermato la linea della Regione. Non è in questione il piano di diminuzione delle emissioni che Tirreno Power presenterà martedì a Roma. In ballo c’è l’ottemperanza alla prescrizioni ambientali, già formulata per il gruppo a gas attivato nel 2007: questo è quello che vuole e ha chiesto la Regione Liguria. Su questo noi attendiamo risposte”.

......UNITI PER LA SALUTE:Lo stesso Burlando ha sottolineato più volte che ritiene per legge obbligatoria la procedura di autorizzazione integrata ambientale. Questo non è un fatto secondario, perché deve essere fatta per i gruppi vecchi. L’adeguamento alla miglio tecnlogia dei gruppi a carbone esistenti non deve essere condizionato al potenziamento, ma deve essere realizzato per legge. Anche il presidente della Regione oggi lo ha rimarcato”.
“Siamo perplessi su questa mescolanza delle due procedure, l’una dell’ammodernamento dei gruppi vecchi e l’altra dell’ampliamento – evidenzia il portavoce di Uniti per laSalute– Sono due interventi che non devono essere messi in relazione l’uno con l’altro. Per questo abbiamo messo nero su bianco tre diffide formali: una per tutti i convocati alla conferenza dei servizi del 15 marzo, un’altra per il responsabile del Ministero dello Sviluppo Economico che segue il procedimento e infine una per il presidente della giunta regionale.Queste diffide, che sono in corso di notifica, riassumono tutti gli elementi che giuridicamente appaiono contrari alla normativa e all’interesse della salute pubblica”. “Sono documenti che inchiodano ciascuno degli attori del provvedimento alle loro responsabilità”

“La Federazione Provinciale di Savona del Partito dei Comunisti Italiani – Federazione delle Sinistra si dichiara nettamente contraria all’ipotesi di una scelta della Regione Liguria circa l’autorizzazione all’ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure.Ancora una volta l’azienda usa il vile ricatto dei posti di lavoro per portare avanti scelte ambientalmente scellerate con ricadute deleteree sulla salute delle popolazioni che vivono nelle aree limitrofe agli impianti. La salute non può e non deve essere merce di scambio tanto più con promesse tanto eclatanti quanto inconcludenti”......
La Federazione Provinciale Savonese metterà in atto tutto quanto possibile per sostenere il proprio rappresentante in Giunta affinché si opponga a quanto si sta consumando in Regione Liguria.

Tratto da Savona News

"La volontà espressa dalla maggioranza in Regione di acconsentire all'ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure e Quiliano va a scontrarsi in modo netto con l'operato della precedente amministrazione regionale che proprio in materia energetica aveva intrapreso una strada volta alle energie rinnovabili, non certo alle fonti fossili ed in particolare al carbone.

Così esprimono il loro disappunto Franco Zunino, già assessore regionale all'Ambiente e Marco Ravera, segretario provinciale Rifondazione Comunista.

"Una scelta grave che rappresenterebbe uno schiaffo alle comunità locali, ai comuni interessati. Una scelta miope che legherebbe il territorio savonese ad altri 50 anni di carbone, un aspetto in netta e clamorosa controtendenza rispetto alle politiche energetiche attuate dalla stragrande maggioranza dei paesi europei e non solo. Una scelta dannosa perché continuerebbe ad incidere pesantemente in modo negativo sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini.

Per queste ragioni chiediamo che la Regione Liguria sia coerente con quanto espresso fino ad oggi e respinga con chiarezza ogni ipotesi di ampliamento, esigendo al contempo il completo rispetto delle normative europee e nazionali vigenti"

Tratto da Savona News

Carbone: il SEL di Quiliano tiepido, ma arriva la stroncatura dell'Assemblea Federale

Richiamiamo al senso del proprio ruolo i soggetti che hanno la responsabilità prioritaria di decidere e di incidere sulla situazione attuale e sulle prospettive delle prossime generazioni.
L’Assemblea Federale Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Savona esprime in modo motivato e a seguito di una complessiva analisi della situazione, un giudizio negativo, in merito al progetto presentato da Tirreno Power di potenziamento a carbone della Centrale Termoelettrica.

Su queste basi esprimiamo un nostro giudizio negativo sul progetto presentato da Tirreno Power, a tal fine abbiamo avviato un attento lavoro di approfondimento all’interno nell’Assemblea Federale di SEL Savona

Tratto da SAVONA NEWS

Quiliano: per il SEL il carbone deve restare?

"A Vado Ligure e Quiliano i dati satellitari evidenziano il superamento dei limiti di legge per le polveri sottili pm10. Territorio già compromesso....

Tratto da Savona News

Ampliamento di Tirreno Power, Caviglione (IdV) "Il metano è l'unica soluzione

..... Quindi la completa metanizzazione, con rigetto all'uso del carbone rappresenta la migliore, anzi, unica soluzione che possa assicurare salvaguardando da un lato dell'ambiente e della salute dei cittadini e dall'altra quella dei posti di lavoro in attesa di una auspicabile e graduale conversione alle energie rinnovabili, eolico in primis, abbandonando per sempre l'uso delle fonti fossili".

Tratto da Savona Notizie
- il nostro territorio non può assolutamente permettersi di assistere ad un peggioramento della situazione ,
- come pure non può più tollerare il mantenimento dell'attuale livello delle emissioni della centrale , a causa dei pesanti impatti sull'ambiente e sulla salute dei cittadini,
Pertanto respingiamo con forza tutte le ipotesi che prevedano la realizzazione di un terzo gruppo a carbone.

Tratto da Savona News

Aschiero (API Savona) scrive a Burlando: coerenza sull'ampliamento Tirreno Power, dica no

Il Gruppo Consiliare di API (Alleanza per l’Italia) del Comune di Savona, chiede al Governatore della Liguria Claudio Burlando di esprimere parere negativo alla proposta di Tirreno Power per il potenziamento della Centrale Termoelettrica a carbone di Vado Ligure.La Centrale Termoelettrica di Vado - prosegue la nota - è posta in mezzo al nostro agglomerato urbano savonese che conta quasi 100.000 abitanti e non vi è una corretta rete di monitoraggio delle emissioni degli inquinanti al camino e a terra.

Tratto da Albenga Corsara

«Ci si aspetta e si auspica che il PD e la Regione mantengano gli impegni presi in campagna elettorale alle scorse regionali, e che non vengano proposte soluzioni di compromesso o peggio, un baratto fra quanto dovuto dall’Azienda a prescindere, in termini di migliore ottemperanza alle leggi vigenti e riduzione dell’impatto ambientale, con nuove concessioni», conclude il MoVimento 5 Stelle Savona.

Tratto da Savona News

" La regione Liguria mantenga fede alla delibera della precedente giunta regionale -commenta Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria - che si opponeva all'ampliamento proposto da Tirreno Power".