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24 gennaio 2021

Quilianonline : CENTRALE A GAS LE REGOLE COME SCELTA

 Tratto da Quilianonline

CENTRALE A GAS LE REGOLE COME SCELTA

Nei giorni scorsi il Consiglio Comunale ha discusso sulla tematica di Tirreno Power. Alcune settimane fa, seppure legittimamente in modo autonomo e non condiviso e programmato con il Comune di Quiliano, Tirreno Power ha chiesto l’ampliamento della centrale a gas situata nel nostro territorio. Le caratteristiche tecniche e le motivazioni, erano state ritenute da TP adatte ad un raddoppio e di questa decisione ne sono stati informati, come da prassi e norme, gli enti territoriali coinvolti. Gli interlocutori del progetto erano e sono gli Enti Locali, quindi anche il Comune di Quiliano, lo Stato (Ministero Ambiente Commissione Tecnica VIA /VAS, Ministero Beni e attività Culturali Istituto Superiore sanità).  All’interno della procedura avviata a questi Enti sono state chieste osservazioni e pareri.

Consapevoli del fatto che gli interessi in campo hanno tutti rilevanza costituzionale e sostanziale e che spesso sono in conflitto tra loro: da un lato la tutela dell’ambiente e della salute e dall’altro l’economia e il lavoro. Altresì sono presenti legittimi interessi privati della Società proponente, interessi pubblici di valenza nazionale, che da anni lo Stato richiede a questo territorio e gli interessi e la sostenibilità del nostro territorio sul piano economico e residenziale, rappresentati dai Comuni di Quiliano e Vado Ligure, dalla Provincia di Savona e dalla Regione Liguria.

Per scelta Politico / Amministrativa e soprattutto per dovere Istituzionale, considerata l’importanza della fase del procedimento amministrativo, in cui siamo stati chiamati in causa, si è ritenuto di assumere un atteggiamento attivo, concreto e partecipativo.

Il Comune di Quiliano di fronte ad una richiesta di potenziamento si è mosso in tre direzioni:

1 valutare la necessità;

2 considerare gli impatti;

3 studiare i vantaggi.

........Crediamo sia nell’interesse di tutti, dalla Società proponente agli Enti Pubblici interessati che la valutazione dei contenuti progettuali presentati avvenga attraverso un trasparente “confronto di verità” approfondito organico e partecipato. Le stesse Osservazioni sono state anticipate per poter consentire all’Autorità Nazionale competente l’opportunità di meglio valutare la fondatezza della richiesta che la Consultazione del pubblico si svolga nelle forme dell’Inchiesta Pubblica e di poter considerare eventualmente le controdeduzioni formulate dal proponente del Progetto, nel rispetto del principio di leale collaborazione e di buonafede.

Tirreno Power può legittimamente chiedere un ampliamento, il Comune di Quiliano non solo ha il dovere, ma l’obbligo morale ed etico di valutare se questa richiesta sia giustificata, pertinente e valida. Lo si deve fare ora, non solo perché la norma di legge lo richiede, ma per attuare una necessaria discussione preventiva e non emergenziale e giudiziaria.

Leggi il comunicato  integrale su Quilianonline

25 marzo 2017

WWF:Salute e ambiente non possono permettersi il carbone.

Articolo del WWF del 2014

Salute e ambiente non possono permettersi il carbone.

Mercurio, cromo, arsenico, ossidi di zolfo, polveri fini e ultrafini sono tra i principali inquinanti prodotti dalle centrali a carbone, spesso ben oltre i limiti consentiti, che minacciano salute e ambiente. Ma le alternative ci sono e si chiamano efficienza energetica e energie rinnovabili, dicono medici e ambientalisti insieme. 

E’ il carbone tra tutti i combustibili fossili quello che minaccia di più la nostra salute rilasciando in atmosfera, nei terreni e nelle acque, le maggiori quantità di inquinanti  a parità di energia prodotta, oltre ad essere la principale minaccia per il clima del pianeta, visto che le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale denunciano insieme WWF Italia, Ordine dei Medici della Provincia di Savona e Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia che  hanno organizzato la conferenza nazionale “L’impatto sanitario del carbone - la funzione sociale del medico: promotore di salute e di ambiente”  a cui hanno preso parte oggi a Savona medici e cittadini .

Se si chiudessero tutte le centrali elettriche alimentate a carbone in Europa  si eviterebbero oltre 18.200 morti ogni anno, si risparmierebbero 2.100.000 giorni di cure farmacologiche  e  fino a 42,8 miliardi di euro l’anno in costi sanitari, secondo quanto riferito  dall’associazione europea Heal - Healt and Enviroment Alliance intervenuta al convegno.  

Nel dossier “L’impatto sanitario del carbone - La funzione sociale del medico: promotore di salute e ambiente” distribuito al convegno non mancano i dati sull’impianto di Vado ligure, la cui chiusura  (secondo quanto scritto  nel Decreto di Sequestro Preventivo dei gruppi a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure, emesso da parte del Tribunale di Savona in data 11 marzo 2014) eviterebbe ogni anno mediamente: 86  ricoveri complessivi di bambini per patologie respiratorie e asma, 235  ricoveri complessivi di adulti (malattie cardiache più respiratorie) 48 morti tra gli adulti (malattie cardiache più respiratorie).

“Se il costo di tutti gli effetti negativi della combustione del carbone fossero pagati da chi ci guadagna sopra, e non dalla collettività, il carbone non converrebbe a nessuno. Ma la questione è anche morale e giuridica: è lecito cercare di guadagnare con un’attività che produce danni  ormai largamente accertati alla salute e alla vita di migliaia di persone e quelli, indiretti ma egualmente devastanti, al Pianeta? La risposta è no. Le alternative che ci permetterebbero di rinunciare al carbone, la fonte di  energia più inquinante in assoluto, ci sono e si chiamano efficienza energetica e fonti rinnovabili “ Mariagrazia Midulla Responsabile Clima ed Energia WWF Italia. 
A dimostrazione dell’urgenza e della gravità della situazione il WWF Italia riferisce che la British Medical Association, l'organo di rappresentanza dei medici nel Regno Unito, ha recentemente votato per mettere fine ai propri investimenti in società del settore combustibili fossili e di trasferirli a società che lavorano per le fonti energetiche rinnovabili, ed è la prima organizzazione sanitaria al mondo a farlo.

Anche in Italia aumenta la consapevolezza su questi temi visto che i medici, tra gli organizzatori dell’evento e gli interlocutori principali,  sono chiamati sempre più ad avere un importante ruolo sociale e ad adoperarsi alla “promozione di salute, ambiente e salute globale” come recita l’articolo 5 del nuovo Codice deontologico, approvato dalla Federazione degli Ordini Medici Chirurghi e degli Odontoiatri lo scorso 17 maggio.....

Roberto Romizi - Presidente ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente , che ha per motto ‘Tutti gli uomini sono responsabili dell'Ambiente. I Medici lo sono due volte’ ha dichiarato ‘L’impegno dei medici e degli altri operatori della salute non può arrestarsi su di un’opera di contenimento e riparazione dei danni diretti e immediati degli agenti patogeni, ma deve anche proiettarsi su un’azione a monte di più ampio respiro, affinché la società nella quale viviamo modifichi le sue priorità in favore della salvaguardia della salute segnatamente dei bambini di oggi e delle generazioni future.   
Ma oggi le agenzie governative sono poste nella condizione di dover attendere la chiara dimostrazione del danno, prima di poter intervenire, spesso troppo tardi. 
Occorre quindi  promuovere il principio di precauzione, per gestire i rischi che si esercita in una situazione d'incertezza scientifica’

28 dicembre 2016

WWF: Gli impatti del carbone sulla salute

Tratto da WWF

Gli impatti del carbone sulla salute


WWF Stop Carbone

La letteratura scientifica che documenta come l’inquinamento provocato dai combustibili fossili sia causa di gravi patologie umane è ormai sterminata e individua proprio nel carbone il responsabile delle più alte emissioni. Le centrali a carbone emettono sostanze pericolosissime in grado di minacciare la salute delle persone. Inoltre, è dimostrato altrettanto bene che l’inquinamento atmosferico non è un problema solo locale, ma in grado di diffondersi su aree molto più ampie; peraltro, alcuni contaminanti sono in grado di resistere nel tempo per un periodo molto lungo.
Dalle ciminiere delle centrali a carbone escono le più svariate sostanze tossiche: metalli pesanti come arsenico e mercurio, polveri sottili e ultrasottili, anidride solforosa e biossido di azoto, solo per citarne alcuni.

Le centrali di ultima generazione: carbone pulito?
Le centrali a carbone di ultima generazione sono dotate di tecnologie (filtri antiparticolato, desolforatori e denitrificatori) in grado di ridurre la concentrazione di sostanze nocive emesse in atmosfera. Malgrado la loro presenza però, la quantità di inquinanti emessi da queste centrale a carbone di “ultima generazione” sono sempre molto superiori rispetto a quelli di una centrale a gas. La quantità di polveri sottili emesse è 70 volte superiore, le emissioni di anidride solforosa sono circa 140 volte superiori mentre quelle di biossido di azoto 4,5 volte superiori. Inoltre anche i filtri più efficaci non sono in grado di catturare il particolato ultrafine (PM 0.1), quello più dannoso per l’uomo visto che è in grado di oltrepassare la barriera polmonare ed entrare in circolo nel sangue.

SO2
NOX
PM
CO2
EMISSIONI SPECIFICHE
mg/kWh
mg/kWh
mg/kWh
g/kWh
Centrale a carbone USC
280
420
71
770
Centrale a ciclo combinato a gas (CC)
2
95
1
368

Secondo un recente rapporto della IEA, i ¾ delle emissioni di SO2, 70% delle emissioni di NOx e il 90% delle emissioni di PM2.5 del settore energetico sono prodotti proprio dalla combustione del carbone.

01 ottobre 2016

EEA:Un ambiente pulito è fondamentale per la salute e il benessere umano.

Tratto da Agenzia Europea dell'Ambiente
European Environment Agency

Un ambiente pulito è fondamentale per la salute e il benessere umano. Tuttavia, le interazioni tra l'ambiente e la salute umana sono estremamente complesse e difficili da valutare. Questo rende il ricorso al principio di prudenza particolarmente utile. Gli impatti meglio conosciuti sulla salute sono associati all'inquinamento atmosferico, alla scarsa qualità dell'acqua e a condizioni igienico-sanitarie insufficienti. Molto meno si sa sugli impatti sulla salute delle sostanze chimiche pericolose. Il rumore è una questione emergente per l'ambiente e la salute. Anche il cambiamento climatico, l'impoverimento dell'ozono stratosferico, la perdita di biodiversità e il degrado del suolo possono incidere sulla salute umana.


 Leggi su eea.europa  

Impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute
Gli inquinanti atmosferici possono avere un serio impatto sulla salute umana. I bambini e gli anziani sono particolarmente vulnerabili.

Tratto da www.eea.europa.eu
Morti premature attribuibili all'inquinamento atmosferico
Morti premature attribuibili all'esposizione a particolato sottile (PM2,5), ozono (O3) e biossido di azoto (NO2) nel 2012   in  40 paesi europei e nell'UE-28 .(Ingrandiamo i numeri ,tratti dalla sottostante tabella  , delle morti premature dell' Italia )

29 marzo 2016

Per il referendum il 17 Aprile ISDE Associazione Medici per l’Ambiente invita a votare un "SI CONSAPEVOLE" per la salute di oggi e di domani.

Tratto da Greenreport

Referendum del 17 Aprile: gli impatti ambientali e sanitari delle trivellazioni

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia: per un Sì consapevole.
[29 marzo 2016]
Trivelle salute
Il 17 Aprile prossimo, con il Referendum sulle trivelle, i cittadini italiani sono chiamati ad esprimersi sul quesito abrogativo che riguarda l’articolo 6, comma 17 del codice dell’ambiente: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”.
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia auspica la più ampia partecipazione al Referendum ed invita a votare SI per la salute di oggi e domani.
Deve essere questa l’occasione per una profonda riflessione circa l’inderogabile necessità ed urgenza di cambiare il modello di sviluppo ancor oggi basato sulla combustione dei fossili. Tale modello, oltre agli alti costi sanitari imposti all’uomo e a tutta la biosfera per via dell’inquinamenti delle varie matrici ambientali, appare sempre più fragile e insostenibile sul piano economico.
Negli ultimi 18 mesi il prezzo del greggio è calato circa del 70%: andare a cercare con accanimento e con tecniche sempre più costose e impattanti una risorsa che perde sempre più valore, può contribuire, oltre al danno alla salute e all’ambiente, a minare ulteriormente la tenuta economica del Paese.
Poche gocce di petrolio di scarsa qualità, mettono in pericolo le nostre bellissime coste, culla della nostra storia e della nostra cultura e possibile fonte economica malamente sfruttata oltre che la fauna e la pesca sostenibile.
La perforazione di un pozzo può avvenire sulla terra ferma (“onshore”) o in mare (“offshore”); gli impatti ambientali e sanitari, conseguentemente, saranno di diversa natura e graveranno in maniera differente in questi differenti contesti ma è importante dire SI oggi per avviare un processo di cambiamento che ci proietti verso fonti di energia alternative rinnovabili che ci permettano di rispettare l’ambiente e di tutelare la nostra salute.
Quando parliamo di trivelle offshore, nessuno può escludere un incidente. E in un mare chiuso come il Mediterraneo, un disastro petrolifero causerebbe danni gravissimi e irreversibili.
Comunque, anche in assenza di incidenti rilevanti, le estrazioni petrolifere comportano indiscutibilmente pesanti impatti ambientali – e quindi sulla salute umana, essendo l’ambiente un determinante fondamentale della salute – come dettagliatamente riportato nel testo di due studiosi italiani: “L’Impatto Ambientale del Petrolio, in Mare e in Terra” (Galaad Edizioni). Anche un recente rapporto di Greenpeace, relativo alle attività estrattive in Adriatico esaminate dal 2012 al 2014 ha evidenziato che tra i composti che superano con maggiore frequenza i valori definiti dagli Standard di Qualità Ambientale, rilevati nei sedimenti prossimi alle piattaforme, si trovano metalli pesanti, quali cromo, nichel, piombo (e talvolta anche mercurio, cadmio e arsenico). Inoltre, sono risultati rilevabili anche idrocarburi policiclici aromatici (IPA), come fluorantene, benzo[b]fluorantene, benzo[k]fluorantene, benzo[a]pirene e altri, variamente associati.
Tutte queste sostanze sono tossiche, spesso persistenti e bioaccumulabili ed alcune sono state già riconosciute cancerogene per l’uomo; esse possono risalire la catena alimentare attraverso la bio-magnificazione, raggiungendo così l’uomo in concentrazioni elevate e tali da causare seri danni all’organismo. In particolare per metalli pesanti quali piombo e soprattutto mercurio l’esposizione umana avviene attraverso pesce contaminato, specie se di grossa taglia, tanto che alle donne in gravidanza ne viene sconsigliato il consumo. Queste sostanze non solo si accumulano nei nostri corpi, ma passano anche dalla madre al feto durante la gravidanza ed interferiscono in particolare con lo sviluppo cerebrale del nascituro fino a comportare ritardo mentale e deficit del Quoziente intellettivo. I metalli pesanti oltre a effetti di tipo cancerogeno e neurologico comportano anche effetti a livello cardiovascolare, renale ed osseo con maggior rischio di osteoporosi. Parimenti pericolose sono poi le miscele di IPA per le quali è stato dimostrato – per fenomeni di azione sinergica – un aumento di rischio di insorgenza di cancro, soprattutto in presenza di benzo(a)pirene.
Non va infine dimenticato che come per alcuni IPA, anche per metalli quali l’arsenico, il cadmio, il nickel, classificati da decenni come cancerogeni per l’uomo, non esiste una soglia identificabile al di sotto della quale queste sostanze non comportino un rischio per la salute umana.
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia

17 marzo 2016

In finale al Video Festival Imperia" Il Documentario Tirreno Power" di Daniele Ceccarini e Paola Settimini

Tratto da La Spezia Oggi 


LA SPEZIA – Una bella soddisfazione per Daniele Ceccarini e Paola Settimini Che con il documentarioTirreno Power, l’inchiesta giudiziaria e gli impatti del carbone sono arrivati In finale al prestigioso Video Festival Imperia, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione.

“Questa è la storia della centrale a carbone di Vado Ligure, di chi è stato costretto a viverci sotto per una vita, la storia dei bambini che giocavano a pochi metri dagli impianti perché nessuno ha avuto mai il coraggio di raccontar loro la verità“.

Il festival, che si svolgerà dal 26 al 30 aprile, ha visto la partecipazione di 1654 opere provenienti da 90 Paesi. Il documentario Tirreno Power, l’inchiesta giudiziaria e gli impatti del carbone verrà proiettato nel corso della terza giornata del festival, precisamente il 28 aprile alle ore 21. I vincitori di tutte le categorie verranno poi decretati l’ultimo giorno di festival, il 30 aprile, nel corso del Gran Gala finale.

04 maggio 2015

THE GUARDIAN:Il carbone a buon mercato è una bugia ,bisogna resistere alla rimonta cinica del settore

Tratto da The Guardian 
Il carbone a buon mercato è una bugia ,bisogna  resistere alla  rimonta cinica del settore
Gli interessi stanno spingendo il combustibile fossile più sporco come la soluzione per l' energia nei paesi poveri. Ma.....le argomentazioni  per investire nel  solare sono  impressionanti
Sta diventando sempre più difficile evitare la realtà che i giorni del carbone come fonte di energia sono numerati. In un mondo in cui saranno sempre  più  vincolate  e devono essere più vincolate le emissioni di carbonio, il carbone,essendo  il più sporco dei combustibili fossili, è la risorsa energetica più vulnerabile a diventare "bloccato" - il più vulnerabile, in altre parole, a vedere  il  crollo del suo valore di mercato prima della sua vita utile prevista in precedenza.
Questa nuova realtà economica e politica è già stato forgiata dalla rapida crescita del supporto globale per  un  " bilancio del carbonio "globale. Questa idea,  proposta  dapprima sei anni fa e formalmente approvata dall International Energy Agency nel 2011, sta facendosi strada  a causa del consenso scientifico sempre più forte che le emissioni di carbonio da attività umane siano  il principale motore del cambiamento climatico distruttivo.  Vomitando 110 milioni di tonnellate al giorno di inquinamento nell'atmosfera  che intrappolano il calore - è come se l'atmosfera fosse una fogna a cielo aperto - sta "aumentando la probabilità", dice un avvertimento dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici ", di gravi, pervasivi e  irreversibili impatti  per le persone e gli ecosistemi".
Ma,  l'industria del carbone  che sta lottando  per la sopravvivenza, ha iniziato a fare affidamento sui nuovi e sempre più tenui argomenti. Ha intrapreso una campagna globale per promuovere il carbone come la soluzione alla povertà energetica.Questa affermazione in malafede si basa sul concetto che il carbone è il modo più economico di fornire energia elettrica ad un quinto della popolazione non ha accesso al mondo di una rete elettrica.
Questo sfruttamento di un bisogno umanitario urgente di promuovere più carbone che brucia nei paesi poveri è estremamente fuorviante. Se mai attuata, andrebbe  effettivamente a peggiorare sensibilmente le condizioni dei 1,3 miliardi di persone nella povertà energetica.
La maggior parte dei paesi in via di sviluppo devono affrontare le gravi sfide che vengono già esacerbate dai  cambiamenti dovuti  ad  eventi climatici estremi.Essi vengono martoriati  da tempeste più forti, inondazioni più distruttive, siccità più profonde  ....... Pensate alla devastazione causata dal tifone Haiyan nelle Filippine , o alle inondazioni in Kashmir la scorsa estate . Altre manifestazioni della crisi climatica stanno  già ritardandone la crescita economica, danneggiando l'agricoltura di sussistenza e creando  disordini sociali.Le  forniture di sicurezza alimentare e di acqua sono state compromesse, le risorse naturali stressate...........


L'accesso all'energia a prezzi accessibili e affidabili è, naturalmente, essenziale per lo sviluppo sostenibile, la riduzione della povertà, un migliore accesso all'istruzione e alla sanità, e la promozione della sicurezza pubblica e di un  governo stabile. Non dobbiamo far venire meno il nostro impegno per porre rimedio alla povertà energetica, mentre  rafforziamo il nostro impegno per gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU .
Ma i meriti relativi delle diverse opzioni energetiche devono essere considerati a lungo termine con l'accento su tre fattori: costi finanziari, affidabilità, e l'impatto sulla società e l'ambiente. E se viste attraverso questa lente, le energie rinnovabili - l'energia fotovoltaica particolarmente il solare- allontanano  il carbone come  via di sviluppo nella scelta dell'energia per un futuro migliore .......
Per contro, la sorprendentemente rapida riduzione del costo di energia elettrica da solare, oltre al fatto che è veloce da installare, affidabile, e che la tecnologia per la memorizzazione sta migliorando,  la rendono un'opzione sempre più interessante per la rapida elettrificazione di comunità rurali.
Il costo del "carburante" necessario per l'elettricità fotovoltaica è pari a zero - che prevede la sicurezza economica per le famiglie povere che altrimenti sarebbero in balia delle fluttuazioni storicamente volatili dei prezzi dei combustibili fossili.Eliminare  l'onere dei costi del carburante aiuta anche, nel corso del tempo, a  compensare il costo finanziario necessario per installare le  fonti rinnovabili.
Il vero costo del carbone non può essere calcolato senza includere il cosiddetto airpocalypse . L'inquinamento atmosferico sta  già riducendo l'aspettativa di vita in Cina settentrionale da cinque anni e mezzo , e in India (la cui capitale, Nuova Delhi, ha l'inquinamento atmosferico peggiore di qualsiasi grande città del mondo) di 3,2 anni. Il prezzo del carbone aumenterebbe drammaticamente se si aggiungesse  il costo a carico della società dall'inquinamento che provoca  ,le centinaia di migliaia di morti premature ogni anno nei paesi  carbone-dipendenti..........
Anche se il costo nominale di utilizzo di carbone per alimentare le reti esistenti resta oggi ingannevolmente basso , non rimarrà tale per molto tempo .....Gli investitori hanno preso buona nota delle crescenti turbolenze che attendono il settore.  Le regolamentazioni per  limitare le emissioni di carbonio continuano a crescere , mentre  i progressi tecnologici rendono le  alternative energetiche a bassa emissione di carbonio sempre più a costi competitivi.
 Gli investimenti globali in nuova capacità di energia elettrica da fonti rinnovabili hanno superato quelli nelle fonti combustibili fossili negli ultimi sette anni e il divario è in crescita. Continua su The Guardian

29 aprile 2015

Carbone e impatto su salute e ambiente........

Tratto da Equologia 

Carbone e impatto su salute e ambiente: quella estrazione sempre “occultata” dalle valutazioni sui costi

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L’eterna diatriba tra fonti energetiche fossili e rinnovabili si è arricchita nel corso degli anni di nuovi indicatori che hanno gradualmente cercato di includere, prevalentemente a vantaggio delle fonti rinnovabili e pulite, le cosiddette esternalità negative che proprio le fonti fossili riversano pesantemente su salute ed ecosistemi di riferimento.
 Uno di questi indicatori è indubbiamente il cosiddetto SCC “costo sociale della CO2” o “Social Cost of Carbon”, un indicatore con molta letteratura scientifica alle spalle che evidenzia il costo di ogni tonnellata di CO2 per la collettività (vedi post “Esternalità negative delle fonti fossili e nuovo indicatore SCC: rinnovabili già adesso più competitive“). Un tema che cerca di riportare chiarezza nelle “torbide”
cutcarbonmanovre dei recalcitranti ostinati sostenitori delle fonti fossili è sul quale mi piace approfondire i grandi impatti della fase estrattive del più impattante ed “antesignano” dei combustibili fossili come il carbone. Faccio tutto questo con grande motivazione, essendo nato quasi sessanta anni fa all’interno di una delle poche miniere di lignite a cielo aperto del centro Italia ed avendo vissuto per quasi 40 anni la mia vita professionale prima sul fronte del monitoraggio ambientali intorno alle centrali termoelettriche e, in tempi recenti, nell’ambito delle energie rinnovabili (vedi post “Ricordi, miniere, carbone e… il Wwf con “No al carbone Sì al futuro”)
L’estrazione del carbone, rappresenta infatti il primo passo del ciclo di vita di uno dei combustibili fossili più inquinanti e climalteranti, capace di portare dietro di se una serie di effetti concatenati sull’ambiente, andando dalla deforestazione, al rilascio di una grande quantità di materiali tossici e soprattutto di metalli pesanti, sia sull'idrosfera (acque), sia sulla litosfera (suolo). 
Si tratta di un processo capace di lasciare dure ferite lunghe decenni sui territori anche esaurita la fase estrattiva di sfruttamento.
Un combustibile il carbone, che si può anche incendiare se non correttamente attuate ed eseguite procedure di massima sicurezza,. Per esempio i roghi di origine antropica possono bruciare per secoli, rilasciando in atmosfera ceneri e fumi ricchi di gas serra ad impatto globale ed inquinanti chimici tossici su base locale. La fase estrattiva del carbone infatti, provoca fuoriuscite di metano in atmosfera, che diviene così un gas climalterante con un potere di oltre 20 volte superiore alla CO2.

A tutto questo come sappiamo ci sono gli effetti sanitari, che ogni giorno riempiono tristemente le “cronache nere e grigie fumo” dei giornali. Una immagine su tutte che mi viene in mente, seppure non proveniente dalla fase estrattiva, i parchi minerali di carbone della ILVA di Taranto, desolatamente scoperti ed esposti pienamente ai fenomeni anemologici che fanno precipitare enormi quantità di materiale particellare sulla devatstata città di Taranto (vedi post “Taranto e le “emissioni in fuga”). 
La inalazione diretta di polveri di carbone, tipica della attività estrattiva, è dilagante da sempre proprio nei minatori e nelle comunità limitrofe, con l’antracosi, detta anche malattia del polmone nero. I minatori, muoiono a migliaia da decenni per i tanti incidenti in miniera. Solo negli Stati Uniti, si stima che siano oltre 1.200 persone ogni anno le persone che muoiono di antracosi, con situazioni ben più gravi nei Paesi in via di sviluppo. Tassi decisamente più alti del normale, sono stati riscontrati nelle zone minerarie anche relativamente alle malattie cardiopolmonari, con ostruzioni croniche dei polmoni, ipertensione e malattie renali......
Una attività, quella dell’estrazione del carbone che determina esodi di intere comunità, scacciate dalle proprie terre dall’espansione delle miniere, ed io ne porto i segni nel cuore e nell’anima, avendo visto cancellare il mio paese, dagli incendi, da cedimenti e subsidenze del terreno, dalla contaminazione dell’acqua potabile.

Sauro Secci                                                                       Continua  a leggere sull'articolo integrale

23 aprile 2015

Carbone: gli impatti dell’estrazione su salute e ambiente

  • Tratto da Rinnovabili.it         Carbone: impatti dell’estrazione su salute e ambiente                                         Dai roghi alla subsidenza, dalle malattie polmonari alle morti per crollo delle miniere, fino alla contaminazione dell’acqua. Così, ancora oggi, si muore di carbone

Carbone tutti gli impatti dell’estrazione

 L’estrazione del carbone, primo passo del ciclo di vita di uno dei combustibili fossili più inquinanti e climalteranti, si porta dietro una serie di effetti a catena sull’ambiente: dalla deforestazione al rilascio di una quantità di materiali tossici e metalli pesanti sul suolo e nell’acqua. Il processo lascia segni che restano per decenni anche dopo che lo sfruttamento è terminato.
Il carbone, se non si seguono procedure di massima sicurezza, si può anche incendiare. I roghi di origine antropica possono bruciare per secoli, rilasciando cenere e fumo carico di gas serra e sostanze chimiche tossiche. L’estrazione provoca inoltre fuoriuscite di metano, 20 volte più climalterante della CO2. Senza contare gli effetti diretti sulla salute: a causa dell’inalazione di polveri di carbone, dilaga nei minatori e nelle comunità limitrofe l’antracosi, detta anche malattia del polmone nero.             I minatori muoiono a migliaia anche per i tanti incidenti in miniera: solo negli Stati Uniti, si stima che oltre 1.200 persone all’anno muoia di antracosi. La situazione nei Paesi in via di sviluppo è nettamente più grave. Tassi più alti del normale, presso le miniere, sono stati riscontrati anche per quanto riguarda malattie cardiopolmonari, ostruzioni croniche dei polmoni, ipertensione e malattie renali.
L’estrazione del carbone è causa degli esodi di intere comunità, scacciate dalle proprie terre dall’espansione delle miniere, dagli incendi, dai cedimenti del terreno dalla contaminazione dell’acqua potabile.

Carbone tutti gli impatti dell’estrazione_3

Miniere a cielo aperto

Esistono due modi di estrarre carbone: da miniere a cielo aperto o nel sottosuolo. Il primo metodo prevede di raschiare la superficie di ampie aree collinari o montane, per liberare il carbone sepolto pochi metri sotto terra. In alcuni casi, la punta delle montagne viene letteralmente fatta sparire, lasciando cicatrici permanenti sul territorio. Il 40% circa delle miniere di carbone nel mondo vengono scavate con questa tecnica, che richiede meno lavoro e produce più materia prima rispetto a quelle sotterranee.

Gli impatti sono molteplici........
Continua su Rinnovabili.it