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22 gennaio 2013

Noalcarbone:SCORIE DA INCENERIMENTO DI RIFIUTI E RISCHI PER LA SALUTE.

Tratto da Noalcarbone

22 gennaio 2013

SCORIE DA INCENERIMENTO DI RIFIUTI E RISCHI PER LA SALUTE.


Gli inceneritori non sono "macchine magiche" che fanno scomparire i rifiuti. Non sapendo come fare per smaltire le ceneri tossiche, le nascondono nel cemento, con gravi pericoli per la salute e per l'ambiente. Follia genera follia...

Se vi troverete ceneri tossiche da combustione dei rifiuti nel cemento con il quale è costruita la vostra casa, se abitate vicino ad un cementificio nel quale saranno bruciati rifiuti e che spargerà inquinanti tossici nell’aria, ricordatevi di ringraziare i SENATORI della 13a commissione permanente del Senato che il 14 GENNAIO 2013, mentre alcuni di loro si professavano ecologisti in campagna elettorale, hanno approvato il testo del decreto legge MONTI-CLINI-GRILLI che consentirà tutto questo: 
D’Alì Antonio (PdL), Daniela Mazzucconi (PD), Vallardi Gianpaolo (Lega), Fluttero Anna (PdL), Coronella Gennaro (PdL), Della Seta Roberto (PD), Dell’Utri Marcello (PdL), Di Giovan Paolo Roberto (PD), Di Nardo Aniello (IDV), Ferrante Francesco (PD), Finocchiaro Anna (PD), Gallone Maria Alessandra (fratelli d’Italia), Giai Mirella (UDC ), Molinari Claudio (API, FLI), Monaco Francesco (PD), Montani Enrico (lega), Nania Domenico (PdL), Nessa Pasquale (PdL), Orsi Franco (PdL), Stiffoni Piergiorgio (misto), Viespoli Pasquale (vari), Zavoli Sergio (PD).
 
Il decreto legge è stato approvato dal Senato il 16 GENNAIO 2013, votato da entrambi i 2 principali partiti di maggioranza (PD-PdL)

Gli inceneritori non sono "macchine magiche" che fanno scomparire i rifiuti. Non sapendo come fare per smaltire le ceneri tossiche, le nascondono nel cemento, con gravi pericoli per la salute e per l'ambiente. Follia genera follia...
 

29 dicembre 2010

1)Ca' del Bue, il comitato attacca:In giudizio contro le omissioni 2)Ritorna l'allarme diossina a Taranto

Tratto da l'Arena

Ca' del Bue, il comitato attacca:In giudizio contro le omissioni

Zevio. «Se gli attuali tentativi di bloccare l'avvio del termovalorizzatore di Ca' del Bue dovessero risultare vani, a tempo debito il Coordinamento dei comitati contro l'inceneritore si costituirà parte civile contro i responsabili che non hanno tutelato il bene Comune». Il severo monito è stato inviato, nero su bianco, al presidente della Regione, Luca Zaia, dal Coordinamento dei comitati contro Ca' del Bue presieduto da Leonardo Bray. Un'ulteriore fiammata contro il temuto «bruciarifiuti» avversato da una pletora di associazioni ecologiste e dai Comuni contigui di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio.
La missiva è stata inviata anche al presidente della Provincia Giovanni Miozzi, al procuratore Mario Giulio Schinaia, al sindaco di Verona Flavio Tosi e al vescovo Giuseppe Zenti. La preoccupazione del Coordinamento costituitosi con atto notarile è sempre quella: che il funzionamento dell'inceneritore determini possibili effetti negativi sulla salute dei cittadini e dell'ambiente.
Nel documento Bray sottolinea il vasto consenso riscosso dalla manifestazione di ottobre a Verona con sindaci, associazioni e cittadini: «Ha ricordato come la salute non sia un bene da barattare». Secondo il Coordinamento la temuta apertura di Ca' del Bue sarebbe poi in contrasto con la chiusura di altri impianti del genere e il «porta a porta» adottato da numerosi Comuni nella raccolta delle immondizie, «che ha sensibilmente ridotto i volumi recuperando risorse economiche dal pattume». Per Bray sarebbero molti gli studi scientifici, anche europei, che porrebbero in evidenza effetti sulla salute causati dagli inceneritori, in primis il Rapporto della società britannica di medicina ecologica e il convegno di Forlì del 2007. Stando a questi studi, in sostanza, gli inceneritori di ultima generazione funzionanti ad alte temperature immetterebbero nell'ambiente polveri finissime, «rischio sanitario ben più grave del Pm 10». Altra presunta controindicazione: «Gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute. Così come non risultano ancora indagati gli effetti sinergici dei vari inquinanti», ovvero ciò che può determinare la somma di queste materie.
La presa di posizione del Coordinameto punta quindi dritto sull'ambiente e sull'economia contadina: «Un decreto legislativo stabilisce inidonee a ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti». Ciò premesso per l'agricoltura veronese il Coordinamento teme guai: «L'inceneritore potrebbe abbattersi come uno tsunami sui nostri campi ad alta specializzazione e sulla zootecnia». I 750 mila euro concessi dalla Regione per forestare intorno a Ca' del Bue Bray li liquida così: «Un palliativo, oltre che uno spreco di denaro».
La missiva a Zaia prosegue citando polemicamente le conclusioni di uno studio pubblicizzato dal sindaco Tosi quando ricoprì il ruolo di assessore regionale alla Sanità. All'epoca Tosi, «data la correlazione tra patologie respiratorie e asmatiche e la presenza nell'aria di inquinanti, sottolineò la necessità di interventi a livello legislativo per incedere in maniera non spot sulle emissioni degli inceneritori di vecchia generazione. Mentre per gli impianti con filtri e tecnologie più moderne lo stesso studio verificò che i più alti livelli emissivi erano quelli da rifiuti urbani, con rischio di ammalarsi di sarcoma correlato a durata e intensità dell'esposizione». Il Coordinamento chiude auspicando da parte di Zaia «comprensione e determinazione nel farsi carico del problema, anche per l'incarico di ministro dell'Agricoltura svolto prima di diventare governatore del Veneto».

Piero Taddei
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Altre centinaia di pecore contaminate: domani saranno abbattute

Ritorna l'allarme diossina a Taranto

PeaceLink: "Chi ha inquinato paghi, si bonifichi il terreno". La diossina è un inquinante persistente che si accumula nel tempo nei terreni e nell'organismo. L'emergenza non è pertanto superata.
28 dicembre 2010 - Associazione PeaceLink

Taranto, ritorna l'allarme diossina.

Domani mattina centinaia di pecore saranno infatti abbattute in altre masserie.

Nelle loro carni sono state riscontrate concentrazioni di diossina superiori ai limiti di legge.

Le pecore sono di due allevamenti. Il primo è di 550 capi ed è situato presso la Salina Grande, tra Taranto e Talsano. Il secondo è di oltre 100 capi ed è sulla Circummarpiccolo.

PeaceLink esprime solidarietà verso gli allevatori. Essi sono le vittime, assieme a tutti noi, di chi ha in questi anni inquinato il territorio. La magistratura ha il compito di fare giustizia e di ristabilire il principio che “chi inquina paga”. Nel frattempo occorre premere sui parlamentari perché approvino il progetto di legge di indennizzo degli allevatori, sull'esempio di quanto è avvenuto in Campania con l'emergenza “mozzarella di bufala”, in attesa che la magistratura faccia il suo corso.

PeaceLink esprime apprezzamento per il lavoro fin qui svolto dal Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto che, con pazienza e perseveranza, ha svolto un controllo minuzioso, nonostante tutte le difficoltà incontrare.

La ASL e la Regione Puglia hanno tenuto conto delle osservazioni da noi avanzate. Infatti avevamo ipotizzato che vi potessero essere animali il cui latte fosse a norma e la cui carne superasse i valori di legge. E così è stato. ....

La contaminazione dei terreni persiste. E non è finita con l'abbattimento delle 1200 pecore dell'11 dicembre 2008 né con la legge antidiossina, che ha potuto solo limitare l'inquinamento ma non risanare il territorio contaminato. Infatti la diossina è un inquinante persistente che si accumula nel tempo nei terreni e nell'organismo. L'emergenza non è pertanto superata. Va tenuta sotto controllo, senza ritenere superficialmente che il peggio sia alle nostre spalle. Come dimostrano le pecore che domani saranno abbattute, la contaminazione è in atto. Occorre una bonifica dei terreni.

PeaceLink in questi giorni ha contattato la Regione perché venga attivato il campionamento in continuo sul camino E312 dell'Ilva, così come previsto dall'articolo 3 della legge regionale antidiossina. Il Presidente della Regione Nichi Vendola nella trasmissione “Le Iene” si è impegnato a verificare che l'Ilva “certifichi in continuo” la diossina sotto il livello di 0,4 nanogrammi a metro cubo fissato dalla legge regionale. Attendiamo che l'impegno sia mantenuto.

leggi l'articolo integrale

02 settembre 2010

1)Addio a Roberto Topino.2)Brindisi:I contadini resistono e aspettano la fine dell'inchiesta.

Tratto da "Noalcarbone"


Addio a Roberto Topino.

Si è spento questa mattina all'età di 58 anni il dott. Roberto Topino, ucciso da quella tragica malattia chiamata cancro che per tutta la vita aveva combattuto attraverso un instancabile lavoro di denuncia di tutte le nocività responsabili dell'insorgenza di simili patologie, che la società del progresso continua a disseminare senza posa nel terreno, nell'aria e nell'acqua, ammorbando la biosfera e mettendo a repentaglio la salute di noi tutti.
Ci ha lasciato innanzitutto un caro amico, ma anche un grande uomo ed uno spirito libero che ha sempre avuto il coraggio di denunciare i dispensatori di morte, senza cedere alle pressioni politiche e del mondo scientifico aggiogato al carro del potere.
Di lui ci restano gli articoli, le ricerche e tutto il suo lavoro d'informazione sui temi dell'amianto, dell'incenerimento dei rifiuti, degli scarichi tossici, della radioattività.
Un lavoro d'informazione che a dispetto dell'ostracismo praticato dai media mainstream, ha contribuito e contribuirà a salvare decine di vite da quello stesso incubo che ce lo ha portato via.

Tratto dal WEB:"Grazie Roberto, per il tuo coraggio e per la tua onestà, per averci insegnato ad essere uomini che non si piegano alle sirene delle opportunità, per avere messo la salute della collettività al primo posto fra i tuoi pensieri. Grazie per tutto quello che hai fatto ed avresti potuto continuare a fare se fossi rimasto con noi. "
Un ultimo ringraziamento al Dottor Roberto Topino,anche per quanto ha rappresentato per noi di "Uniti per la Salute":quando ne abbiamo avuto bisogno è sempre stato estremamente disponibile e pronto a informarci con la sua grande conoscenza sulle problematiche connesse,per la nostra salute ,all'inquinamento ambientale .
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Tratto da Noalcarbone

I contadini resistono e aspettano la fine dell'inchiesta.

I contadini di Cerano resistono! E non fanno neanche un passo indietro rifiutando di ritirare le querele che hanno portato la Procura ad aprire un' inchiesta sul presunto inquinamento da polveri di carbone in cui sono indagati 12 dirigenti dell'Enel. La prossima settimana a Brindisi dovrebbe tenersi la riunione del tavolo tecnico, intanto la bozza è "congelata" sul tavolo delle associazioni "Agricoltura, ambiente e salute" e "Comiansa". I magistrati chiuderanno le indagini preliminari non appena saranno depositate le perizie chieste al "Laboratorio di misure ambientali e tossicologiche della Fondazione Maugeri". Solo dopo sarà possibile procedere con una azione penale, in caso contrario, cioè se la consulenza riterrà che non c'è reato, i magistrati chiederanno l'archiviazione. Gli agricoltori comunque non hanno intenzione di abbandonare il procedimento penale, decisione che va in direzione opposta a quella assunta dal Comune di Brindisi che il 22 Febbraio con una delibera di Giunta esprimeva la volontà di "lasciare" il processo nato dall'inchiesta Coke. Inchiesta che nel marzo del 2005 portò al sequestro del carbonile.