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20 agosto 2011

Mercurio nei terreni e intorno alle centrali elettriche a carbone e nei pesci .


Tratto da Zeroemission

Mercurio nei terreni intorno alle centrali elettriche a carbone


Negli Stati Uniti, l’analisi di campioni di terreno nelle aree circostanti le centrali mostra gli effetti locali di un inquinamento estremamente pericoloso per la salute dell’uomo.
Indianapolis, St. Louis, Detroit, Buffalo, Richmond e Providence sono città degli Stati Uniti orientali che hanno in comune il fatto di ospitare una centrale a carbone. Uno studio condotto dai ricercatori della Indiana University-Purdue University Indianapolis (IUPUI) ha mostrato un altro tratto in comune: un elevato inquinamento da mercurio dei terreni.
L’articolo comparso nel numero di luglio della rivista
Water, Air & Soil Pollution indica che quantità misurabili di mercurio emesse dalle centrali a carbone si depositano nel terreno e di conseguenza entrano nei bacini idrografici fino a contaminare i pesci e a renderli dannosi per l’alimentazione umana.
Si tratta di un inquinamento molto pericoloso, come sottolinea Gabriel M. Filippelli, professore di scienze della terra alla School of Science della IUPUI e autore dello studio. «Il mercurio prodotto dalle centrali a carbone – spiega Filippelli – è già stato rinvenuto nei ghiacci del Polo Nord e del Polo Sud, così era già noto che l’impatto di questo inquinante si estende a livello globale; prima d’ora però non si erano mai approfondite le conseguenze ambientali nelle città, nei sobborghi e nelle aree rurali nelle vicinanze di specifiche centrali».
Ora abbiamo un quadro più preciso di questo tipo di inquinamento e una migliore conoscenza dei pericoli che corrono le popolazioni locali.
Questa consapevolezza, secondo lo studioso, dovrebbe portare a riconsiderare l’utilizzo di questa fonte energetica. Apparentemente si tratta di energia prodotta a basso costo, ma nessuno considera l’impatto di queste centrali sulla salute umana. Filippelli boccia questo approccio miope e lo bolla, senza mezzi termini, come «falsa economia». (r.t.)


Leggi anche su Montagna Tv
Mercurio, l’ambiente ha un nemico in più

........Negli anni, gli studi sulle conseguenze sull’ambiente e la vita umana della contaminazione da mercurio hanno messo in allarme gli scienziati di tutto il mondo. Tanto che, non più tardi di qualche mese fa, è stato deciso di creare il Global Mercury Observation System (Gmos), un osservatorio mondiale in grado di monitorare l’inquinamento provocato dall’elemento.
Tutti siti saranno collegati in tempo reale al centro di acquisizione ed elaborazione dati presso la sezione di Rende dell’Iia-Cnr, che coordina il progetto e fornirà i dati alla Commissione Europea e alle maggiori istituzioni internazionali.”Si realizzerà il primo osservatorio al mondo per studiare le dinamiche del mercurio atmosferico a scala globale, direttamente o indirettamente riconducibili alle emissioni inquinanti di centrali termoelettriche, inceneritori, impianti siderurgici e industriali” .....



Tratto da Piero Ianelli

Centrali a carbone: mercurio e radioattività

Il mercurio è un metallo molto tossico per l’uomo anche perché tende ad accumularsi negli organismi viventi. I suoi danni si esplicano principalmente a livello del sistema nervoso. Il 90% degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal 210 Polonio e dal 210 Piombo. I prodotti alimentari più significativi ai fini della valutazione della dose di radiazioni sono i cereali e gli ortaggi.
Centrale a carbone di Brindisi

18 ottobre 2009 – Maurizio Portaluri (Medicina Democratica)
Mentre si definiscono le convenzioni tra gli enti elettrici e le amministrazioni locali, argomenti di carattere economico vengono giustamente ed ampiamente trattati nelle dichiarazioni dei soggetti istituzionali e delle parti sociali.

Al contrario il tema della salute collettiva, della popolazione e dei lavoratori, con le sue ricadute economiche non sembra per ora aver trovato sinora uno spazio proporzionale alla sua importanza.

È in corso un’indagine della magistratura sulla deposizione di polveri di carbone nei terreni prossimi al nastro trasportatore. Le poveri di carbone sono state largamente studiate per i loro effetti sui lavoratori delle miniere di carbone. Se ne conosce perfettamente la composizione, peraltro molto complessa, costituita da una parte organica ed una minerale.
Nella parte organica oltre la componente tipica (lignite piuttosto che bituminoso o antracite) vi sono metano, fenoli, benzene, idrocarburi policiclici aromatici. La parte minerale è costituita prevalentemente da ossidi di silicio (quarzo) che si ritengono i principali responsabili degli effetti dannosi a carico del sistema respiratorio. Un lungo elenco di metalli è presente in tracce e tra questi l’arsenico, il nickel ed il berillio ed il mercurio.
Dalle cronache non sembra che il mercurio sia stato ricercato nelle diverse analisi condotte. A differenza degli altri minerali è difficile che, se presente, possa essere attribuito a fonti diverse dalle attività energetiche.
Il mercurio è un metallo molto tossico per l’uomo anche perché tende ad accumularsi negli organismi viventi. I suoi danni si esplicano principalmente a livello del sistema nervoso.
Il carbone impiegato come combustibile ne contiene mediamente 0.3 mg per ogni chilogrammo. Dal 15-30% del mercurio viene emesso in atmosfera mentre la restante percentuale rimane nelle ceneri pesanti che vengono generalmente impiegate per la produzione di materiale edilizio. Altri componenti degni di nota delle emissioni da combustione del carbone sono gli elementi radioattivi.
Il 90% degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal 210 Polonio e dal 210 Piombo.
Il primo impiega più di quattro mesi a dimezzare la propria radioattività, il secondo 22 anni. Il che significa che quando una particella di 210-Piombo, trasportata dalle polveri emesse dalle centrali, si deposita nei polmoni o in qualsiasi parte del nostro organismo, irradierà le nostre cellule per buona parte della nostra vita.
Non devo ricordare a nessuno che le radiazioni sono cancerogene.

Secondo uno studio dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT), la via principale di ingresso nell’organismo umano delle sostanze radioattive emesse dalle centrali a carbone è l’ingestione, cioè l’alimentazione, che complessivamente rappresenta il 78 – 98% di tutte le possibili vie di contaminazione, se si utilizzano, secondo alcuni modelli di simulazione, solo prodotti locali. “I prodotti alimentari più significativi ai fini della valutazione della dose di radiazioni sono i cereali e gli ortaggi. In funzione della distanza il contributo alla dose dovuta all’alimentazione diminuisce leggermente, mentre aumenta sensibilmente il contributo dovuto all’inalazione (cioè alla respirazione, ndr) dalla nube. Si noti che, data l’altezza delle ciminiere degli impianti a carbone, il contributo dovuto all’inalazione risulta trascurabile (meno dello 0.1%) a 500 m, ma cresce rapidamente con la distanza raggiungendo circa il 20% a 10 km. Tranne il contributo dovuto all’irraggiamento gamma dai radionuclidi depositati al suolo (1.3-1.8%), le altre vie d’esposizione non danno un contributo significativo”.

Ma qualcuno ha misurato la radioattività al suolo e nei prodotti agricoli?



Tratto da Doctor 33
MERCURIO CARBONE E DANNI NEUROLOGICI AI BAMBINI
Di Giovanni Ghirga

I risultati di uno studio presentato il 7 novembre scorso al Congresso Annuale dell’American Public Health Association, svoltosi a Washington, D.C., mettono in guardia contro il consumo di pesce proveniente da acque vicine a centrali a carbone. Lo studio è stato effettuato a Pittsburgh, Pennsylvania, USA, in un’area situata lungo la direzione dei venti prevalenti rispetto ad una centrale a carbone. Gli studiosi hanno trovato nel tessuto dei pesci di questa zona un alto contenuto di mercurio e selenio, due ben noti inquinanti emessi dalla combustione del carbone.
Di particolare interesse è il fatto che, nel caso di emissioni importanti, l’inquinamento interessava anche aree verso le quali non spiravano i venti prevalenti.
I ricercatori hanno messo in evidenza come l’ingestione di pesce contaminato da mercurio avrebbe aumentato di molto il rischio di danni neurologici nei bambini quali ritardo mentale, difficoltà di apprendimento, ritardo dello sviluppo neurologico, deficit del linguaggio, della funzione motoria, dell’attenzione e della memoria. L’ingestione di pesce “al mercurio” può causare oltre a danni neurologici, malattie cardiocircolatorie e malformazioni congenite
.
Non è possibile valutare la quantità di mercurio che, in seguito alla combustione del carbone, una delle fonti più importanti di inquinamento da mercurio, verrà immessa nell’aria in forma ossidata ed in forma elementare. La prima porrà un rischio di inquinamento da mercurio per le popolazioni che risiedono in un raggio di centinaia di km dalla centrale a carbone; le emissioni di mercurio in forma elementare causeranno invece un danno su scala mondiale (U.S. Department of Energy National Energy Technology Laboratory – Five Year Research Plan on Fine Particulate Matter in the Atmosphere. FY2001-FY2005).


16 gennaio 2011

1)Abu Dhabi :World Future Energy Summit 2)Brindisi (MA NON SOLO......) , morire di carbone.Quando le norme di legge non tutelano


QUESTO SARA' FORSE IL FUTURO.......


Tratto da Ecologiae

World Future Energy Summit, al via da oggi il meeting sul futuro dell’energia

L’energia del futuro non importa se venga Grassettoda fonti rinnovabili o no, l’importante è che sia accessibile a tutti. E’ questo il richiamo di Ban Ki-moon, segretario delle Nazioni Unite, durante il discorso di apertura della quarta edizione del World Future Energy Summit, l’incontro che si svolge ogni anno ad Abu Dhabi in cui centinaia di espositori (se ne contano 600 quest’anno) di 50 Paesi diversi si incontreranno con rappresentanti di 148 nazioni per scambiare idee, ma soprattutto progetti, con l’obiettivo di aprire una nuova era energetica.

Lo scopo è di favorire gli investimenti e le partnership tra diverse nazioni in modo da far progredire anche i Paesi che sono attualmente più indietro dal punto di vista energetico, e di conseguenza industriale, con un occhio allo sviluppo delle tecnologie pulite che devono essere un po’ la “Stella Polare” che deve guidare i negoziati.

E’ necessaria una rivoluzione che renda l’energia disponibile e accessibile a tutti.E’ essenziale per ridurre i rischi climatici e la povertà, favorire la salute globale, la crescita economica, la pace, la sicurezza e la salute del pianeta.,
E’ questo il richiamo di Ban Ki-moon, uno degli uomini politici che più al mondo sta cercando di spingere le nazioni ad adottare le energie rinnovabili che, a detta di molti, rappresentano il futuro
dell’economia mondiale.


MA QUESTO E' PER NOI IL PRESENTE......




Tratto da Inviato Speciale riportiamo un articolo del 13 maggio 2010. DA RICORDARE....... E DA DIVULGARE

BRINDISI (MA NON SOLO ...),MORIRE DI CARBONE
QUANDO LE NORME DI LEGGE NON TUTELANO.

Il carbone pulito è una favola. Il carbone è sporco e radioattivo. Ogni anno l’Unione Europea per monitorare il rispetto del protocollo di Kyoto da parte delle grandi industrie fornisce delle cifre sulla produzione della CO2. Nel 2008 le 12 centrali a carbone presenti in Italia sono stati gli impianti che hanno in assoluto inquinato di più rispetto ai limiti fissati dalla normativa europea sulla CO2, la cosiddetta ‘emission trading system’.

La centrale termoelettrica “Federico II” di Brindisi, con le sue 14 milioni di tonnellate di CO2 emesse è in testa alle dodici. In controtendenza rispetto a tutto il settore termoelettrico le 12 sorelle hanno mantenuto elevate emissioni di gas serra sforando di oltre 7 milioni di tonnellate di anidride carbonica il tetto imposto.

Un “eccesso” che, secondo le sanzioni previste dalla direttiva, costerà all’incirca 97 milioni di euro, e che rischia di essere esternalizzato finendo sulle bollette delle famiglie italiane in attesa di rincari ancora più cospicui nei prossimi anni. Come stimato nell’ultimo rapporto di Legambiente sul carbone (“Vecchio, sporco e cattivo”, pubblicato il 10 febbraio 2010 e consultabile dal sito www.legambiente.it), nel 2012 le “multe” di Kyoto sul carbone italiano potrebbero arrivare a superare il miliardo di euro con buona pace della tanto decantata riduzione delle bollette per gli italiani.

Il carbone quindi è in assoluto la fonte più dannosa per il clima e nemmeno le più moderne tecnologie sono oggi in grado di ridurre il suo impatto sul pianeta. Ma il grave errore che si compie quando si parla delle centrali a carbone è limitarsi a discutere di CO2.

Esiste una legge della natura che si chiama principio di conservazione della massa e risale al 1786. “Nulla si crea nulla si distrugge. Tutto si trasforma”. Tutto ciò che io brucio viene trasformato in qualcos’altro che però mantiene la stessa massa. Se io brucio una tonnellata di carbone dall’altra parte avrò una tonnellata di residuo composto da diossine ,anidrite carbonica e tantissimi metalli pesanti. Quindi oltre alla CO2 avrò tutta una serie di inquinanti nell’aria, che non posso togliere, sottoforma di micro e nano particelle. Questo è un fatto chimico fisico della natura, neanche l’Enel con i suoi potenti mezzi può dire il contrario.

Il problema si aggrava perché il carbone è radioattivo, quindi si ha una radioattività in atmosfera che subisce chi vive nell’ambito delle centrali a carbone. Il 90 per cento degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal Polonio-210 e dal Piombo-210. Il primo impiega più di quattro mesi a dimezzare la propria radioattività, il secondo 22 anni. Il che significa che quando una particella di Piombo-210, trasportata dalle polveri emesse dalle centrali, si deposita nei polmoni o in qualsiasi parte del nostro organismo, irradierà le nostre cellule per buona parte della nostra vita. Enel dice di possedere la tecnologia per abbattere la gran parte delle emissioni di questi materiali, ma si ferma lì e non dice che fine fanno le ceneri residue. Perché ammesso che gli abbattitori funzionino, il problema si sposta ma non si elimina. Tutto questo si chiama “morire a norma di legge”.

Noi ci stiamo suicidando e come tutti i suicidi lo facciamo consapevolmente. E’ folle è paradossale ma è così. Per dimostrare una cosa che non ha bisogno di nessuna dimostrazione, cioè per dimostrare che queste polveri fanno male stiamo aspettando i morti. Stiamo aspettando che le persone si ammalino gravemente, che si facciano le biopsie le autopsie, quindi tra 15 anni faremo la conta dei morti e dei malati e andremo a chiedere i risarcimenti. Poi qualcuno dall’altra parte ci dirà: “noi non lo sapevamo”. Invece lo sappiamo benissimo.

Gli scienziati lo sanno, chi ha fatto il liceo lo sa, esiste tutta una letteratura scientifica in merito, tra l’altro consultabile sul web e quindi di dominio pubblico. Uno studio molto importante è quello effettuato da Maria Serinelli ed Emilio Granicolo, ricercatori del Cnr, sui decessi a Brindisi in rapporto ai valori giornalieri degli inquinanti. Il passo successivo necessario dovrebbe essere la ricerca di questi inquinanti nell’organismo delle persone più vicine alle fonti di inquinamento.

In Spagna l’Istituto Nazionale di Epidemiologia ha pubblicato sulla rivista “Science of Total Environment” uno studio i cui risultati descrivono per la popolazione che vive in prossimità di impianti che bruciano combustibili fossili, un maggior di rischio di morte per tumore al polmone , laringe e vescica. Il rischio è ancora maggiore per il tumore del laringe e della vescica quando il combustibile usato è il carbone. Il fenomeno risente della distanza dall’impianto, cioè il rischio diminuisce nella popolazione a maggior distanza dalla centrale. Nella stessa ricerca si riporta che secondo altri autori gli impianti che impiegano carbone in tutto il mondo sono i maggiori emettitori di radioattività nell’ambiente.

Uno studio effettuato dal professor Dubnov ha dimostrato che l’inquinamento dell’aria causato da una centrale a carbone, sebbene nei limiti di legge, ha un effetto negativo sulla maturazione e la crescita polmonare dei bambini che vivono nella stessa area (Environ Res 2006,4). A Roma è stato dimostrato che il numero dei ricoveri di bambini affetti da polmonite aumenta in rapporto all’innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico (Eur Respir J 2001;17;1143-50).

Secondo uno studio dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), la via principale di ingresso nell’organismo umano delle sostanze radioattive emesse dalle centrali a carbone è l’ingestione, cioè l’alimentazione, che complessivamente rappresenta il 78 – 98% di tutte le possibili vie di contaminazione, se si utilizzano, secondo alcuni modelli di simulazione, solo prodotti locali. In funzione della distanza il contributo alla dose dovuta all’alimentazione diminuisce leggermente, mentre aumenta sensibilmente il contributo dovuto all’inalazione (cioè alla respirazione, ndr) dalla nube. Ci sono anche studi che riguardano i costi esterni della produzione dell’energia.

Perché produrre energia bruciando carbone significa sostenere ingenti spese sanitarie. Ma di questo nessuno ne parla. Le Autorità fanno finta di non sapere e invece lo sanno benissimo. Lo sa benissimo il Governo che avrebbe il dovere di informare la popolazione che trarre energia dai fossili provoca un danno importante.

La Commissione Europea si è sempre interessata a questo, 50 centri di ricerca, di eccellenza, in 20 Paesi hanno portato, dopo circa venti anni di studi alla sintesi di alcuni software che ormai sono noti. Questi software permettono, fornendo loro la quantità di inquinanti emessi da una data fonte di emissione, di valutare il danno in termini di mortalità, di morbilità (ovvero il rapporto percentuale tra il numero di giornate di assenza dal lavoro per malattia e il numero di giornate lavorative previste), e in termini economici. Prendendo così dei dati di emissione, come quelli dichiarati dalla centrale a carbone di Civitavecchia (badate bene che non si dice che la centrale provochi questo ma emissioni simili a quelle dichiarate) dopo 25 anni di attività potrebbero aver causato una spesa per la mortalità provocata di 200 milioni di euro, 100 milioni di euro di spese per le persone che non moriranno in seguito alle malattie provocate dall’inquinamento e 200 milioni di euro per l’eccesso di CO2. Parliamo solamente di danno economico, il danno morale è incommensurabile.


Come si rimane dopo essere a conoscenza di queste ricerche? Molti scrolleranno le spalle, ignavi, mormorando “Tanto non c’è più niente da fare”; altri si chiederanno “Ma cosa possiamo fare?”; pochi, ma onesti, continueranno a lottare ed a difendere quella dignità che, ahimè, molti hanno svenduto.

Gianni delle Gemme

(Hanno collaborato Maurizio Portaluri e Giovanni Ghirga) www.noalcarbonebrindisi.blogspot.com

02 settembre 2010

1)Addio a Roberto Topino.2)Brindisi:I contadini resistono e aspettano la fine dell'inchiesta.

Tratto da "Noalcarbone"


Addio a Roberto Topino.

Si è spento questa mattina all'età di 58 anni il dott. Roberto Topino, ucciso da quella tragica malattia chiamata cancro che per tutta la vita aveva combattuto attraverso un instancabile lavoro di denuncia di tutte le nocività responsabili dell'insorgenza di simili patologie, che la società del progresso continua a disseminare senza posa nel terreno, nell'aria e nell'acqua, ammorbando la biosfera e mettendo a repentaglio la salute di noi tutti.
Ci ha lasciato innanzitutto un caro amico, ma anche un grande uomo ed uno spirito libero che ha sempre avuto il coraggio di denunciare i dispensatori di morte, senza cedere alle pressioni politiche e del mondo scientifico aggiogato al carro del potere.
Di lui ci restano gli articoli, le ricerche e tutto il suo lavoro d'informazione sui temi dell'amianto, dell'incenerimento dei rifiuti, degli scarichi tossici, della radioattività.
Un lavoro d'informazione che a dispetto dell'ostracismo praticato dai media mainstream, ha contribuito e contribuirà a salvare decine di vite da quello stesso incubo che ce lo ha portato via.

Tratto dal WEB:"Grazie Roberto, per il tuo coraggio e per la tua onestà, per averci insegnato ad essere uomini che non si piegano alle sirene delle opportunità, per avere messo la salute della collettività al primo posto fra i tuoi pensieri. Grazie per tutto quello che hai fatto ed avresti potuto continuare a fare se fossi rimasto con noi. "
Un ultimo ringraziamento al Dottor Roberto Topino,anche per quanto ha rappresentato per noi di "Uniti per la Salute":quando ne abbiamo avuto bisogno è sempre stato estremamente disponibile e pronto a informarci con la sua grande conoscenza sulle problematiche connesse,per la nostra salute ,all'inquinamento ambientale .
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Tratto da Noalcarbone

I contadini resistono e aspettano la fine dell'inchiesta.

I contadini di Cerano resistono! E non fanno neanche un passo indietro rifiutando di ritirare le querele che hanno portato la Procura ad aprire un' inchiesta sul presunto inquinamento da polveri di carbone in cui sono indagati 12 dirigenti dell'Enel. La prossima settimana a Brindisi dovrebbe tenersi la riunione del tavolo tecnico, intanto la bozza è "congelata" sul tavolo delle associazioni "Agricoltura, ambiente e salute" e "Comiansa". I magistrati chiuderanno le indagini preliminari non appena saranno depositate le perizie chieste al "Laboratorio di misure ambientali e tossicologiche della Fondazione Maugeri". Solo dopo sarà possibile procedere con una azione penale, in caso contrario, cioè se la consulenza riterrà che non c'è reato, i magistrati chiederanno l'archiviazione. Gli agricoltori comunque non hanno intenzione di abbandonare il procedimento penale, decisione che va in direzione opposta a quella assunta dal Comune di Brindisi che il 22 Febbraio con una delibera di Giunta esprimeva la volontà di "lasciare" il processo nato dall'inchiesta Coke. Inchiesta che nel marzo del 2005 portò al sequestro del carbonile.