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01 luglio 2020

Ernesto Burgio : Inquinamento, interferenze sul genoma umano e rischi per la salute

Tratto da Omceoar.it
  Ernesto Burgio
AMBIENTE E SALUTE
Inquinamento, interferenze sul genoma umano e rischi per la salute

 COSA SI DOVREBBE INTENDERE PER 
AMBIENTE E SALUTE?
Se il tema ambiente e salute riscuote scarso interesse tra i medici è perché lo si affronta in gene- re in modo superficiale e poco scientifico. Se ci si rendesse conto che ambiente è letteralmente tutto, una fonte continua di sollecitazioni e informazioni che inducono le cellule e gli organismi in genere a rispondere attivamente e adattivamente: modificando nel breve periodo l’espressio- ne genica di milioni di cellule (cioè tipi e quantità delle proteine prodotte) e nel medio-lungo termine lo stesso assetto (epi)genetico e fenotipico degli organismi.
 E se tenessimo presente che Homo sapiens ha cambiato in pochi decenni la stessa composizione molecolare dell’ecosfera, modificando i cicli biogeochimici che la regolano. Se, insomma, anziché parlare di ambiente e inquinamento in modo vago e impreciso, definissimo con chiarezza il significato di questi ter- mini per meglio valutare la portata delle trasformazioni che abbiamo apportato all’ambiente in un così breve lasso di tempo e le possibili conseguenze che tutto questo potrebbe avere sullo sviluppo ontogenetico di ogni singolo individuo e, quindi, sulla stessa evoluzione filogenetica della nostra specie, il discorso sarebbe diverso. A questo scopo, dovremmo renderci anche pie- namente conto del peso che hanno i nostri modelli nella rappresentazione, comprensione e valu- tazione dei problemi: rappresentazione e valutazione alquanto diverse a seconda che si decida di utilizzare il paradigma neodarwinista, oggi predominante, nel quale l’ambiente ha un ruolo essenzialmente selettivo (sia pur indiretto) sulle infinitesime modifiche stocastiche che avven- gono nel nostro genotipo oppure un modello neolamarckiano, istruttivo e costruttivo, in base al quale ogni informazione proveniente dall’ambiente potrebbe indurre organismi, cellule e geno- mi a modificarsi attivamente e in modo adattivo e predittivo [altrimenti detto: se si propende per l’attuale paradigma DNA/gene-centrico nel quale il “programma genetico” è essenzialmen- te e stabilmente inscritto nel nostro DNA e si trasmette quasi immutato di generazione in gene- razione, oppure per un modello di genoma fluido/dinamico in grado di modificarsi attivamente in risposta alle sollecitazioni/informazioni provenienti dall’ambiente].
È venuto, insomma, il momento di metter mano a un nuovo e più complesso modello di Medicina Ambientale, nella piena consapevolezza che se riusciremo, finalmente, a dotare questa disciplina emergente di solide basi scientifiche, l’interesse di medici e uomini di scienza sarebbe assicurato.


31 ottobre 2019

Patrizia Gentilini: «5G, troppi rischi. Occorre una moratoria»

Tratto da  Il Cambiamento 

L'oncologa Patrizia Gentilini: «5G, troppi rischi. Occorre una moratoria»


L'oncologa Patrizia Gentilini, membro dell'associazione Isde-Medici per l'Ambiente, riafferma la necessità di una maggiore precauzione sul 5G, la tecnologia che si sta diffondendo con una esposizione ai campi elettromagnetici ancora maggiore per la popolazione: «Troppi rischi per la salute, occorre una moratoria».

L'oncologa Patrizia Gentilini, membro dell'associazione Isde-Medici per l'Ambiente, riafferma da tempo, supportata da una nutrita schiera di scienziati, ricercatori e movimenti di cittadini, la necessità di una maggiore precauzione sul 5G, la tecnologia che si sta diffondendo con una esposizione ai campi elettromagnetici ancora maggiore per la popolazione. L'abbiamo intervistata.

Dottoressa Gentilini, il 5G, la nuova tecnologia che esporrà la popolazione a radiofrequenze ubiquitarie che connetteranno tutto ciò che ci sta intorno, pare essere ormai una scelta ineluttabile. Quali sono i potenziali rischi documentati e quali quelli non ancora completamente valutati e conosciuti?

La nuova tecnologia 5G (“5th Generation”) sarà una ulteriore fonte di esposizione a campi elettromagnetici (CEM) che andrà ad aggiungersi a tutte le altre sorgenti di CEM ad alta frequenza cui già oggi siamo tutti esposti: antenne radio e TV, Wi-Fi, smartphone, tablet, telefoni cordless, cellulari, dispositivi Bluetooth, ma anche ai CEM a bassa frequenza emessi da elettrodomestici, cavi elettrici, lampade etc. Con il 5 G ci sarà un cambiamento tecnologico enorme su scala globale che ci porterà ad avere case, imprese, autostrade, città sempre "collegate in rete" e auto a guida autonoma. L'obiettivo dichiarato è di arrivare, entro il 2022, a fare in modo che nelle case di almeno l’80% della popolazione nazionale (il 99,4% entro giugno 2023) ci sia la copertura 5G. Secondo l’AGCOM, per raggiungere questi obiettivi l’infrastruttura di rete del 5G sarà pienamente operativa con una densità di circa un milione di dispositivi connessi per Km2. Tutto ciò farà aumentare ulteriormente l’esposizione dell’intera popolazione ai CEM che dall’avvento delle telecomunicazioni nel secolo scorso sono aumentati a dismisura. Bisogna ricordare che le frequenze delle onde radio non esistono in natura e quindi né la nostra specie, né le altre specie viventi mai erano state esposte. Fino al 1940 il fondo naturale pulsato era di 0,0002 V/m ( Volt/metro), mentre attualmente il tetto legalizzato in Italia è di 6 V/m; si tratta di una media su 24 ore e non più del valore soglia da non superare. Questa apparentemente piccola modifica (media e non più soglia) è stato un “regalo” del governo Monti alle compagnie telefoniche nel 2012; con il 5G il limite potrebbe crescere ulteriormente fino a 61 V/m e va ricordato che a tutt’oggi, come è stato di recente ribadito da ARPA Piemonte nel corso di un Convegno svoltosi all’Ordine dei Medici di Torino, che a tutt’oggi non esistono dispositivi in grado di misurare i CEM generati dalle antenne del 5G!
Come si potrà chiedere il rispetto dei limiti se non si è al momento in grado di effettuare le misurazioni?

Il 5G inizialmente userà le bande 700 MHz, 3.4-3.8 GHz, 26 GHz (onde centimetriche) e, successivamente, le bande comprese nella gamma tra 24.25 e 86 GHz ( onde millimetriche). Questo tipo di onde penetra nella cute fino a 10mm e per i fautori del 5G questa limitata penetrazione viene considerata scevra da rischi per la salute, ma non è affatto così, perché la penetrazione anche di un solo centimetro nella cute può generare effetti sulle cellule cutanee, in particolare danni alle membrane cellulari dei cheratinociti , ma anche alterazioni delle terminazioni nervose, delle ghiandole sudopripare e del microcircolo con liberazione di citochine infiammatorie e potenziali effetti sia locali che sistemici. C’è da dire che le onde centimetriche erano conosciute in Unione Sovietica già negli anni ’50 ed uno studio del 1955 riporta che anche una singola esposizione a onde centimetriche in conigli aveva indotto seri danni agli occhi con sviluppo di cataratta. Attualmente disponiamo di altre numerose conoscenze derivanti da indagini sperimentali condotte sia su colture cellulari che su animali, mentre ovviamente mancano conoscenze adeguate sul piano epidemiologico. I dati sperimentali attestano che le onde centimetriche/millimetriche possono indurre l’alterazione dell’espressione genica e delle membrane citoplasmatiche, modificare la funzionalità dei sistemi neuro-muscolari, aumentare della temperatura della cute, stimolare la proliferazione cellulare, modulare la sintesi di proteine coinvolte in processi infiammatori/immunologici. Inoltre l’esposizione di fibroblasti umani adulti e fetali a 25 GHz per 20’ ha comportato effetti sui cromosomi (aneuploidia) noti come predisponenti al cancro. Per quanto riguarda altri tipi di frequenze, quali quelle dei cellulari o delle antenne radio –base, disponiamo viceversa di moltissimi studi sia epidemiologici (ovvero sulle popolazioni esposte) che sperimentali che attestano i numerosi effetti biologici che vanno ben oltre l’effetto termico, ossia l’azione di riscaldamento dei tessuti, l’unica di cui si tiene conto per stabilire i limiti di legge.Continua su Il cambiamento

06 maggio 2019

IISHANA ARTRA :Il 5G vale i rischi ad esso connessi?

Tratto da Comedonchisciotte

Il 5G vale i rischi ad esso connessi?

Negli ultimi mesi si parla molto del 5G, la prossima generazione di tecnologia wireless. Ci viene propagandato come un necessario passo verso “l’internet delle cose”: un mondo in cui i nostri frigoriferi ci avvisano quando siamo a corto di latte, i pannolini del nostro bambino ci dicono quando devono essere cambiati e Netflix è disponibile ovunque e sempre. Ciò a cui non stiamo prestando attenzione sono però gli studi effettuati sul tema: questi hanno chiaramente dimostrato gli effetti nocivi che ha sull’uomo l’esposizione alle radiazioni di radiofrequenza ad impulso di ripetitori, telefoni cellulari ed altri dispositivi. Il 5G renderà il problema esponenzialmente più grave.
L’individuo comune potrebbe pensare che la Federal Communications Commission (FCC), prima di approvare tali tecnologie, ne valuti attentamente le conseguenze sulla salute. Nella testimonianza del senatore del Connecticut Blumenthal, la FCC ha però ammesso di non aver condotto alcuno studio sulla sicurezza del 5G.
I lobbisti delle telecomunicazioni ci assicurano che le linee guida sulla sicurezza già in vigore sono adeguate per proteggere il pubblico. Queste, tuttavia, hanno come fondamento uno studio del 1996, che aveva come oggetto quanto un cellulare potesse riscaldare la testa di un manichino di plastica delle dimensioni di un adulto. I risultati appaiono dunque poco indicativi, per almeno tre ordini di motivi:
+ gli organismi viventi sono costituiti da cellule e tessuti altamente complessi ed interdipendenti, non sono fatti di mera plastica.
+ alle radiazioni a radiofrequenza sono esposti anche animali selvatici, bambini, feti e piante – non solo esseri umani adulti.
+ le frequenze utilizzate erano di gran lunga inferiori rispetto alle esposizioni associate al 5G.
Le radiazioni a radiofrequenza (RF) 5G utilizzano un “cocktail” di tre tipi di radiazioni: si parte da onde radio ad energia relativamente bassa, si passa per radiazioni a microonde con ancor più energia ed infine si giunge ad onde millimetriche con molta più energia (si faccia riferimento al grafico sotto). Le frequenze estremamente alte connesse al 5G sono il pericolo maggiore. Mentre le frequenze 4G arrivano fino ai 6 GHz, il 5G espone la vita biologica a segnali di impulsi che si trovano in un intervallo che va dai 30 GHz ai 100 GHz. Mai prima nella storia si è verificato che l’uomo venisse bombardato da frequenze così elevate per così estesi periodi di tempo.
Il problema è grosso. Si è scoperto che i nostri occhi e le nostre ghiandole sudoripare agiscono come antenne per l’assorbimento delle onde 5G a più alta frequenza. E, poiché le distanze che queste onde sono in grado di percorrere sono relativamente brevi, saranno necessari più trasmettitori, quindi ancor più prossimi a case e scuole rispetto alle precedenti tecnologie wireless: in pratica, si arriverà ad avere l’equivalente di un ripetitore ogni 2-10 case.
L’ex presidente della FCC Tom Wheeler ha chiarito che la propria commissione, egemonizzata dalle corporation telco, non mette al primo posto la salute: “Non intralciate lo sviluppo”, ha sentenziato. “A differenza di altri paesi, non crediamo che dovremmo passare i prossimi anni a studiare… Lasciare carta bianca agli innovatori è di gran lunga preferibile al lasciare che comitati e legislatori decidano il futuro. Non aspetteremo che loro definiscano gli standard”. In risposta alle domande sulle conseguenze per la salute, Wheeler ha dichiarato: “Rivolgetevi ai medici”.
Buona idea.
I “medici” in tutto il mondo hanno condotto oltre 2.000 studi. Tutti dimostrano che le radiazioni ad impulso promananti da ripetitori, router, tablet, telefoni cellulari ed altri dispositivi wireless causano seri danni alla salute. Le radiazioni RF sono dannose anche ad esposizioni basse e brevi, e colpiscono bambini e feti ancor più rapidamente rispetto agli adulti. Danneggiano il sistema endocrino, provocano danni al DNA, riducono la fertilità, e semplicemente sono cancerogene. È stato anche dimostrato che le frequenze elettromagnetiche ad impulso causano numerosi disturbi neurologici: acufene, ansia, deficit di attenzione, depressione, dolori muscolari, formicolio, insonnia, mal di testa, nausea, perdita di appetito, vertigini.
Il governo degli Stati Uniti è a conoscenza di questi rischi da almeno il 1971. In quell’anno, il Naval Medical Research and Development Command pubblicò una bibliografia con 3.700 citazioni, le quali riportavano 100 effetti biologici e clinici attribuiti a radiazioni di microonde e di radiofrequenza.
Negli anni, sono state condotte varie ricerche sul cancro a cuore e cervello di persone con minimo 10 anni di esposizione alle summenzionate radiazioni. La più recente, lo studio da $30 milioni dello US National Toxicology Program (NTP), condotto nel 2018, conferma tutte le precedenti: le radiazioni RF provocano il cancro.
Qual è stata la risposta a questi risultati?
Gli scienziati stanno sollecitando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ad aggiornare la propria classificazione dell’RF: vogliono che passi dall’essere considerato un cancerogeno di gruppo 2B ad uno di classe 1 – ossia che si equipari 5G ed RF ad amianto ed arsenico. Annie Sasco, ex direttrice all’OMS dell’Unità di Epidemiologia per la Prevenzione del Cancro, afferma: “Basta, quante altre morti sono necessarie prima che vengano intraprese azioni serie? Le prove continuano ad accumularsi”.
Ronald Melnick, l’ideatore dello studio NTP, afferma che il risultato “mostra chiare prove di un nesso causale tra cancro ed esposizione a segnali wireless di telefoni cellulari”. Aggiunge che “oramai non possiamo più presumere che qualsiasi tecnologia wireless, attuale o futura, incluso il 5G, sia sicura senza aver prima effettuato adeguati test”.  Nel frattempo, 231 scienziati di 42 nazioni hanno firmato l’Appello 5G, che richiede urgentemente una moratoria su questo tipo di tecnologia. Sono stati presi provvedimenti per rallentarne il dispiegamento in Belgio, Israele, Italia, Paesi Bassi e Svizzera, e negli Stati di California, Massachusetts, New Hampshire ed Oregon.
Al momento, tuttavia, non abbastanza leader politici hanno prestato ascolto agli avvertimenti. O forse stanno rimettendo il compito a Trump, il quale ha dichiarato che le antenne “dovranno coprire ogni comunità ed essere schierate il prima possibile… Non importa dove tu sia, avrai il 5G, e sarà una vita diversa. Non so dire se sarà migliore… ma posso dire con certezza che tecnologicamente sarà tutta un’altra cosa”.
La tecnologia wireless è diventata talmente onnipresente che molti non si fanno neanche venire il dubbio se sia sicura. Ora, i pericoli ad essa associati stanno per aumentare drasticamente. È necessario che molti più cittadini e legislatori si uniscano a coloro che già si sono attivati per tentare di bloccare la spericolata spinta a favore del 5G.

12 gennaio 2018

Da danni ambientali 12,6 milioni morti l'anno,ma questo non deve continuare. Intesa Onu-Oms

Tratto da Ansa
Da danni ambientali 12,6 milioni morti l'anno, intesa Onu-Oms

Tedros direttore dell' OMS:"La nostra salute è direttamente correlata alla salute dell'ambiente in cui viviamo.

Obiettivo intensificare azioni comuni
Dallo smog al surriscaldamento globale, dagli inquinanti chimici alla siccità, i danni ambientali provocano circa 12,6 milioni di morti ogni anno. Una vera emergenza che Unep (il programma dell'Onu per l'ambiente) e Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno deciso di fronteggiare firmando un accordo di collaborazione mirato a contenere i rischi per la salute dell'ambiente. Sottoscritto a Nairobi da Erik Solheim, capo dell'Unep, e Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, rappresenta l'accordo formale più significativo in oltre 15 anni di azione congiunta nell'ambito delle questioni ambientali e sanitarie.

L'obiettivo è intensificare le azioni comuni per combattere l'inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici e la resistenza antimicrobica, nonché migliorare il coordinamento della gestione dei rifiuti e dei prodotti chimici, la qualità dell'acqua e problemi alimentari e nutrizionali.

"C'è un'urgente necessità che le nostre due agenzie lavorino più strettamente insieme per affrontare le minacce critiche alla sostenibilità ambientale e al clima, che sono le fondamenta per la vita su questo pianeta", ha dichiarato Solheim.

"La nostra salute è direttamente correlata alla salute dell'ambiente in cui viviamo. Insieme, i pericoli di aria, acqua e sostanze chimiche uccidono più di 12,6 milioni di persone all'anno, ma questo non deve continuare", ha dichiarato Tedros.

La nuova collaborazione crea un quadro più sistematico per la ricerca congiunta, lo sviluppo di strumenti, il monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile e il sostegno ai forum regionali sulla salute e l'ambiente.

16 ottobre 2017

Isde :Gli scienziati e i medici avvertono dei potenziali effetti sanitari gravi di 5G


Tratto da Isde

Gli scienziati e i medici avvertono dei potenziali effetti sanitari gravi di 5G


Pubblichiamo la posizione di oltre 180 scienziati, provenienti da 36 nazioni, che raccomandano una moratoria sul dispiegamento della quinta generazione per le telecomunicazioni, 5G, finché i potenziali pericoli per la salute umana e per l’ambiente non siano pienamente investigati da scienziati indipendentidall’industria. “La tecnologia 5G farà significativamente aumentare l’esposizione a campi elettromagnetici in radiofrequenza (CEM-RF) in aggiunta alle tecnologie per telecomunicazioni 2G, 3G, 4G, Wi-Fi già operanti. E’ già stato dimostrato che i CEM-RF possono essere dannosi per gli esseri umani e per l’ambiente.” Si legge nel comunicato. L’appello è stato firmato anche da alcuni membri dell’Associazione Medici per l’Ambiente.
Leggi l’appello dei 180 scienziati

07 febbraio 2017

Scatta la protesta:vietare qualsiasi pubblicità di cellulari rivolta ai bambini e alle donne in gravidanza.

Tratto da Il Cambiamento

La pubblicità sdogana i cellulari per bimbi e donne incinte

La Vodafone manda in onda lo spot dove a parlare al telefonino sono anche una donna incinta e una bambina piccola, usando immagini volutamente rassicuranti per allontanare l'idea del pericolo delle onde elettromagnatiche. Scatta la protesta.La pubblicità sdogana i cellulari per bimbi e donne incinte
In questi giorni sta andando in onda sulle tv nazionali una pubblicità della Vodafone che mostra una donna in gravidanza e anche una bambina piccola che usano il cellulare (oltre ad altre persone, giovani e non, che utilizzano il dispositivo in momento diversi e differenti situazioni).
L'associazione Isde-Medici per l'Ambiente si è dichiarata «preoccupatissima per le ricadute che questo tipo di comunicazione avrà nell’abbassamento della percezione da parte dell’opinione pubblica del rischio connesso ai campi elettromagnetici».
L’Associazione AMICA ha predisposto tre lettere-appello con la richiesta di vietare qualsiasi pubblicità di cellulari rivolta ai bambini e alle donne in gravidanza. Una lettera è rivolta e sarà inviata alle istituzioni, una all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria e un'altra al COMITATO DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI REGOLAMENTAZIONE CONVENZIONALE TV E MINORI stipulato tra società di trasmissione e gruppi a tutela dei consumatori.
Il Cambiamento invita tutti i lettori a inviare direttamente a Vodafone una lettera di protesta chiedendo che venga ritirata la pubblicità e che venga fatta una corretta informazioni rivolta ai clienti e acquirenti riguardo i reali rischi dell'elettrosmog soprattutto dovuti ai telefoni cellulari. Potete scrivere via posta a: Vodafone, Sede legale via Jervis, 13 - 10015 Ivrea (TO). Il numero di fax per i reclami è 800 034626.

Leggi anche: Cellulari, le regole per non andare a farci... friggere

Cellulari e tumori, una ricerca prova le connessioni
Iarc: i telefoni cellulari? Potenzialmente cancerogeni

06 settembre 2016

Epidemiologia ambientale .Cambiamenti climatici e salute: quali rischi?

Tratto da informasalus.it

Cambiamenti climatici e salute: quali rischi?


cambiamenti climatici salute

Nei prossimi 50 anni, in assenza di misure efficaci di contenimento delle emissioni, la frequenza di ondate di calore aumenterà di circa 80 volte determinando un'impennata del rischio di morte del 20% durante questi eventi. Inoltre, come già ben visibile, l'aumento della desertificazione e la corrispondente riduzione delle terre coltivabili porterà in breve vaste porzioni del pianeta ad un dimezzamento delle superfici, mettendo a rischio la sicurezza alimentare. 

A lanciare l'allarme sui rischi per la salute correlati ai cambiamenti climatici sono gli esperti riuniti alla Conferenza internazionale di epidemiologia ambientale della Società internazionale di epidemiologia ambientale 2016 (ISEE) 2016 appena conclusasi a Roma.

Gli esperti hanno fatto riferimento anche alla possibile relazione fra esposizione a lungo termine a inquinanti come ossidi di azoto, polveri fini e metalli, e insorgenza di sclerosi multipla. La ricerca italiana ha osservato negli uomini una correlazione fra l’entità dell’esposizione ai comuni inquinanti di città e la probabilità di ammalarsi di sclerosi multipla, decisamente più alta alle alte esposizioni. 

L’ennesima conferma della gravità del fenomeno, come emerso sempre durante il primo giorno della Conferenza, viene dalla Cina dove l'inquinamento atmosferico è la quinta causa di morte e ha fatto contare nel 2013 ben 916.000 morti premature. Di questi, 366.000 morti sono da attribuire solo alle emissioni di carbone, la fonte più micidiale”.

Il rapporto tra salute e ambiente non può prescindere poi da una corretta alimentazione. Gli esperti hanno sottolineato che ridurre gli impatti sull’ambiente comporta sempre effetti positivi sulla salute umana, così come seguire stili di vita più salutari (come ridurre il consumo di carne a favore di frutta e verdura, o muoversi in bicicletta) ha ricadute favorevoli sull’ambiente e sul clima.....

Qualche mese fa, in relazione al rapporto tra clima e salute, Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale, Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’OMS, sottolineava: “il peso delle malattie e delle morti causate dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento dell’aria non solo è tragico, ma anche evitabile. Stiamo lavorando con i governi e le comunità internazionali per contribuire al tentativo di mitigare gli effetti del cambiamento climatico. 

Monitoreremo attentamente i progressi, per tracciare e comunicare i risultati sulla salute e condividere quelle azioni che si traducono in vite salvate. In particolare le vite dei bambini, delle donne, degli anziani e della popolazione più povera e vulnerabile della società, maggiormente sofferente”. 

14 luglio 2016

Barclays : Industria fossile, con lotta al global warming a rischio 33mila mld di dollari

Industria fossile, con lotta al global warming a rischio 33mila mld di dollari

Tratto da Qualenergia
La stima la fa un gigante della finanza, Barclays, nell'ambito della “Task Force on Climate Related Disclosures”, il gruppo di esperti messo assieme dal governatore della Banca d'Inghilterra per fare luce sui rischi economici legati al clima che cambia e alla lotta al global warming.
Il settore delle fossili rischia di perdere entrate per 33mila miliardi di dollari nei prossimi 25 anni per le politiche sul clima, che costringeranno l'industria a lasciare sotto terra gran parte delle riserve di carbone, petrolio e gas per provare a fermare l'innalzamento della temperatura del pianeta entro i 2 °C.
L'impressionante stima, riportata da Bloomberg, è di Mark Lewis, direttore delle ricerca sulle equity delle utility europee del gigante della finanza Barclays. L'analisi è stata elaborata nell'ambito della “Task Force on Climate Related Disclosures”, il gruppo di esperti messo assieme dal governatore della Banca d'Inghilterra, Mark Carney, per fare appunto luce sui rischi economici legati al clima che cambia e alla necessaria lotta al global warming.
“Ci sarà meno domanda di fonti fossili e per definizione questo porta a prezzi più bassi”, ha spiegato Lewis.
La task force, diretta dal fondatore di Bloomberg LP, Michael Bloomberg, sta mettendo a punto delle linee guida per la volountary disclosure da parte delle aziende dei rischi ai quali saranno esposte dagli impatti del cambiamento climatico e dalla transizione energetica necessaria per frenarlo.
“Un bambino con un abaco può capire benissimo che quantità enormi di carbone, petrolio e gas andranno lasciate sotto terra. Eppure abbiamo consigli di amministrazione che ancora non parlano del problema con i propri azionisti”, ha sottolineato Anne Simpson, direttrice del più grande fondo pensione pubblico degli Usa, il California Public Employees’ Retirement System, citata da Bloomberg.
Per stare sotto ai 2 °C di riscaldamento globale dai livelli preindustriali, secondo la IEA, almeno due terzi delle riserve di carbone, petrolio e gas non potranno essere sfruttate.
Secondo l'ong Carbon Tracker, con le politiche da attivare per avere più del 50% di possibilità di fermare il riscaldamento globale a 2 °C, sono a rischio 2mila miliardi di dollari di investimenti in energie fossili.
Asset che nei prossimi 10 anni potrebbero divenire stranded, cioè incagliati, ossia che non si potranno valorizzare perché i prezzi delle commodity e le politiche per ridurre le emissioni costringeranno a non estrarre una grande quantità di riserve fossili, trasformando in una perdita netta la spesa sostenuta per svilupparle.
Tra gli investimenti a rischio per il petrolio 1.300 miliardi di dollari sono in nuovi progetti e 124 mld di $ in progetti esistenti; per il gas 459 miliardi in nuovi progetti e 73 miliardi in esistenti; infine per il carbone 177 miliardi nel nuovo e 42 nell'esistente.
Le nazioni con le più alte perdite economiche in caso di un accordo internazionale coerente con l'obiettivo di fermare il global warming a 2 °C sono nell'ordine Stati UnitiCanada e Cina.....
La transizione energetica verosimilmente impedirà di far fruttare adeguatamente gran parte degli asset in miniere e trivelle: se si adottassero le politiche necessarie a fermare il riscaldamento globale, mostrano le stime del gruppo bancario HSBC, il valore di gran parte delle aziende delle fossili crollerebbe del 40-60%.
Una bolla sulla quale stanno mettendo in guardia da tempo, oltre agli ambientalisti, i report di gruppi bancari e analisti come Citigroup, Deutsche Bank, Kepler Chevreux e Moody’s i citati Bloomberg, Barclays, la Banca d'Inghilterra e altri ancora.
Se non ci si muove già ora per cercare un atterraggio morbido, gli effetti economici potrebbero essere disastrosi, visto che la capitalizzazione legata alle risorse fossili su varie Borse al momento ha un ruolo molto importante - dal 20 al 30% in piazze come Londra, Mosca, Toronto e San Paolo - e che nelle fossili hanno investito e continuano ad investire moltissimo Stati, enti locali e grandi fondi pensione: circa il 72% delle riserve mondiali di petrolio, il 73% di quelle di gas e il 61% di quelle di carbone sono possedute o controllate indirettamente dalle nazioni.

15 giugno 2016

Marta Albè - INCENERITORE A FIRENZE: È NOCIVO, 272 MEDICI IN MARCIA PER BLOCCARLO

INCENERITORE A FIRENZE: È NOCIVO, 272 MEDICI IN MARCIA PER BLOCCARLO (VIDEO)



inceneritore firenze

L’inceneritore non è la giusta alternativa per liberarsi dei rifiuti. E’ nocivo e va fermato. La pensando così 272 medici e ricercatori che a Firenze si sono messi in marcia e hanno firmato un documento che mette nero su bianco i rischi dell’impianto.
Il progetto attuale prevede la costruzione di un inceneritore a Case Passerini, nella località di Sesto Fiorentino. Ora i medici hanno deciso di far sentire la propria voce grazie a un documento che spiega che i fumi emessi dall’inceneritore inquinano e sono da evitare per proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini.
Il gruppo di medici si è schierato contro l’inceneritore basandosi sul rispetto del codice deontologico che richiede ai professionisti della salute di agevolare le politiche di prevenzione. A preoccupare i medici sono i fumi tossici che l’inceneritore di rifiuti immetterà nell’aria.
Tra i disturbi correlati ai fumi emessi dagli inceneritori troviamo non solo allergie e problemi respiratori ma anche malattie cardiocircolatorie e tumori. Diossine, PCB e metalli pesanti sono soltanto alcune delle sostanze inquinanti che possono mettere a rischio l’ambiente e la nostra salute a causa degli inceneritori.
Ci si preoccupa anche per le polveri sottili che ricadono nella catena alimentare, con particolare riferimento agli orti e all’agricoltura. Dunque l’inceneritore potrebbe compromettere anche la produzione alimentare che si svolge nei campi della zona in cui dovrebbe sorgere.
Il territorio da proteggere è la Piana Fiorentina, dove purtroppo non mancano altre fonti di inquinamento e problemi ambientali che la presenza di un inceneritore andrebbe ad acuire. Secondo i medici fiorentini l’impatto sanitario dell’inceneritore è l’aspetto prioritario da valutare.
Sono già state eseguite le valutazione sia per l’impatto ambientale che per l’impatto sanitario ma ora la richiesta è che venga eseguita una valutazione sanitaria aggiuntiva prima che i lavori per la costruzione dell’inceneritore abbiano inizio.
La speranza è che la presa di posizione dei medici raccolga consensi e porti a valutare fino in fondo i rischi per la salute dei cittadini legati alla costruzione di un nuovo inceneritore. Infine, la decisione sulla costruzione dell’inceneritore potrebbe giocarsi anche in campo politico, a seconda del candidato che vincerà il ballottaggio per ricoprire l’incarico di sindaco a Sesto Fiorentino.
Marta Albè

16 giugno 2015

Da Il Sole 24 ore - VACILLA IL REGNO DI KING COAL:tra 15 anni carbone superato dalle rinnovabili nell’elettricità.

Tratto da Il Sole 24 ore

Vacilla il regno di King Coal: tra 15 anni carbone superato dalle rinnovabili nell’elettricità

King Coal, il re Carbone, si avvia ad essere detronizzato nel giro di 15 anni, superato dalle rinnovabili come prima fonte di elettricità. 
La previsione, dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), si fonda sugli impegni governativi finora assunti in vista della conferenza Onu sul clima che si terrà a fine anno a Parigi e segnerebbe una svolta storica, in grado di allentare ulteriormente il legame tra sviluppo economico ed emissioni di anidride carbonica, che già inizia a mostrare segni di cedimento:  l’anno scorso, per la prima volta da almeno quarant’anni, i livelli di Co2 sono rimasti stabili mentre il Pil mondiale cresceva ad un ritmo sostenuto. 

La maggiore determinazione mostrata da Paesi di tutto il mondo nella lotta al cambiamento climatico, benché incoraggiante, non è tuttavia sufficiente a metterci al riparo dal rischio di catastrofi meteorologiche: con le politiche attualmente programmate, avverte l’Aie, la temperatura del pianeta salirà di 2,6° C a fine secolo, invece dei 2° C identificati come limite massimo negli accordi mondiali sottoscritti nel 2009 a Copenhagen. Bisogna fare di più, esorta l’agenzia Ocse nel rapporto speciale «Energy and Climate Change», realizzato in preparazione del Cop21. Tra i suggerimenti, quello di accelerare le politiche a sostegno dell’efficienza energetica e gli investimenti in energie rinnovabili, in modo da portarli ad almeno 400 miliardi di $ l’anno entro il 2030 dal livello - già importante - di 270 miliardi nel 2014. 

L’Aie insiste inoltre, come di consueto, sulla necessità di eliminare i sussidi alle fonti fossili - che “premiano” in media con 115 $ ogni tonnellata di Co2 emessa, contro un onere di appena 7 $ sopportato nei Paesi dove esistono forme di carbon pricing - ed esorta a bandire la costruzione di nuove centrali a carbone: un’idea che darebbe un’ulteriore spallata al combustibile, già oggetto di una feroce campagna per il disinvestimento in Occidente..........

Certo, la consapevolezza dei rischi sta crescendo rapidamente. E se si arrivasse a pensare che anche le operazioni già esistenti relative alle fonti fossili potrebbero essere fermate, avverte l’Aie,«questo già oggi avrebbe un profondo effetto sugli investimenti». 
 Leggi l'articolo integrale di Sissi Bellomo  su  Il Sole 24 Ore -  

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07 marzo 2014

Italcementi, le ceneri di Vado Ligure allarmano il Consiglio

Tratto da Casale notizie

Italcementi, le ceneri allarmano il Consiglio

In Commissione i Consiglieri chiedono maggiori approfondimenti poichè i rifuiti arriveranno da Vado Ligure ma non solo: studi Usa parlano di sostanze cancerogene e radioattività elevata


NOVI LIGURE - Le ceneri volanti della centrale a carbone di Vado Ligure mettono in allarme i Consiglieri comunali di Novi Ligure tanto che sarà necessaria una nuova seduta della commissione Lavori Pubblici per approfondire la valutazione dei rischi per la salute derivanti dal progetto della Italcementi per il cementificio di San Bovo.
Quelli che ufficialmente sono rifiuti non pericolosi, nelle intenzioni della Italcementi, dovrebbero essere impiegati (70 mila t annue al massimo) per produrre cemento, riducendo l'uso di altri materiali estratti dalle cave. “Non dobbiamo avere nessun dubbio sul rischio per la salute”: ha detto il Consigliere Gianni Malfettani, sintetizzando i vari pareri, alcuni più rassicuranti, altri meno, emersi nella seduta della commissione dell'altra sera in municipio.
Da subito, nel mirino è finita l'amministrazione comunale. ...... Serve chiarezza, soprattutto sulle ceneri, provenienti da una centrale che, secondo la Procura di Savona, può aver causato 400 morti”.
“Il parere è stato mandato – ha spiegato il dirigente comunale Paolo Ravera – ma è arrivato in ritardo di nove giorni. I documenti sono stati pubblicati all'albo pretorio dal 5 dicembre al 19 gennaio”. Secondo i tecnici comunali, per il progetto della Italcementi non serve alcuna valutazione di impatto ambientale, procedura che dovrebbe approfondire le conseguenze del progetto sull'ambiente: “Arpa, Asl e Provincia, di cui ci dobbiamo fidare, hanno già dato il loro ok. 
I camion arriveranno sigillati a Novi e le ceneri verranno immesse in un silos con un sistema che eviterà dispersioni”. Il Consigliere Francesco Sofio ha chiesto garanzie ulteriori: “Meglio se il Comune incarica un tecnico”. “La nostra zona è già fin troppo inquinata” gli ha fatto eco Francesco Moro
“Non mi fido dell'Arpa e delgi altri enti- ha detto Biagio Zigrino -. A Casale e a Taranto era tutto a norma, in realtà non era così”.
“Evitiamo catastrofismi – ha replicato il sindaco Lorenzo Robbiano - Vanno chieste tutte le garanzie ma ricordo che ci sono aziende che chiudono. La Italcementi può usare il suo scalo ferroviario anziché i camion”.
“Io voglio solo capire – è intervenuta Dilva Manfredi -. Le ceneri volanti, secondo uno studio Usa, contengono sostante cancerogene e sono radiottive in larga misura. Dobbiamo capire il nesso tra le emissioni della centrale di Vado e le morti registrate. Ho chiesto una relazione in tal senso a dei medici di Savona”.

Immagini tratte dall'archivio di Uniti per la Salute


.....Alla fine, tutti d'accordo per convocare a breve una nuova commissione alla presenza dei tecnici di Arpa e Provincia.
6/03/2014
Giampiero Carbone.

21 maggio 2013

"Mi hanno rubato l'aria pulita": allarme sui rischi per i bambini........


Tratto da Save the Children 

 "Mi hanno rubato l'aria pulita": allarme sui rischi per i bambini.

 

Campagna nazionale di Save the Children per sensibilizzare sui rischi che corre l'infanzia durante questa crisi economica

In Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà. Il 18% dei ragazzi abbandona la scuola e 1 milione e mezzo vive in territori avvelenati. 

Il 40% dei giovani è senza lavoro e molti non riescono a formare una famiglia o lasciare la casa dei genitori.  

Diamo l’allarme tutti insieme. Perché rubare il futuro ai bambini significa rubarlo al nostro paese 

 Dai dati di Save the Children, l’Italia è agli ultimi posti in Europa – peggio solo Grecia e Bulgaria – per “povertà di futuro” di bambini e adolescenti, deprivati di opportunità, prospettive e competenze.


Da qui l'iniziativa: affiggere manifesti e volantini che diano un messaggio forte. Tra i testi si legge "Mi hanno rubato la terza media", "Mi hanno rubato la mensa a scuola", "Mi hanno rubato l'aria pulita". Leggi l'articolo integrale 



22 gennaio 2013

Noalcarbone:SCORIE DA INCENERIMENTO DI RIFIUTI E RISCHI PER LA SALUTE.

Tratto da Noalcarbone

22 gennaio 2013

SCORIE DA INCENERIMENTO DI RIFIUTI E RISCHI PER LA SALUTE.


Gli inceneritori non sono "macchine magiche" che fanno scomparire i rifiuti. Non sapendo come fare per smaltire le ceneri tossiche, le nascondono nel cemento, con gravi pericoli per la salute e per l'ambiente. Follia genera follia...

Se vi troverete ceneri tossiche da combustione dei rifiuti nel cemento con il quale è costruita la vostra casa, se abitate vicino ad un cementificio nel quale saranno bruciati rifiuti e che spargerà inquinanti tossici nell’aria, ricordatevi di ringraziare i SENATORI della 13a commissione permanente del Senato che il 14 GENNAIO 2013, mentre alcuni di loro si professavano ecologisti in campagna elettorale, hanno approvato il testo del decreto legge MONTI-CLINI-GRILLI che consentirà tutto questo: 
D’Alì Antonio (PdL), Daniela Mazzucconi (PD), Vallardi Gianpaolo (Lega), Fluttero Anna (PdL), Coronella Gennaro (PdL), Della Seta Roberto (PD), Dell’Utri Marcello (PdL), Di Giovan Paolo Roberto (PD), Di Nardo Aniello (IDV), Ferrante Francesco (PD), Finocchiaro Anna (PD), Gallone Maria Alessandra (fratelli d’Italia), Giai Mirella (UDC ), Molinari Claudio (API, FLI), Monaco Francesco (PD), Montani Enrico (lega), Nania Domenico (PdL), Nessa Pasquale (PdL), Orsi Franco (PdL), Stiffoni Piergiorgio (misto), Viespoli Pasquale (vari), Zavoli Sergio (PD).
 
Il decreto legge è stato approvato dal Senato il 16 GENNAIO 2013, votato da entrambi i 2 principali partiti di maggioranza (PD-PdL)

Gli inceneritori non sono "macchine magiche" che fanno scomparire i rifiuti. Non sapendo come fare per smaltire le ceneri tossiche, le nascondono nel cemento, con gravi pericoli per la salute e per l'ambiente. Follia genera follia...