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Visualizzazione post con etichetta Comune di Savona. Mostra tutti i post
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12 settembre 2023

Il Sindaco Savona, su progetto rigassificatore chiede la sospensione dei termini

 Tratto da ANSA 

Sindaco Savona, su progetto rigassificatore Toti si fermi

Comune chiede sospensione termini e nomina consulenti


Con una nota al commissario straordinario di Governo, il Comune di Savona chiede di essere formalmente invitato a partecipare alla Conferenza dei servizi e chiede al commissario Giovanni Toti "di fermarsi e di sospendere i termini del procedimento".


    "L'impatto del progetto sul territorio del Comune di Savona è insostenibile - chiarisce il sindaco Marco Russo - e questo non solo giustifica il coinvolgimento nella Conferenza dei servizi, ma necessita anche che Toti si fermi e ascolti la voce che sale dal nostro territorio in modo sempre più forte ed esteso. Non è certo con una diretta Facebook che si coinvolge un territorio". 
    La lettera al commissario Toti, firmata dal sindaco, formalizza quanto era già stato annunciato il 7 settembre, al termine dell'incontro tecnico in Regione. Lo scopo delle richieste è avere "un ruolo formalmente riconosciuto e di concedere alle amministrazioni locali più tempo per elaborare la propria posizione". 
    

Per quanto riguarda i consulenti, il Comune di Savona ha proceduto a incaricare lo Studio Terra di Marco Stevanin, già al lavoro per le medesime problematiche per conto dei Comuni di Bergeggi e Quiliano. Infatti, in seguito agli accordi presi tra i Comuni del comprensorio nella riunione del 4 settembre "si è concordato di affidare l'incarico agli stessi professionisti - specifica il Comune di Savona -, per completare la consulenza in tutti i suoi aspetti". 
    "Poiché il Comune di Bergeggi e il Comune di Quiliano avevano già chiesto di valutare gli impatti sull'Area Marina Protetta, sui parametri ambientali e di rischio di incidente rilevante con particolare riferimento alle opere a terra - spiega il sindaco -, il Comune di Savona ha integrato l'incarico con le parti mancanti ossia l'impatto sanitario e le ricadute in atmosfera al fine di formare un quadro esaustivo e completo per quanto riguarda tutta l'area vasta".…

28 ottobre 2014

1) Savona, Rete Fermiamo il carbone: “Con il sequestro certificato un dramma alla salute, una sconfitta per tutto il territorio". 2) La Rete Savonese Fermiamo il carbone in audizione in Sala Rossa: “Vogliamo tutelare la salute e l’ambiente”.

Tratto da La Stampa

“Il caso Tirreno Power è una sconfitta per tutti”

Ieri audizione degli ambientalisti in Comune davanti ai lavoratori

SAVONA
«Chi difende l’ambiente e la salute non è per forza un nemico dei lavoratori». Il presidente della seconda commissione consiliare, Franco Zunino, ha dato questo senso all’incontro che ieri pomeriggio ha permesso uno dei primi confronti diretti sulla vicenda della centrale Tirreno Power di Vado Ligure tra i referenti e i membri della Rete «Fermiamo il carbone» e una rappresentanza di lavoratori. 
Ad introdurre l’audizione degli ambientalisti il consigliere Api Giampiero Aschiero, prima degli interventi di Giovanni Durante, Maurizio Loschi e Gianfranco Gervino della Rete «Fermiamo il Carbone», che hanno ripercorso la vicenda giudiziaria che ha portato allo stop della centrale, il lavoro dell’associazione e ricordato una serie di dati sul numero di decessi per malattie cardiovascolari e respiratorie legati all’attività della centrale. Loschi, in particolare, ha sintetizzato l’ordinanza del giudice Fiorenza Giorgi, mentre Gervino ha ripercorso le fasi più salienti di raccolta di dati che ha portato alle denunce della Rete, documenti dell’Ordine dei medici e della Regione. 
«A questi dati si aggiungono danni all’ambiente e all’occupazione, ecco perchè tutta questa vicenda è da considerarsi come una sconfitta, per tutti». L’unica discordia emersa, con toni mai tesi, è quella relativa al posizionamento dei rilevatori. Uno dei lavoratori della Centrale ha detto di ritenere indifferente il posizionamento dei rilevatori alla base o in cima al camino. Tesi smentita da Gervino, che ha riportato la sintesi di una perizia. «Gli operai hanno capito che siamo qui per difendere l’occupazione, non col carbone ma con l’innovazione. L’azienda deve essere obbligata a investire in questa direzione. Non facciamo in modo che si ripetano i casi di Acna, Ferrania e Stoppani. 
Non è più possibile barattare la salvaguardia della salute con il lavoro», ha commentato il consigliere Aschiero a margine dell’incontro.
 Leggi su  Savona News


Savona, Rete Fermiamo il carbone in audizione su Tirreno Power: “Con il sequestro certificato un dramma alla salute, una sconfitta per tutto il territorio".

Aula gremita oggi pomeriggio per l'audizione delle associazioni ambientaliste nel corso della seconda Commissione Consiliare permanente nella Sala Rossa del Comune. A vincere il confronto tra ambientalisti e lavoratori
 "Non dobbiamo dimostrare che la combustione inquina, é scientifico - afferma Giovanni Durante della Rete Savonese - E, conosciuto l'effetto sulla salute delle persone, ci siamo sentiti sin dall’inizio in dovere di intervenire: in questi anni ci siamo sostituiti alla politica e abbiamo sostenuto costi di circa 80.000 euro tra esposti, ricorsi e ricerche scientifiche. Tutte iniziative che abbiamo fatto gratuitamente al posto delle amministrazioni pubbliche”. I rappresentanti delle associazioni aderenti alla Rete Savonese Fermiamo il carbone hanno esposto le loro “ragioni in merito alla questione della centrale Tirreno Power, contro l’uso del carbone e per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare la salute e l’ambiente, costruendo speranza per il lavoro e le nostre comunità, con gli strumenti della democrazia e del diritto”. All'audizione erano presenti i consiglieri comunali e anche lavoratori di Tirreno Power.

.........il contrasto tra ambientalisti e lavoratori sussiste, come riflesso della contrapposizione che si è creata, nel caso tirreno Power, tra salute e ambiente. Ma nell'incontro di oggi a vincere è stato un confronto civile e aperto tra le parti.

“Se l’azienda non è in grado di stare sul mercato, non è colpa di noi ambientalisti, ma della crisi del settore energetico” continua Durante. “Il sequestro della centrale non è da attribuire ai comitati ambientalisti, la decisione è stata presa in maniera autonoma dalla Magistratura - afferma Maurizio Loschi di Medicina Democratica Savona e Rete Fermiamo il Carbone – Inoltre non esistono ambientalisti dalla pancia piena, anche io sono un disoccupato”.

I rappresentanti della Rete Savonese hanno presentato la documentazione ufficiale acquisita e tutti gli elementi necessari per valutare la situazione ambientale del territorio. “Il sequestro della centrale e il dispositivo della Procura rappresentano una sconfitta per tutti perché i contenuti della Magistratura certificano un dramma sulla nostra salute – afferma Gianfranco Gervino di Uniti per la salute – Oggi ci troviamo in una situazione in cui né la salute né il lavoro sono stati tutelati: questa è la vera sconfitta per tutto il territorio savonese. Tutti i documenti e gli avvertimenti lanciati non solo dagli ambientalisti, ma anche dall’Ordine dei Medici, dalla Magistratura, dallo studio dell’Università di Stoccarda non hanno una tendenza vessatoria nei confronti dell’azienda e dei lavoratori”.
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Oggi la  Rete Savonese Fermiamo il carbone in audizione in Sala Rossa: “Vogliamo tutelare la salute e l’ambiente”.

Savona. “Esporremo le nostre ragioni in merito alla questione della centrale Tirreno Power, contro l’uso del carbone e per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare la salute e l’ambiente, costruendo speranza per il lavoro e le nostre comunità, con gli strumenti della democrazia e del diritto”. A dichiararlo i rappresentanti delle associazioni aderenti alla Rete Savonese Fermiamo il carbone, che oggi 28 ottobre alle 15,30 in Sala Rossa parteciperanno ad un’audizione in Commissione consiliare.
“L’utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica è una scelta nociva e sbagliata – afferma la Rete – Il carbone è il combustibile fossile più inquinante e pericoloso al mondo, la più grave minaccia per la salute di tutti. Numerosissimi studi scientifici confermano che la combustione del carbone causa in modo diffuso malattie cardiache e respiratorie, cancro, ictus e minaccia addirittura i feti ai primi stadi evolutivi”.
“L’industria del carbone non sostiene i costi economici, sociali e ambientali collegati a questi impatti, che ricadono sulle comunità locali e sulla società in genere – proseguono – 140 milioni di euro di costi ‘esterni’ all’anno per una centrale come quella di Vado Ligure, secondo lo studio Externe dell’Unione Europea”.
“È necessario puntare a un modello di sviluppo diverso, fondato sull’efficienza energetica, sul risparmio e sulle rinnovabili – è l’appello della Rete Fermiamo il carbone – 


25 giugno 2014

TIRRENO POWER di VADO LIGURE : SOLIDALI CON I LAVORATORI ,NON CON I LOBBISTI DEL CARBONE......

Ripubblichiamo l'articolo del 19 giugno di Trucioli 

Vado Ligure: solidali con i lavoratori, non con i lobbisti del carbone .........







Non si può, nè si deve, ma non certo attribuendo le responsabilità della crisi alla magistratura che ha sequestrato gli impianti, bensì a ....(leggi su 

Trucioli ....)


                         
Questo per mettere le cose in chiaro. 
Il lavoro si difende in primo luogo assicurando la cassa integrazione a tutti, facendone gravare su Sorgenia l’onore ( e non su tutti). Imponendole gravami del risanamento, della bonifica e del piano di riconversione delle aree contaminate dall’uso ‘scellerato’ del carbone.

Non certo con la riattivazione dei due gruppi ormai obsoleti che devono essere chiusi definitivamente alla produzione.

Quindi piena adesione alla marcia dei lavoratori su  Vado Ligure che deve dare risposte reali e veritiere, senza spacciare illusione e presunte menzogne sposando in modo chiaro e forte l’ipotesi della bonifica integrale del sito che impieghi le attuali maestranze negli anni a venire.
Nel frattempo un commissario ad acta predisponga (come a Taranto) il piano della riconversione produttiva finanziata dalla proprietà, unico modo per difendere una prospettiva occupazionale proiettata sul medio periodo.....
 Continua a leggere l'articolo integrale
 su Trucioli 

12 settembre 2011

CONFERENZA STAMPA OGGI 13 SETTEMBRE alle ore 12 IN SALA ROSSA:COMITATI ASSOCIAZIONI E PARTITI INSIEME PER UN FUTURO SOSTENIBILE.2)NEWS AMBIENTALI









COMITATI ASSOCIAZIONI E PARTITI INSIEME PER UN FUTURO SOSTENIBILE.

CONFERENZA STAMPA di comitati e associazioni e partiti contro il potenziamento della centrale di Vado-Quiliano

Martedì 13 settembre ore 12 in Sala Rossa presentate novità nell’azione di opposizione


Martedì 13 settembre 2011 alle ore 12 presso la Sala Rossa del Comune di Savona in piazza Sisto IV, comitati, associazioni e partiti che si battono contro il potenziamento a carbone della centrale termoelettrica di Vado Quiliano terranno insieme una conferenza stampa per sottolineare la ferma intenzione di proseguire con forza e con ogni mezzo legalmente consentito la loro azione a tutela del territorio e dei cittadini.

In particolare sarà presentato, e quindi consegnato agli organi di informazione, un comunicato con importanti novità nell’azione di opposizione al citato potenziamento a partire da significativi sviluppi approfonditi da uno studio legale relativamente alle ultime delibere approvative.

All’incontro sono invitati giornalisti e operatori di tutti i media e organi di stampa.

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NEWS AMBIENTALI

Tratto da blog del Comitato per Taranto

Il lupo perde il pelo... ma non il fumo!

Di nuovo «nuvole rosse» dall’acciaieria dell’Ilva

TARANTO - È di nuovo allarme slopping, le nuvole rosse dell’acciaieria Ilva finite nel mirino dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico). È stato ancora il tam-tam fotografico delle «ecosentinelle» sui social network, ieri, ad «avvisare» la cittadinanza che, intorno alle 13, si era nuovamente verificato un consistente fenomeno di emissione di fumi rossi.

Lo scorso luglio i militari dell’Arma, in una relazione alla magistratura, chiesero il sequestro degli impianti siderurgici annoverando proprio quel tipo di emissioni tra le anomalie che genererebbero il reato di emissioni non autorizzate in atmosfera. Lo slopping, secondo il direttore generale dell’Arpa, Giorgio Assennato, non comporta emissioni inquinanti particolarmente pericolose, ma contenendo minerale ferroso può incidere su alcune affezioni come l’asma.

Sempre ieri è tornato a far sentire la sua voce il comitato «Donne per Taranto». In una nota ha polemizzato sulla campagna di comunicazione avviata dall’Ilva. «È centrata sul tema dell'impegno. In particolare, quello verso l'ecocompatibilità che l'azienda avrebbe dimostrato di aver attuato nell'ultimo anno (ma che, al di là dei dati e dei numeri che sciorinano alla città, è molto ben distante dal parametro per noi fondamentale e imprescindibile che è la salute)». Il comitato parla di «un'autocelebrazione nei confronti di una gente che si vede ammalare e morire; di un territorio gravato nella sua economia e identità da ben tre ordinanze di divieto che riflettono la realtà e spengono la speranza: accesso alle aree a verde nel quartiere Tamburi, che non ci risulta affatto nè ritirata nè applicata, ma piuttosto "pasticciata"; divieto di pascolo nei 20 km intorno all'area industriale e mitilicultura nel primo seno del Mar Piccolo, con danni incalcolabili agli allevatori e ai mitilicoltori oltre che alla nostra economia locale e alla nostra storia».
Secondo «Donne per Taranto» l’iniziativa dell’Ilva è «lo schiaffo su una ferita aperta. Ci appare una grottesca estremizzazione della parodia di interventi a favore della comunità tarantina che l'industria pesante sta a gran voce pubblicizzando e alla quale i nostri amministratori, insieme anche a qualche esponente della cultura, stanno ingenuamente (?) ed entusiasticamente abboccando. Ci preme sottolineare, ancora una volta, qualcosa che risulterebbe ovvio a qualunque bambino: così come non ci può essere lavoro senza vita e salute, non ci può essere sport, musica, area verde..., nè una viabilità più efficiente, nè altri miraggi di una qualità della vita migliore, in assenza di questo presupposto irrinunciabile: le condizioni ambientali inalienabili e fondamentali alla tutela della salute e alla salvaguardia del territorio. Tali condizioni, evidentemente, non ci sono. E non ci saranno - aggiunge il comitato - al di là dei proclami, fino a quando la realtà, anche economica, di Taranto rimarrà soffocata dall'industria che la attanaglia e le fa perdere "vita". Va rivendicato un impegno da parte dei nostri amministratori ancora troppo assenti: l'assolvimento dei compiti a tutela della salute dei cittadini. Obblighi sanciti dalla legge, ma riteniamo, ancor prima "morali"». (GdM)


LEGGI ANCHE su Peacelink
Comunicato stampa

Taranto e la diossina nelle cozze

Tutto quello che abbiamo presentato nella conferenza stampa di gennaio è stato confermato dalla Asl e ora la magistratura indaga anche sulle cozze e su chi le ha inquinate. Confido nella Magistratura affinché a Taranto venga applicato ancora una volta il principio che "chi inquina paga"
12 settembre 2011 - Alessandro Marescotti


Tratto da Brescia oggi

Veleni? Industrie sotto la lente

AMBIENTE. L'Arpa sta attuando da gennaio le verifiche «Aia» sugli scarichi imposte dall'Unione europea alla Regione Sotto controllo entro fine anno le emissioni di ben 208 aziende Finora circa una su tre è risultata non completamente a norma

Una per una, le aziende inquinanti che costellano il territorio provinciale stanno per finire sotto la lente dei tecnici dell'Arpa; l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Entro la fine dell'anno verranno infatti controllate 208 «Aia», le Autorizzazioni integrate ambientali che consentono l'attività restando al di sotto dei limiti di legge e che vengono rilasciate ogni 5 anni alle imprese.
Finora, lo ricordiamo, una verifica simile non era mai avvenuta in Lombardia: l'ha imposta l'Unione europea alla Regione minacciando in alternativa salatissime multe. Come sta andando? Il lavoro procede «in modo preciso e puntuale» spiega il direttore dell'Arpa di Brescia Giulio Sesana (confermato alla guida dell'ente fino a giugno 2014). «È iniziato a gennaio e prima di Ferragosto abbiamo controllato cento realtà». Purtroppo l'Arpa non rivela quali industrie (o almeno in quali Comuni) sono state trovate in regola o, al contrario, commettono reati pericolosi per l'ambiente e la salute pubblica. Una stima approssimativa? Circa una su tre non era completamente a norma.
«Sono state trovate diverse situazioni di criticità - si limita a commentare Sesana -, e a fronte di reati noi segnaliamo la situazione alla procura della Repubblica». Già, perchè purtroppo dal febbraio scorso i tecnici di Arpa Lombardia non sono più ufficiali di polizia giudiziaria, quindi non possono effettuare sequestri di aziende o adottare qualsiasi altro provvedimento penale.
Poi il direttore Sesana insiste sulla sua strategia: «Non dobbiamo lavorare sulle emergenze ma evitare che accadano, lavorando sulle norme e il loro rispetto».
Ma al di là dei proclami, il ruolo dell'Arpa dovrà essere quello di controllare che le emissioni siano davvero in regola…«Non c'è dubbio, ma credo che in futuro i furbi verranno tagliati fuori dal mercato stesso; che ormai richiede una maggiore sensibilità ambientale».
Leggi tutto su Brescia oggi

Pietro Gorlani
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Leggi anche su Repubblica Genova.it

L'Arpal sotto inchiesta Bonifiche e controlli, altri indagati

di GIUSEPPE FILETTO e MARCO PREVE


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Guarda su tg1 on line

Nucleare Addio! I giapponesi vogliono il solare

Manifestazioni in tutto il Paese contro il nucleare. Nella capitale catena umana davanti al ministero del Commercio che guida la politica energetica. Ieri le celebrazioni a sei mesi dal sisma e dallo tsunami che ha provocato 20mila morti

  • Fukushima, sale la protesta
  • Sei mesi dopo lo tsunami e il disastro alla centrale di Fukushima, in Giappone monta la protesta contro l'energia atomica.
    Il corrispondente Paolo Longo, dal Tg1 delle 20

11 giugno 2011

In diretta da Piazza Sisto IV. Il Sindaco Berruti si al metano, no...al carbone


L'ARIA NON E' IN VENDITA RESPIRIAMO I NOSTRI DIRITTI: ALCUNE IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE


Tratto da Savona News
In diretta da Piazza Sisto. Il Sindaco Berruti: si al metano, no...al carbone

Savona in piazza per la manifestazione contro il carbone. Berruti prima imbraccia personalmente una telecamera per riprendere, poi dal palco, con Giovanni Durante e Jorg Costantino

per il si al metano e il no al carbone.


Il sindaco chiede il registro dei tumori e le centraline di controllo.GUARDA IL VIDEO SU YOU TUBE
Quelle vere. Basta carbone.
Se la politica è sincera, stavolta l'aria cambia davvero.

CONSIDERAZIONI DI UNITI PER LA SALUTE

CONTRO IL POTENZIAMENTO A CARBONE NON 4 GATTI MA ....un FRONTE NUMEROSO E ORGANIZZATO e un gruppo ben consistente di cittadini, associazioni e Comuni”consapevoli della necessità di far prevalere il SACROSANTO DIRITTO ALLA SALUTE dei cittadini.

RINGRAZIAMO TUTTI GLI INTERVENUTI:è stata una piacevole sorpresa la partecipazione di così tante persone e dei molti bambini presenti.

UN GRANDE GRAZIE a RAI TRE e un GRANDE GRANDE RINGRAZIAMENTO A TUTTI I PARTECIPANTI E A STEFANO di UBIK per il grande lavoro svolto e alle Numerosissime Associazioni che hanno aderito all'iniziativa.

NON SIAMO MAI STATI 4 GATTI ......MA ANZI CRESCE SUL TERRITORIO LA CONSAPEVOLEZZA DELLA GROSSA PROBLEMATICA CONNESSA CON LA COMBUSTIONE DEL CARBONE
E SI ALLARGA LA PARTECIPAZIONE.... SUL FRONTE DEL NO AL POTENZIAMENTO.

IL MESSAGGIO DEGLI ORGANIZZATORI E' SICURAMENTE PASSATO .



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Tratto da
Qualenergia

di Gianni Silvestrini.

Sarà una valanga di Sì. Poi cambiamo pagina

Fondamentale è rimuovere l’opzione atomica in Italia, ma non basta. Servirà una nuova e coraggiosa classe politica in grado di governare la rivoluzione energetica che è ormai in atto: obiettivo è decarbonizzare la produzione elettrica arrivando a soddisfare con le rinnovabili il 100% dei consumi entro il 2050.

Sarà una valanga di sì. E il raggiungimento del quorum nel referendum significherebbe ribadire, a distanza di 25 anni, il seppellimento di ogni velleità di risuscitare il nucleare in Italia. Ma, non basta rimuovere l’opzione atomica.

Occorre guardare subito in avanti.

Dopo Chernobyl non ci fu la capacità di cambiare decisamente pagina. Oggi, con un’offerta di tecnologie verdi più consolidata e con costi decisamente minori, è possibile e necessario definire una strategia innovativa di lungo periodo. Si tratta di decarbonizzare la produzione elettrica arrivando a soddisfare con le rinnovabili il 100% dei consumi entro il 2050. Lo impongono la sfida climatica, la sicurezza degli approvvigionamenti e i benefici economici sul medio e lungo periodo.

Questo obbiettivo è ottenibile solo avviando, in contemporanea, una politica aggressiva sul lato dell’efficienza energetica. La Germania, anche in questo campo ha deciso di rompere un tabù, quello della incomprimibile crescita della domanda elettrica. Entro la fine del decennio i consumi tedeschi dovranno infatti ridursi del 10%, e questo malgrado nuove applicazioni innovative, come il milione di auto elettriche che saranno in strada nel 2020.

Per certi aspetti nel nostro paese la sfida della diffusione su larga scala delle rinnovabili è affrontabile con maggiori chances. Non dobbiamo uscire dal nucleare, la sovracapacità di potenza termoelettrica consente di gestire l’intermittenza del sole e del vento, abbiamo impianti di pompaggio e possiamo rapidamente realizzarne centinaia di altri, il potenziale del solare è elevato, la nostra rete può più facilmente trasformarsi in smart grid.

Quello che ci manca però è una visione di lungo periodo, anzi una “visione” tout court. I recenti segnali di cambiamento (inclusi, quelli che verranno dai referendum), fanno comunque sperare che anche in Italia si possa far piazza pulita degli oscurantisti che mettono in discussione la scienza del clima e contemporaneamente puntano alle tecnologie del passato come il nucleare.

E lavorare perché, partendo dal basso, si possa disegnare un futuro pulito e possa emergere una nuova classe politica in grado di governare con coraggio la tumultuosa rivoluzione che è partita.


19 febbraio 2011

MARIO MOLINARI:Uniti per la Salute (quando il titolo è una Onlus)


Arrivano il Tg3 e Striscia la Notizia.
IL PUNTO DI MARIO MOLINARI

Uniti per la Salute (letteralmente)

Tutto esaurito ieri al Chiabrera per l'incontro pubblico sul carbone organizzato con la collaborazione di Ubik e delle maggiori associazioni Savonesi e il patrocinio dell'Ordine dei Medici di Savona e del Comune. Arrivano il Tg3 e Striscia la Notizia.

Cosa diranno adesso i comunicatori del carbone "pulito" e dell'energia sensibile"?


Le foto e alcuni stralci degli interventi di ieri sera, in aggiornamento.

Attenzione: gli interventi non sono sempre diplomatici

Giangranco Gervino su sostanze tossiche rilevate alla foce del torrente Quiliano

http://www.youtube.com/watch?v=lSrcI3Yj65o

Gianfranco Gervino su Conferenza dei servizi - Roma

http://www.youtube.com/watch?v=P51erVPRC0w

Marco Stevanin, perito e consulente ambientale, estensore della perizia giurata sugli scenari ante e post operam dell'ampliamento a carbone della centrale Tirreno Power di Vado Ligure - Quiliano

http://www.youtube.com/watch?v=EXbfQDWcA_4

Rappresentanti Com. No Carbone Rossano Calabro

http://www.youtube.com/watch?v=94kzajpUV2w

Fabrizio Bianchi, dirigente epidemiologo CNR Pisa

http://www.youtube.com/watch?v=mpecnhuoskM

Rappresentanti Comitati No Carbone Civitavecchia - Tarquinia

http://www.youtube.com/watch?v=cs8FIf4hgeQ

Tratto fal TG3 Liguria: Intervista all'epidemiologo Valerio Gennaro

http://www.youtube.com/watch?v=8OBT8AZLqvs

Vale la pena di ascoltare bene, da Brindisi:

http://www.youtube.com/watch?v=vGF-QkCTtpw&feature=player_embedded

a grande richiesta, un sempre-nero:

http://www.youtube.com/watch?v=Kl2lKhZY37M

e un poco di attualità

http://www.youtube.com/watch?v=Z9HHa7LYboY

Leggi l'articolo integrale

14 settembre 2010

Tirreno Power, il Comune di Savona al fianco di Vado nel ricorso al Tar

Tratto da IVG
Tirreno Power, il Comune di Savona al fianco di Vado nel ricorso al Tar

Savona. Il Comune di Savona dichiara il proprio sostegno legale, in termini tecnici ad adiuvandum, al ricorso presentato dal Comune di Vado Ligure al Tar regionale contro il progetto di potenziamento di Tirreno Power previsto per la centrale termoelettrica.

L’atto di indirizzo sarà presentato durante la giunta comunale di Savona e rafforza la posizione dei Comuni del comprensorio savonese che si battono per bloccare l’ampliamento e procedere con una ristrutturazione dei gruppi a carbone esistenti.


La delibera di giunta fa seguito all’ordine del giorno votato in Consiglio Comunale. Savona si aggiunge ai comuni di Noli, Spotorno e Quiliano, ma certamente in qualità di Comune capoluogo l’appoggio al Comune di Vado assume anche un significato politico, che arriva dopo il vertice tra sindacati e azienda nel quale si era evidendiato la necessità di procedere con l’iter autorizzativo pena la perdita di competitività dell’impianto vadese, con il rischio concreto di una dismissione dell’impianto nel giro di una ventina d’anni.

“A queste condizioni meglio la chiusura” ha detto ancora il sindaco di Vado Ligure Attilio Caviglia, soddisfatto per il passaggio in giunta della delibera del Comune di Savona: “Il fatto che Savona dia formalmente il suo appoggio legale rafforza la nostra posizione. Credo sia il risultato di un lungo lavoro intrapreso a tutela dell’ambiente per la nostra provincia. Questo non significa che non ci interessano i posti di lavoro, significa che a certe condizioni un tavolo di confronto è inutile. Si può discutere se iniziamo a parlare della ristrutturazione dei gruppi esistenti e degli interventi sul fronte ambientali necessarie per monitorare la qualità dell’aria” ha concluso il primo cittadino vadese.....Leggi l'articolo integrale

08 luglio 2010

1)“Io riciclo, e tu?” “Io no, io brucio il CDR nella centrale a carbone”2)Augusta-Priolo-Melilli....3)La marea nera interrompe la corrente del Golfo

Tratto da Savonaeponente

“Io riciclo, e tu?” … “Io no, io brucio il CDR nella centrale a carbone”

di VALERIA ROSSI – Dopo il “cornuto” arriva sempre il “mazziato”. E quindi, dopo la splendida notizia che il nostro splendido Comune ha fatto pappa&ciccia con Tirreno Power per – ci dicono – 50.000 miseri euro di sponsorizzazioni estive, ecco il comunicato che invita a partecipare alla conferenza stampa di presentazione della campagna “Io lo riciclo e tu?”. Comune di Savona, Ata, Tetra Pak, in collaborazione con Centrale Latte Savona e Legambiente, tutti insieme appassionatamente a spiegare che i tetrapak (quelli minuscoli: insomma, i cartocci del latte) vanno raccolti insieme a carta e cartone per essere poi avviati al riciclaggio.

MADDAI?
Sembra una spiegazione adeguata ad un Comune con un’alta ed efficiente raccolta differenziata : ma a Savona la differenziata non si fa, se non in minima parte e pure male.

Quindi? Se mi dicono di raccogliere carta, cartone e tetrapack io lo faccio…dopodiché? Abitando in corso Mazzini (pieno centro di Savona), dove NON esistono neppure i bidoni per la differenziata, o mi faccio qualche chilometro con la mia rumenta e vado a cercarmeli, oppure, dopo averli raccolti, piegati e messi accuratamente via, li ficco in un bel saccone nero e li butto nel cassonetto multirumenta che sta sotto casa mia.

Però da lì, se sono fortunata e se esco all’ora giusta, posso sentire i concerti sponsorizzati da Tirreno Power, che paga perché il Comune continui a non rompere troppo le scatole anche se inquina un filino… anche se, dai dati della Comunità Europea, risulterebbe che ammazzi 30 persone all’anno e che gravi sui cittadini per 133 milioni di euro in costi sociali.
Ma che vuoi che siano: 50.000 euro e passa tutto. Anche il cancro, come cantava il buon Jannacci.
Ma perché, secondo voi, la Tirreno Power vuole tenersi così buona e così cara la nostra amministrazione comunale? Perché non vuole chiudere i due gruppi a carbone degli anni ‘60, quelli che – alla faccia delle “migliori tecnologie disponibili” imposte dall’Europa e pure pubblicizzate su tutti i media (e i muri) locali? Perché non vuole passare al metano, che inquinerebbe un quarto?
Sorge il
vaghissimo dubbio che quei due gruppi obsoleti servano non tanto a bruciare il carbone, quanto a bruciare i rifiuti prossimi venturi, così come sembra siano stati bruciati “sperimentalmente” quelli passati (v. articolo del Sole24 ore riportato dal MODA qui).
L’ingegnere della Tirreno power che intervistai il 19 giugno, a una domanda specifica sul CDR, rispose “Mi coglie impreparato perché non è nei nostri programmi”. Ma quando domandai: “E se qualcuno vi chiedesse di bruciarlo?” rispose, molto vagamente: “Be’, in tal caso dovremmo valutare la cosa”.
Un “NON SE NE PARLA PROPRIO” sarebbe stato sicuramente più gradito… però non l’ha detto.
E allora, magari, lo chiederemo a Gosio, o a chiunque altro possa/voglia rispondere:

E’ nei programmi futuri della centrale a carbone bruciare ANCHE CDR?
SI – NO

Basta mettere una crocetta, non è difficile. Così, almeno, sapremo regolarci… e sapremo anche se varrà la pena di piegare, conservare e metter via accuratamente i tetrapak… o se potremo portarli direttamente alla Tirreno Power, in attesa che vengano imballati nel mucchio selvaggio di plastica, umido e magari qualche bella sostanzina tossica, che non fa mai male…e poi bruciati allegramente tutti insieme.

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Tratto da Ecoblog

Augusta-Priolo-Melilli: nel triangolo della morte metalli pesanti nei capelli e nel latte materno. Principale indiziato il pesce


Augusta-Priolo-Melilli: nel triangolo della morte metalli pesanti nei capelli e nel latte materno

Ennesimo grido di allarme degli ambientalisti riguardo alle pesantissime conseguenze dell’inquinamento sulla salute degli abitanti del famigerato triangolo della morte siracusano, che ha per vertici i tre comuni di Augusta, Priolo e Melilli.

Questa volta sono le associazioni AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia a snocciolare i numeri: nei capelli e nel latte materno degli abitanti del triangolo industriale, che ospita raffinerie, centrali elettriche, inceneritori e un impianto di gassificazione del tar, le quantità di metalli pesanti sono allarmanti.

Giacinto Franco, vicepresidente di AugustAmbiente, e Luigi Solarino, presidente di Decontaminazione Sicilia, hanno commissionato uno studio i cui risultati sono stati girati al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al governatore siciliano, Raffaele Lombardo, agli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, al presidente della provincia di Siracusa e ai sindaci dei comuni di Siracusa, Augusta, Priolo, Melilli, Floridia e Solarino.

Lo studio non è molto corposo perché, a causa delle ristrettezze economiche (le due associazioni hanno pagato di tasca loro i costosi esami) sono stati analizzate solo 23 persone: 10 ad Augusta, 5 a Priolo e 8 a Melilli. I risultati, però, sono gli stessi in tutti i soggetti e ricalcano precedenti studi svolti negli anni scorsi.

Mercurio, piombo, alluminio, stronzio, antimonio, argento, cromo, rame, fosforo, magnesio, zinco e ferro: tutte queste sostanze, la maggior parte delle quali rientra nella categoria dei metalli pesanti, sono state trovate in abbondanza in tutti i campioni analizzati. Il mercurio, in particolare, fa paura: i ricercatori hanno trovato valori medi compresi tra 0,14 e 0,16 mg/100g nei capelli degli augustani rispetto a un valore normale pari a 0,01 mg/100g.

I ricercatori, tra le altre cose, ipotizzano sia la causa che una possibile cura per la contaminazione. La causa sarebbe il pesce di mare, notoriamente contaminato nella avvelenatissima rada di Augusta. La cura è un mix di vitamine e minerali che, a leggere i risultati delle prime analisi, dopo alcuni mesi riuscirebbe a ripulire parzialmente il corpo dai pericolosi inquinanti.

A questo punto, dicono AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia, è ora che le autorità sanitarie regionali si mobilitino per uno screening di massa e mettano mano al portafogli per pagare le cure alla popolazione dei comuni interessati dalle emissioni del polo petrolchimico che, già oggi, registrano un numero di tumori e, soprattutto e ancor peggio, di malformazioni fetali assolutamente fuori dalle medie nazionali.

Via | Giornale di Siracusa

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Tratto da Ecologiae

La marea nera interrompe la corrente del Golfo


corrente del golfo

La corrente del Golfo è una corrente d’acqua calda che dal Golfo del Messicoraggiunge l’Europa da milioni di anni. Ma d’ora in avanti c’è il rischio che questa non ci sia più, o che muti il suo movimento. La causa? Ancora una volta la perdita di petroliodalla piattaforma della BP.

A spiegarlo è il fisico Gianluigi Zangari, dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), il quale sul sito dell’Associazione Geofisica Italiana spiega come la marea nera abbia “spezzato” la Loop current, uno dei “motori” della corrente del Golfo.

Secondo i dati provenienti dai satelliti, le conseguenze dell’enorma quantità di petrolio cosparsa nell’Oceano Atlantico sono imprevedibili, ma si sa che è riuscita ad interrompere un equilibrio che ci ha messo milioni di anni per formarsi, ma che

potrebbe subire conseguenze irreparabili


se non verrà presto ripristinato, come afferma lo stesso Zangari.

Fonte: [Ansa]