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19 luglio 2013

Vicenda MUOS: il ministero della Difesa ricorre al Consiglio di giustizia amministrativa


muos sicilia
Tratto da Il Cambiamento  

MUOS: il ministero della Difesa ricorre al Consiglio di giustizia amministrativa

 

“Assistiamo ad una sorta di un accanimento dello Stato di fronte ad una causa popolare portata avanti da cittadini preoccupati per la salute e per l’ambiente”. Dopo il no del TAR, la vicenda Muos continua con un altro ricorso del ministero della Difesa al Consiglio di giustizia amministrativa.

di Dario Lo Scalzo - 18 Luglio 2013

Dopo la sentenza con la quale il Tar ha respinto il ricorso del ministero della Difesa che chiedeva di sospendere la revoca della Regione Sicilia delle autorizzazioni per la costruzione del Muos e di risarcire per i danni provocati dal blocco dei lavori, il Governo nazionale persevera nella sua azione pro States non tirandosi indietro ma anzi ricorrendo al Consiglio di giustizia amministrativa.
“Indispensabile diritto alla salute della comunità di Niscemi, non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema Muos”. Così si esprime il Tar nella sua sentenza facendo inoltre riferimento alla priorità e assoluta prevalenza del principio di precauzione ed evidenziando infine seri dubbi relativamente all’incidenza e alla pericolosità del Muos sul traffico aereo della parte orientale della Sicilia dove sono presenti gli aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania.
Dunque, per il Tar la priorità assoluta va alla salute dei cittadini ma evidentemente non devono pensarla alla stessa maniera il governo nazionale ed il suo ministro della Difesa che non contenti, ribattono a colpi di carta bollata. 
L’avvocatura dello Stato presenta così l’ennesimo ricorso rilevando “il grave e irreparabile pregiudizio derivante dalla mancata osservanza degli accordi internazionali" e ribadendo ulteriormente: "Appare utile segnalare che il sistema impegna appena lo 0,0085% della Sughereta di Niscemi. Richiamare il principio di precauzione è quindi del tutto inappropriato. Da ultimo, non può non rilevarsi l'obiettiva inconsistenza giuridica dell'assunto secondo cui sussisterebbero 'seri dubbi' in ordine alla pericolosità del sistema rispetto al traffico aereo". (fonte Ansa)
Assistiamo dunque ad una sorta di un accanimento dello Stato di fronte ad una causa popolare portata avanti da cittadini preoccupati per la salute e per l’ambiente. 
Un accanimento che continua in barba ai pareri di studi condotti da eminenti professori in materia, in barba agli atti amministrativi presi dalla Regione siciliana, in barba alla sentenza del Tar, in barba ai divieti assoluti di edificabilità dei luoghi in cui giace la base militare, in barba all’abusivismo e lo stupro di cui è stato vittima il territorio niscemese.
 L’azione dello Stato continua contro la volontà popolare ed in nome degli accordi internazionali, evidentemente più importanti della salute di cittadini italiani e del rispetto del territorio nazionale.
È il sunto di una disumanizzazione della nostra politica, l’emblema del tracollo di parti delle istituzioni nell’esercizio di funzioni delegate dal popolo per salvaguardare i diritti costituzionali fondamentali. È il simbolo chiaro ed evidente dell’assenza della cultura della nonviolenza non solo nella classe dirigente nazionale ma anche in quella internazionale, entrambe incapaci di cogliere il vero senso di un vivere moderno e di un reale progresso dell’umanità.
La perseveranza e l’ostinazione dello Stato di fronte alla vicenda del Muos conduce così a sospettare inevitabilmente di ben più grossi interessi che quello puramente di protezione e difesa del territorio o di quelli legati a degli accordi internazionali. 
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03 maggio 2013

COSTRUZIONE del MUOS, il ministero della Difesa impugna la revoca della Regione.

Tratto da Il Cambiamento

MUOS, il ministero della Difesa impugna la revoca della Regione

La scorsa settimana l’avvocatura di Stato, per conto del ministero della Difesa, ha impugnato la revoca dell’autorizzazione ai lavori statunitensi per la costruzione del MUOS disposta il 29 marzo scorso dal governatore siciliano Rosario Crocetta. A Niscemi, intanto, cresce la tensione.

 

È questo uno degli ultimi atti e il ricordino lasciato dal governo nazionale uscente. Un atto che la dice lunga sulla volontà del governo Monti di difendere sino alla fine con un comportamento scorretto, illogico e contraddittorio delle posizioni insostenibili e l’interesse degli Stati Uniti. 


Incoerenze, menzogne, contraddizioni, sberleffi ad un’intera nazione che riacutizzano una crisi istituzionale e l’ennesimo braccio di ferro tra il ministero, che sostiene con tutti i mezzi le ragioni del governo statunitense, e la Regione che si trova a difendere degli interessi locali ergendosi paradossalmente a paladino della legalità di leggi nazionali.

In tale contesto inoltre, quello stesso governo Monti che per un verso dà la propria approvazione a nuovi studi e alla sospensione dei lavori, agisce parallelamente impugnando al TAR la revoca della autorizzazione del governatore Rosario Crocetta. È conflitto tra Stato e Regione. Trovo veramente singolare che il ministero abbia deciso di ricorrere al Tar anche perché lo stesso ministro ha partecipato all’incontro tra i governi regionale e nazionale, che hanno deciso la sospensione dell’installazione delle parabole, subordinando il proseguimento di tali lavori alla realizzazione dello studio sulla salute umana e la valutazione sull’impatto ambientale.” dichiara adirato il presidente regionale

E il governatore siciliano continua. “Trovo veramente assurdo questo comportamento, e trovo assurdo che un ministero pretenda da una regione comportamenti contrari alle normative vigenti.”

È chiaro il riferimento alle norme nazionali che prevedono l’obbligatorietà di studi d’impatto ambientale e quelli sulla salute umana previamente alla realizzazione di qualsiasi opera o impianto sul territorio italiano. 
 E che dire di una base militare costruita in una riserva naturale, dichiarata Sito di Interesse Comunitario (SIC), con tanto di divieto assoluto di edificabilità? 

E se il braccio di ferro deve continuare e se lo scontro Stato-Regione è ormai evidente e dovrà proseguire, il popolo no muos si chiede come mai, così come già accaduto lo scorso ottobre, la procura di Caltagirone non attua nuovamente il sequestro del cantiere Muos, visto la revoca della Regione e il non rispetto del fermo ai lavori. 
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23 luglio 2012

Toghe Verdi:Quirra, la Procura alza il tiro

 Tratto da Toghe Verdi

Quirra, la Procura alza il tiro

Una mossa che, nonostante io sia un’ottimista di natura, non me la sarei comunque aspettata.
La procura di Lanusei ha aperto un’altra inchiesta sul poligono, è la terza e ha indagato altre 4 persone (più i venti delle altre due indagini). 
Stavolta l’ipotesi di reato è turbativa d’asta mediante collusione: sarebbero stati pilotati degli appalti per truccare l’esito delle analisi di monitoraggio delle polveri aerodisperse e della radioattività del poligono di Quirra.
Domenico Fiordalisi, il coraggioso procuratore di Lanusei, ha deciso di alzare il tiro e di arrivare al cuore del problema: il rapporto tra il controllore e il controllato.

La notizia è stata riportata dai quotidiani L’Unione sarda e la Nuova Sardegna e, come sovente accade alle notizie che riguardano la favolosa isola, non “bucano” i tg e i quotidiani nazionali. Eppure sono state effettuate perquisizioni della polizia anche nel Nord Italia con annessi sequestri di computer e vari documenti.
Il sospetto è che l’appalto del 2008 commissionato dal Ministero della Difesa all’agenzia Nato Namsa, diviso in cinque lotti per realizzare un monitoraggio ambientale sul poligono di Quirra, e affidato ad altrettante ditte, fosse stato pilotato in modo da affidarlo a società compiacenti per poter così dipingere la situazione del poligono sardo in modo diverso dalla realtà.
 Un monitoraggio ambientale avviato nell’estate del 2008 e finanziato dal Ministero con due milioni e mezzo di euro.  
Il capitolato suddivideva l’attività in cinque lotti di indagine: una doveva controllare la radioattività aerodispersa, il secondo l’eventuale inquinamento elettromagnetico, il terzo lotto doveva analizzare gli elementi chimici nelle matrici ambientali e biologiche, il quarto doveva approdare in una certificazione ambientale, il quinto doveva realizzare un sistema informativo ambientale. Ognuno di questi lotti era stato affidato dalla Namsa ad altrettanti ditte. Ed è proprio in questo passaggio che secondo il pm Fiordalisi la procedura sarebbe stata pilotata.
Domenico Fiordalisi ha le spalle larghe per affrontare tutto, e sicuramente ha bisogno del sostegno di quanti vogliono conoscere la verità. 
La prima volta che approdai a Quirra, circa dieci anni fa, dai racconti degli abitanti, alla lotta di Mariella Cao e del suo comitato Gettiamo le basi, mi resi conto che qualcosa di inconfessato era accaduto e stava accadendo, in quella terra. 
Mai avrei pensato che qualcuno avrebbe avuto il coraggio e la consapevolezza per approdare a tanto.

23 marzo 2012

Sindrome di Quirra:Perdasdefogu, nuove accuse per sindaco e altri diciannove

Tratto da  Unionesarda

Perdasdefogu, nuove accuse per sindaco e altri diciannove


Un avviso di garanzia per "ostacolo aggravato a indagini su disastro ambientale" è stato notificato al sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura. Tra gli indagati anche sette generali e periti che si occuparono dei rilievi.

Nuovi clamorosi sviluppi nell'inchiesta del procuratore di Lanusei (Ogliastra), Domenico Fiordalisi, sulla cosiddetta Sindrome di Quirra e sul presunto inquinamento all'interno della base e l'emissione di sostanze potenzialmente nocive per l'uomo, l'ambiente e gli animali che frequentavano le aree del Poligono sperimentale interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra (Pisq). Nell'inchiesta sono entrati 19 nuovi indagati e un avviso di garanzia per "ostacolo aggravato a indagini su disastro ambientale" è stato notificato al sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura.
Tra gli indagati vi sarebbero sette generali, alcuni dei quali avrebbero comandato il Pisq, mentre gli altri avrebbero avuto incarichi relativi al controllo delle aree addestrative delle forze armate. Nell'elenco degli indagati figurerebbero anche i periti che effettuarono le prime analisi e i controlli sullo stato di "salute" del poligono dopo gli allarmi lanciati da associazioni ambientaliste su una grave compromissione ambientale e su casi abnormi di tumori tra il personale militare e civile e gli abitanti delle aree intorno al poligono.
La nuova svolta nell'inchiesta è arrivata dopo che nel novembre scorso, accogliendo una richiesta dell'Aeronautica Militare, erano stati revocati tutti i sequestri preventivi e probatori sugli animali allevati nei terreni, sui fondali marini, delle sorgenti e corsi d'acqua e sui rifiuti ed aree terrestri. La Procura ogliastrina aveva accolto anche la richiesta di dissequestro di una quindicina di radar dopo l'impegno del Ministero della Difesa ad avviare un piano di bonifica e di messa in sicurezza delle aree operative a tutela del personale e delle altre persone e ad interrompere tutte le attività di brillamento con esplosivi.
Secondo la Procura,nel poligono vi sarebbe una compromissione ambientale, a causa delle presenza, come indicato in uno dei provvedimenti di sequestro delle aree, di torio 232, elemento altamente radioattivo, che può provocare gravi danni alla salute degli uomini e degli animali anche dopo molti anni. L'area interessata è di circa 75 mila metri quadri. Gli esami fatti eseguire dal procuratore Fiordalisi avrebbero evidenziato anche alte concentrazioni di antimonio, piombo e cadmio, metalli tossici molto pericolosi per la salute umana e animale.

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04 marzo 2011

Tratto da Noalcarbone AltoLazio


Da quanti anni avvertivamo la popolazione?

Megadiscarica di Allumiere: Alemanno e La Russa decidono la morte della Farnesiana e del territorio che nessuno difende.
L’avevamo detto!
I nostri medici l’avevamo spiegato negli innumerevoli incontri pubblici: la centrale a carbone non era che l’inizio della fine.

Ora è evidente a tutti che il territorio dell’Alto Lazio è stato individuato per localizzarci i siti più inquinanti d’Italia con il beneplacito di Sindaci e Presidenti.

La notizia, come in un incubo, esce dai giornali come decisione già presa senza consultare alcuno ed anzi in contrapposizione a quanti hanno posto in evidenza l’assurdità di una tale scelta: Alemanno e La Russa hanno firmato un protocollo di intesa che prevede la chiusura di Malagrotta e l’apertura di Allumiere, come discarica di Roma, voilà come fosse un’opera che il territorio aspettava da tempo......

La megadiscarica è il più grave scempio ambientale che potevano programmare nel nostro territorio; un invasione in una porzione di territorio, la Farnesiana che, inserito nella cornice dei monti della Tolfa, racchiude un paesaggio naturale di rara bellezza ed il cui prezioso valore ambientale, riconosciuto anche dalla Uninione Europea che la ha nominata Zona di Protezione Speciale (ZPS), verrà violato dalla prepotenza del Ministero della Difesa e del Campidoglio per collocarci la megadiscarica.

Dopo le altisonanti dichiarazioni di Sindaci, Amministratori e politici vari, ci aspettiamo ora che si passi dalle parole ai fatti e che le dichiarazioni si trasformino in iniziative di mobilitazione, VERA, a difesa del territorio.

Ogni silenzio sarebbe colpevole, prova provata che tutti sapevano ma che nessuno ha fatto nulla per ostacolare un progetto che definire devastante è un eufemismo e che, nonostante arroganza e prepotenza, non sarà tanto facile da realizzare.

Lo promettiamo a voi, lo promettiamo ai nostri figli.
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Movimento Nocoke Alto Lazio


Tratto da Noalcarbone

Allumiere nuova Malagrotta: intervento dei Medici ISDE

Comunicato dai Medici ISDE

"Ben lontani da alcun tipo di interesse per la salute dei cittadini, continuano imperterrite le brutte notizie per i residenti nel comprensorio di Civitavecchia per quanto riguarda l’ambiente.

L’annuncio di una discarica nella zona di Allumiere non è che una nuova offesa a questa popolazione già martoriata dall’aumento dell’incidenza del cancro.

Tra gli uomini, nell’ultimo rapporto regionale del 2010, sono state osservate una maggiore frequenza di persone ospedalizzate per malattie polmonari croniche, un eccesso di mortalità per tutti i tumori (in particolare per il tumore polmonare, della pleura e del tessuto linfo-ematopoietico.

In questa situazione epidemiologica non trova alcuna spiegazione l’ulteriore minaccia di un danno sanitario per la presenza di una discarica.

Uno studio effettuato applicando una metodologia riconosciuta dalla Commissione Europea ha infatti dimostrato come la messa in discarica di una tonnellata di rifiuti urbani possa provocare un danno alla salute ed all’ambiente per 12,8 euro; 800.000 tonnellate potrebbero causare un danno per 10.240.000 euro. Dopo 20 anni di attività il danno alla salute e all’ambiente potrebbe essere stato di oltre 200.000.000 (duecentomilioni) di euro (Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration Ari Rabl, Joseph V. Spadaro, Assaad Zoughaib. Waste Management & Research 2008: 26: 147–162).

La possibilità che arsenico nei rifiuti possa infiltrare le falde acquifere di un territorio dove sono state continuamente richieste deroghe per l’arsenico stesso nell’acqua potabile, costituisce già da sola un divieto assoluto a questa ingiusta decisione di costruire la discarica.

I responsabili dovranno rispondere del danno economico per l’enorme deprezzamento dei beni in tutta l’area interessata.

La Commissione Europea sarà prontamente messa a conoscenza e dovrà intervenire a tutela della nostra salute.

Chiediamo ai politici che governano la regione e la città come sia possibile ignorare l’elevato numero di posti di lavoro e il grande beneficio che sarebbe tratto con la raccolta differenziata spinta.

Chiediamo ai politici di andare incontro a quello che la gente veramente desidera: vivere in un ambiente migliore !

Coordinamento dei Medici per L’Ambiente e la Salute

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Tratto da Noalcarbone AltoLazio

Allumiere discarica di Roma, intervista al sindaco

"Il peccato originale è la centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia", dice Umberto Di Pietrantonio..... "Quella maledetta centrale ha aperto la strada allo sfascio del territorio. Adesso lavora il carbone, ma è strutturata anche per bruciare il combustibile da rifiuti. Tutto torna".

Eccola lì la ciminiera della centrale a carbone. Dalla terrazza naturale che si apre sulla vallata si vedono a sinistra le torri di Civitavecchia, a destra quelle dell'altra centrale a carbone di Montalto Di Castro. "Nel nostro territorio c'è la concentrazione di produzione energetica più forte d'Europa - dice il sindaco - Allumiere ha patito, patisce e patirà".
.........
"A fine 2010 siamo partiti con la raccolta differenziata porta a porta, che sta dando ottimi risultati - dice ancora il sindaco Battilocchio - Stiamo facendo di tutto per costruire un comune ecologico e adesso dovremmo accettare i rifiuti di Roma?".
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"CI VOLEVANO LE IENE"
Andiamo bene! Con la trasmissione "Le Iene" si è casualmente scoperto che i parcheggi a "pagamento" ovvero le cosiddette "strisce blù" non erano legali così come erano disegnate sulla carreggiata.
Sabato 26 c.m., alle ore 21 circa, la trasmissione "Striscia la Notizia" ha reso noto che l'alimentazione a carbone delle centrali termoelettriche crea un qualche problema tanto alla salute quanto all'ambiente circostante.
Peraltro, i cittadini di Vado Ligure hanno presentato un esposto alla Procura competente per territorio contro la locale centrale a carbone Tirreno Power per "getto pericoloso di cose, lesioni personali ed omicidio". Nell'esposto, firmato da più di qualche decina di cittadini, viene, tra l'altro, chiesto anche il sequestro preventivo della centrale perché ritenuta responsabile di buona parte dell'inquinamento originato dal fenomeno del "fall-out" che ricade in un raggio di circa 50 km e che, secondo i firmatari, produce "...un elevatissimo costo sociale in termini di danni, malattie e decessi che interessa l'intera provincia".
In particolare, dal servizio mandato in onda durante la trasmissione, è emerso che il 18 gennaio u.s., presso il Teatro Chiabrera di Savona, si è tenuta una conferenza, sul ventilato potenziamento della Centrale a Carbone in argomento, promossa dall'associazione "Uniti per la salute".
A tale conferenza hanno partecipato il dottor Fabrizio Bianchi dirigente ricercatore del CNR, il dottor Marco Stevanin esperto ambientale già membro della commissione VIA del Ministero dell'Ambiente, il dottor Ugo Trucco Presidente dell'Ordine dei Medici e, in video conferenza da Parigi il dottor, Giovanni Ghirga, medico ISDE appartenente ai Medici per l'alto Lazio.
Il quadro emerso dalla conferenza è, a dir poco, terrificante.
Secondo l'associazione "MODA" i costi totali in rapporto alle emissioni, in caso di potenziamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure sarebbero pari a circa 36.5 milioni all'anno per danni alla salute, alle coltivazioni, alle cose e pari a 106 per i cambiamenti climatici mentre sono stimati in 3.380 unità i decessi prematuri possibili nell'arco di 30 anni.
Non credo ci sia altro da aggiungere se non l'invito a riflettere per quanti, della maggioranza o dell'opposizione che fossero, votarono per la conversione a carbone di TVN e che, ancora pretendono oggi di amministrare la "res publica": è meglio che vadano tutti a lavorare altrove!

Da tale quadro emerge impietosa, miserevole e deprimente la constatazione che il cittadino per vedersi tutelato nei propri diritti deve attendere l'intervento della "satira" del "piccolo schermo": ci volevano le Iene per chiarire l'illegittimità delle strisce blu? Forse che la Polizia Locale non conosce il Codice della Strada? Eppure eleva contravvenzioni!
Forse che la Centrale vada sottoposta al pubblico controllo delle emissioni deve scaturire da un ricorso alla Legge Penale oppure dall'intervento di una trasmissione satirica?

Eppure l'art. 32 della Costituzione, nel sancire la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività", di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa ed a adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità: altro che la "cicorietta", i dissesti finanziari e gli articoli 90 della candida Marietta! Andiamo bene...ma proprio bene!
Gabriele Pedrini