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13 luglio 2011

OGGI E' UNA BRUTTA GIORNATA ….... MA ANCHE BELLA!

13 luglio 2011 (ANSA) Via libera alla

realizzazione di due nuovi gruppi a carbone nella centrale Tirreno Power di Vado Ligure. Lo ha deciso la conferenza dei servizi, riunita oggi a Roma, che di fatto ha accolto l'impostazione decisa ieri dalla Regione Liguria......

Oggi è una brutta giornata… ma anche bella!


Certo, la decisione assunta dalla Conferenza dei servizi ci amareggia perché ci fa prospettare altri decenni di schiavitù al carbone, ci fa crollare quella residua speranza che riponevamo nel buonsenso di acuni nostri rappresentanti, a Genova come a Roma,


e soprattutto ci fa preoccupare sempre di più per la nostra salute, che è il bene più prezioso e l’obiettivo ultimo e unico della nostra azione.

Tuttavia, oggi è anche una bella giornata, perché finalmente, fra tante nubi – di carbone – è emersa come un raggio di sole in luglio, la chiarezza.


La chiarezza di alcuni nostri amministratori che prima di essere eletti si sono detti contrari all’ampliamento e poi l’hanno di fatto concesso,

che prima hanno scritto “NO” a caratteri cubitali e poi ci hanno parlato di “accettabile compromesso”,

che prima si sono accaparrati la nostra fiducia e poi .........


Bene, ben venga, la chiarezza innanzitutto.

Quella stessa fiducia però i cittadini se la potranno riprendere, nelle urne elettorali e
in tutte le sedi previste dalla legge!



Tratto da Savona News

"Perché andrei via da questa regione" (Lettera di una Mamma della Liguria)

Perché nella mia regione caratterizzata da mare, sole e vento, adatta allo sviluppo di fonti di energia elettrica rinnovabili, si continua a usare il carbone, combustibilefossile, che, come il nucleare, è altamente pericoloso.

Perché nella mia provincia c’è da 40 anni una centrale a carbone...

Perché il piano provinciale dei rifiuti prevede la possibilità di bruciare CDR (Comustibile da Rifiuti) nella centrale a carbone potenziata con pesanti danni alla nostra salute.

Perché nella mia regione la raccolta differenziata si limita a percentuali molto basse rispetto a quei livelli che eviterebbero la necessità degli inceneritori.

Perché la mia Regione, che si era opposta all’ampliamento della centrale a carbone di Vado, invece ha ora dato parere favorevole.

Perché le scelte si fanno per ottenere pochi possibili posti di lavoro in più nella centrale a carbone e si nascondono le migliaia di posti che si perderanno nel turismo.

Perché dalla centrale a carbone, che Tirreno Power definisce “pulito”, usciranno sempre più micidiali polveri ultrafini, cariche di mercurio, arsenico, radioattività.

Perché le polveri ultrafini non vengono misurate e non esiste l’obbligatorio registro dei tumori.

Perché nella mia provincia l’Ordine dei Medici denuncia da anni percentuali di mortalità e morbilità per tumori e malattie cardio e cerebrovascolari superiori alla media regionale e nazionale.

Perché nei fondali marini davanti a Vado l’Arpal ha rilevato già dal 2000 percentuali di sostanze tossiche (arsenico, mercurio, ….) spaventosamente superiori ai limiti di legge.

Perché questi dati ufficiali preoccupanti rimangono ignorati e non provocano i provvedimenti necessari per risanare la situazione ed eliminare le cause.

Perché prima ancora che i polmoni hanno inquinato le coscienze.


Però resto qui.


Perché non posso accettare che la mia terra venga ulteriormente avvelenata e distrutta.

Perché voglio continuare a lottare e non perdo la speranza che tutto questo si possa fermare.

Perché quando i miei figli mi chiederanno “ Come avete potuto permettere tutto questo

” voglio poterli guardare negli occhi e dire “io ci ho provato”.

Leggi su Savona News

Una tranquilla mattinata in Oncologia (il racconto di una Lettrice)

.......Perche' i nostri politici non si fanno in giro in Oncologia? Tanti politici rampanti ed imprenditori spavaldi, fatevi in giro tra i malati di cancro, e ponetevi un po' di domande sullo stato di inquinamento della nostra provincia.
Perche' i malati sono così tanti? Perchè non fate nulla per fermare questa strage silenziosa, che urla vendetta?


Questo racconto e' dedicato, con tanto rispetto e tanta dedizione, a tutti coloro che si sono ammalati, che combattono contro il male o che non ci sono piu', se non nei nostri cuori.

Ai politici, ai nostri amministratori, ai direttori delle industrie inquinanti di Savona e provincia una sola, drammatica, cruciale domanda:

Perche'? E perche' così tanti?

Chi rendera' mai giustizia a tutte queste vittime innocenti? Chi dara' un senso a tutta questa orribile sofferenza? Tutto questo non ha un prezzo? Non vi sentite colpevoli? “Anche se voi vi sentite assolti, siete lo stesso coinvolti...diceva Fabrizio De Andre'....”

Esimi signori, e se capitasse a voi ed ai vostri cari, cosa fareste? Lo sapete che

SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA? RESPIRIAMO TUTTI LA STESSA ARIA, ASSORBIAMO TUTTI GLI STESSI VELENI? PERCHE' NON VI PRENDETE SERIAMENTE CURA DI NOI E DEL TERRITORIO, E NON INIZIATE UNA POLITICA DI PREVENZIONE AMBIENTALE DELLE PATOLOGIE TUMORALI, ANZICHE' SOLO DI CURA?

In bocca al lupo a Tutti Noi Cittadini Savonesi, combattendo con coscienza critica e determinazione per un mondo meno inquinato e meno terribile.

Bastaveleni! Basta.

09 luglio 2011

1)Cina, gli schiavi delle miniere che servono al pil 2)Inquinamento collegato a depressione e danni cerebrali.

Tratto da Il Giornale.it

Cina, ventotto minatori intrappolati da un incendio in una miniera di carbone

Le condizioni di lavoro sempre molto rischiose provocano incidenti a ripetizione nel gigante economico che spaventa Usa ed Europa.
Altri 42 minatori vengono ricercati in altri due siti, e la ditta che gestisce i lavori ha offerto due milioni di Yuan (300mila dollari) ai soccorritori per ogni uomo tirato fuori vivo

La vita umana in Cina non ha molto valore, si sa. E nell'affannosa corsa al benessere, il gigante economico non va per il sottile. Così accanto ai lavori faraonici, alle megalopoli costruite nel nulla, alle enormi dighe, anche nelle miniere cinesi si continua a morire.
Da ieri ventotto minatori sono rimasti intrappolati sotto terra nell'est della Cina a causa di un incendio in una miniera di carbone. E, nello stesso tempo, i soccorritori stanno cercando di trovare altri 42 lavoratori scomparsi nel finesettimana dopo che le forti piogge hanno allagato le due miniere dove lavoravano.
Leggi tutto


Tratto da Rassegna.it

Cina, gli schiavi delle miniere che servono al pil

13 persone al giorno muoiono nell'estrazione mineraria. L'80% dell'energia cinese dipende dal carbone: l'estrazione è raddoppiata in assenza di sicurezza. Pil e inquinamento galoppano insieme DI SIMONE PIERANNI.

Ora c'è una miniera che ci danno mille l'ora per andare giù.
Quando usciamo inciampiamo nelle stelle, perché le stelle quasi non le vediamo più.


A causa delle piogge cadute sul territorio cinese nelle scorse settimane, 19 minatori sono intrappolati da giorni sotto terra a Heshan, regione del Guangxi, sud della Cina.

Secondo alcune statistiche riportate da organismi internazionali
, 13 persone al giorno morirebbero a causa dell'estrazione mineraria, in un paese la cui energia dipende all'80% dal carbone, come riportato dall'International Energy Association. ...

Volti neri, fisici emaciati
, condizioni famigliari spesso disastrose, morti e compensazioni, vita dura lontani dalle proprie città: sono i migranti la consueta carne da macello della crescita cinese, le vittime sacrificali dello sviluppo locale che, nonostante le prospettive di costruzioni di svariate centrali nucleari e investimenti nelle energie rinnovabili, procede ancora a passo spinto nell'estrazione di carbone.
Nel Guangxi, ad esempio, nelle zone in prossimità delle miniere
il cielo si fa tetro, pesante, mentre le storie dei minatori, di quelli morti e delle loro famiglie che ricevono ridicole compensazioni, scuotono la cortina di protezione dei media. Secondo una recente indagine del China Economic Weekly, magazine in cinese, il 90% delle cause di morti e incidenti nelle miniere, deriva da errori umani. Ovvero da condizioni di lavoro e di sicurezza spietate, in molte miniere che ancora oggi sono considerate illegali.
Da tempo il governo centrale ha provato a incentivare una più severa regolazione del loro funzionamento, ma il problema principale della Cina, il trasferimento delle direttive centrali alla periferia, non permette di ottenere risultati ancora soddisfacenti. Anche perché il paese continua la sua crescita all'8% e
ha bisogno di consumare, di estrarre, di riempire di polveri l'aria circostante.
Leggi tutto china-files.com


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Leggi su Noalcarbone

Bonanni (Cisl): il carbone è pulito. E le decine di migliaia di operai morti ogni anno nelle miniere?

La cronaca dei morti nelle miniere di carbone cinesi è un rullo ininterrotto, ordinario racconto di un business che molti continuano impunemente a definire "pulito". Persino il leader sindacale Bonanni (CISL) non ha avuto esitazioni nel definire la riconvertenda centrale di Porto Tolle come assolutamente pulita su tutti i fronti.
Purtroppo però anche oggi sono uscite notizie come queste:
Shandong: 28 minatori cinesi intrappolati a 255 metri sottoterra
Shanxi: 5 morti in un smottamento
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Tratto da Ecologiae

Inquinamento collegato a depressione e danni cerebrali

L’inquinamento, si sa, porta il cancro, ma anche diverse patologie, persino neurologiche e psicologiche. Basta solo la vista dello smog, dell’aria inquinata che incombe su un paesaggio urbano, ed è spesso sufficiente a farci sentire un po’ giù di morale. Ma a quanto pare respirare quella roba può solo peggiorare le cose. L’ultimo studio sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sul corpo umano peggiorano ulteriormente il quadro già fosco che avevamo prima, che parlava di aumentato rischio di ictus, infarto e malattie polmonari.

Mentre gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sul sistema respiratorio umano sono ben noti, i ricercatori della Ohio State University sospettano che l’inalazione di particolato può avere alcune conseguenze inaspettate che vanno molto più in profondità. Per testare la loro teoria, il team di neuroscienziati ha esposto dei topi agli stessi tipi di inquinamento emesso dalle automobili, centrali elettriche e fabbriche, concentrato a livelli non dissimili da quelli che si trovano in molti centri urbani in tutto il mondo. Ciò che hanno trovato è abbastanza allarmante.

Dopo 10 mesi in questo ambiente, simile a quello in cui si trovano immerse milioni di persone ogni giorno, i topi hanno mostrato segni di depressione, ansia e difficoltà di apprendimento. Il ricercatore Laura Fonken ha anche trovato differenze fisiche nel cervello dei topi esposti all’inquinamento rispetto a quelli con l’aria pulita, in particolare nella regione dell’ippocampo del cervello.

L’ippocampo è particolarmente sensibile ai danni causati dall’infiammazione. Abbiamo il sospetto che l’infiammazione sistemica causata dal respirare aria inquinata venga comunicata al sistema nervoso centraleha spiegato la ricercatrice. I risultati suggeriscono che una prolungata esposizione all’aria inquinata può essere visibile con effetti negativi sul cervello, i quali possono a loro volta portare ad una serie di problemi di salute.

Questo potrebbe avere implicazioni importanti e preoccupanti per le persone che vivono e lavorano nelle aree urbane inquinate del mondo

ha concluso la dott.ssa Fonken intervistata dal Telegraph.

[Fonte: Treehugger]
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Tratto da Il Secolo IX

Cairo, scontro sindaco-Italiana Coke


Cairo Montenotte - Nessun sindaco di Cairo Montenotte aveva mai preso posizione contro l’Italiana Coke di Bragno, lo ha fatto Fulvio Briano che ieri ha emesso un’ordinanza per obbligare l’azienda a rispettare i vincoli ambientali dopo che la Regione ha riscontrato alcune criticità.

Non un vero e proprio stop quindi ma un aut-aut : «L’Italiana Coke deve rispettare i vincoli ambientali e attenersi a quanto richiesto dalla Regione Liguria per tutti gli aspetti che interessano aria, scarichi e rifiuti». Un’ordinanza che in Valbormida è arrivata come un fulmine a ciel sereno, scaturito però da un’azione portata avanti in maniera congiunta da amministrazione comunale e Regione.

Il provvedimento si basa infatti su un parere della Asl, riconducibile a problemi strettamente igienico sanitari che dipendono da criticità ambientali, ed emersi in seguito ai sopralluoghi effettuati a giugno dall’Arpal che attraverso i controlli ha infine evidenziato incongruenze fra quanto previsto dall’Aia - l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia di Savona nel gennaio 2010 all’azienda e che prevede il riutilizzo delle melme e scarti di lavorazione - e quanto effettivamente attuato dall’azienda.

Motivo per cui la Regione ha quindi deciso che il documento Aia debba essere rivisto dalla Provincia che lo aveva rilasciato, ome per altro avevano già chiesto anche le associazioni ambientaliste cairesi che in tempi non ancora sospetti avevano presentato un ricorso al Tar che, dopo un primo passaggio la settimana scorsa, ora verrà discusso in autunno.

In attesa che il nuovo documento provinciale venga stilato, Regione e Comune sono però corsi ai ripari e, attraverso l’ordinanza firmata ieri dal primo cittadino ed immediatamente pubblicata anche sul sito internet del Comune, hanno intanto obbligato l’azienda a rispettare fin da subito le norme in materia ambientale.

15 maggio 2011

IN ATTESA DELL' AIA:FUMO,POLVERI SOTTILI E QUANTITA' INDUSTRIALI DI INQUINANTI...... NELLA NOSTRA ARIA E.....SULLE NOSTRE VITE.

CARTOLINE DA SAVONA
MENTRE PERMANIAMO IN ATTESA CHE L' AIA VENGA FINALMENTE ULTIMATA E CHE LA NOSTRA ESIGENZA DI VIVERE IN UN AMBIENTE TUTELATO VENGA TENUTA NELLA DEBITA CONSIDERAZIONE ,RIPORTIAMO ALCUNE INEDITE IMMAGINI CHE BEN RAPPRESENTANO LA PROBLEMATICA ..........
QUANTI DI QUESTI GIORNI DOVRANNO TRASCORRERE ANCORA PRIMA CHE LA PROCEDURA AIA SIA FINALMENTE ULTIMATA ?


Si nota molto bene la vicinanza con le nostre case!!!!


PERCHE' NEL 2011 DOBBIAMO ACCETTARE "ANCORA ALTRO CARBONE" NELLE NOSTRE VITE E NEL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO ?
IL CARBONE ..... HA GIA' PESANTEMENTE CONDIZIONATO IL NOSTRO PASSATO......STA CONDIZIONANDO IL NOSTRO PRESENTE E C'E' CHI SI PRODIGA PER AFFIDARGLI ANCHE IL NOSTRO FUTURO .........
I CITTADINI E LE LORO ISTANZE QUANTO CONTANO SULLE SCELTE OPERATE SUI TERRITORI?
LE SOVRASTANTI IMMAGINI SONO PIU' ELOQUENTI
DI TANTE PAROLE.


"GLI ESPOSTI SIAMO NOI CITTADINI ......."

"E la scelta non può essere tra carbone e carbone, visto che IL METANO C'E' GIA', ED INQUINA DECISAMENTE MENO. Quasi nessuno vuol vivere senza corrente elettrica com'è logico, ma ridurre il più possibile i rischi per la salute anzichè negarli fa parte delle responsabilità imprescindibili di ogni azienda, di ogni Amministrazione, di ogni Politica.



29 marzo 2011

"Le polveri fanno male al cuore"





Tratto da TRC giornale.it


Di Gennaro: "Le polveri fanno male al cuore"

"L'inquinamento atmosferico da polveri fini fa male al cuore. Numerosi studi lo hanno dimostrato e molti se ne aggiungono di continuo a sostegno di questa negativa correlazione. Due recenti studi pubblicati su JACC ( Journal of American Cardiovascular Cardiology ) nel novembre 2010 e nel gennaio 2011 riportano preoccupanti dati a conferma del danno da polveri fini. In uno di questi viene, infatti, dimostrata una chiara associazione tra esposizione a lungo termine al PM 2.5 e rischio di aterosclerosi carotidea".

"Nel secondo viene, invece, dimostrato come una breve esposizione di due ore ad una elevata concentrazione di polveri fini nell'aria respirata determina, in soggetti sani, un'alterazione delle proprietà elettriche del cuore che può predisporre alla comparsa di aritmie cardiache. Tanto più grave potrebbe essere questo effetto in pazienti affetti da altre patologie cardiache quali l'ischemia cardiaca, l'ipertensione etc.

Oggi anche i responsabili della gestione delle centrali termoelettriche sono a conoscenza dei questi dati. Non si potrà dire domani, di fronte a precise responsabilità nei confronti della salute dei cittadini, "io non sapevo " come già successo con il problema dell'amianto.

Ma, prima ancora delle implicazioni di carattere penale, considerazioni di carattere etico e morale dovrebbero indurre i responsabili gestionali ad evitare quelle pestilenziali nuvolaglie che sempre più spesso deturpano il nostro cielo.

Forse, però, è aspettarsi troppo da chi agisce sulla base di logiche di profitto e non del bene comune.

Non è troppo, invece, pretendere che chi deve parlare a difesa della nostra salute, ovvero il nostro sindaco, condanni quelle " nuvolaglie " e pretenda che il carbone sia "pulito" sia di giorno che di notte, con il vento o senza vento . con le nuvole o senza le nuvole".

Dott. Marco Di Gennaro


CONSIDERAZIONI DI UNITI PER LA SALUTE

Mette decisamente male.... pretendere che il carbone sia pulito,poichè il carbone pulito non esiste..;i nostri sindaci però,per renderlo un pò più pulito ,devono assolutamente pretendere che le normative ambientali siano rispettate ,che le industrie siano adeguate doverosamente alle normative di legge,AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE in primis,e per quanto riguarda il nostro territorio AUSPICHIAMO CHE I NOSTRI SINDACI CONTINUINO AD OPPORSI SEMPRE PIU' FERMAMENTE ALL' ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE.

VISTO CHE e' così difficile a SAVONA ,COME A CIVITAVECCHIA,COME A BRINDISI..... indurre i responsabili gestionali delle industrie energetiche ad evitare quelle pestilenziali nuvolaglie che sempre più spesso deturpano i nostri cieli poichè ,come dice molto bene il Dottor Gennaro è aspettarsi troppo da chi agisce sulla base di logiche di profitto e non del bene comune, MA E' UN DOVERE ETICO E MORALE(E.... non solo!) DELLE ISTITUZIONI PREPOSTE AI CONTROLLI.


06 marzo 2011

Terzo gruppo a carbone!!!!! insostenibile per il territorio savonese

Tratto da Savona notizie

Terzo gruppo insostenibile per il territorio savonese secondo il Partito Democratico

Circoli del P.D di Quiliano, Vado Ligure, Bergeggi e Spotorno, in considerazione del fatto che è ancora in corso la conferenza dei servizi sulla centrale Tirreno Power, ritengono di dovere ribadire con fermezza la posizione già espressa in diversi documenti politici e sostenuta da numerose iniziative sul territorio, prima fra tutte la raccolta firme contro la realizzazione di un terzo gruppo a carbone effettuata su tutto il territorio provinciale:

- il nostro territorio non può assolutamente permettersi di assistere ad un peggioramento della situazione ,
- come pure non può più tollerare il mantenimento dell'attuale livello delle emissioni della centrale , a causa dei pesanti impatti sull'ambiente e sulla salute dei cittadini,
- né può accettare un progressivo disimpegno dell'azienda rispetto al territorio.

Pertanto respingiamo con forza tutte le ipotesi che prevedano la realizzazione di un terzo gruppo a carbone.

La nostra contrarietà è giustificata da due ragioni:

- la prima è una ragione di merito: il progetto di ampliamento presentato da Tirreno Power aggiunge inquinamento ad inquinamento senza intervenire sui gruppi esistenti (se non in modo del tutto marginale), aumentando il quantitativo di CO2 emesso in atmosfera e quindi contraddicendo i più recenti programmi comunitari di contenimento delle alterazioni climatiche; inoltre ciò comporterebbe una maggiore movimentazione di carbone (circa un milione di tonnellate) rispetto al consumo attuale, con conseguente aumento delle emissioni di polveri dannose.

- La seconda invece è di metodo: l’azienda ha tentato fin da principio di evitare il confronto con il territorio, forzando la procedura. Solo la reazione della Regione, unitamente alla mobilitazione locale, ha scongiurato un esito impositivo di questa vicenda. Tuttora l’azione della azienda continua ad essere inaffidabile; continua perché non ha mai rispettato quanto previsto dalle Convenzioni a suo tempo convenute con gli Enti locali (come quello della copertura dei parchi) e anche in questa occasione ha proposto un progetto che mira esclusivamente ad un aumento del profitto aziendale”

Leggi l'articolo integrale

09 febbraio 2011

1)UN FUTURO DI CARBONE : Brindisi, Civitavecchia, Vado Ligure: inquinamento da polveri sottili e...... 2)L’eolico a un passo dal carbone




TRATTO DA UNONOTIZIE


UN FUTURO DI CARBONE. Ultime notizie Brindisi, Civitavecchia, Vado Ligure: inquinamento da polveri sottili e disastro ambientale sanitario -

Cosa accomuna città come Brindisi, Civitavecchia e Vado Ligure?

Inquinamento da polveri sottili, (e ....PROBABILMENTE )la conseguenza della combustione del CDR delle centrali a carbone.
Se qualcuno avesse qualche dubbio rispetto a quanto scritto riteniamo possa essere utile soffermarsi sulle foto che ritraggono "momenti di vita quotidiana" delle centrali di Brindisi, Civitavecchia e Vado Ligure.

E....... MOLTO UTILE GUARDARE IL SOTTOSTANTE VIDEO


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Tratto da NOALCARBONE

Ticino, carbone a Lunen: il no incondizionato dei Verdi


Da RSI
"I Verdi, promotori dell'iniziativa "per un'AET senza carbone", hanno rigettato il controprogetto promosso dal PPD che prevede l'uscita dagli investimenti nella centrale di Lünen nel 2035 e investimenti compensativi nel settore delle energie rinnovabili.

Nell'incontro avuto oggi con una delegazione della speciale commissione energia del Gran Consiglio, gli ecologisti (il cui testo, che ha già raccolto circa 12'000 firme, si oppone alla partecipazione dell'Azienda elettrica ticinese nel progetto di impianto a carbone tedesco, dandole tempo fino al 2015 per cedere le sue quote) sono rimasti sulle proprie posizioni, giudicando che si è ormai fuori tempo massimo per eventuali compromessi.

Il Gran Consiglio discuterà nella sessione di febbraio se sottoporre entrambe le proposte al popolo."
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tratto NOALCARBONE

Romania, cinque minatori morti in miniera di carbone

Continua la scia di morte che collega le miniere di carbone di tutto il mondo. DaANSA:

(ANSA) - BUCAREST, 6 FEB - Cinque uomini sono morti ieri per un incidente avvenuto a 440 metri di profondita' in una miniera di carbone nella valle di Jiu, in Romania. Lo ha reso noto il portavoce della societa' pubblica che gestisce l'impianto. Le vittime sono quattro elettricisti e un ingegnere che erano impegnati in lavori di manutenzione programmati per il fine settimana quando le attivita' minerarie sono sospese. La natura dell'incidente non e' ancora stata chiarita.

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Tratto da La Repubblica

L’eolico a un passo dal carbone

Immagine 094Il crollo nel prezzo delle turbine eoliche sta spingendo il costo della produzione di energia eolica a livelli molto vicini a quelli del carbone. Ora, sostiene l’agenzia Bloomberg New Energy Finance, il rapporto nelle aeree particolarmente adatte allo sfruttamento dei venti è di 69 dollari scarsi per megawattora eolico contro i 67 dollari delle centrali che bruciano carbone e i 56 degli impianti a ciclo combinato a gas.

Per la prima volta dal 2005, ovvero per la prima volta da quando l’eolico ha abbandonato la dimensione di nicchia, il prezzo delle turbine è sceso infatti sotto il milione di euro a megawatt. Gli ultimi contratti stipulati nel secondo semestre del 2010 con consegna nel corso del 2011 parlano di investimenti pari a 980 mila euro a megawatt contro l’1,06 milioni necessari nel 2009 e l’1,21 del 2007 e 2008.

I motivi della riduzione dei costi sono in parte negativi e in parte positivi. Il lato negativo è rappresentato dalla contrazione nel flusso di finanziamenti verso l’eolico avvenuto nel 2010. Il rovescio della medaglia è l’eccesso di offerta in diversi mercati, in particolare quello spagnolo e quello Usa, che ha determinato l’abbassamento dei prezzi. La nuova situazione, riflette il curatore del rapporto della Bloomberg NEF Eduardo Tabbush, ha come conseguenza una riduzione dei margini di profitto per i costruttori, ma anche una maggiore competitività dell’energia eolica.

Inoltre, aggiunge il Ceo di Bloomberg NEF Michael Liebreich, “siamo reduci da una sequenza di anni in cui i costi delle turbine erano andati crescendo sulla scia dell’aumento della domanda e dei rincari nei prezzi dell’acciaio, ma dietro le quinte i produttori si sono dati da fare per ridurre i costi di produzione”.

Leggi l'articolo integrale

17 dicembre 2010

Tirreno Power ulteriori aggiornamenti

Tratto da Savona e Ponente

Conferenza dei servizi su Tirreno Power: le dichiarazioni di Ferrando

da ALBERTO FERRANDO, Sindaco di Quiliano – Desidero evidenziare quanto sostenuto con forza e chiarezza nella conferenza dei servizi svoltasi ieri a Roma inerente la richiesta di realizzazione di un nuovo gruppo a carbone da 460 MWe nella centrale Tirreno Power di Vado Ligure – Quiliano.
Ho ribadito il no al terzo gruppo evidenziando come il Comune di Quiliano abbia da sempre dichiarato l’insostenibilità ambientale di un nuovo gruppo a carbone a prescindere dai possibili miglioramenti del progetto di Tirreno Power, insostenibilità, tra l’altro, per la crescita esponenziale del carbone movimentato e combusto e per l’aumento delle emissioni complessive in termini di polveri fini primarie e secondarie.
Va ricordato che la quasi totalità dei Comuni del comprensorio savonese, siano essi amministrati da coalizioni di centrosinistra o di centrodestra, ha manifestato e motivato, con argomentazioni sostanziali, il proprio dissenso al progetto di costruzione ed esercizio di una nuova sezione a carbone nella centrale.
Altresì ho dichiarato inaccettabile che ancora oggi non si abbia la certezza circa l’ottemperanza delle prescrizioni condizionanti l’esclusione dalla VIA del gruppo a ciclo combinato; tali prescrizioni avrebbero dovuto essere "conditio sine qua non" per la realizzazione del gruppo a metano in funzione da 3 anni!
Ritengo inoltre doveroso che il Ministero dell’Ambiente dia, in tempi rapidi, prosecuzione ai lavori della conferenza per l’AIA: l’utilizzo di nuove tecnologie sui gruppi esistenti non può e non deve essere condizionato alla realizzazione di un nuovo gruppo!
Infine auspico che Provincia e Regione prendano atto del no di un intero territorio ad un progetto irricevibile a prescindere da ogni eventuale modifica.

Alberto Ferrando, Sindaco del Comune di Quiliano

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Tratto da Savona news

Vado: centrale Tirreno Power, Zunino "non prevedo tempi brevi"

"Mi pare positivo che la Regione abbia detto no a questo progetto bocciandolo nei fatti", dice l'ex assessore

"Anche se dovesse essere preparato un nuovo progetto da Tirreno Power, i tempi per realizzarlo e per dare il via ai lavori non sarebbero brevi. Dovrebbe passare atraverso una nuova valutazione di impatto ambientale, e vista la situazione politica in atto, non ci sono garanzie che questo avvenga celermente".

E' quanto ritiene l'ex assessore regionale Franco Zunino, il giorno dopo la conferenza dei servizi sull'ampliamento della centrale di Vado - Quiliano: "Mi pare positivo che la Regione abbia detto no a questo progetto bocciandolo nei fatti e che siano stati smentiti coloro che pensavano di poter andare avanti per la loro strada e senza intoppi.

Credo che la situazione sia molto aperta e che la posizione della Provincia non abbia aiutato la Regione ad essere piu' forte sul no. I Comuni invece hanno lavorato bene'.

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Comunicato Stampa dell' UDC del 16 dicembre 2010

In merito alla vicenda della Tirreno Power il coordinatore provinciale Dell’Udc Roberto Pizzorno interviene dicendo: “ E inacettabile che non sia abbia ancora la certezza che siano state rispettate tutte le prescrizioni sulla tutela della salute, dalla mancanza della certificazione di via al gruppo ciclocombinato.
Il monitoraggio delle emissioni inquinanti resta un punto focale della vicenda in essere. La nostra posizione non è cambiata” Continua ancora il leader savconese dello scudocrociato.“Continuiamo a sostenere che questo progetto non ci convince e siamo fortemente contrari all’ ampliamento e potenziamento a carbone della Centrale termo elettrica Tirreno Power di Vado Ligure- Quiliano.
Crediamo, che l’autorità pubblica competente per legge, debba garantire in modo formale che le attività di produzione dell’energia vengano svolte nel rispetto della legalità.
Siamo anche molto preoccupati dalle affermazioni date nei mesi scorsi dal Comitato Scientifico dell’ Ordine dei medici, che ha praticamente bocciato il progetto. Riteniamo quindi che il potenziamento a carbone non sia una strada da percorrere, ma siano da percorrere strade alternative nel rispetto ambientale, utilizzando, eventualmente le nuove energie alternative già molto sviluppate all’estero. In ogni caso continueremo, sia all’interno del nostro partito, sia all’esterno, ad approfondire gli argomenti, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente, ma anche i posti di lavoro, vista situazione critica venutasi a creare in Provincia di Savona, a causa della crisi mondiale” Conclude Pizzorno:”I comuni di Quiliano e Vado, ma anche Savona e altri paesi limitrofi hanno dichiarato la loro contrarietà. Purtroppo l’Amministrazione Provinciale non sta tenendo conto della volontà popolare.
Riteniamo che il presidente Vaccarezza debba pensare anche al futuro delle prossime generazioni

10 dicembre 2010

Qualità della vita Si Può migliorare........e" Deve Migliorare"

Tratto da Uomini liberi ,Pubblicato su "La Stampa"
Di Antonia Briuglia

Qualità della vita Si Può migliorare........e" Deve Migliorare"

Riflettendo sui risultati emersi dalle inchieste dell'Università La Sapienza e del Sole24 ore sulla qualità della vita,che fanno emergere la crescente insoddisfazione dei savonesi su indicatori come salute, ambiente e tenore di vita, non ho potuto fare ameno di ricordare l'analisi che la Camera di Commercio savonese faceva, non molto tempo fa, sul suo periodico, proprio sul significato di qualità della vita per i savonesi.
La preoccupazione mostrata dall'Ente che, con una certa banalizzazione,sosteneva che " I savonesi di ieri, che avevano conosciuto la fame, guardavano con sollievo le ciminiere che sbuffavano, perché il fumo indicava che là c'erano lavoro e salari per tirare avanti,mentre quelli di oggi, più appagati e sensibili, quando vedono il fumo che esce dalle ciminiere si preoccupano per l'ambiente.", fa pensare su quale sia la percezione di chi amministra il territorio e le reali aspettative di chi lo abita.
In una provincia dove i posti di lavoro diminuiscono, la cassa
integrazione aumenta in modo considerevole, grandi e piccole aziende si trasferiscono o chiudono per un'oggettiva mancanza di trasformazione, d'investimenti personali, di affidabilità sul mercato, si riesce a dichiarare che " le aziende non riescono a trovare diplomati per sostituire chi va in pensione perché a Savona si preferirebbe studiare nei licei invece che negli istituti industriali".
Tutto per biasimare cittadini,vecchi e giovani,che si scoprono interessati ad avere acqua e aria pulita, che desidererebbero non ammalarsi più di polveri sottili,sia che vengano dal traffico, da ciminiere di carbone o da eventuali inceneritori.
Che non considerano il lavoro un accessorio della vita (come potrebbe chi ha figli?), ma non sono più disposti a barattarlo con scelte che non ritengono più indicatrici di sviluppo.
I savonesi cominciano a comprendere che la qualità della vita non deve essere un lusso per pochi ma un diritto di tutti, in nome del quale hanno già pagato un duro prezzo sulla loro pelle e di non essere più disposti a legittimare l'incrollabile fede sviluppista che mistifica le cose e che induce addirittura un sindacato ad indire scioperi contro la gente.
I cittadini savonesi che non sono mai stati responsabili dell'abbattimento di ciminiere o della chiusura di fabbriche, stanno comprendendo che dietro il fumo di ciminiere non c'è sempre benessere per tutti.
Per questo, è ingeneroso liquidarli come Popolo del no ma come popolo che ha preso coscienza , che ha deciso di pretendere da chi lo amministra il vero cambiamento epocale : quello che non preveda né ulteriori ampliamenti di centrali a carbone , né conservazione di vecchi gruppi dove poter eventualmente bruciare rifiuti.
Che non preveda ancora cemento negli ultimi tratti di costa, per porticcioli, residente omega piattaforme o tanto più nelle fragili colline dissestate.

I savonesi cominciano a essere un popolo del SI.

Si a una vera politica di raccolta differenziata, di riduzione e di riciclo dei rifiuti, che possa dare vantaggi economici, sociali, ambientali ed occupazionali enormi, eliminando il bisogno di discariche e futuri inceneritori.

Si ad un uso del territorio più virtuoso, dove la cementificazione a tutti i costi non sia più saccheggio dell'ambiente per l' appetibile occasione di entrate comunali

al mutamento di una politica energetica che privilegi e premi di fatto le vere energie alternative e rinnovabili.

a una diversa politica della viabilità che premi e favorisca il mezzo pubblico e dissuada chi
usa, inmodo indiscriminato, l'automobile intasando l'Aurelia , i parcheggi e le strade del centro
rendendo impossibili gli spostamentiper e dentro la città
Solo attraverso questa strada si può costruire un miglioramento della qualità della vita e della sostenibilità sociale ed ambientale. Attraverso una forte volontà politica, determinazione, partecipazione e sensibilizzazione della cittadinanza.

Non è Utopia questa. I savonesi cominciano a credere che non è un mero sogno di pochi idealisti ma che, com'è successo in altri Comuni, può essere declinata in scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono e aggregano le comunità locali nella costruzione di un migliore futuro possibile.
ARCH.ANTONIA BRIUGLIA




Tratto da Uomini Liberi

Lettera aperta sulle posizioni politiche del Pd a livello locale sui temi dello sviluppo e del lavoro

Ho avuto modo di leggere sui quotidiani ed ascoltare nella prima direzione provinciale del PD le prese di posizione e la linea politica che s’intenderebbe dare al Partito Democratico savonese sui temi dello sviluppo e del lavoro.

Vorrei fare, inoltre, riferimento alla volontà d’adesione, preannunciata dal segretario provinciale del PD agli organi d’informazione locale, alla manifestazione per il lavoro, lanciata dalla CGIL, legittima provocazione che si pone l'obiettivo di sbloccare un presunto immobilismo (da parte di chi? E perché? Non sarebbe giusto esplicitarlo?) sui temi quali piattaforma containers di Vado Ligure, il potenziamento a carbone della centrale Tirreno Power, la realizzazione del porto turistico della Margonara “stoppata” dalla Regione Liguria.

Si tratta di progetti molto diversi, con obiettivi, mi pare, addirittura in contrasto tra loro, in una visione complessiva di sviluppo economico di un comprensorio ampio e articolato.

L’affermazione “siamo il Partito del lavoro” mi pare, sinceramente, di stampo propagandistico, come a far intendere chiaramente che chi pone perplessità o dubbi, o proposte alternative, sia contro il lavoro e i lavoratori, ponendo, dunque, i lavoratori contro i cittadini che chiedono certezza sulla propria salute.


Mi sembra un grave errore porre le questioni in questi termini, ed un arretramento, a mio avviso, trentennale sul piano culturale prima che politico da parte di un partito che ha come finalità quelle di interpretare e governare le complessità e la modernità della società, assumendo, purtroppo e senza ragionevoli dubbi posizioni produttivistiche ad ogni costo, posizioni che vengono riviste criticamente oggi in tutto il mondo liberale e capitalistico.

La grave crisi economica, finanziaria ed industriale a livello globale pone giustamente il tema centrale dello sviluppo e del lavoro. Nella nostra provincia da oltre un ventennio è venuto colpevolmente a mancare un ruolo di governance forte e soprattutto condivisa dalle comunità e dai cittadini.
I megaprogetti in campo appaiono slegati da un’idea portante di identità sociale, economica e produttiva, spinti solo da evidenti interessi di parte.

Appaiono a molti, moltissimi cittadini, operazioni di forte impatto sulla qualità della vita delle nostre comunità, che provocano e provocheranno danni alla salute, in cambio di posti di lavoro, nemmeno tanti e a lungo termine, incerti e di non altissima qualità.


Spostare containers su tir, trasportati da navi enormi che solcheranno il mare davanti a coste a vocazione turistica, tir che invaderanno le strade già pesantemente saturate, ci pare in contrasto con l’economia di un territorio dove contestualmente si andranno ad investire risorse ingenti per un turismo che dovrebbe essere di qualità, come ad esempio il porto della Margonara.

Il turismo, nella nostra provincia, rimane una risorsa fondamentale sulla quale sarebbe necessario investire risorse umane, progettualità, infrastrutture, risorse economiche.
Il turismo offre migliaia di posti di lavoro nelle nostre comunità.

Ci si è mai chiesto, aldilà delle valutazioni d’impatto ambientale, quali ripercussioni avranno progetti come il potenziamento a carbone della centrale Tirreno Power e l’enorme piattaforma Maersk?

Per quei posti di lavoro che verranno creati tra 5-10 anni, quanti se ne perderanno da subito ed in futuro?

Il turismo moderno è complesso, basato sull’immaginario collettivo, sulla qualità del territorio, sulle bellezze naturali ed architettoniche, sulla qualità dei servizi, sulla salubrità e sobrietà del territorio e dell’ambiente.

Si può ragionevolmente escludere che le grandi ed impattanti operazioni su Vado Ligure non abbiano ripercussioni su un territorio vasto che parte da Varazze e arriva almeno a Finale Ligure?

A questo punto vorrei sciogliere subito una possibile fonte di equivoco. Sono convintamente dalla parte del lavoro e dei i lavoratori, ma di tutti i lavoratori… e magari per un lavoro di qualità che non contrasti con le altre vocazioni produttive, come quelle turistiche, di un territorio complesso, fragile, fortemente antropizzato e sfruttato.

In altre realtà simili alla nostra, come la Costa Azzurra e Nizza non si è rinunciato alla vocazione produttiva-giustamente non si può vivere di solo turismo-ma si è tuttavia operato in un'altra direzione.
In quei territori si è puntato sulle produzioni ad alto valore aggiunto, sulla ricerca, sull’innovazione. Mettendo a disposizione infrastrutture software prima che hardware.

Per economia produttiva, normalmente, si dovrebbe intendere quando si lavora per creare alimenti, prodotti elettronici od elettrici, artigianato, prodotti per la moda, automobili, mezzi collettivi come treni e bus, quando si stampano libri o pubblicazioni, quando hanno spazio nuove aziende impegnate nelle nanotecnologie, nelle biotecnologie, nel sapere, nella cultura, nell’innovazione scientifica.

Noi invece rischiamo di scegliere di far spostare centinaia di migliaia di cassoni di ferro pieni, semivuoti e naturalmente anche vuoti, ogni anno, che andranno altrove, ingolfando le già deboli vie di comunicazione verso l’interno e che attraverseranno la Valbormida senza lasciar nulla, e scegliamo, inoltre, di bruciare carbon fossile per i prossimi 50 anni per produrre energia, in ragione di una grande sovraproduzione rispetto al nostro fabbisogno locale.

Vorrei anche far notare che solo in Cina, nel 2006, sono stati dichiarati ufficialmente 4.749 minatori uccisi da incidenti nelle miniere estraenti carbone, saranno lavoratori anche questi o no?

Ebbene, non vi sembra dunque una scelta davvero arretrata?

Con le scelte che il Partito Democratico savonese si appresterebbe ad avvallare si comprometterebbe ulteriormente e questa volta definitivamente una zona di oltre 130.000 abitanti, con un evidente peggioramento della qualità della vita di tutti i cittadini, e probabilmente affossando definitivamente quella vocazione turistica già in difficoltà dell’intero comprensorio, in primis quella della città di Savona, che infatti si è giustamente schierata come precedentemente il PD stesso contro l’ipotesi di potenziamento e produzione a carbone della centrale di Vado.

Penso che un altro sviluppo sia possibile, e se un partito nuovo come il PD, che a livello nazionale mi pare, fortunatamente, su altre posizioni, rinuncia ad una visione moderna dello sviluppo, appunto basato sulla qualità della produzione, sul governo della complessità, sulla qualità della vita e del lavoro, allora temo che i cittadini non crederanno più in questo progetto politico.

Non sfuggirà il fatto che in Provincia di Savona, nelle ultime elezioni, 4 cittadini su 10 non abbiano votato.
E non sfuggirà nemmeno che anche per questo motivo abbiamo perso la Provincia, comuni tradizionalmente di sinistra come Vado Ligure, Carcare, Albisola Superiore, e che la Regione Liguria è stata mantenuta dal Centrosinistra grazie a Genova e alla provincia della Spezia, mentre noi abbiamo perso piuttosto nettamente.

Non credo che improvvisamente gli elettori di sinistra abbiano votato a destra, semplicemente non credono nelle proposte che il PD promuove e non votano, infatti continua l’emoraggia elettorale, che sta prosciugando il partito e l’intero centro sinistra.

Le proposte appaiono infatti contraddittorie, soprattutto sul tema della centrale Tirreno Power.
Per comodità allego a questa lettera-documento solo alcuni dei volantini e documenti prodotti dal PD fino a poco tempo fa.
Il contenuto è chiaro, il PD ha raccolto migliaia di firme contro l’ipotesi di ampliamento a carbone, non solo, il PD savonese, fino a pochi mesi fa, era per l’adozione di politiche energetiche che privilegiassero l’uso delle rinnovabili, e comunque per una ulteriore metanizzazione della centrale, questo anche sulla base storica di accordi tra Enel ed enti locali del territorio assunti 20 anni fa e disattesi dalle aziende che si sono succedute ad Enel.

Dunque il documento, criticato in direzione, chissà perché-come se non ci fossero opposizioni ben più radicali e di massa-dal segretario provinciale del PD, promosso da ACLI e ARCI provinciali, sarebbe a rafforzamento delle posizioni originarie del PD savonese, che, grottescamente, non sarebbe più in linea con se stesso medesimo.

Questo cambio repentino di posizione mi sembra ingiusto ed incomprensibile nei confronti dei cittadini che hanno creduto in quelle proposte del partito, ingiusto nei confronti dei tanti consigli comunali della nostra provincia che si sono espressi, spesso all’unanimità, contro la produzione energetica con il carbone.

E veniamo al tema della democrazia e della rappresentanza.
Appunto molte amministrazioni comunali elette democraticamente si sono schierate contro il potenziamento a carbone e alcune anche contro la realizzazione degli oltre 2,5 km quadrati di piattaforma sul mare a Vado.

Al nostro partito questo non interessa? Sbagliano i cittadini che non capiscono?
Sono i cittadini ad essere egoisti perché pensano che la salute sia un bene primario? Sono conservatori perché temono che il valore della loro, magari, unica casa (acquistata dopo decenni di lavoro e sacrifici), venga svalutato da operazioni che evidentemente depauperano il territorio?

Il tema del valore della qualità della democrazia non può riguardare solo quello che fa Berlusconi, dobbiamo essere i primi a dare l’esempio, a rispettare il voto democratico.

A Vado i cittadini si sono espressi chiaramente con un referendum contro la piattaforma, convalidato dall’esito delle successive elezioni amministrative.

Le amministrazioni comunali costiere e dell’entroterra si sono espresse chiaramente contro l’ampliamento a carbone della centrale.

In primis la Città di Savona.

Purtroppo temo che le sconfitte elettorali non si siano ancora esaurite.

Abbiamo da recuperare decine di migliaia di voti al centrosinistra che mancano da tempo nella nostra Provincia, e con queste posizioni da PCI anni sessanta (ma erano ovviamente altri tempi e dunque lo scrivo con il massimo rispetto..) ci attendono, a mio modesto parere, tempi di sconfitte elettorali pesanti, come quelle subite in questi ultimi anni.
Sono consapevole che le idee che vi propongo saranno probabilmente minoritarie nel PD, e forse persino derise.

Ma penso, tuttavia, che siano maggioritarie tra i cittadini, e per questo, se si andrà avanti su questa idea di sviluppo, ci sarà un prezzo molto alto da pagare, sia per la speranza di futuro delle prossime generazioni, sia sul piano elettorale per il PD e il centro sinistra.


Possiamo ancora fermarci, possiamo ancora progettare un futuro migliore, questo sarebbe il ruolo di un partito nuovo, democratico, innovatore.


Un fraterno saluto


Giovanni Durante


Leggi anche su UOMINI LIBERI

LAVORO E SALUTE

di Giampiero Aschiero

Intervento sul dibattito interno al PD savonese sull’ampliamento della Centrale di Vado

di cui riportiamo sullo il finale

Il lavoro non può essere barattato con la salute, con l'inquinamento e con gli scempi ambientali.

L'elevata peculiarità del nostro territorio che per posizione, clima, organizzazione sociale, infrastrutture e qualità territoriale può attrarre attività produttive innovative deve essere sfruttata per creare importanti opportunità di lavoro qualificato come è il Polo dell'Eccellenza voluto dall'Amministrazione Comunale di Savona e dall'Università.

Il Sindacato si ribelli al ricatto occupazionale che baratta lavoro con salute, traguardi prospettive di più ampio respiro che permettano un futuro occupazionale anche per i nostri figli.

Proponga uno sciopero generale affinchè Tirreno Power incrementi la produzione di energia utilizzando fonti rinnovabili, rendendo più efficienti e meno inquinanti i 4 gruppi esistenti, realizzando il teleriscaldamento ed incrementando l'occupazione. Credo che su ciò il Sindacato troverà la partecipazione e la coesione della gran parte dei cittadini del Comprensorio Savonese.

Potrà dare un segnale forte a livello nazionale, obbligando Tirreno Power a presentare una proposta accettabile, e potrà aumentare il proprio consenso tra tutti i lavoratori.

Come PD facciamoci promotori e sostenitori di questa iniziativa e faremo sentire a lavoratori e cittadini di essere vicino ai loro bisogni e alle loro necessità.