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Visualizzazione post con etichetta effetto serra. Mostra tutti i post
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04 novembre 2018

Paolo Ermani :Effetto serra e cambiamenti climatici: la politica dorme, la natura no

Tratto da Il Cambiamento
Effetto serra e cambiamenti climatici: la politica dorme, la natura no
di Paolo Ermani 30-10-2018

Disastri ovunque, allagamenti, venti fortissimi, morti. La natura presenta il conto dell’effetto serra provocato dalla stupidità e avidità umana...


Venti fortissimi, di una violenza inaudita, mai vista, che nemmeno gli anziani ricordano; piogge che in pochi minuti fanno arrivare al suolo l’acqua di una intera stagione; straripamenti di fiumi; persone portate via dalla forza delle acque o investite da alberi che cadono; allagamenti; crolli di case e ponti; pali di cavi elettrici che vengono spazzati via; mareggiate che distruggono la costa, danni ingentissimi. La natura presenta il conto dell’effetto serra provocato dalla stupidità e avidità umana; e la politica cosa fa? ...

Ci si accapiglia per ridicoli punti di spread, si rassicurano mercati e banche, si parla di cose assurde, inutili, superflue tranne che di quello che è veramente importante, prioritario e che determina la nostra esistenza. E la cosa più incredibile è che l’unico argomento che regna sovrano sono i soldi, ma stranamente tutti i soldi che si pagano e si pagheranno per i danni da effetto serra, e che sono ben più alti di miseri punti di crescita del maledetto PIL, sembra come se non esistano, come se li pagassero i marziani e non noi cittadini.

Sembra che niente riesca a scalfire l’ignavia, l’indifferenza, il menefreghismo di fronte alla nostra sopravvivenza e salvaguardia. Cosa deve accadere ancora per mettere al primo posto l’ambiente e la difesa delle persone .....?

Solo la natura è padrona a casa sua e a casa sua ci abitiamo noi.

Continua su Il Cambiamento

06 maggio 2013

L’infarto del clima : continuiamo ad aumentare il rischio climatico facendo crescere le emissioni serra.

Tratto da La Repubblica

L’infarto del clima

 Antonio Cianciullo

Non sappiamo con matematica certezza che temperatura ci sarà sul pianeta tra 50 anni. Questo è un fatto. Come è un fatto che se un fumatore accanito sopravvive a un infarto e decide di raddoppiare la dose di sigarette quotidiane nessuno può dirgli con matematica certezza quando gli verrà il prossimo.
Ma nessuno consiglia a un infartuato di aumentare la dose di nicotina, mentre tutti noi collettivamente continuiamo ad aumentare il rischio climatico facendo crescere le emissioni serra.
Sembrerebbe dunque conveniente concentrare l’attenzione sull’indiscutibile dato della crescita della concentrazione di CO2 che a maggio arriverà a 400 parti per milione

 
un livello raggiunto l’ultima volta in un’epoca in cui l’homo sapiens (che deve ancora conquistarsi definitivamente l’aggettivo che si è auto assegnato) non esisteva e i mari erano più alti di oltre 30 metri..
O forse c’è qualcuno a cui non convengono le scelte necessarie a garantire la sicurezza della collettività, così come c’era qualcuno a cui non convenivano le campagne di divulgazione dei rischi del fumo?


Immagine tratta da facebook del Medico ISDE Dot.  G Ghirga

Immagine tratta da facebook del Medico ISDE Dot.  G Ghirga

22 maggio 2012

I sussidi alle fonti fossili e la soglia dei 2 gradi.....Clini: "Incentivi fonti fossili 6 volte più che alle rinnovabili"

Tratto da QualEnergia

I sussidi alle fonti fossili e la soglia dei 2 gradi

Secondo Fatih Birol dell’International Energy Agency, il motivo per cui le emissioni di CO2 sono in continua crescita a livello mondiale è da ricercare nei sussidi alle fonti fossili: 630 miliardi di $ nel 2012. La IEA chiede di tagliarli subito e di investire nella riduzione dei gas serra. Contenere la temperatura sotto i 2 °C è ormai un'impresa.
 La lotta al cambiamento climatico non richiede unicamente l’adozione di nuove politiche, ma anche la riforma di alcune già esistenti, in modo da fornire il corretto segnale di prezzo del danno ambientale generato dalle emissioni di gas a effetto serra ai mercati. Le misure di supporto ai combustibili fossili sono un chiaro esempio di quanto questa seconda linea di azione sia importante. Come indicato nel rapporto Green Growth Studies: Energy, dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), nel 2009 la dipendenza dai combustibili fossili del sistema energetico mondiale ha prodotto l’84% delle emissioni di gas a effetto serra. Considerando la crescita di domanda energetica e popolazione trainata dalle economie emergenti, appare fondamentale modificare le attuali traiettorie di produzione e consumo.

“Il motivo principale per cui le emissioni di CO2 sono in continua crescita a livello mondiale è da ricercare nei sussidi alle fonti fossili”. A dirlo è Fatih Birol, capo economista dell’International Energy Agency, un’evidenza che viene stressata  nuovamente dall’Agenzia con dati più aggiornati. Nel 2012, spiega la IEA, saranno spesi 630 miliardi di dollari di sussidi alle fonti fossili, pari a circa lo 0,7% del Pil mondiale.......
Secondo la IEA ora è necessario fare pressione sui Governi per tagliare gradualmente i sussidi. Eliminarli entro il 2020 significherebbe ridurre la domanda di energia mondiale del 4% e di conseguenza ridurre la crescita delle emissioni di gas serra. .Leggi l'articolo integrale


Leggi su Zeroemission
Clini: "Incentivi fonti fossili 6 volte più che alle rinnovabili"
Giovedì, 19 Aprile 2012 | Energia
Nel mondo il fossile è incentivato molto di più rispetto alle fonti di energia pulita. Ne ha parlato il Ministro Clini alla presentazione dell'ultimo Rapporto energia e ambiente dell'Enea

Clini: "Incentivi fonti fossili 6 volte più che alle rinnovabili"
Fonti fossili contro fonti rinnovabili 6 a 1: sul fronte degli incentivi. Mentre in Italia è alto il dibattito sul peso degli incentivi alle fonti rinnovabili, troppo rilevanti e costosi secondo alcuni, ecco che si scopre che le fonti fossili, fanno il pieno di denari pubblici. Alle fonti fossili sono andati, infatti, incentivi per 400 miliardi di dollari nel 2010 contro i 66 miliardi di dollari di incentivi per le fonti rinnovabili. Ne ha parlato Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, nel corso della presentazione del rapporto Energia e ambiente di Enea. Lo ha segnalato anche Fatih Birol, responsabile Elaborazione strategie per l'Agenzia internazionale dell'energia, in occasione del Major economies forum on energy and climate di Roma. "Il ruolo dei sussidi ai combustibili fossili è molto importante nelle economie di Paesi al di fuori dell'Unione europea, ma anche all'interno dell'Ue", ha spiegato Clini. Si verifica quindi, a causa degli aiuti ai fossili, una vera e propria "distorsione nel mercato dell'energia - ha affermato Clini - e come giustamente ha ricordato Birol, anche se l'Ue ha politiche che sostanzialmente sono diverse da quelle di altri paesi extraeuropei che invece hanno incentivi importanti per i combustibili fossili, è però evidente che sul prezzo finale dei combustibili fossili nel mercato globale dell'energia pesano molto questi incentivi. Aiuti al livello monstre di 400 miliardi di dollari nel 2010 contro i 66 miliardi di dollari di incentivi per le fonti rinnovabili - ha avvertito Clini.  
E questo fa una certa impressione, considerando la discussione che abbiamo a livello nazionale sugli incentivi alle fonti rinnovabili". (s.f.)

24 gennaio 2012

2011, l'anno del caldo record

Tratto da Il sole 24 ore

2011, l'anno del caldo record. 

Il surriscaldamento del pianeta è sempre più evidente 

È tempo da record, si potrebbe dire facendo un gioco di parole. Il 2011 è infatti stato il nono anno più caldo a partire dal 1880. Già di per sé il dato è interessante, ma diventa un po' inquietante se pensiamo che ben 9 dei 10 anni più caldi si sono avuti a partire dal 2000.
Un istituto Nasa, il Goddard Institute for Space Studies (GISS) di New York, ha il compito di controllare la temperatura della superficie terrestre in modo continuativo e ha rilasciato recentemente un'analisi aggiornata che mostra  le temperature in tutto il mondo nel 2011 ed il confronto con i dati a partire dal 1880.
Secondo le idee più accreditate fra gli scienziati sarebbero alcuni gas, soprattutto l'anidride carbonica, a provocare un effetto serra..... L'anidride carbonica è un gas naturale, ma l'attività dell'uomo ne produce continuamente, dalle fabbriche alle automobili agli aerei è una corsa a chi ne produce di più.

Come andrà nel prossimo futuro? Giusto in concomitanza con il rapporto il Sole ieri, 23 gennaio, ha eruttato il flare più potente degli ultimi 7 anni, quasi il massimo mai registrato. Il fenomeno sta dando luogo, in Norvegia ma anche a latitudini più basse, a delle spettacolose Aurore. Il Sole insomma si sta risvegliano per il prossimo ciclo. Forse dovremmo svegliarci pure noi e ripensare a quanta CO2 produciamo e come potremmo, facilmente, ridurla.  Leggi tutto

09 dicembre 2009

2009/12/09 "L’INQUINAMENTO E I MORTI PER TUMORE CRESCONO

L’INQUINAMENTO E I MORTI PER TUMORE CRESCONO SVEGLIATEVI!

di Giuseppe Trifirò

Tutti noi abbiamo seguito con il fiato sospeso e con l’animo straziato, la tremenda tragedia del nubifragio di Messina, tutti ci siamo impegnati per far giungere aiuti e solidarietà e tutti abbiamo ascoltato con attenzione i nostri governanti e politici, i quali ripetevano in continuazione – “DISASTRO ANNUNZIATO”.

Questo è stato detto da tutti ed in particolare è stato ribadito dal ministro per l’Ambiente, la nostra siciliana Stefania Prestigiacomo. Sorgono pertanto alcuni interrogativi: ma se tutti erano a conoscenza, chi doveva intervenire per evitare una siffatta sciagura? Perché chi ne era a conoscenza non è intervenuto per tempo, evitando inutili morti, feriti, spese per l’assistenza agli evacuati, spese per rimuovere tutte le macerie ed altre ancora più ingenti, per la necessaria ricostruzione?

Dove si nascondono i responsabili dell’ambiente?

A questo interrogativo ancora nessuno ha dato una risposta. Amareggiati e con il peso di questa terribile realtà, ai cari governanti e politici tutti, chiediamo per l’ennesima volta:

“SAPETE CHE ESISTONO ALTRI “DISASTRI PIU’ VOLTE ANNUNZIATI”

E CHE VOLUTAMENTE VOI TUTTI CONTINUATE AD IGNORARE?

Saprete certamente che esiste la Valle del Mela, dichiarata da anni ad Alto RischioAmbientale, dove l’inquinamento cresce in maniera esponenziale giorno dopo giorno, grazie alla complicità di chi non esercita controllo alcuno, preferendo piuttosto tutelare le Industrie inquinanti. Sappiamo che l’inquinamento è oramai diffuso su tutta la terra, ma i veleni che fuoriescono dalle nostre vecchie ed obsolete industrie pesanti, le quali continuano ad utilizzare pessimi combustibili, hanno reso il nostro comprensorio invivibile ed al limite della sopportazione umana.

Nelle nostre zone si muore al novanta per cento di tumori, così come affermato da molti medici del comprensorio e così come confermato da studi eminenti effettuati. Colpiscono tutti, giovani e vecchi e con le più svariate tipologie cancerogene. I casi di persone che si ammalano e muoiono di tumore crescono a macchia d’olio.

La nostra popolazione lotta e denuncia tutto questo da ben trenta anni, ma i politici che sarebbero dovuti intervenire sono rimasti sordi ed hanno persino volutamente chiuso gli occhi. Ad ulteriore conferma delle nostre affermazioni, i dati ARPA resi noti dal comune di Milazzo da qualche settimana, denunziano anche se soltanto in minima parte, lo stato di malessere in cui versa il nostro Territorio e quindi rafforzano la veridicità delle nostre denunzie. Perché cari Amministratori e Politici, dormite quando il popolo chiede il risanamento? Perché invece siete sempre pronti e celeri a concedere autorizzazioni per inquinare sempre più il nostro territorio, facendo crescere il numero di morti innocenti?

Il nubifragio di Messina vi ha scosso, vi ha smascherato e vi ha costretto ad intervenire, ma non vi rendete conto che nel nostro comprensorio in questi ultimi anni, ci sono stati e continueranno ad esserci molti più morti di quelli dell’alluvione di Messina?

L’impatto emotivo non è lo stesso, ma i morti ed i danni nel tempo sono di gran lunga maggiori.

Carissimi Amministratori, carissimi politici tutti, SVEGLIATEVI!

Mettete al primo posto la dignità della persona umana e la salvaguardia del Creato. La vita è sacra e noi abbiamo il dovere di preservarla e di curarla.

Non Vi rendete ancora conto che a causa dell’inquinamento, il nostro clima da Mediterraneo è divenuto tropicale e che i nostri terreni non sono idonei per questo tipo di temporali zonali e violenti? (vedi Messina – Ischia etc..). Non riuscite a rendervi conto che i nostri terreni non producono più come prima? La Valle del Mela, (ma quante Valli del Mela in Sicilia!), un tempo fertile ed odorosa di gelsomini è diventata grigia, maleodorante e matrigna ai suoi figli.

Non dimenticate che quanto oggi sta avvenendo, noi popolo ignorante, l’avevamo previsto e predetto più di venti anni fa!

Il nostro territorio aspetta ancora le vane proposte di bonifica, ed i piani di risanamento e di sviluppo sostenibile, sempre promessi in campagna elettorale da tutti i candidati, ma mai mantenuti.

Amministratori- Politici tutti, non fatevi smascherare ancor di più e soprattutto non fate della politica e della cosa pubblica solamente una fonte di guadagno! Svegliatevi e oggi stesso iniziate un serio progetto per risanare il nostro territorio. Date l’ostracismo ai combustibili inquinanti e cancerogeni ed avrete la benedizione di Dio e degli uomini.

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Dal progetto EpiAir conferme nella correlazione tra inquinamento atmosferico e salute dei cittadini

Nei giorni scorsi sono stati presentati i risultati del progetto EpiAir, "Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica ed interventi di prevenzione" promosso nel 2007 dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, organismo di coordinamento tra il ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e le regioni.

GreenReport - L' obiettivo dello studio è stato quello di definire i requisiti e le procedure di un sistema di sorveglianza epidemiologica dei danni da inquinamento atmosferico urbano in Italia, attraverso il supporto di dati "storici" (raccolti non solo nel nostro Paese), che sono serviti tra l'altro negli anni passati anche a modificare e rendere più cogenti le direttivi europee e la normativa nazionale sulla qualità dell'aria. Alcune correlazioni tra qualità dell'aria e salute sono ormai acclarate come certifica l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che considera l'incremento della morbosità cardio-respiratoria e quello della mortalità generale, come effetti sanitari accertati dell'inquinamento atmosferico.

Per quanto attiene la pericolosità dei singoli inquinanti lo studio fornisce delle conferme: le polveri sospese in atmosfera, per le loro caratteristiche fisiche e tossicologiche, sono l'inquinante più importante dal punto di vista dell'impatto sanitario e biologico. Ancora non sono noti gli effetti sulle vie aeree delle polveri ultrafini dato che tendono ad aggregarsi e a coagulare e rimangono per tempi brevi in atmosfera mentre sono noti gli effetti delle polveri Pm10 e soprattutto Pm 2,5 che originano da diversi processi di combustione (veicoli, industrie, produzione energia elettrica) e vengono considerate come la frazione più importante dal punto di vista tossicologico.

Lo studio conferma poi l'associazione tra l'inquinamento da biossido di azoto e la riduzione della funzionalità respiratoria, con incidenze sulla mortalità totale e sulla mortalità per malattie cardiache e respiratorie. Lo studio inoltre dimostra le responsabilità dell'ozono (a causa delle sue proprietà ossidanti) per i danni all'apparato respiratorio (ad esempio stimolazione di processi infiammatori e induzione di ipere-attività bronchiale), in particolare nei soggetti asmatici o affetti da bronchite cronica ostruttiva.

Leggi l'articolo integrale __________________________________________________________________
Tratto da Brundisium COMUNICATO STAMPA NO AL CARBONE
No al Carbone: "bene gli enti locali... noi lo diciamo da tempo"


Apprendiamo dal comunicato congiunto di Regione, Comune e Provincia, che la società elettrica Enel non dimostra “disponibilità reale” a voler risarcire “i danni ambientali subiti [dal territorio] e [dare] una traccia concreta di cambiamento per il presente e per il futuro”.
Noi lo affermiamo da tempo. Così come diciamo da tempo che la riduzione del carbone è il vero nodo cruciale dalla questione e che non saranno né il 10% né il 5% di riduzione a debellare una situazione ambientale e salutare così tragica.
Affidarsi ad esperti del settore (medici, professionisti nel campo ambientale ed economisti “ecologici”) riteniamo che sia l’unica strada da percorrere per rinnovare il rapporto tra le aziende elettriche e il territorio.
Tutto ciò ci induce a continuare questa battaglia per la difesa del nostro territorio in maniera ancora più consapevole e convinta.

Infine, cosi come le istituzioni hanno lanciato un appello ad Enel affinché affronti con serietà la questione ambientale a Brindisi , il comitato no al carbone lancia un appello a tutta la cittadinanza dell’intero, grande salento a partecipare in massa alla giornata “Brindisi sotto assedio.. difendiamola in coro” del 23 dicembre 2009,che partirà con un corteo alle ore 17 dal piazzale della stazione ferroviaria e che proseguirà con un concerto in Piazza Santa –Teresa.

Tratto da il Corriere del Mezzogiorno

Centrale di Cerano:Brindisi, guerra tra istituzioni ed Enel

Regione, Comune e Provincia chiedono «segni tangibili» sulla volontà di ridurre le emissioni. L'azienda: stupiti


Leggi su Libero News
ENERGIA: INCONTRO TRA VENDOLA FERRARESE E MENNITTI, SEGNI TANGIBILI SU CENTRALE BRINDISI

27 agosto 2009

2009/08/26DECRETO CARBONE: PUBBLICATO!.. l'Europa riduce le emissioni di CO2 rispettando il protocollo di Kyoto. Solo Italia, Spagna e Danimarca no.

Tratto da "Uomini Liberi "

Nella GAZZETTA UFFICIALE n.195 del 24 agosto 2009 e' stato pubblicata la pronuncia di compatibilita' ambientale del progetto TIRRENOPOWER volto a realizzare una nuova unità da 460 MW alimentata a carbone da realizzarsi a Vado e Quiliano...leggi...

quindi,ancora una volta,i lobbisti avrebbero avuto partita vinta e ampio mandato per peggiorare il livello di avvelenamento di tutto il comprensorio?

Non e' detto. Spetta ora ai comitati, agli enti locali, agli ordini professionali, segnatamente a quello dei "medici per l'ambiente" dimostrare che i cittadini meritano rispetto.

I ricorsi al TAR devono essere presentati entro il 22 ottobre 2009. Quelli al CAPO DELLO STATO, entro 120 giorni dalla data della gazzetta ufficiale

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Tratto da Unon0tizie
CIVITAVECCHIA (ROMA) / 27-08-2009
PRODUZIONE DI CO2
l'Europa riduce le emissioni di CO2 rispettando il protocollo di Kyoto. Solo Italia, Spagna e Danimarca fuorilegge


CIVITAVECCHIA - ROMA (UnoNotizie.it)

Secondo una relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente pubblicata oggi, l’80% delle emissioni di gas a effetto serra in Europa proviene ancora dal settore energetico. Questo settore continua infatti ad avere un impatto significativo sull’ambiente, nonostante il fatto che una più efficiente produzione di energia elettrica e calore, unitamente ad un maggiore ricorso alle fonti di energia rinnovabile ed alla sostituzione di carbone e petrolio con il gas naturale stiano gradualmente contribuendo a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici in Europa (http://www.eea.europa.eu/it/pressroom/newsreleases/necessaria-un2019inversione-di-tendenza-nel-sistema-energetico).
L'obiettivo generale di Kyoto per l'UE a 15, ossia ridurre le emissioni dell'8%, corrisponde a obiettivi differenziati per ciascuno Stato membro. Nel 2006 quattro Stati membri dell'UE a 15 (Francia, Grecia, Svezia e Regno Unito) avevano già raggiunto un livello inferiore al loro obiettivo di Kyoto.
Altri otto Stati membri dell’UE a 15 (Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo) prevedono di conseguire i loro obiettivi,
ma le previsioni di TRE STATI MEMBRI (DANIMARCA, ITALIA E SPAGNA) INDICANO CHE NON REALIZZERANNO I LORO OBIETTIVI DI RIDUZIONE

“Nel sistema energetico è necessaria una radicale inversione di tendenza” ha affermato oggi la professoressa Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’AEA, in occasione della presentazione della relazione al Parlamento europeo a Strasburgo.
Il passaggio a una società caratterizzata da basse emissioni di carbonio “non sta avvenendo abbastanza rapidamente per garantire un futuro al nostro ambiente” ha ribadito.

“Il consumo di combustibili fossili come fonti di energia è la causa principale dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo”, ha riferito in giornata la professoressa McGlade alla riunione parlamentare congiunta su energia e sviluppo sostenibile. L’impegno assunto dall’Europa verso un’economia “post carbonio” e un’energia rinnovabile sostenibile è indispensabile per garantire la sicurezza energetica e affrontare positivamente il problema dei cambiamenti climatici” ha aggiunto.


Dr Giovanni Ghirga
portavoce Coordinamento Nazionale Comitati Medici Ambiente e Salute (Lazio)

- Uno Notizie Civitavecchia -
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Tratto da Uomini liberi
CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO.
Del Dottor Paolo Franceschi
Attualmente la centrale di Vado è costituita da

1) due gruppi a carbone che utilizzano metodiche obsolete per la salvaguardia ambientale, per un totale di potenza installata di 660 MW.
2) 1 gruppo a gas naturale da 780 MW, entrato in funzione nel 2007 in condizioni tecnologiche già obsolete per quanto riguarda i sistemi di denitrificazione (abbattimento delle emissioni di ossidi di azoto), con emissioni circa doppie rispetto a quelle di centrali di analoghe dimensioni statunitensi).
Nel 2007 Tirreno Power presenta un progetto che prevede l’ ampliamento della centrale con altri 460 MW a carbone, utilizzando una tecnologia abbastanza moderna (a polverino di carbone), e propone di ammodernare i due gruppi attuali per ridurne l’ impatto ambientale.

Secondo Tirreno Power ...CONTINUA ... Dottor Paolo Franceschi,Pneumologo

20 agosto 2009

2009/08/21 "L’inquinamento da carbone"/ "1354 bimbi, piombo nel sangue chiusa una fabbrica in Cina"

Tratto da "Istituto Comprensivo L. Fibonacci"

"INQUINAMENTO "

Il termine inquinamento indica il danno a cui è sottoposto l’ ambiente in seguito all’ immissione di sostanze o effetti che ne alterano le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche; l’ inquinamento dell’ aria è uno dei tipi di inquinamento che crea molti dubbi per i grandi problemi che sta causando come l’ effetto serra o lo smog, le fonti che lo provocano vengono in maggior misura dal processo combustivo domestico, dai fumi delle automobili e dai fumi degli impianti industriali.

L’inquinamento da carbone

La maggior parte dell'energia consumata nel mondo è fornita da combustibili fossili (carbone, idrocarburi, petrolio) e dal nucleare, che stanno però causando il deterioramento dei sistemi naturali. I combustibili fossili rappresentano oggi il 75% delle forniture energetiche mondiali e vengono utilizzati per far funzionare le industrie, gli impianti di riscaldamento e gli autoveicoli. Il carbone è uno dei combustibili fossili più inquinanti. Nel 1996 è stato stimato che le riserve mondiali di carbone economicamente accessibile con le tecniche minerarie conosciute oggi ammontino a circa 15 bilioni di tonnellate, la metà delle quali di antracite. L’energia contenuta nel carbone di tutto il mondo supera ampiamente i 100.000 biliardi di Btu. Queste riserve probabilmente dureranno meno di altri 300 anni.
La composizione dell'aria è rimasta immutata per milioni di anni, ma con lo sviluppo industriale e l'urbanizzazione è cominciato il suo progressivo inquinamento. L'atmosfera ha molte funzioni, tra cui quella di fornire ossigeno agli animali, anidride carbonica alle piante (per la fotosintesi clorofilliana), permette alla Terra di trattenere parte del calore solare ed infine ci protegge dalle radiazioni ultraviolette del Sole, che altrimenti sarebbero mortali.

I principali prodotti inquinanti dell'aria sono le polveri sottili e i derivati gassosi dello zolfo (anidride solforosa), del fluoro, dell'azoto e del carbonio (ossido di carbonio, CO e anidride carbonica CO2) che provengono soprattutto dai combustibili fossili utilizzati per produrre energia (centrali elettriche a carbone) o per altri scopi (motori a scoppio e riscaldamenti domestici).

I combustibili fossili, tra cui il carbone, causano un aumento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica, di polveri sottili ed altri elementi e quindi problemi come: il degrado delle città, le piogge acide, i buchi nell'ozono ed il cosiddetto “effetto serra”. Tutti questi causano mutamenti climatici come l’aumento delle temperature medie e la moltiplicazione dei fenomeni meteorologici estremi ossia alluvioni e siccità che poi portano a cambiamenti ambientali come la desertificazione del suolo, l’innalzamento del livello di mari e oceani e lo scioglimento dei ghiacciai.
Il carbone contiene tracce di altri elementi compresi l’arsenico, il mercurio, uranio ed altri isotopi radioattivi. Anche se presenti solo in tracce, vista la quantità di carbone utilizzata, rappresentano una fonte di inquinamento notevole; infatti una centrale a carbone durante il suo funzionamento, emette nell’aria più radioattività di quella che emette una centrale nucleare di pari potenza.


LE POLVERI SOTTILI

Le polveri sottili sono una miscela di particelle solide o liquide che, essendo molto piccole, tendono a rimanere sospese in aria anche per parecchi giorni e ad essere trasportate dal vento.
Sono particelle fini respirabili in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe) dove si possono depositare e provocarvi dei danni, oppure possono essere trasportate dal sangue sino ad altri organi come le ossa, i denti ed i reni. L'aria inquinata è una delle principali cause delle malattie dell'apparato respiratorio.
Nelle nostre città, quando le centraline rilevano un aumento eccessivo di polveri sottili nell’atmosfera, viene imposto il blocco della circolazione delle auto. La pioggia ha un effetto benefico sull’inquinamento atmosferico poiché fa cadere a terra le polveri e gli agenti inquinanti.

EFFETTO SERRA

L’effetto serra è dato da una serie di gas presenti nell’atmosfera ossia anidride carbonica, metano, vapore acqueo. Dall'effetto serra deriva la temperatura terrestre infatti senza l'effetto serra la temperatura del globo sarebbe in media 30 gradi più fredda, ovvero oscillerebbe intorno ad una temperatura di -18° C
I gas hanno prevalentemente due funzioni
1) Filtrano le radiazioni provenienti dal sole;
2) Ostacolano l'uscita delle radiazioni infrarosse. I raggi solari tendono a "rimbalzare" dal suolo terrestre verso l'atmosfera, apportando nuovo calore all'atmosfera. I gas serra impediscono la loro completa dispersione nello spazio come fossero una gigantesca serra.
Il problema dell'effetto serra è causato dall'eccessiva presenza di questi gas nell'atmosfera tale da causare l'aumento della temperatura terrestre. L’aumento di questi gas, soprattutto di anidride carbonica è causato soprattutto dalla combustione del carbone e del petrolio
L’Anidride carbonica ha una durata media in atmosfera di circa 100 anni. Se anche smettessimo oggi di produrla non riusciremmo comunque a ridurre in breve tempo la presenza di anidride carbonica nell'atmosfera e quindi a ridurre il problema dell’effetto serra.
Il problema dell’effetto serra causa un surriscaldamento della terra che col tempo porterà sempre di più a fenomeni meteo estremi come gli uragani, le tempeste, le inondazioni. L'innalzamento delle temperature oceaniche causerà il continuo scioglimento dei ghiacci polari e dei ghiacciai continentali e quindi l'innalzamento del livello dell'acqua e la scomparsa di gran parte della coste mentre nelle aree tropicali ci sarà siccità e desertificazione.

IL BUCO NELL’OZONO

L'ozono è un gas costituito da tre atomi di ossigeno che svolge l'importante funzione di protezione dalle pericolose radiazioni ultraviolette UV. Lo strato di ozono si è formato in milioni di anni per effetto dell'attività delle alghe verdi-azzurre e si trova nella stratosfera a circa 30 km di altezza. E' più spesso sulle zone equatoriali più esposte all'irraggiamento del sole, più assottigliato sulle aree polari. Negli ultimi decenni la concentrazione di ozono nella stratosfera ha iniziato ad assottigliarsi per l'effetto di alcuni inquinanti rilasciati in atmosfera. Particolarmente grave l'assottigliamento dello strato dell'ozono sopra il Polo Sud, divenuto poi talmente grande da far parlare di "buco dell'ozono". L'assottigliamento della fascia di ozono riduce lo spessore dello scudo naturale che ogni giorno filtra i raggi ultravioletti provenienti dal sole. La riduzione della fascia potrebbe quindi lasciar passare raggi estremamente nocivi per la salute umana e per l'esistenza stessa della vita animale. I raggi UV aumentano il rischio di cancro della pelle e possono causare cecità a causa di danni irreversibili alla retina dell'occhio e alterazioni sul DNA con possibile nascita di bambini con malformazioni. A causa del Buco nell’Ozono viene ridotta la fotosintesi clorofilliana, con conseguente minore crescita delle piante e minore produzione di fitoplancton oceanico (il primo anello della catena alimentare marina).

PIOGGE ACIDE

Quando l’ anidride solforosa e altri gas prodotti dalla combustione del carbone e del petrolio si disperdono nel cielo e ricadono a terra sotto forma di acidi con la pioggia, gli effetti sull’ ambiente, sui monumenti e sulla salute umana sono devastanti.
Il consumo dei combustibili fossili è una delle principali cause delle piogge acide Le piogge acide sono precipitazioni piovose contenenti particelle e gas altrimenti sospese in atmosfera. Queste particelle tendono a depositarsi al suolo tramite la pioggia, la neve o la nebbia..
I principali componenti acidi presenti nelle piogge sono gli ossidi di zolfo (SOx) e gli ossidi d'azoto (NOx). La loro presenza in atmosfera è in parte naturale; attività umane ne hanno però aumentato la loro quantità,

I danni delle piogge acide si osservano su:
La vegetazione poiché gli acidi vengono assorbiti dalle piante sia tramite lo scambio gassoso delle foglie, sia dal terreno. L’effetto è la riduzione nell’accrescimento e della capacità nutritiva.
I materiali da costruzione. Gli inquinanti presenti nell'atmosfera si sciolgono con l'acqua piovana e tornano a contatto con le superfici che così vengono corrose. Persino il cemento armato può essere attaccato e degradato dall'acido solforico contenuto nelle piogge acide.
Alla salute dell'uomo sia tramite l'inalazione di queste sostanze e sia indirettamente mediante l'ingerimento di alimenti tossici. Provocano patologie respiratorie e circolatorie, oltre ad aumentare il rischio di forme tumorali ai polmoni.
Altri responsabili delle piogge acide sono i veicoli a motore che affollano le strade delle nostre città.
Ad essi si deve attribuire più del 50% delle emissioni di biossido di azoto. L’ Italia libera ogni anno circa 2 milioni di tonnellate di anidride solforosa e più di 1 milione e mezzo di tonnellate di ossido di azoto, provenienti per metà dalle centrali termoelettriche.

CAUSE:
La combustione degli idrocarburi nei motori delle auto, nelle centrali termoelettriche e negli impianti di riscaldamento, producono anidride carbonica e altri agenti inquinanti, quali il piombo, l’ anidride solforosa e il biossido di azoto. Tali residui entrano in soluzione nel vapore acqueo delle nubi e ricadono sotto forma di neve, pioggia o nebbia.

RIMEDI:
La soluzione è la stessa prospettata per limitare l’ aumento dell’ anidride carbonica nell’ atmosfera, sulla base di accordi internazionali. Da un lato bisogna diminuire il consumo energetico attraverso il risparmio energetico. Dall’ altro lato è necessario imporre una rapide transizione da fonti energetiche fossili non rinnovabili e produttrici di rifiuti pericolosi, a fonti energetiche rinnovabili e pulite. Un ruolo decisivo potrà giocare l’ adozione di una severa legislazione anti inquinamento accompagnata dall’ introduzione delle tasse ecologiche volte sia a scoraggiare il consumo di fonti energetiche fossili non rinnovabili, sia a far pagare a chi inquina i danni che questo inquinamento provoca alla collettività.

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Tratto da "La Repubblica"

1354 bimbi, piombo nel sangue chiusa una fabbrica in Cina

E' la Wugang Manganese Smelting, nella regione centrale di Hunan. Gli abitanti avevano dato l'allarme da tempo

PECHINO - Le autorità sanitarie di Wugang, nella provincia di Hunan nella Cina centrale, hanno scoperto oltre 1.300 casi sospetti di bambini colpiti da avvelenamento da piombo. E' il secondo caso in agosto. La polizia ha disposto la chiusura degli impianti della "Wugang Manganese Smelting", sospettata di essere all'origine del pericolosissimo inquinamento.

Le popolazione locale, sin dall'apertura della fabbrica - nel maggio dell'anno scorso - aveva protestato per la grande quantità di fumo e di polveri nell'aria. Nel sangue dei 1.354 bambini (circa il 70% di questi sotto i 14 anni) dei quattro villaggi vicino alla fonderia, sono stati riscontrati livelli di piombo che superano gli standard di sicurezza. Diciassette minori, che versano in condizioni gravi, sono stati ricoverati in ospedale.

12 agosto 2009

2009/08/12 "La Cina rurale e carbonifera avvelenata dall'arsenico e dai fluoruri...Sistema sanitario cinese. Ambiente e salute"


Tratto da" Greenreport "

La Cina rurale e carbonifera avvelenata dall'arsenico e dai fluoruri

LIVORNO. Il ministero della salute cinese ha annunciato che inizierà a monitorare i casi di avvelenamento da arsenico e fluoro, preoccupato perche le malattie legate all'ambiente continuano a svilupparsi nelle regioni ricche di carbone nel centro e nell'ovest della Cina.

«Le in formazioni che saranno presto controllate - spiega una nota pubblicata sul sito internet del ministero - includono la gestione delle miniere di carbone ricche di arsenico e fluoruri, la sostituzione di vecchie caldaie e i casi locali di malattie legate all'ambiente. Il fluoruro può provocare l'ingiallimento dei denti, la deformazione della colonna vertebrale e delle ossa delle gambe così come dei dolori a livello delle articolazioni. L'arsenico può provocare dai cancro alla pelle fino alla morte».

Gli avvelenamenti si registrano in particolare all'interno di famiglie rurali che utilizzano carbone ricco di arsenico e fluoruri per cucinare e spesso le stufe utilizzate non dispongono m nemmeno di camini per l'evacuazione dei fumi. Le vittime respirano quotidianamente i fumi avvelenati che contaminano anche gli alimenti cucinati.

Il quadro che viene fuori è quella di una Cina arretrata a livello dei Paesi più poveri del pianeta, lontanissima dalle scintillanti città-vetrina della crescita del turbo-capitalismo comunista della crescita infinita che si vanta del nuovo impegno per tagliare le emissioni di gas serra, una Cina nascosta e dimenticata, serbatoio di manodopera "a perdere" di basso costo e devastata da miniere grandi e piccole che forniscono il carbone avvelenato che fa pulsare il cuore energetico del dragone della rinascita cinese.

Solo ora il governo di Pechino si accorge di questo pezzo di Paese avvelenato dalle briciole tossiche della crescita ed assicura che «Il monitoraggio sarà effettuato da centri di controllo e di prevenzione delle malattie dei distretti che saranno sorvegliati. La Cina si batte contro queste malattie rimpiazzando le cucine tradizionali con modelli più moderni e sensibilizzando la popolazione rurale».
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TRatto da "Salute Internazionale.info

"Anticipiamo la Chiusura dell'Articolo perchè molto significativa" :
Il ministro della sanità, Chen Zhu, in un’intervista apparsa sul Lancet ha affermato: “La rapida crescita economica è un’arma a doppio taglio perchè se da una parte porta ricchezza ed occupazione, dall’altra invece determina un forte inquinamento ambientale e più malattie occupazionali. Il problema è come trasformare la struttura della nostra economia. Come usare nuove tecnologie. E – cosa più importante – come educare gli imprenditori a rispettare la vita delle persone”.

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Sistema sanitario cinese. Ambiente e salute
di Chiara Lorini e Valentina Vinante
Nella bozza di un documento congiunto Banca Mondiale – Governo Cinese compariva questo dato: ogni anno in Cina muoiono 750.000 persone a causa dell’inquinamento. Nel documento finale questo dato è scomparso, sembra, su pressione del Governo Cinese.
Se la Cina vuole ripulirsi – conclude un articolo di Lancet – ha bisogno di un ambiente tanto “trasparente” quanto libero dall’inquinamento.


La rapida crescita economica della Cina ha portato cambiamenti sostanziali nell’ambiente, nelle modalità di trasporto, nella costruzione delle abitazioni e nelle abitudini di vita, con conseguenti ripercussioni sulla salute degli abitanti. In particolare, l’industrializzazione, la rapida motorizzazione, l’invecchiamento della popolazione, l’urbanizzazione e le forti disuguaglianze che si presentano nel paese, oltre ai cambiamenti culturali, hanno alterato il quadro epidemiologico complessivo.

L’inquinamento ambientale
La questione ambientale, viste le sue ripercussioni a livello internazionale, non è solamente al centro del dibattito politico cinese, ma anche di quello mondiale e richiederà una spesa elevatissima per essere solo in parte risolta.

La Cina, che utilizza come principale fonte di energia il carbone, è secondo i dati della Banca Mondiale la maggior produttrice al mondo di anidride carbonica[1]. L’utilizzo di questo combustibile determina anche alte concentrazioni di particolati, di ossido di azoto e zolfo. Inoltre le industrie chimiche, i colorifici e le pelletterie distribuite lungo i principali corsi idrici hanno inquinato a tal punto le acque che al momento ogni tentativo di depurazione sembra essere una missione impossibile.
La provincia di Henan è una delle aree più povere della Cina e anche delle più degradate a causa dell’insediamento intensivo e incontrollato di industrie che hanno profondamente inquinato il bacino del fiume Huai. Qui si registrano anche altissimi livelli d’inquinamento dell’aria visibili a occhio nudo, sotto forma di dense nuvole di polveri sottili. Da queste parti la patologia tumorale è così diffusa che i centri urbani sono stati definiti “I villaggi del cancro”. A Huangmengyng, uno di questi, fra il 1991 e il 2004 sono state osservate 114 morti di cancro in una popolazione di 2400 abitanti. Lungo il corso dei grossi fiumi l’incidenza di tumore è di circa 2 volte quella della media nazionale. I medici ospedalieri di queste regioni hanno inoltre registrato, negli ultimi tempi, la presenza di tumori, come quello del naso o degli occhi, mai visti prima.

Nelle città cinesi la prima causa di morte è il cancro. “La principale ragione del crescente numero di casi di cancro – afferma Chen Zhizhou, dell’Accademia Cinese di Scienze Mediche – è che l’inquinamento dell’ambiente, dell’acqua e dell’aria peggiora di giorno in giorno. Molte industrie chimiche sono state costruite lungo i fiumi in modo da poter smaltire più facilmente i loro rifiuti”.

Secondo l’OMS la grande maggioranza delle città cinesi hanno livelli di qualità dell’aria fuori dagli standard di sicurezza e alcune di esse sono considerate le più inquinate del mondo. Molte città cinesi hanno livelli anidride solforosa (SO2) ben superiori allo standard di 60ug/m3 che significa che circa 600 milioni di cinesi sono esposti a un grave stato d’inquinamento dell’aria[3].

A questo quadro si aggiunge l’eccesso di mortalità per Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e tumore al polmone causate dal fumo di tabacco e dall’utilizzo di combustibile solido all’intero delle abitazione per cucinare o riscaldare .Se l’utilizzo di quest’ultimo e la prevalenza del fumo rimarranno costanti fino al 2033, è stato stimato che ben 65 milioni di persone moriranno per BPCO e 18 milioni per tumore al polmone. L’82% delle morti da BPCO e il 75% delle morti da cancro del polmone saranno da attribuire all’effetto combinato del fumo e dell’uso di combustibile solido all’interno delle case.

Il governo è ben consapevole di questi problemi e ha promesso di fare dell’ambiente e dell’assistenza sanitaria i punti centrali della sua politica di sviluppo. Il ministro della sanità, Chen Zhu, in un’intervista apparsa sul Lancet ha affermato: “La rapida crescita economica è un’arma a doppio taglio perchè se da una parte porta ricchezza ed occupazione, dall’altra invece determina un forte inquinamento ambientale e più malattie occupazionali. Il problema è come trasformare la struttura della nostra economia. Come usare nuove tecnologie. E – cosa più importante – come educare gli imprenditori a rispettare la vita delle persone”.

10 agosto 2009

2009/08/09 "IRRAGGIAMENTO SOLARE E OZONO...."La combustione del carbone"

Solo per rinfrescarci un pò le idee in Estate "ecco alcuni recenti dati dal nostro territorio con notevoli livelli di ozono a causa dell'irraggiamento solare e dell'"inevitabile " compresenza di considerevoli valori di inquinamento ambientale .......... Nella Speranza che in futuro questa compresenza venga ridotta e non ulteriormente aggravata ....

Tratto da Ambiente in Liguria
Accedi ai dati
Mercato Generale - Quiliano -Prov di Savona - Tipo zona: Suburbana - Tipo postazione: Industria
Ozono - continuo, fotometrico uv (microg/m3)
Ecco alcuni recenti dati
Inizio rilevazione Fine rilevazione Valore

29/07/2009 06:00 29/07/2009 07:00 91.66
29/07/2009 07:00 29/07/2009 08:00 93.25
29/07/2009 08:00 29/07/2009 09:00 104.24
29/07/2009 09:00 29/07/2009 10:00 85.79
29/07/2009 10:00 29/07/2009 11:00 87.93
29/07/2009 11:00 29/07/2009 12:00 109.02
29/07/2009 12:00 29/07/2009 13:00 117.88
29/07/2009 13:00 29/07/2009 14:00 128.15
29/07/2009 14:00 29/07/2009 15:00 146.41
29/07/2009 15:00 29/07/2009 16:00 153.27
29/07/2009 16:00 29/07/2009 17:00 166.11
29/07/2009 17:00 29/07/2009 18:00 176.5
29/07/2009 18:00 29/07/2009 19:00 158.57
29/07/2009 19:00 29/07/2009 20:00 104.36
29/07/2009 20:00 29/07/2009 21:00 89.43
29/07/2009 21:00 29/07/2009 22:00 82.35

Facendo una media degli otto valori continuativi in grassetto si ha media nelle otto ore di 144 µg /m3.


Considerato che il valore bersaglio per la salute umana è 120 µg /m3, media mobile su otto ore(da non superare per più di 25 volte in un anno), indicato dalla Direttiva 2008/50/EC (obiettivo da raggiungere entro il 1° gennaio 2010). L'OMS in una recente pubblicazione (WHO Europe: Health risks of ozone from long-range transboundary air pollution”, 2008) ha tra l'altro suggerito per l'aria ambiente un valore guida di 100 µg/m3 per un periodo massimo di otto ore al giorno come livello di protezione per la salute pubblica.
Nei soggetti sensibili sono dimostrati effetti sanitari anche a concentrazioni inferiori, ad esempio negli asmatici.
Gli effetti acuti dell’esposizione ad elevate concentrazioni di ozono comprendono manifestazioni a carico dell’apparato respiratorio come tosse, asma, infezioni delle vie aeree ed esacerbazione di pre-esistenti patologie polmonari e delle vie aeree, nonchè un aumento della mortalità, della morbilità e del consumo di farmaci.

Ci sorge spontanea una domanda?
Qualcuno ha adeguatamente informato i cittadini del superamento del valore bersaglio e delle precauzioni da prendere per la tutela della propria salute? Sono state informate le istituzioni competenti?

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Tratto da Blogolandia.it

La combustione del carbone, come quella di ogni altro composto del carbonio, produce anidride carbonica (CO2) , oltre a quantità variabili di anidride solforosa, a seconda del luogo dal quale è stato estratto. L’anidride solforosa reagisce con l’acqua, formando acido solforoso. Se l’anidride solforosa viene rilasciata nell’atmosfera, reagisce con il vapore acqueo ed eventualmente torna sulla terra in forma di pioggia acida.
Le emissioni della combustione di carbone in centrali elettriche rappresenta la più grande fonte artificiale di anidride carbonica, che secondo la maggior parte degli studiosi del clima è causa primaria del riscaldamento globale.
Oltre a questo, nelle emissioni degli impianti sono presenti molti altri inquinanti.

Alcuni studi dichiarano che le emissioni delle centrali elettriche a carbone siano responsabili della morte prematura di decine di migliaia di persone, solo negli Stati Uniti. Inoltre, queste emissioni sono le principali responsabili delle pioggie acide di alcune nazioni. Le centrali elettriche moderne utilizzano varie tecniche per limitare la nocività dei loro scarichi e per aumentare l’efficienza della combustione, anche se queste tecniche non sono utilizzate in molti paesi, visto che gravano sul costo degli impianti. Per ridurre le emissioni sono state proposte tecniche di “sequestro” della CO2, ma non in larga scala.
Il carbone contiene anche tracce di altri elementi, compresi l’arsenico e il mercurio, che sono pericolosi se rilasciati nell’ambiente. Il carbone contiene anche tracce di uranio e altri isotopi radioattivi naturali, che rilasciati nell’ambiente possono comportare una contaminazione radioattiva. Sebbene queste sostanze siano presenti solo in tracce, bruciando grandi volumi di carbone ne vengono rilasciate quantità significative. Una centrale a carbone, durante il suo funzionamento, emette nell’aria più radioattività di quella che emette una centrale nucleare di pari potenza.

Il carbone minerale, qualunque sia la sua qualità (litantrace, antracite, lignite, torba) e per quanto vagliato e polverizzato, essendo residuo fossilizzato di materiali lignei e vegetali, contiene sempre, oltre allo zolfo, anche se in differenti dosi, maggiori quantità rispetto ai derivati del petrolio di metalli pesanti (quali nichel, cadmio, piombo, mercurio, cromo e arsenico) e di alogeni, in particolare fluoro, cloro e loro composti. L’acido solforico e gli altri acidi forti, come quelli cloridrico (HCl), fluoridrico(HF) e nitrico (HNO3) non sono, peraltro, gli unici prodotti indesiderati della combustione che, se perfetta, dovrebbe generare solo acqua sotto forma di vapore e anidride carbonica (o biossido di carbonio – CO2). E’ infatti ben noto che un’ossidazione incompleta (e a maggior ragione lo sarebbe con un combustibile allo stato solido anziché liquido o gassoso) produce anche ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO). Quest’ultimo, in particolare, è unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come un gas altamente tossico e nocivo se si considera che, respirato anche in piccole dosi, si sostituisce all’ossigeno nella sua insostituibile funzione vitale fissandosi rapidamente all’emoglobina del sangue, formando la carbossiemoglobina e causando situazioni di crisi nell’ossigenazione delle cellule.

Basta, infatti, una concentrazione nell’aria (formata per circa il 21% da O2, per il 70% da N e minori quantità di gas inerti) di CO pari solo allo 0,7%, per impegnare circa la metà dell’emoglobina del sangue.
L’azione tossica si manifesta con cefalea e vomito e porta rapidamente a uno stato di coma fino al blocco della respirazione, con collasso vascolare. La presenza del cloro, inoltre, comporta la formazione e l’emissione nell’ambiente circostante di microinquinanti quali le policloro-dibenzodiossine e i policloro-dibenzofurani; le diossine, in particolare, risultano nocive per l’uomo anche in concentrazioni di qualche ng/Nm3. Annesse a queste ultime vi sono le nanopolveri o nanoparticelle (aggregati molecolari con un diametro compreso indicativamente fra 2 e 200 nm, si parla in particolare di PM0,2 considerando che la doppia elica del DNA ha un diametro di circa 2 nm), più sottili e più nocive della PM10 o particolato fine (già responsabile di malattie cardiogene quali infarto, scompenso cardiaco, cancro polmonare, ictus) che danno origine alle nanopatologie.

Queste microscopiche particelle di materiale inorganico che contiene metalli pesanti come arsenico, cromo, cadmio, alluminio, penetrano nell’organismo umano e animale arrivando direttamente nel sangue (se ingerite attraverso cibi esposti alle polveri verrebbero poi per la gran parte eliminate tramite le feci e le urine, ma la quota residua entro circa un’ora passerebbe attraverso la barriera intestinale annidandosi nei tessuti degli organi, che non sono poi in grado di espellerle efficientemente perché bioincompatibili) entro 60 minuti dalla loro inalazione esercitando una forte reazione di autodifesa degli anticorpi macrofagi che, a loro volta sono incapaci di aggredire le polveri a causa della loro ridotta dimensione (inferiori a quelle di un virus e prossime o eguali a quelle molecolari).
Il macrofago persiste nell’attacco alle nanopolveri, generando una infezione nel sistema immunitario che da l’origine al tumore, a loro volta le nanoparticelle oltrepassano le membrane dei globuli rossi arrivando fino alle cellule, dove, alterandone le caratteristiche (o alterando le caratteristiche del DNA), le trasformano in cellule tumorali.

Queste alterazioni sono presenti anche nello sperma dell’uomo che, fecondando la donna trasmette i geni modificati al feto, che a sua volta presenta malformazioni già dai primi giorni di sviluppo. Un’associazione di elementi simili è stata riscontrata al livello epidemiologico e in maniera rilevante nei casi di soldati ammalatisi durante la prima guerra del Golfo (sindrome del Golfo), e durante la guerra del Kosovo (sindrome dei Balcani), dove l’utilizzo massiccio di proiettili di uranio impoverito generava dallo schianto dei metalli coinvolti nella perforazione del proiettile sulle corazze, temperature fino a 2500/3000 °C, entro le quali questi sublimavano generando nanopolveri dalla caratteristica sfericità. La sedimentazione negli organi dell’uomo delle nanoparticelle genera infezioni e tumori (13 tipi di carcinomi conosciuti) a partire dal primo deposito fino ai venti anni di permanenza (nei casi di soggetti più resistenti).L’arsenico assunto nel sangue e causa di cancro ai polmoni, al fegato, alla vescica, al rene, alla pelle e all’intestino, si associano quindi agli effetti distruttivi i granulomi renali permanenti, alcune malattie del sangue come le trombosi (a causa dell’indotta trasformazione del fibrinogeno in fibrina), i tumori (come i Linfoma di Hodgkin) nonché tutti gli stati patologici causati da concentrazione di elementi inquinanti nell’organismo.

I sedimenti di metalli pesanti non sono comunque espellibili dall’organismo e vi restano in modo permanente. Per ridurre a livelli accettabili le suddette immissioni nell’atmosfera di sostanze nocive, tossiche e corrosive, di incombusti e di particelle solide, cancerogene, contenute nei fumi, sarebbe necessario progettare e costruire dei filtri di concezione avveniristica che sarebbero, tuttavia, non idonei a trattenere le emissioni radioattive derivate dalla presenza del gas radon, che permane nelle particelle del minerale anche dopo la combustione ad elevata temperatura.

02 agosto 2009

2009/08/03 "SCHEDA TECNICA SULLE CENTRALI A CARBONE - WWF ITALIA 2009


SCHEDA TECNICA SULLE CENTRALI A CARBONE -
WWF ITALIA 2009

Il “carbone pulito” costituisce in se una definizione impropria e fuorviante dal momento che i dati di emissione di questi impianti (e del combustibile carbone) presentano performance enormemente peggiori rispetto a quelle di un ciclo combinato a gas.

La tecnologia a “carbone pulito” è così definita perché questi impianti sono dotati di desolforatori e di denitrificatori; si tratta in realtà di sistemi che permettono di abbattere solo una parte delle sostanze inquinanti quali gli ossidi di zolfo e di azoto che comunque continuano ad essere sempre nettamente superiori rispetto a quelle di una centrale di pari potenza a ciclo combinato a gas. I valori relativi alle emissioni riportati nella sottostante tabella parlano chiaramente
EMISSIONI SPECIFICHE
Centrale a Carbone USC
SO2 280 mg/kwh
NOX 420 mg/kwh
PM 71 mg/kwh
CO2 770 g/kwh
Centrale a ciclo combinato a gas (cc)
SO2 2 mg/kwh
NOX 95 mg/kwh
PM 1 mg/kwh
Co2 368 g/kwh


In sostanza confrontando la migliore tecnologia a carbone (impropriamente detto “pulito”) riscontriamo che, malgrado la presenza dei desolforatori, i livelli di anidride solforosa risultano ben
140 volte quelli emessi da un ciclo combinato a gas.
Analogamente la presenza di denitrificatori permette di ridurre le emissioni di ossidi di azoto, ma queste restano comunque circa 4,5 volte superiori rispetto a quelle del gas.
Per quanto riguarda le emissioni di polveri fini (PM), anche con l’introduzione di filtri a manica,queste risultano ben 71 volte superiori rispetto a quelle del gas.

Occorre però anche dire che la capacità di trattenere il particolato da parte dei filtri a manica si limita al PM10; i filtri sono assai meno efficaci sul PM2.5 e praticamente inutili per trattenere le polveri ultra fini (PM 0.1, f<> che, proprio per le loro dimensioni ridotte sono in grado di penetrare negli alveoli polmonari veicolando pericolosi contaminanti all’interno del nostro organismo, fattore questo che costituisce oggi la causa più importante di incremento della mortalità e della morbilità (frequenza di una malattia in una popolazione).
La combustione del carbone costituisce poi una delle principali cause di inquinamento da mercurio che, penetrando nella catena alimentare dell’uomo, soprattutto attraverso i pesci, può causare ritardo mentale, difficoltà di apprendimento, ritardo nello sviluppo neurologico, deficit del linguaggio, della funzione motoria, dell’attenzione. Svariati studi condotti in nord america correlano i forti rischi di esposizione al mercurio con le prime fasi dello sviluppo embrionale.
Il processo di combustione del carbone rilascia anche svariate decine di sostanze tossiche inquinanti, tra cui Arsenico, Cromo e Cadmio che sono causa di gravi patologie.
Venendo poi alle emissioni di carbonio, possiamo vedere come queste siano praticamente doppie rispetto a quelle di una centrale a gas.
Il punto è che, a prescindere dalla tecnologia impiantistica adottata, le emissioni di CO2 sono strettamente legate al tipo di combustibile fossile (petrolio, carbone, gas) impiegato, ovvero al suo contenuto di carbonio. Oggi ancora non sono disponibili meccanismi di cattura adeguati e sicuri del CO2 che permettano di limitarne l’effetto climalterante e il conseguente impatto ambientale.
Le uniche possibilità, attualmente percorribili, sono quindi di aumentare l’efficienza dell’impianto usando minori quantitativi di combustibile oppure scegliere la fonte energetica che, a parità di kWh prodotto, presenta le più basse emissioni.
All’atto pratico anche ricorrendo alla migliore tecnologia a carbone per ogni kWh prodotto emetteremo oltre 770 grammi di CO2 contro i 368 del gas naturale in impianti a ciclo combinato.
Anche tenendo conto delle fasi di precombustione, il vantaggio del gas sul carbone rimanenotevole: 1 kWh da gas pesa circa la metà di uno da carbone.

Kyoto e CO2

Il fatto che una centrale a carbone emette un quantitativo di CO2 doppio rispetto ad un impianto di pari potenza alimentato a metano rende il carbone la peggiore scelta per il conseguimento degli obiettivi di Kyoto, volti a contenere le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.
Il cosiddetto “carbone pulito” (ad esempio quello usato nell’impianto di Civitavecchia), determinerà l’emissione di circa 810 g di CO2 per kWh prodotto. Questo significa che la centrale in un anno immetterà in atmosfera circa 11.066.220 di tonnellate di CO2 (1.980 MW, 6.900 ore di funzionamento).
Praticamente 6.038.604 di tonnellate in più rispetto ad un ciclo combinato a gas dipari potenza.
Considerato che le tecniche di cattura del carbonio (CCS) sono ancora ad un livello sperimentale e che la stessa IEA (Agenzia Energetica Internazionale) ha recentemente dichiarato come ci vorranno ancora alcuni decenni per renderle operative, in un periodo storico in cui occorre ridurre drasticamente le emissioni climalteranti, appare un azzardo puntare su un combustibile come il carbone.
Sul piano economico occorre rammentare che la presunta economicità del carbone è solo apparente e momentanea: nel rispetto degli impegni di Kyoto e successivi, la normativa ETS stabilisce un costo per le emissioni di CO2, questo svantaggerà sempre più la generazione di elettricità da carbone.
In sostanza il meccanismo dell’emission trading è disegnato in modo da annullare la convenienza economica del carbone. Dal momento che il costo della quota di ET sarà uguale al costo di abbattimento delle emissioni e dal momento che una quota considerevole di tale abbattimento avviene nel settore termoelettrico, il costo della quota sarà uguale al costo di sostituzione di un kWh a carbone con un kWh a gas.
Dal momento che il prezzo finale dell’energia ingloba il valore della quota (allocata gratuitamente al produttore), il carbone è conveniente solo per i produttori ma non per i consumatori.

Altri aspetti

Nel valutare l’impatto ambientale delle centrali a carbone (anche quello “pulito”) si deve tenere conto di molti altri aspetti, ad iniziare dalla dispersione delle polveri durante le operazioni di approvvigionamento delle materia prime e della movimentazione dei materiali da smaltire (carbone, calcare, gesso e ceneri).
Occorre quindi considerare che una centrale della potenza di circa 2.000 MW (ad es. come quella diCivitavecchia), brucerà circa 5.000.000 di tonnellate all’anno di carbone che produrranno oltre 550.000 tonnellate di ceneri da smaltire.
Inoltre, saranno consumate oltre 180.000 tonnellate anno di calcare per i filtri desolforatori e 13.000 tonnellate di urea per i denitrificatori.
La centrale consumerà poi oltre 1 milione di metri cubi di acqua all’anno per gli impianti di raffreddamento e quasi 2,5 milioni per desolforatori. L’impianto produrrà ogni anno quasi 1 milione di metri cubi di acque inquinate e 6.000 tonnellate di fanghi derivanti dal trattamento delle acque che dovranno essere smaltite in discariche per rifiuti speciali.
...........E POI LO CHIAMANO CARBONE PULITO!


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Tratto da "Tarquinia Il Blog di Emanuela Fanelli"
POLVERI SOTTILI IN CAMBIO DI...ASFALTO
E la prospettiva?


In questo periodo le strade di Tarquinia stanno godendo di un lifting eccezionale: rifacimenti al nord, al centro, al sud.
“Finalmente!” Ci siamo detti tutti, oppure... non proprio tutti.
E già! Perché quando si scopre che questa operazione di facciata viene pagata con i soldi dell’Enel...(cioè con i soldi che noi diamo all’Enel e che l'Enel ci ridistribuisce in cambio della centrale a carbone) la cosa cambia e l’iniziale soddisfazione si trasforma in...perplessità, disagio, delusione.
In sintesi: per poter inquinare più agevolmente con le nostre automobili (guai ad andare a piedi quando si può!), inquiniamo anche l’aria che respiriamo con la centrale a carbone.
Come la giro la giro mi sembra il massimo dell’idiozia.
Se poi aggiungiamo che tra poco godremo anche dei gas di scarico di autotreni e tir che scorrazzeranno sulla nuova autostrada... possiamo chiudere il cerchio.
Tra qualche anno le nostre strade saranno di nuovo da rifare e la nostra aria...

Non me la prendo con gli amministratori locali: loro, come me, sono frutto di una involuzione della politica che ha abbandonato gli ideali per la ricerca del consenso tout court (Berlusconi docet!).
Me la prendo con l’involuzione dell’etica civica, dell’etica di ognuno di noi che lentamente sta perdendo la prospettiva. Applichiamo sempre più il brutto proverbio “meglio l’uovo oggi..." senza soffermarci troppo sulle qualità o sui difetti dell’uovo e senza porci troppe domande sulle conseguenze di un eccessivo ingurgitamento di frittate.

In ognuno di noi, anche gli illuminati, anche gli intellettuali (ce ne sono ancora?) sta montando il minimalismo. Senza volerlo impariamo ad accontentarci, a giustificarci, ad assolverci, e in questa totale mancanza di prospettiva a sperperare le nostre risorse.
Nel mio mozzico di giardino ho la fortuna di avere ciò che rimane di un olivo secolare, che, grazie alla sensibilità dei nonni di mio marito, è riuscito a resistere.
Per consolarmi lo guardo spesso, simbolo della resistenza, simbolo della sopravvivenza, nonostante noi.