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01 marzo 2018

ISDE ITALIA …. PER UN AMBIENTE SALUBRE E PULITO IN ITALIA

Tratto da Isde 

Pubblicato su  

Nelle giornate del 9-10-11 Febbraio a Sansepolcro (AR),....si sono svolte le riunioni di vari organi dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.........

E’ emersa la necessità di un forte impegno nell’advocacy in relazione agli effetti dell’inquinamento ambientale e dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo e del pianeta.
Di fronte a situazioni di inquinamento ambientale con importanti effetti negativi sulla salute degli individui e delle comunità (come nelle realtà della Terra dei Fuochi e di Taranto, Torino, Vicenza, ecc.), nel ribadire con forza come sia necessario privilegiare politiche di prevenzione primaria ambientale e sanitaria, ISDE Italia ritiene che sia importante ricercare una stretta collaborazione tra agenzie governative, società civile e comunità scientifica. Ritiene inoltre indispensabile realizzare iniziative rivolte alla formazione e all’aggiornamento dei medici, degli altri operatori della salute e dell’ambiente, di ogni professione intellettuale e dei cittadini . Reputa inoltre fondamentale promuovere forme di partecipazione alla didattica con iniziative rivolte all’educazione alla salute nelle scuole (Progetto “Ambiente è salute – parliamone a scuola”).
L’impegno deve essere massimo e orientato alla promozione di una società sostenibile ed integrale dove tutti si sentano responsabilmente coinvolti in un radicale mutamento delle abitudini e dei costumi, per il futuro dell’ umanità.
A questo fine ISDE Italia si appella altresì a tutte le forze politiche affinché il binomio Ambiente-Salute sia uno dei punti fondamentali dei programmi elettorali per un concreto impegno rivolto al superamento delle molteplici criticità oggi presenti e indirizzato verso scelte ed azioni per un futuro di salute, di benessere e di equità con le proposte elaborate in vista delle elezioni del 4 marzo 2018.

01 marzo 2013

1)Sussidi alle fonti fossili: nel 2011 sono stati 620 miliardi 2)Elezioni:terremoto politico, i segnali e le opportunità da cogliere

Tratto da  Zeroemission
Sussidi alle fonti fossili: nel 2011 sono stati 620 miliardi

Anche secondo l'ultima analisi della Global Subsidies Initiative e dell'International Energy Agency (Iea), a livello globale, le sovvenzioni concesse alle fonti fossili sarebbero diverse volte superiori agli incentivi per le rinnovabili.
Sussidi alle fonti fossili: nel 2011 sono stati 620 miliardi
Delle sovvenzioni alle fonti fossili e della loro reale entità - di molto superiore a quella degli incentivi alle rinnovabili - abbiamo già lungamente discusso. Senza contare che, a queste, vanno aggiunti ulteriori costi ambientali e sanitari a carico della collettività.   
Ma oggi, le ultime stime effettuate dalla Global Subsides Initiative e dall'International Energy Agency (Iea) riferiscono di somme da capogiro che i Governi mondiali versano come sussidi alle già prolifiche attività delle società operanti nel mercato delle fonti fossili.  
Nel corso del 2011 sono più di 620 miliardi dollari sono stati spesi a livello mondiale per sovvenzionare l'energia da gas, petrolio e carbone (circa il 20% in più rispetto all'anno precedente), contro gli 88 miliardi spesi per incentivare lo sviluppo delle rinnovabili.

........Leggi l'articolo integrale


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Tratto da Qualenergia

Il terremoto politico, i segnali e le opportunità da cogliere


Ascolta audio (mp3 – durata 1’32’’)
Gli effetti del terremoto politico post elezioni si vedranno solo nei prossimi giorni, ma è evidente la chiara volontà dei cittadini di diventare protagonisti di molte decisioni fondamentali del nostro Paese e della loro gestione dal basso. Non mancheranno indicazioni di carattere internazionale a vari livelli, a cominciare dai mercati, da cui potrebbe emergere un rischio di instabilità.
Sarà comunque necessaria una riflessione sui rapporti tra cittadini e politica, e soprattutto sui contenuti.  
Da questo punto di vista, riguardo alle tematiche ambientali ed energetiche, ad esempio il Movimento 5 Stelle ha espresso con forza molti temi interessanti che vanno dal decentramento della produzione all’efficienza energetica e per le fonti rinnovabili.
Saper cogliere questo segnale di cambiamento da parte della politica può anche portare, in una situazione turbolenta come quella attuale, a un ulteriore passaggio verso la transizione energetico-ambientale che sta già avvenendo su scala globale.
È questa la sfida da afferrare, mettendo anche in luce la possibilità di usare, in modo anticiclico rispetto all’attuale crisi economica, tutte le soluzioni che possono generare occupazione.
L’opinione di Gianni Silvestrini a Ecoradio.

23 febbraio 2013

1)TIRRENO POWER,interrogazione al sindaco"FACCIA RICORSO CONTRO LA CONCESSIONE AIA". 2)WWF:Gli impatti del carbone sulla salute


 TIRRENO POWER,interrogazione al sindaco"FACCIA RICORSO CONTRO LA CONCESSIONE AIA".
Immagine tratta da "La Stampa "di oggi 23 febbraio 2013. 
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2) Gli impatti  da  non dimenticare ....

Dedicato a quei partiti politici che continuano a  voler riversare sul nostro futuro montagne di carbone ,a quei pubblici amministratori che lo permettono.... e a quei cittadini che domani 24 febbraio    e  lunedì 25 andranno a votare.  


 Tratto da WWF

Gli impatti del carbone sulla salute

La letteratura scientifica che documenta come l’inquinamento causato dai combustibili fossili sia causa di gravi patologie umane è ormai sterminata. Le centrali a carbone emettono sostanze pericolosissime in grado di minacciare la salute. Inoltre, è dimostrato altrettanto bene come l’inquinamento atmosferico non sia un problema solo locale, ma in grado di diffondersi su aree molto più ampie e come alcuni contaminanti resistano nel tempo per un periodo molto lungo.

Dalle ciminiere delle centrali a carbone escono le più svariate sostanze tossiche: metalli pesanti come arsenico e mercurio, polveri sottili e ultrasottili, anidride solforosa e biossido di azoto, per citarne solo qualcuno. Analizziamo qui sotto le principali.


Polveri sottili
Innanzitutto, ve ne sono di diversi tipi. A parte il famigerato PM10, esistono polveri ancora più sottili (il cosiddetto particolato fine e ultrafine, PM2.5, PM0.1 o di dimensioni ancora inferiori) che sono molto più pericolosi del primo e sono difficilmente catturabili dai filtri installati nelle centrali.
Il particolato ultrafine è in grado di penetrare molto in profondità nei polmoni; in alcuni casi riesce a superare la barriera polmonare e a entrare direttamente nel flusso sanguigno.

Una vasta letteratura scientifica documenta come l’esposizione al particolato sia, nel brevissimo periodo, accompagnata da un consistente incremento di casi di mortalità. Ad essere colpiti sono, soprattutto, il sistema respiratorio e quello cardiocircolatorio. Molti studi documentano anche il potenziale effetto cancerogeno delle polveri fini e ultrafini: ad esempio è stata dimostrata una correlazione significativa tra aumento delle emissioni di particolato e l’incremento di incidenza dei tumori al polmone.

Mercurio
La combustione del carbone costituisce una delle principali cause d’inquinamento da mercurio. Negli USA, per esempio, il 41% delle emissioni totali di mercurio del paese sono provocate da centrali a carbone. Il mercurio e i suoi composti sono persistenti nell’ambiente ed estremamente tossici per tutte le specie viventi. Sull’uomo dosi elevate il mercurio possono avere effetto letale, ma anche dosi relativamente ridotte possono provocare impatti molto negativi sullo sviluppo neurologico.
Una ricerca americana ha quantificato l’impatto del mercurio da carbone sullo sviluppo dell’intelligenza dei bambini in ben 1,3 miliardi di dollari l’anno. E il giudizio sarebbe stato ancora più severo se si fossero tenuti in considerazione gli effetti conclamati del mercurio sull’apparato riproduttivo, cardiovascolare e sul sistema immunitario.
Questo pericoloso contaminante tende ad accumularsi nei pesci e, soprattutto frutti di mare che, se mangiati dalle donne in gravidanza, arrivano a colpire l’embrione, causando ritardo mentale, difficoltà di apprendimento, ritardo nello sviluppo neurologico, deficit del linguaggio, della funzione motoria e dell’attenzione.

Anidride solforosa
L’anidride solforosa è un gas incolore che proviene soprattutto dagli impianti a carbone. La gravità degli impatti sanitari sull’uomo dipenda dalla concentrazione e dal periodo di esposizione, ma anche esposizioni di breve durata possono avere effetti negativi sull’apparato respiratorio umano.
Inoltre, l’anidride solforosa combinandosi con l’acqua si trasforma in acido solforico, il responsabile delle famigerate piogge acide che causano danni a foreste e acque dolci, deteriorano monumenti ed edifici e impoveriscono il suolo degli elementi nutritivi fondamentali per la crescita delle piante e per la salute dei microrganismi.

Biossido di azoto
Il biossido di azoto, come l’anidride solforosa, trasformandosi in acido nitrico contribuisce alla formazione di piogge acide che causano danni a foreste e acque dolci, deteriorano monumenti ed edifici e impoveriscono il suolo degli elementi nutritivi fondamentali per la crescita delle piante e per la salute dei microrganismi.  

Le centrali di ultima generazione: carbone pulito?

Le centrali a carbone di ultima generazione sono dotate di tecnologie (filtri antiparticolato, desolforatori e denitrificatori) in grado di ridurre la concentrazione di sostanze nocive emesse in atmosfera. Malgrado la loro presenza però, la quantità di inquinanti emessi da queste centrale a carbone di “ultima generazione” sono sempre molto superiori rispetto a quelli di una centrale a gas. La quantità di polveri sottili emesse è 70 volte superiore, le emissioni di anidride solforosa sono circa 140 volte superiori mentre quelle di biossido di azoto 4,5 volte superiori
Inoltre anche i filtri più efficaci ancora non sono in grado di catturare il particolato ultrafine (PM 0.1), quello più dannoso per l’uomo visto che è in grado di oltrepassare la barriera polmonare ed entrare in circolo nel sangue.


SO2
NOX
PM
CO2
EMISSIONI SPECIFICHE
mg/kWh
mg/kWh
mg/kWh
g/kWh
Centrale a carbone USC
280
420
71
770
Centrale a ciclo combinato a gas (CC)
2
95
1
368


Dossier "Il carbone in Italia"

Carbone: un ritorno al passato inutile e pericoloso :Scarica il pdf del Dossier

WWF Italia - Il carbone italiano non sembra molto... ma rovina tutto 


17 febbraio 2013

1)SALUTE-AMBIENTE-LAVORO 2)Elezioni, a Genova il flash mob di Greenpeace: “Io non voto”



  Bell' immagine tratta da Facebook del Dottor  Giovanni Ghirga Medico ISDE dell' Alto Lazio.

  SALUTE-AMBIENTE-LAVORO  sono  VALORI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA SOCIETA'.
  
Ma il lavoro deve potersi svolgere con il  "massimo rispetto  della salute dei lavoratori stessi"  , dei cittadini che abitano il territorio circostante  e con la fondamentale tutela  dell' ambiente che li circonda . 
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elezioni, flash mob greenpeace

Tratto da  Genova 24.it

Elezioni, a Genova il flash mob di Greenpeace: “Io non voto”
Genova. Flash mob dei volontari di Greenpeace a Genova, che hanno portato nel centro cittadino la sagoma di una centrale a carbone e le emissioni inquinanti nell’atmosfera.
Lo scopo dei volontari è quello di sottolineare simbolicamente gli ingenti danni causati all’ambiente e all’uomo dall’uso del carbone come fonte energetica, insieme alla necessità di puntare su un modello di approvvigionamento energetico basato su efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Gli striscioni mostrati dai volontari durante il flash mob di ieri  richiamano la piattaforma online “iononvivoto.org”, tramite la quale ad oggi oltre 52 mila cittadini hanno lanciato un chiaro messaggio ai politici candidati a governare il Paese, chiedendo loro di schierarsi dalla parte di un futuro di energia pulita, distante dall’inquinamento e dai disastri causati da carbone e petrolio.
“Il nostro non è un messaggio astensionista” afferma Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. “Al contrario, pensiamo sia giunto il momento in cui i cittadini devono porre delle condizioni chiare e inequivocabili a chi si candida a governarli. 
 Aderendo alla nostra petizione online si manda un messaggio diretto: il mio voto non è disponibile a chi vuole fare dell’Italia un nuovo Texas petrolifero, a chi consente la costruzione di nuove centrali a carbone, a chi frena la crescita delle energie rinnovabili e con essa l’occupazione e l’economia”.
Riguardo le pesanti ricadute su ambiente e salute derivanti dall’uso del carbone, i dati principali – estratti da uno studio commissionato da Greenpeace all’istituto di ricerca indipendente SOMO, in riferimento alle emissioni del 2009 – stimano i danni della produzione termoelettrica a carbone di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime); e misurano gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di morte attesi. Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni – costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.
“A Genova, proprio riguardo la centrale a carbone di Enel, la procura della Repubblica è recentemente intervenuta aprendo un fascicolo con l’iscrizione dei reati per ‘violazioni di tipo ambientale’, riguardo al mancato rispetto di prescrizioni tecniche imposte dal Ministero dell’Ambiente”, sottolinea l’associazione.


16 febbraio 2013

Eco-messaggio alla politica: “Dite qualcosa di ambientalista”


Tratto da Il Fatto Quotidiano

Eco-telegramma alla politica: “Dite qualcosa di ambientalista”


Roberto Burdese   Presidente Slow Food Italia
Eravamo stati facili profeti nel prevedere che questa brutta campagna elettorale avrebbe quasi del tutto dimenticato ambiente, agricoltura, alimentazione e dintorni.  
Certo, tutti i programmi fanno riferimento a questi temi, ma quasi mai i leader nazionali (mai i candidati a guidare il futuro Governo) sono entrati nel merito e hanno dato risposte esaustive. 
Eppure le organizzazioni della società civile, con uno sforzo senza precedenti, hanno prodotto moltissimi documenti ricchi e articolati, segno della loro maturità e competenza (e segno anche della gravità della situazione).
Per non lasciare nulla di intentato e cercare almeno un segnale soddisfacente prima della chiusura della campagna elettorale, un cartello di associazioni assieme ad alcuni imprenditori legati all’idea di innovazione verde, hanno firmato un  ECO-telegramma in 7 punti alla politica.


Con Last Minute Market, l’associazione contro lo spreco che ha promosso l’ECO-telegramma, ci sono le associazioni ambientaliste che hanno elaborato nelle scorse settimane l’Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Belpaese (Club Alpino Italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace, Legambiente, Touring Club e Wwf); Slow Food che ha lanciato gli Appunti per le politiche alimentari; Libera e Gruppo Abele di Don Ciotti che hanno raccolto 120 mila firme di cittadini per la petizione contro la corruzione Riparte il futuro; associazioni e imprenditori impegnati nel campo dell’economia sostenibile come APER (che raccoglie centinaia di aziende e ha elaborato un documento con 26 Azioni per lo sviluppo delle rinnovabili)Alce Nero (la cooperativa di agricoltori e apicoltori che rappresenta uno dei più affermati marchi del biologico italiano) e Eataly.
Ecco il testo del messaggio:


“Ai candidati premier, ai leader di partito: crisi ambientale si aggrava assieme a quella economica stop  Politica si occupa solo di alleanze stop Prossima settimana di campagna elettorale è ultima occasione per dire quello che farete per ambiente e green economy stop Ed ecco su quali priorità  stop.



Il prossimo Parlamento e il prossimo Governo si troveranno a gestire una serie di emergenze economiche, sociali e ambientali come mai è capitato dal dopoguerra a oggi. Le varie crisi sono intrecciate e stanno diventando un groviglio inestricabile. 
 Per trovare il bandolo della matassa ci vuole il coraggio di scelte epocali, che qualcuno chiama radicali ma che sarebbe giusto considerare semplicemente lungimiranti. Sono scelte che prima o poi saremo costretti a prendere, che già abbiamo rinviato da troppo tempo. Sono anche scelte che, una volta prese, potranno dare vita a un nuovo rinascimento italiano, creando nuove e straordinarie opportunità di lavoro e di un nuovo e diffuso benessere per il nostro Paese.  
Le proposte dell’ECO-telegramma sono il primo passo di questo cambio di rotta: non sono derogabili e i candidati a sedere in Parlamento e a guidare il prossimo governo devono chiaramente dire agli elettori che cosa intendono fare rispetto ai temi su cui li sollecitiamo.
Tutto questo in attesa (e nella mai sopita speranza) di vivere finalmente un giorno in un Paese normale, dove c’è un progetto di futuro che guarda a 20 o 30 anni, che ci aiuta a prendere le scelte giuste anche per i problemi più immediati e urgenti.

21 gennaio 2013

Verso le elezioni, Greenpeace chiede ai leader politici risposte su energia e ....ambiente

Tratto da Help Consumatori

Verso le elezioni, Greenpeace chiede ai leader risposte su energia e ambiente


IoNonViVoto.org non è una campagna astensionista. Al contrario: chiediamo a tutti i leader politici e a chi si candida a governare il Paese impegni precisi per salvaguardare ambiente, salute, economia e occupazione”.  

È quanto si legge sulla petizione online di Greenpeace www.iononvivoto.org, già firmata da circa 45 mila cittadini, 
 i quali hanno detto che non voteranno chi non si impegna per contrastare l’uso delle fonti fossili, carbone e petrolio, nella produzione di energia e non voteranno chi non sostiene la crescita delle fonti rinnovabili.
Oltre alle firme, informa Greenpeace, tutti i candidati alle elezioni hanno ricevuto anche un questionario di Greenpeace sul futuro energetico del Paese. Alcuni candidati e di diverso orientamento politico hanno risposto ....... ma non i candidati principali: Pier Luigi Bersani, Mario Monti e Silvio Berlusconi, finora rimasti in silenzio.
Il questionario, nove domande nella forma sì-no, chiede fra l’altro di cancellare ogni progetto di nuova centrale a carbone, impegnandosi a dimezzare la produzione elettrica da carbone entro il 2020 e ad azzerarla entro il 2030; 
 di cambiare i vertici Enel; di allontanare le trivelle dalle coste italiane e di aumentare la fiscalità sulle estrazioni di greggio; di rimuovere gli ostacoli alla realizzazione degli impianti da energie rinnovabili, di attuare una nuova fiscalità energetica e di puntare sull’efficienza in tutti i settori, rendendo obbligatorio in Italia l’obiettivo del 20% di efficienza in più al 2020.
Mancano ancora le risposte dei tre leader principali, afferma Greenpeace.

La distanza dei partiti e dei loro leader dai cittadini si misura anche da atteggiamenti come questo – commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace I candidati non rispondono a noi come alle migliaia di cittadini che li interpellano.
 Eppure si tratta di domande su argomenti importanti: vogliono  eliminare progressivamente l’utilizzo del carbone, fermare l’estrazione petrolifera a mare, promuovere seriamente le fonti rinnovabili, 
o no?”
Per Greenpeace e i circa 45 mila cittadini che finora hanno firmato la petizione ci sono almeno tre emergenze su cui i partiti e i loro leader devono esprimersi: “il Mediterraneo svenduto alle compagnie petrolifere per sfruttare giacimenti miseri”; le emissioni delle centrali a carbone operanti in Italia, che causano  570 morti premature l’anno e danni sanitari, economici e ambientali per oltre 2,6 miliardi di euro; 
le fonti rinnovabili, l’unico settore che ha resistito alla crisi continuando a generare ricchezza e occupazione, che è sempre più frenato da burocrazia e incertezza normativa. 
Solo nel 2010, afferma Greenpeace, e senza contare gettito fiscale, benefici ambientali, contributo al PIL, le rinnovabili hanno fatto risparmiare al Paese 8-10 miliardi in mancate importazioni di fonti fossili.

30 novembre 2011

Ordine dei Medici di Savona: Ugo Trucco riconfermato presidente

Tratto da Savona News

Elezioni dell'Ordine dei Medici di Savona: Ugo Trucco riconfermato presidente

Nei giorni 26-27-28 novembre 2011 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Savona. Vi è stata  una rilevante partecipazione di votanti (605 medici e 145 odontoiatri) che ha fatto superare largamente il quorum. E’ stata presentata una lista unitaria con medici rappresentativi dei 4 Ospedali della Provincia, dei tre sindacati dei medici di famiglia, dei liberi professionisti e degli specialisti ambulatoriali la quale ha ricevuto un notevolissimo consenso. Particolarmente votato è stato il Presidente uscente, Dr. Ugo Trucco, che ha ricevuto la fiducia di oltre il 90% dei votanti.
Interpellato, il Dr. Trucco, nel dichiararsi soddisfatto del risultato raggiunto e dell’afflusso, oltre le previsioni. In un momento di particolare difficoltà della sanità e dei medici, che sono sempre più condizionati dai tagli che determinano  ripercussioni sulla qualità delle cure, il Presidente uscente afferma che la fiducia espressa alla lista proposta, darà continuità a quanto svolto nel precedente mandato e impegnerà il Consiglio Direttivo, che si sta insediando, ad essere ancora più incisivo nella difesa della professione e nella tutela della salute dei cittadini.
Risulta inaccettabile che ogni decisione sia presa senza che i medici siano preventivamente coinvolti e resi responsabili nelle scelte operative a loro imposte ed è indispensabile far capire ai decisori (politici ed amministratori) che se la cura delle malattie ha un costo, il porre rimedio ad esse è infinitamente maggiore sia in termini etici che di valutazione economica a lungo termine e questo sarà uno dei principali obiettivi su cui si impegneranno i Colleghi eletti.Leggi tutto


ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI SAVONA ELEZIONI 2012 – 2014