UNITI PER LA SALUTE E' UNA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ODV APARTITICA, PERSEGUE FINI DI SOLIDARIETA' SOCIALE, CIVILE E CULTURALE: PROMUOVE E SOSTIENE INIZIATIVE,INTERVENTI, INFORMAZIONI FINALIZZATI AL MIGLIORAMENTO DI VITA E DI SALUTE DEI CITTADINI DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SAVONA.
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Nelle giornate del 9-10-11 Febbraio a Sansepolcro (AR),....si sono svolte le riunioni di vari organi dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.........
E’ emersa la necessità di un forte impegno nell’advocacy in relazione agli effetti dell’inquinamento ambientale e dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo e del pianeta.
Di fronte a situazioni di inquinamento ambientale con importanti effetti negativi sulla salute degli individui e delle comunità (come nelle realtà della Terra dei Fuochi e di Taranto, Torino, Vicenza, ecc.), nel ribadire con forza come sia necessario privilegiare politiche di prevenzione primaria ambientale e sanitaria, ISDE Italia ritiene che sia importante ricercare una stretta collaborazione tra agenzie governative, società civile e comunità scientifica. Ritiene inoltre indispensabile realizzare iniziative rivolte alla formazione e all’aggiornamento dei medici, degli altri operatori della salute e dell’ambiente, di ogni professione intellettuale e dei cittadini . Reputa inoltre fondamentale promuovere forme di partecipazione alla didattica con iniziative rivolte all’educazione alla salute nelle scuole (Progetto “Ambiente è salute – parliamone a scuola”). L’impegno deve essere massimo e orientato alla promozione di una società sostenibile ed integrale dove tutti si sentano responsabilmente coinvolti in un radicale mutamento delle abitudini e dei costumi, per il futuro dell’ umanità.
A questo fine ISDE Italia si appella altresì a tutte le forze politiche affinché il binomio Ambiente-Salute sia uno dei punti fondamentali dei programmi elettorali per un concreto impegno rivolto al superamento delle molteplici criticità oggi presenti e indirizzato verso scelte ed azioni per un futuro di salute, di benessere e di equità con le proposte elaborate in vista delle elezioni del 4 marzo 2018.
Sussidi alle fonti fossili: nel 2011 sono stati 620 miliardi
Anche secondo l'ultima analisi della Global
Subsidies Initiative e dell'International Energy Agency (Iea), a livello
globale, le sovvenzioni concesse alle fonti fossili sarebbero diverse
volte superiori agli incentivi per le rinnovabili.
Sussidi alle fonti fossili: nel 2011 sono stati 620 miliardi
Delle sovvenzioni
alle fonti fossili e della loro reale entità - di molto superiore a
quella degli incentivi alle rinnovabili - abbiamo già lungamente
discusso. Senza contare che, a queste, vanno aggiunti ulteriori costi
ambientali e sanitari a carico della collettività. Ma oggi, le ultime
stime effettuate dalla Global Subsides Initiative e dall'International Energy Agency (Iea)
riferiscono di somme da capogiro che i Governi mondiali versano come
sussidi alle già prolifiche attività delle società operanti nel mercato
delle fonti fossili. Nel corso del 2011 sono più di 620 miliardi dollari
sono stati spesi a livello mondiale per sovvenzionare l'energia da gas,
petrolio e carbone (circa il 20% in più rispetto all'anno precedente),
contro gli 88 miliardi spesi per incentivare lo sviluppo delle
rinnovabili. ........Leggi l'articolo integrale
Gli effetti del terremoto politico post elezioni
si vedranno solo nei prossimi giorni, ma è evidente la chiara volontà
dei cittadini di diventare protagonisti di molte decisioni fondamentali
del nostro Paese e della loro gestione dal basso. Non mancheranno
indicazioni di carattere internazionale a vari livelli, a cominciare dai
mercati, da cui potrebbe emergere un rischio di instabilità.
Sarà comunque necessaria una riflessione sui rapporti tra cittadini e politica, e soprattutto sui contenuti.
Da questo punto di vista, riguardo alle tematiche ambientali ed energetiche, ad esempio il Movimento 5 Stelle
ha espresso con forza molti temi interessanti che vanno dal
decentramento della produzione all’efficienza energetica e per le fonti
rinnovabili.
Saper cogliere questo segnale di cambiamento da parte della politica può anche portare, in una situazione turbolenta come quella attuale, a un ulteriore passaggio verso la transizione energetico-ambientale che sta già avvenendo su scala globale.
È
questa la sfida da afferrare, mettendo anche in luce la possibilità di
usare, in modo anticiclico rispetto all’attuale crisi economica, tutte
le soluzioni che possono generare occupazione.
TIRRENO POWER,interrogazione al sindaco"FACCIA RICORSO CONTRO LA CONCESSIONE AIA".
Immagine tratta da "La Stampa "di oggi 23 febbraio 2013.
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2) Gli impatti da non dimenticare ....
Dedicato
a quei partiti politici che continuano a voler riversare sul nostro
futuro montagne di carbone,a quei pubblici amministratori che lo permettono.... e a quei cittadini che domani 24 febbraio e lunedì 25
andranno a votare.
La letteratura scientifica che documenta come
l’inquinamento causato dai combustibili fossili sia causa di gravi
patologie umane è ormai sterminata. Le centrali a carbone emettono
sostanze pericolosissime in grado di minacciare la salute. Inoltre, è
dimostrato altrettanto bene come l’inquinamento atmosferico non sia un
problema solo locale, ma in grado di diffondersi su aree molto più ampie
e come alcuni contaminanti resistano nel tempo per un periodo molto
lungo.
Dalle ciminiere delle centrali a carbone escono le più svariate
sostanze tossiche: metalli pesanti come arsenico e mercurio, polveri
sottili e ultrasottili, anidride solforosa e biossido di azoto, per
citarne solo qualcuno. Analizziamo qui sotto le principali.
Polveri sottili Innanzitutto, ve ne sono di diversi tipi. A parte il famigerato PM10, esistono polveri ancora più sottili (il cosiddetto particolato fine e ultrafine,
PM2.5, PM0.1 o di dimensioni ancora inferiori) che sono molto più
pericolosi del primo e sono difficilmente catturabili dai filtri
installati nelle centrali.
Il particolato
ultrafine è in grado di penetrare molto in profondità nei polmoni; in
alcuni casi riesce a superare la barriera polmonare e a entrare
direttamente nel flusso sanguigno.
Una vasta
letteratura scientifica documenta come l’esposizione al particolato sia,
nel brevissimo periodo, accompagnata da un consistente incremento di
casi di mortalità. Ad essere colpiti sono, soprattutto, il sistema
respiratorio e quello cardiocircolatorio. Molti studi documentano anche
il potenziale effetto cancerogeno delle polveri fini e ultrafini: ad
esempioè stata dimostrata una correlazione significativa tra aumento delle emissioni di particolato e l’incremento di incidenza dei tumori al polmone.
Mercurio
La combustione del carbone costituisce una delle principali cause
d’inquinamento da mercurio. Negli USA, per esempio, il 41% delle
emissioni totali di mercurio del paese sono provocate da centrali a
carbone. Il mercurio e i suoi composti sono persistenti nell’ambiente ed
estremamente tossici per tutte le specie viventi. Sull’uomo dosi
elevate il mercurio possono avere effetto letale, ma anche dosi
relativamente ridotte possono provocare impatti molto negativi sullo
sviluppo neurologico.
Una ricerca americana ha quantificato l’impatto del mercurio da carbone sullo sviluppo dell’intelligenza dei bambini in ben 1,3 miliardi di dollari l’anno.
E il giudizio sarebbe stato ancora più severo se si fossero tenuti in
considerazione gli effetti conclamati del mercurio sull’apparato
riproduttivo, cardiovascolare e sul sistema immunitario. Questo pericoloso contaminante tende ad accumularsi nei pesci e,
soprattutto frutti di mare che, se mangiati dalle donne in gravidanza,
arrivano a colpire l’embrione, causando ritardo mentale, difficoltà di
apprendimento, ritardo nello sviluppo neurologico, deficit del
linguaggio, della funzione motoria e dell’attenzione.
Anidride solforosa L’anidride solforosa è un gas incolore
che proviene soprattutto dagli impianti a carbone. La gravità degli
impatti sanitari sull’uomo dipenda dalla concentrazione e dal periodo di
esposizione, ma anche esposizioni di breve durata possono avere effetti negativi sull’apparato respiratorio umano.
Inoltre, l’anidride solforosa combinandosi con l’acqua si trasforma in acido solforico, il responsabile delle famigerate piogge acide
che causano danni a foreste e acque dolci, deteriorano monumenti ed
edifici e impoveriscono il suolo degli elementi nutritivi fondamentali
per la crescita delle piante e per la salute dei microrganismi.
Biossido di azoto
Il biossido di azoto, come l’anidride solforosa, trasformandosi in acido
nitrico contribuisce alla formazione di piogge acide che causano danni a
foreste e acque dolci, deteriorano monumenti ed edifici e impoveriscono
il suolo degli elementi nutritivi fondamentali per la crescita delle
piante e per la salute dei microrganismi.
Le centrali di ultima generazione: carbone pulito?
Le centrali a carbone di ultima generazione sono dotate di tecnologie
(filtri antiparticolato, desolforatori e denitrificatori) in grado di
ridurre la concentrazione di sostanze nocive emesse in atmosfera.
Malgrado la loro presenza però, la quantità di inquinanti emessi da
queste centrale a carbone di “ultima generazione” sono sempre molto
superiori rispetto a quelli di una centrale a gas.La quantità di
polveri sottili emesse è 70 volte superiore, le emissioni di anidride
solforosa sono circa 140 volte superiori mentre quelle di biossido di
azoto 4,5 volte superiori. Inoltre anche i filtri più efficaci ancora
non sono in grado di catturare il particolato ultrafine (PM 0.1), quello
più dannoso per l’uomo visto che è in grado di oltrepassare la barriera
polmonare ed entrare in circolo nel sangue.
Bell' immagine tratta da Facebook del Dottor Giovanni Ghirga Medico ISDE dell' Alto Lazio.
SALUTE-AMBIENTE-LAVORO sono VALORI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA SOCIETA'.
Ma il lavoro deve potersi svolgere con il "massimo rispetto della salute dei lavoratori stessi" , dei cittadini che abitano il territorio circostante e con la fondamentale tutela dell' ambiente che li circonda .
Elezioni, a Genova il flash mob di Greenpeace: “Io non voto”
Genova. Flash mob dei volontari di Greenpeace a
Genova, che hanno portato nel centro cittadino la sagoma di una centrale
a carbone e le emissioni inquinanti nell’atmosfera. Lo scopo dei volontari è quello di sottolineare simbolicamente gli
ingenti danni causati all’ambiente e all’uomo dall’uso del carbone come
fonte energetica, insieme alla necessità di puntare su un modello di
approvvigionamento energetico basato su efficienza energetica e fonti
rinnovabili. Gli striscioni mostrati dai volontari durante il flash mob di ieri
richiamano la piattaforma online “iononvivoto.org”, tramite la quale ad
oggi oltre 52 mila cittadini hanno lanciato un chiaro messaggio ai
politici candidati a governare il Paese, chiedendo loro di schierarsi
dalla parte di un futuro di energia pulita, distante dall’inquinamento e
dai disastri causati da carbone e petrolio. “Il nostro non è un messaggio astensionista” afferma Andrea Boraschi,
responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.“Al
contrario, pensiamo sia giunto il momento in cui i cittadini devono
porre delle condizioni chiare e inequivocabili a chi si candida a
governarli. Aderendo alla nostra petizione online si manda un messaggio
diretto: il mio voto non è disponibile a chi vuole fare dell’Italia un
nuovo Texas petrolifero, a chi consente la costruzione di nuove centrali
a carbone, a chi frena la crescita delle energie rinnovabili e con essa
l’occupazione e l’economia”. Riguardo le pesanti ricadute su ambiente e salute derivanti dall’uso
del carbone, i dati principali – estratti da uno studio commissionato da
Greenpeace all’istituto di ricerca indipendente SOMO, in riferimento
alle emissioni del 2009 – stimano i danni della produzione
termoelettrica a carbone di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1
miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime);e misurano
gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di
morte attesi. Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione
degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro –
progetti che l’azienda porta avanti da anni – costerebbe fino a 95
ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori
700 milioni di euro l’anno. “A Genova, proprio riguardo la centrale a carbone di Enel, la procura
della Repubblica è recentemente intervenuta aprendo un fascicolo con
l’iscrizione dei reati per ‘violazioni di tipo ambientale’, riguardo al
mancato rispetto di prescrizioni tecniche imposte dal Ministero
dell’Ambiente”, sottolinea l’associazione.
Eravamo stati facili profeti nel prevedere che questa brutta campagna elettorale avrebbe quasi del tutto dimenticato ambiente, agricoltura, alimentazione e dintorni.
Certo, tutti i programmi fanno riferimento a questi temi, ma quasi mai i
leader nazionali (mai i candidati a guidare il futuro Governo) sono
entrati nel merito e hanno dato risposte esaustive.
Eppure le
organizzazioni della società civile, con uno sforzo senza precedenti,
hanno prodotto moltissimi documenti ricchi e articolati, segno della
loro maturità e competenza (e segno anche della gravità della
situazione).
Per non lasciare nulla di intentato e cercare almeno
un segnale soddisfacente prima della chiusura della campagna elettorale,
un cartello di associazioni assieme ad alcuni imprenditori legati
all’idea di innovazione verde,hanno firmato unECO-telegramma in 7 punti alla politica. Con Last
Minute Market, l’associazione contro lo spreco che ha promosso
l’ECO-telegramma, ci sono le associazioni ambientaliste che hanno
elaborato nelle scorse settimanel’Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Belpaese(Club
Alpino Italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura,
Greenpeace, Legambiente, Touring Club e Wwf);Slow Food che ha lanciato
gli Appunti per le politiche alimentari; Libera e Gruppo Abele di Don Ciotti che hanno raccolto 120 mila firme di cittadini per la petizione contro la corruzione Riparte il futuro;
associazioni e imprenditori impegnati nel campo dell’economia
sostenibile come APER (che raccoglie centinaia di aziende e ha elaborato
un documento con26 Azioni per lo sviluppo delle rinnovabili), Alce
Nero (la cooperativa di agricoltori e apicoltori che rappresenta uno
dei più affermati marchi del biologico italiano) e Eataly.
Ecco il testo del messaggio:
“Ai candidati premier, ai leader di partito: crisi ambientale si aggrava assieme a quella economicastopPolitica si occupa solo dialleanze stopProssima settimana di campagna elettorale è ultima occasione per dire quello che farete per ambiente e green economystopEd ecco su quali prioritàstop”.
Il prossimo Parlamento e il prossimo Governo si troveranno a gestire una serie di emergenze economiche, sociali e ambientali
come mai è capitato dal dopoguerra a oggi. Le varie crisi sono
intrecciate e stanno diventando un groviglio inestricabile. Per trovare
il bandolo della matassa ci vuole il coraggio di scelte epocali, che
qualcuno chiama radicali ma che sarebbe giusto considerare semplicemente
lungimiranti.Sono scelte che prima o poi saremo
costretti a prendere, che già abbiamo rinviato da troppo tempo. Sono
anche scelte che, una volta prese, potranno dare vita a un nuovo
rinascimento italiano, creando nuove e straordinarie opportunità di
lavoro e di un nuovo e diffuso benessere per il nostro Paese.
Le
proposte dell’ECO-telegramma sono il primo passo di questo cambio di
rotta: non sono derogabilie i candidati a sedere in Parlamento e a
guidare il prossimo governo devono chiaramente dire agli elettori che cosa intendono fare rispetto ai temi su cui li sollecitiamo. Tutto
questo in attesa (e nella mai sopita speranza) di vivere finalmente un
giorno in un Paese normale, dove c’è un progetto di futuro che guarda a 20 o 30 anni, che ci aiuta a prendere le scelte giuste anche per i problemi più immediati e urgenti.
Verso le elezioni, Greenpeace chiede ai leader risposte su energia e ambiente
“IoNonViVoto.orgnon è una campagna astensionista.Al contrario: chiediamo a tutti i leader politici e a chi si candida a governare il Paeseimpegni precisi per salvaguardare ambiente, salute, economia e occupazione”.
È quanto si legge sulla petizione online di Greenpeacewww.iononvivoto.org,
già firmata da circa 45 mila cittadini, i quali hanno detto che non
voteranno chi non si impegna per contrastare l’uso delle fonti fossili,
carbone e petrolio, nella produzione di energia e non voteranno chi non
sostiene la crescita delle fonti rinnovabili. Oltre alle firme, informa Greenpeace, tutti i candidati alle elezioni
hanno ricevuto anche un questionario di Greenpeace sul futuro
energetico del Paese. Alcuni candidati e di diverso orientamento
politico hanno risposto ....... ma non i candidati principali: Pier Luigi Bersani, Mario Monti e Silvio Berlusconi, finora rimasti in silenzio. Il questionario, nove domande nella forma sì-no, chiede fra l’altro di cancellare ogni progetto di nuova centrale a carbone,
impegnandosi a dimezzare la produzione elettrica da carbone entro il
2020 e ad azzerarla entro il 2030; di cambiare i vertici Enel; di allontanare le trivelle dalle coste italiane e di aumentare la fiscalità sulle estrazioni di greggio; di rimuovere gli ostacoli alla realizzazione degli impianti da energie rinnovabili, di attuare una nuova fiscalità energetica e di puntare sull’efficienza in tutti i settori,rendendo obbligatorio in Italia l’obiettivo del 20% di efficienza in più al 2020. Mancano ancora le risposte dei tre leader principali, afferma
Greenpeace.“
La distanza dei partiti e dei loro leader dai cittadini si
misura anche da atteggiamenti come questo – commenta Andrea Boraschi,
responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – I candidati
non rispondono a noi come alle migliaia di cittadini che li
interpellano.
Eppure si tratta di domande su argomenti importanti:vogliono eliminare progressivamente l’utilizzo del carbone, fermare
l’estrazione petrolifera a mare, promuovere seriamente le fonti
rinnovabili,
o no?”
Per Greenpeace e i circa 45 mila cittadini che finora hanno firmato
la petizione ci sono almeno tre emergenze su cui i partiti e i loro
leader devono esprimersi: “il Mediterraneo svenduto alle compagnie petrolifere per sfruttare giacimenti miseri”; le emissioni delle centrali a carbone
operanti in Italia, che causano 570 morti premature l’anno e danni
sanitari, economici e ambientali per oltre 2,6 miliardi di euro; le fonti rinnovabili,
l’unico settore che ha resistito alla crisi continuando a generare
ricchezza e occupazione, che è sempre più frenato da burocrazia e
incertezza normativa. Solo nel 2010, afferma Greenpeace, e senza contare
gettito fiscale, benefici ambientali, contributo al PIL, le rinnovabili
hanno fatto risparmiare al Paese 8-10 miliardi in mancate importazioni
di fonti fossili.
Elezioni dell'Ordine dei Medici di Savona: Ugo Trucco riconfermato presidente
Nei giorni 26-27-28 novembre 2011 si sono svolte le elezioni per
il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e
degli Odontoiatri della Provincia di Savona. Vi è stata una rilevante
partecipazione di votanti (605 medici e 145 odontoiatri) che ha fatto
superare largamente il quorum. E’ stata presentata una lista unitaria
con medici rappresentativi dei 4 Ospedali della Provincia, dei tre
sindacati dei medici di famiglia, dei liberi professionisti e degli
specialisti ambulatoriali la quale ha ricevuto un notevolissimo
consenso. Particolarmente votato è stato il Presidente uscente, Dr. Ugo
Trucco, che ha ricevuto la fiducia di oltre il 90% dei votanti.
Interpellato, il Dr. Trucco, nel dichiararsi soddisfatto del
risultato raggiunto e dell’afflusso, oltre le previsioni. In un momento
di particolare difficoltà della sanità e dei medici, che sono sempre
più condizionati dai tagli che determinano ripercussioni sulla qualità
delle cure, il Presidente uscente afferma che la fiducia espressa alla
lista proposta, darà continuità a quanto svolto nel precedente mandato
e impegnerà il Consiglio Direttivo, che si sta insediando, ad essere
ancora più incisivo nella difesa della professione e nella tutela della
salute dei cittadini.
Risulta inaccettabile che ogni decisione sia presa senza che i
medici siano preventivamente coinvolti e resi responsabili nelle scelte
operative a loro imposte ed è indispensabile far capire ai decisori
(politici ed amministratori) che se la cura delle malattie ha un costo,
il porre rimedio ad esse è infinitamente maggiore sia in termini etici
che di valutazione economica a lungo termine e questo sarà uno dei
principali obiettivi su cui si impegneranno i Colleghi eletti.Leggi tutto
ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI SAVONA ELEZIONI 2012 – 2014