COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".

04 novembre 2013

“Malformazioni neonatali legate all’inquinamento.E ciò rende più vischiosa l’insidia”

Riportiamo un importante Post del  Gennaio 2013  pubblicato 

su  Il Fatto Quotidiano

Brindisi come Taranto: “Malformazioni neonatali legate all’inquinamento”.

Ha assunto validità scientifica l’indagine che, nel capoluogo pugliese, correla le troppe anomalie congenite dei bimbi nati in città con i veleni delle fabbriche     di  
...C’è una novità, ora, a togliere il sonno 
anche a chi crede di aver visto abbastanza.
Dal 27 dicembre, ha assunto validità 
scientifica l’indagine sul rapporto tra inquinamento industriale e malformazioni neonatali. 


Ricercatore  E. A. Luca Gianicolo
Lo studio, condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Lecce,
 ha ottenuto la pubblicazione sulla rivista BMC Pregnancy and Childbirth ed è entrato a far parte 
delle banche dati della letteratura
 mondiale. Dimostra che, su 8.503
 nuovi nati da madri residenti
a Brindisi,194 hanno avuto anomalie congenite. 

Una media di 228,2 ogni 10mila bambini a fronte di quella europea di 165,5.
 Sono le malattie coronariche le più preoccupanti.
 In 83 casi, infatti, sono stati riscontrati disturbi congeniti
 al cuore. Un tasso di 97,6 ogni 10mila neonati, un terzo 
al di sopra di quello europeo. E con un 10,8% di 
probabilità media di morte perinatale.

C’entrano i veleni industriali?  
“I fattori di rischio ambientali – è scritto nella 
ricerca – possono giocare un ruolo importante nella nascita dei disturbi cardiaci congeniti.
Inquinanti di interesse per l’impatto sulla salute comprendono il biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio,
 l’ozono, il particolato, metalli pesanti 
e composti organici, in particolare diossine
 e furani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa)”.     
C’è tutto questo nell’aria, nel suolo e nel sottosuolo di  Brindisi,città che dal 1986 è inclusa 
tra quelle ad elevato rischio  di crisi ambientale, dal 1997 è
 tra i 57 Siti di interesse nazionale, dal 1998 è nel Piano nazionale di disinquinamento,     nel 2007 ha visto vietare la 
coltivazione dei terreni vicini alla centrale di Cerano.....
Città in cui, stando al rapporto dell’
Agenzia Europea sull’Ambiente, 
ogni anno si producono danni 
sanitari per 700milioni di euro, ma

 che, per sapere cosa sputano fuori le ciminiere, deve affidarsi alle autocertificazioni delle industrie, non ha sistemi di monitoraggio in continuo dei camini, non ha enti terzi che ispezionino il combustibile bruciato,dispone di una sola centralina per rilevare gli Ipa.
Falle che fanno il paio con quelle che dovrebbero 
fotografare lo stato di salute. Mancano gli accertamenti
 sulla popolazione lavorativa dei grandi impianti.
Per le incidenze tumorali, l’indagine è stata diluita 
Dottor Maurizio Portaluri
su tutta la provincia e ridotta a un solo anno.
“Continuare a presentare così i dati – spiega il dottor Portaluri – favorisce il formarsi di una idea per cui si può abitare intorno o sopra aree inquinate,
senza che la popolazione subisca alcuna conseguenza.

 Possono crederci solo gli ingenui. 
Abbiamo interi quartieri a ridosso delle fabbriche, divisi dall’
area del Sito nazionale da una stradina. Non sono mai stati 
fatti rilievi mirati, come quelli disposti dalla magistratura 
per i Tamburidi Taranto”. 60km separano Brindisi dalla città dell’Ilva.
Un abisso in termini di presa di coscienza, perché “lì le polveri rosse danno un colore
 al problema, costringono tutti a guardarlo.
 Qui i segni visibili sono ridotti.


E ciò rende più vischiosa l’insidia.

Dottor Giuseppe  Latini

 Leggi l'articolo integrale su  Il Fatto Quotidiano

03 novembre 2013

"AIA TIRRENO POWER ",QUELLA LICENZA NON CONVINCE

Tratto da Panorama del 6 Novembre

                      


AIA, QUELLA LICENZA NON CONVINCE PROPRIO!!!!!!

L' inchiesta sulla centrale  a carbone di Vado Ligure punta sull' Autorizzazione integrata ambientale."Il ministero dell' Ambiente ha impiegato 5 anni per dare il placet ai vetusti gruppi a carbone : CHE ANCORA FUNZIONANO.

Un criptico  acronimo potrebbe riservare sorprese nell' inchiesta sulla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure,di cui è azionista anche la Sorgenia della famiglia di Carlo De Benedetti.
Questo versante investigativo , che coinvolge politici e burocrati ,ruota attorno a tre lettere : AIA.Sigla che sta per autorizzazione integrata ambientale:il processo che certifica se e emissioni  e il funzionamento di un impianto  siano adeguati agli standard europei.
Una domanda che la Tirreno Power aveva presentato al ministero dell' ambiente ,guidato dal verde Pecoraro Scanio,nel febbraio del 2007.La società chiedeva quindi una sorta di "licenza di esercizio 

"per i vetusti gruppi a carbone del 1970. 
Gli stessi che ipotizzano,i consulenti tecnici della Procura di Savona,avrebbero causato un significativo eccesso di morti  e malattie sotto le ciminiere di Vado Ligure.

La legge è chiara :bisognerebbe rilasciare l' Aia entro 5 mesi dall' istanza.invece,nel caso della centrale di Vado Ligure,si è tirato avanti per 5 anni ,fino al dicembre 2012 ,quando il Ministero dell' Ambiente ha autorizzato emissioni superiori ai limiti voluti dall' UE.
Sei mesi prima, a marzo 2012 , il ministero dello Sviluppo economico aveva intanto dato il via libera alla costruzione di un nuovo gruppo a carbone.
I lavori dovrebbero durare tra i 6 e gli 8 anni . Nel mentre i vecchi  impianti  continueranno a funzionare,GRAZIE ALLA DEROGA CONCESSA.
Un rinvio che ha permesso alla Tirreno Power di ritardare i cospicui investimenti,oggi quantificati in 1,2 miliardi di Euro ,necessari per l'ammodernamento.
Anomalie denunciate dalle associazioni ambientaliste con un articolato esposto,firmato dall' Avvocato Mateo Ceruti che mette sotto accusa,oltre alla procedura dell' Aia, anche il potenziamento della centrale:richiesta su cui la giunta della Regione Liguria, guidata dal pd Claudio Burlando,sia nel 2007 che nel 2009 aveva dato parere contrario. Fino all 'inversione a U  del Luglio 2011.
"la scelta più difficile del mio mandato" la definì Burlando .

Non decidere avrebbe significato UN DANNO AMBIENTALE COLOSSALE:TENERE DUE GRUPPI A CARBONE VECCHI DI 40 ANNI E MOLTO INQUINANTI."
GLI STESSI CHE CONTINUERANNO A FUNZIONARE ALMENO SINO AL 2020,TRA OSCURI RITARDI E INCOMPRENSIBILI ANOMALIE.(A R)


In attesa della pubblicazione del decreto per l' Aia riproponiamo il  comunicato della Rete Savonese Fermiamo il Carbone del 18 settembre 2012...

 Circa due mesi fa  scrivevamo :deduciamo... oggi dall 'attenta lettura del  Pic  abbiamo delle tristi  certezze in più.

  Leggi : I limiti Aia del PIC (parere istruttorio conclusivo).....

- See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2012/11/in-attesa-della-pubblicazione-del.html#sthash.KoKjy9nl.dpuf

TEMPI LUNGHI PER LA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO PER L' AIA .....

In attesa della pubblicazione del decreto per l' Aia riproponiamo il  comunicato della Rete Savonese Fermiamo il Carbone del 18 settembre 2012...

 Circa due mesi fa  scrivevamo :deduciamo... oggi dall 'attenta lettura del  Pic  abbiamo delle tristi  certezze in più.

  Leggi : I limiti Aia del PIC (parere istruttorio conclusivo).....

- See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2012/11/in-attesa-della-pubblicazione-del.html#sthash.KoKjy9nl.dpuf
TEMPI LUNGHI PER LA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO PER L' AIA ..... - See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2012/11/in-attesa-della-pubblicazione-del.html#sthash.KoKjy9nl.dpuf

SEGRETO DI STATO :Terra dei fuochi, desecretati i verbali di Carmine Schiavone....

Tratto da Ecoblog

Terra dei fuochi, desecretati i verbali di Carmine Schiavone

La Camera dei Deputati desecreta i verbali di deposizione di Carmine Schiavone sui rifiuti in Campania e i roghi nella Terra dei fuochi

La Camera dei Deputati ha desecretato i verbali con le deposizioni del camorrista pentito Carmine Schiavone, rilasciati alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti dal 1997 e sui quali vigeva il segreto di Stato.
Con la desecretazione di questi verbali si apre un nuovo interessante capitolo sulla Terra dei fuochi, un capitolo che può aiutare ad entrare più a fondo nei misteri che aleggiano sulle campagne campane e sui traffici misteriosi di veleni lungo tutto lo stivale......
Leggetevi   qui l'articolo integrale e il testo dei verbali ..



Entrare più a fondo nei misteri  che aleggiano sulle campagne campane........
SEGRETO DI STATO DAL 1997 ED INTANTO I CITTADINI CAMPANI HANNO CONTINUATO  A MORIRE NELLA GRANDE  INDIFFERENZA  DI TUTTI .......
  
SOPRATTUTTO DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI  CHE POCO HANNO FATTO  PER PORVI RIMEDIO.
FINO AD OGGI NULLA E'  STATO FATTO PER  TUTELARLI   DALL'  INQUINAMENTO  DEI TERRENI  E DELLE FALDE ACQUIFERE CORRELATO....  
NULLA E' STATO FATTO PER SALVAGUARDARE  LE  VITE UMANE  DI TROPPI CITTADINI .
 SEGRETO DI STATO DAL 1997 
16 ANNI   di segreti e .....  sicuramente di POCA CONSIDERAZIONE PER LE LORO ISTANZE DI VIVERE IN UN' AMBIENTE TUTELATO A NORMA DI LEGGE.
QUESTA E' UN'  IMMAGINE MALEDETTAMENTE  REALE DELLA  NOSTRA POVERA  ITALIA .


Leggi anche

 La dichiarazione shock dell’oncologo Medico Isde  Antonio Marfella:

___________________________
Il movimento No al Carbone Brindisi parteciperà alla manifestazione nazionale #fiumeinpiena che un movimento omonimo di giovani campani, sta organizzando per il 16 novembre a Napoli, nella "Terra dei fuochi", contro ciò che viene definito Biocidio, ovvero tutto ciò che è antitetico alla ciclicità della natura, che non trasforma ma distrugge inesorabilmente, compromettendo l'ambiente e la salute dei cittadini.
Ecco come lo definisce Vincenzo Fiorino, uno degli organizzatori: "Può trattarsi della distruzione di una valle e la perforazione di una montagna ricca di amianto per costruire una tav inutile, come può essere la costruzione di un sistema di telecomunicazioni che emettono notevoli radiazioni. La costruzione di un pericoloso gasdotto o l'ampliamento di una base militare. Una nuova immensa discarica [...] o l'enorme inquinamento prodotto dalle centrali a carbone. Così come lo sono le trivellazioni petrolifere in mare e a terra o il passaggio di grandi navi in luoghi dove vengono erosi pericolosamente i fondali. .....
Oggi è sempre più evidente, anche alla luce delle recenti pubblicazioni degli interrogatori del camorrista pentito Schiavone, che tutto il sud, si sa da tempo, è pieno di rifiuti tossici interrati da criminali..Tutti gli abitanti dell'area tra Napoli e Caserta hanno un'altissima probabilità di ammalarsi di tumore nei prossimi anni. Ma noi, in Puglia, ne siamo immuni? No di certo! 
E allora, AVETE IL CORAGGIO DI FAR FINTA DI NIENTE? NOI NO!!! 
Ormai l'unica via di scampo per le popolazioni è quella di opporsi con tutte le proprie forze, di unirle,  di vigilare e combattere insieme contro ogni tipo di mafia anche quella industriale, finanziaria, politica. 

Tutti coloro che vogliono unirsi a noi per partecipare insieme a questa manifestazione possono contattarci tramite mail (noalcarbonebrindisi@yahoo.it) oppure semplicemente attraverso il gruppo No al carbone Brindisi su facebook . 



02 novembre 2013

Il Medico ISDE Giovanni Ghirga :“I danni prodotti dal carbone sono sempre inaccettabili”.

Pubblicato su" La Stampa"  online di oggi .

Giovanni Ghirga  (medici per l' ambiente) replica alla Tirreno Power

“I danni prodotti dal carbone
sono sempre inaccettabili”

La centrale Tirreno Power

ROBERTO PAVANELLO


Dopo l’intervista rilasciata dal dirigente del settore Ambiente della Tirreno Power, Enrico Erulo, nella quale veniva ribadita la regolarità dell’attività della centrale di Vado e denunciata l’ipotesi di portare altrove gli investimenti per il suo rinnovo ampliamento, a difendere le ragione dei «no carbone» ci pensa il medico pediatra Giovanni Ghirga pediatra di Civitavecchia e referente dell’Isde, medici per l’ambiente.  

La dirigenza della Tirreno Power sostiene che la loro attività è in regola e porta a testimonianza della sua affermazione la «Valutazione annuale della qualità dell’aria» effettuata dalla Regione Liguria con l’Arpal nel 2011. Così come il rapporto di Legambiente «Ecosistema urbano 2012» che pone Savona al decimo posto per qualità ambientale tra i Comuni sotto gli 80 mila abitanti. Perché voi contestate questi risultati?
«Nessuno dei comitati, dei cittadini e dei medici Isde vuole entrare in merito se l’attività di Tirreno Power sia in regola o meno, semplicemente non spetta a noi. Tuttavia, anche se si rispettano le emissioni, gli effetti negativi sulla salute della popolazione che vive vicino ad una centrale a carbone rimangono sempre inaccettabili da qualsiasi punto di vista».
Date infatti invece al rapporto dell’Università di Stoccarda commissionato da Greenpeace sui danni alla salute causati dalle centrali elettriche a carbone in Europa. Secondo questo rapporto, Tirreno Power sarebbe la più inquinante tra le 13 in Italia e avrebbe causato nel 2010 120 morti.
La domanda è: se Medicina Democratica sta raccogliendo la documentazione per mettere in relazioni con la centrale malattie e morti sul territorio ed è lontana dai risultati, come è possibile che a Stoccarda arrivino a queste conclusioni?
«Numerosi anni fa l’Unione Europea ha finanziato un grande progetto chiamato “Externe” con l’obiettivo di valutare i costi della produzione di energia prodotta con l’uso del carbone e dell’olio combustibile. I risultati hanno dimostrato che, se si considerassero i costi “esterni” legati al danno ambientale, la spesa reale della produzione energetica sarebbe molto più alta. 

Studi di alta qualità scientifica, che hanno coinvolto 50 centri di eccellenza in 20 paesi e durati 20 anni, hanno cercato di valutare l’entità del danno provocato al fine di poter applicare il principio di “chi inquina paga”. 

La Commissione Europea ha così messo a disposizione alcuni programmi che permettono una valutazione del danno in rapporto al tipo ed alla quantità di inquinanti emessi da una determinata fonte di emissione».
Potete trovare l’intervista completa sul quotidiano  "La Stampa" in edicola oggi

01 novembre 2013

Al Gore" The transition to a low carbon future will revolutionize the global economy " .Gli investitori avvertono l'industria del fossile: il pericolo è la 'bolla del carbonio'....


Tratto da The Climate Reality Projet 

Leggi su THE WALL STREET JOURNAL
l'articolo di  Al Gore And David Blood

The Coming Carbon Asset Bubble


Fossil-fuel investments are destined to lose their economic value. Investors need to adjust now.


Tratto da Qualenergia 

Gli investitori avvertono l'industria del fossile: il pericolo è la 'bolla del carbonio'

Il pericolo di una bolla degli asset del fossile non può essere più ignorato.
Gli investitori stanno sentendo sempre più chiaramente il ticchettio della bomba finanziaria legata agli asset in fonti fossili e chiedono ai grandi dell'energia un ripensamento strategico. L'ultima notizia è quella della lettera che un gruppo di 70 investitori, responsabili collettivamente di oltre 3.000 miliardi di asset, ha spedito ai colossi dell'industria energetica mondiale, 45 compagnie, tra le quali la nostra partecipata pubblica Eni.......
Il problema è noto: se vogliamo evitare gli effetti peggiori del global warming gran parte delle riserve fossili in possesso delle compagnie del settore dovranno rimanere nel sottosuolo, con conseguenze economiche potenzialmente disastrose per i loro bilanci. Ma allo stesso tempo se questi idrocarburi venissero bruciati, gli impatti sul cambiamento climatico colpirebbero duramente anche l'industria delle fossili......
Nella lettera si spiega efficacemente questo dilemma. Nel suo World Energy Outlook 2012, la IEA valuta che per raggiungere l'obiettivo dei 2 °C di riscaldamento massimo, non si potrà bruciare più di un terzo delle riserve provate (vedi grafico sotto). In questo scenario, mostrano le stime del gruppo bancario HSBC, il valore di gran parte delle aziende del settore crollerebbe del 40-60%......

Eppure il mondo delle fossili sembra procedere come nulla fosse: nel 2012, mostra un report dell'ong Carbon Tracker Initiative (allegato in basso), le 200 aziende più grandi hanno investito 674 miliardi di dollari in nuove riserve. Gas, petrolio e carbone che potrebbero essere destinati a rimanere sotto terra, con un conseguente buco nell'acqua a livello economico: stranded assets è il termine usato, cioè asset “arenati”, che non potranno essere valorizzati.
È la cosiddetta bolla della CO2 o bolla del carbonio, una bomba che potrebbe minare l'economia mondiale: la capitalizzazione legata alle risorse fossili al momento ha un ruolo molto importante su diverse Borse: 20-30% in Borse come quella australiana, Londra, Mosca, Toronto e San Paolo (vedi grafico sotto per i valori assoluti in CO2). Inoltre nelle fonti fossili hanno investito e continuano ad investire moltissimo Stati, enti locali e grandi fondi pensione.
La nota positiva è che le voci che si levano per avvertire del rischio i giganti delle fossili sono sempre di più...... 

Notiamo, invece, che una questione così delicata, che Qualenergia.it sta evidenziando da alcuni mesi, perché toccherebbe interessi di grandi e piccoli risparmiatori, è ancora quasi completamente assente sulla stampa italiana, inclusa quella economica.

A PROPOSITO DELL' AIA DELLA CENTRALE TIRRENO POWER : UN PROMEMORIA PER ESSERE SEMPRE ADEGUATAENTE INFORMATI .

1° Novembre  2013
 PER  ESSERE SEMPRE INFORMATI........  RIPUBBLICHIAMO   IL LINK DELLA REGISTRAZIONE DELLA CONFERENZA STAMPA ALLA LIBRERIA UBIK.  LA CONFERENZA STAMPA  E'   VISIBILE SU :http://www.youtube.com/watch?v=OAJ8w8OvgD0


Conferenza stampa di presentazione dell'importante ricorso avverso all'AIA concessa alla centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano.
Avvocato Matteo Ceruti

 Detto ricorso è stato sottoscritto dai vertici nazionali di importanti associazioni (WWF, Greenpeace, Legambiente, ARCI)  e naturalmente da associazioni appartenenti alla Rete Savonese Fermiamo il Carbone (Rete che ha sostenuto con forza l'iniziativa), nonchè da privati cittadini. 
Dottor Marco Stevanin
 Hanno partecipato in collegamento skype: 
L'avv. Matteo Ceruti, che ha redatto il ricorso;(dal minuto23)
Il dott. Marco Stevanin, che ha realizzato la perizia tecnica come Studio Terra srl;(inizia il collegamento)
-Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia;(dal minuto 11)
 e Alessandro Giannì, Direttore campagne di Greenpeace Italia; (dal minuto 38)
in rappresentanza delle associazioni nazionali che hanno sottoscritto il ricorso.
Maria Grazia Midulla
Alessandro Giannì
_____________________

Guardatevi il video e ascoltate bene ...... gli importanti aspetti e le argomentazioni trattati molto chiaramente dai Competenti Relatori .


Nelle immagini sottostanti  una   CONCISA  SINTESI DELLA PERIZIA TECNICA  ,GIURATA IN TRIBUNALE, DELLO STUDIO TERRA


In particolare sono messe in evidenza attraverso tre colori diversi le Bat applicate ,parzialmente applicate e non applicate 
 IN VERDE :    MTD APPLICATE 
 IN ARANCIO :MTD PARZIALMENTE APPLICATE
 IN ROSSO:    MTD NON APPLICATE


 DOVREBBE ESSERE TUTTO VERDE !!!!!!
Giudicate Voi  LA PERFETTA ADERENZA ALLE MIGLIORI  TECNOLOGIE  DISPONIBILI !!!!!!


Tratto da La Stampa
"Ecco come fermeremo il carbone"


Illustrato alla Ubik il ricorso al Tar del Lazio contro l'ampliamento della centrale Gli ambientalisti contestano 

  di Roberto Pavanello

Marco Stevanin e Matteo Ceruti. è in loro che ripone grandi speranze la Rete savonese fermiamo il carbone che combatte contro l'ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado. Stevanin è infatti l'uomo che, con il suo Studio Terra, ha realizzato la perizia tecnica che si contrappone all'Autorizzazione integrata ambientale, Ceruti è l'avvocato che ha redatto il ricorso al Tar del Lazio in 14 punti per bloccare il via libera ai lavori.

Ieri i due professionisti hanno illustrato alla Ubik,le motivazioni del ricorso, dichiarandosi ottimisti sul suo successo. A portare il loro sostegno (sempre in collegamento) anche Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf, e Alessandro Giannì, direttore campagne di Greenpeace Italia, in rappresentanza delle associazioni nazionali che hanno sottoscritto il ricorso. 
 In massima sintesi, gli ambientalisti contestano l'impatto sull'ambiente e sulla salute che ha la centrale così com'è e come sarà, anche dopo gli interventi giudicati migliorativi dalla Tirreno Power, ma non per i ricorrenti. 
 
«E' un provvedimento autorizzativo che viene meno alle sue funzioni», in questo modo l'avvocato ha definito l'Aia, indicando i punti sui cui si basa il ricorso (punti evidenziati anche da Stevanin): 
 «In questa Autorizzazione ci sono errori procedurali e di sostanza. I primi non hanno consentito un' adeguata pubblicazione e conoscenza di tutti gli atti sia nella fase istruttoria dell'Aia che nella sua fase conclusiva. Per quanto riguarda la sostanza non vengono rispettati i criteri emissivi e ambientali indicati non solo alle normative italiane, ma anche alle migliori tecnologie disponibili a livello internazionale.
 Altra anomalia è l'utilizzo dell'olio combustibile, che non era nemmeno previsto», «e che - sottolinea Stevanin - passa da 16 mila litri ad un consumo di 1 milione e 200 mila tonnellate. 
 Su un territorio colpito come questo, un'Aia del genere non dovrebbe essere concessa»....... 

Leggi su Savona News  

"L'AIA concessa a Tirreno Power è illecita" 

Dura presa di posizione della Rete savonese "Fermiamo il carbone" nel suo ricorso....
All'interno della Ubik di Savona, davanti a molti attivisti e semplici cittadini, la Rete ha presentato nel dettaglio il contenuto del ricorso presentato al TAR del Lazio. Un documento articolato in 14 punti, illustrati in collegamento skype ...

_________________________

DOTTOR GIOVANNI GHIRGA REFERENTE ISDE MEDICI PER L' AMBIENTE :ATTENDIBILI I DATI DI GREENPEACE SULLA CENTRALE.

 Due immagini con due  precisazioni importanti sulla problematica carbone del  DOTT.  GIOVANNI GHIRGA PEDIATRA,REFERENTE ISDE MEDICI PER l'AMBIENTE E AUTORITA' SCIENTIFICA A LIVELLO INTERNAZIONALE.......SULLA PROBLEMATICA CARBONE 

DOTTOR GIOVANNI GHIRGA REFERENTE ISDE MEDICI PER L' AMBIENTE :ATTENDIBILI I DATI DI GREENPEACE SULLA CENTRALE.

  
Tirreno Power ,infuria la polemica . 

I dati non sono critici,sono allarmanti.
 
"Non le manda a dire Giovanni Ghirga  pediatra dell' ospedale San Paolo di Civitavecchia e referente dell' Isde ,sezione Alto LazioDa Vado Ligure a Civitavecchia passando per La Spezia  l' allarme dopo i risultati di Greenpeace è più che mai alto.


Ma a fare parlare è soprattutto la situazione savonese che ,secondo la  ricerca a causa  della presenza della centrale termoelettrica Tirreno Power occuperebbe il primo posto  per impatto  sanitario sul territorio . 
 Una "maglia nera  "che ha fatto e farà discutere.

 I dati -spiega Ghirga -sono inattaccabili.
Questi risultati ,inoltre provengono  da studi di  alto livello scientifico e sono il frutto di venti anni di lavoro e di contributi  da parte di venti nazioni e cinquanta studi di eccellenza.".
  
 E sulla replica da parte dell' Azienda  che ha definito la qualità ambientale di Savona  come una delle migliori della provincia savonese, Ghirga non ha dubbi  
.
 
" L' oste difende  il proprio  vino sino alla fine- continua Ghirga -ma  sorvolare su questi dati è inaccettabile.

 

La situazione è chiara :tra costo e beneficio il primo è a carico della salute dei cittadini ,il secondo a tutto vantaggio  dell' Azienda.
Per fare ancora più chiarezza e precisione  su una vicenda delicata non resta  che attendere anche i risutati dell' indagine epidemiologica condotta dalla Procura savonese. Anche se il Modello EcoSense  utilizzato dalla ricerca commissionata dallo Ier  da Greenpeace è uno strumento altamente attendibile e scientifico e già inquadra  con precisione  la situazione.

 
Vado Ligure -Civitavecchia ,lontane ma vicine  per problematiche comuni.  

 
E a far riflettere non solo sul locale  ma sul piano nazionale ed europeo sono i dati relativi ai  danni del carbone ad ambiente e  salute .

 
 " In Europa -conclude Ghirga-i danni causati dal carbone  ammontano a 43 miliardi di euro ogni anno,nella tanto "progredita  Germania  addirittura a 6 miliardi. Ma l' Italia  non se la passa meglio:800 milioni di euro ogni anno."


_______________________________________


Ora una nuova immagine pubblicata oggi  su Facebook ,sempre dal Medico Isde  G. Ghirga ,  punta i riflettori sulla  problematica delle radiazioni provenienti dalla combustione del carbone.