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Visualizzazione post con etichetta Donne. Mostra tutti i post
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14 aprile 2020

Differenze di genere in COVID-19: possibili meccanismi

Tratto  Da ://www.epicentro.iss.it/coronavirus/aggiornamenti

14/4/2020 - Differenze di genere in COVID-19: possibili meccanismi

Le evidenze raccolte fino ad oggi evidenziano esplicitamente che esistono differenze importanti nell’insorgenza, nelle manifestazioni cliniche, nelle risposte ai trattamenti e negli esiti di malattie comuni a uomini e donne. E questo sembra emergere anche nel contesto della pandemia da COVID-19. Le statistiche rilevate nel mondo, infatti, parlano chiaro: l’infezione da SARS-CoV-2 produce effetti diversi negli uomini e nelle donne. Per spiegare questo fenomeno sono state avanzate alcune ipotesi generali tra cui una maggiore tendenza degli uomini al tabagismo, una più spiccata abitudine delle donne a dedicare uno spazio significativo della propria quotidianità all’igiene personale, una risposta immunitaria, sia innata che adattativa, più pronta ed efficace nelle donne che negli uomini. Bisogna però evidenziare anche le differenze che intercorrono tra donne e uomini quando si comincia ad entrare nei meccanismi alla base dell’infezione. Differenze che possono essere sia di tipo ormonale che genetico.
Leggi l’approfondimento a cura di Maria Cristina Gagliardi, Elena Ortona, Anna Ruggieri (Centro di riferimento per la Medicina di Genere, I

27 settembre 2018

Ansa : Tumore polmone, inquinamento la causa tra le donne non fumatrici

Tratto da Ansa 

Tumore polmone, inquinamento la causa tra le donne non fumatrici

Studio, tra gli uomini non è stata rilevata la stessa relazione © Ansa

Studio, tra gli uomini non è stata rilevata la stessa relazione

Un nuovo studio ha dimostrato che, almeno per le donne, l'esposizione all'inquinamento dell'aria rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo del tumore al polmone. Gli uomini, al contrario, non sembrano essere a maggior rischio. Lo studio è stato presentato alla 19/a Conferenza mondiale sul tumore al polmone (IASLC) da Renelle Myers della British Columbia Cancer Agency di Vancouver. "L'abitudine al fumo da sigaretta sta diminuendo in molti Paesi mentre aumenta l'inquinamento dell'aria. Proprio tale inquinamento è diventato un importante fattore di rischio per il cancro al polmone - ha sottolineato Myers -. Infatti abbiamo scoperto che l'inquinamento dell'aria è un fattore di rischio indipendente per le donne che non hanno mai fumato. Non abbiamo però rilevato un effetto analogo sugli uomini". L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato l'inquinamento dell'aria come agente cancerogeno nel 2013, ma "tale associazione - afferma l'esperta - non era mai stata studiata in dettaglio". Inoltre, ha spiegato, "le donne asiatiche che non hanno mai fumato ma sono state sposte ad inquinamento esterno sembrano essere a maggior rischio di sviluppare il tumore al polmone non solo per il loro sesso ma anche per l'etnia di appartenenza". L'esposizione a lungo termine a particolati come il PM2 è ritenuta la causa per circa il 23% delle morti globali per cancro al polmone. Lo studio è stato condotto su 681 pazienti canadesi, fumatori e non. I ricercatori hanno quindi evidenziato una forte interazione tra inquinamento dell'aria e sesso di appartenenza nei non fumatori: essere donna aumenta infatti il rischio così come l'appartenenza all'etnia asiatica. "Speriamo di arrivare a sviluppare un modello di screening per il cancro al polmone per i non fumatori - ha concluso Myers -. Al momento, infatti, i non fumatori non sono sottoposti a screening, sebbene alcuni di loro siano chiaramente a maggior rischio".

11 marzo 2017

... Dicono che il disastro Nucleare di Fukushima sia finito. Ma non è così

Tratto da Il Fatto Quotidiano

L’11 marzo di sei anni fa più di 15 mila persone morirono e la vita di altre decine di migliaia di persone cambiò per sempre. Il Giappone nord-orientale fu colpito da un violento terremoto, seguito da un enorme tsunami che spazzò via una dopo l’altra le città costiere. Poi, nei giorni successivi, arrivò la notizia sconvolgente dell’incidente ai reattori nucleari della centrale di Fukushima Daiichi.
Un disastro nucleare che continua ancora oggi. I sopravvissuti all’incidente continuano a vivere con il timore per la salute delle loro famiglie e con l’incertezza sul futuro. E sono le donne ad affrontare le conseguenze più pesanti. Donne che continuano a farsi domande senza avere risposte che siano in grado di alleviare il profondo senso di rabbia e di ingiustizia.
A partire dalle due settimane successive al disastro nucleare, e per tutti questi sei anni, Greenpeace ha condotto campagne di misura della radioattività nella regione contaminata. L’ultima indagine ha raccolto dati sia all’interno che all’esterno di alcune case selezionate nel villaggio di Iitate, situato a circa 30-50 km dalla centrale nucleare di Fukushima. In alcune di queste abitazioni, chi dovesse eventualmente tornarvi potrebbe ricevere una dose di radiazioni equivalente a una radiografia del torace a settimana. E questo assumendo che la popolazione rimanga nella parte di territorio decontaminata, visto che il 76 per cento della superficie totale di Iitate non è stato bonificato e rimane altamente contaminato......
Le donne e i bambini sono i più colpiti da quanto accaduto sei anni fa. Sono infatti fisicamente più vulnerabili agli impatti del disastro e all’esposizione alle radiazioni. L’evacuazione ha inoltre smembrato comunità e famiglie, privando donne e bambini di reti sociali e fonti di sostegno e protezione. Insieme a un forte divario salariale – il Giappone è terzo nella disparità di reddito di genere, secondo le più recenti classifiche dell’Ocse – per le donne sfollate, soprattutto per le madri sole con figli a carico, il rischio povertà è molto più alto rispetto agli uomini.
Continua la lettura su Il Fatto Quotidiano

16 ottobre 2010

1)"Donne del 28 Agosto"a ruota libera sulle tematiche ambientali 2)Controlli ambientali....... chi gioca fa l’arbitro

Tratto da Il gazzettino locale.com

"Donne del 28 Agosto"a ruota libera sulle tematiche ambientali:Ma noi non desistiamo !

Ho il piacere di intervistare l'architetto Virginia Petrellese,da alcuni anni in lotta contro lo "stupro ambientale" che viene giorno dopo giorno perpetrato sulla nostra regione e in particolare ad Acerra che è ritornata a fare parlare di sè e del suo termovalorizzatore visto come
la "soluzione miracolosa" al problema dell'allargamento della discarica di Terzigno.

Dott.ssa Petrellese,da quando lei si può definire un'ambientalista attiva nel sociale?
Mi sono sempre interessata del sociale come insegnante e come architetto, sia perchè fa parte del mio lavoro sia perchè
ho sempre ritenuto il bene comune un valore primario

Lei è presidente del comitato delle "Donne del 29 Agosto",quanto è importante sensibilizzare le donne sull'emergenza ambientale che purtroppo vuole confluire e risolversi nei progetti inerenti al Maxi-inceneritore che minaccia quotidianamente la nostra esistenza?
La sensibilizzazione delle donne e degli uomini sul problema ambiente è stato sempre alla base del nostro impegno e diciamo che
la lotta contro l'inceneritore di Acerra è stata l'occasione che ha fatto scattare in noi l'indignazione per come le istituzioni considerano l'ambiente , guardando solo all'aspetto economico.

Lei è apertamente contraria ai CIP 6(incentivi sull'energia prodotta dagli inceneritori),e, in varie occasioni, ha ribadito l'importanza di una raccolta differenziata efficiente,impegnandosi in prima persona e da volontaria in un progetto di raccolta differenziata che era piaciuto a molti,che fine ha fatto questa iniziativa?
I CIP6 sono una dimostrazione di quanto ho detto prima, l'interesse economico stravolge anche la legge facendo assimilare falsamente l'inceneritore alle fonti enrgetiche alternative. Le nostre proposte vanno nella direzione di una corretta raccolta differenziata che vede la prima separazione di umido e secco ed il riciclaggio di plastica carta cartone e vetro...... Abbiamo dimostrato, con la raccolta differenziata spontanea nelle piazze, che tanti Acerrani erano pieni di buona volontà e ci credevano. Ce l'hanno fatta interrompere dicendo che costava e che di lì a breve sarebbe partita la raccolta del comune.
E' passato un anno e ancora non parte nulla !

Da donna a donna,mi consenta di chiederle se c'è ancora tanto maschilismo quando si vede una donna impegnata nel sociale...
Io non l'ho riscontrato e non lo voglio vedere perchè non mi interessa. Nel nostro comitato partecipano anche uomini e dichiarano apertamente di far parte del comitato delle donne del 29 agosto, senza chiederci di cambiar nome.
Noi non ci sentiamo femministe, ma donne, mamme, che vogliono lavorare per il bene comune e per lasciare un ambiente sano alle future generazioni

Le "Donne del 29 Agosto" chi sono?
Siamo donne diverse per età e per lavoro,giovani,anziane, casalinghe, impiegate, professioniste, unite da obiettivi e sensibilità comuni, che non vogliono far dimenticare la vergognosa repressione del popolo acerrano del 29 agosto del 2004 ,
portando avanti le nostre ragioni, diffondendo conoscenza e informazione ; è un modo per non dimenticare e nello stesso tempo per crescere diventando da comitato solo locale a comitato che si interessa delle problematiche ambientali ovunque ci siano criticità , entrando a far parte di una rete interattiva di comitati che si confronta con altre realtà ( Rifiuti zero, CORERI etc.)


Cosa si sente di dire a chi minimizza sugli "evidenti" e ormai innegabili "difetti di fabbricazione" del nostro gioiellino ipertecnologico che paradossalmente è un obsoleto rottame?
Che è falso ed ipocrita, interessato non alla salvaguardia del territorio ma ad interessi economici e partitici, cioè a se stesso.
Finalmente la magistratura sta indagando ( anche se in ritardo ) . Numerose sono state le denuncie dei comitati , finanche alla commissione europea, che ha ritenuto l'inceneritore non a norma. Ormai il gioiellino perfetto si sta autodistruggendo, ma le istituzioni anche difronte alla verità , avranno la spudoratezza di mentire

Le donne dovrebbero essere le prime ad essere educate alla differenziata,perchè loro in primis partecipano al regolare svolgimento della "azienda domestica",lei è fiduciosa sulle donne acerrane?Sono propense alla raccolta?
Nel differenziare credo che non possiamo distinguere tra uomo e donna. Molti erano gli uomini che portavano gli imballaggi agli autocompattatori in piazza Renella. Certamente la donna gestisce i " rifiuti " più dell'uomo nella fase di separazione,
però credo che la differenziazione sia il risultato di una educazione familiare..E' importante quindi che le scuole educhino i bambini fin da piccoli affinchè a loro volta trasmettino ai genitori.

Cosa sente di dire a quelle donne che giorno dopo giorno vedono crescere i loro figli in un ambiente che è poco congeniale al loro sviluppo fisico,culturale e morale?Avrà verificato con mano il peso delle preoccupazioni delle donne acerrane che non sono solo madri protettive, purtroppo le loro ansie e i loro timori non sono infondati...
Il problema della salute è uno dei primi che abbiamo affrontato ed abbiamo invitato da sempre i medici a sollevare il problema
.
Siamo state all'ASL Na4 affinchè partisse l'analisi sul latte materno,
abbiamo chiesto all'ASL l'aumento negli ultimi anni del codice 048 ,
siamo state promotrici dello studio Sebiorec (che ancora non esce forse perchè i dati potrebbero preoccupare).
Da sempre sosteniamo che vi è un nesso di causalità tra ambiente inquinato e salute,lo abbiamo dimostrato con autorevoli documentazioni scientifiche, pertanto invitiamo le mamme a partecipare a convegni e manifestazioni, ma non siamo sempre ascoltate ,
altrimenti ci sarebbe stato un vero movimento di massa.
Le preoccupazioni di molte mamme diventano rassegnazione ed esse preferiscono affidarsi al destino senza far nulla per cambiarlo.

Ma noi non desistiamo !

Di Maria Di Leo
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Controlli ambientali...... chi gioca fa l’arbitro
di Giuseppe Solarino

SIRACUSA - La Struttura Territoriale di Siracusa dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) della Sicilia ha avviato, dal 1° ottobre 2010, in via sperimentale, insieme alla Provincia regionale, una nuova attività di monitoraggio della qualità dell’aria nel comprensorio industriale siracusano.
Tale attività, che vede anche la partecipazione del Consorzio Industriale per la Protezione dell’Ambiente (CIPA), si realizza mediante campionamenti di aria, istantanei e automatici, attivati durante le fasi acute di cattiva qualità dell’aria, al superamento di soglie di concentrazione fissate da ARPA e Provincia....

..... il direttore del Dipartimento ARPA di Siracusa, Gaetano Valastro,dichiara che:
“questo monitoraggio scaturisce dall’esigenza di correlare i disturbi olfattivi lamentati dai cittadini dell’hinterland della zona industriale con le concentrazioni di inquinanti che le stazioni non rilevano e che potrebbero essere responsabili di tali episodi. Le stazioni della rete di rilevamento analizzano gli inquinanti normati dalla legge, quali ad esempio: anidride solforosa, idrocarburi non metanici, idrogeno solforato e Benzene; adesso, grazie a questo nuovo sistema di campionamento effettuato con dispositivi automatici (Canister), inseriti all’interno delle nove centraline, che si azionano al superamento di soglie fissate per i suddetti composti, saremo in grado di verificare le concentrazioni di una più vasta gamma di inquinanti, ovvero composti aromatici, solforati, paraffine e olefine alogenate, idrocarburi alifatici per un totale di circa 70 parametri. Tutte le analisi saranno effettuate presso la nostra struttura ed una prima valutazione dei dati verrà effettuata dopo i primi tre mesi di monitoraggio”.

Giacinto Franco, vicepresidente dellAssociazione Decontaminazione Sicilia, in riferimento a quanto comunicato dall’Arpa, ha dichiarato:
“Il nuovo sistema di campionamento dell’aria effettuato con dispositivi automatici (Canister), inseriti all’interno in nove centraline è sicuramente un passo avanti nel monitoraggio dell’aria nel comprensorio del petrolchimico siracusano.
Trattasi tuttavia di campionamenti istantanei e non continui, quindi non 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno effettuati direttamente al camino e non comprendono gli organo-clorurarati quali diossine, dibenzofurani, Policlorobifenil, Esaclorobenzene e PM2,5.

Come Decontaminazione Sicilia, abbiamo formalmente e ripetutamente suggerito ai Sindaci ed alle altre Autorità della Provincia l’adozione di sistemi di controllo che, al camino (sistemi già impiegati in altre realtà industriali italiane ed europee), rilevano in continuo i pericolosissimi inquinanti sopra elencati, ma ad oggi nessuno ha voluto o saputo risponderci:
un silenzio preoccupante da parte di chi è istituzionalmente responsabile della salute dei cittadini”.