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05 agosto 2019

Manager ATA:«Emergenza rifiuti a Savona? Differenziata al 70% e termovalorizzatore per ricavare energia

Ecco il nuovo che avanza!!!!!
Leggi su Il Secolo XIX
Il nuovo manager di Ata spiega al Secolo XIX come affronterà la crisi ambientale della città. ...

Savona -  Raccolta differenziata spinta (70%) e termovalorizzatore per bruciare la parte residua. È questo il “credo” di Gianluca Tapparini, il manager toscano al quale il Comune di Savona ha affidato la presidenza di Ata, l’azienda di tutela ambientale scampata per un soffio al fallimento.....

Prato, 200.000 abitanti, quali risultati ha ottenuto la sua ricetta in quella città?

«Senz’altro buoni. Con il porta a porta abbiamo raggiunto il 70-80% di raccolta differenziata di qualità e la parte residua è finita in discarica o in impianti di termovalorizzazione per recuperare energia».

Chiamiamoli inceneritori, così scateneremo il finimondo.

«Io sono per massimizzare la raccolta differenziata, dopodiché c’è sempre una parte residua da smaltire e allora entrano in gioco impianti che bruciano i rifiuti producendo in cambio energia».....

17 agosto 2016

NININ . CITTADINI TENETE GLI OCCHI BEN APERTI !!!!

Tratto da Ninin

             Ce l'abbiamo quel sito?

Risultati immagini per occhio

Occhio: ci diranno che è un'emergenza.

 Gli abitanti di Savona, Vado e circondario la rischiano grossa di nuovo?

inceneritore Silla 1 - Milano
Leggiamo sulle agenzie stampa di oggi che l'Istituto superiore di sanità considera il termovalorizzatore come "strumento adeguato a contrastare" l'emergenza rifiuti e capace "di garantire l’assenza di rischio sanitario per i cittadini che vivono nelle zone limitrofe".

Le indicazioni sul termovalorizzatore citate dall'Iss e dalla Siti sono state prodotte dallo studio Moniter, al quale l’istituto stesso ha partecipato. Uno lavoro scientifico - sottolinea l'Iss - che ha documentato l’assenza di rischio sanitario. 
"Un dato, condiviso e convalidato anche dalla comunità internazionale, europea e extraeuropea, attraverso studi che dimostrano, inoltre, che i termovalorizzatori di nuova generazione produrrebbero emissioni la cui qualità dell’aria in uscita è sostanzialmente migliore a quella in entrata"(sic!).
Sulla base di queste evidenze è perciò possibile - secondo l'Iss, che sappiamo bene come si è mosso sul caso Tirreno Power - individuare nel termovalorizzatore, dal punto di vista scientifico, "la soluzione attualmente più concreta per gestire non solo il degrado a cui stanno andando incontro numerose metropoli e realtà urbane ma anche per ridurre concretamente i rischi sanitari prodotti dai rifiuti".
Quindi, stiamo attenti. Dalle ceneri di Tirreno Power, potrebbero uscir fuori i draghi, abbelliti dalla consueta promessa, in stile Maersk, di un mucchio di posti di lavoro, e di un'aria più salubre....... con un inceneritore che senza.
                        ________________________
Per rinfrescare la memoria e tenere l' Occhio Vigile riportiamo alcune immagini tratte da ISDE  ITALIA :
L'IMPATTO AMBIENTALE E SANITARIO DELL' INCENERIMENO DEI RIFIUTI











15 luglio 2016

INCENERITORI:Il vescovo di Acerra: «Studio Cnr su inceneritori di parte, chi lo finanzia?»

Il vescovo di Acerra: «Studio Cnr su inceneritori di parte, chi lo finanzia?»

Tratto da Il Corriere del MezzogiornoVerdure a ridosso dell’inceneritore di Acerra

Secondo la ricerca che affronta per la prima volta la questione ambientale nel territorio di Acerra, connotato dalla più alta concentrazione in Campania di ex attività e industrie ad alto impatto inquinante a prescindere dall’inceneritore A2A qui sarebbero il traffico automobilistico e il “riscaldamento” le cause di maggiore inquinamento dell'aria, con “trascurabile” contributo del termovalorizzatore dalle emissioni “ampiamente al di sotto dei limiti di legge”. Le cause del “riscaldamento” inquinante si indicano nel Porto di Napoli ed, infatti, in alcune industrie.

Lettera a Galletti
Con una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, alla società che gestisce l’impianto, la A2A, alla Regione Campania ed al sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, il presule contesta il metodo adottato per la presentazione dello studio stesso. «Dispiace dirlo - ha scritto Di Donna nella lettera pubblicata sul sito della Diocesi - ma lo studio del Cnr, rimane ancora uno studio “di parte”: da chi è stato finanziato? Con quale partecipazione di esperti provenienti dalla cittadinanza di Acerra? Ancora una volta il modo di affrontare il problema non convince». «Qui non si tratta di opposizione pregiudiziale e ideologica - ha proseguito - ma del bisogno di fare chiarezza con quella operazione-verità necessaria a recuperare fiducia. La gente muore e non sa perché e continua a non essere partecipe». Di Donna, da anni in prima linea su Terra dei Fuochi (ogni anno celebra una messa nominando, uno per uno, i morti deceduti per tumore o leucemie) infine rinnova la propria disponibilità e quella «della Chiesa di Acerra ad offrire sostegno a quelle azioni che mirano a promuovere quella partecipazione di tutti, cittadini, Istituzioni, e imprese, di cui parla anche il Papa nell’Enciclica “Laudato sì”».

Il sindaco: «Impegni disattesi»

Anche il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, che invece è a Roma, protesta: «Le istituzioni hanno disatteso gli impegni assunti con la popolazione per bilanciare il livello di inquinamento del territorio. Per Acerra occorre ancora oggi fare un bilancio ambientale, ricordo quando qualche Presidente della Regione diceva che con il termovalorizzatore sul territorio il livello di inquinamento sarebbe diminuito. Come è stato disatteso l’Accordo di programma del 2009, firmato da Ministero e Regione, che prevedeva bonifiche, rimozione di rifiuti, fornitura a prezzi economici dell’energia elettrica. Anzi oggi, con le continue autorizzazioni alle industrie sul territorio, è stato aggiunto altro carico ambientale. Allora a chi parla di “sindrome di Ninby della popolazione (non nel mio giardino) rispondo che forse la popolazione e le comunità si rivoltano perché le istituzioni disattendono gli impegni, come avvenuto per Acerra».

Marfella (Isde): «Studio non rilevante»

E l’oncologo Marfella, membro dell’Isde-Medici per l’Ambiente, infine commenta: «Lo studio privato commissionato dalla A2A, gestore dell’inceneritore di Acerra, sull’impatto ambientale dell’impianto classificato per natura “insalubre di classe I”, cioè col massimo impatto inquinante, non ha preso in nessuna considerazione ne’ ha presentato alcun dato validato sul particolato che la comunità scientifica internazionale e lo Iarc di Lione hanno declarato cancerogeno nel 2013, cioè le polveri sottili pm 2.5 e quelle ultrasottili definite nano particelle. Da tempo il Progetto internazionale VIIAS (Valutazione Integrata Impatto Ambientale e Sanitario) ha fornito una stima del numero di decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico in Italia e, per il Pm2,5, ha quantificato i mesi di vita persi all’anno. Gli inquinanti oggetto di studio - il particolato atmosferico, soprattutto la sua frazione fine, il PM2.5, il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3) - sono associati a effetti quali l’aumento di sintomi respiratori, l’aggravamento di patologie croniche cardiorespiratorie, il tumore polmonare, l’aumento della mortalità e la riduzione della speranza di vita. Napoli con la cosiddetta “Terra dei Fuochi” risulta essere la seconda provincia di Italia a maggiore concentrazione di morti evitabili per mancato controllo dell’inquinamento dell’aria, seconda solo a Milano. Ma questi dati, nello studio privato della A2A sono attribuiti a generica “mondezza” o alla combustione di legna e riscaldamenti. Da anni l’Isde ha dimostrato, sulla base dei dati Arpac, che il picco delle polveri sottili si registra nel mese di agosto quando traffico veicolare urbano e riscaldamenti non hanno alcuna rilevanza. Pertanto possiamo concludere che lo studio presentato dalla A2A purtroppo non puo’ essere considerato scientificamente rilevante per la valutazione corretta dell’impatto di tale maxi impianto, dal momento che non ha minimamente considerato i parametri oggi riconosciuti scientificamente rilevanti».Continua a leggere su Il Corriere del Mezzogiorno

16 ottobre 2010

1)"Donne del 28 Agosto"a ruota libera sulle tematiche ambientali 2)Controlli ambientali....... chi gioca fa l’arbitro

Tratto da Il gazzettino locale.com

"Donne del 28 Agosto"a ruota libera sulle tematiche ambientali:Ma noi non desistiamo !

Ho il piacere di intervistare l'architetto Virginia Petrellese,da alcuni anni in lotta contro lo "stupro ambientale" che viene giorno dopo giorno perpetrato sulla nostra regione e in particolare ad Acerra che è ritornata a fare parlare di sè e del suo termovalorizzatore visto come
la "soluzione miracolosa" al problema dell'allargamento della discarica di Terzigno.

Dott.ssa Petrellese,da quando lei si può definire un'ambientalista attiva nel sociale?
Mi sono sempre interessata del sociale come insegnante e come architetto, sia perchè fa parte del mio lavoro sia perchè
ho sempre ritenuto il bene comune un valore primario

Lei è presidente del comitato delle "Donne del 29 Agosto",quanto è importante sensibilizzare le donne sull'emergenza ambientale che purtroppo vuole confluire e risolversi nei progetti inerenti al Maxi-inceneritore che minaccia quotidianamente la nostra esistenza?
La sensibilizzazione delle donne e degli uomini sul problema ambiente è stato sempre alla base del nostro impegno e diciamo che
la lotta contro l'inceneritore di Acerra è stata l'occasione che ha fatto scattare in noi l'indignazione per come le istituzioni considerano l'ambiente , guardando solo all'aspetto economico.

Lei è apertamente contraria ai CIP 6(incentivi sull'energia prodotta dagli inceneritori),e, in varie occasioni, ha ribadito l'importanza di una raccolta differenziata efficiente,impegnandosi in prima persona e da volontaria in un progetto di raccolta differenziata che era piaciuto a molti,che fine ha fatto questa iniziativa?
I CIP6 sono una dimostrazione di quanto ho detto prima, l'interesse economico stravolge anche la legge facendo assimilare falsamente l'inceneritore alle fonti enrgetiche alternative. Le nostre proposte vanno nella direzione di una corretta raccolta differenziata che vede la prima separazione di umido e secco ed il riciclaggio di plastica carta cartone e vetro...... Abbiamo dimostrato, con la raccolta differenziata spontanea nelle piazze, che tanti Acerrani erano pieni di buona volontà e ci credevano. Ce l'hanno fatta interrompere dicendo che costava e che di lì a breve sarebbe partita la raccolta del comune.
E' passato un anno e ancora non parte nulla !

Da donna a donna,mi consenta di chiederle se c'è ancora tanto maschilismo quando si vede una donna impegnata nel sociale...
Io non l'ho riscontrato e non lo voglio vedere perchè non mi interessa. Nel nostro comitato partecipano anche uomini e dichiarano apertamente di far parte del comitato delle donne del 29 agosto, senza chiederci di cambiar nome.
Noi non ci sentiamo femministe, ma donne, mamme, che vogliono lavorare per il bene comune e per lasciare un ambiente sano alle future generazioni

Le "Donne del 29 Agosto" chi sono?
Siamo donne diverse per età e per lavoro,giovani,anziane, casalinghe, impiegate, professioniste, unite da obiettivi e sensibilità comuni, che non vogliono far dimenticare la vergognosa repressione del popolo acerrano del 29 agosto del 2004 ,
portando avanti le nostre ragioni, diffondendo conoscenza e informazione ; è un modo per non dimenticare e nello stesso tempo per crescere diventando da comitato solo locale a comitato che si interessa delle problematiche ambientali ovunque ci siano criticità , entrando a far parte di una rete interattiva di comitati che si confronta con altre realtà ( Rifiuti zero, CORERI etc.)


Cosa si sente di dire a chi minimizza sugli "evidenti" e ormai innegabili "difetti di fabbricazione" del nostro gioiellino ipertecnologico che paradossalmente è un obsoleto rottame?
Che è falso ed ipocrita, interessato non alla salvaguardia del territorio ma ad interessi economici e partitici, cioè a se stesso.
Finalmente la magistratura sta indagando ( anche se in ritardo ) . Numerose sono state le denuncie dei comitati , finanche alla commissione europea, che ha ritenuto l'inceneritore non a norma. Ormai il gioiellino perfetto si sta autodistruggendo, ma le istituzioni anche difronte alla verità , avranno la spudoratezza di mentire

Le donne dovrebbero essere le prime ad essere educate alla differenziata,perchè loro in primis partecipano al regolare svolgimento della "azienda domestica",lei è fiduciosa sulle donne acerrane?Sono propense alla raccolta?
Nel differenziare credo che non possiamo distinguere tra uomo e donna. Molti erano gli uomini che portavano gli imballaggi agli autocompattatori in piazza Renella. Certamente la donna gestisce i " rifiuti " più dell'uomo nella fase di separazione,
però credo che la differenziazione sia il risultato di una educazione familiare..E' importante quindi che le scuole educhino i bambini fin da piccoli affinchè a loro volta trasmettino ai genitori.

Cosa sente di dire a quelle donne che giorno dopo giorno vedono crescere i loro figli in un ambiente che è poco congeniale al loro sviluppo fisico,culturale e morale?Avrà verificato con mano il peso delle preoccupazioni delle donne acerrane che non sono solo madri protettive, purtroppo le loro ansie e i loro timori non sono infondati...
Il problema della salute è uno dei primi che abbiamo affrontato ed abbiamo invitato da sempre i medici a sollevare il problema
.
Siamo state all'ASL Na4 affinchè partisse l'analisi sul latte materno,
abbiamo chiesto all'ASL l'aumento negli ultimi anni del codice 048 ,
siamo state promotrici dello studio Sebiorec (che ancora non esce forse perchè i dati potrebbero preoccupare).
Da sempre sosteniamo che vi è un nesso di causalità tra ambiente inquinato e salute,lo abbiamo dimostrato con autorevoli documentazioni scientifiche, pertanto invitiamo le mamme a partecipare a convegni e manifestazioni, ma non siamo sempre ascoltate ,
altrimenti ci sarebbe stato un vero movimento di massa.
Le preoccupazioni di molte mamme diventano rassegnazione ed esse preferiscono affidarsi al destino senza far nulla per cambiarlo.

Ma noi non desistiamo !

Di Maria Di Leo
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Controlli ambientali...... chi gioca fa l’arbitro
di Giuseppe Solarino

SIRACUSA - La Struttura Territoriale di Siracusa dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) della Sicilia ha avviato, dal 1° ottobre 2010, in via sperimentale, insieme alla Provincia regionale, una nuova attività di monitoraggio della qualità dell’aria nel comprensorio industriale siracusano.
Tale attività, che vede anche la partecipazione del Consorzio Industriale per la Protezione dell’Ambiente (CIPA), si realizza mediante campionamenti di aria, istantanei e automatici, attivati durante le fasi acute di cattiva qualità dell’aria, al superamento di soglie di concentrazione fissate da ARPA e Provincia....

..... il direttore del Dipartimento ARPA di Siracusa, Gaetano Valastro,dichiara che:
“questo monitoraggio scaturisce dall’esigenza di correlare i disturbi olfattivi lamentati dai cittadini dell’hinterland della zona industriale con le concentrazioni di inquinanti che le stazioni non rilevano e che potrebbero essere responsabili di tali episodi. Le stazioni della rete di rilevamento analizzano gli inquinanti normati dalla legge, quali ad esempio: anidride solforosa, idrocarburi non metanici, idrogeno solforato e Benzene; adesso, grazie a questo nuovo sistema di campionamento effettuato con dispositivi automatici (Canister), inseriti all’interno delle nove centraline, che si azionano al superamento di soglie fissate per i suddetti composti, saremo in grado di verificare le concentrazioni di una più vasta gamma di inquinanti, ovvero composti aromatici, solforati, paraffine e olefine alogenate, idrocarburi alifatici per un totale di circa 70 parametri. Tutte le analisi saranno effettuate presso la nostra struttura ed una prima valutazione dei dati verrà effettuata dopo i primi tre mesi di monitoraggio”.

Giacinto Franco, vicepresidente dellAssociazione Decontaminazione Sicilia, in riferimento a quanto comunicato dall’Arpa, ha dichiarato:
“Il nuovo sistema di campionamento dell’aria effettuato con dispositivi automatici (Canister), inseriti all’interno in nove centraline è sicuramente un passo avanti nel monitoraggio dell’aria nel comprensorio del petrolchimico siracusano.
Trattasi tuttavia di campionamenti istantanei e non continui, quindi non 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno effettuati direttamente al camino e non comprendono gli organo-clorurarati quali diossine, dibenzofurani, Policlorobifenil, Esaclorobenzene e PM2,5.

Come Decontaminazione Sicilia, abbiamo formalmente e ripetutamente suggerito ai Sindaci ed alle altre Autorità della Provincia l’adozione di sistemi di controllo che, al camino (sistemi già impiegati in altre realtà industriali italiane ed europee), rilevano in continuo i pericolosissimi inquinanti sopra elencati, ma ad oggi nessuno ha voluto o saputo risponderci:
un silenzio preoccupante da parte di chi è istituzionalmente responsabile della salute dei cittadini”.