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06 dicembre 2014

AIA TIRRENO POWER : Comunicato congiunto Greenpeace, Legambiente e WWF

Tratto da ambienteambienti
GreenpeaceLegambiente e WWF 
soddisfatte ma con riserva rispetto alla decisione della Conferenza dei Servizi, che sembrerebbe aver sancito il rispetto delle normative vigenti in materia di emissioni in atmosfera per quanto concerne la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla centrale termoelettrica di Tirreno Power a Vado Ligure.
Le associazioni ambientaliste accolgono favorevolmente quanto deliberato ma per esprimere piena soddisfazione si riservano di leggere i documenti ufficiali licenziati dalla Conferenza dei Servizi per comprendere, ad esempio, se lo SME al camino E2 sia stato prescritto. Dal punto di vista tecnico questo dispositivo di misurazione delle emissioni, infatti,  risulta essere l’unico in grado di garantire un adeguato ed affidabile sistema di valutazione della qualità delle emissioni.
«Se Tirreno Power non ritiene possibile conformare la centrale di Vado Ligure ai migliori standard è bene che quell’impianto, su cui pesano accuse estremamente serie per la mortalità che avrebbe indotto nel territorio circostante, si fermi per sempre», affermano le tre associazioni.
Nel decreto di sequestro dell’impianto, la Procura di Savona afferma di non ritenere  «sufficiente ai fini di cui sopra autorizzare la prosecuzione dell’attività dei gruppi a carbone subordinandola alla installazione di un sistema SME che consenta di controllare la riduzione ed il mantenimento delle emissioni nei limiti delle MTD». D’altra parte, anche la nota ISPRA del 21 febbraio 2014  esprime «la necessità di prescrivere al gestore l’installazione dello SME al Camino E2».
Le centrali a carbone sono gravemente dannose per il clima, l’ambiente e la salute dei cittadini, risultano sempre più inutili anche per il sistema energetico nazionale, caratterizzato da una forte sovra-capacità che costringe gli impianti a funzionare a scartamento ridotto o addirittura a stare fermiSecondo Terna, ad agosto le rinnovabili hanno generato il 48,9% dell’elettricità nazionale e coperto il 45,4% della richiesta elettrica. E infatti, il sistema elettrico italiano non ha risentito affatto della mancata produzione della centrale di Vado Ligure.
Le associazioni sono consapevoli della necessità di accompagnare la trasformazione del sistema energetico nazionale per garantire il lavoro a chi lo perde: evidentemente, troppi errori sono stati fatti in passato e in nessun caso possiamo sottostare al ricatto occupazione o salute. 
La Regione Liguria e il ministero dello Sviluppo economico devono adesso impegnarsi per un piano che punti sull’efficienza energetica e sul settore delle rinnovabili: solo da qui può emergere la possibilità di sviluppo dell’industria energetica italiana e di lavori degni e senza rischio per la collettività.

19 novembre 2014

IN ATTESA DEL 25 NOVEMBRE ........COSA CI RISERVERA' IL FUTURO ?

Ripubblichiamo ,in questa settimana di...... attesa delle determinanti decisioni del  prossimo 25 novembre ,  il nostro  post del 7 dicembre 2013.....
con   uno stralcio  tratto dal comunicato della Rete Savonese Fermiamo il carbone  del  12 novembre 2012


..........I sindaci di Vado e Quiliano, in sede di conferenza AIA, avrebbero avuto la possibilità-per tutelare al meglio la propria cittadinanza- di dare come prescrizioni il rispetto delle norme di legge sui limiti in concentrazione delle emissioni secondo le migliori tecniche disponibili: perché nella sede deputata non hanno semplicemente chiesto il rispetto delle norme di legge?

Per di più non ci risulta (salvo smentite documentate) che i sindaci abbiano fatto nemmeno le dovute osservazioni o comunque alcuna opposizione in merito ai limiti in concentrazione concessi, anche se molto al di sopra delle prestazioni previste dalle Migliori Tecnologie Disponibili, e nemmeno ci risulta  che abbiano fatto osservazioni sull'utilizzo-che purtroppo pare diventare possibile- dell'olio combustibile denso e neppure sul gravissimo fatto che dal documento istruttorio si preveda per i tanto "magnificati" gruppi nuovi un limite in concentrazione per il CO  più del doppio di quanto previsto dalle MTD.


Quindi, non solo dovremo convivere con i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD previste dalla normative europee ed italiane, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire potranno bruciare carbone con concentrazioni di CO superiori alle MTD. Questi a nostro parere sono i fatti veri ed oggettivi..........

Per quanto attiene all'attivare "subito e comunque" un'azione volta a perseguire ulteriori miglioramenti ambientali, considerando che i miglioramenti dovuti per legge, con l'applicazione delle migliori tecnologie, non ci risultano essere stati pretesi dalle amministrazioni, ci si può domandare se quel "subito e comunque" andava inteso come gli 8 (otto!) anni di vigenza dell'AIA "per il periodo transitorio".  

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Inoltre tratto da Uniti per la salute del 15 11 2012
  
"Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."dichiarazione tratta dal  Segno News  

 Sul sito del giornale on line del comune di Vado Ligure in   "LA GIUNTA FA QUADRATO SUI TEMI ROVENTI DELLA CITTA’
è riportata una frase del sindaco Caviglia..
"Per mesi i tecnici dei due comuni coinvolti hanno valutato le azioni fattibili e non fattibili sulla situazione. C’era da scegliere quali limiti dare restando entro le leggi vigenti e su due soli di essi c’era e c’è il nodo centrale della questione. Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."
Leggi l'articolo integrale 
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Ripubblichiamo   lo stralcio di un interessante articolo tratto da Siena News. 

Tratto da Sienanew

L’opinione: la salute dei cittadini ed il sindaco


Il Sindaco è il responsabile della condizione di SALUTE della popolazione del suo territorio. 
Il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità.
   
Allo stato attuale, per una modifica della legge 833/78 non sono più i Sindaci a gestire il Servizio Sanitario ma i direttori generali delle Aziende Sanitarie, ai Sindaci sono affidati dal DLg 299/99 poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle Aziende Sanitarie dei loro territori.
 
I compiti del sindaco sono ampi, soprattutto il Sindaco deve conoscere la condizione di SALUTE della popolazione e deve attivare/implementare iniziative/strategie di promozione della SALUTE stessa, deve, inoltre,  adottare provvedimenti se questa è minacciata (per es. emanare ordinanze contingenti ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica).


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) già nel 1946 definisce la SALUTE come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l’assenza di malattia o infermità”......

 Cioè, la SALUTE è un concetto dinamico, quindi questa può essere modificata in senso negativo dai fattori di rischio (ambientali, genetici, individuali non ereditari, comportamentali, etc.) o in senso positivo dai fattori  salutogenici .
In relazione ai fattori salutogenici da sviluppare, l’OMS nel documento di Ottawa del 1986 indica alcuni prerequisiti senza i quali è impossibile esercitare il diritto alla salute: la casa, la scuola, i trasporti, la salubrità ambientale, la cultura, la sanità pubblica, l’assistenza sociale, etc.
Non si tratta di opzioni, dipendenti dalla entità della finanza pubblica, ma di un diritto. 
.....E’ noto che a realizzare la condizione di SALUTE concorrono numerosi fattori determinanti raggruppati in categorie: determinanti sanitari, socio-economici, ambientali, individuali, comportamentali, etc. 
E’ altresì noto che il “peso” dei determinanti sanitari è da considerarsi minoritario (circa il 25%) rispetto a quello degli altri determinanti (circa il 75%). In altre parole questo significa che un eccellente servizio sanitario è in grado di contribuire solo per ¼  circa alla SALUTE dei cittadini, mentre il Sindaco e la Sua Amministrazione lo sono per i restanti ¾ o buona parte di essi.....
 Si ricorda che la promozione della SALUTE è quel processo che conferisce alla popolazioni i mezzi per assicurare il maggior controllo sulla propria condizione di SALUTE e di migliorarla (OMS 1998).......
  
La tutela e la promozione della SALUTE dei cittadini è da considerarsi come la missione del Sindaco e del Consiglio Comunale.......

Remo Severini-Cittadino, medico.
Leggi l'articolo integrale

 RESTIAMO ........IN ATTESA DEL
  25 NOVEMBRE

30 settembre 2014

Centrale Tirreno Power, il 18 ottobre a Roma si discute la nuova Aia


Tratto da RSVN

Centrale di Vado, 18 ottobre a Roma si discute la nuova Aia


Vado Ligure. Per la centrale di Vado Ligure, sotto sequestro dal marzo scorso, inizia un mese cruciale. 
Il 18 ottobre a Roma, infatti, è prevista la riunione presso il ministero dell’Ambiente che dovrà valutare la nuova Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale. 
Una cosa è certa i vecchi gruppi a carbone non verranno rifatti. Inoltre l’adeguamento tecnologico delle caldaie senza rifacimento integrale non potrà consentire il rispetto dei limiti emissivi inferiori delle Mtd.
Tirreno Power prevede due fasi per l’adeguamento dei gruppi esistenti e che nella seconda fase si avrebbero emissioni nell’intervallo delle Mtd attorno ai valori medi. Inoltre si ritiene necessario prevedere limiti entro l’intervallo delle Mtd nel rispetto della norme italiane ed europee.Continua a leggere  qui

Centrale di Vado, 18 ottobre a Roma si discute la nuova Aia

04 aprile 2014

Comunicato della Rete Savonese Fermiamo il carbone : Sindaci dalle parole ai fatti.........

Comunicato stampa della Rete Savonese fermiamo il carbone

I SINDACI SI DICHIARANO OGGI IN PIENA SINTONIA CON LA MAGISTRATURA?

DALLE PAROLE AI FATTI: RICHIEDANO SUBITO LA IMMEDIATA REVISIONE DELL'AIA CHE RECEPISCA I VALORI  EMISSIVI INDICATI DALL'ORDINANZA DEL GIP
e quindi non accettino in ogni caso  l'esercizio con valori che non rispettino i limiti in concentrazione previsti dalla normativa sulle MTD sia per gli attuali gruppi sia per quelli che dovrebbero essere costruiti.


Dato che i Sindaci dichiarano oggi di essere in piena sintonia con l'azione della Magistratura, chiediamo pubblicamente:
richiedano DOMANI la immediata revisione dell'AIA (come ventilato dal Sottosegretario), che recepisca i valori di emissione entro i parametri  MTD cui fa anche riferimento la Procura e l'ordinanza del GIP.
Ovviamente, il rispetto dei parametri dell'ordinanza deve essere anche per loro una condizione NON NEGOZIABILEovvero qualora successivamente si accertasse che tali parametri  in concentrazione non sono rispettabili con gli attuali gruppi 3 e 4, ( e a maggior ragione per i futuri gruppi) ne prendano definitivamente atto anche pubblicamente.

E' necessario precisare che quando si parla di limiti MTD il riferimento è ad un range che prevede un limite massimo e uno minimo e  che  in un contesto densamente abitato e con i  problemi sanitari ed ambientali evidenziati  principio di precauzione vorrebbe che si tendesse verso il minimo.


Rete savonese fermiamo il carbone



SILVIA VELO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente, in questi giorni aveva dichiarato alla Camera dei Deputati:
“…tutte le richieste formulate e che riguardavano la tutela della salute erano state accolte dai due Sindaci”
“Il parere negativo era confermato esclusivamente per ragioni non attinenti ai profili sanitari…”
"Il Sindaco può chiedere in ogni momento al Ministero diverificare la necessità di riesaminare l'AIA.
Finora nulla è pervenuto al Ministero in tal senso..."

18 marzo 2014

DIALOGO COSTRUTTIVO :Tirreno Power, via d’uscita ma «sotto tutela».

Tratto da LA STAMPA

Tirreno Power, via d’uscita ma «sotto tutela»

«Dialogo costruttivo» tra l’ex Guardasigilli Severino (avvocato dell’azienda), i pm e il giudice che ha disposto il sequestro dei gruppi a carbone. Ce la farà Tirreno Power a rispettare i limiti Mtd prescritti dal magistrato per consentire il riavvio degli impianti?

SAVONA
Tirreno Power prova, pur avendo tecnicamente ancora quattro giorni per ricorrere al tribunale del Riesame contro il decreto di sequestro dei suoi impianti a carbone nella centrale di Vado Ligure, a «dialogare» con Procura e tribunale per arrivare alla ripresa produttiva. E lo annuncia con una nota di poche righe, il giorno dell’incontro che l’ex Guardasigilli Paola Severino, a capo dello staff legale di Tirreno Power ha avuto a Savona con il procuratore Francantonio Granero, il sostituto Chiara Maria Paolucci e il giudice Fiorenza Giorgi. Un’ora con i primi, mezz’ora con la seconda. 
«Il dialogo dal punto di vista dei Pm è stato costruttivo» è stato l’unico commento del procuratore.  
Nel pomeriggio, la nota dell’azienda, estremamente prudente: «Un dialogo che proseguirà nei prossimi giorni, volto ad individuare le modalità più opportune per arrivare quanto prima alla ripresa di esercizio nell’ambito di un protocollo operativo che sottopone l’impianto a verifiche da parte di tecnici individuati dal giudice». 
Era la via d’uscita ipotizzata dal decreto di sequestro: prevede che la centrale elettrica adotti la centralina Sme, già prevista dall’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale del dicembre 2012, che questa venga «tarata» da tecnici nominati dal giudice stesso e che le emissioni vengano contenute nei limiti delle «Mtd» o «Bat», le «migliori tecnologie disponibili»: si va dalla metà a un quinto delle emissioni attuali per biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri sottili.  
Sempre ieri, a Vado, sono scesi in piazza, con due diversi cortei, sia i lavoratori di Tirreno Power e delle ditte esterne in appalto sia i dipendenti del Terminal Rinfuse Italia, con delegazioni di altre aziende della zona...........
Sulla possibilità concreta che Tirreno Power, con gli attuali impianti a carbone costruiti nel 1971, possa davvero rispettare i limiti di emissione fissati dalle «migliori tecnologie disponibili», gli ambientalisti sono scettici da sempre. Anche l’ipotesi di un funzionamento a regime ridotto ha senso soltanto se - come prescritto dal giudice - i valori delle emissioni saranno certi, monitorati «in continuo» e valutati non con medie mensili o semestrali, ma «giorno per giorno».  
Dal ministero dell’Ambiente, infine è arrivata in queste ore una diffida per l’azienda circa i lavori - mai cominciati - della nuova unità da 460 megawatt prevista dal «cronoprogamma» allegato all’autorizzazione Aia. Tirreno Power ha 30 giorni per avviare i lavori. 
In caso contrario, l’autorizzazione al funzionamento dei vecchi gruppi a carbone - rilasciata soltanto in funzione del nuovo gruppo da costruire - potrebbe decadere .
Su LA STAMPA  l'articolo integrale

04 febbraio 2014

Ministero dell' Ambiente dixit .Centrale Enel della Spezia: valutare riesame dell'AIA!

Tratto da Speziapolis

“Si invitano le Amministrazioni in indirizzo a una puntuale verifica dei presupposti e dell’opportunità di effettuare il riesame del citato decreto di AIA e a fornire il proprio avviso in merito alla scrivente”. 


La “scrivente” è il Ministero dell’Ambiente, l’AIA quella rilasciata con DM 244 del 6/9/2013 a Enel per la centrale a carbone della Spezia e le “Amministrazioni in indirizzo” cui il Ministero invia la richiesta di verifica del presupposti e dell’opportunità di effettuare il riesame dell’AIA sono il Presidente, Commissario e Sindaci di Regione Liguria, Provincia e Comune della Spezia, Comune di Arcola; Ministero dell’interno (VVFF), della Salute, dello Sviluppo economico; Presidente della commissione istruttoria IPPC e direttore generale dell’Ispra, Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle risorse idriche.


Dopo quella di Brindisi, è la volta della revisione dell'AIA della centrale Enel della Spezia? Con almeno una differenza: nel caso di Brindisi è la Regione Puglia che chiede la riapertura dell'AIA, in quello della Spezia è il Ministero che "suona la sveglia" alle Amministrazioni, in particolare quelle locali. La notizia arriva con un comunicato del Comitato SpeziaViaDalCarbone in cui si legge che  

con la nota citata dal Ministero (14 gennaio scorso), il Comitato SVDC invocando il principio di precauzione chiedeva l’applicazione di “misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecnologie disponibili” data la “generale carenza nella valutazione ambientale e sanitaria del procedimento di rilascio dell’AIA alla CTE Enel della Spezia e dalla modesta adeguatezza degli impianti alle MTD”.

Il Comitato SVDC - continua il comunicato 

accoglie con favore la sollecitazione del Ministero dell’Ambiente alle Amministrazioni in indirizzo, auspica che le medesime procederanno in tempi brevi a verificare “puntualmente” l’esistenza di presupposti e l’opportunità di un riesame dell’AIA e conferma la propria disponibilità, se utile, a collaborare alla disamina di tutte le eccezioni già presentate nelle osservazioni. Eccezioni attuali anche dopo il rilascio del decreto e Osservazioni cui non è stata ancora fornita risposta puntale, come prevede la normativa dell’AIA.

La nota del Comitato SVDC  - che era stata inviata anche a Arpal e Corpo Forestale dello Stato della Spezia, e ISPRA (cc Procura della Repubblica e Prefettura della Spezia) - portava all’attenzione del Ministero il video girato il 6 Gennaio 2013 nei carbonili di Enel, esprimendo la propria preoccupazione per lo scarico delle acque di decantazione dei carbonili e le modalità con cui avviene la movimentazione del carbone e la conseguente dispersione di polveri. Continua la nota

In considerazione di ciò che è emerso relativamente alla qualità dell’OCD denso usato a Vado Ligure, avevamo ribadito quanto già evidenziato nelle Osservazioni in sede di rilascio AIA e, a nostro avviso, scarsamente accolto e incautamente non considerato dalle Amministrazioni, né dalla Commissione IPPC, né dal medesimo Ministero dell’Ambiente durante tutto il periodo del procedimento di rilascio dell’AIA.

 In particolare la nota evidenziava:


1) provenienza e tipologia dei combustibili utilizzati non disponibile

2) prescrizione per l’utilizzo di OCD a bassa concentrazione di zolfo non presente

3)prescrizioni complessivamente non in grado di conseguire il rispetto delle norme di salvaguardia della salute pubblica, se non in tempi lunghi e indefiniti.

A titolo di esempio erano citate le prescrizioni per un nuovo progetto del ciclo della movimentazione del carbone (entro un anno) e l’assenza di qualsivoglia stima per la capacità di depurazione delle acque di decantazione dei carbonili. Al proposito il Ministero ha chiesto a Ispra di verificare se e in quali occasioni Enel abbia comunicato agli enti preposti (come prevede l'AIA) l'eventuale scarico delle acque di decantazione dei carbonili bypassando i depuratori.

Postato da

19 dicembre 2013

Restiamo in attesa di conoscere ........quelle misurazioni in continuo secondo i parametri e le modalità stabilite dall’AIA

PROMEMORIA  di Uniti per la Salute.  
Ricordiamo (cosa non secondaria) che nel 2007  l’azienda fece domanda di AIA (autorizzazione integrata ambientale) . Il decreto del Ministero fu emesso  solo dopo oltre 5 anni nel dicembre 2012.

contenuti e gli obiettivi propri del provvedimento di AIA sono prescritti e disciplinati dalla Direttiva europea 2008/1/CE e dalla legislazione nazionale D.lgs. 152/2006 "l'autorità competente, deve tener conto, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale a)"devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili".

Nel decreto aia del dicembre 2012 si  è evidenziata la mancata applicazione delle migliori tecnologie disponibili per diversi profili di impatto ambientale.
E’ addirittura  lo stesso decreto AIA che ammette nel  Parere istruttorio conclusivo   (sua parte integrante) la mancata o soltanto parziale applicazione in diversi punti  delle MTD come bene evidenziato nel ricorso presentato da molte realtà locali e sottoscritto dai vertici nazionali di Greenpeace, WWF, Arci e Legambiente (la spiegazione del ricorso è stata effettuata dall’Avv. Ceruti e si trova su http://unitiperlasalute.blogspot.it/2013/03/conferenza-stampa-di-presentazione-del.html  

Ora  prendendo ad esempio solo uno dei molti  punti  evidenziati come le emissioni di CO (monossido di carbonio) per i gruppi 3 e 4 è verificabile da chiunque sul sito del ministero ambiente come l’AIA  conceda un limite in concentrazione di ben 5 volte (500%  )rispetto al range massimo previsto come Migliori tecnologie.  
 E non solo, anche per i gruppi  nuovi, ancora da costruire l’AIA ha concesso un limite in concentrazione per il CO di oltre il doppio rispetto al range massimo delle MTD.  
Queste concessioni  ci paiono tanto clamorose  che si commentano da sole.
Inoltre in aggiunta, per quanto riguarda appunto le emissioni, le normative MTD indicano come riferimento una media giornaliera, mentre l’AIA concede una media mensile. Non sfugge a nessuno  la differenza, che a noi sembra macroscopica, tra questi due metodi di  misurazione.
Sempre a proposito di misurazioni segnaliamo che sul sito del ministero ambiente è stata pubblicata una nostra recente lettera di cuiritenendo largamente trascorsi i nove mesi prescritti dall’AIA , chiedevamo chiarimenti sulle prescrizioni AIA relativamente alle misurazioni in continuo  degli inquinanti

Di seguito  uno stralcio:
Accedendo, come indicato da Codesto Ministero nelle sua ultima lettera, al sito relativo abbiamo notato che con nota del 23-10-2013 l’Azienda conferma di aver adempiuto alla prescrizione di pag 180 punto 3 del PIC. 
Ora, essendo largamente trascorsi i nove mesi previsti dal decreto AIA come termine per l’ottemperanza, si suppone che quanto prescritto sia stato puntualmente ottemperato, ossia in particolare:
a) Pag 180 punto 3 del pic "Entro nove mesi dal rilascio dell’AIA saranno installati sul camino E2 dei misuratori in continuo per i parametri portata, SOx, NOx, CO e polveri totali. Il collaudo dell’impianto avverrà con la marcia controllata nei successivi tre mesi. Il Gestore dovrà effettuare una marcia delle due sezioni alla massima capacità produttiva per un periodo sufficiente a determinare l’effettiva portata sia utilizzando carbone che olio combustibile".
b) Pag 13 tabella 11 piano di monitoraggio e controllo, parte integrante come il PIC del decreto AIA: “parametri da misurare per le emissioni in atmosfera relative alle sezioni VL3 e VL4”
prescrive tra l’altro la misurazione dei dati rilevati al punto di emissione E2 in misura continua al camino per ciascuno dei seguenti parametri: polveri, NH3, SO2 ,NOx e CO evidenziati con (*) ed è ben specificato a fine tabella a pag 16 “(*).tali controlli devono essere realizzati entro nove mesi dal rilascio dell’AIA e a seguito dell’installazione dell’opportuna strumentazione al camino” 
c) Pag 12 piano di monitoraggio e controllo: “sui camini le piattaforme devono avere il piano di lavoro con una superficie di almeno 5m2 e deve essere reso disponibile un quadro elettrico per alimentazioni a 220V e 24 Vcc, nonché una linea telefonica per collegamento alla sala controllo. I punti di prelievo dei suddetti camini devono essere protetti dagli agenti atmosferici mediante una copertura fissa. Inoltre i punti di prelievo devono essere dotati di montacarichi per il trasposto dell’attrezzatura, con portata fino a 300 Kg ed atti a trasportare strumenti fino a 3 metri. Caratteristiche e modalità diverse da quelle sopra descritte potranno essere adottate dal Gestore se saranno ritenute equivalenti dall’Ente di Controllo”.
Per quanto sopra esposto chiediamo, pertanto, ai sensi del D.lgs. 195/2005, a Codesto Ministero:
a)


di confermare l’avvenuta ottemperanza alla prescrizione pag 180 punto 3 del PIC, così come affermato dall’Azienda con la citata nota del 23 ottobre 2013entro i termini prescritti dal decreto AIA;
b)


come intenda procedere nella valutazione della comunicazione di “modifica non sostanziale ex art. 29 nonies comma 1 D.Lgv. 152/2006”  presentata dalla Azienda con la stessa nota;
c)


l'invio di copia, in carta semplice, dei verbali delle misurazioni in continuo effettuate a camino dal gestore, come previsto dalla prescrizione AIA in oggetto.

Questo quanto richiesto al ministero. Ribadiamo quindi che ritenendo largamente trascorsi i nove mesi previsti restiamo in attesa di conoscere quelle misurazioni in continuo secondo i parametri e le modalità stabilite dall’AIA.
 
Uniti per la salute ONLUS
                                          

01 marzo 2013

Il diritto di vivere in un ambiente salubre è inalienabile .

 IL DIRITTO DI VIVERE IN UN AMBIENTE SALUBRE 
E' INALIENABILE..... 
Riportiamo  lo stralcio di alcuni post  del  nostro blog ,che risalgono a   novembre 2012 ,perchè 
 è fondamentale  non dimenticare  ed anzi per rinfrescare......la memoria  sulla PROBLEMATICA  DELLA CENTRALE A CARBONE.
10 novembre 2012

GUARDATE IL CARTELLO DELLA BIMBA  di SALINE IONICHE E MEDITATE: SPESSO  I RAGAZZI SONO MOLTO   PIU' CONCRETI DI MOLTI ADULTI ,DI MOLTI POLITICI E DI MOLTI AMMINISTRATORI........

CARBONE SI' SE VOLETE CHE MORIAMO!
CARBONE NO SE VOLETE CHE VIVIAMO !
 

 DOBBIAMO TUTELARE IL PRESENTE E IL  FUTURO DEI NOSTRI BAMBINI.

18 novembre 2012             Tratto da  TmNews

Papa Benedetto XVI:  La Salute non è merce ma bene universale

 Dice il  Papa Benedetto XVI :...evitare che la salute, anziché un bene universale da assicurare e difendere, diventi una semplice 'merce' sottoposta alle leggi del mercato...    

Dice il Dottor Ugo Trucco Presidente dell' Ordine dei Medici di Savona:
“…..si deduce che il funzionamento degli obsoleti ed eccessivamente inquinanti gruppi a carbone 3 e 4 costituisca una minaccia reale e consistente per la salute e la vita dei cittadini della Provincia di Savona...”


Alcuni argomenti importanti della serata informativa del 2 novembre al Teatro Nuovo di Valleggia : si è parlato dei recentissimi documenti e degli ultimi atti ufficiali, alcuni finora non divulgati, che riguardano la problematica della centrale a carbone.
 

“Come in altre zone d’Italia, soggette a impianti produttivi particolarmente impattanti – ha affermato il presidente Emilia Piccardo – riteniamo sia indispensabile che i cittadini siano sempre informati in modo chiaro, completo e approfondito riguardo alle decisioni prese per il presente e il futuro del proprio territorio”.

Per quanto riguarda dell’ormai nota Aia (autorizzazione integrata ambientale), ferma restando la nostra assoluta contrarietà all’uso del carbone (per giunta in un centro abitato)per i motivi ben evidenziati nell’atto fondativo della Rete Savonese Fermiamo il carbone, si è rimarcato il grave problema dei limiti indicati nel PIC “parere istruttorio conclusivo” su cui la conferenza dei servizi ha espresso parere favorevole .

Sono valori a nostro parere clamorosi: ad esempio per il biossido di zolfo (SO2) nelle tabelle è indicato che nel 2010 si è avuta una concentrazione di 336 mg/Nm3 a fronte di un limite “prestazioni MTD" (migliori tecnologie disponibili) con un range che va da 20 a 200 come media giornaliera. 
I limiti dati per i futuri assetti 1 e 2 per i vecchi gruppi prevedono invece 350 mg/Nm3 come media mensile (addirittura superiore alla media annuale dichiarata per il 2010 oltre che naturalmente molto al di sopra delle prestazioni MTD di 20-200).

Noi riteniamo che poiché sono già ben 5 anni che questi gruppi non sono adeguati alla MTD l’adeguamento debba avvenire subito e non “entro la vigenza dell’ AIA" che, ricordiamo, ha durata di otto anni

A noi sembra altrettanto clamoroso poi che nelle tabelle del PIC approvato in conferenza di servizi per i tanto decantati  gruppi nuovi, per l’inquinante CO a fronte di prestazioni previste dalle MTD (migliori tecnologie disponibili) che vanno da 30 a 50 mg/Nm3 sia stato indicato un limite AIA di 120. Ribadiamo che si parla dei gruppi nuovi, ancora da costruire con cui si partirebbe già con un dato assai superiore alle MTD!

Quindi, non solo i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire con concentrazioni di CO superiori alle MTD.


Noi chiediamo e chiederemo in tutte le sedi che sia rispettato scrupolosamente il Decreto Legislativo  che regola la concessione dell’AIA  " Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale: devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili. “
Ricordiamo che in conferenza dei servizi  il PIC con i valori indicati ha ottenuto parere positivo anche da  Regione e Provincia
Riteniamo che i sindaci di Vado e Quiliano, invece di scrivere tutto quel ponderoso allegato A avrebbero dovuto semplicemente dichiarare “si prescrive da subito per i vecchi gruppi e per i nuovi lo scrupoloso rispetto delle norme di legge che prevedono le MTD” Come ben sanno la conferenza dei servizi avrebbe dovuto acquisire quelle prescrizioni .Pur avendo espresso un “no” , non ci risulta che finora i sindaci abbiano fatto osservazioni o alcuna opposizione su quei limiti in concentrazione concessi, anche se molto al di sopra delle prestazioni MTD.
La parola è poi passata al Presidente dell’Ordine dei Medici Ugo Trucco. Ecco alcune delle sue  affermazioni:
"Relativamente alle malattie cardiovascolari, in particolare dei Comuni di Vado e Quiliano, la mortalità risulta essere superiore di circa il 50% rispetto alla media regionale." 
NON esiste una soglia al di sotto della quale “si sta bene”: 
il diritto di vivere in un ambiente salubre è inalienabile e i cittadini dovrebbero pretenderlo dai loro amministratori.  
UN OSSERVATORIO A POSTERIORI  dell' ambiente e della salute,su cosa inciderà e quanto inciderà  l' inquinamento sulla salute dei cittadini  savonesi  è  un qualcosa che viene fatto  come atto notarile a posteriori invece  NOI DICIAMO DA TEMPO CHE BISOGNA INTERVENIRE PRIMA E PREVENIRE LE MALATTIE".
Non ci sono alternative al metano.
Si vuole portare avanti invece per altri 50 anni un danno alla salute.
I decisori DEVONO prendere coscienza .....
Gravissimo che non vengano date informazioni a tutela delle generazioni future."

 04 novembre 2012


I limiti Aia del PIC (parere istruttorio conclusivo).....

Pubblichiamo alcune delle immagini proiettate nell'incontro pubblico del 2 novembre
Immagine 1


Pagina 181 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso. "Assetto impiantistico attuale" in cui si evidenziano le concentrazioni riferite al 2010 e le prestazioni secondo le MTD (migliori tecnologie disponibili)


Immagine2



 Pagina 187 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso dove si presenta "assetto di esercizio 1" (per il periodo transitorio) in cui si evidenziano (cerchiati in rosso) la conc. inquinanti alla capacità produttiva  e (cerchiati  in nero) i limiti AIA .Questi dati  si possono confrontare con le prestazioni secondo le MTD (migliori tecnologie disponibili) che sono cerchiati in blu. 
Per l'SO2 :si noti il valore 390  con nota 1 che recita "intesa come media mensile, per i primi 2 anni dal rilascio dell'AIA" 
Su questi confronti ognuno può fare le sue considerazioni

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 Pagina 193 del PIC (parere istruttorio conclusivo) come revisionato dopo la conferenza dei servizi del settembre scorso dove si presenta "assetto di esercizio 2" RIFERITO AL NUOVO GRUPPO PROGETTATO VL6 . Sono evidenziati e si possono confrontare cerchiati in rosso il valore dell'inquinante CO  secondo le MTD  (migliori tecnologie disponibili)  con range da 30 a 50 mg/Nm3 e il limite AIA di 120mg/Nm3 .
Si parla del gruppo nuovo, ancora da costruire con cui si partirebbe già con un dato assai superiore alle MTD!  
Quindi, non solo i gruppi vecchi ancora per anni con concentrazioni assai superiori alle MTD, ma addirittura anche i gruppi ancora da costruire con concentrazioni di CO superiori alle MTD.

Anche su questo ognuno può fare le sue considerazioni

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Passo dell'Ordine dei Medici di Savona  sui vecchi gruppi a carbone 3 e 4 (che si vorrebbero fare funzionare ancora per molti anni)





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Passo delle osservazioni prodotte in conferenza dei servizi che  è stato riassunto verbalmente


 





AIA CENTRALE A CARBONE:La Rete Fermiamo il Carbone all'attacco: "Limiti fuori norma".

15 novembre 2012


"Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."

Dal  Segno News  
  
Sul sito del giornale on line del comune di Vado Ligure in   "LA GIUNTA FA QUADRATO SUI TEMI ROVENTI DELLA CITTA’
è riportata una frase del sindaco ..
"Per mesi i tecnici dei due comuni coinvolti hanno valutato le azioni fattibili e non fattibili sulla situazione. C’era da scegliere quali limiti dare restando entro le leggi vigenti e su due soli di essi c’era e c’è il nodo centrale della questione. Se avessimo imposto i limiti di emissioni a 200 per gli SO2 la centrale Tirreno Power avrebbe chiuso i battenti il giorno dopo."

16 novembre 2012

Dott. Giovanni Ghirga : "Ossido di carbonio (co) e rischi per le popolazioni.

A PROPOSITO DI CO............
Tratto da Facebook del Dottor Giovanni Ghirga Medico Isde dell' Alto Lazio che ringraziamo per la collaborazione e competenza.

In merito alla richiesta di innalzamento del valore limite di 50 mg/Nm3 di CO, leggete i rischi per le popolazioni:
Uno studio effettuato sulla popolazione di 19 città europee, APHEA-2 (Air Pollution and Health: A European Approach) Project, ha analizzato l’effetto a breve termine dell’esposizione outdoor all’ossido di carbonio (CO) sulla mortalità.

 

Gli autori hanno rilevato che i livelli outdoor di CO causano un aumento della mortalità giornaliera per tutte le cause ed in particolare per malattie cardiovascolari.
 Questi gravi effetti sulla salute persistono anche a livelli molto bassi di CO ed indicano che non esiste una soglia sotto la quale respirare questo gas tossico non crea problemi all’essere umano.
La relazione tra esposizione al CO è la mortalità è di tipo lineare, vale a dire che la mortalità aumenta in proporzione all’aumentare dei livelli di questo inquinante. 

 In particolare ad ogni aumento di 1 mg/Nm3 di CO corrisponde un aumento dell’1 % della mortalità totale.
Lo studio ha utilizzato il più vasto database europeo disponibile ed i suoi risultati non sono stati una sorpresa per la comunità medica perché l’associazione CO/mortalità è stata già dimostrata a Los Angeles, California (Kinney e Ozkaynak, 1991; Shumway e coll. 1988), in Olanda (Fischer e coll. 2003), in Russia (Katsnel’son e coll. 2.000) ed in Canada (Burnett e coll. 1998°, 1998b).



Numerosi studi hanno dimostrato che l’esposizione al CO causa un aumento dei ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco (Morris e Naumova 1995; Morris, 1998; Burnett e coll. 1997; Schwarts e Morris 1995).
Una ricerca pubblicata su the American Journal of Epidemiology ha messo in evidenza un legame diretto tra CO e malformazioni cardiache nel neonato quando l’esposizione avviene al secondo mese di gravidanza.


Il costo sia in termini di sofferenza per la popolazione che di spese per la società è enorme e la richiesta di risarcimento per i danni provocati non potrà che essere a carico di chi, nonostante sia stato messo a conoscenza, proceda nella autorizzazione ad un aumento del valore limite di emissione di CO.
 

Una modifica del valore limite imposto di 50 mg/Nm3, dato il grave impatto sulla salute della popolazioni, rende imperativa l’informazione sui rischi che verranno fatti correre anche alle donne in stato di gravidanza; questo nel rispetto della direttiva sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale (dir. 2003/4/CE). Secondo tale direttiva il non rendere disponibili al pubblico tali informazioni rappresenta la violazione di un diritto sancito dalla Commissione Europea e riconosciuto dallo stato italiano (decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195).