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Visualizzazione post con etichetta WWF Italia. Mostra tutti i post
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05 maggio 2020

«Covid, allarme mascherine e guanti gettati nell'ambiente»

Tratto da Il Cambiamento

WWF: «Covid, allarme mascherine e guanti gettati nell'ambiente»

«Se solo l'1% delle mascherine usate per prevenire la circolazione del Covid-19 finisse in natura, ogni mese avremmo 10 milioni di mascherine (40.000 chili di plastica) nell'ambiente»:l'allarme del WWF. «Necessario gestire il
corretto smaltimento».

WWF: «Covid, allarme mascherine e guanti gettati nell'ambiente»
«La pandemia causata dal COVID-19 ha costretto il mondo a fermarsi: chiuse le scuole, fermato il traffico, città vuote. Le specie selvatiche hanno iniziato a riappropriarsi di spazi prima occupati, aria è diventata più pulita, le acque limpide. Ora però dobbiamo fare attenzione ad una nuova minaccia: i dispositivi di protezione individuale che, dopo essere stati utilizzati diventano rifiuti, devono essere smaltiti correttamente per evitare che invadano le nostre strade, i nostri marciapiede e i nostri parchi»: è la denuncia dell'associazione WWF a fronte dell'aumento esponenziale dell'uso di mascherine e guanti che poi sono da smaltire.
«Inoltre  quantitativi crescenti di mascherine e di guanti sono avvistatati in mare dove rischiano di diventare letali per tartarughe e pesci che li scambiano per prede di cui nutrirsi - prosegue l'associazione  - Una stima del Politecnico di Torino dice che per la Fase 2, in cui verranno progressivamente riavviate attività produttive e sociali, serviranno 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese. Si tratta di quantitativi molto elevati che impongono un’assunzione di responsabilità da parte di chi utilizzerà questi dispositivi di protezione: bisogna che ognuno di noi faccia uno sforzo per far sì che si proceda con uno smaltimento corretto e con il minor impatto possibile sulla natura».
«Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40mila chilogrammi di plastica in natura: uno scenario pericoloso che va disinnescato».
«Così come i cittadini si sono dimostrati responsabili nel seguire le indicazioni del governo per contenere il contagio restando a casa, ora è necessario che si dimostrino altrettanto responsabili nella gestione dei dispostivi di protezione individuale che vanno smaltiti correttamente e non dispersi in natura». A lanciare l’appello è la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: «È necessario evitare che questi dispositivi, una volta diventati rifiuti, abbiano un impatto devastante sui nostri ambienti naturali e soprattutto sui nostri mari. Proprio per difendere il Mediterraneo che ogni anno già deve fare i conti con 570 mila tonnellate di plastica che finiscono nelle sue acque (è come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto) chiediamo alle istituzioni di predisporre opportuni raccoglitori per mascherine e guanti nei pressi dei porti dove i lavoratori saranno costretti ad usare queste protezioni per operare in sicurezza. Ma sarebbe opportuno che raccoglitori dedicati ai dispositivi di protezione fossero istallati anche anche nei parchi, nelle ville e nei pressi dei supermercati: si tratterebbe di un vantaggio per la nostra salute e per quella dell’ambiente».

15 maggio 2019

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica dell' Avvocato Matteo Ceruti per WWF Italia e Uniti per la Salute .

A proposito del  Biodigestore  sull' area di crisi complessa 
Tirreno Power per  chiarezza pubblichiamo integralmente 
Il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica 
firmato dall' Avvocato Matteo Ceruti 
per WWF Italia e Uniti per la Salute onlus 
































10 gennaio 2019

CONVEGNO sabato 19 gennaio Pistoia - LA TERRA GRIDA: è ora di cambiare,

 Riceviamo dal Medico ISDE  Patrizia Gentilini  
 e  ringraziandola   lo pubblichiamo .
 CONVEGNO  "LA  TERRA GRIDA : è ora di cambiare, cominciamo dall'agricoltura! "
SABATO 19 GENNAIO 2019    Pistoia 
questo il titolo del convegno che il 19 gennaio si terrà a PISTOIA presso la Biblioteca San Giorgio. Segnatevi la data e partecipate: il Nuovo Anno deve cominciare con un radicale cambiamento e questa è l'occasione per prenderne coscienza.
 AUGURI di cuore a tutti! 

20 settembre 2017

Milano: Domenica 24 settembre “Sotto questo sole, la centrale a carbone e le colpe di nessuno”




Roma, 18 settembre 2017

Milano: Domenica 24 settembre “Sotto questo sole, la centrale a carbone e le    colpe di nessuno” scritto,                         diretto e interpretato da Bebo Storti
Spettacolo teatrale promosso dal                          WWF Italia  e Officine Soliman
Ospitato presso la sede del WWF Italia di Milano,
Via Tommaso da Cazzaniga (Metro Moscova)
Domenica 24 settembre alle ore 21, nell’ambito dell’iniziativa Green City del Comune             di Milano, il WWF Italia ospiterà presso i suggestivi giardini della sua sede milanese in Via           Tommaso da Cazzaniga la prima nazionale dello spettacolo teatrale “Sotto questo sole,             la centrale a carbone e le colpe di nessuno”, scritto, diretto e interpretato da Bebo               Storti, in scena insieme alla Compagnia dei Cattivi Maestri di Savona.
Attraverso il linguaggio universale del teatro, passando facilmente dal riso alla             commozione grazie alla maestria degli interpreti, l’associazione del Panda ha scelto di                 portare all’attenzione del grande pubblico la vicenda della centrale a carbone di                       Vado Ligure e il delicato rapporto tra salute, ambiente e lavoro, per stimolare                   una profonda riflessione sulla inalienabile esigenza di far convivere i diritti di                             cittadini   con lo sviluppo economico del Paese e la tutela del territorio.
Proprio in questi giorni, l’Italia si sta giocando una partita molto importante per               il proprio futuro: il Governo nelle prossime settimane pubblicherà la Strategia energetica nazionale, attraverso la quale si deciderà la traiettoria energetica del               Paese per almeno i prossimi 20 anni. Il Governo per la prima volta sta prendendo in               esame la possibilità di una chiusura delle centrali a carbone, ma senza chiarire bene la                 scelta dello scenario e, quindi, la data effettiva dello stop. Per il WWF Italia, la chiusura         deve avvenire entro il 2025, in linea con altri Paesi europei, dicendo addio ad una fonte           fossile causa in Italia di circa 8 morti a settimana e di una spesa sanitaria annua calcolata             di 1,4 miliardi di euro.
Lo spettacolo rientra nelle attività di sensibilizzazione della campagna Stop           Carbone del WWF Italia, che ha l’obiettivo della chiusura di tutte le centrali a carbone                in Italia entro il 2025.
Spettacolo gratuito fino a esaurimento posti:
Per prenotazioni wwfrp@wwfrp.it 
Per informazioni 06/85376509 dal lunedì a venerdì dalle 10 alle 16



28 novembre 2016

Il Ministero chiede a E.On i danni per i veleni che scorrevano sotto la centrale di Fiume Santo,

Tratto da La nuova Sardegna

Il Ministero chiede i danni per i veleni

Presidenza del Consiglio e dicastero dell’Ambiente hanno presentato istanza di costituzione di parte civile contro i manager

SASSARI. La presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero dell’Ambiente chiedono i danni a E.On per i “veleni” che scorrevano sotto la centrale di Fiume Santo, inquinando per anni terra e mare. La richiesta è stata formalizzata ieri mattina dall’avvocato Francesco Caput che - per conto dell’Avvocatura dello Stato - ha presentato un’istanza di costituzione di parte civile davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Sassari Rita Serra.

La stessa istanza è stata presentata dal comune di Porto Torres, dal Wwf -Italia e dal comitato “Tuteliamo il Golfo dell’Asinara, rappresentati dagli avvocati...Continua qui

03 settembre 2016

WWF:IL "G20 DEVE GUIDARE MONDO VERSO ECONOMIA SOSTENIBILE"

TRATTO DA TESTMAGAZINE

LE SETTE COSE DA SAPERE SUL G20 SUL CLIMA CHE SI APRE IN CINA

riscaldamento globale
Uno sforzo scenografico enorme e un obiettivo altrettanto grande. Il G20 che si apre oggi in Cina ad Hangzhou è costato una montagna di denaro in infrastrutture (Guido Santevecchi, sul Corriere della Sera parla di una cifra vicina a 21 miliardi di euro, 4 volte in più rispetto ai Giochi di Rio). Il fine, se mai ci si arrivasse, potrebbe anche giustificare tante spese: ridurre le emissioni globali di carbonio attraverso un’azione mondiale.

Il rapporto sul clima preparato proprio in vista del vertice, è stato chiaro: il G20 deve prendere muoversi rapidamente per ridurre le emissioni di carbonio, che attualmente il 75% di quelle globali.
Secondo i dati preliminari dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), le emissioni di CO2 legate all’energia globale per la prima volta nel 2014 e nel 2015 non sono aumentate. Tuttavia, questa notizia positiva è in qualche modo smentita dal fatto che la maggior parte dei paesi non stanno raccogliendo risultati brillanti sugli investimenti necessari per la decarbonizzazione, come quelli sulle energie rinnovabili.
Ma come sta procedendo la strada intrapresa dai paesi del G20 nei settori vitali di azione per il clima? Sulla base dei risultati principali del rapporto The Climate Transparency, il portale specializzato nella business della sostenibilità energetica edie.net ha tracciato i 7 punti che emergono dal lavoro preparatorio del G20. Quelli sui quali si baserà il summit

1) IL MODELLO UE  PER RIDURRE LE EMISSIONI DI CARBONIO DEL MONDO

2) PICCOLI PASSI AVANTI

3) LA BREXIT E GLI INVESTIMENTI SULL’ENERGIA 

RINNOVABILE

4) I SUSSIDI AI COMBUSTIBILI FOSSILI? NON SONO FINITI, ANZI

5) POLITICHE AMBIZIOSE MA TROPPO LENTE

6) IL BALZO IN AVANTI DELL’ITALIA SULLE RINNOVABILI....

                        __________________

Tratto da italpress.com

WWF "G20 DEVE GUIDARE MONDO VERSO ECONOMIA SOSTENIBILE"

I leader delle 20 maggiori economie del mondo riuniti in Cina nei prossimi giorni, nel vertice del G20 che si aprirà il prossimo 4 settembre nella città di Hangzhou, "devono aiutare a rafforzare un cambiamento verso investimenti eco-compatibili che aiutino le persone e il Pianeta". Lo afferma il Wwf in una nota.
"Il G20 deve fare la sua parte nel garantire che la finanza globale valorizzi il mondo naturale e incoraggi lo sviluppo sostenibile, a partire dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), dall’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico o anche dall’incremento degli investimenti ecocompatibili nel settore energetico. Tali investimenti dovrebbero anche scoraggiare le attività che danneggiano l’ambiente - sottolinea l'associazione di ambientalista -. Oltre a incoraggiare i finanziamenti privati a favore di investimenti sostenibili, i leader dovrebbero anche adottare misure per far sì che la finanza e l’economia debbano tenere conto dei rischi ambientali e sociali connessi con il cambiamento climatico, con la perdita di biodiversità e con il degrado delle risorse naturali. Il G20 deve anche affrontare con decisione la questione dei sussidi ai combustibili fossili, che vanno eliminati davvero entro il 2020. Non si può continuare a girare intorno alla questione: i paesi del G20 sono i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra di tutto il mondo e, solo nel 2014, sono stati spesi globalmente circa 500 miliardi di dollari in sussidi rivolti ai consumatori a sostegno dell’uso di combustibili fossili al posto di investimenti in energie rinnovabili, accesso all’energia alle fasce più povere o altre misure sociali. Esistono anche notevoli sovvenzioni ai produttori che andrebbero eliminate".
"In positivo, bisogna garantire l’accesso alle nuove energie rinnovabili per tutti: queste fonti energetiche sono particolarmente adatte a eliminare la povertà energetica in modo flessibile e carbon-free - aggiunge il Wwf -. Per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico, i paesi del G20 devono soddisfare gli impegni assunti nel nuovo accordo globale sul clima. Questo include la riduzione delle emissioni in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C (e comunque ben al di sotto dei 2°C) sancito dall’accordo di Parigi, in modo coerente con le indicazioni della comunità scientifica e il principio di equità: vanno quindi aumentati gli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra già assunti. I segnali incoraggianti ci sono: come registrato dal rapporto del WWF 15 Signals: Evidence the Energy Transition is Underway la transizione energetica verso le rinnovabili è in corso ed è inarrestabile: la preoccupazione di un’associazione ambientalista come il WWF è quella che sia abbastanza rapida da permettere di limitare il cambiamento climatico. La ricetta per incoraggiare lo spostamento di risorse finanziare pubbliche e private dai combustibili fossili verso le energie rinnovabili esiste e parte dal taglio dei sussidi che “sostengono” i combustibili fossili, per rendere così possibile la decarbonizzazione e garantire un futuro prospero alle generazioni attuali e future: i Capi di Stato e di Governo del G20 devono “solo” agire da leader".
"In tal senso è cruciale l'attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile per eliminare la povertà, creare cibo, sicurezza energetica e idrica, stabilire la produzione e il consumo sostenibili, proteggere la biodiversità e costruire città ‘verdi’. Occorre integrare pienamente la dimensione sociale, economica e ambientale dello sviluppo sostenibile - conclude il Wwf -. Il gruppo delle principali economie deve sviluppare un piano d’azione comune per l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile globale a livello di G20, implementando anche piani nazionali di sostenibilità".

18 novembre 2015

Lifegate:Il Regno Unito uscirà dal carbone entro 10 anni

Tratto da Lifegate

Il Regno Unito uscirà dal carbone entro 10 anni

Il Regno Unito uscirà dal carbone entro 10 anni

Le centrali a carbone inglesi saranno dismesse entro il 2025, per far posto a quelle a gas, ma anche al nucleare. Una vittoria a metà.

L’annuncio viene dal Paese dove il carbone ha fatto la storia: nel Regno Unito ci sarà un graduale abbandono delle vecchie ed obsolete centrali a carbone entro il 2025, a favore di centrali a gas e nucleare. L’annuncio arriva a poche settimane dalla Cop21 da parte di Amber Rudd, ministro per l’energia e il clima inglese.

©China Photos/Getty Images carbone
©China Photos/Getty Images

“Non può essere accettabile per un’economia avanzata come quella del Regno Unito, affidarsi a centrali a carbone inquinanti, ad alta emissione di gas serra e vecchie di 50 anni. Voglio essere chiara: non è questo il futuro”, ha dichiarato il ministro. “Dobbiamo costruire una nuova infrastruttura energetica, adatta al 21esimo secolo”.

Una vittoria a metà pero, perché secondo quanto riporta il Guardian il Paese punterà più su gas e nucleare, che sulle rinnovabili. Tutto questo avviene tra l’altro dopo l’annuncio dello stesso Governo di voler ridurre gli incentivi al fotovoltaico del 90 per cento per i piccoli impianti a partire dal 2016.

carbone
Centrale a carbone. Sean Gallup /Getty

Il Wwf la considera comunque “una decisione molto importante” in quanto “il carbone è il combustibile fossile più inquinante, il cui uso produce le più alte emissioni di CO2 ed è un combustibile di cui l’Unione Europea può fare a meno rapidamente”. Per questo l’associazione chiede che anche l’Italia possa seguire questo esempio, visto che nel nostro Paese le centrali a carbone producono “circa il 13,5 per cento dell’energia elettrica, ma pesano moltissimo sul piano delle emissioni di CO2 (quasi il 40 per cento) e dell’inquinamento. Oggi l’Italia non ha alcun bisogno dell’energia prodotta con il carbone, avendo una sovrabbondanza di offerta per la produzione di energia elettrica”.

Greenpeace d’altro canto conferma che Enel abbia, nella stessa giornata, presentato “un update del proprio piano industriale che vede la multinazionale italiana rafforzare la sua strategia di decarbonizzazione” e “vedrà gli investimenti in rinnovabili arrivare al 53 per cento, mentre quelli per la generazione convenzionale scenderanno dal 17 per cento”.

Andrea Boraschi, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia dichiara: “I Paesi con più capacità di visione del futuro industriale, così come le aziende più innovative, oggi fanno scelte molto chiare: escono dal carbone e puntano su tecnologie di generazione più pulite. Che a farlo oggi sia il Regno Unito, dove il carbone segnò l’inizio dell’età industriale, è ancor più significativo”.

29 settembre 2015

WWF e' soddisfatto : Shell abbandona le trivellazioni in Artico


Tratto da WWF

Shell abbandona le trivellazioni in Artico


Il WWF è soddisfatto per la decisione annunciata ieri dalla Royal Dutch Shell di abbandonare le trivellazioni in Artico. L’associazione  da anni si oppone alle esplorazioni petrolifere in quest’area viste le pesantissime ripercussioni su fauna, pesca e popolazioni locali che un eventuale incidente potrebbe provocare.
 
“L’esperienza della Shell dimostra che qualunque investimento nello sviluppo di ricerche petrolifere in Artico non vale il rischio per la vita e il benessere di quest’angolo del pianeta – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia -  Mettere a rischio la vita di un ecosistema prezioso e continuare ad estrarre combustibili fossili con costi e rischi altissimi  per il clima e per tutti non conviene a nessuno, e comunque non deve essere consentito.
 

Speriamo fortemente che questo spinga le altre compagnie petrolifere ad un check sulla fattibilità alla luce dell’imprevedibilità  dei progetti esplorativi nell’Artico e soprattutto spinga gli investitori a investire in progetti low-carbon. Un esempio che la compagnia italiana ENI dovrebbe seguire scegliendo di investire in tecnologie pulite abbandonando la corsa all’oro nero, un modello di sviluppo ormai obsoleto e che alimenta la crisi climatica del pianeta” .

La notizia della Shell arriva a distanza di poche settimane dall’impegno annunciato da alcuni paesi, compresi gli Stati Uniti, a cooperare per mettere in atto azioni concrete per il clima in vista dei negoziati che si terranno a Parigi a dicembre.

Dobbiamo smettere di sprecare risorse e tempo per cercare combustibili fossili nelle zone più remote e ostili del pianeta rischiando così di fare danni irreparabili – ha continuato Midulla  – Abbiamo bisogno di indirizzare questi sforzi accelerando le scelte delle nazioni che portino ad una transizione verso un futuro alimentato da energia pulita e rinnovabile".Continua a leggere qui


18 settembre 2015

Petizione WWF in vista di Parigi.Chiediamo al Governo di essere coerente: chiudiamo le centrali a carbone in Italia.

In vista della Cop 21  di Parigi    ..

Nella conferenza COP 21 di Dicembre, gli Stati dovranno concludere un accordo globale per agire in fretta, in modo efficace ed equo per fermare il cambiamento climatico.


Tratto da WWF
La transizione verso un mondo a carbonio a zero deve essere rapida per limitare il riscaldamento globale sotto 1.5- 2 °C.
Se continuiamo come oggi, rischiamo un aumento medio della temperatura di 4-6°C.
Il combustibile fossile più inquinante per clima, salute e ambiente è il carbone. Possiamo farne a meno subito. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il 22 giugno, agli Stati Generali sul Clima, ha detto: “Per i prossimi sei mesi il clima è una priorità politica italiana” e “Oggi il nostro nemico è il carbone”. Contiamo i minuti in attesa di provvedimenti concreti. Per chiudere con il carbone in Italia e per lanciare la decarbonizzazione dell’energia e dell’economia. Firma la petizione del WWF per chiedere che l’Italia vada a Parigi da leader e chiuda SUBITO con il carbone  

Chiediamo al Governo di essere coerente: 
chiudiamo le centrali a carbone in Italia.

STOP ALLE CENTRALI A CARBONE IN ITALIA


È ormai noto come il carbone sia il combustibile fossile più 
pericoloso per l'ambiente e la salute, ma le centrali italiane 
continuano a utilizzarlo. In Europa la combustione del carbone
 provoca ogni anno 23.300 morti premature (o 250.600 anni di 
vita persi). Aiutaci a fermare le centrali a carbone!

Ma le centrali italiane continuano a bruciare 
carbone.
E gli investimenti nelle rinnovabili segnano il passo. 
Occorre fermare subito tutte le centrali a carbone, a partire 
da quelle più vecchie, inquinanti e dannose per la salute. 
Il WWF chiede al  Presidente del Consiglio Renzi:

Un piano di rapida uscita dal carbone che 
preveda tappe precise.

Standard ambientali davvero efficaci che impediscano
 agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a 
carbone che emettono più CO2

17 giugno 2015

Wwf: carbone addio? E a Vado ligure? E' ora di cambiare noi, non il clima.


Tratto da WWF

"Oggi possiamo salvare il clima e conquistare un futuro di benessere per noi e i nostri figli

Bruciare i combustibili fossili per procurarsi energia e calore ha portato la concentrazione di CO2 in atmosfera ai livelli di 3 milioni di anni fa. Dobbiamo riconquistare l'energia, puntare sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Occorre investire le risorse pubbliche e private nel nostro futuro.

 E invece i nostri soldi continuano a finanziare il passato fossile. E' ora di cambiare noi, non il clima."Leggi l'articolo integrale su  WWF

Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia


Tratto da energia plus

Wwf: carbone addio?


Una giornata storica per la Norvegia e per il Mondo. Il Wwf segnala che la sera del 27 maggio, la Commissione Finanziaria del Parlamento norvegese ha confermato che il Fondo Sovrano Norvegese chiuderà con gli investimenti in carbone. L’accordo bipartisan raggiunto dal Comitato permanente per la Finanza e Affari Economici del Parlamento impone al Fondo Sovrano Norvegese – il fondo di investimenti più grande al mondo con 900 miliardi di dollari di investimenti totali – di cedere le sue partecipazioni in società che generano oltre il 30% della loro produzione o dei ricavi da attività in miniere di carbone o in centrali elettriche a carbone. ......
I commentatori avvertono che la decisione del Parlamento norvegese creerà un effetto domino sul resto del settore investimenti e sul mercato energetico internazionale. Infatti, i criteri adottati dalla Norvegia rappresentano il provvedimento più forte mai preso contro il comparto dei combustibili fossili. 
Il Wwf ricorda che secondo il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) il carbone è ancora il combustibile fossile che riceve le maggiori sovvenzioni dagli Stati.
Con questa mossa il Parlamento norvegese riconosce la sfida da parte di una serie di esperti del clima, economisti, istituzioni finanziarie, politici di alto livello e ambientalisti di tutto il mondo. Nelle ultime settimane la Norvegia è stata posta al centro dell’attenzione mondiale, grazie a una campagna internazionale #DivestNorway condotta da Future in our Hands, Greenpeace Norvegia e Wwf Norvegia. Le tre organizzazioni, in poche settimane, hanno raccolto – in uno sforzo congiunto con i partner internazionali 350.org, Avaaz e urgewald – decine di migliaia di firme a sostegno del disinvestimento dal carbone.
La decisione segna una delle più grandi vittorie per la campagna di disinvestimento globale che ha recentemente ottenuto gli impegni dalla Chiesa d’Inghilterra, dell’Università di Edimburgo e di molti altri. È un passo importante per raggiungere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia di 2 gradi centigradi. Per raggiungere tale obiettivo è fondamentale che i principali investitori mondiali abbiano segnali chiari dai Governi, a cominciare da quelli del G7 che si terrà a Bavaria (Germania) il 7-8 giugno.
Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia afferma che “La situazione climatica è drammatica, occorre agire con urgenza e investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica, non nei combustibili del passato”.Tra tutte le fonti fossili il carbone è la fonte più sporca e più inquinante, responsabile di 800.000 morti premature a livello globale e rappresenta la principale fonte di emissioni di gas serra: nel 2012, quasi il 44% della CO2 è stata originata proprio dalla combustione del carbone.