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03 ottobre 2011

L’INCUBO CARBONE :Savona una tra le principali “capitali del carbone”.

Tratto da Trucioli Savonesi
L’INCUBO CARBONE
Savona una tra le principali “capitali del carbone”.
di Aldo Pastore
Ritorno a parlare, ancora una volta, di carbone.
Desidero ricordare, in proposito, che già un anno fa (ed esattamente in data 30 Settembre 2010) avevo scritto un articolo per "Trucioli Savonesi", dal titolo: "IL TRAMONTO DEL CARBONE".
Quella mia iniziativa giornalistica era nata da una notizia, riportata da molti Quotidiani Nazionali, che testualmente, oggi, riporto:
 "La commissione dell' Unione Europea, presieduta da Josè Manuel Barroso, ha prescritto che non potranno più essere concessi aiuti finanziari ai produttori di carbone e, quindi, ai titolari delle miniere. I sussidi  in essere (2,8 miliardi di euro nel 2008) dovranno essere gradualmente eliminati entro il 2014; nel frattempo, potranno essere finanziate soltanto le riorganizzazioni operative, finalizzate alla cessazione dell'attività. In ogni caso, entro il 2014, la produzione di carbone verrà a cessare." 
E' pur vero che questa Prescrizione Comunitaria è andata progressivamente incontro a modifiche ed a slittamenti temporali (soprattutto dopo il paventato crollo della produzione di energia nucleare post- Fukushima); non v'è dubbio, tuttavia, che alcune Nazioni hanno incominciato a percorrere la strada, indicata dalla Commissione Europea; uno degli esempi più significativi giunge a noi dalla Svizzera;(leggi) in questa Nazione, un Team di 24 scienziati ha concluso una propria ricerca sull'utilizzo del Carbone con questa comunicazione, quasi lapidaria:

La costruzione di centrali a carbone non è solo controproducente dal punto di vista ambientale e climatico, ma anche dubbiosa a livello economico." (Qui)
Per avvalorare le loro tesi, questi scienziati non si sono soffermati soltanto sul tema inquinamento, ma hanno affrontato il problema dal punto di vista economico, citando, ad esempio, costi di capitale e prospettive di rendite (assai dubbie per  il futuro). 
Cito, in proposito, le loro conclusioni:
“Le centrali a carbone, orientate alla produzione continua, non riescono ad essere abbastanza flessibili e a reagire prontamente alle oscillazioni della domanda.”
Ma, torniamo per un istante all’indietro, carissimi Amici, ed andiamo ad esaminare le MOTIVAZIONI CHE DOVREBBERO ESSERE ALLA BASE DEL TRAMONTO DEL CARBONE PER L’INTERA UMANITA’  NEL PROSSIMO FUTURO:
1) A  livello planetario, ci sarebbe quantitativamente Carbone sufficiente per altri 230 anni circa (altre stime, tuttavia, parlano di 150 anni), ma i problemi connessi al TEMA DELL’ESTRAZIONE DEL CARBONE diventano e diventeranno, col tempo, sempre più gravi.
Infatti, le Miniere di Carbone sono generalmente a cielo aperto ed il loro scavo, in ogni parte del Mondo, viene ad ALTERARE GRAVEMENTE IL PAESAGGIO; si tratta, in effetti di scavi giganteschi che comportano lo stravolgimento di ogni località interessata, per cui continuano, irrimediabilmente, a crescere le opposizioni delle popolazioni alla loro persistenza, su ogni territorio;
2) Nelle località di estrazione, sono in progressivo aumento le MALATTIE, CAUSATE DAL CARBONE (come tale) e DALLE POLVERI TOSSICHE (di notevole rilevanza quantitativa) GENERATE DALLE TECNICHE  DI ESTRAZIONE;
3) Di conseguenza, AUMENTANO, IN OGNI LOCALITA’, LE SPESE ECONOMICHE  (DIRETTE ED INDIRETTE) CONNESSE ALL’ESTRAZIONE; non a caso, i titolari delle Miniere e, comunque, i produttori di carbone continuano a richiedere agli Stati ed alle Istituzioni Internazionali continui e progressivi aumento di contributi, rivolti a coprire i costi crescenti, connessi alle attività estrattive;
4) Per quanto concerne, poi, l’UTILIZZO DEL CARBONE IN AMBITO TERRITORIALE A FINI ENERGETICI E PRODUTTIVI, occorre ricordare, in sintonia con le parole di Mario Tozzi (vedi il quotidiano “LA STAMPA” del 15 luglio 2011) che:
 “Bruciare carbone non libera dalla schiavitù dell’anidride carbonica; anzi, per questa via, se ne produce di più che con qualsiasi altro combustibile fossile, con i relativi problemi in termini di surriscaldamento dell’atmosfera, che già conosciamo bene per il petrolio (e, in misura minore, anche per il gas).
Nessuna politica di opposizione al cambiamento
climatico ha senso se non si rinuncia al carbone”;
5) Infine, vanno presi seriamente in considerazione, anche il ambito più strettamente locale, GLI INFLUSSI DEL CARBONE (e, quindi, dei suoi FUMI e delle sue CENERI) SULLE POPOLAZIONI RESIDENTI.
E’ ormai incontestabile l’aumento delle Patologie tumorali e respiratorie laddove sono operanti centrali a carbone.
Allorquando noi rivolgiamo la nostra attenzione all’aumento delle spese sanitarie, dovremmo anche andare a verificare quanto è dovuto al modo insensato del produrre all’interno del nostro sistema economico e dovremmo, di conseguenza, trarre le dovute conclusioni sul piano politico ed operativo.

Queste sono dunque le MOTIVAZIONI che dovrebbero indurre l’intera umanità a dare un definitivo ADDIO AL CARBONE.
 Ma, tutto questo, stranamente, sembra non valere per la nostra Savona  ed il suo entourage provinciale;
in realtà, tutti noi possiamo toccare con mano che, di fronte ad un’ IPOTESI DI FUORIUSCITA  DAL CARBONE, la politica economica locale sta andando in direzione opposta, vale a dire versoLA VALORIZZAZIONE ED IL POTENZIAMENTO DEL SUO UTILIZZO;
stiamo diventando,in altri termini, una tra le principali “CAPITALI DEL CARBONE”.
Leggi tutto 

Riportiamo   nuovamente..... la cartina tratta dal "PIANO DI RISANAMENTO E TUTELA DELLA QUALITA' DELL'ARIA"
della Regione Liguria che mostra
gli EFFETTI DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO

  Leggi anche Rubbia: "Contro l'incubo carbone usiamo il sole"

 

Leggi su Genitron

Inquinamento Atmosferico: 4 Modi per Sconfiggerlo.

In tutto il mondo si stanno vivendo le complesse sfide sul riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico collegato che diventa un argomento scottante anche per quanto riguarda la salute umana, in particolare di tutti coloro che non hanno la fortuna di vivere in una medio-piccola città.  Anche in Italia milioni di persone vivono in aree dove è stato riconosciuto esserci un serio problema di inquinamento atmosferico. Gravi effetti sulla salute, compresa la morte, sono fin troppo comuni e tranquillamente diagnosticati.


Basterebbero quattro cambiamenti politici per rendere l’aria che respiriamo più pulita e più sana. Associazioni come l’American Lung Association e altre organizzazioni per la salute pubblica e l’ambiente raccomandano questi passaggi fondamentali, come il nucleo di una strategia all’ordine del giorno che dovrebbe compiere ogni nazione:
  1. “Ripulire” le centrali termoelettriche a carbone. Gli impianti e le centrali a carbone sono uno dei maggiori contribuenti del particolato atmosferico e dell’ozono, legati all’aumento di asma e malattie cardiache e respiratorie, così come aumentano i gas serra e le sostanze tossiche immesse nel ciclo di vita terrestre, come il mercurio e altri pericolosi metalli pesanti. Abbiamo bisogno di ridurre immediatamente le emissioni una volta per tutte.
  2. Restringere gli standard e i valori normativi per l’ozono. E’ fondamentale ridurre lo smog nell’aria nelle città e solo diminuendo i valori limite presenti nelle normative nazionali ed internazionali è possibile assicurare e garantire una qualche tutela ambientale ai cittadini. Per sono necessarie nuove norme che veramente proteggono le persone e gli ecosistemi.
  3. “Ripulire” le navi trans oceaniche. Navi da crociera, navi portacontainer e navi cisterna emettono quantità impressionante di smog che forma ossidi di azoto, biossido di zolfo. Nuove prove dimostrano che l’inquinamento atmosferico di questa forma di trasporto raggiunge sorprendentemente il lontano entroterra. Oltreoceano da poco il governo statunitense ha chiesto all’Organizzazione marittima internazionale (IMO), di creare una “zona di controllo” nelle acque americane, comprese le Alaska e le Hawaii attraverso. Sebbene gli Stati Uniti abbiano firmato la Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da trasporto marittimo, non si possono far valere tali requisiti fino all’IMO ma solo imponendo limiti di concessione per il diritto di creare zone di controllo lungo le sue coste.
  4. Migliorare il controllo dell’inquinamento dell’aria. Numerosi sensori raccolgono regolarmente i dati sulla qualità dell’aria che possono essere inviati a un database APE per determinare se l’aria in una determinata comunità è conforme agli standard nazionali. Tuttavia, gli strumenti sono installati in modo poco capillare e tagli di bilancio nazionali hanno costretto addirittura a ridurre il numero di sensori o il personale addetto che analizza i dati. Studi emergenti indicano che alcune zone senza monitoraggio hanno tassi elevatissimi di inquinamento dell’aria che provocano gravi rischi per la salute, soprattutto nelle aree periferiche delle città e i quartieri adiacenti alle autostrade o alle industrie. Un interessante e completo elenco dei passi necessari per combattere l’inquinamento atmosferico.
ED IN CHIUSURA UNA CARRELLATA di  ALCUNI DEI NOSTRI GRANDI INCUBI IN AZIONE.......... 
RIPORTIAMO UNO STRALCIO DEL POST DEL 1°febbraio:


QUALCUNO FACCIA QUALCOSA

 IMMAGINI DI GIORNO E DI NOTTE............








ECCO COSA CI ACCOMUNA ,DI GIORNO E DI NOTTE PER MOLTI,MOLTI GIORNI ALL'ANNO
BRINDISI ,CIVITAVECCHIA ,VADO LIGURE ......QUANDO IL FUTURO SI BASA SUL FUMO......
E "L' INQUINAMENTO DA POLVERI SOTTILI "NON ACCENNA A DIMINUIRE ANZI SU NOI TUTTI INCOMBE L' INCUBO DELLA COMBUSTIONE DEL CDR IN CENTRALE .

..ECCO UNA RASSEGNA DI IMMAGINI CHE DEVONO FAR RIFLETTERE COLORO CHE DECIDONO SUL FUTURO.........DEI NOSTRI TERRITORI.
SOTTO QUESTI CIELI VIVONO I NOSTRI MA ANCHE I LORO FIGLI ........E VI SONO TUTTA UNA SERIE DI REALTA' ECONOMICHE DA TUTELARE.......NON SECONDARIE ALLA REALTA' INDUSTRIALE.

BRINDISI DI GIORNO E DI NOTTE



Comunicato Stampa Nac del 01-02-2011



TRATTO DA NOALCARBONE
BRINDISI
”Sbuffate quotidiane”.QUALCUNO FACCIA QUALCOSA

CIVITAVECCHIA DI GIORNO E DI NOTTE


TERMINIAMO CON UN INVITO A PARTECIPARE IL

29 OTTOBRE ALLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO L’USO DEL CARBONE, PER UN LAVORO DEGNO, PER CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI E TUTELARE LA SALUTE DANDO SPERANZA AL NOSTRO FUTURO. 

LEGGI il post


02 ottobre 2011

AGGIORNAMENTO BENZENE e PM 2,5 a VADO LIGURE e OZONO a QUILIANO

Sempre tratti da AMBIENTE IN LIGURIA

AGGIORNAMENTO BENZENE e
PM 2,5 a VADO LIGURE e OZONO a QUILIANO

UNA SETTIMANA DI VALORI CHE NON CI INDUCONO CERTO TRANQUILLITA'.
Ma agli amministratori preposti alla nostra salute qualche  ulteriore seria meditazione dovrebbero procurarla ad attuare anche  qualche provvedimento che tuteli la nostra salute  e la nostra aria.
MA IL MINISTERO DELL'AMBIENTE  E LA REGIONE LIGURIA ALLA LUCE DI SIMILI VALORI  COME RIESCONO ANCORA........ A  "PENSARE FATTIBILE "UN ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE" CHE IMPATTEREBBE ULTERIORMENTE SULLA VITA DEI CITTADINI ? 

PUBBLICHIAMO ORA  I VALORI DELLE MEDIE DEL BENZENE  E DEL PM 2,5 della Stazione di VADO LIGURE
E A BUON INTENDITOR BASTANO POCHI VALORI .....
Via Aurelia - Via Ferraris - Vado L. - Tipo zona: Urbana - Tipo postazione: Traffico 

Dati del giorno 23/09/2011

Benzene - adsorbimento continuo, gc/fid
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
17.120:00 7.0





Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
valore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
19



Dati del giorno 24/09/2011          Benzene -
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
10.312:00 5.5

Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
valore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
26


Dati del giorno 25/09/2011            Benzene - adsorbimento..
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
20.018:00 11.4




Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
valore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
23




Dati del giorno 26/09/2011
Benzene - adsorbimento continuo, gc/fid
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
15.911:00 8.7

Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
valore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
28
Dati del giorno 27/09/2011
Benzene - adsorbimento continuo, gc/fid
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
11.720:00 5.9

Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
valore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
27

 


 Dati del giorno 28/09/2011
Benzene - ads...
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
13.319:00 5.8

Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
valore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
31



Dati del giorno 29/09/2011
Benzene - adsorbimento continuo, gc/fid
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
8.917:00 4.7
Pm2,5 - camp. continuo, raggi beta
valore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
33

Dati del giorno 30/09/2011
Benzene - adsorbimento continuo, gc/fid
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimovalore medio giornaliero
(microgrammi per metro cubo)
10.312:00 4.7


NON CI DIMENTICHAMO DI RICORDARE CHE:
"Il benzene è una sostanza cancerogena genotossica per l'uomo ed è impossibile individuare un limite al di sotto del quale non vi siano rischi per la salute umana". 
Per quanto riguarda l'OZONO a Quiliano  anche qui riscontriamo valori elevati ed anche medie giornaliere MOLTO ELEVATE  (INTORNO AI 120......microgrammi per metro cubo);infatti di notte in questi giorni sono rimasti  i valori oltre il 100  data la quantità di inquinanti elevata e la poca rilevanza del vento.


 OZONO  QUILIANO 26/09/2011

Ozono - continuo, fotometrico uv
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimomassimo medie 8 ore (a)
(microgrammi per metro cubo)
n. superamenti livello protezione salute (b) n. superamenti livello di informazione (c) n. ore superiori al livello di allarme (d) n. superamenti livello di allarme (e)
12713:001211000

  
Media giornaliera 2319(somma-valori ):24  (Numero  ore)  = 96

OZONO  QUILIANO 27/09/2011
Ozono - continuo, fotometrico uv
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimomassimo medie 8 ore (a)
(microgrammi per metro cubo)
n. superamenti livello protezione salute (b) n. superamenti livello di informazione (c) n. ore superiori al livello di allarme (d) n. superamenti livello di allarme (e)
13512:0013210000


Media giornaliera 2728 :23 = 118
 Manca la misurazione tra le 02 e le 03


OZONO  QUILIANO 28/09/2011
Ozono - continuo, fotometrico uv
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimomassimo medie 8 ore (a)
(microgrammi per metro cubo)
n. superamenti livello protezione salute (b) n. superamenti livello di informazione (c) n. ore superiori al livello di allarme (d) n. superamenti livello di allarme (e)
14012:0013513000


 Media giornaliera 2858(somma  valori ):24 (Numero  ore)=  119

OZONO  QUILIANO 29/09/2011

 Ozono - continuo, fotometrico uv
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimomassimo medie 8 ore (a)
(microgrammi per metro cubo)
n. superamenti livello protezione salute (b) n. superamenti livello di informazione (c) n. ore superiori al livello di allarme (d) n. superamenti livello di allarme (e)
14017:0013113000

 Media giornaliera 2886 (somma-valori ):24  (ore)  = 120


OZONO  QUILIANO 30/09/2011
Ozono - continuo, fotometrico uv
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimomassimo medie 8 ore (a)
(microgrammi per metro cubo)
n. superamenti livello protezione salute (b) n. superamenti livello di informazione (c) n. ore superiori al livello di allarme (d) n. superamenti livello di allarme (e)
13211:001287000


 Media giornaliera 2752 (somma -valori ):24  (ore)  =  114 



Tratto da Meteo web

Allarme ozono per l’Europa del futuro

 Un nuovo studio presentato al congresso annuale della European Respiratory Society (ERS) in corso ad Amsterdam prevede che Belgio, Francia, Spagna e Portogallo saranno le nazioni che assisteranno al più cospicuo aumento della mortalità legata all’aumentro dei livelli di ozono nei prossimi 50 anni.
La ricerca fa parte del progetto
Climate-TRAP, volto a valutare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, al fine di preparare i sistemi sanitari alle possibili nuove esigenze.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il cambiamento climatico che si è verificato dal 1970 ha causato, fino al 2004, un eccesso di 140.000 morti all’anno.....

“L’ozono è un inquinante altamente ossidante, e i suoi livelli sono correlati con ricoveri e decessi a causa di problemi al sistema respiratorio. A livello del suolo l’incremento della formazione di ozono è dovuto all’aumento delle temperature con il cambiamento climatico
. I risultati del nostro studio hanno dimostrato i potenziali effetti che i cambiamenti climatici possono avere sui livelli di ozono e di come questo cambiamento avrà un impatto sulla salute degli europei”, ha osservato Hans Orru, docente all’Università di Umea e all’Università di Tartu in Estonia, che ha partecipato alla ricerca.
“L’inquinamento dell’aria esterna è la più grande minaccia ambientale in Europa
. Se non agiamo per ridurre i livelli di ozono e di altri inquinanti, vedremo un aumento dei ricoveri ospedalieri, del consumo di farmaci e milioni di giornate lavorative perse”, ha commentato Marc Decramer, presidente della ERS. “Per questo l’ERS richiede un approccio collaborativo tra operatori sanitari e decisori politici per proteggere le popolazioni vulnerabili dagli effetti dannosi che possono avere inquinanti atmosferici.” 
 (gghttp://lescienze.espresso.repubblica.it/)
Leggi tutto











01 ottobre 2011

AMBIENTE :PD, BENE MOBILITAZIONE CONTRO USO CARBONE.E IL PRESIDENTE BURLANDO?



Tratto da Iris press.it

AMBIENTE: PD, BENE MOBILITAZIONE CONTRO USO CARBONE

IRIS) - ROMA, 29 SET - "La giornata di mobilitazione del 29 settembre contro l’aumento dell’uso del carbone nella produzione elettrica, (Leggi qui) indetta da numerose associazioni ecologiste, è quanto mai opportuna e giusta.

Quello che occorre, infatti, non è una rincorsa scomposta verso l’affarismo energetico imposto dalle scelte del governo delle destre e dai potentati energetici, quanto un piano energetico nazionale costruito con la collaborazione tra governo, regioni, forze sociali e territorio
Questa è la chiara indicazione venuta dal risultato straordinario del referendum che ha bocciato il nucleare.

Il popolo italiano ha scelto la strada della responsabilità ecologica, dell’innovazione e del lavoro".
E' quanto afferma il Forum Ambiente del Pd in un comunicato.
"La via indicata è quella di un piano energetico nazionale incardinato sullo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, sulla riduzione dell’uso del petrolio e del carbone con cattura di Co2, sull’aumento della quota di consumo del gas. Sarà così possibile diminuire le importazioni di elettricità.

Sono queste le scelte che dovranno essere i pilastri del nuovo piano energetico nazionale.

Il governo nazionale, invece di recepire la volontà popolare irresponsabilmente la boicotta e la contraddice....... 
Leggi tutto  su Iris press.it

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 Riportiamo alcuni  interessanti punti  ripresi dall'articolo pubblicato più sotto , tratto dal Forum Ambiente del Partito democratico.it:
  • Quello che occorre, infatti, non è una rincorsa scomposta verso l’affarismo energetico imposto dalle scelte del governo delle destre e dai potentati energetici,
  • "La via indicata è quella di un piano energetico nazionale incardinato sullo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, sulla riduzione dell’uso del petrolio e del carbone
  • La qualità ambientale è la chiave, in questo secolo, per innovare l’industria e l’agricoltura,
  • La salvaguardia degli ecosistemi e del patrimonio naturalistico, costiero, archeologico e monumentale è una opportunità per mantenere, qualificare e incrementare l’economia del turismo, dell’artigianato locale, del commercio dei prodotti di qualità.
  • PD è impegnato a promuoverla,ha l’obbligo di far entrare l’Italia nella nuova rivoluzione industriale, caratterizzata dall’innovazione tecnologica ecologista: per stare in prima fila e non alla coda
  • Per il PD non è sufficiente raccontare il futuro, lo si deve realizzare, ora, attraverso profondi cambiamenti........ 
ALCUNE CONSIDERAZIONI :

DOPO TUTTE   QUESTE PAROLE CI VIENE LOGICO DOMANDARCI ?????
MA IL PRESIDENTE BURLANDO NON FA PARTE   DEL PD?
NON PRENDE PARTE AL RINNOVAMENTO DEL PARTITO?
COME INTENDE STARE IN PRIMA FILA NELL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA COSTRINGENDO I CITTADINI  A SUBIRE LA SCELTA CALATA DALL'ALTO DI UN ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE?
DOPO CHE IN CAMPAGNA ELETTORALE HA PRESO I VOTI  E  IL SUO PARTITO LE FIRME CONTRO IL POTENZIAMENTO ?
COME INTENDE STARE IN PRIMA FILA NELL'INNOVAZIONE PROMUOVENDO PER IL TERRITORIO ANCORA ALTRO CARBONE?

PER NOI CITTADINI NON E' PIU' SUFFICIENTE CHE CI RACCONTINO IL FUTURO A PAROLE MA CONTANO I FATTI :E I FATTI CI DICONO CHE LA COERENZA E LA LUNGIMIRANZA SONO LONTANE DALLE SCELTE ENERGETICHE EFFETTUATE SUL NOSTRO TERRITORIO  (Leggi qui) e che  un piano energetico nazionale dovrebbe essere davvero costruito con la collaborazione tra governo, regioni, forze sociali e territorio .
E NON ALDISOPRA DEL TERRITORIO......SU CUI DEVE INSISTERE


ABBIAMO SCRITTO UNA LETTERA AL PRESIDENTE BURLANDO E AL PD  IL 16 LUGLIO ( LEGGI QUI)
SIAMO TUTTORA IN ATTESA DI UNA PUBBLICA RISPOSTA


Leggi anche sul blog Unitiperlasalute


Tirreno Power, il sindaco Ferrando:"Burlando ha ascoltato per il 20% il territorio e per l’80% l’azienda”


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Tratto da Partito democratico.it

Forum Ambiente, indirizzi e proposte

Il 26 febbraio 2010 esponenti del mondo scientifico, dell’intellettualità ecologista e dell’associazionismo con sindacalisti e imprenditori, amministratori ed eletti si sono incontrati per dare vita al “forum delle politiche ambientali” del PD.
La necessità per il Partito Democratico di consolidare o riprendere una forte iniziativa ambientalista nei territori deve andare di pari passo con un cambiamento forte anche interno al partito........ perché è forte la convinzione nei democratici che l’affermazione di politiche ecologiste per contrastare il degrado ambientale del suolo, dei mari e dell’aria, per abbattere l’inquinamento urbano, il riscaldamento del pianeta, la riduzione della biodiversità e per bloccare le frane di interi paesi e la “scarsità” idrica, rappresenta una grande opportunità, immediata, per l’Italia e per le nuove generazioni.
La qualità ambientale è la chiave, in questo secolo, per innovare l’industria e l’agricoltura, l’edilizia e la chimica, l’elettromeccanica e l’auto. Si rilancia per questa via la ricerca scientifica, l’industria delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, si riqualificano ed estendono le infrastrutture, i trasporti, la rete idrica, i rifiuti.
La salvaguardia degli ecosistemi e del patrimonio naturalistico, costiero, archeologico e monumentale è una opportunità per mantenere, qualificare e incrementare l’economia del turismo, dell’artigianato locale, del commercio dei prodotti di qualità.

• Il PD ha assunto pienamente la sfida ecologista rappresentata dalla
“green economy”.
Non solo perché Obama e i leaders europei e asiatici ne danno sempre maggior peso. Ma perché una nuova classe dirigente, e il PD è impegnato a promuoverla, ha l’obbligo di far entrare l’Italia nella nuova rivoluzione industriale, caratterizzata dall’innovazione tecnologica ecologista: per stare in prima fila e non alla coda
Per il PD non è sufficiente raccontare il futuro, lo si deve realizzare, ora, attraverso profondi cambiamenti che rispondano alla soluzioni di vecchie e nuove questioni nazionali.

Leggi l'articolo integrale su Partito democratico.it