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08 agosto 2017

Tratto da Isde 

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10e GIORNATE ITALIANE MEDICHE DELL’AMBIENTE “Ambiente come determinante della salute materno-infantile”

29 settembre  - 30 settembre 2017

Auditorium Pieraccini, Ospedale San Donato di Arezzo
Promosso da ISDE Italia, Associazione Medici per l’Ambiente.
RAZIONALE
La salute e la protezione dell’infanzia sono un obiettivo irrinunciabile per la società civile e rappresentano quindi una priorità per i governi e le istituzioni.
Ma, come scrive l’ISS nel recente documento sulla Terra dei Fuochi: “La protezione della salute infantile, in questo quadro, deve necessariamente iniziare con la tutela della salute nel periodo prenatale, perseguendo l’obiettivo di garantire alle donne in gravidanza un ambiente sicuro, secondo le più recenti raccomandazioni, e in particolare alle donne in gravidanza”. Il problema riguarda ovviamente non solo coloro che risiedono in territori ufficialmente riconosciuti come contaminati, ma l’intero Paese.
Questa consapevolezza appare ancor oggi  purtroppo troppo scarsa ed ancor meno è noto che la protezione della salute del nascituro dovrebbe iniziare prima ancora del concepimento e riguardare i gameti di entrambi i generi.
OBIETTIVI DELL’EVENTO
  • Favorire un confronto tra rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della società civile sugli aspetti più rilevanti relativi alle problematiche oggetto delle giornate, valorizzando le politiche e strategie a sostegno delle buone pratiche.
  • Contribuire a sviluppare attività di ricerca, informazione, formazione, sperimentazione e valutazione delle politiche e degli interventi, secondo criteri di progettualità condivisa ed azioni di rete.
  • Aumentare la consapevolezza su questa tematica fra gli operatori del settore (ginecologi, ostetrici/ostetriche, pediatri, medici di medicina generale, assistenti sanitari…) ma non solo, fornendo una rappresentazione aggiornata del problema alla luce della letteratura scientifica, una fotografia della situazione esistente a livello italiano e possibili indicazioni pratiche.
  • Continua a leggere su ISDE il programma e gli importanti interventi dei relatori 

22 maggio 2017

Patrizia Gentilini: Tumori infantili, l’Italia detiene il triste primato in Europa

Tratto da Il Fatto Quotidiano                            

Tumori infantili, l’Italia detiene il triste primato in Europa

Su Lancet Oncology è stato appena pubblicato un aggiornamento sull’incidenza a livello mondiale del cancro nell’infanzia (0-14 anni) e nell’adolescenza (15-19 anni) nel periodo 2001-2010. L’ indagine è stata condotta dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) in collaborazione con l’Associazione internazionale dei registri del cancro e ha riguardato 62 paesi a livello mondiale distribuiti in 5 continenti. Erano stati invitati a partecipare allo studio 532 registri tumori, ma solo 132 hanno inviato dati considerati attendibili. Il lavoro è di grande interesse perché confronta l’andamento del cancro infantile nelle diverse aree geografiche e fornisce interessanti spunti di riflessione.
Come auspicano gli autori, questi dati dovrebbero infatti essere utilizzati per una ricerca eziologica e per indirizzare le politiche di sanità pubblica al fine di uno sviluppo sostenibile. I tumori rappresentano una delle principali cause di morte nei bambini e la loro incidenza è purtroppo in aumento: a livello globale si è passati da 124 casi per milione di bambini fra 0 e 14 anni nel 1980 a 140 casi nel 2010. Dall’articolo emerge che l’area del mondo in cui si registra la più elevata incidenza di cancro fra 0-14 anni e fra 15-19 è il Sud Europa in cui sono compresi Croazia, Cipro, Italia, Malta, Portogallo, Spagna.
Per l’Italia, hanno partecipato all’indagine solo 15 registri su 47 accreditati e spicca sicuramente l’assenza di registri “storici” quali quello di Firenze/Prato e del Veneto. Calcolando poi l’incidenza per ogni singolo registro sia del Sud Europa che dell’Europa del Nord, dell’Est e dell’Ovest, emergono risultati inquietanti perché in Italia si osservano le più elevate incidenze rispetto a tutti gli altri paesi del continente europeo. Inoltre, in 4 registri italiani(Umbria, Modena, Parma e Romagna), l’incidenza supera addirittura i 200 casi fra 0-14 anni per milione di bambini/anno.
Il cancro nell’infanzia dovrebbe farci sorgere più di una domanda perché non possiamo certo attribuirlo ad un errato stile di vita – come viene abitualmente fatto per gli adulti – visto che i bambini non fumano e non bevono e dobbiamo per forza tenere in considerazione il fatto che le sostanze tossiche e cancerogene passano dalla madre al feto già durante la vita intrauterina e sono oltre 300 quelle che abitualmente si ritrovano nel cordone ombelicale. Proprio Lorenzo Tomatis era stato fra i primi scienziati al mondo ad indagare questo fenomeno. Ma perché proprio il nostro paese vanta un così triste primato?

Non credo plausibile ipotizzare che Germania, Francia, Austria o Regno Unito siano meno industrializzati di noi: dov’è quindi la differenza? Difficile ovviamente dirlo, ma un’interpretazione del tutto personale è che il nostro paese si distingue perfenomeni corruttivi: i controlli ambientali sono scarsi e spesso non affidabili, i disastri ambientali sono ricorrenti, le bonifiche rimangono inattuate e non è difficile quindi ipotizzare che le mappe della corruzione, dell’inquinamento e quindi delle malattie coincidano. 

Purtroppo, il prezzo più elevato lo pagano i bambini, perché sappiamo bene che sono molto più suscettibili all’inquinamento rispetto agli adulti. Più che mai quindi appare urgente, soprattutto per il nostro paese, la necessità di un nuovo paradigma che ponga al centro il risanamento dell’ambiente ed aumenti le risorse dedicate ad una reale riduzione dell’inquinamento.

12 gennaio 2017

Allarme inquinamento. Che futuro avranno i nostri figli?I bambini di oggi potranno vivere meno della generazione precedente".

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Allarme inquinamento. Che futuro avranno i nostri figli?

Risultati immagini per inquinamento. bambini
Nel 2005Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, scriveva: “Sei morti su 10 (60%) ogni giorno sono causate da malattie non trasmissibili spesso legate alle abitudini di vita e sono la ragione per la quale i bambini di oggi potranno vivere meno della generazione precedente”.
Nel 2006, la Harvard School of Public Health ha lanciato un appello intitolato: Una pandemia silente: le sostanze chimiche industriali stanno danneggiando lo sviluppo cerebrale dei bambini di tutto il mondo”.
Nel 2009, l’Oms ci ha avvertiti che:
nell’adulto, l’80% delle patologie è influenzato dai fattori di rischio ambientale, mentre il 25% delle morti e il 25% del carico di malattia può essere attribuito all’ambiente;
– nel bambino ben il 35-40% del carico di malattia è influenzato dal rischio ambientale.
Ovviamente, sono moltissimi gli studi di tossicologia e di farmacologia pubblicati in questi ultimi anni che testimoniano la gravità della situazione ambientale, specie tra i bambini. Tra gli ultimi, ricordo uno studio portato al Congresso Internazionale dell’European Respiratory Society del settembre 2016 che ha correlato l’assunzione di antibiotici nei primi due anni di vita con un aumento del rischio di sviluppare allergie da più grandi: l’associazione era più marcata in quei soggetti che da bambini avevano assunto due cicli di antibiotici invece che uno.


Infatti, è noto che nei bambini, specie i più piccoli, i farmaci o gli inquinanti immunointerferenti alterano il sistema immunitario già molto immaturo e possono lasciare uno squilibrio cronico della bilancia immunitaria Th1/Th2 con conseguenti patologie allergiche, autoimmunitarie e anche oncologiche.
La conferma è giunta lo scorso settembre 2016 da un articolo intitolato La vita moderna sta uccidendo i bambini con un aumento del cancro pediatrico del 40% negli ultimi 16 anni. La causa viene attribuita a inquinamento atmosferico, pesticidi, diete povere e radiazioni elettromagnetiche. L’aumento del cancro è risultato più evidente per età di 15-24 anni, con un tasso di incidenza aumentato del 60%. In conclusione, in Gran Bretagna più di 4.000 all’anno bambini ricevono la diagnosi di cancro, al punto che questa patologia è la principale causa di morte da 1 a 14 anni, “una patologia che potrebbe essere completamente ridimensionata con il cambiamento dello stile di vita”, commentano gli autori dell’articolo. Infatti, viviamo in un ambiente molto patogeno: inquinamento elevato di aria, acqua e cibo, alimentazione squilibrata e povera di sostanze nutrizionalmente essenziali, eccessivo uso di farmaci, ecc.
Questa situazione minaccia tutti, ma in particolare i bambini, perché l’adulto ha iniziato ad essere squilibrato quando era già strutturato, mentre un bambino viene squilibrato prima ancora di nascere. Prima di causare un cancro, però, l’inquinamento causa un profondo squilibrio immunitario e una conseguente infiammazione tessutale cronica… da cui hanno inizio ‘tutte’ le patologie!
Ed ecco alcuni dati Usa scioccanti:
– 1 bambino su 6 ha disturbi di apprendimento (1);
– 1 su 9 è asmatico (2);
– 1 su 10 è affetto da Adhd (3);
– 1 su 12 soffre di depressione (4);
– 1 su 45 è autistico (5);
– 1 su 400 diventerà diabetico (6);
– e altri milioni di bambini lottano con altri tipi di disturbi immunitari, autoimmunitari, metabolici e neuropsichiatrici (7) caratterizzati da processi infiammatori cronici sia del cervello sia di altri tessuti corporei (8).
Infatti, nell’aprile 2016 il nostro Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane (9), analizzando i dati dal 2002 al 2015, ha denunciato che nel 2014 è iniziata per la prima volta una riduzione della speranza di vita alla nascita.
Pertanto, nell’attesa che qualcosa cambi a livello sociale, credo che ognuno di noi debba fare qualcosa subito, sia per migliorare la sua condizione personale, sia per contribuire a modificare la situazione sociale, perché, se vogliamo aiutare concretamente i nostri figli dobbiamo iniziare a cambiare noi stessi, dato che la salute degli uomini futuri inizia prima del loro concepimento, si plasma durante la gravidanza e si perfeziona durante la prima infanzia, ma poi è legata all’esempio che i genitori daranno e alle condizioni dell’ambiente in cui vivranno.
L’igiene di vita che alla lunga sembra essere più incisiva è relativamente semplice da attuare ed è anche quella che più riduce il rischio di obesità e di patologia in generale:
– un’alimentazione moderata, equilibrata nei suoi nutrienti, prevalentemente vegetale e non troppo industrializzata;
– un adeguato introito giornaliero di acqua (1,5-2 litri nell’adulto);
– un po’ di attività fisica, quasi quotidiana (almeno 30 minuti);
– un sonno ristoratore (minimo 7 ore al giorno);
– la maggior distanza possibile dai campi elettromagnetici;
– la minor assunzione possibile di farmaci;
– uno spazio quotidiano o settimanale per uno svago piacevole e rilassante, possibilmente lontano da ambienti inquinati;
– un animo sereno, mite e ragionevolmente ottimistico, capace di affrontare gli inevitabili problemi della vita non come ulteriore fonte di stress, ma come un’occasione di crescita personale.
Sull’importanza dell’igiene di vita come potente medicina preventiva, un recente studio (10) ha lanciato un invito: “In Gran Bretagna l’obesità è responsabile di oltre 18.000 casi di tumori all’anno e, dopo il fumo, è la seconda causa di cancro prevenibile… Agire sulla prevenzione, promuovendo stili di vita corretti, deve essere un imperativo per medici e operatori sanitari”.
Per il 2017 mi impegnerò ancora di più a diffondere tale messaggio e il mio augurio è che sempre più persone facciano lo stesso.


21 maggio 2013

"Mi hanno rubato l'aria pulita": allarme sui rischi per i bambini........


Tratto da Save the Children 

 "Mi hanno rubato l'aria pulita": allarme sui rischi per i bambini.

 

Campagna nazionale di Save the Children per sensibilizzare sui rischi che corre l'infanzia durante questa crisi economica

In Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà. Il 18% dei ragazzi abbandona la scuola e 1 milione e mezzo vive in territori avvelenati. 

Il 40% dei giovani è senza lavoro e molti non riescono a formare una famiglia o lasciare la casa dei genitori.  

Diamo l’allarme tutti insieme. Perché rubare il futuro ai bambini significa rubarlo al nostro paese 

 Dai dati di Save the Children, l’Italia è agli ultimi posti in Europa – peggio solo Grecia e Bulgaria – per “povertà di futuro” di bambini e adolescenti, deprivati di opportunità, prospettive e competenze.


Da qui l'iniziativa: affiggere manifesti e volantini che diano un messaggio forte. Tra i testi si legge "Mi hanno rubato la terza media", "Mi hanno rubato la mensa a scuola", "Mi hanno rubato l'aria pulita". Leggi l'articolo integrale