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07 gennaio 2018

In Australia parte il primo treno alimentato al 100% dal sole

Tratto da Dorsogna.blogspot

Australia: parte il primo treno alimentato al 100% dal sole



La traiettoria e' semplice.
Jeremy Jones, direttore della Byron Bay Railroad Company d'Australia ha deciso di prendere un treno dilapidato, rimetterlo a nuovo e ... usare il sole per alimentarlo. 
E' questo il primo treno del mondo ad essere completamente alimentato da panelli solari e motori elettrici, ed ha iniziato il suo servizio in Australia alla meta' di Dicembre.
Il tratto e' di 3 chilometri, e il servizio e' fra Byron Bay, citta' di mare nel New South Wales d'Australia, e un resort turistico che si chiama Elements of Byron Bay.
Il treno e' un vintage: un treno passeggeri di 70 anni fa con due motori diesel. Di questi, uno e' stato sostituito da un motore elettrico e batterie, l'altro e' stato mantenuto come backup in casi di emergenza.  Usa solo energia dal sole, anche in caso di nuvolosita' grazie alla batteria, ma il motore diesel secondario e' stato tenuto, appunto se dovessero esserci delle emergenze.
 
Ci sono pannelli sui tetti per un totale di 6.5 kilowatt e una stazione di ricarica da 30 kilowatt alla stazione centrale. La batteria e' sufficente per completare 12-15 viaggi in autonomia.  Il treno puo'  portare al massimo 100 persone, con valigie, bici, e tavole da surf.
In realta' ci sono stati gia' esempi di treni che vanno ad energia elettrica, ma in genere e' energia che arriva dalla rete o i pannelli dal tetto sono usati per fornire aria condizionata o illuminazione. Qui invece l'energia per muovere il treno tutto arriva dal treno stesso.
Il progetto e' costato 4 milioni di dollari, ed e' stato finanziato dal proprietario del resort, Brian Flannery. La tratta esisteva da anni, ma era stata chiusa nel 2004 a causa della mancanza di passeggeri. Flannery decide di rimetterlo in azione, ma la comunita' non ne ha voluto sentire.
Troppo inquinante.
E cosi, lui stesso propone il treno elettrico.  E stato un gran successo. 
Certo questo treno va solo per tre chilometri, e quindi in un certo senso e' facile assicurarsi che l'energia sia sufficente, e che tutti fili liscio. Il treno e' dunque una sorta di novita', un esperimento in piccolo. Sopratutto siamo in una zona turistica, e il treno e' per turisti e curiosi, ma lo stesso avra' la sua funzione: fara' diminuire il traffico e, speriamo, fara' incuriosire i turisti stessi.
Ma quale che sia il suo ruolo, come per tutte le cose innovative e' un passo in avanti, e' voglia di futuro, e' coraggio, e' vivere proiettati con coraggio verso il domani.
Perche' no? 
Perche' non farlo anche in Italia? 
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Norvegia: nel 2017 vendute piu' auto elettriche ed ibride che a benzina

24 ottobre 2016

Wwf: “Per salvare gli esseri umani rispondere con l’età del sole”

Tratto da Meteoweb
Nuova era per il clima, Wwf: “Per salvare gli esseri umani rispondere con l’età del sole”

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha confermato che siamo entrati in una “nuova era per il clima”

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha confermato che siamo entrati in una “nuova era per il clima”, con dati allarmanti sia sulla concentrazione di CO2 che sulle temperature. “La ‘nuova era per il clima’ avrà sicuramente impatti molto importanti e potrebbe cambiare profondamente la geopolitica e la vita sul Pianeta –ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia-  Siamo ancora in tempo per ‘decidere’ se questi cambiamenti potranno essere metabolizzabili dagli ecosistemi e dalla civilizzazione umana o no. I record non si contano più, 3 anni di seguito (incluso quello in corso) saranno i più caldi mai registrati, la concentrazione di CO2 in atmosfera è stabilmente sulle 400 parti per milione, una concentrazione molto più alta di quella registrata da milioni di anni. Mese per mese i record si susseguono, destando enorme preoccupazione nella comunità scientifica. La politica non può fingere di occuparsene: se ne deve occupare davvero. Il 4 novembre entrerà in vigore l’Accordo di Parigi, vorremmo che per quel giorno tutti fossero pronti non solo a mantenere le proprie, inadeguate promesse,  ma a incrementare esponenzialmente gli sforzi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.
Questo vuol dire dare l’avvio a un vero e proprio new deal, perché cominci l’Età del Sole eliminando i combustibili fossili e puntando tutto sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Rispondere alla grande minaccia del cambiamento climatico creando, insieme, nuove opportunità è l’unica strada percorribile: ci auguriamo che questa sfida venga colta da tutti, comunità, Paesi, Governi e mondo dell’economia”.
Il 3 novembre, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi e della COP22 di Marrakech, il WWF renderà noto un report sulle politiche nazionali necessarie per uscire dal primo combustibile fossili di cui possiamo fare a meno, il carbone: un Paese che non ha bisogno di questa fonte fossile, come il nostro, può diventare leader della transizione, tanto più  oggi che persino la Cina ha deciso di rinunciare ad alcune delle centrali a carbone già in costruzione.
Per approfondire 

14 luglio 2016

Greenpeace:Spegniamo il petrolio, accendiamo il sole


Spegniamo il petrolio, accendiamo il sole




Tratto da Greenpeace

Può la burocrazia bloccare perfino il sole? Decisamente sì, e in Italia succede più spesso di quanto si possa immaginare. È ciò che sta accadendo a Lampedusa, dove il progetto di un impianto fotovoltaico da 40 kW da installare sul tetto del palazzo comunale è già stato approvato, ma è al momento bloccato.


Una storia che sa tanto di già visto. Ci sono i fondi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, c’è un bando di gara aperto dall’amministrazione comunale, c’è un’azienda che si aggiudica questo bando e presenta un progetto, e c’è anche l’approvazione della Soprintendenza che completa la trafila autorizzativa ma…a causa dei troppi passaggi burocratici, il bando per accedere ai fondi di finanziamento si è ormai chiuso. Risultato: tutto fermo.


Un vero peccato, dato che grazie a questo impianto il Comune di Lampedusa risparmierebbe all’incirca 200 mila euro ed eviterebbe l’immissione in atmosfera di quasi 300 tonnellate di CO2, l’equivalente di oltre 1 milione di km percorsi da un veicolo.


Un’iniziativa doppiamente importante per una realtà che - come tutte le altre isole minori italiane non connesse alla rete elettrica nazionale - produce la quasi totalità della propria energia dal petrolio. Energia sporca, inquinante e anche particolarmente costosa, pagata da tutti i cittadini con oltre 60 milioni di euro l’anno in bolletta.

Per questo, in occasione dei festeggiamenti per i 30 anni di attività nel nostro Paese, GreenpeaceItalia ha lanciato il progetto “Accendiamo il sole”. Vogliamo sbloccare questa beffarda situazione e regalare energia pulita all’isola di Lampedusa.


In pochi giorni centinaia di persone hanno già aderito al nostro appello. Un importante e concreto segnale di cambiamento, sintomo che se i cittadini italiani da un lato sono stanchi dei combustibili fossili, dall’altro sono ancora più stufi di veder andare in fumo delle sacrosante iniziative che porterebbero vantaggi ambientali ed economici ma che, a causa di continui ostacoli burocratici, finiscono in un vicolo cieco. Il tutto mentre magari l’ennesimo mega centro commerciale (con annesse cementificazioni) viene autorizzato e costruito in men che non si dica.

Durante la campagna referendaria dello scorso aprile, Matteo Renzi ha annunciato di voler ottenere il 50 per cento di elettricità da fonti rinnovabili entro la fine del proprio mandato. A distanza di poche settimane questa promessa sembra essere già svanita nel nulla e, anzi, tutti i provvedimenti adottati dal governo in tema di energia vanno in direzione contraria.


Se davvero il Presidente del Consiglio volesse fare qualcosa di concreto in favore dell’ambiente dovrebbe semplificare proprio quei processi autorizzativi colpevoli di bloccare progetti come questo di Lampedusa, di allontanare gli investimenti in rinnovabili nel nostro Paese, e scoraggiare quei cittadini che vogliono installare un piccolo impianto solare sul proprio tetto.


Tutti insieme stiamo accendendo il sole a Lampedusa, basterebbe poco per farlo in tutta Italia.


Per partecipare, vai su www.accendiamoilsole.it e dona per realizzare il progetto!

09 maggio 2016

Dorsogna :Nel 2016 la meta' della nuova energia USA sara' da rinnovabili

Nel 2016  la meta' della nuova energia USA  sara' da rinnovabili 

I profitti della Shell per il primo quadrimestre del 2016 sono calati dell'89%.

175 compagnie petrolifere piccole e medie sono a rischio bancarotta.

La Chevron taglia 1000 posti di lavoro dopo avere perso 725 milioni di dollari nel primo quadrimestre del 2016.

La Statoil ha perso il 71% di profitti nel primo quadrimestre del 2016.

La ConocoPhillips perde 1.4 miliardi di dollari nel primo quadrimestre del 2016.
 
E intanto...

Intanto, in tutta questa petroli-depressione, emerge che per la prima volta nella storia degli USA, nel 2016 la maggior parte dell'energia nuova immessa nella rete elettrica sara' dal sole e dal vento.

Secondo una analisi dell' United States Energy Information Administration, la meta' della nuova energia sara' da rinnovabili. Ci si aspetta che nel 2016 verranno generati 26 gigawatt nuovi di energia: sole e vento sono al 63%, gas al 31%. 

Questo e' importante per due motivi: fino a pochi anni fa era il gas a farla da principe, adesso e' invece in secondo piano, nonostante il crollo dei prezzi degli idrocarburi.

Il motivo della vittoria delle rinnovabili e' crollo del costo dei pannelli solari.   Un altro motivo e' che lentamente arrivano le leggi ad imporre alle municipalita' locali di usare le rinnovabili. E quindi che gli piaccia o no, devono usare vento e sole.  E forse un tempo queste leggi parevano quasi delle imposizioni antieconomiche, invece adesso e' lucrativo per tutti gli attori coinvolti usare sole e vento e costruire impianti energetici rinnovabili. E quindi, il boom.
Nel 2016 arriveranno 9.5 gigawatt nuovi di energia solare, dalla California (3.9 gigawatts), North Carolina (1.1 gigawatts), Nevada (0.9 gigawatts), Texas (0.7 gigawatts), e Georgia (0.7 gigawatts). Nel 2015 sono stati installati 8.4 gigawatt di energia solare, sufficenti per alimentare 1.3 milioni di case.
E quindi anche se ci sono ancora centrali a carbone in funzione, piano piano vanno morendo: nel 2015 sono state chiue varie centrali a carbone, con un calo della produzione di 15 gigawatt.
Intanto, il numero di pozzi nuovi e' crollato. Siamo adesso ai minimi dal 2009 con 328 pozzi di ricerca, a fronte di 668 un anno fa.  Nel 2015 sono stati persi 963 pozzi nuovi, il piu' grande calo dal 1988. Per il 2016 siamo a 204. 

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Tratto da Greenreport

L’energia solare è contagiosa. Ecco come si diffonde negli Usa

Il "neighbor effects": installare un pannello solare aumenta la probabilità che lo facciano i vicini
[6 maggio 2016]
Solare contagioso 0
Negli Usa l’energia solare continua a crescere a una velocità vertiginosa: nel 2015 sono stati installati più pannelli solari, più che in qualsiasi anno, e il 2016 dovrebbe stracciare questo record con il doppio di pannelli. Intanto gli Usa hanno superato il milionesimo impianto solare installato.

Ma perché è solare statunitense  sta crescendo così in fretta?  Secondo Barry Fischer, che scrive sul blog di SolarCity, il più grande installatore solare Usa, le principali ragioni sono tre: «Il costo dei pannelli solari è crollato, l’importanza del solare è fondamentale per combattere i cambiamenti climatici, e le politiche pro-solari sono diventate mainstream». Ma anche questi fattori principali non rispondono a una domanda più pratica: come fanno le famiglie americane a scegliere il solare? In molti casi, la risposta è semplice: parlando con amici e vicini di casa....
Continua a leggere su Greenreport

28 marzo 2016

Dorsogna :Energia, l’era del petrolio è agli sgoccioli. Se i lavoratori dei ‘fossili’ chiedono di passare alle rinnovabili

 Tratto da Dorsogna 

Energia, l’era del petrolio è agli sgoccioli. Se i lavoratori dei ‘fossili’ chiedono di passare alle rinnovabili

E mentre in Italia i pro-trivellanti si strappano le vesti sulla presunta disoccupazione che porterà il referendum, ecco cosa succede in CanadaL’Alberta, il petrol-stato per eccellenza del Nord America è in crisi: il prezzo del petrolio crolla, i pozzi chiudono, la disoccupazione aumenta, arriva la povertà dove non si era mai vista prima.
Cosa hanno da dire i lavoratori? Non dicono mica “continuiamo a trivellare”, o “trivelliamo le cascate del Niagara” o “dateci i sussidi”.  Dicono “fateci lavorare con il sole e con il vento”. Proprio cosi’, un gruppo di lavoratori delle Tar Sands ha creato una non-profit che si chiama Iron and Earth e chiede all’Alberta di sponsorizzare lavori pubblici ed investimenti nel solare. Chiedono come punto di partenza di solarizzare 100 edifici pubblici in tre anni e di sostenerli nella formazione professionale e riqualificazione di mille lavoratori nell’oil and gas.
Dicono che lavorare nelle rinnovabili non è cosi diverso che lavorare nell‘oil e gas e che non occorre scegliere fra lavoro ed ambiente. Chiedono solo l’opportunità di riqualificarsi e di avere progetti da portare a termine. Dicono di essere grati all’industria del petrolio per la professionalità acquisita ma che è tempo di attuare la transizione verso le rinnovabili perchè non è più tempo di scegliere fra lavoro ed ambiente. Dicono che è arrivato il tempo di politiche che guardano al futuro e che si adopereranno per sensibilizzare le loro comunità. Dicono che ci vincono da ogni punto di vista con le rinnovabili: con l’occupazione, per raggiungere gli obiettivi di diminuzione di CO2 del Canada,  con l’ambiente.
Il direttore di Iron and Earth,  Liam Hildebrand, aggiunge che hanno tutto: professionalità, opportunità, bisogno di diversificare le fonti energetiche e di diminuire le emissioni di CO2.
Ex petrolieri in favore del sole e del vento, checché ne dicano i petrol-politici d’Italia. Vuol dire proprio che l’era del petrolio è al tramonto.
Il 17 Aprile vota SI per una Italia che guarda al futuro e non alle fossili.

10 gennaio 2016

FIRMA L' APPELLO Presidente Mattarella, vogliamo un’ Italia ‘sostenibile e responsabile’

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Presidente Mattarella, vogliamo un’ Italia ‘sostenibile e responsabile’

Il fugace, ma importante accenno al tema dell’inquinamento e della salute nel discorso di fine anno del Presidente Mattarella ha “ispirato” una lettera aperta a Lui rivolta e già sottoscritta da oltre un centinaio di medici, ricercatori e scienziati italiani. 
Il tema è di stringente attualità, specie  in queste settimane di continui superamenti dei livelli di smog e in cui ci sembra paradossale che non si possa far altro che sperare in un cambiamento delle condizioni climatiche (come se ”magicamente” con la pioggia gli inquinanti si dileguassero e non ricadessero viceversa al suolo) e sembra che non ci resti altro che confidare nella “benignità” di quella  Natura che viceversa costantemente violiamo.
L’ambiente è un determinante fondamentale della salute e compromettendo la qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo stiamo minando non solo la nostra  salute, ma soprattutto quella delle generazioni a venire.
Alcuni esempi eclatanti quali Taranto o la Terra dei Fuochi sono ormai sotto gli occhi di tutti: ma quanti altri esempi di drammatico inquinamento ambientale ci sono sparsi nel nostro paese? 
La nostra società è pervasa da un “sacro furore” del fuoco e ci si dimentica del fatto che la  materia sul nostro pianeta è qualcosa di “ finito”e che la vita si è sviluppata grazie ad una fonte esterna, il sole: è quindi a questa fonte inesauribile che dobbiamo rivolgerci per rendere  possibile il proseguimento della vita stessa sulla Terra.
Come medici, ingegneri, ricercatori, scienziati, cittadini abbiamo dato la nostra disponibilità al Presidente per stilare  un manifesto di intenti: Italia sostenibile e responsabile”, anche perché, coerentemente con gli impegni assunti dal nostro paese al vertice di Parigi, COP 21, non vorremmo che tutto rimanesse, ancora una volta, lettera morta.
Questo il nostro impegno ed auspicio, ma anche il nostro invito a leggere diffondere, condividere e sottoscrivere il nostro appello QUI

Sotto la lettera integrale 
Caro Presidente Mattarella,
abbiamo ascoltato ed apprezzato il suo discorso di fine anno, in particolare dove Lei ha toccato il tema dell’inquinamento e delle sue ricadute per la salute.
Il tema è di stringente attualità, specie  in questo periodo di continui superamenti dei livelli di smog ed in cui ci sembra paradossale che non si possa far altro che sperare in un cambiamento delle condizioni climatiche ( come se ”magicamente” con la pioggia gli inquinanti si dileguassero e non ricadessero viceversa al suolo) e sembra che non ci resti altro che confidare nella “benignità” di quella  Natura che viceversa costantemente violiamo. 
Proprio a questo proposito, come cittadini italiani, ci rivolgiamo a Lei  per esprimerle tutto il nostro più profondo sgomento e la nostra angoscia per i tempi che stiamo vivendo. Siamo certamente preoccupati per la mancanza di lavoro e perché non vediamo un futuro per i nostri giovani, ma ancor più ci angoscia la consapevolezza che stiamo compromettendo un bene ancora più prezioso: la loro salute.
Vorremmo tanto continuare a illuderci di vivere nel “Bel Paese”, ma purtroppo così non è:  Lei saprà che l’ultimo rapporto dell’ UE ci pone al primo posto per morti premature in Europa a causa dei livelli di PM2.5, ossidi di azoto, ozono.Siamo il paese dove la speranza di “vita in salute”  alla nascita (disabilità medio-grave) dal 2004 al 2013  è diminuita di 7 anni nei  maschi e di oltre 10 nelle femmine.
Secondo l’ultimo rapporto dei registri tumori (AIRTUM) “Considerando il rischio cumulativo di avere una diagnosi di qualunque tumore, questa probabilità riguarda un uomo ogni due e una donna ogni tre nel corso della loro vita”.
 Gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ACCIS, Automated Childhood Cancer Information System - IARC), dei quali si attende un aggiornamento proprio quest’anno, hanno tempo fa evidenziato come questo problema sia rilevante anche nei bambini, con un’incidenza di tumori infantili più alta in Italia rispetto alle medie europee sia nella fascia di età 0-14 che in quella 0-19. Dall’ esame del più aggiornato rapporto nazionale AIRTUM emerge, come ricordato in un editoriale pubblicato sulla rivista “Epidemiologia e Prevenzione” nel 2013, che i tassi italiani di incidenza dei tumori in età 0-14 anni continuino ad essere tra i più alti fra i paesi occidentali, nonostante la crescita si sia apparentemente stabilizzata rispetto ai dati precedenti.
A questo si aggiunga la rilevanza di particolari, stridenti e diffuse criticità sanitarie locali da danno ambientale come quelle che caratterizzano i Siti di Interesse Nazionale (SIN), ben descritte dagli studi “SENTIERI” dell’Istituto Superiore di Sanità e valide per tutte le classi età, o i rilevi del recentissimo rapporto dell’ISS sulla Terra dei Fuochi.
In quest’ultimo si legge che: “Per quanto riguarda la salute infantile è emerso un quadro di criticità meritevole di attenzione, in particolare si sono rilevati eccessi nel numero di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori, e, in entrambe le province, eccessi di tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni.”
In maniera simile, nell’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla situazione di Taranto, dove si è registrato un eccesso di incidenza di tumori in età pediatrica del 54% rispetto all’atteso regionale, si ricorda come “l’osservazione di un eccesso di incidenza dei tumori e delle malattie respiratorie fra i bambini e gli adolescenti contribuisce a motivare l’urgenza degli interventi tesi a ripristinare la qualità dell’ambiente”.
A proposito dei SIN è anche importante sottolineare come, nonostante le evidenze epidemiologiche, ci siano ancora, in questo momento, circa sei milioni di italiani che risiedono in aree ad elevato rischio ambientale e sanitario senza che in quasi nessuno di questi luoghi si siano avviate le pratiche di bonifica e risanamento previste dalla legge.
In alcuni di questi luoghi (ad esempio Taranto), in assenza di bonifiche si è persino continuato ad insediare nuove sorgenti inquinanti.
Ma quante piccole o grandi  Taranto e quante Terre dei Fuochi ci sono sparse nel nostro paese?
Le evidenze scientifiche dimostrano ampiamente che le sostanze tossiche presenti nell’aria, nei cibi, nelle acque generano un aumento del rischio non solo di cancro o di patologie cardiovascolari, ma anche di tante altre malattie in adulti e bambini: sindrome metabolica,   diabete, obesità,  patologie neurodegenerative, disturbi dello spettro autistico,  infertilità, abortività spontanea,  (anche per valori di inquinanti abbondantemente al di sotto dei limiti di legge), diminuzione del Quoziente Intellettivo (QI), per non citarne che alcune.
In Europa si calcola che ogni anno si perdano 13 milioni di punti di Quoziente Intellettivo (QI) e si contino ben 59.300 casi aggiuntivi di ritardo mentale a causa dell’esposizione durante la gravidanza a pesticidi organo-fosforici e che, in definitiva,  per l’esposizione a  sostanze che agiscono come interferenti endocrini i costi sanitari conseguenti ammontano a 157 miliardi di euro, pari all’1,23% dell’intero prodotto interno lordo. 
L’Italia è il paese europeo che consuma più pesticidi per ettaro di suolo agricolo e la contaminazione nelle falde acquifere superficiali e profonde aumenta a dismisura.
La  testimonianza coraggiosa di un imprenditore agrozootecnico che vede andare in fumo il lavoro e l’impegno di una vita per la contaminazione del suo terreno da  insediamenti petroliferi ci ha letteralmente toccato il cuore e siamo certi che sarà così anche per Lei. 
Con il cuore in mano Le vogliamo dunque chiedere se Le sembra sensato che venga chiesto solo  a noi cittadini di avere comportamenti virtuosi ( raccolta differenziata/trasporto pubblico/meno riscaldamento nelle case) e nel contempo si attuino politiche energetiche ed industriali che sono contrarie al più elementare buon senso. Alla luce di numerose evidenze scientifiche che dimostrano la nocività degli inceneritori di rifiuti (compresi quelli di nuova generazione), come si può prevedere di costruire nuovi impianti che avranno bisogno di enormi quantità di rifiuti da bruciare per almeno 20 anni per ammortizzare i costi, vanificando quindi tutti i nostri sforzi? 
E che dire del recente decreto “sblocca Italia” che, calcolando il “fabbisogno di incenerimento” invece del più sostenibile “fabbisogno di impianti per il recupero di materia” e  superando i vincoli territoriali, consente già a centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti di viaggiare su e giù per l’Italia con l’ovvio aggravio anche dell’inquinamento da traffico?
Come si possono prevedere incentivi agli inceneritori, pari ogni anno ad oltre 500 milioni di euro, per finanziare la produzione di energia da rifiuti e contemporaneamente chiedere ai cittadini di ridurre i rifiuti non riciclabili?
Gli incentivi previsti per gli inceneritori sono superiori al totale dei contributi ricevuti dai Comuni dal CONAI per la raccolta differenziata degli imballaggi.
Non sarebbe più utile, sia dal punto di vista economico che ambientale, prevedere che quella cifra -proveniente dai contributi dei cittadini-fosse utilizzata per promuovere raccolte differenziate di qualità e impianti di recupero e riciclo?
Si stima che un più efficiente uso delle risorse lungo l’intera catena potrebbe ridurre il fabbisogno di fattori produttivi materiali del 17%-24% entro il 2030, con risparmi per l’industria europea dell’ordine di 630 miliardi di euro l’anno .
Chi così legifera non è in linea con quanto chiaramente indicato dalle direttive EU  in tema di gestione di rifiuti che pongono il recupero di materia prioritario rispetto al recupero di energia, come è ormai documentato da fiumi di inchiostro . 
Chi così legifera sembra non considerare  che ogni processo di combustione genera inquinamento atmosferico, rifiuti liquidi e ceneri tossiche (che vengono addirittura destinate alla produzione di cemento) e  continua pervicacemente a premiare l’incenerimento di biomasse di ogni genere, inclusi scarti  animali  fino a ieri destinati a produrre mangimi.
Stiamo assistendo a devastazioni di fiumi per tagli sconsiderati degli alberi destinati a queste centrali e  spuntano come funghi centrali a biogas in cui la materia organica invece di essere restituita ai suoli come compost viene “digerita” in assenza di ossigeno con rischi per ambiente e salute.  
Si  “dimentica” che così facendo si perde il benefico effetto  che l’aumento di sostanza organica nei suoli avrebbe nel contrastare non solo la desertificazione (che ormai riguarda il 30% dei nostri suoli) ma anche  i cambiamenti climatici, grazie alla  “cattura” della CO2, favorita anche dalla agricoltura biologica . 
Per non parlare della follia di trivellare il nostro paese per la ricerca di idrocarburi per mare e per terra i cui effetti devastanti sono ormai scientificamente ed in modo incontestabile dimostrati: non  è questa l’energia di cui abbiamo bisogno.
A tal proposito la lettera “Energia per l’Italia” indirizzata al Governo da valenti ricercatori e scienziati del nostro paese è rimasta ad oggi senza risposta e così pure le considerazioni dei medici sono rimaste inascoltate.
Sembra che non si voglia prendere coscienza del fatto che la  materia sul nostro pianeta è qualcosa di “ finito” e che la vita si è sviluppata grazie ad una fonte esterna, il sole: è quindi a questa fonte inesauribile che dobbiamo rivolgerci per rendere  possibile il proseguimento della vita stessa sulla Terra.
Caro Presidente, l’angoscia che portiamo nel cuore è davvero grande e non ci potremmo perdonare di non avere tentato ogni strada utile a contrastare la follia delle scelte che si vanno operando nel nostro Paese. 
Come medici, ingegneri, ricercatori, scienziati, cittadini siamo disponibili a stilare  un manifesto di intenti: “Italia sostenibile e responsabile”, anche perché -coerentemente con gli impegni assunti dal nostro paese al vertice di Parigi, COP 21 - non vorremmo che tutto rimanesse, ancora una volta, lettera morta. 
Le chiediamo quindi di riceverci, ascoltarci ed approfondire direttamente con noi le questioni che abbiamo sollevato.
Vorremmo anche darLe testimonianza  delle tante esperienze positive e delle tante soluzioni già in essere nel nostro paese, quali ad esempio quelle attuate nei Comuni Virtuosi  che riteniamo dovrebbero essere maggiormente conosciute, valorizzate e premiate. 
La ringraziamo per l’attenzione e fiduciosi in un positivo riscontro voglia gradire i nostri più sinceri auguri e saluti.
Gentilini Patrizia Medico oncoematologo Forlì Comitato Scientifico ISDE
Di Ciaula Agostino Medico internista Bari Comitato Scientifico ISDE

09 marzo 2013

Energia elettrica:non si può fermare il vento con le mani, non si può fermare il sole con le lobby......

Tratto da Blogosfere

Energia elettrica: non si può fermare il sole con le lobby

La vittoria di Pirro delle compagnie elettriche: il fotovoltaico non incentivato conoscerà un vero boom entro i prossimi 7 anni. Saranno dolori per le utilities.
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Dal blog di Max De Carlo, sempre puntualissimo quando si tratta di elettricità, arrivano grafici e dati sull'ennesimo calo dei consumi elettrici in Italia. Il trend generale, depurato di tutti i fattori relativi a clima, temperature, e destagionalizzato, è quello di una lenta ma costante decrescita.

Nel dettaglio, il mese di Febbraio ha visto un calo dell'8,1% rispetto allo scorso anno (5,1% al netto dell'effetto "calendario") per un totale di 25,7 miliardi di kWh. La produzione è all'83,2% italiana, a sua volta in calo di oltre il 14%. 
Le fonti maggiormente in calo sono quella termoelettrica, -23,9% e geotermica, -4,6%.
In aumento, come già da tempo, le fonti rinnovabili, con l'eolico quasi al +20, il fotovoltaico al +11 e l'idrico a +43%.
A proposito di rinnovabili, Qualenergia riporta un interessante studio Ubs che spiega come il fotovoltaico non incentivato, nei prossimi anni, conoscerà in Italia, Spagna e Germania un boom tale da "fare molto male" alle compagnie elettriche. 
La cosa in un certo senso ci diverte: ricordate la scorsa primavera la guerra tra le compagnie di produzione elettrica e l'energia rinnovabile, che era arrivata al punto da costare zero e aveva abbattuto gli utili delle compagnie? Queste ultime, rifiutando di arrendersi senza combattere, riuscirono a far abolire gli incentivi con la convinzione di porre un freno alla crescita continua del rinnovabile.

Ma è stata una vittoria di Pirro.
 Secondo Ubs:In Italia, Germania e Spagna si prevede che da qui al 2020 verranno installati 43 GW di fotovoltaico 'non incentivato' con una conseguente riduzione della domanda elettrica e il crollo dei margini di guadagno dei produttori elettrici storici: le aziende più colpite saranno RWE, E.ON, Cez e Verbund, ma anche i bilanci della nostra Enel e della spagnola Iberdrola ne risentiranno.

Prezzi all'ingrosso in discesa libera, cali di prezzo anche di sera, impianti convenzionali fermi, discesa del load factor per carbone e gas. 
 Come direbbe il prof.Bagnai, "non si può fermare il vento con le mani". E, aggiungeremmo noi, non si può neanche fermare il sole con le lobby.

Tratto da Mondoelettrico

Consumi di energia elettrica in Italia: -8,1% a Febbraio




Nel mese di febbraio 2013 l’energia elettrica richiesta in Italia, pari a 25,7 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione dell’8,1% rispetto a febbraio dello scorso anno.

Depurata dagli effetti di temperatura e calendario, la variazione della domanda elettrica di febbraio 2013 diventa -5,1%. Rispetto al corrispondente mese di febbraio del 2012, quest’anno si è infatti avuto un giorno in meno (lo scorso anno è stato bisestile) ma una temperatura media mensile di circa un grado centigrado inferiore.


I 25,7 miliardi di kWh richiesti nel mese di febbraio 2013 sono distribuiti per il 46,7% al Nord, per il 29,4% al Centro e per il 23,9% al Sud. A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica si è articolata in maniera differenziata sul territorio nazionale: -7,2% al Nord, -7,9% al Centro e -10,0% al Sud.


Nel mese di febbraio 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’83,2% con produzione nazionale e per la quota restante (16,8%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,6 miliardi di kWh) è calata del 14,7% rispetto a febbraio 2012. 


Sono in crescita le fonti di produzione:

  • idrica (+43,0%), 
  • eolica (+19,1%) e 
  • fotovoltaica (+11,2%),
in flessione le fonti:

  • termoelettrica (-23,9%)
  • geotermica (-4,6%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di febbraio 2013 rispetto al mese precedente è stata pari a -0,6%. Il profilo del trend si mantiene su un percorso di lenta decrescita.

Nel primo bimestre del 2013 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 5% rispetto ai valori del primo bimestre del 2012; a parità di calendario il valore è -3,7%.


 Comunicato Stampa Terna -
 Roma, 5 marzo 2011


I grafici, da noi realizzati grazie ai dati di Terna, ci permettono  di seguire l'andamento dei consumi elettrici mensili italiani a partire dal gennaio 2006 e in particolare evidenziano il trend verso il basso.

Riassunto di Febbraio 2013:
- Consumo energia elettrica - 8,1%
- Consumo gas                   -18,3 %
- Immatricolazioni auto       - 17,4 %



Verso l'agonia.