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Visualizzazione post con etichetta indagini. Mostra tutti i post
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23 giugno 2015

TIRRENO POWER: La lunga estate giudiziaria e' appena cominciata...

Tratto  da Il Secolo XIX del 22 giugno. 


Settimana di gran lavoro per cancellerie e legali.
Da oggi deposito nomine e richiesta atti.
La lunga estate giudiziaria è appena cominciata...ma si annuncia intensa.
Le cancellerie del procuratore F.Granero e del 
sostituto Chiara Maria Paolucci stanno lavorando da giorni al riordino totale dei quasi 40 faldoni in cui sono raccolti i documenti dell'accusa.

A cominciare dalla consulenza affidata a tre esperti da cui è cominciato tutto ,per finire alle oltre 10000 intercettazioni telefoniche e ambientali  che hanno costituito i cardini per le contestazioni di abuso di ufficio a molti indagati tra cui la giunta regionale e dirigenti  ministeriali. 

Leggi su Il Secolo XIX on line

Inchiesta Tirreno Power, ora è corsa contro il tempo

Savona .....È un fascicolo, quello condotto sulle conseguenze sulla salute pubblica dall’inquinamento dei due gruppi a carbone della centrale termoelettrica Tirreno Power, che si annuncia complicatissimo. Anche a livello di tempistiche.
La necessità della procura di accelerare i tempi per via della pensione di Granero e del trasferimento a Roma della Paolucci hanno portato a dover accelerare anche il lavoro delle cancellerie alle prese oltre 40 faldoni di documentazione da sistemare e mettere a posto. Al momento sarebbero una decina i faldoni completati, ma il vero problema attuale è compattare gli atti in un dischetto da consegnare alle difese.
Un lavoro che potrebbe richiedere almeno due settimane di lavoro. Un intoppo che ha spinto alcuni avvocati a chiedere una proroga sui venti giorni di legge per presentare le memorie difensive e chiedere l’interrogatorio.
Insomma ad occhio e croce bisognerà attendere fine luglio prima che possa iniziare il balletto degli interrogatori. Senza dimenticare poi la sospensione estiva che farà slittare l’attività a settembre.
Nel frattempo però qualcuno degli 86 indagati potrebbe farsi interrogare dai pubblici ministeri per chiarire le loro posizioni e l’intenzione di Granero e Paolucci sarebbe proprio quella di poter interrogare almeno qualcuno dei personaggi di spicco della vicenda.......
Insomma non sembra esserci troppa fretta di arrivare a conclusione, ma la complessità dell’argomento non consente rilassamenti.Leggi l'articolo integrale

18 giugno 2015

Tirreno Power ,la Procura chiude le indagini sulla centrale TirrenoPower

               Immagini tratte dai quotidiani oggi in edicola .
Da pag 9 de" Il Secolo XIX "nazionale .
 da pag 17 Savona e Provincia 

Immagine tratta da La Stampa  
a pag 17   sul quotidiano nazionale 

 Stralcio dalla prima pagina di Savona e provincia 

Leggi anche on line 
Vado Ligure, chiuse le indagini sulla Tirreno Power: gli indagati ...          Il Secolo XIX-
Savona - Sono 86, le persone indagate nell'inchiesta sulla centraleTirreno Power di Vado Ligure: oggi, dopo oltre un anno di accertamenti, ...
Tirreno Power, la procura annuncia la fine delle indagini: 86 gli ...        SavonaNews                  

Conclusa con 86 indagati l'indagine sulla centrale Tirreno Power di ...             La Stampa





  1. Tirreno Power, inchiesta chiusa: 86 indagati, dall'omicidio ...

    www.ivg.it/.../tirreno-power-inchiesta-chiusa-86-indagati-dallomicidio-c...





  1. Tirreno Power: centrale Vado, inchiesta chiusa 86 indagati

    www.ilmessaggero.it/flashnews.php?file=2015-06-17_1171291078...

  2. www.rsvn.it/tirreno-power-indagini-chiuse.lits2c58655.htm


15 giugno 2015

Tirreno Power, procura verso la chiusura delle indagini.

Tratto da Savona News
Tirreno Power, procura verso la chiusura delle indagini. Granero: "Pronti nei tempi tecnici necessari”.

Ad oltre un anno dal sequestro della centrale e dall’avvio delle indagini, potrebbe essere presto notificato il 415 bis, l’avviso di fine indagini agli indagati coinvolti nell’inchiesta
La magistratura savonese è pronta ad annunciare la fine delle indagini sulla vicenda Tirreno Power. E’ prossima la chiusura dell’inchiesta per disastro ambientale ed omicidio colposo che vede iscritte nel registro degli indagati 46 persone, tra tecnici e amministratori.
Ad oltre un anno dal sequestro della centrale e dall’avvio delle indagini,potrebbe essere presto notificato il 415 bis, l’avviso di fine indagini agli indagati coinvolti nell’inchiesta. L’indiscrezione trapela dal sesto piano del palazzo di Giustizia, dove il procuratore capo Francantonio Granero specifica che la chiusura delle indagini avverrà nei “tempi tecnici strettamente necessari”.
Tra gli indagati che potrebbero presto ricevere l’avviso di fine indagini gli ex vertici aziendali, tra i quali Giovanni Gosio, Pasquale D’Elia, Massimiliano Salvi, dirigenti e amministratori regionali come l’ex presidente della Regione Claudio Burlando con gli ex assessori Renzo Guccinelli e Claudio Montaldo, la dottoressa Gabriella Minervini, responsabile del Dipartimento Ambiente della Regione, i sindaci di Vado Ligure, Monica Giuliano e di Quiliano, Alberto Ferrando.
Secondo la procura, i funzionari regionali responsabili dei procedimenti di Aia e gli amministratori regionali che hanno partecipato alle delibere con cui la Regione ha dato il suo ok a far operare i gruppi a carbone prima e dopo il 2012, "avrebbero permesso di inquinare e provocare danni alla salute e all'ambiente".
La svolta sull’inchiesta è oramai alle porte. Una volta concluse le indagini però, il procuratore capo non potrà seguire il processo in quanto prossimo alla pensione (entro fine estate), e lo stesso per il sostituto Chiara Maria Paolucci  che sarà trasferito a Roma. Il processo passerà quindi ai magistrati Vincenzo Carusi e Daniela Pischetola.

24 febbraio 2015

1) Torino. smaltimento delle ceneri della Tirreno Power , INDAGINI IN CORSO. 2)Tirreno Power, ha perso 384,4 milioni di euro tra l'inizio del 2013 e il 31 ottobre 2014.

TRATTO DA LA VOCE

TORINO. SMALTIMENTO DELLE CENERI DELLA TIRRENO POWER, INDAGINI IN CORSO


Saranno trasferiti alla procura di Torino gli atti riguardanti l’inchiesta sullo smaltimento delle ceneri della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure. Lo ha disposto il gup Roberta Bossi di Genova che ha deciso sull’eccezione di incompetenza territoriale che era stata sollevata nel dicembre scorso dai difensori di sette persone e di tre società. L’accusa contestata dalla Dda di Genova è quella, a vario titolo, di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e sversamento delle ceneri. Alle tre società è contestato solo l’illecito amministrativo. Secondo il gup la competenza è della Procura di Torino in quanto le ipotesi di reato si sarebbero consumate in provincia di Cuneo dove le ceneri provenienti dalla centrale di Vado Ligure sarebbero state interrate. 

               ____________________

Tratto da Ansa 

Tirreno Power, rosso 384 mln 2013-2014

Persi 295 mln in 2013 e 88,5 mln nei primi dieci mesi del 2014
 © ANSA
(ANSA) - MILANO, 24 FEB - 
Tirreno Power, la società che possiede la centrale di Vado Ligure, ha perso 384,4 milioni di euro tra l'inizio del 2013 e il 31 ottobre 2014. 
Il rosso 2013 ammonta a 295,8 milioni, a cui si aggiungono 88,5 milioni di perdite nel conto economico al 31 ottobre 2014..... 

27 gennaio 2014

PANORAMA:I problemi di De Benedetti e di Tirreno Power

Tratto da Panorama

I problemi di De Benedetti e di Tirreno Power

La centrale, stretta tra debiti e indagini della procura, rischia l’amministrazione controllata....

di Stella Franceschi

Oltre 750 milioni di debiti. Tre top manager inquisiti per disastro colposo, tra cui il capo dell’impianto Pasquale D’Elia, su iniziativa dei pm di Savona Francantonio Granero e Maria Chiara Paolucci. Un azionista di controllo straniero, il colosso francese Gdf Suez, distante e preoccupato; un secondo socio a sua volta in crisi nera per i debiti, l’italiana Sorgenia, del gruppo Cir, che fa capo alla famiglia De Benedetti e agli austriaci della Verbund, in uscita dalla società. 
......E, secondo le voci che circolano da qualche giorno al ministero dello Sviluppo economico, sull’azienda si profila lo spettro dell’amministrazione controllata.
Nel frattempo l’azionista Sorgenia, assistita da Lazard, sta negoziando con le banche creditrici una ristrutturazione del suo monte debiti, ben 2,2 miliardi di euro complessivi......

 Qui l'articolo integrale

30 ottobre 2013

Tirreno Power: prosegue l’indagine per omicidio colposo e disastro ambientale....novità potrebbero arrivare a breve.


Tratto da IVG

Tirreno Power: prosegue l’indagine per omicidio colposo e disastro ambientale

Vado L. Mentre si è in attesa degli sviluppi nel primo filone di indagine della Procura di Savona sulla centrale Tirreno Power (si indaga contro ignoti per il reato di omicidio colposo plurimo), novità potrebbero arrivare a breve anche nell’ambito del secondo filone investigativo aperto dall’autorità giudiziaria savonese che riguarda eventuali ipotesi di inquinamento ambientale di aria e acqua: per la Procura sarebbe stato accertato il reato di disastro ambientale, dopo le nuove perizie depositate a Palazzo di Giustizia su qualità dell’aria e dati ambientali.
Su entrambi i fronti delle inchieste giudiziarie, comunque, ancora massimo riserbo da parte degli organi inquirenti che proseguono il lavoro di indagine attraverso un confronto quasi quotidiano con i consulenti tecnici ed il pool di esperti nominati per far luce su eventuali responsabilità o negligenze che hanno provocato l’aumento di malattie oncologiche e del tasso di mortalità nell’area di Vado e Quiliano, valutandone l’incidenza anche sotto il profilo temporale.
L’attività investigativa prosegue a ritmo serrato scandagliando i riscontri relativi alle analisi peritali a livello epidemiologico, su qualità dell’aria e possibile danno ambientale prodotto dalla centrale vadese. Dalla Procura, al momento, nessuna conferma sulla tempistica per la conclusione delle indagini.

 

27 ottobre 2013

Ilva di Taranto, caso di Leucemia arriva alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo


Tratto da Ecoblog

Ilva di Taranto, caso di Leucemia arriva alla Corte di Strasburgo.

 

Un caso legato all’inquinamento dell’Ilva di Taranto arriva alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, dato che la Corte, almeno in via preliminare, ha considerato valido il ricorso inoltrato dai familiari di Giuseppina Smaltini, donna deceduta a causa di una leucemia, secondo i parenti causata dall’inquinamento dello stabilimento siderurgico tarantino.


Il caso di Giuseppina Smaltini, deceduta a causa della leucemia lo scorso dicembre, approda quindi alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, sulla spinta dei familiari che ritengono l’insorgere della patologia e il conseguente decesso collegato alle emissioni inquinanti prodotte dall’Ilva di Taranto. In seguito alla ricezione del ricorso da parte di Strasburgo, giunge al Governo Italiano la richiesta di dimostrare di aver accertato che non vi sia una correlazione tra la morte di Giuseppina Smaltini e l’inquinamento prodotto dall’impresa siderurgica.
Se il ricorso è giunto fino in Europa, come è facile immaginare, i familiari della vittima non ritengono che le indagini svolte in Italia sia state effettuate correttamente e in maniera completa. Difatti la stessa Giuseppina Smaltini, dopo aver scoperto di soffrire di leucemia nel 2006, aveva sporto denuncia contro l’Ilva di Taranto, ma la procura aveva rigettato la sua istanza due volte.
Cosa accadrà adesso? In sostanza la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo andrà a controllare su quali dati si è basata la procura nel rigettare la denuncia di Giuseppina Smaltini, e quindi su quali dati ci si è basati per definire insufficienti le prove di una correlazione tra la malattia della donna e le emissioni inquinanti dell’Ilva di Taranto.
Va da sé che pur essendo un caso relativo a un singolo soggetto, l’importanza dell’indagine potrebbe divenire molto grande, nel caso la Corte di Strasburgo non dovesse concordare, alla fine, con il giudizio della procura tarantina. Un caso che varrà senza dubbio la pena di seguire, nel corso del tempo.

Leggi anche su Greenstyle

Ilva di Taranto, Ministero Ambiente: violati limiti impatto ambientale

L’Ilva di Taranto è ancora oltre i limiti ambientali richiesti. A stabilirlo l’ultima verifica da parte del Ministero dell’Ambiente, svoltasi tra il 10 e l’11 settembre, che diffida il colosso siderurgico per violazione dei termini stabiliti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

30 settembre 2013

Ministro Orlando: Tirreno Power, pronti a rivedere gli accordi


Tratto da Il Secolo XIX 

«Tirreno Power, pronti a rivedere gli accordi».



Roma - «Non chiudiamo gli occhi», anche se è una domenica bestiale. .....Andrea Orlando, ministro dell’Ambiente, in mattinata, partecipa a “Puliamo il mondo”, iniziativa di Legambiente. Nel pomeriggio torna al lavoro.
Si occupa anche della centrale Tirreno Power di Vado Ligure e del suo caso......
Non importa se sorge un dubbio: che peso hanno in queste ore le azioni di un ministro?
La risposta sta in quel che dice Orlando, intervistato dal Secolo XIX.

Ministro, cosa cambia per l’Aia (l’autorizzazione integrata ambientale) concessa alla centrale a carbone di Vado Ligure? Che cosa cambia dopo le prime rivelazioni sull’inchiesta aperta dalla Procura di Savona?
«L’inchiesta è un fatto autonomo. In base a quanto sta emergendo abbiamo già chiesto all’Osservatorio regionale di acquisire i dati dell’indagine epidemiologica consegnata ai magistrati dai consulenti incaricati».

L’Osservatorio è il braccio operativo del suo ministero sul territorio?
«Non esattamente, è stato previsto nell’ambito della autorizzazione della costruzione del gruppo a carbone».

Perché avete chiesto i dati di quell’indagine?
«Per valutare se al suo interno ci fossero degli elementi nuovi rispetto al passato. Elementi che potrebbero creare le condizioni per riaprire i controlli ambientali».

Ci sono?
«Leggiamola e vediamo, non lo possiamo escludere».

Si poteva fare prima?
«Le procedure e i parametri stabiliti sono sempre stati rispettati. Ora sorgono elementi nuovi, possiamo e dobbiamo verificarli. Se ci indicheranno che si dovrà intervenire rispetto all’attuale Aia (Autorizzazione integrata ambientale), il ministero interverrà».

Si è dovuta muovere la procura.
«Ripeto, l’inchiesta è un fatto autonomo. E se si renderà utile anche un ulteriore studio epidemiologico, mi attiverò con il ministero della Salute affinché venga finanziato».

Non è stato smentito dalla Procura che l’indagine epidemiologica riveli un deciso aumento nella mortalità tra la popolazione esposta e quella non esposta, in un raggio di emissione dei fumi che include anche la centrale di Vado Ligure. Si parla di mille morti in più.


«Non chiudiamo gli occhi e per quanto mi riguarda non li chiuderò fino all’ultimo giorno di lavoro al ministero. Però dobbiamo conoscere quei dati per capire se i parametri stabiliti dall’Aia devono diventare più restrittivi...........».

E se, leggendo l’indagine dei consulenti, quei mille morti in più fossero confermati?
«Sicuramente emergerebbe una luce nuova e drammatica. Vediamoli, e sulla base di queste ricerche, come viene indicato un rapporto di causa effetto tra l’impianto e le patologie richiamate. Questo elemento può aiutare a comprendere se queste patologie sono legate al funzionamento dell’impianto e in che misura a quello attuale».

I parametri stabiliti per la centrale di Civitavecchia risultano essere già più restrittivi.
«Difficile fare una comparazione, ma direi che siamo in linea».
Si potrebbe arrivare a una temporanea chiusura della centrale di Vado su iniziativa della Procura?
«Se la procura avesse ravvisato i presupposti, cioè quelli di un pericolo imminente, avrebbe gia richiesto provvedimenti in tal senso, lo dico ancor più conoscendo lo scrupolo e il rigore dei magistrati savonesi. Ripeto, conosciuto l’esito dell’indagine e gli elementi contenuti nella perizia si potranno assumere, ove necessario, ulteriori provvedimenti».

Stabilire cioè, che quei morti sono stati causati dalle emissioni della centrale e dai suoi fumi?
«Intanto verificare se i dati trapelati dicono effettivamente questo e poi, appunto, valutare l’eventuale correlazione tra l’anomalia dei dati rispetto alla media nazionale e come i ricercatori li riconducano all’attività dell’impianto. Un passaggio rispetto al quale sara importante anche conoscere la valutazione finale della procura e del giudice terzo»...........
Leggi tutto «Tirreno Power, pronti a rivedere gli accordi»

Tratto da Uomini Liberi 
Prima era quello del carbone superato...leggi.... ora invece è diventato quello  delle  procedure e dei parametri  sempre  rispettati...leggi

03 aprile 2013

Incidenza di tumori e anomalia bresciana . Il Pcb sotto accusa

Tratto da Il giornale di Brescia


Pcb Caffaro: la Procura indaga su ritardi e omissioni

Due inchieste penali. Un processo civile. Tanto lavoro. Nessun risultato. Almeno per ora.

Indipendentemente dagli esiti, il caso Pcb-Caffaro non è passato inosservato a Palazzo di Giustizia. Oggi, dodici anni dopo, resta una delle priorità assolute. La riprova? Domani i sostituti procuratori Claudio Pinto e Federico Bisceglia incontreranno a Roma funzionari del Ministero dell'Ambiente. Scopo? Capire cosa ha impedito sino ad oggi l'inizio della bonifica del sito di interesse nazionale.


La trasferta, programmata da tempo e non suggerita dal servizio andato in onda domenica su Raitre, è una delle attività fatte dalla Procura della Repubblica di Brescia nell'ambito della seconda inchiesta attivata sulla bomba ambientale che tiene in scacco un quarto della città e che è stata aperta nel 2010...
Nel fascicolo, aperto per verificare possibili omissioni nelle procedure amministrative finora rimaste lettera morta, ci sono finite consulenze tecniche, nuove testimonianze e da domani ci saranno pure le dichiarazioni dei funzionari del ministero responsabile unico, in funzione della caratterizzazione dell'area Caffaro quale sito di interesse nazionale, della sua bonifica......
Pierpaolo Prati
Vai all'articolo integrale


Incidenza di tumori e anomalia bresciana .

Il Pcb sotto accusa

Tratto da  Il Corriere della sera

La cancerogenicità dei Pcb è rilevata in studi internazionali, a differenza di quanto emerso dalle indagini bresciane

L'esperto L'intervista all'epidemiologo Paolo Ricci

Paolo Ricci
L'incidenza di alcuni tumori a Brescia è di gran lunga maggiore di quella riscontrata nel resto del Nord Italia. È la sintesi di uno studio inedito illustrato dal professor Paolo Ricci - epidemiologo dell'Asl di Mantova che segue il caso Caffaro da un decennio - due settimane fa in un convegno dell'Airtum (associazione italiana registri tumori) a Bolzano.  
Lo studio, frutto di una collaborazione con l'Istituto superiore di sanità parla (per il comune di Brescia) di un'incidenza maggiore del 49% per il tumore alla tiroide, del 20% per il linfoma non Hodgkin, del 58% per il tumore al fegato, del 26% per quello al seno. «Per tutte queste tipologie di tumori esiste una correlazione con l'esposizione al Pcb», sottolinea il professor Ricci. Parlando di tumore al fegato ad esempio, l'esposizione al Pcb è un fattore riconosciuto fin dagli anni Trenta, ha ricordato Philippe Grandjean, professore dell'università di Harvard, nell'intervista rilasciata a Riccardo Iacona.
......«La verità scientifica non è quella che emerge dagli studi locali ma da quelli internazionali - spiega al Corriere Ricci -.
 La stessa Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha recentemente inserito tutti i Pcb tra i peggiori cancerogeni, quelli di classe uno, alla stregua di amianto e benzene». 
 Il suo giudizio sui Pcb è inequivocabile: 
«La Iarc è arrivata a stabilire un'evidenza degli effetti biologici, dalla depressione del sistema immunitario alla competizione con i recettori endocrini, fino all'azione genotossica sul Dna, basandosi su evidenze epidemiologiche emerse in settanta lavori scientifici indipendenti».
Non mancano forti critiche alle istituzioni sanitarie locali: «Proseguire nel minimizzare il problema è antipatico e fuorviante .
 Le istituzioni sanitarie dovrebbero ragionare sul da farsi: va monitorata la catena alimentare visto che - come dimostrato dal servizio di Presa Diretta - ci sono ancora mucche che pascolano nei campi contaminati e va fatta una seria opera di prevenzione sui residenti». .........L'articolo integrale su Il Corriere della sera

 Leggi su Bresciaoggi

La Rete :«Siamo solo morti che camminano»

13 marzo 2013

L'Ilva di Taranto non rispetta l'Aia. La denuncia dell'ARPA / Ilva di Taranto: rapporti sospetti tra azienda e Regione......

 Tratto da Greenbiz.it

L'Ilva di Taranto non rispetta l'Aia. La denuncia dell'ARPA 

Anna Tita Gallo

ilvaarpa 450x300L'ILVA di Taranto non rispetta l'AIA. In molti lo sospettavano ma ora a sostenerlo è una fonte impossibile da ignorare: secondo l’Arpa l’Ilva non sta affatto rispettando quanto prescritto dalla nuova Aia rilasciata ad ottobre.

LA COMUNICAZIONE DI REATO - Non si tratta soltanto di supposizioni o voci di corridoio. L’Aia firmata dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini il 26 ottobre 2012 non è al momento rispettata e questa dichiarazione è contenuta in un documento ufficiale che l’Arpa ha inviato come comunicazione di reato – lo riferisce la Gazzetta del Mezzogiorno – alla Procura il mese scorso. Le firme sono quelle di Giorgio Assennato, Massimo Blonda e Simona Sasso, rispettivamente direttore generale, direttore scientifico e funzionario di Arpa Puglia.

IL LAVORO DEI MAGISTRATI – Il documento dell’Arpa è stato depositato presso il tribunale d’appello, che dovrà ora pronunciarsi sui ricorsi presentati .....
 Leggi l'articolo integrale


  Tratto da Greenbiz.it

Ilva di Taranto: rapporti sospetti tra azienda e Regione, nuovi interrogatori della GdF

  • Anna Tita Gallo
ilvata 450x300Il rapporto tra Ilva e Regione Puglia è diventato da tempo oggetto di indagini. La Guardia di Finanza ha ascoltato come persona informata sui fatti Antonello Antonicelli, dirigente dell'assessorato all'Ambiente
 L’obiettivo è accertare eventuali trattamenti di favore concessi all’azienda, che le avrebbero permesso di non rispettare vari accordi di programma con la tacita approvazione delle istituzioni. 

I SOSPETTI – Tutte le indagini sono volte ad accertare se per favorire l’azienda siano stati compiuti, anno dopo anno, illeciti – sotto forma di favori particolari - come l’omissione di controlli ad hoc che avrebbero potuto fornire dati sul rispetto degli accordi presi dall’azienda stessa con la Regione. In particolare, si parla delle misure anti inquinamento, per le quali l’Ilva avrebbe goduto della “manica larga” dei funzionari della Regione e avrebbe potuto quindi temporeggiare per adeguarsi e rimediare. Tutti sospetti, che alimentano un fuoco già caldo.

LE INDAGINICome riferisce La Repubblica, l’inchiesta è stata denominata “Ambiente svenduto” e le ultime mosse, compreso l’interrogatorio di Antonicelli, si inseriscono su questa strada. Per la cronaca, il dirigente difende le azioni dell’assessorato a spada tratta. Il sospetto ricade comunque su funzionari e amministratori pubblici, rei di aver decisamente favorito l’Ilva, permettendole di non rispettare alla lettera quanto previsto dagli accordi di programma, basti pensare alla situazione inquinamento ormai divenuta ingestibile, sempre più fuori controllo. 

I FAVORI ALL’ILVA – Inutile dire che gli interventi da parte dell’azienda sui propri impianti avrebbero dovuto essere imposti con maggiore rigidità, il che spinge gli inquirenti a pensare che nel corso di vertici e incontri sia andata in atto la volontà di non entrare a gamba tesa sul gigante della siderurgia. Leggi l'articolo integrale