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15 febbraio 2017

Savona - La vicenda Tirreno Power e i colloqui " raccapriccianti " dei Dirigenti ministeriali nelle intercettazioni

Immagine tratta da Il Secolo XIX di domenica 12 Febbraio .

Savona - La vicenda Tirreno Power e i colloqui " raccapriccianti " dei Dirigenti ministeriali nelle intercettazioni riprese dal Tribunale di Roma

Leggi anche su Ninin 

Tirreno Power: le pietre del Giudice

Incuria, incapacità, arroganza, superficialità : l'accusa morale del Gip di Roma ha il valore e la forza di verità troppo a lungo taciute. ...... Il decreto è di archiviazione, ma la condanna morale è senz'appello  Leggi tutto 

31 marzo 2016

31 MARZO 2016 Estrazioni petrolio la ministra Guidi intercettata .... 15LUGLIO 2015: "Tirreno Power, guai per il ministro Federica Guidi: quell'incontro con Paola Severino"....

Oggi 31 marzo 2016 .....

Oggi 31 Marzo 2016 , scopriamo  un interessante collegamento fra il Ministro dello Sviluppo Federica Guidi,il suo fidanzato Gianluca Gemelli e il petrolio.

                 Il ministro si e' dimesso.

Continua a leggere su Dorsogna


SUCCEDEVA INVECE NEL LUGLIO 2015

Federica Guidi

Rassegna Stampa
TRATTO DA LIBERO QUOTIDIANO
L'INCHIESTA-BOMBA 
Tirreno Power, guai per il ministro Federica Guidi: quell'incontro con Paola Severino

Scandalo Tirreno Power. Il governo Renzi avrebbe favorito una leggina ad hoc pur i salvare la centrale di Sorgenia. Un caso-terremoto sul quale alza il velo La Stampa, che pubblica alcune intercettazioni della procura di Savona. Nei guai il sottosegretario Massimo De Vincenti, ma anche il ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi. Nel dettaglio, la titolare del dicastero, come emergerebbe da alcune intercettazioni ambientali avrebbe incontrato l'avvocato Paola Severino, difensore di Tirreno Power. Una circostanza sospetta: leggi l'approfondimento.

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Tratto da Il Fatto Quotidiano

Ilva, Enel, Tirreno Power: i pm aprono inchieste, la politica bastona chi indaga

Ambiente & Veleni

Il ministro Guidi ammonisce ancora i giudici: "Attenti alle conseguenze delle vostre azioni". Tre giorni prima il suo nome era comparso nelle carte dell'indagine sulla centrale di Savona insieme al suo vice De Vincenti, ......... 

“La magistratura valuti il peso delle decisioni che prende”. Lo dice Federica Guidi, ammonendo i giudici a non spegnere l’Altoforno 2 dell’Ilva, che “condannerebbe lo stabilimento alla chiusura”. Un intervento che viene proprio da quel ministro che, pur non essendo indagato, è comparso negli atti dell’inchiesta di Savona sulla centrale a carbone di Vado Ligure che, con i suoi fumi, secondo l’accusa avrebbe provocato la morte di 440 persone. Niente di penalmente rilevante, ma più d’uno ha storto il naso leggendo degli incontri al ministero tra la Guidi e l’ex ministro Paola Severino, oggi avvocato degli imputati di Tirreno Power.
Di più. Le annotazioni dei Noe che hanno condotto l’inchiesta contengono passaggi importanti su Claudio De Vincenti, l’allora vice-ministro di Guidi e poi promosso da Matteo Renzi sottosegretario alla presidenza del Consiglio ........
Nessuna spiegazione su questi episodi è arrivata da Guidi o De Vincenti. Eppure, dopo una manciata di giorni, il ministro dello Sviluppo Economico torna ad ammonire i magistrati  ....
Continua a leggere qui
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Da Il Fatto Quotidiano del 15 luglio 2015

Tirreno Power, “dobbiamo scrivere una porcata”. E il sottosegretario De Vincenti “suggerì come eludere le leggi”
Nelle intercettazioni del Noe compaiono dirigenti del ministero dell'Ambiente e viene citato il nome dell'ex vice ministro allo Sviluppo. Per discutere dei dettagli ci sarebbe stato un incontro tra la titolare del dicastero del Mise Federica Guidi e l'avvocato Paola Severino
.........De Vincenti, secondo gli investigatori, avrebbe ipotizzato di chiedere al Csm un’azione disciplinare contro il pm Francantonio Granero. Un lavoro corposissimo quello della Procura di Savona e dei Noe: 800mila pagine...
Continua a leggere su  Il Fatto Quotidiano 

02 agosto 2015

Intercettazioni sull'inchiesta della centrale a carbone di Vado Ligure: Mozione alla camera del M5S del 30 luglio 2015 .


XVII LEGISLATURA
Allegato B

Seduta di Giovedì 30 luglio 2015

ATTI DI INDIRIZZO
Mozioni:
  

La Camera, 
   premesso che:
da notizie di stampa si apprende che dalle intercettazioni sull'inchiesta della centrale a carbone di Vado ligure viene citato nella carte dei Noe dei carabinieri numerose volte il nome del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti;
    riguardo a De Vincenti – non indagato – gli investigatori dicono: «Le registrazioni dimostrano come la pubblica amministrazione con particolare riferimento all'allora viceministro dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti, si adoperi per suggerire la strada a Tirreno Power per aggirare la prescrizione che impone la copertura del carbone»; 
    De Vincenti, secondo gli investigatori, avrebbe ipotizzato di chiedere al Csm un'azione disciplinare contro il pm Francantonio Granero. Un lavoro corposissimo quello della procura di Savona e dei Noe: 800 mila pagine. Le frasi dei dirigenti dei ministeri sono rivelatrici: «Se si volesse fare una cosa pulita», «Questa pulita non potrà mai essere, meno sporca...»;
    ancora: «Abbiamo una porcata da fare in trenta minuti, scritta da loro, dallo sviluppo economico «Mi sputerei in faccia da solo». Fino a un riferimento forse all'Ilva: «Stiamo scrivendo un'altra norma porcata... c'ho un conato». Dal rapporto del Noe emergerebbero gli appoggi della società Tirreno Power; fino a pochi anni fa controllata da Sorgenia, che faceva capo al gruppo De Benedetti, ora è detenuta con quote paritetiche con la società ENGIE (ex Gdf Suez);
   sempre in un'altra conversazione tra Massimiliano Salvi (direttore di Tirreno Power) e due dirigenti del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare risulta: «La Severino (Paola, ex Ministro della giustizia, oggi avvocato di Tirreno Power, ndr) mi dice... in questo Paese i governatori possono fare quello che vogliono... pure De Vincenti ieri mi dice... ma non si può fare un esposto al Csm ? Non si può fare aprire un'indagine al ministero della giustizia...», dice Salvi. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Renzi, che si occupava di una centrale responsabile – per i pm – della morte di centinaia di persone, di fatto ipotizza con i dirigenti di perseguire i magistrati;
    risulta anche una riunione organizzata dal viceministro Claudio De Vincenti per mostrare uno studio dell'Istituto superiore della sanità che «invalida» la perizia dei pm. Quella che parla di 440 morti per la centrale di Vado. Governatori, sindaci, sindacati, perfino vescovi. I manager Sorgenia e Tirreno Power le provano tutte. Ma il loro «asso nella manica», secondo i pubblici ministeri, è De Vincenti;
    i magistrati savonesi avevano chiesto di registrare i suoi colloqui: «In un ristorante di Roma verrà organizzato un incontro tra i vertici Cir-Sorgenia Andrea Mangoni, Francesco Claudio Dini e De Vincenti...» si richiede la registrazione del «colloquio che lascia ben presupporre l'organizzazione di attività corruttiva». Ma il Gip boccia la richiesta. ...
    il passaggio più scomodo è: «Claudio De Vincenti ha fissato una riunione con il ministero della salute e quello dell'ambiente... per fare in modo, insomma, il ministero della salute dica che c’è questo studio dell'Istituto Superiore della Sanità che... diciamo così... fortemente critico verso le perizie e le invalida... e che a quel punto auspicabilmente il ministero dell'ambiente ne tenga conto»;.....
    
  dai fatti su descritti si evince chiaramente, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, un coinvolgimento e una responsabilità seppur non sia indagato, da parte del sottosegretario De Vincenti nell'inchiesta della centrale a carbone di Vado ligure prima di assumere le funzioni, i Sottosegretari di Stato prestano giuramento nelle mani del Presidente del Consiglio dei ministri con la seguente formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione»; 
    il rapporto fiduciario tra Camere e Governo non può non riflettersi anche sul rapporto con i Sottosegretari di Stato, in considerazione del loro ruolo di indirizzo, di supporto e di supplenza dell'attività di Governo nelle sedi parlamentari,
impegna il Governo

ad avviare immediatamente le procedure di revoca – su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri – della nomina a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri di Claudio De Vincenti.
(1-00964) «BusinaroloDa VillaBattelliCrippaSimone ValenteManteroVallascasFantinatiDella Valle».

Su Camera.it la mozione integrale

16 luglio 2015

1) WWF:Il carbone inquina anche la vita pubblica. 2) Su TG 1 : L'inchiesta di Savona sulla centrale elettrica della Tirreno Power a Vado Ligure.

Tratto da WWF

Il carbone inquina anche la vita pubblica.


Il WWF chiede che siano accertate tutte le responsabilità di componenti del Governo, della Regione Liguria e funzionari che, a vario titolo, invece di combattere abusi e violazioni, hanno cercato di architettare provvedimenti per eludere le normative: è successo anche con altri provvedimenti recenti –decreto Ilva- e così facendo, si creano indebiti e illegittimi vantaggi per le grandi aziende proprietarie di impianti industriali che conducono attività lesive per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
                                     
“E’ bene che tutte le persone coinvolte chiariscano bene e pubblicamente il proprio ruolo nella vicenda e gli atti compiuti, oppure, se non sono in grado di garantire un comportamento che metta l’interesse dei beni primari al primo posto, rassegnino le dimissioni -dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF- .

Il 22 giugno il Presidente del Consiglio ha detto che il nemico oggi è il carbone: oggi ci viene confermato che inquina non solo il clima, la salute e l’ambiente, ma anche la vita pubblica. Sarebbe ora di chiudere definitivamente tutte le centrali a carbone e avere il coraggio di proporre e perseguire un nuovo modello energetico, che offra prospettive anche occupazionali ben più ampie e durature; invece si cercano di continuo scappatoie per protrarre la vita di centrali che già tanti danni hanno fatto e che, nel caso di Vado Ligure oggi ferma, non continuano a fare solo per l’intervento della Magistratura”.
  
Dalla lettura dei giornali, che pubblicano alcuni stralci delle intercettazioni della Magistratura inerenti le indagini sulla centrale termoelettrica di Vado Ligure sembra ci sia stata una vera e propria macchinazione per costruire una “norma ad hoc” per garantire un’interpretazione “più favorevole a Tirreno Power”.

Si tratta di accuse gravissime che stanno coinvolgendo i più alti livelli politici.


Nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Genova si citano spesso due membri del governo: il primo è Massimo De Vincenti (Pd), ex viceministro allo Sviluppo economico e oggi sottosegretario alla  presidenza del Consiglio. Il secondo è il suo ex superiore, Federica Guidi, nel cui ufficio si sarebbe svolto un incontro con l’ex Guardasigilli Paola Severino, avvocato difensore di Tirreno Power. Nelle intercettazioni telefoniche figurano anche importanti dirigenti del Ministero dell’Ambiente responsabili proprio dell’ufficio preposto al rilascio delle autorizzazioni ambientali, e lo stesso Ministro Galletti verrebbe tirato in ballo da altri, così come l’amministrazione della Regione Liguria e l’ex Governatore Burlando.
 
Il decreto –definito dagli stessi funzionari pubblici “una porcata”- sarebbe dovuto servire ad aggirare le prescrizioni ambientali imposte a Tirreno Power, l’azienda proprietaria della centrale a carbone di Vado Ligure, a seguito delle indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona sugli impatti sanitari ed ambientali verificati e il conseguente decreto di sequestro dei due gruppi a carbone da parte del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Savona in data 11 marzo 2014.
 
Ricordiamo inoltre che proprio nell’atto di sequestro la Procura di Savona si è espressa con fermezza riguardo l’impatto epidemiologico della centrale Tirreno Power, dichiarando che “tra il 2005 e il 2012 quattrocento persone decedute per malattie respiratorie e cardiovascolari, tra i 1700 e i 2000 adulti ricoverati, 450 bambini ospedalizzati per patologie respiratorie e per attacchi d’asma”. 
 
Nella relazione su “Inquinamento e salute in Provincia di Savona” del 2010, l’Ordine dei Medici provinciale già aveva evidenziato come le emissioni della centrale a carbone avessero pesanti impatti sulla salute proprio a causa della pericolosità degli inquinanti emessi.  Peraltro le centrali elettriche a carbone emettono quasi il 90% di tutto il mercurio che viene emesso annualmente in Liguria (Piano Regionale della qualità dell’aria 2006).

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Tratto da TG1 online
INTERCETTATO IL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI  Servizio andato in onda il: 15/07/2015 al Tg 1 delle ore 20

L'inchiesta di Savona sulla centrale elettrica della Tirreno Power a Vado Ligure. Nelle intercettazioni spunta il nome del sottosegretario De Vincenti. Avrebbe suggerito il modo di aggirare i divieti. Guarda il video qui

17 agosto 2012

Ilva:Controlli pilotati, tredici indagati «Le istituzioni erano compiacenti»

 Leggi su Corriere della Sera

Controlli pilotati, tredici indagati
«Le istituzioni erano compiacenti»

 

Le intercettazioni: «L'ispezione? Ci sarà un tecnico gradito»


TARANTO - Politici e funzionari pubblici. Tredici in tutto. Indagati, a diverso titolo, per corruzione in atti giudiziari e concussione. L'inchiesta sul caso della presunta mazzetta data al consulente tecnico della procura Lorenzo Liberti per «addomesticare» le perizie sull'Ilva, si allarga e prende quota. Entra nelle stanze della politica, locale e non. E si annuncia rumorosa. 
 Un'altra valanga, giura chi ne conosce i contenuti, sull'amministrazione pubblica pugliese.
 

Tutto parte dalle indagini sul gruppo siderurgico più grande d'Europa, l'Ilva. Dove i controlli, i controllati e i controllori coincidevano, dicono le carte dell'inchiesta, con un nome soltanto, Girolamo Archinà, consulente e uomo delle pubbliche relazioni dello stabilimento che il presidente Bruno Ferrante ha licenziato in tronco una settimana fa. Lo stesso della frase ormai famosa: «Io ho sempre sostenuto che bisogna pagare la stampa per tagliargli la lingua! Cioè pagare la stampa per non parlare!».
Ma la stampa pare non fosse l'unica preoccupazione di Archinà. Lo erano anche le rilevazioni dei tecnici ambientali, per esempio. Che stando alle accuse della Guardia di Finanza Archinà avrebbe pilotato in più occasioni.


Dice l'informativa dei finanzieri: «È evidente che l'Archinà, grazie alle sue conoscenze, riesce a perturbare l'operato degli enti pubblici riuscendo talvolta anche a pilotare i sopralluoghi e le verifiche presso Ilva». Viene riportata una telefonata del 7 luglio 2010 fra Archinà e Pierfrancesco Palmisano, funzionario che rappresenta la Regione Puglia nelle riunioni della Conferenza dei servizi (al ministero dell'Ambiente) per istruire la pratica per il rilascio dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale). 
 La Finanza scrive che «fra i due emerge un elevato grado di compiacenza». Archinà, per esempio, chiede a Palmisano chiarimenti su un fax appena ricevuto che riguarda un imminente sopralluogo nello stabilimento. «Palmisano - dice l'informativa - lo rassicura e gli spiega che il sopralluogo potrebbe farsi all'esterno». E gli dice anche un'altra cosa che tranquillizza Archinà «cioè il fatto che durante il controllo ci sarebbe stata una persona a lui gradita, l'ingegner Roberto Primerano».
 Agli atti c'è un'altra comunicazione fra Archinà e il dirigente Capogrosso che si preoccupa perché qualcuno sta andando ad eseguire sopralluoghi all'improvviso. Archinà lo rassicura: «Dandogli conferma - scrive la Finanza - di aver personalmente preso accordi con l'ingegner Antonello Antonicelli (dirigente regionale del settore ambiente ndr ). L'ingegnere gli ha assicurato che i funzionari del sopralluogo saranno portati negli uffici del secondo piano e verranno metaforicamente "legati alla sedia" senza poter fare nessuna attività ispettiva». Dice testualmente Archinà: «Vengono all'ufficio al secondo piano e legati qua...». E Capogrosso: «Di questo sei sicuro insomma». «Sicurissimo». Nella stessa telefonata si discute anche della possibilità di piazzare le centraline di controllo dentro l'Ilva: «Figuriamoci se facciamo mettere le centraline all'interno!» commenta sicuro Capogrosso con Archinà...........

«Come si può ben vedere - annotano gli investigatori - è costante e sistematico l'intervento dell'Archinà verso alcuni soggetti delle istituzioni, che a loro volta lo assecondano quasi sempre, finalizzato a ridimensionare sempre gli impatti che le azioni amministrative possano avere verso il siderurgico tarantino». Un lungo capitolo dell'informativa della Guardia di Finanza è dedicato al professor Giorgio Assennato  direttore generale dell'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente).......

04 agosto 2012

Le intercettazioni ........da brividi dell’Ilva di Taranto


 Tratto da Giornalettismo

Le intercettazioni da brividi dell’Ilva di Taranto

03/08/2012 - "Gli ispettori? Dobbiamo legargli il culo alla sedia" così dicevano i dirigenti




Le intercettazioni da brividi dell'Ilva di Taranto

Dobbiamo legargli il culo alla sedia’: e’ il contenuto di un’intercettazione telefonica prodotta dalla Procura nell’udienza del Riesame sui ricorsi presentati dall’Ilva.  
La frase sarebbe stata pronunciata da un dirigente dell’Ilva in una conversazione con altri dirigenti e farebbe riferimento all’arrivo in fabbrica di funzionari regionali che dovevano compiere un sopralluogo sugli impianti ritenuti a rischio ambientale.  

CONTATTI CON I TECNICI - Le intercettazioni sono contenute in un procedimento penale con l’ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari, di cui e’ titolare il pm della Procura di Taranto Remo Epifani e che e’ stato unificato a quello nei confronti dell’Ilva per disastro ambientale colposo e doloso dal quale e’ scaturito il sequestro degli impianti dell’area a caldo del Siderurgico. 
Dalle intercettazioni, secondo indiscrezioni, emergerebbero contatti con tecnici che dovevano preparare l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per conto del ministero dell’Ambiente, nonche’ un presunto episodio di corruzione del docente universitario ed ex preside del Politecnico di Taranto Lorenzo Liberti. 
Quest’ultimo episodio e’ indicato anche nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal gip Patrizia Todisco nei confronti di otto dirigenti ed ex dirigenti dell’Ilva......(Ansa)


Ilva, ecco le intercettazioni che provano la corruzione .Quel manager tesseva le trame.....

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