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15 maggio 2010

2010/05/16 Inquinamento e salute dei bambini. /Potocnik: «in Europa 350.000 morti l'anno a causa delle poveri sottili

Tratto da Villaggio Globale

Inquinamento e salute dei bambini. Cosa c'è da sapere, cosa c'è da fare

E'stato recentemente pubblicato il volume «Inquinamento e salute dei bambini. Cosa c'è da sapere, cosa c'è da fare»; i curatori del volume, Giacomo Toffol, Laura Todesco e Laura Reali sono pediatri di famiglia che fanno parte del gruppo di studio sull'ambiente dell'Associazione culturale Pediatri (Acp). Il gruppo di studio, denominato «Pediatri per un mondo possibile» (Pump) si è costituito in seno all'Associazione 5 anni fa, con l'obiettivo di diffondere le conoscenze scientifiche sulle correlazioni fra ambiente e salute del bambino in particolare tra i colleghi medici, e conseguentemente tra le famiglie dei loro piccoli pazienti.

Si tratta del primo libro uscito in Italia dedicato al rapporto tra inquinamento e salute dei bambini. Il volume tratta il tema dell'inquinamento in tutte le sue possibili declinazioni, da quello atmosferico a quello acustico, dagli studi sulle radiazioni alla questione degli Ogm, dall'inquinamento dell'acqua a quello del cibo, fornendo ai pediatri di famiglia, ai medici di medicina generale e agli specialisti un ricco ventaglio di informazioni scientifiche integrate con raccomandazioni pratiche.

Come spiega il sottotitolo, Cosa c'è da sapere, cosa c'è da fare, il libro non si limita a dare una presentazione teorica su queste tematiche per aumentare l'attenzione sul rapporto ambiente e salute. Ma offre anche suggerimenti pratici su come agire per evitare o ridurre l'esposizione agli inquinanti.

Ogni capitolo si compone infatti di tre parti. La prima, mediante l'uso di semplici scenari clinici, presenta le risposte ai quesiti che frequentemente vengono posti ai medici sui problemi sanitari legati all'inquinamento.

Segue una parte più approfondita, che presenta le più recenti evidenze scientifiche delle correlazioni tra inquinamento e salute, frutto dell'attento monitoraggio di numerose e selezionate riviste scientifiche, ed infine ancora una parte pratica, che descrive le principali misure che possono essere messe in atto per ridurre i rischi per la salute.

È indirizzato principalmente ai medici, ma è un libro utile anche agli amministratori locali che intervengono su questioni pubbliche che riguardano anche l'inquinamento dell'aria dal traffico o quello acustico delle scuole.

Il libro ha infatti lo scopo di rendere disponibili a tutti coloro che si occupano di bambini sia le conoscenze attuali sulle correlazioni tra inquinamento e salute infantile, sia le modalità più efficaci e documentate per prevenire e ridurre i rischi....

Poiché «la salute dei bambini è il principale indicatore della salute di una popolazione», come afferma nella prefazione al volume Roberto Romizi, Presidente dell' Associazione Medici per l'Ambiente (Isde Italia), la salvaguardia dell'ambiente in cui i bambini vivono diventa l'unica garanzia possibile di migliori condizioni di vita per tutti.

È possibile ridurre i rischi per la salute delle comunità attraverso strategie adattative locali, atte a limitare i cambiamenti ambientali. I medici e gli altri professionisti della salute hanno l'opportunità, le conoscenze e spesso il peso politico, per incrementare il sostegno necessario alle strategie adattative. Essi hanno pertanto un ruolo cruciale nel promuovere la comprensione dell'associazione tra degrado ambientale e rischi per la salute e nell'aumentare la consapevolezza di persone e istituzioni.

Possono ottenere tale risultato, facendo comunicazione, informazione, formazione,advocacy e partecipando direttamente alle azioni preventive da intraprendere.

La ricerca e la letteratura scientifica hanno dedicato relativamente poco spazio al problema delle patologie pediatriche ambiente-correlate, con conseguente scarsa consapevolezza dell'entità del problema fra i pediatri ed in generale i medici e gli operatori della salute. Aumentare la consapevolezza del singolo, promuovendo comportamenti personali corretti, può rappresentare il primo passo verso una maggiore coscienza collettiva e di conseguenza verso una maggiore pressione sulle istituzioni, per orientarle verso politiche a favore di uno sviluppo sostenibile...

Una volta che un medico, e ancor di più un pediatra, è informato e consapevole dell'effetto del degrado ambientale sulla salute dei bambini non può non impegnarsi in questo ambito.

(Fonte Arpat)

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Tratto da "La Nuova ecologia"

Potocnik: «in Europa 350.000 morti l'anno a causa delle poveri sottili

Secondo il commissario europeo all'Ambiente l'inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle particelle sottili

L'inquinamento atmosferico continua a causare "ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle particelle sottili", le PM10. Lo ha detto oggi a Bruxelles il commissario europeo all'Ambiente Janez Potoknik, nell'annunciare l'invio all'Italia del "l'ultimo avvertimento scritto" nella procedura di infrazione che la Commissione europea ha aperto lo scorso anno nei confronti all'Italia. Bruxelles e gli Stati membri hanno negli ultimi anni dichiarato guerra alle particelle sottili contenute principalmente nelle emissioni dell'industria, del traffico e degli impianti di riscaldamento domestico, in quanto possono causare asma, problemi cardiovascolari, tumore ai polmoni e, per l'appunto, morte prematura. L'infrazione, riguarda l'applicazione della direttiva Ue sulla qualità dell'aria che é entrata in vigore nel giugno 2008 e che autorizza gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del paese, una proroga di durata limitata per l'adeguamento alle norme in materia di PM10 in vigore nel 2005. L'Italia come altri Stati membri - spiega Bruxelles - "ha inviato richieste di proroga riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome". Bruxelles ha però "respinto gran parte delle richieste in quanto le zone non soddisfacevano tutte le condizioni previste dalla direttiva, in particolare la garanzia del rispetto dei valori limite Ue entro il termine della proroga". I valori limite per il PM10 impongono una concentrazione annuale di 40 microgrammi per m3 e una concentrazione giornaliera di 50 microgrammi per m3, che non può essere superata più di 35 volte per anno civile.La palla è ora nel campo dell'Italia. (Ansa)

21 dicembre 2009

2009/12/22 "Saline vicinissima alla temuta centrale a carbone/Aria pulita: un diritto per noi e per i nostri bambini

Tratto da http://www.reggiotv.it/news.php?id=12781
Saline vicinissima alla temuta centrale a carbone

Montebello Jonico (Reggio Calabria). Il ragionamento è dei più semplici: la comunità locale è contraria, il sindaco è contrario, la Provincia è contraria, la Regione è contraria… “quindi”, la centrale a carbone di Saline Joniche si farà!

Dopo il finto “passo indietro” del gruppo italo-elvetico Sei, il primo ‘squillo di tromba’ era giunto dalle colonne del maggior quotidiano italiano.

"Produrre più elettricità riducendo i gas nell’atmosfera: / le ultime tecnologie per ‘imprigionare’ l’anidride carbonica", titolava una settimana fa il “Corriere della sera”, non senza una certa euforia, circa la "sfida delle nuove centrali". Citando espressamente il caso-Saline come apripista “made-in-Italy” dello stoccaggio della CO2 in cavità sottomarine, quanto a centrali elettriche… sempre"se il progetto sarà approvato".

…Il punto è che questo scenario è ormai più di un’ipotesi.

Altro che Copenaghen e attenzione alle immissioni nocive!


Giusto nel giorno della Conferenza danese delle Nazioni unite sul cambiamento climatico, s’è tenuta a Roma la seduta plenaria della Commissione Via (Valutazione d’impatto ambientale) del Ministero dell’Ambiente: l’autorizzazione è stata rinviata al 20 gennaio perché – incredibile anche solo a sentirsi… - "mancava una carta protocollata"; ma l’ok è assolutamente nell’aria.

La centrale a “clean coal” da 1.320 megawatt è praticamente realtà, a dispetto delle indignate reazioni degli ecologisti e dell’immensa contraddizione, rispetto al protagonismo italiano in Danimarca, di cui è emblema Saline (peraltro preceduta da Vado Ligure, Fiume Santo e Porto Tolle, 3 progetti analoghi approvati “a raffica” nell’ultimo anno).
Mario MeliadòMario Meliadò

Lunedì 21 dicembre 2009

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_ Via libera al carbone a Fiumesanto. Disattesi gli impegni per ...
La Regione ha dato il via libera alla nuova centrale a carbone di Fiumesanto ... di una nuova sezione a carbone da 410 megawatt nella centrale termoelettrica".

La Regione ha dato il via libera alla nuova centrale a carbone di Fiume Santo che dovrebbe sostituire i gruppi 1 e 2 attualmente funzionanti con olio combustibile, particolarmente inquinante.

La Giunta ha espresso parere positivo sulla "autorizzazione unica del Ministero per lo sviluppo economico per la costruzione e l'esercizio di una nuova sezione a carbone da 410 megawatt nella centrale termoelettrica". La Giunta Cappellacci ha approvato giovedì scorso la delibera numero 54/29 che, però, non è ancora consultabile sul web della Regione, perché è presente solo il titolo. Quindi al momento non si sa se nella delibera c’è anche la clausola, a suo tempo inserita dalla Giunta Soru (gennaio 2007), con la quale la Regione acquisiva dall’Endesa, allora proprietaria della Centrale, la disponibilità ad usare il metano appena questo si fosse reso disponibile. Un passaggio delicato perché il gasdotto Galsi proprio nel 2014, dovrebbe essere operativo. Sarebbe paradossale che, per alimentare la Centrale, si utilizzasse ancora il carbone anziché il metano che proprio tra 4 anni, hanno giurato i vertici del Galsi, in un recente convegno a Cagliari, dovrebbe essere disponibile per la Sardegna.

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Tratto da http://www.saluteeuropa.it

APPELLO DEI PEDIATRI ACP PER UN MONDO POSSIBILE

Aria pulita: un diritto per noi e per i nostri bambini


Le nostre città sono inquinate. Di smog ci si ammala e si muore. I bambini sono i più esposti.
"Invitiamo i nostri politici, le istituzioni e i pediatri a realizzare al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell'aria, come indicato dal Piano d'azione per l'Europa sull'ambiente e la salute dei bambini e dall'Organizzazione mondiale della salute".
"È il momento di passare dalla presa d'atto alle azioni possibili"
21 dicembre 2009. Alla chiusura del vertice delle Nazioni Unite sul clima a Copenhagen, l'Associazione Culturale Pediatri (ACP) - con il suo gruppo di studio sull'inquinamento Pediatri per un mondo possibile - lancia un appello per chiedere a politici, istituzioni, operatori sanitari e pediatri di prendersi cura nei fatti dell'emergenza inquinamento dell'aria.

Le emissioni di gas serra e di inquinanti contribuiscono ai cambiamenti climatici e minano la salute del Pianeta e dei cittadini che lo abitano. C'è una chiara associazione fra l'esposizione ad alcuni inquinanti, tra cui le polveri fini (PM10), ed effetti sulla salute. Lo smog è causa di malattie respiratorie e cardiache, allergie, ricoveri e morti. I bambini sono i cittadini a più alto rischio: si stima che nella Regione OMS Europa, l'1% della mortalità infantile è attribuibile all'esposizione ad aria inquinata.

I problemi dei cambiamenti climatici e delle polveri fini richiedono risposte politiche su grande scala, ma anche azioni coordinate fra Comuni, Province e Regioni. Una politica di concrete riduzioni delle emissioni nelle città è urgente e necessaria. Ridurre la circolazione dei veicoli serve per ridurre il traffico, ma non basta a ridurre l'inquinamento. Devono essere realizzate al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell'aria, come indicato dal Piano d'azione per l'Europa sull'ambiente e la salute dei bambini (CEHAPE) e dall'Organizzazione mondiale della salute (OMS).

"Respirare aria pulita è un diritto fondamentale per la salute e il benessere di tutti noi e soprattutto per i più piccoli", dichiarano i Pediatri per un Mondo Possibile dell'ACP. "È il momento di passare dalla presa d'atto alle azioni possibili".

"Si discute molto sulla nuova Influenza, sulla efficacia e sicurezza dei vaccini e su altre aree di incertezza della medicina, ma ci si dimentica dell'inquinamento ambientale, nonostante numerosi studi scientifici dimostrino la relazione causale tra smog e malattie respiratorie nel bambino, malattie cardiovascolari e tumori del polmone nell'adulto", commenta Paolo Siani, Presidente dell'ACP, Direttore dell'UOC Pediatria dell'Ospedale "Cardarelli" di Napoli.

Malattie da smog e costi sanitari
Evidenze scientifiche stabiliscono una relazione causale tra inquinamento atmosferico da polveri sottili e decessi post-neonatali per disturbi respiratori, basso peso alla nascita, sviluppo e funzionalità polmonare, aumentata incidenza di malattie respiratorie e allergie nei bambini e negli adolescenti.

Lo studio MISA-1, condotto in 8 grandi città italiane, ha stimato che livelli di PM10 superiori a 30 µg/m3 nella fascia di età 0-15 anni provocherebbero 31.500 bronchiti e 29.700 attacchi d'asma per anno. Altri studi hanno quantificato anche i costi sanitari: per incrementi di 10 µg/m3 di PM10 ci sarebbe un aumento dell'1,7% dei ricoveri per asma e del 3,3% dell'uso di farmaci per asma. In molte delle nostre città la concentrazione delle polveri sottili PM10 e di altri inquinanti dell'aria, supera i valori guida indicati come più sicuri dall'OMS.

I pediatri dell'ACP esprimono tutta la loro preoccupazione per il persistere di condizioni di grave inquinamento ambientale, specie nelle aree industriali e nei grandi agglomerati urbani del nostro Paese come denunciato anche recentemente dal Codacon. "Invitiamo tutte le istituzioni deputate a garantire l'applicazione di tali norme, a non trascurare queste osservazioni e ad impegnarsi affinché questi limiti vengano rispettati".
L'impegno dell'ACP
L'ACP nel suo piccolo cerca di provvedere a migliorare il bagaglio culturale dei medici e dei cittadini sul rapporto tra ambiente e salute, impegnandosi in una difficile opera di informazione, ascolto e comunicazione nei confronti dei propri assistiti e delle loro famiglie. Dalla valutazione degli studi scientifici pubblicati fino ad oggi siamo convinti di trovarci di fronte a un passaggio cruciale e che dobbiamo imparare a "trattare meglio il nostro mondo", l'unico che abbiamo, anche con piccoli gesti quotidiani: usare l'automobile il meno possibile, specie per piccoli spostamenti; evitare di sostare col motore acceso; andare di più a piedi o in bicicletta; contribuire ad attivare "Pedibus", il progetto con cui i nostri bambini possono andare a scuola a piedi in modo autonomo.