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16 novembre 2022

COMUNICATO DI UNITI PER LA SALUTE del 15/11/2022

Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato

                                                      Quiliano, 15/11/2022

 

Nell’udienza di oggi del processo per disastro ambientale e sanitario  a carico di dirigenti e amministratori della centrale a carbone di Vado Ligure-Quiliano  sono stati ascoltati il dott. Gaetano Settimo  dell’ Istituto Superiore di Sanità e il dott Mariano Grillo già direttore generale del Ministero dell’Ambiente.

Ci paiono significative alcune affermazioni dei testi nell’esame condotto dall’avvocato Ceruti di parte Civile

il dott Settimo ha riferito che lo SME collocato sul condotto orizzontale non dà garanzia di corretta misurazione delle polveri, inoltre per quanto riguarda la sua esperienza non sono mai stati validati sistemi di monitoraggio delle emissioni sui condotti orizzontali delle centrali termoelettriche .

Il dott Grillo ha confermato che l’AIA del 2012 venne rilasciata sul presupposto che venisse realizzato il nuovo gruppo con caldaia ultrasupercritica Vl6. Nel momento in cui l’azienda ha comunicato  di non volerlo più realizzare, hanno deciso di ordinare la sospensione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) perché non era più in linea con l’assetto impiantistico che era stato autorizzato sulla base di quel preciso presupposto che riguardava appunto il VL6. Ricordiamo che nel 2014 il GIP di Savona nel documento di sequestro dei gruppi a carbone  aveva scritto riguardo al provvedimento di AIA  estremamente vantaggioso e frutto di un sostanziale compromesso in vista della costruzione di un nuovo gruppo a carbone che si presenta come meramente ipotetica, priva di qualsivoglia garanzia da parte del gestore ed altresì ancora lontana dal verificarsi, non essendo stata ancora presentata neppure la relativa dichiarazione di inizio lavori (in sostanza, sembra essersi trattato del tipico “specchietto per le allodole”),

Il dott Grillo non ha smentito poi quanto già riferito nell’ udienza del 16.02.2021   dal dott  Lo Presti (Dirigente del Ministero Ambiente) in relazione alla bocciatura da parte del Ministero della richiesta dell’azienda di modifica del tenore di zolfo nell’olio combustibile (in pratica aveva richiesto di utilizzare un olio con percentuale di zolfo superiore a quanto  stabilito nelle prescrizioni AIA) . Non ha pertanto smentito le parole del dott. Lo Presti dalle quali si evinceva che l’azienda non erastata autorizzata all’utilizzo di olio combustibile denso richiesto dichiarando in aula :  “ la modifica non sostanziale viene proposta dal gestore, che trascorsi i sessanta giorni senza che ci sia la risposta può dare inizio alle relative opere, però può dare inizio a suo rischio e pericolo,” alla domanda se possa dare inizio all’esercizio la risposta fu negativa “Assolutamente no. Può solo iniziare le opere, non può esercitare in difformità finché non è autorizzato.” E quindi alla domanda se nel caso di specie potesse usare l’olio combustibile denso la risposta fu ancora un no.


27 settembre 2022

Comunicato 27 settembre 2022 : Perché l’azienda non ha ridotto almeno le emissioni di SO2 negli anni precedenti?

                                    Uniti Per La Salute ODV

                                 Associazione di Volontariato

Quiliano, 27/09/2022

 

Perché l’azienda non ha ridotto almeno le emissioni di SO2 negli anni precedenti?

 

Prosegue presso il Tribunale di Savona, il processo a carico di dirigenti e amministratori della centrale a carbone di Vado Ligure-Quiliano.

I vari e numerosi consulenti delle difese continuano da molte udienze la illustrazione delle loro teorie che consistono sostanzialmente in una serie di critiche all’operato degli Organi Inquirenti:oggi è stata la volta dell’ingSolisio con una lunga esposizione della sua consulenza.

Non ci stupiamo più di tanto di questa continua insistenza sulle(presunte) manchevolezze nellostrumento di accusa, del resto le imputazioni di disastro ambientale e sanitario sono oltremodo pesanti ed è naturale che vengano usate tutte le metodiche e strategie finalizzate al tentativo di ridimensionarle.

Ci è parso efficace e ben argomentato il controesame del Pubblico Ministero e del legale di parte civile avvocato Casellato che hanno fatto emergere le diverse contraddizioni e sottovalutazioni in cui è incorso il consulente della difesa.

Quest'ultimo legale tra l’altro ha letto alcuni passi delle intercettazioni (trascritte dal perito incaricato dal tribunale) nelle quali l’ex capo centrale ing. D’Elia fa considerazioni molto esplicite sul contenuto di zolfo nei carboni, che giungono ad esiti totalmente opposti rispetto a quelli inizialmente illustrati in aula dall'ingSolisio il quale, in sede di esame, aveva tentato di smentire la tesi espressa dal consulente della Procura dott. Scarselli che soltanto successivamente all'avvio delle indagini, Tirreno Power si era decisa all'acquisto del carbone a minor tenore di zolfo per ridurre le emissioni di SO2.

Così in particolare è stata data lettura in aula dell'intercettazione dell'1/5/2014, eseguita poco dopo il sequestro degli impianti, in cui il D'Elia riferiva in termini chiarissimi ed inequivocabili che originariamente gli veniva fornito il carbone con elevato contenuto di zolfo e successivamente invece "siccome è successo tutto questo gran casino, comprano il carbone a basso contenuto di zolfo".

Alla successiva precisa domanda se concordasse con l’ing. d’Elia che il rifornimento con un carbone a basso contenuto di zolfo avrebbe potuto abbattere di gran lunga le emissioni di SO2 se fosse stato adottato prima, il consulente della difesa degli imputati ing. Solisio non ha potuto che rispondere affermativamente.

Ci pare dunque estremamente importante che lo stesso consulente della difesa concordi su questa circostanza che a noi pare fondamentale.

A questo punto ci domandiamo: se l’azienda avesse assunto questa semplice scelta imprenditoriale (senza modificare la struttura dell'impianto), quante tonnellate di anidride solforosa in meno sarebbero state immesse nell’aria di questo territorio in tutti gli anni precedenti? con quali effetti sulla salute delle persone residenti?

19 luglio 2022

Comunicato 19 luglio 2022

                                 Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato

Quiliano, 19/07/2022

Stiamo seguendo con molta attenzione, presso il tribunale di Savona, il processo per disastro ambientale e sanitario a carico di dirigenti e amministratori della centrale a carbone di Vado Ligure. Ne sottolineiamo ancora una volta l’importanza per tutti gli abitanti di questo territorio soprattutto per la gravità delle imputazioni di disastro ambientale e sanitario e perché ha come riferimento una vasta parte del territorio savonese.


Continua la sequenza dei numerosi consulenti delle difese: oggi è stata la volta di Stefania Chiaruttini, dottore commercialista, che, nella sua esposizione si è dilungata a specificare nel dettaglio la documentazione relativa alle spese sostenute dalla azienda per manutenzioni e miglioramenti relativi alle prestazioni ambientali degli impianti.

A domanda del PM ha fatto tutto un elenco di operazioni dal 2002 in poi affermando che per lei questi sono piani industriali. Dopo che il PM le ha fatto presente che nel comitato di gestione del 2013 si dice espressamente che la società non si era mai dotata di un piano industrialela consulente ha forse un po' rivisto le sue posizioni affermando che per lei, anche gli altri cui ha fatto riferimento sono piani industriali, e che tuttavia guardando i crismi e le forme il vero e proprio piano è quello del 2013.

A domanda dell’avvocato di parte civile Casellato ha ammesso inoltre di non aver parlato.con il consulente Cottica del capo d’imputazione; capo di imputazione che nella scorsa udienza lo stesso Cottica aveva affermato di non avere nemmeno letto. Ricordiamo che la consulenza della dott.Chiaruttini si fonda sulle valutazioni del Dott. Cottica, Ci si è fatti supportare per l’individuazione di tutti gli oneri  sostenuti da Tirreno Power in relazione ai temi di carattere ambientale dal Prof. Danilo Cottica” quindi di un consulente che ha affermato di non conoscere i capi d’imputazione.zione 

iAlla successiva domanda la Dott. Chiaruttini ha fatto un riferimento allo stesso importo di 428,7milioni di euro  che la dottoressa Pera (consulente P.M.) aveva indicato come dividenti distribuiti ai soci, tuttavia  detraendo da questa somma 208 milioni qualificandoli restituzione dei versamenti effettuati da parte dei soci (aumenti di capitale e riserva sovrapprezzo risalenti al 2003)

Alla domanda se ritenesse opportuno effettuare dei dividendi in un momento come quello, in cui le emissioni della centrale si mantenevano su valori considerevoli, ha risposto che la società aveva investito su interventi di natura ambientale,  e quindi avendo già investito si sono divisi gli utili.

La nostra considerazione è che la decisione di dividersi gli utili sia avvenuta in un periodo in cui i valori emissivi si mantenevano comunque alti e per contro gli esiti di questi interventi ambientali tanto magnificati non ci pare abbiano avuto un effettivo riscontro nelle emissioni inquinanti. Esaminando proprio la tabella inserita nel capo d’imputazione si evidenzia, tra l’altro, che  per l’anidride solforosa, si è avuta una emissione media (almeno fino al 2012)  di 5.000 tonnellate annue ! Per quanto riguarda le emissioni dello stesso inquinante, nello stesso periodo, i valori emissivi risultavano di gran lunga superiori al limite massimo MTD.

Visto che la consulente ha ribadito che questi investimenti ambientali sono stati fatti e che per questo motivo la società ha deciso di dividere gli utili, resta aperto quindi l’interrogativo sulla efficacia e adeguatezza dei citati investimenti visti e considerati i risultati delle emissioni.

04 luglio 2022

Comunicato 5 luglio 2022

                                      Uniti Per La Salute ODV

                       Associazione di Volontariato

                            Quiliano, 05/07/2022


A  domanda dell’avvocato di parte civile il consulente Cottica ha risposto di non avere letto il capo d’imputazione

 

Nella udienza di oggi presso il tribunale di Savona del processo a carico di 26 fra dirigenti e amministratori della centrale a carbone di Vado Ligure-Quiliano, abbiamo ascoltato il consulente delle difese dott. Danilo Cottica, chimico.

Come noto si tratta di un processo di assoluta importanza sia per le pesanti imputazioni di disastro ambientale e sanitario sia perché ha come riferimento una vasta parte del territorio savonese.

Il consulente si è diffuso nella descrizione di una serie di contratti sottoscritti dall’azienda riconducibili direttamente o (soprattutto) indirettamente alla riduzione delle emissioni in alcuni casi è stato piuttosto sfuggente nella descrizione delle tipologie impiantistiche: in gran parte ha esposto contratti di mera manutenzione  

Ha inoltre sostenuto che le tecnologie adottate erano all’avanguardia tuttavia ha completamente omesso di illustrare la relazione tra questa presunta avanguardia delle tecnologie con gli effettivi esiti emissivi che, invece come dagli stessi dati dell’azienda, risultano elevati per tutto il periodo di funzionamento dell’impianto dal 2003  almeno fino al 2013.

Osserviamo a titolo di esempio che, come risulta dai dati ufficiali, le emissioni di biossido di zolfo sono state negli anni di gran lunga superiori ai limiti delle MTD (massimo 200 mg/Nm3) salvo ridursi solo nel 2013 (come possa mai conciliarsi  una tale situazione emissiva con le tecnologie all’avanguardia decantate dal consulente della difesa rimane  un autentico mistero visto che sul punto non ha fornito alcuna spiegazione)

In definitiva questa consulenza ci ha suscitato diverse perplessità, come quando, aprecisa domanda dell’avvocato di parte civile, il dott. Cottica ha fatto una affermazionesconcertante per un consulente chiamato a fornire il proprio apporto nel processodichiarando di non avere letto il capo d’imputazione.

O come quando, parlando della qualità del combustibili (carbone)si è diffuso nello spiegare che questa qualità dipendeva dal grado di macinazione mentre ha dichiarato di non aver considerato la percentuale di zolfo presente nel carbone,  caratteristica fondamentale per distinguere se il carbone è di buona o cattiva qualità.

Altre perplessità ci sono sorte alla risposta date al Pubblico Ministero quando ha dichiarato di non conoscere l’ importante documentazione processuale riguardante le relazioni dei consulenti dell’accusa.

Nella sua relazione il consulente ha anche definito i cannoni per il lancio di acqua sul deposito di carbone” tecnologia efficace per il contenimento della polverosità diffusa” questo punto il nostro avvocato ha dato lettura di una intercettazione tra due dipendenti “ Hai presente il cannone come sta sparando adesso ?  ……Non ci va una goccia sul carbone e l’acqua va tutta attaccata al filo del gesso e tutta sulle piante” Ci pare che il consulente abbia risposto che probabilmente si trattava di un caso di ventosità. A nostro parere proprio in caso di ventosità si alza il polverino e proprio allora dovrebbero funzionare gli abbattitori delle poveri!

21 giugno 2022

Comunicato Uniti per la Salute ODV del 21 Giugno 2022

 Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato

Quiliano, 21/06/2022


Continua presso il tribunale di Savona il processo a carico di 26 fra dirigenti e amministratori della centrale a carbone di Vado Ligure-Quiliano.

Crediamo si debba sempre ricordare che si tratta di un procedimento penale che ha come riferimento una vasta parte del territorio savonese e che i capi d’imputazione sono pesanti: si parla infatti di disastro sanitario e ambientale!

In questo contesto le difese degli imputati cercano naturalmente di scalfire il ponderoso impianto accusatorio con tutti i mezzi loro consentiti dalle norme in vigore.

Questa mattina è stata la volta della consulente dott.ssa Pera, commercialista, a subire l’intenso fuoco di fila delle difese che peraltro non ci pare siano riuscite a contestare la sostanza di quanto documentato dalla consulente nellscorsa udienza. I documenti prodotti (in parte reperiti con difficoltà) parlano da soli.

Ricordiamo quello che ci pare tra i più importanti aspetti emersi dalla consulenza già esposto nella scorsa udienza: il progressivo depauperamento delle risorse societarie soprattutto negli anni tra il 2004 e il 2009, in ragione della distribuzione ai soci di ben 428 milioni di euro di utili. Questa somma, come documentato dalla consulente, avrebbe ben consentito alla società di ambientalizzare i vecchi impianti e di realizzare il carbonile. 

Nell'udienza di oggi a precisa domanda dell’avvocato Casellato (difensore del WWF, parte civilela dott. Pera ha chiarito che il costo per ladeguamento del carbonile ammontava acirca 40.000.000 di euro, ma soprattutto che il rapporto fra questo costo e l‘ammontare complessivo che i soci si erano divisi fra il 2004 e il 2009 corrispondeva ad appena il 9 -10% degli utili e dividendi. Questa è una circostanza che riteniamo estremamente importante perché crediamo sarebbe bastato relativamente poco per adeguare il carbonile. Poi sul discusso Comitato di Gestione, non previsto né disciplinato dallo statuto della società, ha confermato che si trattava di organo di cui lei ha avuto contezza solo a seguito della perquisizione del 2014, e che peraltro risultava avere un significativo potere decisionale e gestorio anche rispetto alle decisioni in materia ambientale.

Il consulente della Procura ha inoltre ha espresso alcune gravi perplessità sull’efficacia e l'effettiva indipendenza dei componenti degli organi di controllo societari (come il collegio sindacale)anche in relazione alla presenza di questo Comitato di Gestione che non era previsto nello statuto e che non risultava essere stato formalmente nominato dal CDA.

Alla domanda di un avvocato delle difese sulle ricadute economiche della società dovute al sequestro dei gruppi a carbone la dott.ssa Pera ha affermato che il sequestrodell'impianto a carbone eseguito nel 2014 in qualche modo ha interrotto i guadagni della società perché non più in grado di produrre energia (dal carbone), ma è stato più un vantaggio che non un danno economico per Tirreno Power argomentando che, se non fosse intervenuto il sequestro, la società avrebbe dovuto realizzare il carbonile a servizio dei gruppi VL3 e VL4 che erano comunque a fine vita. Ad ulteriore domanda sull’impatto occupazionale del sequestro la consulente tecnica ha risposto che, ancor prima del sequestro, l’azienda avrebbe previsto di fare a meno di diversi dipendenti.

Da quanto leggiamo nel comunicato aziendale, a parere dell’azienda la dichiarazione della dott.ssa Pera sugli effetti del sequestro che “avrebbe sbalordito l’aula"; noi di Uniti per la salute eravamo presenti in aula e non abbiamo percepito alcuno sbalordimento a seguitodi questa affermazione, conseguente ad una (incauta) domanda della difesa degli imputati, perché non si è trattato affatto di un'affermazione apodittica da parte della consulente, ma invece puntualmente argomentata sul piano tecnico-economico.

Inoltre abbiamo letto sempre da parte aziendale che per la consulente della Procuraquesto sarebbe il primo processo per disastro ambientale. Premesso che le capacità e l’esperienza della dott.ssa Pera, anche in ambito processuale, sono certificate dal suo ricco curriculum professionale esposto nella scorsa udienza, è evidente l'assoluta irrilevanza della circostanza in quanto la consulente era stata chiamata a rispondere (ed ha puntualmente riposto) su quesiti di ordine societario ed economico, di cui è una nota esperta. 

Quanto alla supposta visione ideologica dei fatti sostenuta dall’azienda nei riguardi della consulente della Pubblica Accusariteniamo che la ricchissima documentazione acquisita e sequestrata a Tirreno Power, comprendente tra gli altri tutti i verbali dei consigli di amministrazione e i verbali delle riunioni del fantomatico Comitato di Gestione (organo non previsto dalla statuto e sostanzialmente sottratto ad ogni controllo societario, la cui esistenza è stata acquisita soltanto a seguito di una perquisizione), costituisca un punto di riferimento solido ed imprescindible nello sviluppo del processoche la consulente della Procura della Repubblica ha interpretato con estremo rigore, assoluta competenza senza la benché minima visione "ideologica" (avendo ricoperto la funzione di sindaco, non in associazione ambientaliste, ma in importanti società per azioni).