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13 agosto 2018

Marco Grondacci -Normativa sulle industrie insalubri: i compiti di Sindaci e ASL

Tratto da Note di Marco Grondacci 

Normativa sulle industrie insalubri: i compiti di Sindaci e ASL
















Seguendo da anni numerose vertenze ambientali in giro per l’Italia mi è spesso capitato di incontrare problematiche legate alle c.d. industrie insalubri di prima classe e di registrare come Sindaci e ASL non applichino correttamente la normativa che disciplina queste attività e come su  questa normativa ci sia un confusione che spesso e volentieri è voluta.
Vediamo quindi di chiarire quali sono le industrie insalubri, come vengono classificate, cosa devono fare i gestori di tali industrie, gli amministratori pubblici e gli enti di controllo tecnico secondo normativa e giurisprudenza…

LA NORMATIVA E LE MODALITÀ DI CLASSIFICAZIONE DELLE INDUSTRIE COME INSALUBRI
La classificazione di una industria insalubre di prima classe è soltanto un atto di ratifica ex lege in rapporto all’elenco del Decreto Ministeriale 5 settembre 1994 (per l'elenco vedi QUI). In altri termini se l’impresa in questione svolge una attività o detiene/tratta materiali e sostanze rientranti nell’allegato I a detto Decreto è automaticamente classificata insalubre. Quindi le autorità competenti (Asl sotto il profilo della istruttoria tecnica e il Sindaco titolare della funziona di massima Autorità Sanitaria sul Territorio) devono limitarsi a prendere atto di tale attività e applicare le seguenti chiarissime norme del testo unico sanitario (RD 27 luglio 1934 n° 165):
Art. 216
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute de gli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi.
La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda, quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato.
Questo elenco, compilato dal Consiglio superiore di sanità, è approvato dal Ministro per l'interno, sentito il Ministro per le corporazioni (ora vedi Ministro Sanità e più recentemente della Salute n.d.r.), e serve di norma per l’esecuzione delle presenti disposizioni.
Le stesse norme stabilite per la formazione dell’elenco sono seguite per iscrivervi ogni altra fabbrica o manifattura che posteriormente sia riconosciuta insalubre.
Una industria o manifattura la quale sia inserita nella prima classe, può essere permessa nell’abitato, quante volte l’industriale che l’esercita provi che, per l’introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura, compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima darne avviso per iscritto al podestà, il quale, quando lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione o subordinarla a determinate cautele.”
Art. 217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno o il pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza.
Nel caso di inadempimento il podestà (ora il Sindaco n.d.r.) può provvedere di ufficio nei modi e termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e provinciale.”



COSA SUCCEDE QUANTO UNA ATTIVITÀ E/O IMPRESA È CLASSIFICATA INSALUBRE
Quando invece occorre applicare quanto previsto dal comma 5 articolo 216 sopra riportato (verificare che l’azienda non rechi nocumento al pubblico) occorre che tale verifica sia fatta in concreto  per dimostrare la pericolosità effettiva o meno dell’azienda.
Non solo ma l’ industria che abbia adottato certi accorgimenti tecnici – o speciali cautele – che l’abbiano resa meno inquinante, o meno pericolosa, o meno nociva per l’ambiente esterno ed il vicinato, non perde affatto le «caratteristiche» di industria insalubre.

Quindi occorrerebbe predisporre regolamenti e protocolli che monitorizzino in continuo questi impianti secondo l'evoluzione: 
- del contesto del sito in cui operano, 
- la normativa ambientale che ne disciplina le emissioni e i rischi 
- le tecnologie che li caratterizzano, 
- le modifiche nella gestione del ciclo di attività. 
Continua l  su  Note di Marco Grondacci 

Marco Grondacci:Biodigestore spezzino: la VAS dell’Assessore Regionale e quella del Testo Unico Ambientale

Biodigestore spezzino: la VAS dell’Assessore Regionale e quella del Testo Unico Ambientale


L’Assessore  all’Ambiente della Regione Liguria nel difendere la decisione del Consiglio provinciale spezzino e del Comitato regionale di Ambito in relazione al biodigestore per il trattamento dei rifiuti organici da realizzare in provincia di Spezia, viola il significato della lingua italiana, la procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) e se mi è consentito la verità di fatti e soprattutto atti che la stessa Regione a suo tempo ha approvato.
Vediamo perché

11 agosto 2018

Doctors in action for climate change: la Rete europea dei medici-sentinella per l’ambiente

Tratto da Isde 

Doctors in action for climate change; nasce la Rete europea dei medici-sentinella per l’ambiente

fabriziobianchi1
Il 27 Giugno 2018 si è tenuto a Bruxelles un evento organizzato da ISDE Italia (International Society of Doctors for Environment) e HEAL (Health and Environment Alliance), con il supporto della Regione Toscana , dal titolo ‘Doctors in action for climate change’.
L’evento ha riunito medici e professionisti del settore della salute impegnati contro i cambiamenti climatici, al fine di condividere esperienze, buone pratiche e al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e i maggiori policy-makers sulla correlazione tra salute e cambiamenti climatici.
Presenti all’evento organizzazioni mediche e ambientaliste, esperti del settore, giornalisti e Parlamentari europei membri della Commissione Ambiente e sanità pubblica (Simona Bonafè,Marco Affronte ed Eleonora Forenza), insieme per preparare il dibattito in vista della prossima COP24 e per portare i medici in prima linea, come promotori della tutela della salute e della sensibilizzazione sulle problematiche ambientali legate a essa.
Génon K. Jensen, fondatrice e direttrice esecutiva di HEAL (Health and Environment Alliance) ha dichiarato a proposito dell’evento:
Affrontare i cambiamenti climatici non è mai stato così urgente – e non è soltanto una sfida ambientale: è una grave minaccia per la salute, il benessere e i diritti umani, e incide in modo sproporzionato sui più vulnerabili, come i bambini e i poveri.
A sua volta, questo significa che l’azione per il clima presenta incredibili opportunità per la nostra salute: de-carbonizzare le nostre società – sia nei trasporti, edifici, energia o sistemi alimentari – è interamente possibile e renderà questo mondo più salutare, sempre più prospero e più sostenibile.
HEAL è lieta che un numero sempre maggiore di operatori sanitari in Europa, e nel mondo, si stia impegnando per assicurare un clima e un’aria più salubri e per monitorare i benefici per la salute pubblica che derivano certamente da un’ambiziosa azione sul clima.”
In tale occasione ISDE Italia ha avuto modo di condividere l’esperienza della “Rete di medici-sentinella per l’ambiente”, una rete di medici di Medicina Generale (Mmg) o pediatri di libera scelta (Pls) la cui funzione è quella di monitorare incidenza, prevalenza e progressione di una malattia o di una serie di patologie nel tempo in gruppi di popolazione o in zone geografiche prestabilite.
Una realtà già operante in Italia e che ha visto il sostegno della Federazione Nazionale italiana dell’Ordine dei Medici e del Ministero della Salute.
In occasione dell’incontro si è inoltre dato l’avvio ad un processo di costruzione ed ampliamento di tale rete a livello europeo, sul modello di quello italiano.
Al seguente link è possibile scaricare tutta la documentazione della giornata:
Al seguente link la notizia apparsa su ANSA:

10 agosto 2018

Biodigestore a Vado grande sciocchezza Stampa E-mail Scritto da Roberto Cuneo

Tratto da Uomini Liberi 
BIODIGESTORE A VADO GRANDE SCIOCCHEZZA

Il Secolo XIX del 7 agosto 2018 annuncia il progetto di un biodigestore “pubblico” nelle aree di Tirreno Power.
Vado è la vittima predestinata di ogni sorta di rifiuto scartato dalle altre collettività liguri.
Questa idea è inammissibile soprattutto…CONTINUA

08 agosto 2018

Il Ministero dell'Ambiente rivedrà i limiti per PFAS e altre sostanze

Notizia Ansa

Ministero Ambiente rivedrà limiti per PFAS e altre sostanze

A settembre tavolo tecnico con istituti di ricerca


ROMA - Il Ministero dell'Ambiente è pronto a riesaminare i valori limite allo scarico per i PFAS e per altre sostanze chimiche. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha convocato a inizio settembre un tavolo tecnico urgente a cui parteciperanno gli istituti scientifici e di ricerca competenti in materia (CNR IRSA, ISS e ISPRA). Il Gruppo di lavoro tecnico dovrà prendere in esame le Linee Guida per la definizione di valori limite allo scarico per i PFAS e per altre sostanze chimiche. Lo scrive il Ministero in un comunicato.

Al Gruppo di lavoro partecipano dal 2016 tutte le Regioni e le rispettive Agenzie ambientali, a cominciare dalla Regione Veneto e da ARPAV, il cui territorio è particolarmente coinvolto nella problematica in questione, oltreché le Autorità di distretto. Lo scorso mese l'ARPAV segnalava la presenza nelle falde del GenX, una sostanza del gruppo dei PFAS che, da alcuni anni, viene utilizzata in processi industriali di sintesi di composti fluorurati al posto del più noto PFOA. La presenza dei Pfas, scrive il Ministero, interessa l'intero territorio nazionale: le Agenzie regionali protezione Ambiente di Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Sicilia e Umbria stanno effettuando dei monitoraggi sui PFAS, i cui risultati attesi per la fine del 2018 consentiranno di valutare l'estensione del fenomeno e stabilire l'adozione di misure per la salvaguardia ambientale. "Non possiamo permetterci di ignorare che siamo di fronte a una contaminazione delle falde da PFAS che solo in Veneto interessa almeno 300 mila persone - ha detto il ministro Costa -, ed è nostra responsabilità intervenire, nel rispetto dei ruoli, per assicurare la tutela ambientale. Siamo di fronte a un'emergenza che va affrontata con tutti gli strumenti a nostra disposizione, tra cui il tavolo esteso a tutte le Regioni, le quali hanno competenza sui valori limite di queste sostanze negli scarichi. Le conoscenze scientifiche su queste sostanze sono sempre più solide e questo ci richiama alla necessità di una valutazione più approfondita sui valori limite da adottare e sulla possibile inclusione di nuove sostanze del gruppo dei PFAS".

04 agosto 2018

"SCONCERTANTI I DATI FORNITI DALL' OSSERVATORIO REGIONALE "


Tratto da Il Secolo XIX


A mettere una parola fine all’acceso dibattito, probabilmente, sarà il processo che inizierà il prossimo 11 dicembre e che vedrà a giudizio 26 persone tra manager ed ex manager di Tirreno Power per disastro ambientale e sanitario colposo.
La sentenza che sarà pronunciata dal tribunale di Savona aiuterà sicuramente a dare una valutazione degli studi sulle emissioni della centrale.

Immagine tratta da La Stampa di Ieri 
Immagine tratta da La Stampa di ieri 
SCONCERTANTI I DATI FORNITI DALL' OSSERVATORIO REGIONALE 
Tratto da La Stampa 

Si contestano le conclusioni che sarebbero diametralmente opposte alla perizia del Cnr. A dicembre il processo ........servirà a fare chiarezza

La pubblicazione delle conclusioni dell’Osservatorio regionale salute e ambiente sulla qualità dell’aria a Vado in relazione alla presenza della centrale termoelettrica ha scatenato di nuovo una guerra tra l’azienda e gli ambientalisti. Dopo che mercoledì Tirreno Power ha ribadito l’assenza di «problemi sanitari e ambientali provocati dalla centrale», ieri sull’argomento è arrivata anche la presa di posizione dell’associazione Uniti per la Salute onlus... 

Leggi su Il Secolo XIX

Uniti per la Salute sul caso Tirreno Power: “Sconcertanti i dati forniti dall’Osservatorio regionale”

Savona - La pubblicazione delle conclusioni dell’Osservatorio regionale salute e ambiente sulla qualità dell’aria a Vado in relazione alla presenza della centrale termoelettrica ha scatenato di nuovo una guerra tra l’azienda e gli ambientalisti. Dopo che mercoledì Tirreno Power ha ribadito l’assenza di «problemi sanitari e ambientali provocati dalla centrale», ieri sull’argomento è arrivata anche la presa di posizione dell’associazione Uniti per la Salute onlus, sempre in prima linea nel sostenere che il carbone provoca seri danni alle persone ed al territorio: «Stupore e sconcerto. Sono queste le parole che ci vengono in mente leggendo le notizie apparse sull’Osservatorio regionale salute e ambiente».
I portavoce della onlus tengono a sottolineare ancora una volta la validità della ricerca del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Pisa: «Le preoccupanti conclusioni di quello studio sono evidenti e sotto gli occhi di ogni cittadino (si parla tra l’altro di significativi eccessi di mortalità). Ricordiamo che si tratta di uno studio durato anni prodotto dal massimo organismo di ricerca italiano e basato sulle mappe di diffusione fornite da Arpal e utilizzando l’ospedalizzazione da fonte Schede di Dimissione ospedaliera e la mortalità da fonte registro regionale».
Uniti per la Salute non nasconde poi un certo stupore per le decisioni dell’Osservatorio: «Non sono stati loro a commissionare lo studio retrospettivo di coorte residenziale al Cnr di Pisa? Ci domandiamo perché l’Osservatorio, dopo aver commissionato questo impegnativo studio al Consiglio Nazionale delle Ricerche abbia ritenuto di doverlo sottoporre ad una ulteriore verifica di scientificità. E ci domandiamo anche perché quel documento sia stato reso pubblico dalla Regione solo dopo mesi di richieste in tal senso».
E così dalla onlus savonese arriva una stoccata al comitato scientifico nominato dall’osservatorio: «Riteniamo sarebbe utile render pubblico il criterio di scelta e le competenze specifiche dei componenti di questo comitato chiamato a giudicare il lavoro del Consiglio Nazionale delle Ricerche e anche sapere se a questi componenti sia stata richiesta una dichiarazione circa l’assenza di situazioni di conflitto di interesse».
A dimostrazione della qualità e del valenza dello studio del Cnr da Uniti per la Salute fanno presente che, recentemente, «il lavoro è stato vagliato dalla comunità scientifica internazionale che lo ha quindi accettato affinché ne sia presentato un estratto al congresso di livello mondiale di epidemiologia ambientale di Ottawa (Canada). Riteniamo - concludono dalla onlus - che la valenza della valutazione scientifica di un tale livello internazionale sia difficilmente contestabile».
A mettere una parola fine all’acceso dibattito, probabilmente, sarà il processo che inizierà il prossimo 11 dicembre e che vedrà a giudizio 26 persone tra manager ed ex manager di Tirreno Power per disastro ambientale e sanitario colposo.  Sei associazioni ambientaliste (Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la Salute, Wwf e Anpana) e il ministero dell’Ambiente si sono costitute parti civili. La sentenza che sarà pronunciata dal tribunale di Savona aiuterà sicuramente a dare una valutazione degli studi sulle emissioni della centrale.

02 agosto 2018

Dottor Fabrizio Minichilli al ISES-ISEE 2018 Joint Annual Meeting: Il rischio per la salute di vivere vicino a una centrale elettrica a carbone in Italia.


Al di là di ogni altra valutazione e interrogativo, comunichiamo che recentemente lo studio retrospettivo di coorte residenziale del CNR di Pisa è stato vagliato dalla comunità scientifica internazionale che lo ha quindi accettato affinché ne sia presentato un estratto al congresso di livello mondiale di epidemiologia ambientale di Ottawa (Canada) ISES-ISEE 2018 Joint Annual Meeting.

Riteniamo debba essere sottolineata la valenza della valutazione scientifica di un tale livello internazionale che ci pare difficilmente contestabile.
Sotto l' intervento in programma il 28 di agosto alle ore 14,30


Intervento del Dottor Fabrizio Minichilli 

O02.03.50. Il rischio per la salute di vivere vicino a una centrale elettrica a carbone: uno studio di coorte residenziale nell'Italia nord-occidentale 
Dottor Fabrizio Minichilli, Unità di Epidemiologia Ambientale, Istituto di Fisiologia Clinica, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
                         

Il tema della riunione annuale congiunta ISES-ISEE 2018 è " Affrontare le complesse questioni locali e globali in termini di esposizione e salute ambientale ".

Essendo la capitale del Canada, Ottawa ospita una comunità diversificata e attiva di scienziati e responsabili politici impegnati nell'indagine sull'ambiente locale e globale e nella ricerca sanitaria. La riunione annuale congiunta ISES-ISEE 2018 includerà delegati di tutto il mondo e farà leva su competenze locali e internazionali per affrontare argomenti complessi locali e globali relativi alla scienza dell'esposizione e all'epidemiologia ambientale .....continua qui


Pubblichiamo il link  alla  relazione scientifica conclusiva, relativa allo studio epidemiologico di coorte residenziale su mortalita' e ricoveri ospedalieri per valutare gli effetti sulla salute dell' inquinamento da centrale a carbone  nei comuni di Savona , Vado Ligure , Quiliano e aree limitrofe e ricostruzione del quadro epidemiologico in relazione  all' impatto di emissioni puntiformi e diffuse in atmosfera 


Uniti per la Salute - Comunicato :Stupore e sconcerto.

STUPORE E SCONCERTO

Stupore e sconcerto. Sono queste le parole che ci vengono in mente leggendo le notizie apparse su alcuni media locali circa l’Osservatorio regionale salute e ambiente: è stato o no lo stesso Osservatorio a commissionare lo studio retrospettivo di coorte residenziale al CNR di Pisa? 
Le preoccupanti conclusioni di quello studio sono evidenti e sotto gli occhi di ogni cittadino (si parla tra l'altro di significativi eccessi di mortalità -riportiamo  sotto le conclusioni). 
Ricordiamo che si tratta di uno studio durato anni prodotto dal massimo organismo di ricerca italiano e basato sulle mappe di diffusione fornite da ARPA Liguria e utilizzando l’ospedalizzazione da fonte Schede di Dimissione ospedaliera e la mortalità da fonte registro regionale.
Ci domandiamo perché l’Osservatorio della Regione Liguria, dopo aver commissionato questo impegnativo studio al Consiglio Nazionale delle Ricerche, (che ripetiamo essere il massimo organo di ricerca italiano) abbia ritenuto di doverlo sottoporre ad una ulteriore verifica di scientificità.
E ci domandiamo anche perché quel documento sia stato reso pubblico dalla Regione solo dopo mesi di richieste in tal senso.
A questo proposito riteniamo sarebbe utile render pubblico il criterio di scelta e le competenze specifiche dei componenti di questo comitato chiamati a giudicare il lavoro del Cnr e anche sapere se a questi componenti sia stata richiesta una dichiarazione circa l'assenza di situazioni di conflitto di interesse.
Al di là di ogni altra valutazione e interrogativo, comunichiamo che recentemente questo lavoro del CNR di Pisa è stato vagliato dalla comunità scientifica internazionale che lo ha quindi accettato affinché ne sia presentato un estratto al congresso di livello mondiale di epidemiologia ambientale di Ottawa (Canada) ISES-ISEE 2018 Joint Annual Meeting.
Riteniamo debba essere sottolineata la valenza della valutazione scientifica di un tale livello internazionale che ci pare difficilmente contestabile

UPLS ONLUS

Leggi su IVG 

Tirreno Power, è “guerra” sui risultati degli studi scientifici, Uniti per la Salute: “Valenza del lavoro del CNR non è in discussione”

L'accusa: "Le preoccupanti conclusioni di quello studio sono evidenti e sotto gli occhi di ogni cittadino. La comunità scientifica internazionale lo ha approvato"Leggi tutto 



Lo Studio dell' ISTITUTO DI FISIOLOGIA CLINICA del   CNR 
e'   pubblicato al link  AMBIENTE IN LIGURIA   
Sotto le conclusioni  





01 agosto 2018

Pubblichiamo il link alla relazione scientifica conclusiva, relativa allo studio epidemiologico del CNR

Pubblichiamo il link  alla  relazione scientifica conclusiva, relativa allo studio epidemiologico di coorte residenziale su mortalita' e ricoveri ospedalieri per valutare gli effetti sulla salute dell' inquinamento da centrale a carbone  nei comuni di Savona , Vado Ligure , Quiliano e aree limitrofe e ricostruzione del quadro epidemiologico in relazione  all' impatto di emissioni puntiformi e diffuse in atmosfera 
Studio  pubblicato su AMBIENTE IN LIGURIA  a cura
 dell' ISTITUTO DI FISIOLOGIA CLINICA del   CNR 

 Gruppo di lavoro per la conduzione di studi di epidemiologia ambientale analitica Fabrizio Minichilli, Elisa Bustaffa, Alessio Coi, Michele Santoro, Maria Cristina Imiotti, Lorena Mezzasalma, Caterina Minniti, Rosanna Panini, Fabrizio Bianchi
http://www.ambienteinliguria.it/eco3/DTS_GENERALE/20180418/CNR%20Relazione%20finale%20%20studio%20retrospettivo%20epidemiologico%20%20DGR%201609%202013.pdf

Riportiamo le conclusioni 






Importanti anche i seguenti link

Oggetto: valutazione dello studio retrospettivo epidemiologico ,richiesta di informazioni da parte del Comitato Scientifico leggi qui 

Riportiamo un' immagine dell'attribuzione classe di  esposizione alla corte residenziale e le conclusioni 


Pubblichiamo il link  ad un altro importante documento sempre sul sito di Ambiente in Liguria
Oggetto: note sulla relazione finale ed integrazioni successive in risposta ai pareri del policlinico San Martino e del Comitato Scientifico dell' Osservatorio Regionale  Salute e Ambiente 

Sotto il documento integrale 


“ Continuiamo a pensare che sia sorprendente che qualcuno critichi uno studio durato anni prodotto dal massimo organismo di ricerca italiano:Il CNR

A proposito dello "Studio del Cnr sulla problematica  centrale a carbone "Alcuni importanti post ed articoli dei  quotidiani ....

Tratto da Unitiperlasalute del 01 maggio 2018

Dottor Fabrizio Bianchi :Tirreno Power , perche' il nostro studio e' valido.

Immagine tratta da IL SECOLO  XIX 
da leggere attentamente 

L'autore e' del CNR e direttore della ricerca 

Head Unit of Environmental Epidemiology and Disease Registries Institute of Clinical Physiology 

National Research Council
Tratto da Unitiperlasalute del 06 aprile 2018


Immagine tratta da  pag 9 de" Il Fatto Quotidiano" oggi in edicola


Tratto da Il Fatto Quotidiano www.ilfattoquotidiano.it




 Da Il Secolo XIX :Vado ligure - Tirreno Power, lite sullo 

studio “nascosto”. 

Il Cnr: «Altissimi picchi di mortalità» Leggi tutto



Tratto da Unitiperlasalute del 7 aprile 2018


INDAGINE DEL CNR -Studio Choc sulla centrale :La Procura sorpresa :Perche' informati solo ora?

Immagini tratte da Il Secolo XIX oggi in edicola



Immagine tratta da Il Fatto Quotidiano di oggi 



Immagine tratta da "La Stampa "oggi in edicola 



Tratto da Unitiperlasalute dell' 8 aprile 2018


Immagine tratta da Il Secolo XIX  dell'8 aprile 2018
Parla l' Autore dello studio in mano alla procura.
"Ora mi aspetto che proveranno a smontare le nostre tesi"


Bianchi ,capo della ricerca :
"I dirigenti della Regione hanno capito bene la gravita' delle conclusioni."

Immagine tratta da La Stampa di oggi 




Tratto da Unitiperlasalute del 17 aprile 2018

Problematica Tirreno Power. I nostri dati sono giusti dice il CNR dopo il rapporto 

su rischio mortalita' .

Guardate l'apertura del Tg Rai 3  di oggi delle 14 con l'importante  servizio sulla problematica centrale a carbone di Vado Ligure - Quiliano .Ecco uno stralcio del  servizio :

"I NOSTRI DATI SONO GIUSTI DICE IL CNR DOPO IL RAPPORTO  SU RISCHIO MORTALITA' 

In primo piano il rapporto tra  industria e salute nel caso della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure  La settimana scorsa il giudice  del Tribunale di Savona ha rinviato a giudizio i 26 indagati per disastro  ambientale e sanitario colposo -

Secondo uno studio del Cnr di Pisa e' aumentata la mortalita' nel territorio intorno alla centrale .Dati contestati da Tirreno Power e ancora da  verficare secondo la regione 

I  NOSTRI RISULTATI SONO ATTENDIBILI  RIBATTE IL RESPONSABILE DELLA RICERCA .
Lo ha intervistato Serena Biondini.
I RISCHI SONO MOLTO ELEVATI DI MORTALITA' GENERALE ,MORTALITA' PER TUMORI ,MORTALITA' CARDIOVASCOLARE E RESPIRATORIA 

       AL CNR DI PISA NON HANNO DUBBI  .

 SECONDO IL LORO STUDIO TRA IL 2000 E il 2013 MIGLIAIA DI PERSONE SI SONO AMMALATE E SONO MORTE NELLA ZONA INTORNO ALLA TIRRENO POWER DI VADO LIGURE  A CAUSA  DELLE EMISSIONI DELLA CENTRALE .
                        
                                    
40 % in piu' di mortalita'  nelle aree piu' scure rispetto alle  aree piu' chiare  quelle di riferimento
e si arriva sino al 60 % se si considera la mortalita'  per malattie respiratorie 
40% 50% quelle cardiovascolari 

 QUINDI SI STA PARLANDO DI ECCESSI DI RISCHIO MOLTO ALTI.
 Lo studio di corte residenziale  ha  analizzato i dati di 140.000 residenti in 12 comuni  intorno a Vado Ligure, Quiliano e Savona tenendo conto di tutte le fonti di inquinamento compresi riscaldamento,porto e altre industrie .

COME DISEGNO DI STUDIO E' IL PIU' EVOLUTO CHE OGGI SI POSSA FARE 

L' inquinamento atmosferico  e  da traffico ,da altre cause  e' stato tenuto in considerazione  quindi GLI EFFETTI SONO EFFETTI ASCRIVIBILI ALLA CENTRALE .

Termina il Dirigente di Ricerca 
Dottor Fabrizio  Bianchi del Cnr:
 NOI ABBIAMO RIBATTUTO PUNTO , PUNTO ALLE CRITICHE  FATTE E  COMUNQUE NOI INVIEREMO I NOSTRI ARTICOLI SCIENTIFICI ALLE RIVISTE INTERNAZIONALI  SPECIALIZZATE E CI 
SOTTOMETTIAMO AL GIUDIZIO DI REVISORI INDIPENDENTI.

PENSIAMO CHE ANCHE CONSIDERANDO I LIVELLI DI INCERTEZZA I RISULTATI SIANO PREOCCUPANTI E DEBBANO RICHIEDERE UNA SERIA RIFLESSIONE."

Guarda il video integrale  su Tg Rai3

Tratto da UnitiperlaSalute del 20 aprile 2018

Comunicato di "Uniti per la Salute Onlus":Negli ultimi commenti dello studio epidemiologico del CNR ci sono diversi aspetti che ci paiono singolari.....

Comunicato di "Uniti per la Salute Onlus"

Negli ultimi commenti che hanno accompagnato la (tardiva) pubblicazione regionale dello studio epidemiologico del CNR dedicato alla centrale di Vado Ligure ci sono diversi aspetti che ci paiono singolari:
  • Risulta sorprendente che qualcuno critichi in modo superficiale ed approssimativo uno studio durato anni prodotto dal massimo organismo di ricerca italiano
  • Non si riescono a comprendere i motivi per cui l’Osservatorio della Regione Liguria, dopo aver commissionato lo studio al Consiglio Nazionale delle Ricerche, ritenga di doverlo sottoporrre ad una ulteriore verifica di scientificità                                                        
  • Sarebbe interessante fossero resi pubblici i criteri di scelta dei componenti di questo comitato ed i titoli di "epidemiologia ambientale" di questi "super esperti"chiamati a giudicare il lavoro del CNR                 
  • Inoltre sarebbe di indiscutibile interesse pubblico sapere se a questi esperti sia stata richiesta una dichiarazione circa l'assenza di situazioni di conflitto di interesse    
  • Non si capisce perché, a fronte di reiterate richieste da parte di Uniti per la salute del rilascio di copia dello studio del CNR, la Regione l’abbia resa pubblica solo ieri 18 aprile: se c’erano i motivi ostativi alla consegna dei documenti avuti come risposta e relativi alla conclusione dell’” iter”, perché pubblicarli ora ? e se non c’erano questi motivi, perché non renderli pubblici mesi fa, quando sono stati formalmente richiesti?                     
  • Ci preoccupa inoltre che detto studio CNR, non consegnato in questi mesi ai comitati che lo hanno richiesto per iscritto e alla Procura, parrebbe essere già stato precedentemente valutato (vedasi Comunicato stampa dell’azienda 6 aprile scorso) proprio dell’azienda stessa.                                                                               
  • Dal sito internet istituzionale della Regione -vedi allegato- risulta che “nell’ ottobre 2016……. l’osservatorio ha concluso le proprie attività,” e quindi non ha semplicemente "sospeso" tali attività come dichiarato dalla Regione. In ogni caso sarebbe importante rendere pubblico l’atto con cui è stato nuovamente costituito ovvero ripristinato l'Osservatorio contenente il merito dell’incarico e il nome dei componenti compreso quello del coordinatore
Uniti per la salute ONLUS

Leggi anche   su"La Stampa "

Uniti per la Salute: “Assurdo 

contestare le analisi fatte dal Cnr”

Sul caso Tirreno Power l’Osservatorio regionale sulla Salute finisce nel 
mirino degli ambientalisti. Le perplessità del Comitato scientifico sullo
 studio epidemiologico del Cnr di Pisa che ha evidenziato un aumento dell’incidenza delle patologie nell’area vicina alla centrale elettrica,
 hanno provocato ieri la reazione del comitato Uniti per la Salute, 
una delle associazioni che si è costituita parte civile nel processo 
Tirreno Power.«E’ sorprendente che qualcuno critichi in modo
 superficiale e...continua