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24 ottobre 2017

WWF.Uscire dal carbone entro il 2025: ecco come fare


Tratto da Qualenergia

Uscire dal carbone entro il 2025: ecco come fare

Uno scenario prevede il phase-out in Italia della produzione termoelettrica a carbone al 2025 senza la sua sostituzione con nuova potenza a gas, ma con più apporto di rinnovabili, la partecipazione della domanda ai mercati elettrici e il ricorso agli accumuli. Uno studio di REF-E, commissionato da WWF Italia.

Si può e si deve uscire dal carbone in Italia entro il 2025, accelerando il passaggio verso una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
Un report di REF-E (istituto di ricerche di economia e regolazione dell'energia), commissionato dal WWF Italia, dal titolo “Phase‐out del carbone al 2025. Ipotesi e impatti nello scenario elettrico” (allegato in basso), spiega in che modo attuare questo passaggio nel nostro paese.
Molti Paesi europei hanno deciso di uscire dal carbone: la Francia nel 2022 e la Gran Bretagna nel 2025. Il Belgio lo ha già fatto dal 2016. L’Olanda lo ha previsto dal 2030 nell’accordo della coalizione di governo. Finlandia, Portogallo, Irlanda, Austria, Svezia e Danimarca stanno decidendo di uscire dal carbone entro il 2025.
La quota di carbone in Italia pesa relativamente poco in termini di elettricità prodotta (tra il 12 e il 16%), ma incide molto in termini di inquinamento e di emissioni climalteranti: 40% circa delle emissioni del settore elettrico.
Una scelta di andare verso il phase-out del carbone, spiega WWF Italia in un comunicato, potrebbe influire positivamente anche sui Paesi maggiormente dipendenti da questa fonte come Germania e Polonia.   
Partendo dallo scenario delineato dalla Strategia Energetica Nazionale, quali sono dunque le condizioni che possono permettere l’abbandono della generazione nazionale a carbone entro il 2025, riducendo però ulteriori nuovi investimenti in infrastrutture di combustibili fossili?
Lo scenario WWF 2025 è confrontato pertanto con altri possibili scenari che contemplino il ritiro del carbone al 2030 attraverso un incremento della capacità a gas (SEN 2030) o della generazione rinnovabile (RES 2030), che anticipino il ritiro al 2025 con sostituzione con nuovi impianti a gas (SEN 2025) o che non intervengano nell’anticipare il ritiro delle centrali a carbone (SEN inerziale).
Secondo l’associazione ambientalista la fattibilità di tale processo al 2025 esiste e senza incrementare la potenza di gas naturale e considerando lo sviluppo dello storage la partecipazione attiva della domanda ai mercati, il potenziamento dell’infrastruttura di rete e ovviamente spingendo sulle fonti rinnovabili.Continua qui

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